29 aprile 2017

APPROVATA LA FINANZIARIA. I COMMENTI IN DIRETTA DALL'ARS








FINANZIARIA. PD: MANOVRA SOLIDA CON MISURE IMPORTANTI PER LA SICILIA. IL BLOG: ANCORA NON ABBIAMO NOTIZIE SULLA NORMA CHE PERMETTEVA L'AUMENTO DELLE GIORNATE


29 Aprile 2017
“Al termine di un complesso percorso d’aula abbiamo approvato una manovra utile, snella e finanziariamente solida. Le norme approvate contengono misure in favore di settori e categorie che da troppo tempo aspettavano risposte”. Lo dicono il presidente Alice Anselmo, il vice presidente Giovanni Panepinto ed i parlamentari del gruppo PD all’Ars a proposito dell’approvazione della manovra economica.
“Il Partito democratico si è battuto in particolare per le misure a favore dei disabili, per l’esenzione del ticket per gli inoccupati, per i consorzi di bonifica (per il contenimento del costo dell’acqua per uso irriguo) e per le garanzie occupazionali in favore del personale, per le misure a sostegno degli ex sportellisti multifunzionali, per i lavoratori ASU e per il loro percorso verso la stabilizzazione, per l’Aras e il sostegno ai suoi dipendenti.
Ci siamo impegnati inoltre – spiegano - in favore dei Comuni siciliani e dei sindaci che non dovranno più subire l’ingiustizia della decadenza per la mancata approvazione dei bilanci spesso conseguenza dei ritardi  di altre istituzioni,ripristinando le condizioni di governabilità degli Enti locali.
I risparmi che arriveranno dal riacquisto dei beni immobili da parte della Regione permetteranno di tagliare ogni anno milioni di euro fino a questo momento spesi per gli affitti: un’operazione della quale tanto si è discusso ma che porterà tanti benefici alle finanze regionali.
E’ stata l’ultima finanziaria di questa legislatura – concludono i parlamentari del PD - che conferma il percorso di rafforzamento dei conti e tagli agli sprechi intrapreso in questi cinque anni, che ci porta oggi ad avere un bilancio finalmente solido che ci permette di tornare a programmare mettendo di nuovo al centro i siciliani, grazie anche alle misure che abbiamo proposto e che sono state inserite nel cosiddetto ‘ddl collegato’ che sarà in aula nei prossimi giorni”.

Fonte: www.pdars.it






REGIONE. FINANZIARIA, ALL’ARS ARRIVA IL VIA LIBERA. 200 MILIONI PER ENTI E ASSOCIAZIONI



di Giacinto Pipitone
PALERMO. Approvata la mini-Finanziaria con 37 voti favorevoli e 15 contrari. La manovra si porta con sé qualche misura anche per precari e disoccupati, e soprattutto il maxi fondo da 238 milioni per i disabili.
Tra le ultime norme che hanno avuto l’ok la tabella che stanzia circa 200 milioni di finanziamenti e contributi per enti e associazioni. Resta ora da approvare la legge che cancella la decadenza automatica dei sindaci in caso di mancato via libera al bilancio.

Il Parlamento ha continuato a muoversi in un clima da fine legislatura con lo spettro di un rimpasto post-approvazione che aleggiava a ogni votazione e un occhio sempre rivolto alla campagna elettorale. La scorsa notte è mancato il numero legale per l’approvazione, dunque il voto finale è slittato a questa mattina.

Ieri è stata soprattutto la giornata dei disabili. In mattinata i deputati avevano saputo dell’incontro fra le associazioni dei familiari e Mattarella. In serata è arrivato il voto di un articolo che stanzia per il 2017 circa 238 milioni.

Crocetta lo ha illustrato così: «La norma permette di mettere insieme un finanziamento complessivo di 238 milioni già da quest’anno. A questa cifra si arriva sommando i 36 milioni stanziati due mesi fa, i 34 frutto della riserva del 10% dal fondo destinato agli enti locali, gli 80 milioni che la Regione ha trovato nelle pieghe del proprio bilancio, i 20 che serviranno esclusivamente a pagare il trasporto e l’assistenza ai disabili nelle scuole. E poi ci sono i 68 milioni del fondo nazionale che per ora anticipiamo noi».

Per Crocetta «è passata anche la mia proposta che permette di non rendicontare queste somme in modo che ogni disabile possa spenderle per i servizi che più gli servono. Gli impegni sono stati mantenuti».

Il via libera è arrivato dopo circa un’ora di dibattito, in un’aula con evidenti posti vuoti fra i banchi dei deputati di entrambi gli schieramenti. Ma tanto è bastato per raccogliere, per la prima volta, il plauso delle associazioni dei familiari: «Ora ci sono i soldi. Sarà loro responsabilità spenderli presto. Comincino a fare i progetti» ha sintetizzato Giuseppe Catalano, uno dei leader del movimento “Siamo handicappati non cretini”.

Per uscire dall’impasse è stata necessaria una mediazione sulla norma-chiave della manovra, quella che prevede il riacquisto da parte della Regione degli immobili che la stessa Regione aveva ceduto ai privati nel 2007 per un paio di centinaia di milioni già “bruciati” in spesa corrente. È, questo, il cuore della Finanziaria, l’articolo in grado di immettere nel circuito economico qualcosa come 200 milioni (ne leggete i dettagli a parte).

La norma prevede che attraverso il Fondo Pensioni la Regione riacquisti 32 immobili ceduti nel 2007. Il costo sarà di una sessantina di milioni a cui si aggiunge l’accollo del mutuo da un centinaio di milioni acceso in questi anni sui palazzi. Questi immobili finiranno nel capitale del Fondo Pensioni e grazie a questa mossa la Regione potrà evitare di trasferire 59 milioni all’anno per i prossimi anni.

Si tratta di un’operazione finanziaria complicata su cui l’opposizione aveva alzato le barricate raccogliendo la preoccupazione dei sindacati sull’eventuale indebolimento del Fondo che garantisce le pensioni dei regionali. È stata approvata con una riscrittura frutto di una mediazione fra le richieste dell’opposizione e il testo scritto dall’assessore all’Economia Alessandro Baccei.

Complice l’intervento di Antonello Cracolici, il nuovo testo prevede che se il trasferimento dei beni e delle garanzie non avverrà in tempo la Regione potrà rinviare il trasferimento dei 59 milioni al Fondo Pensioni garantendosi così la liquidità necessaria per quest’anno.

Approvata anche la norma che permette agli Asu (categoria che comprende circa 6 mila precari che non hanno un contratto ma percepiscono un sussidio da circa 600/700 euro al mese) di entrare nel bacino degli Lsu e poter così essere inseriti nei percorsi di stabilizzazione che saranno avviati entro la fine del 2018. Esulta il Csa con Mario Mingrino e Vito Sardo.

La norma – frutto di un emendamento di Mimmo Turano dell’Udc - prevede che a questi precari possa essere agganciato un budget che incasserà chiunque li assuma (sia enti pubblici che privati). La stessa norma assegna al governo le risorse per pagare gli arretrati a chi non aveva percepito lo stipendio del dicembre scorso (pronti 2,5 milioni). Previsto anche il passaggio alla Regione di una piccola quota di Lsu che fino a ora sono stati formalmente “statali”: alla Regione costeranno due milioni all’anno.

Approvato anche un articolo che prova a tendere una mano ai 1.700 sportellisti che avevano lavorato nei servizi di orientamento della formazione professionale. La norma stanzia sei milioni che serviranno a garantire un primo, temporaneo, inserimento nei Centri per l’impiego mentre un contratto più solido si potrà avere solo quando arriveranno i fondi comunitari per finanziare i progetti di politiche attive del lavoro. Per la Uil, con Giuseppe Raimondi, «ora il governo non ha più alibi e deve mettere subito a punto un sistema capace di aiutare le famiglie e chi è in cerca di un'occupazione».

E passa anche l’esenzione totale dai ticket sanitari per gli inoccupati con reddito lordo inferiore a 11 mila euro, norma chiesta a gran voce dal Pd. Sono le misure più politiche di una manovra ridotta all’essenziale per la carenza di fondi e per il mancato accordo fra i partiti della maggioranza e il governo.

Per tutti i sei giorni si è respirato un clima da ultimo atto: l’opposizione ha più volte inserito nel dibattito i boatos secondo cui dopo la Finanziaia potrebbe arrivare un rimpasto. Una mossa con cui Crocetta si metterebbe nelle condizioni di affrontare gli ultimi sei mesi di legislatura con un governo di fedelissimi (senza i renziani). C’è stato il tempo di approvare anche la proroga per due anni dell’affidamento del servizio di trasporto locale alle autolinee, rinviate quindi le gare pubbliche.

Approvato anche un articolo, caro a Crocetta, che impone alla Regione a gli enti pubblici collegati di pubblicare sui quotidiani il «rendiconto semplificato per i cittadini» e pure i subappalti. Lo stesso obbligo avranno Asp e ospedali: per tutto questo c’è un finanziamento di un milione.

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29 Aprile 2017
Fonte: gds.it






MANCATI PAGAMENTI STIPENDI 2016 LAVORATORI FORESTALI. LE SEGRETERIE REGIONALI CHIEDONO UN INCONTRO URGENTISSIMO

Ricevo e pubblico
dalle Segreterie Regionali 
di Fai, Flai e Uila











6° CONGRESSO REGIONALE DELLA FAI CISL SICILIA. ECCO RELAZIONE DEL SEGRETERIO REGIONALE, CALOGERO CIPRIANO. AMPIO SPAZIO VIENE DATA ALLA VERTENZA FORESTALE

Ricevo e pubblico
dalla Segreteria Regionale
Fai Cisl




6° Congresso Regionale della Fai Cisl Sicilia. Relazione del Segreterio Regionale, Calogero Cipriano



Notizia correlata:

I forestali costano solo lo 0,8% del bilancio regionale. A dirlo Calogero Cipriano Segretario Regionale Generale della Fai Cisl Sicilia. Antonello Cracolici: per i forestali stiamo lottando per un riordino del settore perché vivono in condizioni difficili e con un disprezzo sociale non giustificato




TRENTA MILIONI PER LA FORESTAZIONE


Altri trenta milioni a bando per il nuovo Psr. Si tratta delle unisura 8.1 per il sostegno degli interventi di forestazione e imboschimento nel territorio regionale. «I beneficiari saranno aziende private ed enti pubblici titolari della gestione dei terreni interessati dagli interventi», ha spiegato l'assessore all'agricoltura, Antonello Cracolici. Trenta comuni siciliani saranno supportati dall'assistenza tecnica dell'Esa (Ente Sviluppo Agricolo) per la presentazione dei progetti collegati alle sottomisure 8.1, 8.3 e 8.4 sulla forestazione. «Stiamo rispettando il cronoprogramma che ci siamo dati sulla pubblicazione dei bandi del Psr», ha aggiunto l'esponente della giunta Crocetta, «nel corso dell' ultimo anno siamo riusciti a dare risposte certe al comparto agricolo e ai territori, mettendo a bando 440 milioni di euro di fondi europei dedicati agli investimenti in agricoltura, trasformazione, promozione, misure agro ambientali, viabilità rurale e attività di forestazione. Nei prossimi giorni pubblicheremo il bando 6.1 sui giovani agricoltori, complessivamente 235 milioni di euro, stanziati in collegamento tra diverse misure (4.1, 6.4 A, 8.1) per insediare con questo primo bando circa 1.000 nuove aziende agricole e favorire il ricambio generazionale nel comparto agricolo siciliano».
29 Aprile 2017
MF Sicilia






NELLA NOTTE VIA LIBERA ALLA FINANZIARIA DI SOPRAVVIVENZA, MANCA SOLO IL VOTO FINALE MA È GIÀ POLEMICA SU TUTTI I FRONTI. CI SONO I FONDI ANCHE PER I FORESTALI


Approvato lo scippo al fondo pensioni e le stabilizzazioni degli Asu

29 Aprile 2017
Lo spettacolo indegno dell’ultima Finanziaria regionale è in dirittura d’arrivo. Intorno all’una di notte si è finalmente concluso l’iter di approvazione dei 16 articoli ai quali è stata ridotta la manovra (12 dei 42 della Finanziaria e 4 prelevati dal disegno di legge collegato). Manca, ormai, solo il voto finale per il quale è mancato il numero legale. Oggi si dovrà mettere la parola fine con un voto, un allineamento fra bilancio e finanziaria e un nuovo voto conclusivo. Una procedura che, ormai, è poco più di una formalità per la quale nella notte, però, è tornato a mancare il numero legale.
Si tratta di un documento che definire scarno non sarebbe gisto. Vi si prevedono tuttte le spese necessarie alla sopravvivenza della Regione e quelle legate alle polemiche degli ultimi mesi ma non c’è una sola scelta poltiica, un solo intervento di sviluppo, un finanziamento, una direzione. Tutto è lasciato al caso e all’esigenza di restare sulla poltrona per questi ultimi sei mesi di legislatura.
Ci sono i soldi per i disabili, in gran parte prelevati dal Fondo Pensione dei regionali. Il presidente annuncia la sua ‘promessa mantenuta’ e parla di quasi 250 milioni (248 per l’esattezza) ma in realtà i nuovi fondi sono i 36 milioni dei discussi emendamenti delle ultime settimane. Gli altri sono quelli ordinari per la cura, l’assistenza a caricod el servizio sanitario o di quello socio assistenziale di Asp e comuni. E quei 36 milioni sono al centro di una violenta polemica in corso da tempo. Proprio ieri i disabili avevano rivolto un appello al Presidente della Repubblica  (leggi qui)
C’è poi la polemica più ampia sul Fondo Pensioni. Dagli accantonamenti dei contributi versati dai dipendenti regionali vengono prelevati non solo i soldi per i disabili (in parte imposti come spesa ai Comuni) ma anche i fondi per l’acquisto degli immobili che la Regione aveva venduto ad un fondo per poi riaffittarli e adesso riacquista caricandone l’onere proprio sul Fondo Pensioni. Per i dipendenti si tratta di uno scippo vero e proprio e additano nomi e cognomi dei 36 deputati che hanno votato il provvedimento (leggi qui)
Stanziati, poi, 6 milioni di euro per l’avvio al lavoro degli ex sportellisti, sì ai trasferimentia i comuni come era già stato dato il via libera a quelli nei confronti delle ex province. Ci sono i fondi per i forestali e per i Consorzi di bonifica ma anche il sì  alla norma sugli enti in liquidazioni, tra cui Eas, Espi, Ems, Terme di Acireale e Sciacca, oltre che l’Arsea, l’Agenzia della Regione siciliana per le erogazioni in agricoltura.
Via libera anche alla norma per la stabilizzazione di circa seimila Asu ovvero precari degli enti locali utilizzati come amministrativi e salvataggio per i precari e pensionati ex Asi oggi Irsap.
Martedì o forse mercoledì la nuova conferenza dei capigruppo per decidere il futuro del ddl collegato ovvero quella legge che contiene tutte le proposte della Finanziaria scorporate da una manovra resa sterile ma approvata. Bisognerà decidere se calendarizzarlo e quando. Molte le richieste di farlo subito ma il clima non sembra favorevole e da domani, inoltre, l’Ars entra nel suo semestre bianco, l’ultimo della legislatura quello durante il quale non dovrebbe far nulla che non sia indifferibile.
Intanto da Roma è arrivata l’ennesima impugnativa di una legge regionale. Bloccata la norma sui commissari in Asp e ospedali. E delle leggi regionali non andate in porto ormai si è perso il conto
di Manlio Viola

Fonte: palermo.blogsicilia.it







PALAZZO DEI NORMANNI. FINANZIARIA, RESTA SOLO IL VOTO FINALE. L'ARS FA MANCARE IL NUMERO LEGALE. VERSO LA STABILIZZAZIONE DI CIRCA 6 MILA PRECARI. SI TRATTA DEI COSIDDETTI ASU


Passa l'operazione immobiliare a carico del Fondo pensioni. Sì alle norme per Asu, ex sportellisti e disabili. Via libera alla "salva-sindaci"

di Accursio Sabella
PALERMO - La maggioranza ha traballato a lungo. E con essa il governo. Fino al punto da spingere stamattina il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone a inviare un sms ai big dei partiti della coalizione: “I deputati sono sempre assenti, i partiti lacerati, in queste condizioni è impossibile approvare la Finanziaria”. Ma alla fine, sarà stato il richiamo del presidente, sarà stata la voglia degli uomini del Pd di dedicarsi alle ultime ore prima delle primarie, la necessità generale di assicurare alcuni finanziamenti necessari, gli articoli della legge di stabilità sono stati approvati. E con essa, alcune norme molto attese e discusse. Ma l’Aula, proprio alla fine, e dopo oltre dodici ore di seduta, ha deciso di confermare un po’ il trend degli ultimi giorni: proprio sul voto finale alla legge di stabilità è mancato il numero legale. E così Ardizzone ha dovuto rimandare quel voto. 

Il più è fatto, però. Nonostante per oltre due giorni, l’Aula sia rimasta ad esempio, inchiodata sull’articolo 13, quello che prevedeva l’acquisto da parte del Fondo pensioni degli immobili che una volta erano della Regione, attraverso la creazione di un fondo immobiliare. Di fatto, la Regione ha sostituito col “mattone”, il finanziamento da 59 milioni che per legge deve assicurare all’ente che si occupa delle pensioni dei dipendenti regionali. Ma come detto, i dubbi e le critiche erano state tante. A cominciare dall’effettivo valore degli immobili, passando per il pagamento del mutuo che attualmente grava anche sui proprietari privati degli immobili che fanno capo a Banca Intesa e Unicredit. La polemica ha raggiunto toni molto aspri anche oggi, quando il deputato del Movimento cinque stelle Giancarlo Cancelleri ha parlato di “truffa” e di “bugie dell’assessore all’Economia Baccei”. Quest’ultimo ha risposto con altrettanta durezza: “La matematica parla chiaro, se lei non capisce non è un mio problema”. Alla fine la norma passerà solo attraverso una riscrittura concordata anche con l’opposizione. Per prevenire, infatti, i rischi di questa operazione immobiliare, la Regione ha deciso di spostare di due anni il finanziamento al Fondo, di fatto “mettendo da parte” i soldi nel caso in cui la vendita degli immobili, considerati in molti casi fatiscenti e inagibili da diversi deputati, non dovesse andare a buon fine. L’approvazione non ha allontanato però le polemiche. Per il deputato centrista Totò Lentini “abbiamo rifilato una patacca al Fondo pensioni mettendo le mani sulle pensioni dei regionali”, per il capogruppo di Forza Italia Marco Falcone si deve parlare di “una mera operazione finanziaria tutta a perdere, messa in atto da un governo che prima di andare via tenta di sottrarre ciò che può”. In questo caso, la liquidità del Fondo, appunto. 

L’altra norma chiave era ovviamente quella relativa ai finanziamenti per i disabili. Una norma che doveva rispondere alle polemiche di questi mesi che hanno visto scendere in campo, al fianco dei portatori di handicap, anche alcuni vip. Alla fine, l’articolo è passato, garantendo per i prossimi anni qualcosa come 240 milioni di euro l’anno per l’assistenza. In particolare, per il 2017, quindi, gli stanziamenti arriveranno dal Fondo regionale creato a marzo (36 milioni), dalla quota vincolata ai Comuni (34 milioni), dai trasferimenti per i Comuni destinati ai all'abbattimento delle barriere architettoniche (15 milioni), dal contributo alla Sicilia del Fondo nazionale per le non autosufficienze (68 milioni). I restanti 80 milioni per ognuno dei prossimi tre anni sono il frutto dell'emendamento di Crocetta che ha reperito i fondi da un taglio all'Irfis (53 milioni), dagli introiti delle tasse automobilistiche (27 milioni). Soldi che sono confluiti nei fondi globali del bilancio. Dal 2018, la copertura verrà garantita anche dalle entrate relative all'Iva (63 milioni) e dalla riduzione del Fondo per i disabili (59 milioni). A questi nel 2017 vanno aggiunti anche 50 milioni per l'assistenza sanitaria nel 2017 frutto dei risparmi ottenuti dalla Centrale unica degli acquisti. La norma prevede che siano gli stessi disabili a scegliere tra l'erogazione diretta alle famiglie e la gestione tramite le cooperative del settore. 

Una norma invece probabilmente renderà più agevole il cammino verso la stabilizzazione di circa 6 mila precari. Si tratta dei cosiddetti “Asu”, che vengono sostanzialmente trasferiti nel bacino degli Lsu, con un sostanziale vantaggio: anche loro, adesso, come gli altri precari, potranno essere coinvolti nelle procedure di stabilizzazione che dovranno compiersi nei prossimi anni negli enti locali siciliani. Buone notizie anche per i sette articolisti precari del comune di Milo che potranno rientrare nella dotazione organica dell’ente, essendo stati ingiustamente e immotivatamente esclusi dai processi di stabilizzazione. Una norma voluta da Forza Italia e sostenuta, dice il capogruppo Falcone, anche dai “colleghi Foti, Raia, Vinciullo”. 

Rientra poi a sorpresa una norma inizialmente stralciata. È quella che prevede l'esenzione del ticket per gli inoccupati che fanno parte di un nucleo familiare con reddito che non superi 11 mila euro. Passa anche la norma che prova a offrire garanzie occupazionali agli ex lavoratori dell’Aras, ente recentemente fallito. In pratica i lavoratori potranno essere messi sotto contratto (a tempo determinato) dall’Istituto Zootecnico, ente di cui dovrà avvalersi l’Associazione italiana allevatori per una serie di attività. Una norma passata nonostante i dubbi dello stesso assessore all’Agricoltura Cracolici. Torna nel testo anche una norma relativa ai trasporti: vengono prorogate di due anni, di fatto, le concessioni alle autolinee, in scadenza quest’anno. Niente gara pubblica, per il momento. 

Queste le norme più importanti, insieme ai soliti finanziamenti per enti e associazioni. Per il voto finale, come detto, si dovrà attendere domani, così come per la legge “salva sindaci” che dovrà evitare la decadenza dei primi cittadini siciliani. Ma al di là del merito dei provvedimenti, resta sul tappeto l’impressione di un film giunto già alle battute finali, nonostante i sei mesi che separano dalle prossime elezioni. La maggioranza non c’è più, dispersa per i rivoli delle urgenze personali e politiche. Il governo balbetta, e non governa più. La testa è già alle varie competizioni elettorali. Ma c’è ancora molto da fare. Molte delle norme non approvate in questa Finanziaria, oltre alle tante stralciati a inizio sessione da Ardizzone, sono confluite nel cosiddetto “collegato”. Un testo che, tra chiusure di enti (come Riscossione Sicilia), e provvedimenti-marchetta, sembra fatto apposta per dare il colpo di grazia a questa legislatura, e per far saltare in aria definitivamente i Palazzi del potere siciliano.

La diretta della seduta. Fonte: livesicilia.it







FINANZIARIA: OK A CONTRIBUTI, FONDI DISABILI E TAGLIO TICKET. MA NELLA NOTTE MANCA NUMERO LEGALE PER IL VOTO FINALE


Sala d'Ercole si blocca dopo 48 ore sull'articolo 13 della manovra, che introduce un fondo immobiliare all'interno del fondo pensioni. I sindacati pubblicano i nomi di chi ha sostenuto la legge: "Norme vergognose, ecco i deputati che l'anno votata". Ok anche all'avvio della stabilizzazione per 6 mila Asu e ai fondi per i disabili. Sì alla proroga per due anni dei contratti con le aziende di trasporto pubblico locale: rinviate le gare. Ma manca il voto finale

di ANTONIO FRASCHILLA
Il colpo di scena arriva quasi all'una di notte. Quando ormai la Finanziaria era andata in porto, al momento del voto finale il presidente Giovanni Ardizzone si è reso conto che mancava li numero legale per votare. Vuoti soprattutto i banchi della maggioranza, che si è spaccata al momento del voto dell'ultima norma, quella che salva i sindaci a rischio decadenza per la mancata approvazione del bilancio. Norma, questa, passata con il voto dei 5 stelle e con il parere contrario di alcuni esponenti della maggioranza, da Di Giacinto a Salvatore Cascio. Che quindi hanno lasciato l'aula anzitempo. Assenze che si sono sommate a quelle di mezzo Pd, a partire dai renziani Luca Sammartino, Valeria Sudano, Paolo Ruggirello e Raffaele Nicotra. Risultato? L'aula si è aggiornata a oggi alle 10, ma se non si trovano i numeri rischia di saltare tutto.  E nei corridoi di Palazzo dei Normanni c'è chi sussurra: "Se Ardizzone non apre a nuove norme questa dai deputati, qui sallta la Finanziaria".

E dire che dopo 48 ore di sedute a vuoto, finalmente si era sbloccata tutta la Finanziaria.  Fondamentale la mediazione dell'assessore Antonello Cracolici, dopo le tensioni tra l'opposizione e l'assessore Alessandro Baccei. Ma non solo. Il presidente dell'Ars, Giovanni Ardizzone, ieri mattina vedendo i banchi della maggioranza vuoti, ha chiamato i segretari di Pd, Sicilia futura ed Ncd, Fausto Raciti, Salvatore Cardinale e Dore Misucraca, chiedendo loro di intervenire:"Ho il dovere di rappresentarvi, quali responsabili politici della coalizione che sostiene il governo Crocetta, l'assoluta mancanza di coesione tra i partiti, ma anche il loro sfilacciamento interno, per cui è assolutamente impraticabile giungere allo stato, all'approvazione della Finanziaria. Così non si può andare avanti con certezze". Dopo la strigliata, i lavori sono andati avanti spediti, fino alla sorpresa nella notte. Tutto il testo è stato approvato, ma se questa mattina alle 10 non ci saranno i numeri in aula la manovra rischia di saltare del tutto.

Contributi agli enti
Passa anche il cosidetto allegato 1, che contiene il finanziamento di una miriade di enti. Confermati gli stanziamenti per tutti rispetto allo scorso anno, a parte qualche piccola eccezioni: diminuisce di 5 milioni il fondo per l'Irsap e  cresce di 200 mila euro il contributo per l'Istituto dei ciechi Florio e Salomone, ad esempio. Mentre altri 20 mila euro andranno come controbuto per per gli emigrati di rientro (proposto da Bernadette Grasso), 100 mila euro per malattie rare come l'Arnold Chiari (proposto dal deputato Salvatore Lentini) e 100 mila per il gatante dell'infanzia.

Fondi per sviluppo urbano
Finanziate con 115 milioni di euro puna serie di progetti del vecchio pac per  impiantistica sportiva: la proposta è arrivata dal capogruppo di Forza Italia Marco Falcone e dal deputato Santi Formica.

Ticket senza lavoro
Approvata l'esenzione del ticket sanitario per i senza lavoro iscritti ai Centri per l'impiego e con un reddito familiare inferiore agli 11 mila euro lordi all'anno.

I fondi per i disabili
Approvato il fondo unico per la disabilità che prevede: 36 milioni di fondi regionali, 68 milioni di fondi statali, 20 milioni per trasporto dei disabili, altri 34 milioni che i Comuni dovranno utilizzare per intervento sulla disabilità e, ancora, circa 80 milioni che deriveranno in parte da risparmi appalti sulla sanità e da altri fondi del bilancio prelevabili grazie ai fondi che saranno trasferiti dall'Irfis: "Il totale dell'operazione fa 240 milioni di euro , ed è importante che l'impianto previsto dal governo rimanga - dice il governatore Rosario Crocetta - e quindi i fondi andranno direttamente alle famiglie, nonostante il pressing delle cooperative. Pubblicheremo un decreto dettagliato che stabilirà i criteri per la rendicontazione. Ma intanto i primi 36 milioni di fondi regionali, che avevamo già impegnato, a breve saranno erogati tramite le Asp ai disabili gravissimi. Ma grazie alla manovra approvata rivedremo il sistema complessivamente ma le risorse ci sono. Adesso posso dire che ho mantenuto le promesse".

Il salvataggio dei dipentendi Aras
Passa una norma che prova a salvare i 115 dipendenti dell'Associaizone regionale allevatori fallita. La norma, sulla quale ha espresso molti dubbi l'assessore Antonello Cracolici, prevede la creazione di un albo al quale l'Istituto zootecnico dovrà fare assunzioni per fare le stesse operazione di certificazione sulle carni che faceva l'Aras.

La stabilizzazione degli Asu
Via libera a una norma che apre alla stabilizzazione di 6 mila Asu, lavoratori nei Comuni che ricevono un sussidio pari a circa 700 euro al mese. Questo personale, impiegato in Comuni, parrocchie, onlus e che in alcuni casi ha ricevuto il sussidio pure a casa, adesso avrà un contratto  da Lsu e potra essere stabilizzato se i Comuni o gli enti che li utilizzano possono assumerli. Prevista inoltre la possibilità per gli Asu di essere trasferiti in uffici della Regione ed enti controllati mantenendo sempre l'assegno da 700 euro al mese a carico del bilancio di Palazzo d'Orleans. Salvi anche i precari del Comune di Milo.

Gli ex sportellisti
Approvata poi una norma che stanzia 6 milioni di euro per consentire di assumere nei Centri per l'impiego a tempo determinato alcuni dei 1.800 ex sportellisti da anni senza lavoro.

Il trasporto pubblico locale
Arriva una norma molto attesa dalla lobby delle aziende locali di trasporto, che ricevono oltre 200 milioni di euro dalla Regione ogni anno per tratte avute senza gara: per altri due anni potranno stare tranquilli, le gare non si faranno. Si tratta di una lobby molto potente guidata dall'Anav e che vede anche la famiglia Cuffaro tra le aziende.

Appalti pubblici
Previsto l'obbligo di pubblicare sui giornali, con regolare certificazione delle copie vendute in edicola, le gare di appalto publiche, ma anche quelle dei subappalti.

L'operazione immobiliare
Con questa operazione la Regione riacquista i palazzi ceduti dieci anni fa al Fondo Fiprs ex Pirelli Re, partecipato in passato da società con sedi in paradisi fiscali, e adesso partecipato anche da Unicredit e Intesa San Paolo. Con 60 milioni di euro del Fondo pensioni, la Regione riacquista questi beni, ma il Fondo pensioni si accollerà anche il mutuo da 104 milioni di euro che il Fiprs, cioè i privati, nel 2007 acceserò per comprare i beni della Regione stessa. Con questa norma, inoltre, la Regione cede alcuni altri immobili per un valore di 118 milioni di euro al Fondo: ma per i prossimi due anni non erogehrà la rata che per legge deve garantire al Fondo pensioni per garantire le pensioni dei regionali, pari a 59 milioni di euro all'anno.  Questa manovra, di, fatto sblocca liquidità dal bilancio pari a 118 milioni di euro, ai quali vanno aggiunti altri 50 milioni che l'Irfis darà alla Regione e una una tantum di 20 milioni di euro che Palazzo d'Orleans incasserà come socio del fondo Fiprs. Soldi che servono a coprire la spesa di tutta la Finanziaria, disabili compresi.   L'articolo 13 è il cuore della manovra. E' il fulcro della Finanziaria ha spiegato in aula l'assessore all'Economia Alessandro Baccei: "Se non si approvasse questo articolo mancherebbero i soldi per completare la manovra, verrebbe meno anche la copertura sulla norma che finanzia i disabili, che per noi sono una priorità". Insomma, senza il via libera, "saremo costretti ad andare in assestamento di bilancio; invito il parlamento ad approvarla, si tratta di un'operazione vantaggiosa sia dal punto di vista economico che per il rendimento, il 4,5% circa, maggiore di quello che hanno adesso i dipendenti del fondo pensioni". In aula l'opposizione definisce questa norma "una truffa ai danni dei pensionati della Regione": "E' uno scandalo, questa proposta è inaccettabile e i beni immobili della Regione ceduti al fondo sono sopravvalutati, un palazzetto ad Assaro che secondo questa norma vale 2 milioni di euro per il Fondo pensioni, in realtà sul mercato ne vale 200 mila euro", dice il capogruppo di Forza Italia, Marco Falcone. Anche i 5 stelle contestano la proposta del governo: "La Regione sta inoltre ricomprando a peso d'oro gli immobili ceduti ai privati sui quali non è stata mai fatta manutenzione e che valgono molto meno di dieci anni fa", dice Giancarlo Cancelleri. “La maggioranza ha retto ed ha superato l’empasse che riguardava il cuore della manovra. Grazie all’approvazione dell’articolo 13 che permette alla Regione di riacquistare i propri immobili evitando il pagamento di affitti milionari ogni anno potremo affrontare le altre norme presenti nella finanziaria e provvedere alle esigenze di diverse categorie a cominciare da disabili, sportellisti, precari ASU oltre agli interventi a sostegno dei Comuni e dell’agricoltura”, dice Giovanni Panepinto vicepresidente del gruppo PD all’Ars

Le protesta dei regionali. I Cobas-Codir annunciano battaglia e pubblicano i nomi di tutti i deputati, del Pd, di Alleanza popolare e del Psi, che hanno votato l'operazione immobiliare: "E’ stato compiuto un atto politicamente ignobile che tra qualche anno pagheranno tutti i dipendenti regionali ma anche i cittadini siciliani che per fare fronte alle spese correnti del bilancio 2017, volute dal “rivoluzionario” Rosario Crocetta,  dovranno pagare contributi di solidarietà (i dipendenti) o maggiori tasse regionali (tutti i cittadini) per fare fronte al pagamento delle pensioni.
Il governo regionale – con questa manovra imposta dal proconsole romano Alessandro Baccei – sta minando gravemente la stabilità finanziaria dell'ente previdenziale, imponendo l'immobilizzazione di quasi il 50% dei fondi dell'Ente in beni immobili, per una consistenza di circa 360 milioni di euro, senza i necessari requisiti di redditività e liquidità previsti dal regolamento del Fondo. Si tratta di immobili difficilmente commerciabili sul mercato e che abbisognano, invece, di almeno 50 milioni di euro di interventi di ristrutturazione e adeguamento (interventi che la Regione non ha mai fatto). Ma il Cobas/Codir , maggiore sindacato del pubblico impiego regionale,  darà battaglia in tutte le sedi giudiziarie per arginare questo gravissimo attentato alla stabilità finanziaria del Fondo Pensioni. Intanto, il sindacato chiederà una stringente verifica dei requisiti posseduti dai componenti del Fondo nominati dal governo regionale per verificare che non vi siano casi di incompatibilità che possano condizionare le scelte e l’autonomia dell’Istituto.

Le altre norme approvate

I fondi ai Comuni
Via libera ai fondi per i Comuni. E l'assessore all'Economia Alessandro Baccei rimanda al mittente le accuse di tagli al bilancio. "La Sicilia è la regione italiana che fa i trasferimenti più alti ai Comuni, abbiamo lasciato le risorse stabili dal 2015, per un totale di oltre 800 milioni di euro, negli ultimi anni i trasferimenti regionali ai Comuni non sono mai diminuiti, anzi posso dimostrare, come dice la Corte dei conti, che sono sono aumentati",  dice Baccei che assicura come "la stessa somma è prevista nella Finanziaria di quest'anno e carte alla mano - l'ultima relazione della Corte di Conti in materia di trasferimenti ai Comuni - dal 2012 al 2015 i trasferimenti hanno registrato un'inversione di tendenza passando da 906,3 milioni a 829,1 milioni. Sono oltre 800 milioni, non 300 quindi".  Approvate alcune riserve dal fondo dei Comuni. Due milioni e mezzo andranno per gli abbonamenti degli studenti pendolari fuori sede: “È un ottimo risultato – afferma il deputato Giancarlo Cancelleri - finalmente i Comuni hanno la possibilità di dare una risposte a tante famiglie con un fondo ad hoc, che grazie a noi è stato portato a 2,5 milioni di euro”."Grazie ad un mio emendamento all’articolo 1 della finanziaria, anche i comuni colpiti dalla calamità della ‘cenere lavica’ potranno accedere al fondo unico da un milione e 700 mila euro per interventi straordinari di protezione civile”, dice Concetta Raia, parlamentare regionale del PD a proposito dell’esame della finanziaria in corso all’Ars. “Lo scorso anno molti comuni della Sicilia orientale hanno subito pensanti danni dalla cenere lavica: escluderli dalla possibilità di accedere al fondo – aggiunge Raia – sarebbe stato un grave errore”.

Gli enti in liquidazione e la salvaguardia del personale
 Ok alla norma sugli enti in liquidazioni, tra cui Eas, Espi, Ems, Terme di Acireale e Sciacca, oltre che l'Arsea, l'Agenzia della Regione siciliana per le erogazioni in agricoltura. La norma prevede che per gli enti soppressi e in liquidazione, la Regione non rispondera' delle "passivita' eccedenti l'attivo della singola liquidazione". In sostanza, se il patrimonio dell'ente non bastera' a pagare i debiti, la Regione non interverra' in aiuto. Il deputato Giorgio Assenza di Forza Italia aveva sollevato dei dubbi, perche' la norma non garantirebbe il pagamento dei debiti di queste aziende ai creditori. Previsto, infine, il trasferimento del personale di questi enti nella Resais.

Consorzi di bonifica e forestali
Via libera anche alle norme di salvaguardia per i Consorzi di bonfiica e per i forestali: saranno pagate le mensilità arretrate e si apre la porta all'aumento delle giornate lavorativa "se ci saranno le risorse".

Le proteste
Mercoledì scorso duecento sindaci hanno manifestato a Palazzo dei Normanni contro i tagli ai trasferimenti regionali ai Comuni previsti in Finanziaria e contro la norma che prevede la decadenza delle giunte e del consilgio in caso di mancata approvazione del bilancio. Ad accoglierli il presidente dell'Ars Giovanni Ardizzone, il governatore Rosario Crocetta e i capigruppo. Se da un lato Ardizzone ha invitato i sindaci a non enfatizzare la norma sulla decadenza di sindaco e giunta, certo che "si troverà, attraverso la buona politica, una soluzione condivisa per procedere alla modifica della norma in questione", dall'altro il presidente dell'Anci Sicilia Leoluca Orlando, ha precisato che "i sindaci sono sempre più preoccupati per la continua mortificazione del ruolo delle autonomie locali".

28 Aprile 2017 

Fonte: palermo.repubblica.it






28 aprile 2017

ARS, SI SBLOCCA LA FINANZIARIA: VIA LIBERA ALLA MEGA OPERAZIONE IMMOBILIARE. SALVI 200 MILIONI


Sala d'Ercole si blocca dopo 48 ore sull'articolo 13 della manovra, che introduce un fondo immobiliare all'interno del fondo pensioni. Baccei: "Senza la norma non c'è copertura, neanche per i disabili". Ardizzone scrive a Raciti, Cardinale e Misuraca: "In aula non ci sono i numeri per andare avanti". Ma poi si vota.

di ANTONIO FRASCHILLA
Dopo 48 ore di sedute a vuoto, finalmente si sblocca la Finanziaria. Via libera alla norma sulla operazione immobiliare che prevede il riacquisto dei beni ceduti ai privati e la cessione di altri immobili al Fondo pensioni in cambio di mancati trasfrerimenti: una manovra, questa, che sblocca 200 milioni di euro di liquidità e salva di fatto la Finanziaria, fino a pochi minuti fa appesa a un filo. La quadra si trova su un cavillo: l'opposizione aveva contestato la mancata certezze della quantificazione del valore degli immobili da cedere al fondo. Approvato un emendamento che prevede che, in caso di valutazione più bassa degli immobili, il congelamento del trasferimenti al fondo pensioni fino al 2019, senza intaccare però altro patrimonio del Fondo stesso. Fondamentale la mediazione dell'assessore Antonello Cracolici, dopo le tensioni tra l'opposizione e l'assessore Alessandro Baccei. Ma non solo. Il presidente dell'Ars, Giovanni Ardizzone, vedendo i banchi della maggioranza vuoti questa mattina, ha chiamato i segretari di Pd, Sicilia futura ed Ncd, Fausto Racici, Salvatore Cardinale e Dore Misucraca, chiedendo loro di intervenire:"Ho il dovere di rappresentarvi, quali responsabili politici della coalizione che sostiene il governo Crocetta, l'assoluta mancanza di coesione tra i partiti, ma anche il loro sfilacciamento interno, per cui è assolutamente impraticabile giungere allo stato, all'approvazione della Finanziaria. Così non si può andare avanti con certezze". Poi il voto si è sbloccato, e adesso si va avanti su precari e disabili.


L'operazione immobiliare
Con questa operazione la Regione riacquista i palazzi ceduti dieci anni fa al Fondo Fiprs ex Pirelli Re, partecipato in passato da società con sedi in paradisi fiscali, e adesso partecipato anche da Unicredit e Intesa San Paolo. Con 60 milioni di euro del Fondo pensioni, la Regione riacquista questi beni, ma il Fondo pensioni si accollerà anche il mutuo da 104 milioni di euro che il Fiprs, cioè i privati, nel 2007 acceserò per comprare i beni della Regione stessa. Con questa norma, inoltre, la Regione cede alcuni altri immobili per un valore di 118 milioni di euro al Fondo: ma per i prossimi due anni non erogehrà la rata che per legge deve garantire al Fondo pensioni per garantire le pensioni dei regionali, pari a 59 milioni di euro all'anno.  Questa manovra, di, fatto sblocca liquidità dal bilancio pari a 118 milioni di euro, ai quali vanno aggiunti altri 50 milioni che l'Irfis darà alla Regione e una una tantum di 20 milioni di euro che Palazzo d'Orleans incasserà come socio del fondo Fiprs. Soldi che servono a coprire la spesa di tutta la Finanziaria, disabili compresi.   L'articolo 13 è il cuore della manovra. E' il fulcro della Finanziaria ha spiegato in aula l'assessore all'Economia Alessandro Baccei: "Se non si approvasse questo articolo mancherebbero i soldi per completare la manovra, verrebbe meno anche la copertura sulla norma che finanzia i disabili, che per noi sono una priorità". Insomma, senza il via libera, "saremo costretti ad andare in assestamento di bilancio; invito il parlamento ad approvarla, si tratta di un'operazione vantaggiosa sia dal punto di vista economico che per il rendimento, il 4,5% circa, maggiore di quello che hanno adesso i dipendenti del fondo pensioni". In aula l'opposizione definisce questa norma "una truffa ai danni dei pensionati della Regione": "E' uno scandalo, questa proposta è inaccettabile e i beni immobili della Regione ceduti al fondo sono sopravvalutati, un palazzetto ad Assaro che secondo questa norma vale 2 milioni di euro per il Fondo pensioni, in realtà sul mercato ne vale 200 mila euro", dice il capogruppo di Forza Italia, Marco Falcone. Anche i 5 stelle contestano la proposta del governo: "La Regione sta inoltre ricomprando a peso d'oro gli immobili ceduti ai privati sui quali non è stata mai fatta manutenzione e che valgono molto meno di dieci anni fa", dice Giancarlo Cancelleri.

Le altre norme approvate

I fondi ai Comuni
Via libera ai fondi per i Comuni. E l'assessore all'Economia Alessandro Baccei rimanda al mittente le accuse di tagli al bilancio. "La Sicilia è la regione italiana che fa i trasferimenti più alti ai Comuni, abbiamo lasciato le risorse stabili dal 2015, per un totale di oltre 800 milioni di euro, negli ultimi anni i trasferimenti regionali ai Comuni non sono mai diminuiti, anzi posso dimostrare, come dice la Corte dei conti, che sono sono aumentati",  dice Baccei che assicura come "la stessa somma è prevista nella Finanziaria di quest'anno e carte alla mano - l'ultima relazione della Corte di Conti in materia di trasferimenti ai Comuni - dal 2012 al 2015 i trasferimenti hanno registrato un'inversione di tendenza passando da 906,3 milioni a 829,1 milioni. Sono oltre 800 milioni, non 300 quindi".  Approvate alcune riserve dal fondo dei Comuni. Due milioni e mezzo andranno per gli abbonamenti degli studenti pendolari fuori sede: “È un ottimo risultato – afferma il deputato Giancarlo Cancelleri - finalmente i Comuni hanno la possibilità di dare una risposte a tante famiglie con un fondo ad hoc, che grazie a noi è stato portato a 2,5 milioni di euro”."Grazie ad un mio emendamento all’articolo 1 della finanziaria, anche i comuni colpiti dalla calamità della ‘cenere lavica’ potranno accedere al fondo unico da un milione e 700 mila euro per interventi straordinari di protezione civile”, dice Concetta Raia, parlamentare regionale del PD a proposito dell’esame della finanziaria in corso all’Ars. “Lo scorso anno molti comuni della Sicilia orientale hanno subito pensanti danni dalla cenere lavica: escluderli dalla possibilità di accedere al fondo – aggiunge Raia – sarebbe stato un grave errore”.

Gli enti in liquidazione e la salvaguardia del personale
 Ok alla norma sugli enti in liquidazioni, tra cui Eas, Espi, Ems, Terme di Acireale e Sciacca, oltre che l'Arsea, l'Agenzia della Regione siciliana per le erogazioni in agricoltura. La norma prevede che per gli enti soppressi e in liquidazione, la Regione non rispondera' delle "passivita' eccedenti l'attivo della singola liquidazione". In sostanza, se il patrimonio dell'ente non bastera' a pagare i debiti, la Regione non interverra' in aiuto. Il deputato Giorgio Assenza di Forza Italia aveva sollevato dei dubbi, perche' la norma non garantirebbe il pagamento dei debiti di queste aziende ai creditori. Previsto, infine, il trasferimento del personale di questi enti nella Resais.

Consorzi di bonifica e forestali
Via libera anche alle norme di salvaguardia per i Consorzi di bonfiica e per i forestali: saranno pagate le mensilità arretrate e si apre la porta all'aumento delle giornate lavorativa "se ci saranno le risorse".

Le proteste
Mercoledì scorso duecento sindaci hanno manifestato a Palazzo dei Normanni contro i tagli ai trasferimenti regionali ai Comuni previsti in Finanziaria e contro la norma che prevede la decadenza delle giunte e del consilgio in caso di mancata approvazione del bilancio. Ad accoglierli il presidente dell'Ars Giovanni Ardizzone, il governatore Rosario Crocetta e i capigruppo. Se da un lato Ardizzone ha invitato i sindaci a non enfatizzare la norma sulla decadenza di sindaco e giunta, certo che "si troverà, attraverso la buona politica, una soluzione condivisa per procedere alla modifica della norma in questione", dall'altro il presidente dell'Anci Sicilia Leoluca Orlando, ha precisato che "i sindaci sono sempre più preoccupati per la continua mortificazione del ruolo delle autonomie locali".


Fonte: palermo.repubblica.it







CALOGERO FOTI: CHI INCENDIA PRODUCE UN DANNO ANCHE A SE STESSO PERCHÉ È L'INTERA COMUNITÀ DI CUI LUI FA PARTE CHE NE PAGA LE CONSEGUENZE

Dalla pagina facebook
del capo del dipartimento di Protezione civile regionale 
Calogero Foti 




Primi giorni di scirocco e primi incendi. Tutti presumibilmente dolosi. Così si impoverisce il territorio. Tocca ai cittadini difenderlo. Chi incendia produce un danno anche a se stesso perché è l'intera comunità di cui lui fa parte che ne paga le conseguenze. Un territorio bruciato non attira turisti perché impoverisce luoghi unici e incantevoli, distrugge le coltivazioni, aumenta il rischio idrogeologico e a volte causa morti innocenti.
Una tempestiva segnalazione può agevolare i soccorsi, ma la prevenzione è fondamentale e, quindi, è opportuno individuare le criticità del proprio territorio segnalandole per eliminarle prima che qualcuno ne approfitti per seminare terrore e distruzione.
Non si può parlare di società migliore se non migliora ciascuno di noi.
Non si può parlare di territorio migliore se ciascuno di noi non lo difende.







INCENDI: ROGO NELLE MADONIE, SINDACO POLLINA 'EMERGENZA RIENTRATA'


Palermo, 28 apr. (AdnKronos) - "L'emergenza è ormai rientrata ma abbiamo seguito con sofferenza e apprensione l'evolversi della situazione per tutta la notte". A dirlo è il sindaco di Pollina (Palermo), Magda Culotta, a proposito dell'incendio divampato ieri pomeriggio e che ha distrutto decine di ettari di macchia e minacciato diverse abitazioni nelle Madonie. In azione anche due canadair oltre ai vigili del fuoco, agli uomini della Protezione civile e della forestale. "Il comune di Pollina denuncerà quanto accaduto - dice Culotta -. Ogni anno purtroppo le Madonie vengono ferite a morte dalla mano scellerata dei piromani e da interessi che rischiano di compromettere l'intero ecosistema di uno dei luoghi più belli della Sicilia".
"E se dovessimo scoprire che c'è la mano dell'uomo, in caso di processo, ci costruiremo parte civile" prosegue il sindaco, che ringrazia tutti gli uomini dei vigili del fuoco, della Protezione civile di Pollina, San Mauro, Castelbuono, Cefalù e Lascari e tutte le forze dell'ordine locali che "questa notte hanno lavorato per spegnere il rogo e mettere in sicurezza le famiglie le cui case sono state minacciate dalle fiamme e che fortunatamente non hanno subito alcun danno".

Fonte: www.liberoquotidiano.it








REGIONE. MANOVRA FERMA SUL NODO IMMOBILI. BACCEI: ACQUISTARLI PER RISPARMIARE. ECCO LE STRUTTURE DELLA DISCORDIA. TRA GLI IMMOBILI DA ACQUISTARE ANCHE ALCUNI DEL DIPARTIMENTO FORESTE


di Giacinto Pipitone
PALERMO. “Vuole la verità? Chi attacca la norma sulla vendita degli immobili sta in realtà difendendo i privati che per ora gestiscono i palazzi”: seduto nei corridoi dell’Ars in una pausa dei lavori per la Finanziaria, l’assessore all’Economia Alessandro Baccei tira fuori i numeri per illustrare la norma più importante della manovra. Quella su cui ieri per tutto il giorno il Parlamento è rimasto incartato senza riuscire a votare un solo comma.
La norma prevede che 39 beni immobili venduti dieci anni fa dal governo Cuffaro per far cassa vengano riacquistati dalla Regione attraverso il Fondo Pensioni dei regionali, che metterebbe la liquidità necessaria e porterebbe nel proprio capitale questi beni. Norma contestatissima da Forza Italia, Mpa, Cantiere Popolare e grillini.

ECCO L'ELENCO DEGLI IMMOBILI

Ma per Baccei “se tutto restasse così e il riacquisto fallisse, i privati manterrebbero la proprietà degli immobili e incasserebbero in dieci anni 203 milioni che la Regione paga per il riaffitto degli stessi palazzi (perché in alcuni hanno ancora sede gli assessorati, ndr). Il Fondo Pensioni invece continuerebbe a incassare 118 milioni di trasferimenti regionali e la rendita frutto dell’investimento dei propri capitali che, poiché è ferma al 3,5% annuo, porterebbe nelle casse solo altri 35,4 milioni”. In totale, fra affitti ai privati e trasferimenti al Fondo Pensioni, in quest’ottica, la Regione in 10 anni dovrà uscire circa 300 milioni.
E secondo l’assessore, approvando la norma queste uscite per la Regione si ridurrebbero a 253 milioni: “In più però torneremmo in possesso degli immobili” assicura l’assessore. Che precisa: “Riacquistando gli immobili i privati perderebbero gli incassi degli affitti e incasserebbero dalla vendita, al netto, 42 milioni. Il Fondo Pensioni, a sua volta, acquisirebbe immobili che garantiscono lo stesso capital di 118 milioni che altrimenti dovrebbe trasferire la Regione e incasserebbe gli affitti che la stessa Regione continuerebbe a pagare seppure con importi più convenienti”.
L’assessore ha chiarito anche che nel prossimo decennio la Regione, se riacquistasse gli immobili, darebbe in pratica al Fondo Pensioni 158 milioni fra capitale immobiliario e affitti. E per blindare l’operazione si impegnerebbe per legge a garantire operazioni che mantengono stabile il valore del capitale rappresentato dai palazzi e dalla rendita.
Basterà questa mossa di Baccei a far uscire la maggioranza di centrosinistra dall’impasse in cui è piombata?Forza Italia, per bocca del capogruppo Marco Falcone, continua a dirsi non convinta dalle ultime modifiche alla norma. I grillini restano sull’Aventino e il centrosinistra non sembra avere i numeri per forzare sul voto.
Per questo motivo ancora una volta per tutta la mattina il Parlamento è rimasto incastrato sulla norma che riguarda gli immobili. Una misura che immette nel circuito finanziario circa 120 milioni cash e senza la quale l’intera manovra andrebbe alla deriva.
28 Aprile 2017

© Riproduzione riservata

Fonte: gds.it






PALAZZO DEI NORMANNI. MAGGIORANZA IN TILT, TUTTO IN BILICO. MUSUMECI: "TUTTI A CASA" - DIRETTA


di Accursio Sabella
La coalizione è in frantumi. Ardizzone scrive ai big. E la tentazione: "Non approviamo la Finanziaria e dimettiamoci".

PALERMO - 14.01 Aula sospesa: si riprende alle 15. 

13.53 L'assessore regionale all'Economia Baccei illustra all'Aula una simulazione su cosa succederebbe nel caso in cui l'operazione di acquisto degli immobili da parte del Fondo pensione venisse fatta e nel caso in cui non venisse fatta. Secondo l'assessore, l'operazione è vantaggiosa per la Regione e non intaccherebbe le pensioni dei regionali. 

13.50 Ardizzone: "Sentiamo l'assessore Baccei, sospendiamo la seduta e riprendiamo alle 15. Dopo un quarto d'ora, si voterà la norma". 

13.47 Nello Musumeci: "Sono state 22 le sospensioni decise dal presidente Ardizzone da ieri mattina, non certo per la volontà di Ardizzone, ma per le condizioni del'Ars. Intanto i 12 articoli da trattare sono diventati 16 e si discute di una maggioranza che non c'è, non solo numericamente, ma anche politicamente: non c'è una strategia, non c'è un'anima. E chiedete che sia l'opposizione a garantire il numero legale. Questo governo non ha una maggioranza e si criminalizzano i pensionati della Regione e si strumentalizzano i disabili. Sull'articolo 13, non ci può essere alcun accordo con l'opposizione. E se è davvero strategico, inutile allungare questa agonia. Serve un atto di coraggio, un colpo di reni: serve che 46 deputati decidano di sciogliere l'Assemblea". 

13.43 Grasso (Grande Sud): "Alcuni deputati sono qui per lavorare all'approvazione della manovra. Ma nella maggioranza credo si giochi un'altra partita. Il presidente Crocetta si chiarisca con la sua maggioranza e ci dica che intenzioni abbiano". 

13.41 Dopo una breve sospensione, riprende la seduta d'Aula. 

Il caos. E una suggestione, clamorosa. “Non approviamo questa Finanziaria e andiamo a casa”, circola tra i corridoi di Palazzo dei Normanni. Dove l’aria è pesante davvero. Anche e soprattutto a causa delle assenze e delle divisioni evidenti della maggioranza. E anche, pare, per la “fretta” di un grosso pezzo di quella coalizione: il Partito democratico sembra avere già la testa alle primarie. 

Ma che la situazione oggi sia davvero al limite, è provato dall’allarmato sms che il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone ha inviato ai big della maggioranza: a Fausto Raciti, Gianpiero D’Alia, Totò Cardinale e Dore Misuraca ha spiegato che “in queste condizioni è impossibile votare la manovra”. 

Un concetto, del resto, ribadito in Aula, dove Ardizzone ha dovuto constatare nuovamente gli ampi vuoti tra gli scranni di Sala d’Ercole. Soprattutto dalla parte dei partiti che – teoricamente – dovrebbero sostenere il governo Crocetta. “Senza gli attori non si può fare un film” ha ironizzato Ardizzone che ha poi avvisato: “Da adesso in poi passeremo alle votazioni”. Un avvertimento alla maggioranza, appunto, sulla soglia dell’esame del contestato articolo 13 che prevede la creazione di un fondo immobiliare all’interno del Fondo pensioni. “Dobbiamo fare chiarezza” ha chiesto oggi anche il vicecapogruppo del Pd Giovanni Panepinto. Ma l’impressione chiara è che, ormai, ciascuno vada per conto suo. E la manovra resta al palo: mancano poche ore ormai al 30 aprile, ultimo giorno dell’esercizio provvisorio. E c’è ancora una intera Finanziaria da approvare. O da affossare definitivamente.
28 Aprile 2017

Fonte: livesicilia.it






STIPENDI ARRETRATI DEI LAVORATORI FORESTALI. IL 3 MAGGIO IL SIFUS SARÀ SOTTO IL DIPARTIMENTO SVILUPPO E TERRITORIO A PALERMO

Dalla pagina facebook
Maurizio Grosso Sifus Confali


Forestali siciliani.
Il 3 maggio il gruppo dirigente del Sifus sarà sotto il Dipartimento Sviluppo e Territorio a Palermo.
Serve, non serve. Pagano, non pagano. Boo! 
Intanto, noi ci andiamo.
Saremo in 4, saremo in tanti?
Non mi interessa.
Naturalmente, auspichiamo che paghino prima del 3 maggio come sostiene qualcuno. Noi ci andiamo lo stesso anche perché vorremmo provare a parlare con i dirigenti di programmazione degli interventi alla luce delle risorse nella finanziaria che dovrebbe essere votata tra oggi e domani.
Sifus c'è!
Maurizio Grosso





FIAMME SULLE MADONIE: RICOMINCIA L’INFERNO? POSSIBILE CHE OGNI ANNO, CON L’ARRIVO DELLA BELLA STAGIONE, DOBBIAMO PORCI SEMPRE LE STESSE DOMANDE? LA CAMPAGNA REGIONALE ANTI INCENDI È STATA AVVIATA? I BOSCHI SONO STATI RIPULITI? LE PISTE TAGLIAFUOCO ERANO A POSTO?


28 Aprile 2017
Possibile che ogni anno, con l’arrivo della bella stagione, dobbiamo porci sempre le stesse domande? La campagna regionale anti incendi è stata avviata? I boschi sono stati ripuliti? Le piste tagliafuoco erano a posto? Chiusa l’autostrada Palermo-Messina,  fra Tusa e Castelbuono 

Un incendio è divampato nella notte sulle Madonie, tra Pollina, la frazione di Finale e Gratteri. Le fiamme si sono spinte a ridosso della Piana, nei pressi del bivio di San Mauro Castelverde. Non ci sono feriti, ma le fiamme hanno lambito delle zone abitate.
Nel pomeriggio di ieri i Canadair hanno cercato di limitare il fronte delle fiamme e in mattinata si alzeranno ancora in volo per cercare di spegnere i roghi ancora attivi e difficili da raggiungere dalle squadre a terra di vigili del fuoco e forestali. Chiusa l’autostrada Palermo-Messina,  fra Tusa e Castelbuono, per consentire alle squadre antincendio di lavorare.
Ieri  i vigili del fuoco Canadair e forestali sono stati impegnati anche a  Piana degli Albanesi, in contrada Dingoli, e Casteldaccia, in contrada Grifeo.

Ricomincia l’inferno?

Possibile che ogni anno, con l’arrivo della bella stagione, dobbiamo porci sempre le stesse domande? La campagna regionale anti incendi è stata avviata? I boschi sono stati ripuliti? Le piste tagliafuoco erano a posto? Si tratta di interventi essenziali, anche, se non soprattutto in caso di incendi dolosi, perché contengono le fiamme e i danni e rendono più semplici le operazioni dei vigili del fuoco.
O è sempre tutta colpa dello scirocco e di ignoti criminali?

Ricordiamo che l’anno scorso i danni provocati dalle fiamme sono stati incenti: le fiamme hanno distrutto vegetazione, case, attività agricole e imprese turistiche sulle Madonie e sui Nebrodi. Il 16 Giugno 2016, giornata di scirocco micidiale, la Sicilia è stata assalita dalle fiamme. Incendi in ogni dove per un bilancio drammatico: 800 roghi, 5.626 ettari di terra incendiati, di cui 3.748 ettari bosco e 1.878 di superficie destinata a macchia mediterranea.

E che a Luglio, dopo quei giorni infernali, la Flai Cgil e gli altri sindacati denunciava che la campagna anti incendi era ferma al palo come potete leggere negli articoli allegati qui sotto.

Ci risiamo?

Sicilia in fiamme, Regione sotto accusa: dimissioni subito!

Incendi: “Ancora ferma la campagna prevenzione”. La Sicilia resta a rischio roghi

Incendi in Sicilia: le idiozie dette sui forestali e le responsabilità di Regione e Comuni


Fonte: www.inuovivespri.it








FINANZIARIA. SMS DI ARDIZZONE ALLA MAGGIORANZA. "COSÌ IMPOSSIBILE IL SÌ ALLA MANOVRA"


Il presidente dell'Ars scrive un messaggio: "Maggioranza lacerata. E spesso assente".

di Accursio Sabella
PALERMO - “In queste condizioni è impossibile approvare la Finanziaria”. Il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone ha lanciato questo allarme in un sms, inviato ai big della coalizione. Il messaggio è giunto contemporaneamente al segretario regionale del Pd, Fausto Raciti, al responsabile dei Centristi, Gianpiero D’Alia, al fondatore di Sicilia Futura, Totò Cardinale, e al rappresentante di Alternativa Popolare, Dore Misuraca. 

Un sms dai toni molto duri e preoccupati: “Ho il dovere di rappresentarvi, quali responsabili della coalizione che sostiene il governo Crocetta, l’assoluta mancanza di coesione tra i partiti, ma anche il loro sfilacciamento interno, per cui è assolutamente impraticabile giungere, allo stato, all’approvazione della legge finanziaria. Ed ancora più assurdo – prosegue Ardizzone – avere inasprito con la famigerata norma sulla decadenza i rapporti con i sindaci, che nonostante tutto rimangono gli unici diretti interlocutori in un sistema democratico. Ancora più assurdo insistere sulla permanenza di tale norma”. 

Una maggioranza che non c’è, insomma. “Occorre a mio avviso – prosegue Ardizzone – un chiaro ed inequivocabile intervento sui vostri rispettivi gruppi in ordine alle due questioni: approvazione finanziaria e decadenza sindaci. Ovviamente nel mio ruolo di garante della tenuta istituzionale mi adopererò con tutti i gruppi presenti in parlamento (maggioranza e opposizione) per un’approvazione dignitosa di entrambe le leggi. È inutile dirvi che per fare tutto ciò occorre, oggi a partire dalle 12, almeno la presenza fisica e contestuale di tutti i deputati”. 

E la prima risposta dell’Aula, in effetti, non è incoraggiante. Alle 12, i banchi vuoti sono ancora tantissimi.
28 Aprile 2017

Fonte: livesicilia.it







FIAMME IN SICILIA GIÀ AD APRILE. LA PROTEZIONE CIVILE: "SONO DOLOSI". SERVIZIO ANTINCENDIO SENZA FONDI. L’ISPETTORE DEL DIPARTIMENTO DELLE FORESTE DI PALERMO, VINCIGUERRA: NOI ASPETTIAMO I FONDI PER LA GESTIONE ORDINARIA DI UOMINI E MEZZI. QUESTO POTREBBE FAR SLITTARE LE ASSUNZIONI E ANCHE L’AVVIO DELLA CAMPAGNA DI ANTINCENDIO


di Silvia Iacono
PALERMO. È allarme incendi in Sicilia già ad aprile. Le fiamme nel palermitano delle ultime 72 ore sarebbero infatti di natura dolosa, secondo il capo del dipartimento di Protezione civile regionale Calogero Foti e l’ispettore del dipartimento delle Foreste di Palermo Pietro Vinciguerra. “I roghi che sono divampati tra la zona di Pollina e Gratteri non sono dovuti sicuramente ad autocombustione - commenta Foti -. La zona di Lascari e dintorni è sempre presa di mira da tempo. E’ perciò necessario un maggiore controllo da parte delle forze di polizia per individuare ogni singolo piromane”. E aggiunge: “L’erba è ancora verde e il terreno umido e le temperature non sono così elevate da poter pensare all’autocombustione".

Per aver una maggiore vigilanza sul tutto il territorio regionale sarebbe necessario un pieno coinvolgimento dei sindaci dei 390 Comuni siciliani, spiega Foti. “Se ogni primo cittadino attuasse il piano di prevenzione antincendio nel suo territorio di competenza ci sarebbe un maggiore sicurezza per tutti i cittadini. Qualora vi fossero delle criticità si potrebbero affrontare insieme ai sindaci, ma questo dialogo non esiste per ora”.

Altro tasto dolente è la mancanza di fondi da stanziare nella finanziaria regionale. L’ispettore Salvatore Vinciguerra è molto preoccupato di questi ritardi. “Noi aspettiamo i fondi per la gestione ordinaria di uomini e mezzi, più si ritarda più sarà urgente e complessa l’attuazione della procedure di affidamento di beni e servizi”. Per il momento non sono stati stanziati neanche i fondi per il servizio di antincendio boschivo. "Questo - sostiene Vinciguerra - potrebbe far slittare le assunzioni e anche l’avvio della campagna di antincendio che secondo calendario dovrebbe partire il 15 giugno e terminare il 15 ottobre”.
Ma secondo Vinciguerra i cosiddetti fondi per la gestione ordinaria non bastano: “Il corpo forestale siciliano va avanti con mezzi vetusti e uomini sempre più anziani. Perciò sarebbe necessario un incremento dei fondi stanziati in finanziaria”.
Vinciguerra conclude con un'amara considerazione: “Si spera non si presentino condizioni meteo avverse come forte vento di scirocco e di caldo straordinari prima del 15 giugno, perché per ora la macchina dell’antincendio è in stand by”.


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Fonte: gds.it







FLAI, OGGI LA TENDA ROSSA A PARTINICO PER FARE IL PUNTO SU BONIFICA, AGRICOLTURA E DIRITTI DEI LAVORATORI


Palermo 27 aprile 2017 – Continua il viaggio in Italia della Tenda Rossa della Flai Cgil, che arriva in piazza Duomo, a Partinico, per mettere al centro il problema della bonifica in Sicilia e dello sviluppo dell’agricoltura. La tenda rossa, attraverso la quale il sindacato si è rivolto in questo anno alle lavoratrici e ai lavoratori per la campagna sui referendum della Cgil su voucher e appalti e sulla Carta universale dei diritti, approda simbolicamente nel paese dove Danilo Dolci fece lo sciopero della fame. Il 27 febbraio del 1963, dopo decine di denunce e mobilitazioni da parte di Danilo Dolci e dei suoi collaboratori, avevano inizio i lavori di costruzione della diga sul fiume Jato, oggi intitolata a Mario Francese, diventata il simbolo dell’impegno contro l’influenza mafiosa sul territorio. Nel territorio ricade il consorzio di Bonifica 2 Palermo, che ha 151 dipendenti a tempo indeterminato, 24 lavoratori 151/isti e 50 a 51 giornate annue.

La campagna della Flai, partita lo scorso anno, risponde all’hastag #cimettiamoletende. L’iniziativa, è stata introdotta dal segretario generale Flai Cgil Palermo Tonino Russo. Interventi di Alfio Mannino, segretario generale Flai Cgil Sicilia e Enzo Campo, segretario generale Cgil Palermo. Conclusioni di Sara Palazzoli, segretario nazionale Flai Cgil. Interverranno il sindaco di Partinico Salvo Lo Biundo, il direttore del consorzio Gianni Tomasino, il commissario straordinario Francesco Greco, il direttore generale dello sviluppo rurale e territoriale Dorotea Di Trapani, l’assessore regionale all’Agricoltura Antonello Cracolici.
“Nella nuova riorganizzazione prevista dalla riforma approvata dall’Ars due anni fa, che porta i consorzi da 11 a 2, auspichiamo che oltre alla salvaguardia dei posti di lavori e a una nuova pianta organica adeguata al territorio, non vengano trasportati i debiti e i contenziosi che hanno reso i consorzi dei carrozzoni – dichiara il segretario Flai Cgil Tonino Russo – E chiediamo che i consorzi funzionino da veri erogatori di servizi in agricoltura. Nei consorzi, dal 1992 gestiti dai commissari, chiediamo che sia dia corso a una gestione manageriale, e che tutti possano pagare l’acqua a un prezzo equo”.
La Flai chiede alla Regione che si creino le condizioni perché, attraverso i 2 miliardi di euro del piano di sviluppo rurale (PSR), ci sia un progetto per consolidare il comparto agricolo in Sicilia. “In una terra in cui ci sono grandi eccellenze – aggiunge Tonino Russo – ma anche grandi contraddizioni, dove alcuni nostri prodotti hanno prezzi bassissimi (grano e uva), dove la concorrenza è sleale, dove non si rispettano i contratti di lavoro e dove in alcune aree è presente il dramma vergognoso del caporalato, bisogna creare le condizione perché si possa investire per creare sviluppo e perché le terre ancora non assegnate della riforma agraria siano date ai giovani attraverso la banca della terra, affinché investano all’interno di un progetto che valorizzi le vocazioni del territorio e crei le condizioni per chiudere la filiera dalla produzione alla commercializzazione”.

Negli 11 consorzi siciliani lavorano 2.194 dipendenti di cui 1.159 a tempo indeterminato, 338 a 151 giornate annue, 162 a 101 giornate, 535 a 51 giornate. Nella Sicilia orientale, ci sono circa 243 mila ettari gestiti dai consorzi, di cui 90.000 circa interessati all’irrigazione. Mentre nella Sicilia occidentale vi è una superficie di circa 84.000 ettari, di cui circa 40.000 interessati a interventi di irrigazione. Oggi i consorzi in Sicilia costano circa 58 milioni e usufruiscono di un finanziamento pubblico pari al 95 per cento.
“Il modello associativo dei consorzi potrebbe estendersi anche ad altre attività, divulgazione agricola, promozione del territorio, commercializzazione dei prodotti – aggiunge Tonino Russo – Nei posti dove i consorzi non sono arrivati l’acqua è ancora gestita dai poteri mafiosi e dal malaffare”. La Diga Jato, con una capacità di 72,5 Mmc, è tuttora attiva, le acque vengo utilizzate a scopo potabile dai comuni di Terrasini, Cinisi e dalla zona occidentale di Palermo


Fonte: www.cgilpalermo.it




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