TUTTO QUELLO CHE SI DEVE SAPERE PER NON FARSI PRENDERE IN GIRO. QUESTA E' LA CATEGORIA PIU' ANZIANA NON STABILIZZATA.





































Papa Francesco:
“Non c'è dignità senza lavoro”









13 Giugno 2012 Facebook. Riscontro del
Presidente Rosario Crocetta

















GRAZIE A VOI RAGGIUNTO 1.000.000 DI VISITE. CLICCA E LEGGI










http://forestaliantincendiosicilia.blogspot.it/













01 maggio 2016

PD. PRIMO MAGGIO: L'ITALIA E' UNA REPUBBLICA DEMOCRATICA FONDATA SUL LAVORO. PUNTO












FORESTALI, UGL UFFICIO LEGALE : NELL’INSERIMENTO IN GRADUATORIA ASSUME RILEVANZA L’ANZIANITÀ DI SERVIZIO


Forestali, Ugl ufficio legale : nell’inserimento in graduatoria assume rilevanza l’anzianità di servizio



E’ di qualche giorno fa l'interessante sentenza di merito, riguardante i forestali, nella quale è stato chiarito dal Tribunale a fronte di un giudizio promosso da parte di un lavoratore forestale, che, nel predisporre le relative graduatorie, l’Amministrazione Regionale dovrà tenere conto, in via suppletiva al criterio dell'anzianità di iscrizione negli elenchi anagrafici (e dunque a parità di punteggio tra più soggetti) della c.d. anzianità di collocamento (detta altrimenti: anzianità di servizio).
Ne dà notizia in una nota l’Ufficio Legale dell’Ugl Sicilia, nella quale si definisce la sentenza, “certamente utile a ripristinare la massima legalità in sede di stesura delle graduatorie, pertanto si annunciano nuovi ricorsi per vigilare sul corretto operato dell'amministrazione regionale”.


30 Aprile 2016
http://uglsicilianotizie.blogspot.it/2016/04/forestali-ugl-ufficio-legale.html






L'IMPEGNO DEL GOVERNO REGIONALE: ENTRO 76 GIORNI LA RIFORMA DEL COMPARTO FORESTALE. IL BLOG: "MA CI SARÀ UN AUMENTO DELLE GIORNATE LAVORATIVE PER LA CATEGORIA PIÙ ANZIANA NON STABILIZZATA?"


L'impegno del Governo Regionale: entro 76 giorni la riforma del comparto forestale. Il Blog: "Ma ci sarà un aumento delle giornate lavorative per la categoria più anziana non stabilizzata?"






Se non è previsto nessun aumento delle giornate lavorative, i Sindacati dovrebbero disertare tutti gli incontri. Siamo pronti a incatenarci!




RANDAZZO: OPERAIO FORESTALE ACCUSA MALORE, INTERVIENE L’ELISOCCORSO


Randazzo: operaio forestale accusa malore, interviene l’elisoccorso


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Intervento congiunto tra ambulanza ed elicottero del 118 ieri mattina a Randazzo. Intorno a mezzogiorno, la locale ambulanza è stata chiamata in contrada Roccabellia, per un operaio forestale di 54 anni che lavorava in quel cantiere. Il malcapitato, accusava dei sintomi che potevano essere di natura cardiaca. L’operaio veniva visitato e stabilizzato dal personale medico dell’ambulanza del 118 di Randazzo, e poi veniva prelevato, nel piazzale antistante il campo sportivo, dall’elicottero del 118 per essere trasferito all’ospedale Cannizzaro di Catania. Il 54 enne non è in pericolo di vita, ma è stato portato a Catania per essere subito in un centro attrezzato per eventuali problemi cardiaci, ed evitare perdite di tempo e passaggi in ospedali non attrezzati.

30 Aprile 2016
Bronte118



Da parte del blog tantissimi auguri di pronta guarigione 








IL PREMIER NELL'ISOLA RENZI, PATTI A PALERMO E CATANIA, 12 MILIARDI PER LA SICILIA. IL BLOG: QUANTI SOLDI PER I FORESTALI NONOSTANTE LE PROMESSE TUTTE DOCUMENTATE?


IL PREMIER NELL'ISOLA


Renzi, patti a Palermo e Catania, 12 miliardi per la Sicilia. Riapre il viadotto Himera


premier, Sicilia, Sicilia, La politica di Renzi

PALERMO. Prima il patto con Enzo Bianco a Catania, poi la riapertura di una carreggiata del viadotto Himera. Il premier Matteo Renzi ha chiuso il tour in Sicilia nel deposito dei tram a Palermo. Ad accoglierlo il governatore Rosario Crocetta, il presidente dell'Assemblea Giovanni Ardizzone e il sindaco Leoluca Orlando.

Renzi ha raggiunto a fatica il palchetto, accolto con entusiasmo dalla folla presente. Il premier ha annunciato che la "prossima settimana firmeremo il 'patto per la Sicilia'". Vale circa 12 miliardi, 2,5 mld nel biennio 2016-17.

Con Renzi c'erano anche il ministro per i Beni culturali Dario Franceschini e i sottosegretari Davide Faraone e Simona Vicari.

"Viviamo condizioni di crisi di sistema, nonostante abbiamo messo apposto il bilancio. Il tram è il più grosso investimento di questo patto. Meritorio l'intervento di Renzi a Palermo dopo tanto tempo in cui il mezzogiorno è stato dimenticato", ha detto il sindaco Orlando.

Il premier Matteo Renzi, prima di recarsi all'ex deposito dei tram, si è fermato in via Li Muli per rendere omaggio a Pio La Torre, ucciso il 30 aprile del 1982 proprio in questa via del capoluogo siciliano. Renzi - si vede in un'immagine pubblicata su Twitter dal suo portavoce - ha deposto un fiore ai piedi della lapide commemorativa di La Torre e di Rosario Di Salvo, collaboratore del segretario regionale del Pci, rimasto ucciso anche lui nell'agguato.
"Assieme al mio partito oggi ho portato un fiore nel luogo in cui Pio La Torre è stato ucciso - ha detto lui stesso all'inizio del suo discorso -. E' un modo per dire a nome di tutti che la lotta contro criminalità, mafia e tutte le forme di illegalità è una priorità che deve unire tutti gli italiani. Nel ricordo dei martiri c'è un seme, i loro sogni camminano sulle nostre gambe".

Sulla mobilità a Palermo ha detto: "Dove si fanno le tramvie è sempre un successo. Consente di liberare traffico e di avere un sistema di mobilità all'altezza del nostro tempo.  Le risorse ci sono".

E poi lo sviluppo delle regioni meridionali. "Costi quel che costi, da qui ai prossimi due anni faremo ripartire il Mezzogiorno - ha aggiunto -. Prima che giusto penso sia utile per l'Italia che il Mezzogiorno riparta".

Sul lavoro: "Dicono che sono pochi centinaia di migliaia di posti creati grazie al jobs act? Anch'io voglio di più, ma non sono numeri o codici fiscali, sono persone. Lunedì riapre Termini Imerese con 20 ingegneri. Sono stato il primo premier ad andare a Termini Imerese alla vigilia di ferragosto in un giorno di caldo pazzesco: sembrava impossibile riaprirla e invece da qui alla fine dell'anno entreranno in fabbrica 250 operai". E ha aggiunto: "Se l' Italia si mette in moto - ha detto - è perchè Palermo e la Sicilia fanno la loro parte. Le nostre energie le mettiamo a disposizione di chi vuole ripartire, il futuro appartiene a chi ci crede".

Sull'immigrazione: "Siamo fieri di voi siciliani che avete cuore e generosità con i migranti".
© Riproduzione riservata

30 Aprile 2016
Giornale di Sicilia







MARIELLA MAGGIO EX SEGRETARIA DELLA CGIL (OGGI PARLAMENTARE REGIONALE DEL PD): I FORESTALI PER LA SICUREZZA E LA SALVAGUARDIA DEL TERRITORIO

I FORESTALI PER LA SICUREZZA E LA SALVAGUARDIA DEL TERRITORIO

I FORESTALI PER LA SICUREZZA E LA SALVAGUARDIA DEL TERRITORIO (2)

AMBIENTE E PREVENZIONE, 5 MILIARDI DI PROGETTI 

ENTRO MARZO L'OK DEL CIPE AL PIANO INTERVENTI DA 5 MILIARDI PRESENTATO

DALLA REGIONE SICILIANA PER LA MESSA IN SICUREZZA DEL TERRITORIO E TUTELA DELL'AMBIENTE 

RISCHIO IDROGEOLOGICO, L'ASSESSORE CROCE PORTA A ROMA 640 PROGETTI. CROCETTA PER LA REALIZZAZIONE DI QUESTI INTERVENTI INTENDE UTILIZZARE I BRACCIANTI DELLA FORESTALE

PROTEZIONE CIVILE SICILIA: NOMINATI COMMISSARI MALTEMPO, VIADOTTO. SI OCCUPERANNO DEI PROBLEMI DELL'A19 E DISSESTO IDROGEOLICO.FOTI, POTENDOSI AVVALERE ANCHE IN QUALITÀ DI SOGGETTI ATTUATORI DEI SINDACI DEI COMUNI INTERESSATI DAGLI EVENTI, DEI LIBERI CONSORZI DEI COMUNI, DELLE STRUTTURE ORGANIZZATIVE E DEL PERSONALE DELLA REGIONE SICILIANA

STRADE A PEZZI, ESPOSTO DI SEICENTO SICILIANI IN PROCURA: "SPRECATI UN MILIARDO E MEZZO DI FONDI EUROPEI". E POI MI PARLANO CHE I FORESTALI SONO UN PROBLEMA QUANDO INVECE POTEVANO SALVARE LA MAGGIOR PARTE DELLE STRADE. VERGOGNA! VERGOGNA! VERGOGNA!

STORICA INIZIATIVA. A19, I LAVORI LI FANNO I 5 STELLE A SPESE LORO. BASTERANNO POCHE SETTIMANE. UNA GRANDISSIMA LEZIONE DI VERA POLITICA. CONGRATULAZIONI AI GRILLINI!

PER IL PD E' UNA SCENEGGIATA INUTILE IL FINIANZIAMENTO DEI GRILLINI PER LA STRADA CALTAVUTURO-SCILLATO

A19, INAUGURATA ‘VIA DELL’ONESTÀ ’I 5 STELLE RICUCIONO LA SICILIA. MANTENUTA LA PROMESSA!







IL PREMIER 'INAUGURA' LA CARREGGIATA DELLA A19. RENZI ‘RIAPRE’ IL VIADOTTO HIMERA. “MAI PIÙ SCANDALI E CROLLI” (FOTOE VIDEO)


IL PREMIER 'INAUGURA' LA CARREGGIATA DELLA A19

Renzi ‘riapre’ il viadotto Himera
“Mai più scandali e crolli” (FOTO)




http://palermo.blogsicilia.it/renzi-riapre-il-viadotto-himera-ponte-di-messina-si-fara/336081/


“Potete gentilmente riaprire la strada. Però noi scappiamo subito dai giornalisti”. Con queste parole, comunicate via radio al personale dell’Anas, il premier Mattero Renzi riapre il viadotto Himera, insieme al ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio e al presidente Anas Gianni Vittorio Armani, la carreggiata in direzione Palermo del viadotto “Himera”, sull’autostrada A19 Palermo-Catania.

Subito prima di procedere alla riapertura del tratto autostradale, Renzi ha fatto una promessa davanti alla telecamere: “Abbiamo fatto tutta questa strada per riaprire il viadotto? Sì, perché la Sicilia ha bisogno di serietà di cose concrete, di puntualità e di manutenzione. I grandi progetti li abbiamo tutti. Ma i grandi progetti verranno solo dopo quando i cittadini vedranno che la politica smette di buttare i soldi come i tanti fondi europei che sono stati buttati in questi anni. Come Anas c’è molto da fare. Prendiamo un impegno. Mai più scandali come quelli a cui abbiamo assistito. Mai più viadotto che crollano”.
“Ci sono state polemiche quando abbiamo detto che saremmo venuti qua per riaprire il viadotto – ha aggiunto il presidente del Consiglio. –  Che venite a fare non è una inaugurazione? Esatto non è una inaugurazione. La nostra priorità numero uno è quella di riaprire le strade che erano chiuse e fare manutenzione per evitare che crollino.

“Il nostro approccio è nostro semplice, prima si tiene in ordine quello che c’è, con un sistema di investimenti di 800 milioni. Una volta che si mette tutto in sicurezza e si fa manutenzione si pensa al futuro. Quali sono gli interventi per il futuro? I miliardi di euro per le infrastrutture per la Sicilia, poi un investimento per la banda larga e una volta che si è sistemata la Salerno-Reggio Calabria e le strade in Sicilia possiamo porci il tema del Ponte sullo Stretto per garantire l’alta velocità tra Napoli e Palermo”, ha detto poi il premier prima di mettersi in viaggio per il capoluogo siciliano, dove è atteso per la firma del Patto per Palermo.


30 Aprile 2016
http://palermo.blogsicilia.it/renzi-riapre-il-viadotto-himera-ponte-di-messina-si-fara/336081/






30 aprile 2016

LA REGIONE INVIA I FORESTALI IN 12 SITI ARCHEOLOGICI. ANCORA NON REALIZZATI I VIALI PARAFUOCO NEI BOSCHI. SIAMO GIÀ A MAGGIO - LAMENTANO DIVERSE VOCI DELL’ASSESSORATO E I SINDACATI - NON ABBIAMO ANCORA NOTIZIE DI COME E QUANDO SI INIZIERÀ A LAVORARE AI VIALI PARAFUOCO PER L’ANTINCENDIO PASSIVO. L’AUSPICIO È CHE ANCHE QUEST’ANNO NON SI ARRIVI A LUGLIO, QUANDO DA PREVENIRE CI SARÀ BEN POCO




La Regione invia i forestali in 12 siti archeologici. Ancora non realizzati i viali parafuoco nei boschi



Cronaca – Un primo elenco di interventi prioritari è stato inviato dal dipartimento dei Beni culturali a quello dello Sviluppo rurale. Ci sono anche la Villa romana di Piazza Armerina, Gela, Aidone, Segesta e Selinunte. Restano in attesa molti altri luoghi, così come non è partita l'attività di antincendio passivo


Miriam Di Peri, Salvo Catalano
Il parco archeologico di Siracusa, la casa di Pirandello ad Agrigento e la Villa romana di Piazza Armerina. Ma non solo. Sono 12 i siti culturali, inseriti in un elenco prioritario, dove verranno inviati i forestali per interventi di manutenzione. Non una novità assoluta, considerato che anche negli anni passati lo stesso personale è stato utilizzato per pulire alcuni luoghi turistici, ma sicuramente una boccata d'ossigeno. Nella lista delle priorità ci sono anche il teatro antico a Taormina, il museo e l'area archeologica di Naxos e la riserva di Isolabella; il museo archeologico regionale di Gela, la biblioteca museo Luigi Pirandello ad Agrigento; i parchi archeologici di Segesta e Selinunte a Trapani; il museo regionale di Aidon   dove è conservata la Venere di Morgantina e l'area archeologica e Antiquarium di Solunto, nel Palermitano. Oltre al Castello a mare di Palermo.

«È una bellissima iniziativa», commenta Rosalba Panvini, soprintendente ai Beni culturali di Siracusa che gestisce il parco archeologico Neapolis. Da Siracusa, oltre all'area del teatro greco, era partita la richiesta al dipartimento regionale per la manutenzione del castello Eurialo, che però non sarebbe nel primo elenco degli interventi. «Gestiamo molti altri luoghi in provincia - continua Panvini - a Palazzolo Acreide, a Noto la villa del Tellaro, il museo archeologico di Lentini, e chiediamo la collaborazione delle amministrazioni comunali perché da soli non ce la facciamo». 

Per questi interventi sarebbero stati stanziati circa 240mila euro. «Troppo pochi - lamentano in molti tra gli addetti ai lavori - per coprire le spese del personale per la manutenzione per i maggiori siti regionali. Appena sufficienti, forse, per un paio di province». Ed ecco, quindi, un elenco di priorità, stilato anche in base alle risorse disponibili e trasmesso dal dirigente dei Beni culturali Gaetano Pennino al direttore del dipartimento sviluppo rurale e territoriale, Felice Bonanno. Ne seguirà un secondo dove dovrebbero trovare spazio altri siti indicati dalle soprintendenze. È il caso, ad esempio, delle aree archeologiche e culturali del Catanese, assenti al momento dalla lista. «Abbiamo segnalato la necessità di interventi nel sito di Santa Venera al Pozzo, alle mure dionigiane ad Adrano e a Palikè a Mineo - spiega la soprintendente etnea Fulvia Caffo -. Oltre alla messa in sicurezza e alla pulizia, vorremmo creare dei percorsi con le staccionate e fare una manutenzione degli alberi da frutto». Progetti per cui, però, bisognerà attendere ancora. 

Ad attendere, infine, sembra saranno anche i viali parafuoco in vista della calda stagione. Perché, se è vero che quando si parla di sprechi in Sicilia, l’esercito dei 24mila forestali è sempre chiamato in causa, è vero anche che negli ultimi mesi gli operai a giornata nei boschi hanno trovato spazio sulle pagine dei quotidiani per tutto tranne che per il loro lavoro. È stato così per i licenziamenti per mafia, per le strigliate della Corte dei Conti, per gli speciali tv raccontati dal salotto di Massimo Giletti, ma i forestali di una cosa dovrebbero occuparsi principalmente: della manutenzione dei boschi e della prevenzione antincendio. «Ad oggi, e siamo già a maggio - lamentano diverse voci tra i corridoi dell’assessorato e i sindacati - non abbiamo ancora notizie di come e quando si inizierà a lavorare ai viali parafuoco per l’antincendio passivo. L’auspicio - concludono - è che anche quest’anno non si arrivi a luglio, quando da prevenire ci sarà ben poco».

30 Aprile 2016
http://meridionews.it/articolo/43008/la-regione-invia-i-forestali-in-12-siti-archeologici-ancora-non-realizzati-i-viali-parafuoco-nei-boschi/







ACIREALE, RIAPRE LA FORTEZZA DEL TOCCO SULLA TIMPA. ANCHE SE L'AREA NON SI PRESENTA NELLE MIGLIORI CONDIZIONI: TRA ERBACCE, RIFIUTI E UN MURETTO CROLLATO UN ANNO E MEZZO FA. PRESTO UN INTERVENTO DI SCERBATURA E PULIZIA STRAORDINARIA - DICHIARA IL DIRIGENTE DELL'AZIENDA FORESTE DEMANIALI LUIGI PICCININI


Acireale, riapre la Fortezza del tocco sulla Timpa.
Previste visite guidate tra le chiazzette trascurate




Cronaca – Legambiente gestirà il bastione seicentesco. Sarà il punto di riferimento per i turisti che già in queste prime settimane di terra percorrono il tragitto che da Santa Maria la Scala porta al quartiere Suffragio. Anche se l'area non si presenta nelle migliori condizioni: tra erbacce, rifiuti e un muretto crollato un anno e mezzo fa 

Riapre la Fortezza del tocco e ripartono le attività nella riserva naturale della Timpa di Acireale. Legambiente ha presentato stamattina le iniziative che a partire da maggio prevederanno visite guidate lungo il percorso delle chiazzette, con l'obiettivo di rivalutare un patrimonio storico e culturale spesso dimenticato. Almeno dalle persone del posto, perché i primi turisti che salgono le rampe in pietra lavica, che dalla frazione di Santa Maria la Scala portano al quartiere del Suffragio, si guardano attorno estasiati. Nonostante l'area non si presenti nelle migliori condizioni possibili.

«Presto ci attiveremo per un intervento di scerbatura e pulizia straordinaria - dichiara a MeridioNews il dirigente dell'Azienda foreste demaniali Luigi Piccinini -. Da pochi giorni gli operai stagionali sono stati assunti, il tempo di pianificare le azioni e verranno mandati nella riserva». Ma se vegetazione e cartacce non rendono di certo giustizia a uno dei luoghi con le viste più belle sul mar Ionio, a testimoniare se non proprio l'incuria delle istituzioni quantomeno la lentezza nel risolvere i problemi è il muretto di pietra lavica che, crollato in seguito alla tromba d'aria del novembre 2014, continua a ostruire il cammino di chi si immette nel percorso. Specialmente di chi vorrà visitare la Fortezza del tocco, bastione seicentesco che verrà riaperto dopo quattro anni e servirà da punto di riferimento per i turisti. 

«Non sono proprio il massimo quelle pietre a pochi metri dall'entrata - continua Piccinini - ma purtroppo il progetto per la messa in sicurezza non è stato presentato. Il Comune ha fatto sapere che manca soltanto il parere geologico. Dopodiché procederemo con le autorizzazioni». Un anno e mezzo per un muro in pietra lavica sembrano, tuttavia, essere un tempo difficilmente giustificabile. «Ho incontrato il tecnico incaricato dalla proprietaria un anno fa, per due volte - continua il dirigente - poi non ho più avuto contatti. A fare da tramite è il Comune che mi ha assicurato di aver pressato fino a stamattina la signora». Il terreno che ha causato il cedimento del muro appartiene a una donna originaria di Acireale, che da tempo vive a Novara. E che avrebbe dichiarato la propria disponibilità a ripristinare lo stato delle cose, anche se per adesso alle parole non sono seguiti i fatti. 

«Manca questo parere - conferma l'assessore all'Ambiente, Francesco Fichera -. Sicuramente si sarebbe potuto fare prima, ma adesso bisogna guardare avanti e fare in modo che l'Azienda foreste possa avviare l'iter che porterà all'inizio dei lavori. Tempi? Non credo sia possibile dare delle scadenze, ma ce ne vorrà, sarebbe inutile negarlo». Sulla carta il Comune di Acireale avrebbe la possibilità di agire in danno, anticipando il costo dell'intervento. Tuttavia, la decisione fin dal primo momento è stata quella di cercare un dialogo con la proprietà dell'immobile.

29 Aprile 2016
http://catania.meridionews.it/articolo/42992/acireale-riapre-la-fortezza-del-tocco-sulla-timpa-previste-visite-guidate-tra-le-chiazzette-trascurate/





NOTIZIE CORRELATE:













INTERVISTA A MATTEO RENZI: ECCO I FONDI SBLOCCA-SICILIA. FONDI ALLA SICILIA PER OPERE PUBBLICHE MA ORA CAMBI IL MODO DI SPENDERLI. I 500 MILIONI PER LA REGIONE? CI STIAMO LAVORANDO MA NESSUNO PENSI CHE LO STATO È COME UN RUBINETTO












IL COLLEGA SALVATORE LI PIRA (AIB) DI POLIZZI GENEROSA, INTERVISTATO DALL'ON. FIGUCCIA


Ricevo e pubblico
da Salvatore Li Pira



 
 
 
 
 
 
 
 
 

L'IMPEGNO DEL GOVERNO REGIONALE: ENTRO 77 GIORNI LA RIFORMA DEL COMPARTO FORESTALE. IL BLOG: "MA CI SARÀ UN AUMENTO DELLE GIORNATE LAVORATIVE PER LA CATEGORIA PIÙ ANZIANA NON STABILIZZATA?"


L'impegno del Governo Regionale: entro 77 giorni la riforma del comparto forestale. Il Blog: "Ma ci sarà un aumento delle giornate lavorative per la categoria più anziana non stabilizzata?"






Se non è previsto nessun aumento delle giornate lavorative, i Sindacati dovrebbero disertare tutti gli incontri. Siamo pronti a incatenarci!




FORESTALI, E' SEMPRE CAOS GRADUATORIE. A MESSINA IL GIUDICE SI ESPRIME SULL'ORDINANZA DELLA CONSULTA E FORNISCE L'INTERPRETAZIONE DELL'ART 12: NON HA EFFETTO RETROATTIVO! IL BLOG: LA PROPOSTA DEI DUE CONTINGENTI RISOLVEREBBE L'ETERNA QUESTIONE


Ricevo e pubblico
da Andrea  D'agostino


Forestali, è sempre caos graduatorie


A Messina il primo giudice si esprime sull'ordinanza della Consulta e fornisce l'interpretazione dell'art 12: non ha effetto retroattivo! Graduatorie da rifare! E' quello che ha sempre sostenuto l'Avvocato Valeria Feminò. In attesa di ulteriori aggiornamenti...


Notizie correlate:


La Corte Costituzionale ha depositato la sentenza ed ha deciso che lart. 12 del 28 gennaio 2014 rimane valido anche in quelle province dove sono sopese le graduatorie (Catania, Messina e Trapani)

Il parere dell'avvocato Valeria Feminò sull' ordinanza della consulta in merito alla legittimità dell'art. 12, l.r. 5/2014. Il provvedimento ha ulteriormente confermato quanto da lei sostenuto sin dall'inizio, ossia che la norma in questione non può avere efficacia retroattiva e dunque non può produrre effetti sui diritti acquisiti dei lavoratori




Nota
La proposta dei due contingenti risolverebbe l'eterna questione, ma ci vuole tanto a capirlo?









FARAONE: "CAMBIEREMO IL SUD. MA IL GOVERNO NON È UN BANCOMAT."NO ALLE POLEMICHE, SÌ ALLA COLLABORAZIONE. MA DOVE VEDIAMO LENTEZZE NOI AGIAMO"


IL GIORNO DI RENZI

Faraone: "Cambieremo il Sud
Ma il governo non è un bancomat

 
Davide Faraone, governo, matteo renzi, Politica
Matteo Renzi e Davide Faraone



Colloquio col sottosegretario: "No alle polemiche, sì alla collaborazione. Ma dove vediamo lentezze noi agiamo"


di Salvo Toscano
PALERMO – È il giorno di Matteo Renzi in Sicilia e della firma dei “patti” che porteranno fondi e nuove infrastrutture a Palermo e Catania. In mezzo anche la curiosa “inaugurazione” di quel pezzo di viadotto dell'A19 non crollato in seguito alla famigerata frana. Una “passerella” quella sul viadotto Himera, che ha attratto gli strali beffardi dell'opposizione (c'è chi ha parlato di "wannamarchismo"). Ma dal governo si tende piuttosto a concentrare l'attenzione sui due momenti legati ai “patti”. Lo fa Davide Faraone, braccio destro del premier in Sicilia e sottosegretario all'Istruzione, che dribbla le polemiche politiche e in particolare l'eterna contesa con Rosario Crocetta e definisce il “Patto per il Sud” del governo “un piano di interventi infrastrutturali che rimarranno nel tempo e che cambieranno il volto del Mezzogiorno dopo anni di abbandono. Il piano parte dalla valorizzazione dei fondi che ci sono”. Già, i fondi che ci sono, e che magari non sono stati spesi. Vedi ad esempio alla voce depuratori: da lì, da quel miliardo e passa di fondi stanziati per opere mai avviate, è partita la serie di commissariamenti imposti da Roma alla Regione. “Ed è stato efficace perché si cominciano a fare le gare. Abbiamo agito per evitare che queste risorse si perdessero. Il governo nazionale laddove vede che ci sono resistenze o lentezze agisce in via sostitutiva – commenta Faraone -. La collaborazione prima di tutto, ma dove ci sono lentezze noi agiamo. Io credo che sia questo che i cittadini del Mezzogiorno vogliono”.  

Ma la “supplenza” romana ha destato comprensibili mal di pancia. L'ultimo tormentato capitolo è quello relativo ai rifiuti. Con Crocetta che intende mettersi di traverso al commissariamento che Roma vuole imporre, mentre le discariche vanno al collasso e la differenziata resta una chimera. “Anche il tema dei rifiuti è un dramma – dice Faraone -. Noi portiamo la quasi totalità dei rifiuti in discariche. Abbiamo la necessità di realizzare impianti a bassissima emissione che ci consentano di non avere le strade stracolme di rifiuti”. Impianti che poi sarebbero i termovalorizzatori della discordia. Roma ne vuole un paio in Sicilia. Ma se non decollerà la differenziata lo scenario odierno, con camion che fanno avanti e indietro per la Sicilia per conferire in discarica, muterà in camion che fanno avanti e indietro per portare i rifiuti all'inceneritore, no? “Io parlo di tutte e due le cose, di termovalorizzatori e di raccolta differenziata, che è la precondizione. L'alternativa non può essere la discarica”.

La partita si giocherà nei prossimi giorni. E potrebbe essere l'ennesimo terreno di scontro tra i renziani e Crocetta. Che i retroscena danno sul piede di guerra. Ma sul tema Faraone preferisce glissare e schivare la polemica: “No, noi dobbiamo valorizzare la visita del presidente del Consiglio e l'importanza che ha. Io ricordo che a Ferrragosto dell'anno scorso il premier ha visitato Gela e Termini Imerese prendendo impegni che ha mantenuto. Abbiamo assunto diecimila persone nella scuola. Io mi dedicherei a questo, non alle polemiche. Tra l'altro Renzi viene nel giorno dell'anniversario di Pio La Torre, il che testimonia, non a caso, l'impegno per la concretezza dell'antimafia con la qualità del governo, che crea sviluppo. Oggi non deve essere una giornata di polemica”.

E allora, polemiche a parte, sul tavolo oggi ci saranno i fondi per Palermo e Catania. Il patto che riguarda il capoluogo prevede investimenti per 770 milioni (332 li mette il governo nazionale) e finanzierà una pluralità di opere che vanno dal wi-fi pubblico al potenziamento de car e bike sharing, dalla chiusura dell'anello ferroviario al restauro del Teatro Massimo, dalle nuove linee dal tram alla riqualificazione della circonvallazione. Tra gli interventi che rientrano nel patto per Catania la rete di metanizzazione del quartiere Cibali, infrastrutture verdi a Librino, il recupero di edifici inutilizzati, interventi sul Molo di Levante.

Tanta roba, insomma. Che nei piani del premier dovrebbe migliorare il rapporto non sempre semplice del governo col Mezzogiorno. Da Bagnoli al referendum sulle trivelle, il feeling di Renzi col Sud ha avuto le sue criticità. Perché? “Dobbiamo vedere le difficoltà che si possono riscontrare con un'azione diversa sul Mezzogiorno. Vogliamo costruire un percorso che non sia legato all'assistenzialismo – dice Faraone –. Chi immagina di avere un rapporto col governo nazionale del bancomat a cui chiedere soldi ha sbagliato. Noi non metteremo risorse in un secchio bucato. Classi dirigenti vecchie non lo hanno capito e protestano”.

Le opere che si dovrebbero sbloccare con le firme di oggi solleticheranno di certo gli appetiti di ambienti opachi o criminali. Come metterle al sicuro da mafie e cricche? “Modello Expo: facciamo le opere e gli investimenti e teniamo alta la guardia sui fenomeni di malaffare. Ma non bloccheremo le opere per paura che qualcuno possa inquinare qualcosa. Avanti tutta e guardia alta. E credo – conclude Faraone - che in questa legislatura si siano fatti concreti, penso alle norme sulla corruzione: l'impegno del governo c'è ed è pieno”.

30 Aprile 2016
http://livesicilia.it/2016/04/30/faraone-cambieremo-il-sudma-il-governo-non-e-un-bancomat_743804/









RENZI A PALERMO E CATANIA: “PICCIULI PI TUTTI, PI ‘I BELLI E PI ‘I BRUTTI” (SULLA CARTA…)




Renzi oggi-domani a Palermo e Catania: “Picciuli pi tutti, pi ‘i belli e pi ‘i brutti” (sulla carta…)




La visita di domani in Sicilia del Pinocchio del Mugello si è ormai trasformata in qualcosa che sta in bilico tra la farsa e l’opera buffa. Il programma cambia di ora in ora: prima alle nove, poi alle dieci, no a mezzogiorno, pomeriggio, mattina, notte… Il tutto per sfuggire alle proteste di piazza. Pronte le promesse elettorali per i grandi appalti. E un paio di inaugurazioni farlocche che i grillini hanno già provveduto a sputtanare. Il teatrino etneo (con il Teatro Stabile di Catania lasciato senza soldi). E il teatrino di Palermo dove la sceneggiata delle targhe alterne ha sostituito le ZTL…

A quanto si racconta, la visita in Sicilia di Matteo Renzi, prevista per domani, rischia di trasformarsi un’opera buffa. Il capo del Governo e i suoi collaboratori hanno capito che in Sicilia la gente non ne può più del malgoverno di Stato e Regione e non si escludono clamorose proteste di piazza. Così il programma del presidente del Consiglio nella nostra Isola è già cambiato tre o quattro volte nel’arco delle ultime 24 ore.
L’ultima versione – ma non è detto che debba essere quella definitiva – prevede una passerella di Renzi in Calabria per provare a far credere ai Calabresi che, da quelle parti, il Governo nazionale e, addirittura, l’Italia esistono ancora. In Sicilia il capo del Governo dovrebbe mettere piede tra le 12,00 e le 15,00. Non è ancora certo il luogo.
Ricordiamoci che, ormai, in qualunque parte del nostro Paese si rechi, Renzi viene accolto da gente ‘festante’ che vorrebbe ‘acclamarlo’. Le precauzioni sono obbligate.
La situazione in Sicilia è ancora più ‘complicata’ perché ci sono i 24 mila precari dei Comuni lasciati senza soldi, i lavoratori di interi settori dell’Amministrazione regionale lasciati senza soldi, i 6 mila e 500 dipendenti delle Province lasciati senza soldi: già se queste persone dovessero decidere di accogliere ‘festanti’ Renzi e il sottosegretario Davide Faraone che gli fa da ‘guida’, beh, il patatrac sarebbe assicurato.
Da qui la scelta di location controllate, dove i ‘fans’ del presidente del Consiglio non possano raggiungerlo. Forse il punto più debole della visita di Renzi in Sicilia è Catania. Motivo: la presenza, in questa città, di figure storiche dell’indipendentismo siciliano. Eh già, perché a rumoreggiare contro il Governo nazionale ci sono anche gli indipendentisti, movimenti che in Sicilia – grazie anche agli scippi finanziari operati da Renzi e ai disastri economici e sociali provocati dal Governo regionale di Rosario Crocetta – sono in piena ascesa, soprattutto tra i giovani.
A Catania dovrebbe restare poco. Qui è probabile che il premier si beccherà qualche protesta di piazza (ma non è detto, perché per confondere i manifestanti, è probabile che le autorità e il sindaco della città Etnea, Enzo Bianco, scelgano una sede all’ultimo minuto).
La farsa di Renzi in Sicilia prevede anche un paio di ‘inaugurazioni’ farlocche, tanto per spuntare in Tv in stile Berlusconi-presidente-operaio. Insomma, fumo negli occhi con le televisioni pronte a ‘celebrare’ gli ‘immancabili destini’ appaltistici della Sicilia (per non parlare del fatto che domani ricorre l’anniversario della morte di Pio La Torre, ignorato a quanto pare come vi diciamo qui…).
Ma a rovinare la sceneggiata delle inaugurazioni ha pensato l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle eletto in Sicilia, Ignazio Corrao, che ha vergato un comunicato stampa che sputtana, in anteprima, la visita-farsa del nuovo presidente-operaio:
“Nonostante l’entusiastico annuncio del braccio destro palermitano di Renzi, Davide Faraone, che ben dovrebbe conoscere il sistema infrastrutturale siciliano, non è chiaro agli addetti ai lavori, tanto meno ai cittadini quale sia l’opera stradale che il primo ministro avrà da inaugurare sabato 30 in Sicilia. Vorremmo ricordare a Faraone che, se si parla del Viadotto Himera, questo è al momento interessato da prove di carico sulla carreggiata ancora in piedi, mentre se si riferisce al raddoppio della Strada Statale 640 Agrigento-Caltanissetta La Strada degli Scrittori, gli automobilisti sanno bene che la bretella di collegamento è aperta da qualche settimana, ma ad una sola corsia. Situazione che lo stesso Premier potrebbe conoscere bene, dato che il fratello del Ministro Maria Elena Boschi pare lavori proprio per una delle imprese che stanno realizzando l’opera. Tutti interrogativi più di pertinenza del codazzo politico che avrà l’autoproclamato Premier Renzi che dei cittadini, alle prese con un sistema infrastrutturale che rallenta ogni processo economico e produttivo dell’Isola”.
Insomma, anche la parte ‘appaltistica’ della sceneggiata siciliana di Renzi non è detto che riesca bene. In pratica, il Premier non ‘inaugurerà’ una mazza, ma andrà soltanto da fare una mezza pupiata su opere stradali incomplete, o su altre strade che, là dove sono percorribili, lo sono già da settimane.
Come si può notare, siamo al ridicolo, se si considera che le strade provinciali della Sicilia sono quasi tutte abbandonate, che la manutenzione delle scuole superiori non vengono effettuate proprio perché lo stesso Governo nazionale di Matteo Renzi ha ‘rubato’ alle Province dell’Isola i circa 220 milioni di Euro all’anno della cosiddetta Rc auto, che era una delle poche entrate certe delle stesse Province.
Un altro luogo a ‘rischio’ di proteste di piazza è Palermo, dove oltre ai precari dei Comuni e della Regione, oltre ai dipendenti delle Province e agli indipendentisti (sembra che – sia a Catania, sia a Palermo – si stiano muovendo i Siciliani liberi con in testa il professore Massimo Costa), potrebbero scendere in piazza gli ex Pip, altra categoria sociale rimasta senza soldi grazie ai tagli al Bilancio regionale da parte del Governo Renzi.
Per sfuggire a possibili proteste di piazza a Palermo, gli organizzatori sembra si siano ispirati a Garibaldi, che nel 1860, dalle parti di Palermo e provincia, scorrazzava ‘protetto’ dai picciotti di Bagheria e Monreale. Per l’occasione, gli organizzatori hanno scelto Brancaccio, un quartiere molto caratteristico di Palermo, dove non è né comodo, né semplice organizzare manifestazioni di piazza. Dovrebbe essere cambiato anche l’orario della visita palermitana: non più le 18,00, ma le 15,00.
Insomma, tra Brancaccio e ‘a panza china, come si dice dalle nostre parti, Faraone e compagni pensano di aver tagliato le gambe a un bel po’ possibili guasta-feste (l’ultima visita a Napoli, qualche giorno fa, è stata fastidiosa: la gente fuori che avrebbe voluto ‘abbracciare’ il Premier, le forze dell’ordine in tenuta anti sommossa, le grida, i video che finiscono sulla rete con il solito sputtanamento generale: basta, non se ne può più!).
Ma alla fine, cosa viene a fare ‘sto Renzi in Sicilia? Semplice: a mandare un messaggio alla gente ‘giusta’ della nostra Isola, cioè ai professionisti dei grandi appalti (ovviamente a quelli non ancora arrestati, o ancora non incasinati nel fottio di soldi pubblici che gira tra strade, porti, aeroporti, ferrovie: opere che non è importante completare (vedi Palermo tra Passante e anello ferroviario e Tram), ma solo finanziare in vista delle campagne elettorali.
Il messaggio è sempre lo stesso come ai tempi di Umberto Scapagnini a Catania e di Diego Cammarata a Palermo: “Picciotti, ci su picciuli pi tutti, pi ‘i belli e pi ‘i brutti”. E futtitivinni se le opere rimarranno a metà, l’importante e non farvi ‘beccare’ dai magistrati (che fastidioso ‘sto Piercamillo Davigo: ma che vuole questo? Non ci vergogniamo picchì nnì futtemu i picciuli? E ‘nnavissimu puru a briugnari? Ammuccamu, picciotti, ca ‘a vita è bella“.

29 Aprile 2016
http://www.inuovivespri.it/2016/04/29/renzi-oggi-domani-a-palermo-e-catania-picciuli-pi-tutti-pi-i-belli-e-pi-i-brutti-sulla-carta/







29 aprile 2016

IL 4 MAGGIO, L'ASSESSORE ALL'AGRICOLTURA ANTONELLO CRACOLICI SPIEGHERA' IL PSR SICILIA 2014-2020. ALLA FINE PARLERA' ANCHE DI FORESTALE


Ricevo e pubblico
da Angelo Carlino










AZIENDA REGIONALE FORESTE DI ENNA. ESITO RIUNIONE TRA I CONFEDERALI E IL DOTT. ETTORE FOTI


Ricevo e pubblico
dal Segretario Prov.le 
Uila Uil Enna Caltanissetta
Vincenzo Savarino


Azienda Regionale Foreste di Enna. Esito riunione tra i Confederali e il Dott. Ettore Foti 




Esito riunione azienda: il Dott. Foti ci ha comunicato che a seguito dell'assegnazione di ulteriori finanziamenti sta predisponendo lo spostamento di alcuni  lavoratori nei comuni di provenienza.  Pertanto l'avviamento dei lavoratori previsto per il 2 è spostato al 9 per 51  giornate lavorative.
Bubbo, Scornavacche e Savarino








IL RESPONSABILE DEL SINDACATO AUTONOMO ISA DI RAGUSA, CARMELO CASSIA: SIAMO ALLE SOLITE, I FORESTALI IN SICILIA LOTTE E SOLO LOTTE...


Dalla pagina facebook
del Responsabile Isa Ragusa
Carmelo Cassia


Siamo alle solite, i forestali in Sicilia lotte e solo lotte...




I forestali hanno bisogno di cambiare il loro percorso, se vogliono la loro stabilità. La politica si avvicina sempre a Voi, solo per i loro sporchi tornaconti e vi cerca, di portarvi a spasso, così come qualcuno lo ha già fatto sia nel passato che nel presente. Guardatevi attorno e state attenti che c'è chi chi vi può vendere per 30 denari.








CONTRO IL DEGRADO. BENI CULTURALI E PULIZIA. GLI INTERVENTI COINVOLGERANNO PURE I 24MILA LAVORATORI FORESTALI. ECCO I SITI DA SISTEMARE


CONTRO IL DEGRADO

Beni culturali e pulizia
Ecco i siti da sistemare




Il castello a mare


Gli interventi coinvolgeranno pure i 24mila lavoratori forestali

PALERMO- Ci sono anche la casa museo di Pirandello, in contrada Kaos ad Agrigento, e il Castello a mare, a Palermo, entrambi segnalati dall'ANSA per il degrado in cui si trovano, tra i 12 siti individuati dal dipartimento Beni culturali della Regione siciliana come "priorità" per gli interventi di diserbo e ripulitura che coinvolgeranno pure i 24mila lavoratori forestali, come indicato dal governatore Rosario Crocetta. L'elenco è stato trasmesso dal dirigente dei Beni culturali Gaetano Pennino al direttore del dipartimento sviluppo rurale e territoriale, Felice Bonanno, che pianificherà le azioni direttamente con i responsabili dei siti e dei musei coinvolti, che assorbono il 95% dei turisti che visitano ogni anno il patrimonio culturale della Sicilia.  

Dopo la denuncia del personale raccolta ieri dall'ANSA, già stamattina la Soprintendenza di Palermo ha inviato nel Castello a mare, area archeologica risalente all'inizio del primo millennio, chiusa da tre mesi e in condizioni di totale abbandono tra spazzatura e zecche, sei operai e quattro decespugliatori che stanno eliminando le erbacce alte fino a due metri. Nella lista delle 'priorità' ci sono l'area archeologica Neapolis a Siracusa, il Teatro Antico a Taormina, il Museo e l'area archeologica di Naxos e la riserva di Isolabella, tutti nel messinese. E ancora: il Museo archeologico regionale di Gela (Cl), la Biblioteca Museo Luigi Pirandello (Ag), il Museo regionale della Villa Romana del Casale a Piazza Armerina (En), i Parchi archeologici di Segesta e Selinunte a Trapani, il Museo regionale di Aidone (En), l'area archeologica e Antiquarium di Solunto, nel palermitano. A questo primo elenco, ne seguirà un secondo con altri siti sui quali il Dipartimento Beni culturali chiederà di intervenire per riportare il decoro nelle aree e nei musei. (ANSA)

29 Aprile 2016
http://livesicilia.it/2016/04/29/beni-culturali-e-pulizia-ecco-i-siti-da-sistemare_743450/