19 settembre 2017

ULTIM'ORA. ECCO ARTICOLO PER ARTICOLO L'IPOTESI DI ACCORDO SUL CONTRATTO DELIBERATO DALLA GIUNTA. CI SONO DELLE SORPRESE



Si appalesa l'opportunità che per l'ipotesi di Accordo del Contratto Integrativo Regionale (CIRL), in argomento, la decorrenza venga determinata a far data dall'1 gennaio 2018, sia per quanto attiene gli effetti giuridici che economici, quest'ultimi nei limiti degli stanziamenti finanziari disponibili.


Andiamo al dunque

C'è chi sale di livello come per es. i riparatori radio e gli addetti alla radio, che dal 3° livello/Operai specializzati, parametro 116, passano al 5° livello/specializzati super, parametro 123. Questi per la specializzazione riconosciuta dal nuovo contratto, dovrebbero avere qualcosa in piùi n busta paga.

Oppure, gli addetti alla guida autobotti e mezzi tecnici speciali; gli addetti al decespugliatore meccanico; motoseghisti, carrozziere - elettrauto; costruttore muretti a secco; ecc. che dal 3° livello/Operai specializzati, parametro 116, passano al 4° livello/Operai specializzati, parametro 116. Questi lavoratori invece salgono di numero, ma non gli viene riconosciuta l'avanzamento.

Invece gli Aspi, i Torrettisti e gli Addetti alla Realizzazione di Opere Sussidiarie, rimangono al 2° livello/Operai qualificati, parametro l08. Questi sono quelli che non hanno nessun diritto in termini di livello-salariali. 
Eppure c'è chi è morto, c'è chi è rimasto gravemente ferito, c'è chi rischia giornalmente la vita e non gli viene riconosciuto un livello superiore. Il Blog ha sempre sostenuto che non bisogna togliere agli altri ma bisogna essere equiparati per come è giusto che sia.

Applicazione della banca ore.

Ci sono inseriti un paio i diritti che il Blog li ha sempre sbandierati e sostenuti:

1) Individuazione di strumenti idonei finalizzati ad assistere e supportare con aiuti economici una tantum, le famiglie dei lavoratori forestali rimasti vittime di infortuni sul lavoro che ne abbiano causato la morte o l'invalidità permanenente;

2) Allo scopo di migliorare il servizio delle autobotti e delle torrette di avvistamento, sulle medesime potrà essere prevista la presenza di due unità, di cui una potrà essere individuata anche tra gli operai qualificati.

DEVE essere assolutamente prevista la presenza di due unità, non possiamo permetterci di lascaiare un operaio da solo, in nessuna parte del mondo succede una cosa del genere

Maggiori tutele per le donne lavoratrici

Applicazione della banca ore per tutti

In caso di infortunio le giornate non lavorate vengono integralmente recuperate. FINALMENTE! 
Per la malattia invece ci sono delle perplessità.

Il Governo si impegna a reperire le risorse finanziarie per liquidare ai lavoratori del comparto antincendio la rimanente parte degli arretrati contrattuali di cui all'accordo del 14 maggio 2009. 
Ci chiediamo: ma quale Governo? Questo o quello che uscirà il 5 novembre?

L'ipotesi di accordo deve essere ancora approvato dai delegati sindacali.
Se è possibile corriamo ai ripari





BURGIO: SQUADRE DI FORESTALI E CANADAIR SALVANO IL BOSCO


Di Enzo Minio - 19 settembre 2017
Tre squadre complete di forestali, quattro canadair e un elicottero salvano dalla distruzione il bosco del vasto territorio di Burgio. Un incendio, per tutta la giornata di domenica, alimentato anche dal forte vento di scirocco, ha distrutto in circa dieci ore ben 50 ettari di bosco, ricco di varie specialità arboree come pini, cipressi e roverella. Le fiamme, che dalle prime indagini sembrano avere origini dolose, si sono sviluppate in contratta “Campello”, nei pressi dell’area attrezzata demaniale “Menta”, verso le ore 11 del mattino.


Subito è scattato l’allarme, grazie anche alla tempestività ed organizzazione del centro operativo provinciale del Corpo Forestale di Agrigento che, vista la gravità della situazione, ha fatto intervenire da tutta la Sicilia quattro Canadair e un elicottero che hanno fatto la spola tra i boschi dei Monti Sicani e il Canale di Sicilia, di fronte al litorale di Ribera, per il rifornimento idrico. A terra sono state impegnate per ben 10 ore ininterrotte i forestali del distaccamento di Burgio al comando dell’ispettore superiore Enzo Marino e con la collaborazione degli ispettori Maniscalco, Cavalca e Catalanotto che hanno arginato le fiamme con schiumogeni.
Le fiamme sono state circoscritte e domate alle prime ombre della sera, intorno alle 20, quando è terminato pure il lancio dell’acqua dai canadair che sono rientrati alla base per l’oscurità. Dalle prime sommarie indagini si ipotizza che le fiamme siano state appiccate dolosamente, a metà del bosco. E’ stato questo il primo incendio di tutta la stagione estiva che, con punte di calura anche di 45 gradi, stava per chiudersi senza problemi. Il diavolo all’ultimo ci ha messo la coda e… il fiammifero.

Fonte: ripost.it




VIAGGIO DEI PARADOSSI IN SICILIA. LA RISERVA DELLO ZINGARO E MONTE COFANO BRUCIATI. E QUI BISOGNEREBBE CHIEDERSI CHE COSA FANNO I 22MILA FORESTALI SICILIANI AI QUALI CROCETTA HA APPENA ELARGITO UN AUMENTO MENSILE DI 80 EURO E CHE SONO PIÙ NUMEROSI CHE IN TUTTA ITALIA


Habemus Corpus. Cronaca di una vacanza fra San Vito Lo Capo, Erice, Segesta, Trapani, Marsala e Mozia



Ho sempre pensato che, se fosse amministrata con rigore per esempio svizzero, l’Italia sarebbe il posto più bello del mondo dove vivere. Il breve viaggio che ho fatto di recente in Sicilia mi ha confermato che siamo un popolo davvero strano. Siamo seduti su un giacimento d’oro e non lo sfruttiamo, anzi a volte ci sputiamo sopra. Ecco la succinta cronaca di una recente vacanza fra San Vito Lo Capo, Erice, Segesta, Trapani, Marsala e Mozia, luoghi così pieni di arte, storia e bellezze naturali da togliere il fiato.

Detto che a San Vito è in corso fino al 24 settembre la XX edizione del Cous Cous Fest al quale partecipano decine di paesi del mondo, che va evitata dai refrattari alla folla perché con i suoi tre chilometri di spiaggia sabbiosa è un po’ la Rimini della Sicilia, che il mare è bellissimo e basta spostarsi ai bordi per trovare poca gente, ma purtroppo anche abbandono o menefreghismo, vorrei parlare di San Vito come una metafora dell’inspiegabile masochismo che affligge una parte del Bel Paese, argomento di grande attualità viste le prossime elezioni regionali in Sicilia.

Oltre alle meravigliose spiagge del Bue Marino, alla riserva dello Zingaro (mezza bruciata eppure affollatissima), al monte Cofano (chiuso per paura degli incendi e qui bisognerebbe chiedersi che cosa fanno i 22mila forestali siciliani ai quali Crocetta ha appena elargito un aumento mensile di 80 euro e che sono più numerosi che in tutta Italia), San Vito è circondata da gioielli nascosti o maltrattati. Volevamo vedere le grotte con graffiti rupestri del paleolitico superiore, roba che in Francia ci avrebbero già costruito attorno un’industria (vedi grotte di Lascaux), peccato che non ci siano né cartelli, né guide, né visite organizzate.

Allora siamo andati alla ex tonnara del Secco e qui bisogna fare un inciso sulla raccolta differenziata che a San Vito ci sarebbe, ma fatta così. Non esistono bidoni per carta, vetro, plastica, umido e generico, ma ognuno mette sulla porta di casa i sacchetti a giorni alterni. Quando ho chiesto a un negozio i sacchetti dedicati, mi hanno risposto che non li avevano tanto tutto andava bene per tutto, e allora c’è da chiedersi che differenziata sia mai. In paese la raccolta bene o male funzionava, ma quando siamo andati verso la tonnara, trovata con fatica perché i cartelli sono minuscoli, abbiamo visto un branco di mucche che attraversava la strada con questa modalità. Ogni mucca si fermava davanti a ogni sacchetto lasciato sul ciglio ore prima, lo sventrava per bene, mangiava il mangiabile e il resto andava alla mercè di vento e traffico svolazzando per la strada e i campi.

Arrivati alla tonnara, che potrebbe diventare un luogo di cultura e/o vacanza da sogno, tutto era sprangato, cadente, infestato da erbacce. Qualcuno aveva tentato di limitare l’accesso con una sbarra che, spezzata, pencolava dai sostegni e accanto aveva un enorme cumulo di spazzatura abbandonata con sopra un cartello degli Amici della Tonnara che dicevano di aver pulito il luogo venti giorni prima.
Non tutto ciò che abbiamo visto era così. Erice e Segesta sono perfette, Trapani pencola fra palazzi dai fasti passati, struscio elegante e puzzo di fogna, Marsala si difende; potrebbe fare di più come, per esempio, fornire il bel museo di guide, ma ci hanno risposto che aspettavano l’autorizzazione della Regione perché tutto dipende da lei. Poi, quando arrivi a Mozia, isola di origini fenice e gestita da un privato, la Fondazione Whitaker, capisci che cosa potrebbe diventare tutta la Sicilia. Allora ti viene da chiedere ai siciliani colpevoli di sfregio una cosa sola. Perché vi trattate così?


mariangela.mianiti@gmail.com

Fonte: ilmanifesto.it




314MILA EURO PER IL BOSCO DI CHIARAMONTE. INTANTO È INIZIATA LA RIPULITURA


Le comunicazioni dell'on. Orazio Ragusa e dell'azienda forestale

19 Settembre 2017
Chiaramonte Gulfi - L'onorevole Orazio Ragusa annuncia che sono in arrivo 314.000 euro per i boschi di Chiaramonte Gulfi. Ragusa ha ricevuto la notizia dal dipartimento regionale dello Sviluppo rurale e territoriale dell’assessorato Agricoltura. Con il decreto n. 939 del dirigente generale Dorotea Di Trapani si procederà ai lavori di ricostituzione boschiva nella località monte Arcibessi, in territorio comunale chiaramontano, distretto Dirillo. La notizia è stata data alla stampa tramite un comunicato stampa ufficiale.

"Sappiamo quanto importante sia per la comunità chiaramontana il bosco che si estende per vari ettari ed era quindi importante che si potesse operare per ricreare le condizioni necessarie a ridare una nuova realtà del genere a tutta Chiaramonte”.
Il Dipartimento dello Sviluppo Rurale e Territoriale, Servizio 14 per il Territorio di Ragusa, inoltre, comunica che giorno 18 settembre sono iniziati i lavori di ripulitura del bosco demaniale di C.da Arcibessi nel territorio di Chiaramonte Gulfi.
I lavori, previsti in un progetto finanziato con il Fondo Sociale di Coesione, sono iniziati nei giorni scorsi in aree percorse da incendio durante l'estate dell'anno 2016.


Si interviene, quindi, lungo gli assi viari principali abbattendo le piante in condizioni di instabilità e disgaggiando i massi male ancorati che, rotolando lungo i versanti privi di vegetazione, possono arrecare danni ai mezzi ed alle persone.
Si comunica pure che in questi giorni è stato finanziato un ulteriore progetto sempre afferente al Fondo Sociale Europeo, esitato questa estate nei giorni immediatamente successivi al devastante incendio che ha interessato la Contrada San Marco e parte della Contrada Arcibessi, nei territori non interessati dagli incendi dell'anno precedente.

Queste azioni mirano a restituire al bosco di Chiaramonte un minimo di fruibilità e percorribilità, azzerando le situazioni latenti di pericolo dovute a caduta di alberi o massi, ponendo in atto le condizioni propedeutiche ala ricostituzione del patrimonio boschivo quando, secondo le norme di legge, sarà possibile intervenire in forma definitiva.

Fonte: www.ragusanews.com





AGRIGENTO, ALBERI PERICOLOSI IN CITTÀ: NO ALLA RASATURA SELVAGGIA. I LAVORATORI FORESTALI DELL'ANTINCENDIO SI OCCUPERANNO DEL VERDE PUBBLICO DEL CAPOLUOGO


19/09/2017 di Gioacchino Schicchi
A Palazzo dei Giganti stanno stilando una lista delle piante più a rischio. Gli interventi curati dal personale del Dipartimento Regionale

AGRIGENTO - Alberi pericolanti, entro fine mese si programmeranno le attività di abbattimento e potatura delle piante ritenute più pericolose.

Gli uffici comunali stanno infatti predisponendo un elenco di singole criticità già riscontrate in questi mesi che saranno poi trasmesse al Dipartimento Regionale dello Sviluppo rurale e territoriale con il quale l’ente ha siglato una convenzione ad inizio giugno.

Una road map che dovrà ovviamente essere approvata dalla struttura Regionale la quale ha accettato di farsi carico con proprio personale (e con mezzi procurati dal Comune di Agrigento) di disporre interventi sul “selvaggio” verde pubblico del capoluogo, oltre che attività nel “settore agro -forestale e vivaistico assegnando gratuitamente le piantine prodotte nei propri vivai forestali e sostenendo la loro messa a dimora negli spazi di proprietà comunale finalizzati alla pubblica fruizione”. Lo stesso personale dovrebbe occuparsi, ai sensi di convenzione, anche degli interventi di diserbamento. Tutto però potrà partire solo dopo che i lavoratori della Forestale avranno completato la loro attività straordinaria di controllo antincendio, cioè fine settembre. A partire da quel momento in poi, tuttavia, sarà una sorta di corsa contro il tempo, anzi, contro le ore.

Perché ogni ora di lavoro viene retribuita ai lavoratori dalla Regione e, trattandosi di stagionali, il monte complessivo non è tale da poter operare a tappeto.

Così il Comune sta valutando una serie di interventi indispensabili non solo per eliminare le piante che già oggi costituiscono un pericolo, ma anche quelle che, pur trovandosi in una situazione strutturalmente ancora buona, vanno potate per essere riequilibrate ed evitare pericolosi crolli. Ma non solo. Il Municipio infatti sta predisponendo una convenzione molto simile con l’Esa, l’Ente di sviluppo agricolo (tutto sfruttando la medesima voce della Finanziaria 2015), per poter dare una certa continuità agli interventi e sopperire a quella che oggi è una doppia carenza del Comune: di personale (oggi solo un operaio del settore Verde può usare la motosega) e di risorse per affidare il servizio a privati. Se questa la parte “destruens”, il Municipio – nel contesto del progetto “Girgenti” - ha trasmesso le richieste per le somme necessarie per progettare il “Parco territoriale”, un vero prg del verde pubblico che consentirà, finalmente, di programmare essenze e collocazioni delle stesse. 

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Fonte: www.lasicilia.it




FORESTALI. IL SINDACATO SIFUS: "SUBITO LE STABILIZZAZIONI". VIDEO TELE ONE



Dalla pagina Facebook Tele One

TELE ONE: L'intervista di Massimo Brizzi tratta dal TG Medianews a Maurizio Grosso segretario generale del Sifus.
Maurizio Grosso analizza la situazione dei forestali a pochi mesi dalle regionali in Sicilia, al momento il sindacato che si prefigge la stabilizzazione dell'intero comparto non ha fatto ancora una scelta sul candidato a presidente della regione.







GIANCARLO CANCELLERI ERA, È E SARÀ IL CANDIDATO PRESIDENTE DEL MOVIMENTO 5 STELLE #SCEGLIETEILFUTURO


di Giancarlo Cancelleri
Alla luce del decreto del Tribunale civile di Palermo, il MoVimento 5 Stelle annuncia che esercitando un suo diritto farà ricorso per far valere le proprie ragioni. I tempi per aspettare la fine del procedimento e per rinnovare le votazioni purtroppo non ci sono più. Inoltre anche il giudice nel decreto stabilisce che "nessuna statuizione può essere disposta nel presente giudizio" riguardo "all’an della celebrazione" e "alla modalità di svolgimento" delle regionarie, cioè se e come le dovremmo fare.
Alla prima udienza dell'8 agosto la causa poteva essere decisa immediatamente ma la difesa del ricorrente ha chiesto un rinvio che il Tribunale ha concesso al 29 agosto. In tale udienza, con un Giudice diverso, la causa è stata nuovamente rinviata al 6 settembre, quando è stata tenuta da un altro giudice ancora. Quest'ultima si è riservata ed ha sciolto la riserva il 12 settembre rinviando la causa al 18 settembre. Oggi siamo fuori tempo massimo.
La scadenza per presentare il simbolo è questo sabato 23 settembre e dobbiamo inoltre raccogliere 3.600 firme per la presentazione della lista. Per questo motivo il MoVimento 5 Stelle sarà presente alle regionali siciliane del 5 novembre con il sottoscritto, Giancarlo Cancelleri, candidato alla Presidenza della Regione e con la lista, a me collegata, votata dagli iscritti il 4 luglio 2017.

Fonte: www.beppegrillo.it




IL CASO GIULIVI. SOSPESE LE REGIONARIE CINQUESTELLE. STOPPATA LA CANDIDATURA CANCELLERI


di Salvo Cataldo
La decisione del Tribunale: annullati il primo turno per la provincia di Palermo e la seconda votazione. IN AGGIORNAMENTO

PALERMO - Il giudice della quinta sezione civile del Tribunale di Palermo, Claudia Spiga, ha confermato il provvedimento di sospensione dell'efficacia del risultato del voto online che nel luglio scorso aveva incoronato Giancarlo Cancelleri candidato governatore del Movimento cinque stelle. Il giudice ha confermato il provvedimento emesso una settimana fa, con il quale sospendeva l'esclusione dell'attivista Mauro Giulivi, decisa dallo staff grillino, dalla partecipazione alla primarie per la scelta dei candidati alle elezioni regionali siciliane. Sospeso anche l'esito del secondo turno di votazione, che vide la vittoria di Cancelleri sugli altri sfidanti. 

Il decreto del giudice blocca il risultato del primo turno di votazione "limitatamente ai candidati della provincia di Palermo", tra i quali sarebbe rientrato Giulivi se non fosse stato escluso, e sospende anche il risultato della seconda votazione, i cui esiti furono ufficializzati dallo staff il 9 luglio con l'investitura di Cancelleri nel ruolo di candidato governatore per il Movimento cinque stelle. Al secondo turno il deputato nisseno ottenne la maggioranza dei 4.350 voti espressi sulla piattaforma Rousseau, superando la concorrenza di altri cinque colleghi a Sala d'Ercole (Stefano Zito, Giampiero Trizzino, Sergio Tancredi, Angela Foti e Francesco Cappello) e tre outsider (Giuseppe Scarcella, Alì Listì Maman e Josè Marano).

IN AGGIORNAMENTO

19 Settembre 2017

Fonte: livesicilia.it






IL TOUR DI DI MAIO E CANCELLERI SULL'ETNA TRA VINO E FORESTALI «L'OBIETTIVO È STABILIZZARVI, MA NON DIPENDE SOLO DA NOI»


Francesco Vasta 18 Settembre 2017
Cronaca – I due frontman del Movimento cinque stelle provano a sfoderare il «volto di governo» della forza politica che si giocherà la guida dell'Isola il 5 novembre. Poche bandiere e slogan e diversi incontri con persone comuni e amministratori, che hanno segnalato i problemi del territorio. A partire da corrente elettrica e wifi

L'eco delle polemiche romane o palermitane sembra lontanissima, e i due peraltro fanno di tutto per farla restar tale. Luigi Di Maio e Giancarlo Cancelleri ci hanno preso gusto e si godono l'ospitalità che gli viene riservata in giro per i paesi intorno all'Etna. Il mini-tour era iniziato ieri a Randazzo e si è chiuso a Piedimonte. Tappe intermedie Linguaglossa e Castiglione di Sicilia, dove il vicepresidente della Camera e il candidato alle Regionali siciliane del Movimento 5 stelle hanno toccato con mano uno dei frutti del grillismo.

La notte l'hanno infatti trascorsa in un albergo diffuso di Castiglione, accolti da un attivista del movimento con tanto di torta. Nel 2013 era arrivato, da parte dell'Ars, il varo della normativa sul rilancio dei centri storici dei piccoli Comuni promuovendo forme di ricettività realizzate recuperando le case sfitte. Uno dei primi esempi isolani si trova appunto ai piedi del vulcano, dove i cinquestelle hanno puntato forte sul quel «volto di governo» che si prova costantemente a rafforzare durante questa campagna elettorale.




Poche bandiere, come da indicazioni arrivate direttamente da Cancelleri alla base, e pochi slogan. «Non possiamo fare promesse, ma vogliamo ascoltare il territorio, i problemi dei Comuni e dei cittadini», ripetono i due. Il primo al momento unico nome alle primarie per la designazione del candidato premier, il secondo candidato presidente della Regione con l'ombra del ricorso sulla regolarità delle primarie online. Ma su questi temi non arrivano prese di posizioni, come del resto si rimane sul generico quando c'è da rispondere alle sollecitazioni degli attori incontrati. 

L'approccio più intenso è stato forse quello con il mondo del vino. Sono circa due milioni e mezzo le bottiglie annualmente prodotte dai vigneti dell'Etna, con oltre 250 aziende attive. C'è già chi ha iniziato a chiamare l'area del vulcano come «la nuova Borgogna». A Castiglione, i rappresentanti del comparto hanno sciorinato a Di Maio e Cancelleri tutte le questioni ancora sul tavolo: dalla piaga delle discariche abusive alla zoppicante gestione dei rifiuti, passando per la sicurezza e le carenze sui servizi basilari. «Anche la normale fornitura elettrica o la connessione internet, da queste parti, diventano un problema», dice un imprenditore vitivinicolo. Le risposte che arrivano dal duo ripercorrono le piattaforme programmatiche del movimento, mentre devono per forza farsi più articolate davanti al problema incendi

L'estate è stata tra le più dure per il versante nord dell'Etna, e non solo. Ancora più sconcerto ha destato la clamorosa impreparazione del sistema regionale antincendio venuta fuori durante l'emergenza roghi che va di pari passo con il nodo dei forestali. Chi si attende, però, i toni del grillismo più intransigente è destinato a restare deluso. Cancelleri lo ribadisce davanti agli operai che incrocia a più riprese, fra Randazzo a Linguaglossa: nessuno manderà a casa i precari, anzi, dice il candidato M5s, «l'obiettivo è la vostra stabilizzazione, fare assunzioni programmate. Ma non dipende soltanto da noi, dovremo andare a sederci con l'Inps e col ministero e chiedere di avere i soldi non sottoforma di disoccupazione, ma per mettere a regime gli stipendi». Parole dolci alle orecchie del Sifus, il sindacato indipendente degli operai forestali, molto rappresentato in zona. In attesa di trovare soluzioni definitive e condivise con Roma, Cancelleri indica una strada immediatamente percorribile. «Non licenzio nessuno, voglio mettere a lavorare le persone per produrre un servizio», dice. Come? «Sganciando il fondo per i vostri stipendi dall'approvazione del bilancio della Regione, così ogni volta che serve si mandano le persone a lavorare, senza aspettare l'approvazione dell'Aula», spiega a un gruppo di operai di Linguaglossa. 

I sindaci, nessuno di marca pentastellata, riservano comunque un'accoglienza con tutti gli onori. A Piedimonte, Di Maio e Cancelleri parlano in aula consiliare, mentre a Linguaglossa primo cittadino e assessori offrono loro un caffè al bar. Il vicepresidente della Camera ordina però una limonata, prima di aggiungere: «È così che vogliamo costruire una rete di governo, parlando con i sindaci, occorre fare squadra per essere pronti, il giorno dopo le elezioni, davanti al vortice delle gestione di una regione così importante». Già, le elezioni. Di Maio lo dice tra un sorso e l'altro della sua bibita: «Gli altri imbarcano di tutto, noi invece andiamo da soli e rischiamo di battere il record della lista più votata». Che però, data la legge elettorale, potrebbe non bastare a garantire la vittoria.





 Gli impegni dell'On. Cancelleri per i forestali qualora venisse eletto Presidente




L'intervento integrale dell'On. Giancarlo Cancelleri, M5S, al 2°Congresso del Sifus/Confael

L'On. Giancarlo Cancelleri M5S (candidato alla presidenza della regione) ha risposto in diretta alle domande dei cittadini, tra cui anche a quella mia: quale ricetta per i lavoratori forestali? Siamo una risorsa e non un problema! Guarda il video

Sifus: Cancelleri dice "si" alla stabilizzazione dei forestali

On. Giancarlo Cancelleri (M5S): discutere all'Ars il disegno di legge di iniziativa popolare sui forestali è un dovere della politica regionale

L'On. Giancarlo Cancelleri ha incontrato a Sutera (Cl) i lavoratori forestali

Cancelleri (M5S): ad ogni finanziaria vengono sottratte risorse ai coltivatori per dirottarle su forestali e precari. Una vera e propria guerra tra poveri”

Intervista a Giancarlo Cancelleri. Bisogna evitare di fare di forestali, precari e formatori gli agnelli sacrificali. Non sono i responsabili di ciò che non funziona in Sicilia. «Però queste sono delle finte misure assistenziali

L'intervista a Giancarlo Cancelleri (M5S), siamo pronti a guidare la Sicilia. Bisogna ridare dignità ai forestali e alla formazione. A questa gente, senza però scivolare nel populismo: chi dice che tutti possano essere stabilizzati sta mentendo


L'On. Cancelleri risponde al blog: quanto dichiarato su panorama non corrisponde a quello che ho detto. Quindi nessun licenziamento in caso di vittoria del M5S!

Cefalù, Grillo sui Forestali. Video esclusivo

L’assalto dei 5 Stelle alla Presidenza della Regione, un cartone animato per lanciare la campagna elettorale. La scrittura del programma, avverrà grazie al contributo di tutti i siciliani”. Leggi anche gli impegni selezionati dal blog sui forestali


Giancarlo Cancelleri M5S: non e' assolutamente vero che una volta eletti getteremo in mezzo alla strada tutti i precari (forestali, asu, lsu pip...) 

Regionali, il sogno di una Sicilia a 5 Stelle dei grillini in tour: “Cambiamo questa terra con il vostro aiuto”

Giancarlo Cancelleri confrema che non licenzierà nessun operaio forestale. Sono tutte balle - dice, le persone per bene non avranno nulla da temere!

Movimento 5 Stelle lavora all'ombra dei litigi degli altri. «non più voto di protesta. Burocrati? Ce ne sono bravi». Il nostro obiettivo sarà quello di ascoltare le varie categorie

Alla presentazione dell'Assessore all'Agricoltura del M5S è stato affrontato anche il tema del comparto forestale. Però secondo il mio modesto parere deve essere ulteriormente approfondito

Sicilia: assessora designata M5S, valorizzeremo i forestali. Il blog: si valorizzi con due soli contingenti o con la stabilizzazione


Giancarlo Cancelleri affronta e apprezza il ddl del Sifus. Ma spiega cosa farà subito e con certezza. Video





REGIONE. DALLA CORTE DEI CONTI NAZIONALE OK AL BILANCIO, CROCETTA: ABBIAMO SALVATO LE CASSE DELLA SICILIA


18 Settembre 2017
PALERMO. Secondo la Corte dei Conti nazionale il bilancio della Regione non deve essere bocciato. Come si legge in un articolo di Giacinto Pipitone sul Giornale di Sicilia in edicola, i magistrati contabili romani delle sezioni riunite in sede giurisdizionale «in speciale composizione» (organo che mai era intervenuto in questioni siciliane) hanno respinto la richiesta formulata dal Procuratore generale di Palermo, Pino Zingale.
Zingale aveva chiesto di modificare a Roma la decisione della Corte dei Conti siciliana di dare il via libera al bilancio 2016 malgrado le sue forti obiezioni. Una richiesta senza precedenti, con cui Zingale aveva sollevato dubbi sulla copertura di alcuni debiti, in particolare dei derivati.
"La Corte dei conti di Roma ha respinto l'impugnativa del consuntivo 2016 che era stata richiesta dal procuratore generale di Palermo Pino Zingale. La prova certa della verità dei nostri conti". Lo dice in una nota il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta. E aggiunge: "Abbiamo salvato i conti della Sicilia, abbiamo trovato una Regione ai limiti del dissesto e consegniamo al nuovo governo un bilancio in attivo, 1.500 opere programmate in Sicilia per gli investimenti, una programmazione europea avviata, un accordo con lo Stato che si traduce in 2 miliardi di euro in più ogni anno per il nostro bilancio. Tutto questo per continuare un processo di sviluppo già avviato. Coloro che in questi mesi ci hanno attaccato sul bilancio, chiedano scusa ai siciliani".

© Riproduzione riservata

Fonte: gds.it




IL BILANCIO DEL PARLAMENTO. ASSENZE, IMPUGNATIVE E CAOS. CHIUDE L’ARS DEI VOLTAGABBANA


di Accursio Sabella
Oggi ultima seduta di una legislatura in cui ha regnato la confusione e la scarsa produttività. E in cui in tanti hanno cambiato casacca.

PALERMO - “L’Assemblea non è in numero legale”. Lo ha ribadito anche nel corso dell’ultima seduta, lo scorso 6 settembre, il presidente Giovanni Ardizzone. Quasi arrendendosi di fronte alle cattive abitudini dei colleghi. In quel momento, Sala d’Ercole si accingeva a votare la legge di riforma del Consorzio autostrade siciliane. Ma il sistema elettronico raccoglierà un dato sconfortante: su 90 deputati, i presenti erano solo… 15. 

Ma non è stata la prima volta, quella. Anzi, dall’approvazione dell’ultima finanziaria, a fine aprile, si è assistito a una specie di “liberi tutti”. A giugno, ad esempio, lo stesso Ardizzone ha dovuto lanciare “un appello al senso di responsabilità per assicurare la presenza in Aula dei deputati”. E ancora, a fine luglio, quando il cosiddetto “collegato” alla Finanziaria era ancora in alto mare, il nuovo sfogo del presidente dell’Ars: “Non possiamo continuare con questo clima. Siamo ostaggio degli assenti”. La mancanza di numero legale, insomma, è stata l’unica certezza di questo triste tramonto di legislatura. 

Un'ora e mezzo di lavoro a settimana  

Da un lato le elezioni amministrative di Palermo, dall’altro l’avvio della campagna elettorale per le Regionali, hanno finito infatti per svuotare un’Assemblea che non aveva certamente brillato né per prolificità, né per impegno tra gli scranni. Quasi imbarazzante, quest’ultimo dato. Da giugno a settembre l’Ars si è infatti riunita appena 18 volte. In pratica, una volta a settimana. Poco di più se consideriamo le ferie estive. Ma come detto, molte sedute hanno finito per infrangersi contro l’assenza del numero legale. Che ha fermato il conteggio dei disegni di legge trasformati in legge nell’anno in corso, poco al di sopra della decina (al 30 giugno erano appena otto). Ed è difficile pensare che si potesse fare di più e meglio, considerate le ore trascorse tra gli scranni di Sala d’Ercole. 

L’ultima seduta, quella in cui uno sconsolato Ardizzone ha preso atto delle solite assenze di massa, si è aperta e chiusa nell’arco di 12 minuti. E il lavoro complessivo in quella Sala che ormai quasi sarcasticamente mantiene il riferimento alle “fatiche” di Ercole, è stato, per i mesi che vanno da maggio (approvazione ultima Finanziaria) a settembre, di 32 ore in tutto. In pratica, si è lavorato poco più di sei ore e mezza al mese. Poco più di un’ora e mezza alla settimana. 

Poche leggi, tante impugnative 

Nonostante ciò, il presidente dell’Ars Ardizzone, in occasione dell’ultima “cerimonia del ventaglio” che chiude ogni anno la sessione estiva, ha rivendicato una prolificità pari almeno a quella – già assai modesta, a dire il vero – della scorsa legislatura. Sono 109 le leggi approvate in cinque anni. E anche qui, il trend è chiaro: 79 di queste sono state approvate tra il 2013 e il 2015. Solo una trentina tra il 2016 e il giugno del 2017. Ma il numero, già di suo non sconvolgente (furono 108 nella legislatura precedente), non rende l’idea delle difficoltà legislative dell’Ars. Alcune di quelle leggi, infatti, altro non sono che la riproposizione di altri disegni di legge in qualche modo cassati. O volontariamente rimessi nel cassetto. Il balletto sulle ex Province, sul sistema dei rifiuti, sul sistema idrico, ad esempio, hanno prodotto più leggi che andavano a sovrascrivere o abrogare quelle precedentemente approvate. Senza contare la marea di articoli riscritti dopo la verifica sulla loro costituzionalità. 

E anche qui, i dati sono interessanti. Tra delibere legislative e leggi, sono stati impugnati infatti il 20,9 per cento dei provvedimenti esitati dall’Ars: uno su cinque, insomma (numero che ha n peso ancora maggiore, se si considera che la norma approvata dopo l’impugnativa, rispondendo a quei rilievi, difficilmente verrebbe mai ri-impugnata). E se con Commissario dello Stato, che fino al novembre del 2014 esercitava il controllo preventivo sulle leggi, sono state cassate la bellezza di 93 articoli sui 474 approvati nella prima parte di legislatura (quasi il 20 per cento), la musica è cambiata  col passaggio del controllo, successivo, alla Presidenza del consiglio dei ministri. Quando a decidere sulle leggi esitate da un parlamento la cui maggioranza sosteneva un governo regionale del Pd è stato il governo nazionale del Pd, sono state impugnate appena il 5,57 per cento degli articoli stessi. 

ll valzer dei cambiacasacca 

E al caos delle leggi da scrivere e riscrivere, nella necessità di tornare a mettere mano alla materia magari con manovre finanziarie di assestamento, ecco il valzer delle casacche. Delle fazioni. Dei voltagabbana eletti a sostegno di un presidente e finiti a sostenerne un altro. O ancora, ecco i deputati che hanno cambiato partito, pur rimanendo all’interno della stessa maggioranza. Tra i primi, se ne trovano diversi, anche grazie all’escalation di questi giorni in cui diversi parlamentari, completando un giro a 360 gradi attorno a Sala d’Ercole, hanno finito in molti casi per sostenere un candidato che era stato il loro avversario cinque anni fa. 

È il caso di Mimmo Turano, Orazio Ragusa, Gaetano Cani e Totò Lentini, tutti ex Centristi, che sostennero la candidatura di Crocetta e che oggi sono al fianco di Nello Musumeci. O quello di Michele Cimino eletto con Gianfranco Micciché e oggi a sostegno di Micari. C’è poi il caso degli alfaniani Nino D’Asero, Vincenzo Vinciullo ed Enzo Fontana eletti con Musumeci e oggi contro di lui sempre a sostegno del rettore nella coalizione di centrosinistra, così come Paolo Ruggirello che con la “Lista Musumeci” è stato eletto all’Ars prima di approdare nel Pd tramite Articolo 1. Più o meno lo stesso percorso compiuto da Valeria Sudano eletta con “Cantiere popolare” di Saverio Romano, cinque anni fa al fianco di Musumeci, e oggi rampante deputato del Pd catanese. Hanno trovato casa in “Sicilia Futura” di Cardinale e sostengono Micari, oggi, Edy Tamajo, Totò Cascio e Salvo Lo Giudice: il primo eletto con Grande Sud di Micciché, il secondo col Cantiere popolare al fianco dell’attuale candidato del centrodestra, il terzo con la Lista Musumeci. Viaggio contromano quello di Franco Rinaldi, eletto col Pd e finito dentro Forza Italia. 

E non solo. Ci sono anche i casi di spostamenti tutti interni alla sinistra, come quello di Mariella Maggio che ha sostenuto la candidatura di Crocetta (addirittura è stata eletta nel suo listino) e che oggi corre da un’altra parte rispetto al governatore, cioè al fianco di Claudio Fava. E nemmeno il Movimento cinque stelle, in questa legislatura, è stato immune dal virus dei voltagabbana: è andato via presto, Antonio Venturino, sposando la causa socialista che oggi trova spazio nelle coalizione di Micari. Solo esempi, questi. Di un fenomeno più ampio di quello descritto. Tra i novanta deputati, infatti, sono solo 47 quelli che hanno rispettato il mandato dei cittadini. Quelli, cioè, eletti con un partito e rimasti lì per cinque anni. In pratica, uno su due ha cambiato casacca almeno una volta.
19 Settembre 2017

Fonte: livesicilia.it




L'INDAGINE DI PIEPOLI. IL SONDAGGIO, MUSUMECI IN TESTA. MICARI STACCATO DIETRO FAVA

Musumeci e lo stato maggiore del centrodestra al lancio della campagna elettorale

di Salvo Toscano
La rilevazione commissionata da Fava. Lo staff del rettore: "Lo hanno trovato nelle patatine?". Raciti: "Allora io Papa".

PALERMO - La bomba la butta Claudio Fava presentando la sua candidatura e il simbolo della sua lista. Secondo un sondaggio commissionato all'Istituto Piepoli dallo staff di Fava, Nello Musumeci (centrodestra) sarebbe in vantaggio nella corsa alla presidenza della Regione siciliana con il 42% delle preferenze del campione intervistato. Fava (sinistra) e Giancarlo Cancelleri (M5s) sono al 25%. In coda Fabrizio Micari, candidato del centrosinistra, con l'8%. Il dato dell'affluenza è stimato al 51%. Il sondaggio si basa su un campione di 500 persone, selezionati tra maggiorenni residenti in Sicilia, ed è stato effettuato telefonicamente la settimana scorsa.  

Numeri shock che però il centrosinistra di Micari commenta con una battuta: "Bello questo sondaggio, dove l'hanno trovato nelle patatine?", dice all'Ansa lo staff del candidato del Pd. Ironico anche il segretario del Pd Fausto Raciti che su Facebook scrive: "I sondaggi di Fava danno lui al 25% e me prossimo pontefice". 

Secondo il sondaggio di Piepoli Musumeci è il candidato più conoscuto (87% del campione), seguito da Fava (79), Cancelleri (72) e Micari (61). Fava e Musumeci hanno il più alto ranking di fiducia relativa, al 36 per cento. Il sondaggio non teneva conto di altri candidati. 

Musumeci: "Resto con i piedi per terra" 

"Il sondaggio dell' Istituto Piepoli commissionato e diffuso dalla sinistra mi lusinga e mi rende orgoglioso. Rimango tuttavia con i piedi per terra, convinto che molto ci sia da fare. Mi impegnerò con tutto me stesso per rispondere alle aspettative e all'alto livello di fiducia dei cittadini". Lo ha detto Nello Musumeci, candidato del centrodestra alla presidenza della Regione, commentando i risultati del sondaggio dell' istituto Piepoli che lo vedono in testa agli altri tre principali avversari Fabrizio Micari, Giancarlo Cancelleri e Claudio Fava, con il 42% delle preferenze.

Fonte: livesicilia.it






INCARICHI ‘PAGATI’ DAI SICILIANI. CROCETTA “CREA” NUOVE POLTRONE. NOMINE A RISCOSSIONE E IRFIS


di Accursio Sabella
Il governatore non si ferma: domani nuovi cda nelle due aziende regionali.

PALERMO - Il governatore non è sazio. Dopo aver occupato ogni angolo del sottogoverno, attribuendo incarichi pubblici a fedelissimi e militanti nel Megafono, Rosario Crocetta è pronto persino a creare nuove poltrone. È il tramonto triste di quella rivoluzione che nasceva, stando ai racconti delle conferenze stampa e delle ospitate televisive, proprio per ridurre il peso della “casta”, e con essa, i costi pagati dai siciliani. 

Che invece presto dovranno contribuire a tenere in piedi nuovi incarichi di sottogoverno. Avendo ormai occupato praticamente tutto quello che poteva essere occupato (dall'Ircac all'Ast, passando per gli Iacp), infatti, Crocetta si prepara a far nascere nuovi incarichi. Domani sarà una giornata cruciale. Sono state convocate, infatti, le assemblee dei soci di Riscossione Sicilia e di Irfis. In quest’ultimo caso il socio unico è la Regione, rappresentata proprio da Crocetta che si prepara, stando a quanto filtra, ad allargare il consiglio di amministrazione: da tre a cinque poltrone. Con tanto di possibile ritocco ai compensi. Al momento, il cda è guidato da Alessandro Dagnino. A completarlo, il vicepresidente dell’azienda e attuale Segretario regionale di Palazzo d’Orleans Patrizia Monterosso, e il consigliere Salvatore Parlato. A loro, quindi, si aggiungeranno altri due consiglieri. In un caso, Crocetta avrebbe scelto un docente di Economia del Catanese. 

"Apprendiamo – il commento del capogruppo di Forza Italia all’Ars, Marco Falcone - che il presidente della Regione Crocetta sarebbe intenzionato ad incrementare il numero dei componenti dei cda di Riscossione Sicilia e di Irfis. Diffidiamo il governatore e la Giunta – prosegue - dall'assumere una decisione che sarebbe a dir poco scriteriata e che ci obbligherebbe a denunciare l'esecutivo alla Corte dei Conti". 

E nuove poltrone, in effetti, spunteranno presto anche in Riscossione Sicilia. Come avevamo scritto qualche giorno fa, Crocetta ha recentemente nominato il nuovo amministratore unico: Sergio Gelardi ha preso il posto del dimissionario Antonio Fiumefreddo. Ma era quella, come avevamo raccontato, una “mossa” che preparava la nuova infornata di nomine. Anche in questo caso prevista per domani l’assemblea dei soci, alla quale dovrà prendere parte anche Equitalia, ancora in possesso di una percentuale residua di quote. I soci delibereranno la modifica dello Statuto dell’ente, così come indicato anche da una recente norma dell’Ars: da un amministratore unico si passa a un cda di tre componenti. Pagano i siciliani.
19 Settembre 2017

Fonte: livesicilia.it





ELEZIONI IN SICILIA, CAOS M5S. A DESTRA ULTIMATUM FI


di Raffaella Pessina
Ricorso Giulivi: il giudice del Tribunale di Pa si è riservato la decisione nel merito. Micciché: “Voto in Sicilia deadline per chi vuol tornare”

PALERMO - La campagna elettorale per il rinnovo di Palazzo dei Normanni che avverrà entro la fine di quest’anno è segnata soprattutto da polemiche, divisioni interne ai partiti, cambi di casacca all’ultimo momento. Nel mirino ci sono i Cinquestelle, complice anche la situazione politica nazionale in fermento per le prossime consultazioni che vedono anche a Roma il Movimento Cinquestelle fare la parte del leone. 

Sulla vicenda della candidatura di Cancelleri a Governatore della Sicilia si è espresso l’avvocato Lorenzo Borrè, al termine dell’udienza di ieri mattina al Tribunale di Palermo sul ricorso presentato dal suo cliente e attivista del M5s Mauro Giulivi contro le ‘Regionarie’, da cui era stato escluso per la mancata presentazione di un documento. Il giudice si è riservato la decisione nel merito. “L’incontro di oggi ha riguardato esclusivamente la sussistenza o meno dei tempi per indire nuovamente la consultazione e raccogliere le firme per la presentazione delle liste. Non si è più discusso della fondatezza dell’esclusione di Giulivi anche perché, durante l’udienza, abbiamo depositato un’intervista, resa dal sindaco di Torino Chiara Appendino nel marzo 2017, dalla quale si evince che né lei, né i consiglieri torinesi avevano sottoscritto il Codice etico. Documento del quale a Giulivi è stata contestata la mancata sottoscrizione e da cui, poi, è scaturito il procedimento disciplinare e l’esclusione dalle regionarie. Secondo noi – ha aggiunto l’avvocato -  c’è ancora tempo per ripeterle”. 

La validità della consultazione, che a luglio ha indicato in Giancarlo Cancelleri il candidato presidente, erano stati sospesi nei giorni scorsi. L’avvocato ha anche specificato di aver limitato la richiesta della sospensione delle primarie per la scelta dei consiglieri regionali della sola provincia di Palermo. Intanto si definiscono le alleanze nel Centrodestra. Questa mattina si riunisce a Palermo l’esecutivo regionale di Unione Cristiana per definire le liste elettorali. Nel programma elettorale vi sono finanziamenti alle piccole e medie imprese e alle famiglie disagiate, incentivi per i settori agricolo, turismo, e lavoro per i giovani. Programmi anche per gli anziani e incentivi ai media locali affinché garantiscano una informazione libera. Ieri si è riunita la segreteria regionale di Scelta Civica e il commissario regionale di Forza Italia, Gianfranco Micciché, alla presenza dei senatori D’Ali e Scoma. Scelta Civica (rappresentata dal segretario regionale, Settimo Minnella, e dal suo vice, Michele Giacalone) sosterrà - si legge in una nota - Nello Musumeci e presenterà propri candidati nelle liste di Forza Italia. 

Per un deputato regionale (Vincenzo Figuccia) che se ne va, ce n’è un altro che arriva. Si tratta di Nino Germanà, che ha ufficializzato ieri mattina il suo passaggio da Ap a Forza Italia nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Palazzo dei Normanni, nella sala stampa. “Ho deciso di rendere noto solo adesso il rientro nella mia famiglia politica di origine, come amo definirla; dal mese di maggio ho tentato di far riavvicinare il partito di Angelino Alfano a Gianfranco Miccichè, col quale ho sempre avuto un rapporto personale straordinario. Purtroppo non siamo riusciti a trovare un’intesa politica, perché il cosiddetto Ncd Nuovo Centro Destra nel tempo si è appiattito sempre di più nei confronti della Sinistra, fino ad avallare oggi la candidatura di Fabrizio Micari. Alternativa Popolare non è più la terza gamba della destra, come doveva essere, ma è diventata la “stampella” della sinistra”. 

Presente il commissario di Forza Italia in Sicilia Gianfranco Miccichè che ha segnato i termini per le alleanze: “Il voto in Sicilia è la deadline per chi vuol tornare con noi, chi non ci ha seguito oggi e non ci darà una mano nella campagna elettorale non avrà la possibilità di aderire a Fi”. Miccichè parlando dei leader di Ap e Centristi per l’Europa ha detto: “Ritengo che i partiti di Alfano e D’Alia abbiano commesso un errore a non allearsi con coi, a prescindere dagli accordi nazionali. Dubito che Renzi manterrà la promessa che ha assunto con Alfano, pazienza”. Miccichè ha concluso dicendo che “Rosario Crocetta e Giovanni Ardizzone sono stati i peggiori presidenti di Regione e dell’Assemblea della storia della Sicilia”. 

Infine l’attuale governatore della Sicilia Rosario Crocetta, che si ripresenta come governatore alle prossime elezioni informa che “La Corte dei conti di Roma ha respinto l’impugnativa del consuntivo 2016 che era stata richiesta dal procuratore generale di Palermo Pino Zingale”. Crocetta ha detto che questa è “La prova certa della verità dei nostri conti. Abbiamo salvato i conti della Sicilia, abbiamo trovato una Regione ai limiti del dissesto e consegniamo al nuovo governo un bilancio in attivo, 1.500 opere programmate in Sicilia per gli investimenti, una programmazione europea avviata, un accordo con lo Stato che si traduce in 2 miliardi di euro in più ogni anno per il nostro bilancio.
19 Settembre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA

Fonte: www.qds.it






18 settembre 2017

GIANCARLO CANCELLERI AFFRONTA E APPREZZA IL DDL DEL SIFUS. MA SPIEGA COSA FARA' SUBITO E CON CERTEZZA. VIDEO



A LINGUAGLOSSA IL M5S CON CANCELLERI E DI MAIO INSIEME AL SINDACO, I CITTADINI E SOPRATTUTTO I FORESTALI. IL CANDIDATO GOVERNATORE PER L'ENNESIMA VOLTA RASSICURA I LAVORATORI CHE NESSUNO VERRA' LICENZIATO. GUARDA IL VIDEO



ALCUNI CANDIDATI ALLA PRESIDENZA RISCONTRANO AL BLOG APPREZZANDO LA PROPOSTA SUL COMPARTO FORESTALE



Come avevo scritto l'altro giorno e cioé che avevo intenzione di inviare o consegnare personalmente a mano una bozza (da migliorare) sul comparto forestale. I destinatari sono i candidati alla Presidenza: Musumeci (centro destra), Micari (centro sinistra), Fava (sinistra), Cancelleri (m5s), Lo Monte -La Rosa (siciliani liberi), Tanasi (codacons), Busalacchi (noi siciliani). Andiamo al dunque, a Cancelleri l'ho consegnato direttamente a mano in quanto invitato l'altro giorno all'Ars in un incontro con i forestali. Su Facebook i candidati di Noi Siciliani e Siciliani liberi mi hanno riscontrato apprezzando la proposta. Per e-mail il candidato del Centro Sinistra, Fabrizio Micari mi ha riscontrato ringraziandomi per il documento. 
Non hanno ancora risposto: Musumeci, Fava, e Tanasi. Ma se risponderanno vi farò sapere


Leggi il documento che ho fatto avere ai futuri governatori della Sicilia:

Ecco in sintesi le proposte del Blog sul comparto forestale, da consegnare ai candidati alla Presidenza





ELEZIONI REGIONALI, DA TERMINI ALLE MADONIE UN ESERCITO DI CANDIDATI. LA NOTA DEL BLOG: MICHELE MOGAVERO PROBABILMENTE VOTERÀ PER UN MADONITA CHE CONOSCE BENE I PROBLEMI DEL TERRITORIO E CHE IN FUTURO CI POTRÀ RAPPRESENTARE


17 Settembre 2017
In sei sono già scesi in campo, molti altri scaldano i motori, tastano il polso ad amici ed elettori per valutare una candidatura, anche di servizio, per le regionali del prossimo 5 novembre. La corsa verso Palazzo dei Normanni inevitabilmente passa anche dalla provincia, da Termini Imerese e dalle Madonie, proponendo un esercito di nomi vecchi e nuovi della politica locale.
In pole position per la prossima competizione elettorale c’è Giuseppe Ferrarello. Corteggiatissimo sia dal centro destra che dal centro sinistra, di fatto l’ex sindaco di Gangi, pur essendo già in piena campagna elettorale, non ha ancora sciolto le riserve anche se è nota la sua “simpatia” per il progetto della lista dei sindaci ideata da Leoluca Orlando.
Sarà candidato con Alternativa Popolare il deputato uscente di Campofelice di Roccella Peppuccio Di Maggio. Entrato in Assemblea Regionale meno di un anno fa, in sostituzione di Francesco Cascio, l’avvocato madonita può contare sul sostegno della scuderia di Dore Misuraca e della sua potentissima moglie, la “regina” delle cliniche private siciliane, Barbara Cittadini, presidente AIOP Sicilia.
Parte decisamente da outsider l’ex sindaco di Collesano Giovanni Battista Meli che dal suo profilo facebook ha annunciato la volontà di candidarsi in quota Lagalla, a sostegno di Nello Musumeci. La lista dovrebbe essere quella a cui, a livello regionale, stanno lavorando Raffaele Lombardo, Saverio Romano e l’ex rettore dell’ateneo palermitano. Meli non fa mistero del fatto che la sua disponibilità si caratterizza più che altro come una candidatura di servizio, in alternativa ai “campioni” del consenso. Gli ospedali di Cefalù e Petralia Sottana in cima alla lista del suo impegno nella ormai imminente campagna elettorale.
Fra gli outsider si iscrive anche la candidatura dell’editore di madonienotizie Vincenzo Lapunzina, candidato a sorpresa nella lista “Il Megafono” la creatura tanto cara al presidente uscente Rosario Crocetta. L’annuncio arriva direttamente dalle colonne del suo giornale in un articolo pubblicato dalla redazione le quale Lapunzina viene definito il candidato del “paesaggio madonita”. L’istituzione della Zone franca Montana sarà il tema al centro della sua campagna elettorale.
Non sarà della partita invece Magda Culotta, il sindaco di Pollina e deputato nazionale PD dovrà portare acqua alla fonte di Antonello Cracolici, sceso in campo in prima persona per tentare di arginare l’emorragia di voti (e di seggi) che, pare, colpirà il PD. Un sondaggio commissionato in forma riservata proprio dai dem darebbe il Partito Democratico siciliano ben sotto il 10%
Anche il Movimento 5 Stelle muove le sue pedine nel territorio. Saranno almeno due i candidati pronti a raccogliere i consensi che Beppe Grillo riscuote nel territorio. A Termini Imerese torna in campo Luigi Sunseri, dopo il flop alle amministrative del 2012 l’ex candidato sindaco non ha ritentato la scalata al palazzo municipale lo scorso mese di maggio, preferendo tenersi stretto l’incarico di consulenza a Bruxelles elargito dal partito, ma alle regionali ci sarà e dovrà confrontarsi nel comprensorio con un “grillino” del calibro di Giacomo Li Destri, imprenditore edile di Caltavuturo che ha raggiunto nel recente passato una grande notorietà ed un’ampia popolarità grazie alla famosa “trazzera degli incazzati” ribattezzata “trazzera a 5 stelle” grazie al sostegno economico ottenuto dai parlamentari regionali del movimento. Un uomo del fare che potrebbe essere il candidato da battere nella lista palermitana dei grillini.
Fin qui nomi e cognomi di chi è già uscito allo scoperto, ma altri volti vecchi e nuovi sono a lavoro per tentare il grande salto. Da Cefalù potrebbero arrivare una o anche due candidature di peso, stesso discorso a Castelbuono dove, dando quasi per scontata la rinuncia alla candidatura del sindaco Mario Cicero, orientato a sostenere Giuseppe Ferrarello, si aprono ampie praterie per una candidatura locale mentre c’è da giuraci che a Termini Imerese né il centro destra né il centro sinistra lasceranno campo libero al candidato grillino.



La nota del Blog:

Il responsabile del Blog, Michele Mogavero, probabilmente voterà per un madonita che conosce bene i problemi del territorio e che in futuro ci potrà rappresentare





IL CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DEL M5S, GIANCARLO CANCELLERI RISPONDE AI LAVORATORI FORESTALI SUL FUTURO DEL COMPARTO


Spostare il cursore verso il minuto 14:25


 Gli impegni dell'On. Cancelleri per i forestali qualora venisse eletto Presidente




L'intervento integrale dell'On. Giancarlo Cancelleri, M5S, al 2°Congresso del Sifus/Confael

L'On. Giancarlo Cancelleri M5S (candidato alla presidenza della regione) ha risposto in diretta alle domande dei cittadini, tra cui anche a quella mia: quale ricetta per i lavoratori forestali? Siamo una risorsa e non un problema! Guarda il video

Sifus: Cancelleri dice "si" alla stabilizzazione dei forestali

On. Giancarlo Cancelleri (M5S): discutere all'Ars il disegno di legge di iniziativa popolare sui forestali è un dovere della politica regionale

L'On. Giancarlo Cancelleri ha incontrato a Sutera (Cl) i lavoratori forestali

Cancelleri (M5S): ad ogni finanziaria vengono sottratte risorse ai coltivatori per dirottarle su forestali e precari. Una vera e propria guerra tra poveri”

Intervista a Giancarlo Cancelleri. Bisogna evitare di fare di forestali, precari e formatori gli agnelli sacrificali. Non sono i responsabili di ciò che non funziona in Sicilia. «Però queste sono delle finte misure assistenziali

L'intervista a Giancarlo Cancelleri (M5S), siamo pronti a guidare la Sicilia. Bisogna ridare dignità ai forestali e alla formazione. A questa gente, senza però scivolare nel populismo: chi dice che tutti possano essere stabilizzati sta mentendo


L'On. Cancelleri risponde al blog: quanto dichiarato su panorama non corrisponde a quello che ho detto. Quindi nessun licenziamento in caso di vittoria del M5S!

Cefalù, Grillo sui Forestali. Video esclusivo

L’assalto dei 5 Stelle alla Presidenza della Regione, un cartone animato per lanciare la campagna elettorale. La scrittura del programma, avverrà grazie al contributo di tutti i siciliani”. Leggi anche gli impegni selezionati dal blog sui forestali


Giancarlo Cancelleri M5S: non e' assolutamente vero che una volta eletti getteremo in mezzo alla strada tutti i precari (forestali, asu, lsu pip...) 

Regionali, il sogno di una Sicilia a 5 Stelle dei grillini in tour: “Cambiamo questa terra con il vostro aiuto”

Giancarlo Cancelleri confrema che non licenzierà nessun operaio forestale. Sono tutte balle - dice, le persone per bene non avranno nulla da temere!

Movimento 5 Stelle lavora all'ombra dei litigi degli altri. «non più voto di protesta. Burocrati? Ce ne sono bravi». Il nostro obiettivo sarà quello di ascoltare le varie categorie

Alla presentazione dell'Assessore all'Agricoltura del M5S è stato affrontato anche il tema del comparto forestale. Però secondo il mio modesto parere deve essere ulteriormente approfondito

Sicilia: assessora designata M5S, valorizzeremo i forestali. Il blog: si valorizzi con due soli contingenti o con la stabilizzazione

Aria che tira La7. Cancelleri (M5S): 'In Sicilia non ci sono troppi dipendenti pubblici'. Gli operai della forestale li faremo lavorare meglio. Il Blog ricorda tutti gli impegni per i lavoratori forestali