22 gennaio 2017

LA PARABOLA TRISTE DI CROCETTA. DA STAR A ULTIMO DEI GOVERNATORI. NON HA PORTATO A TERMINE UNA SOLA DELLE RIFORME PREVISTE. QUELLA DEI FORESTALI SI È RIVELATA UNA 'FURBATA' CLIENTELARE DEL RESTO GIÀ ANNUSATA MESI FA. LA NOTA DEL BLOG...


A 50 MESI DALL'ELEZIONE

Dai giorni in cui brindò sul palco del Politeama con Battiato e Borsellino all'ultima classifica del Sole 24 Ore è cambiato tutto. Ecco perché.

di Accursio Sabella
PALERMO - C'era una volta il presidente star. Da un palco di fronte al teatro Politeama di Palermo, Crocetta lanciò la sua rivoluzione, cinquanta mesi fa. Oggi, gli resta un ultimo posto nel gradimento dei governatori italiani. Il peggiore di tutti. Con la percentuale peggiore di sempre. Crocetta non piace più. 

E il termometro della sua popolarità, al di là del periodico sondaggio del Sole 24 Ore, può anche essere cercata negli studi televisivi. Che una volta ospitavano Rosario Crocetta con la deferenza e la curiosità che ti aspetteresti per un politico metà Kennedy e metà Pio La Torre. Ospite fisso in quell'Arena di Rai Uno diventata trampolino per i tuffi nel vuoto: lì nacque la riforma di quelle province mai riformate. E che quasi tutti ormai, tra quelli a lui vicini (sempre meno) e quelli a lui lontani, presto getteranno nel cestino, insieme a quella foto sbiadita. 

In quell'istantanea Crocetta brandisce mano e microfono, e te lo aspetti spargere nell'aria una fatwa o una promessa. Su quel palco, oltre all'allora segretario regionale del Pd Giuseppe Lupo, due suoi assessori-simbolo: Lucia Borsellino e Franco Battiato. La legalità e l'arte. L'etica e la bellezza. È tutto lì. Anzi, era tutto lì. 

Cosa rimane? Forse è il caso di partire proprio da quello scatto. Franco Battiato è andato via presto, cacciato via da chi voleva fare la rivoluzione ma ha finito per cascare dentro – o ha deciso di utilizzare – una polemicuccia su una parola sbagliata dell'allora assessore al Turismo. Lucia Borsellino, invece, ha sbattuto la porta, lasciando un governo nel quale, stando alle sue parole, stava cedendo la tensione morale. E la famosa intercettazione-fantasma, confermeranno le parole della figlia di Paolo, c'entrerà poco o nulla. 

Perché sorprendersi, allora di quel crollo nei gradimenti? Crocetta sta solo scontando lo scarto evidente – a tratti tragico a tratti grottesco – tra quanto promesso e quanto mantenuto. E possiamo provare ancora a restare dentro quella fotografia, esempio più di quanto lui stesso forse potesse mai pensare. O almeno, non nel senso che forse lui sperava. Perché se cancelli le sagome di Battiato e Borsellino, per sostituirle con i successori, saltano fuori quelle di Michela Stancheris e di Baldo Gucciardi. La segretaria e il politico, stando all'idealtipo. Il cerchio magico e i partiti. Il contrario di quanto annunciato. La fine di ogni rivoluzione, di ogni cambiamento, di ogni rottura col passato. 

Del resto, andando oltre quella foto, l'operato del governatore non ha fatto che seguire ugualmente il canovaccio. E sta continuando a farlo fino all'ultimo, piazzando o provando a piazzare fedelissimi in ogni angolo della pubblica amministrazione: fino al suo consulente personale, il tunisino Sami Ben Abdelaali a capo di una società delicata e importante come Ircac. Solo l'ultimo grano di un rosario di fedelissimi del presidente inviati ovunque e a prescindere da tutto. A capo dell'azienda che guida il caldissimo settore del 118 il suo ex gabinettista Gaetano Montalbano, o alla società-chiave del trasporto pubblico cioè l'Ast il suo amico personale Massimo Finocchiaro. E la lista è lunga. E noiosa. Perché in quattro anni si è arricchita di facce e nomi (un po' meno di titoli) che abbiamo puntualmente descritto. 

I fedelissimi, alle spalle di Battiato. E la politica dopo Lucia Borsellino. Con Gucciardi a fare da apripista a una invasione di quelli che il Crocetta dei primi tempi che sembrava piacere a tutti (anche qui, su questo giornale, onestà ci impone di ammettere), sembrava non voler vedere nemmeno in fotografia. “Il passato non entrerà nella mia giunta” e ancora: “I politici non faranno parte del mio governo”. E invece, mentre salutavano i vari Zichichi e Scilabra, ecco che a prendere la plancia di comando spunta proprio chi rappresenta la sintesi della politica e del passato, da Giovanni Pistorio ex assessore di Cuffaro, ad Antonello Cracolici grande nemico di Cuffaro. Ce n'è per tutti i gusti, insieme a figurine e meteore che fai fatica ormai a ricordare, nella teoria caotica degli oltre quaranta assessori. 

Perché stupirsi, allora, di quell'ultimo posto? La Sicilia, del resto, nel frattempo è ferma. Le promesse purificatorie nella Formazione o nella Sanità si sono tradotte in macerie da un lato, e in scandali e inchieste giudiziarie dall'altro. Nel frattempo, l'Isola è la peggiore d'Italia nella spesa dei Fondi europei, è la più povera tra le Regioni italiane, è la peggiore nella gestione dei rifiuti, non ha ancora una rete ospedaliera approvata dal Ministero. E non ha portato a termine una sola delle riforme previste: quella della Formazione è ferma all'Ars, quella dei Forestali si è rivelata una 'furbata' clientelare del resto già annusata mesi fa, quella delle Province entrerà nei manuali del ridicolo in politica. Perché sorprendersi allora di quel basso gradimento? Forse, un motivo per sorprendersi c'è. Perché la Sicilia, dati alla mano, è anche la prima Regione per frodi all'Unione europea, è la terza in Italia per corruzione. Quel governo, oggi, è composto da deputati scelti direttamente dai siciliani. Gli stessi che oggi “disconoscono” quel presidente, dopo aver contribuito, cinquanta mesi fa, anche sotto quel palco del Politeama, a creare una stella effimera. Quel governatore ultimo tra i governatori, in una Sicilia, in fondo, non molto migliore di lui.

22 Gennaio 2017
http://livesicilia.it/2017/01/22/da-star-a-ultimo-dei-governatori-la-parabola-triste-di-crocetta_819351/



Nota 

Lo show di Crocetta in Piazza Politeama. Ascoltate cosa diceva sui forestali quando festeggiava l'elezione:
"I forestali li hanno fatto soffrire per tutta l'estate, è una vergogna, questo all'estero si chiama salario minimo garantito, si tagliano gli stipendi dei forestali e non si vogliono tagliare i 400 mila euro all'anno del Segretario Generale dell' ARS"
Il video è tutto da vedere


I forestali dal minuto 2:11






MODIFICA ASSETTO ORGANIZZATIVO DEL DIPARTIMENTO REGIONALE DELL'AGRICOLTURA DELL'ASSESSORATO REGIONALE DELL'AGRICOLTURA, DELLO SVILUPPO RURALE E DELLA PESCA MEDITERRANEA, DI CUI AL D.P.REG. 14 GIUGNO 2016, N. 12









GAETANO GUARINO: LA SENSIBILITÀ POLITICA RIDIA DIGNITÀ AL CORPO FORESTALE REGIONALE. DIA DIGNITÀ AUMENTANDO L'ORGANICO RIDOTTO ALL'OSSO, DIA DIGNITÀ SALVAGUARDANDO E TUTELANDO I BRAVI OPERATORI DELL'ANTINCENDIO E MANUTENZIONE, SEMPRE RICATTATI ECONOMICAMENTE E SULLA CONTINUITÀ DEL LORO PREZIOSO LAVORO


Dalla pagina facebook
del Funzionario del Corpo forestale
Gaetano Guarino

L'altro giorno sono andato in ufficio e ho indossato il mio bel giaccone con su scritto Corpo Forestale della Regione Siciliana con la sua bellissima aquila. È noto a tutti che il Governo Renzi ha sciolto il Corpo Forestale dello Stato, ed in questi giorni si sta dimostrando quanto scellerata e inopportuna sia stata questa azione. Ebbene con quel giaccone di cui vado fiero quando lo indosso, mi rendevo conto di essere insieme ai miei colleghi dei soggetti pubblici rari e quindi ancor di più preziosi. Mi auguro che la sensibilità politica, ove ci dovesse ancora essere, ridia dignità al Corpo Forestale della Regione Siciliana. Dignità calpestata e derisa da chi dal Corpo Forestale ha solo avuto. Dia dignità aumentando l'organico ridotto all'osso, dia dignità salvaguardando e tutelando i bravi Operatori del Servizio Antincendio Boschivo e manutenzione, sempre ricattati economicamente e sulla continuità del loro prezioso lavoro. Ricordo a tutti politici che il Corpo Forestale della Regione Siciliana è sancito e costituito in nome dello Statuto della Regione Siciliana. Comprendo che l'Autonomia bellissima è stata vilipesa e calpestata ma adesso abbiate un briciolo di pudore. Rispettatela e fatela rispettare. Noi siamo Stato e come tale agiamo a tutela della nostra Sicilia e dei siciliani.






DA PALERMO DE VINCENTI RASSICURA IL SUD: “ENTRO PRIMI FEBBRAIO DELIBERA CIPE SU BANDO PERIFERIE”. VOGLIAMO ANCHE CHE L’AREA INTERNA DELLE MADONIE NON RESTI INDIETRO.(VIDEO) IL BLOG: IN QUESTO COMPRENSORIO CI SONO CIRCA 1700 LAVORATORI FORESTALI

http://palermo.blogsicilia.it/da-palermo-de-vincenti-rassicura-il-sud-entro-primi-febbraio-delibera-cipe-su-bando-periferie/374787/

“I fondi per il bando per le periferie sono stati stanziati nella legge di Bilancio, adesso dobbiamo fare un passo decisivo con la delibera Cipe che faremo entro gennaio, inizio febbraio, con cui tradurremmo lo stanziamento in una disposizione effettiva”.
E’ l’impegno del ministro per la Coesione territoriale e del Mezzogiorno Claudio De Vincenti, a Palermo in occasione della firma del Pon Metro,  a Palazzo Comitini. “Abbiamo preso questa decisione con il governo Renzi. E’ stato Renzi – ha ricordato – a ottobre a decidere di introdurre questo finanziamento nella legge di Bilancio per tutti i comuni che hanno presentato progetti importanti”.
Il Ministro ha poi parlato di una necessario passo per colmare il divario tra Nord e Sud ancora oggi presente: “Noi non ci rassegniamo che il Mezzogiorno resti indietro – ha detto -. Vogliamo che Palermo, l’area interna delle Madonie, la Sicilia, il Sud chiudano il divario con il resto della nazione, che a partire dal 2015 ha iniziato a restringersi. C’e’ da aumentare il ritmo di crescita e dico no alla rassegnazione”.
Tornando a parlare di Palermo conclude: “E’ una citta’ non solo bellissima ma piena di energie vitali. Palermo non è l’ombelico del Mondo ma e’ un punto di riferimento del Mezzogiorno e dell’Italia”.

21 Gennaio 2017
http://palermo.blogsicilia.it/da-palermo-de-vincenti-rassicura-il-sud-entro-primi-febbraio-delibera-cipe-su-bando-periferie/374787/





L’ANATRA ZOPPA


Durante l’audizione in commissioni antimafia nel luglio 2015 l’ing. Patrone, ad una precisa domanda rispose “non ricordo assolutamente chi sia Chianese”. Ora la gravità della risposta non era il fatto che una intercettazione telefonica dimostrava che tra i due intercorrevano rapporti confidenziali, (chissà con quanti si hanno per brevi periodi scambi interpersonali tanto cordiali quanto superficiali, che non lasciano traccia nel vissuto) quanto la mancanza di professionalità che il capo del CFS rivelava non ricordando “il signore dell’ecomafia”, indagato fondamentale nella attività investigativa della Forestale.
Da tempo si chiedeva da più parti un avvicendamento al comando generale del CFS che Patrone deteneva da un periodo del tutto inusuale ed ingiustificato, inoltre il momento particolarmente delicato per il quasi bicentenario Corpo ne consigliava al vertice una figura integra moralmente per l’impeccabilità del comportamento, in modo che nei rapporti con gli altri soggetti istituzionali non fosse né sospettabile né ricattabile

Qualsiasi ulteriore elemento di giudizio storico su quest’ultimo capo del CFS sia sotto l’aspetto tecnico che politico ritengo non potrà assolverlo dallo sbaglio di non essersi dimesso nel luglio 2015, poco importa se colpevole o innocente, sciocco o traditore; Patrone è comunque stato dannoso per il CFS.
Nel gennaio 2015 Del Sette, generale poco amato dai carabinieri perché uomo di palazzo piuttosto che operativo, viene proposto dalla ministra della difesa come comandante generale in alternativa al pensionamento: promozione ancora una volta da parte di un governo autoreferenziale, non uso a ricercare consenso popolare. Uno dei primi atti di questo generale, sconosciuto sia ai cittadini che alla sua truppa, è stato estromettere quel colonnello che nell’immaginario collettivo sarà sempre il Capitano Ultimo, gesto talmente improvvido da esternare che nei palazzi non si tiene alcun conto della sensibilità né del popolo né dei servitori dello Stato.
Il connubio che prontamente si instaura tra questi capi, cosi arrogantemente indifferenti all’impopolarità, risulta alquanto bislacco poiché Patrone la cui vocazione ecologista è conditio sine qua non, diventa simbiotico a Del Sette, il quale il suo sparuto quanto ambitissimo NOE (300/350 uomini), non solo non lo ha potenziato accogliendo le numerosissime richieste d’assegnazione, ma l’ha addirittura decapitato… e di che mitico capo!
In considerazione di questo fatto e dell’appoggio goduto dai ministri del governo Renzi, nessuno s’è meravigliato che uomini del giglio magico lo abbiano indicato come il delatore delle indagini dei “suoi” carabinieri del NOE.

Vero o falso, Del Sette divide i “suoi” carabinieri tra chi segretamente non ha fiducia in lui, e chi platealmente si mette dalla sua parte (che obiettivamente non si può contrabbandare come nobile difesa del debole) in un inopportuno “divide et impera” riflessivo nell’Arma, invece che estroverso al nemico.
Fortunatamente la messa in quiescenza è imminente nel mese di gennaio 2017, a risoluzione della imbarazzante situazione che fa legittimamente credere che l’onestà e l’abnegazione di centomila carabinieri possa essere neutralizzata dalla corruzione di uno solo. Ma la ministra di quel medesimo governo che ha introdotto lo stravolgimento delle tutele del codice di procedura penale che fa sì che gli ultimi a sapere di una notizia di reato siano i magistrati e i primi a sapere di un’attività investigativa siano i vertici a nomina politica delle forze di polizia, conferma per un ulteriore anno la proroga per Del Sette al comando generale dell’Arma. Prova Del Sette!

E la prova del nove?
Il Corpo Forestale è sciolto dal 1 gennaio e ognuno dei Forestali è stato ricollocato con l’unica eccezione del capo del corpo-che non c’è più. Per sei mesi continuerà a guadagnarsi lo stipendio (chi avrà il mandato di pagamento?) con il compito d’agevolare il trapasso del fu CFS presso i vertici dell’Arma: logica vorrebbe che coadiuvasse il gen. Ricciardi, il quale, del tutto digiuno di competenze professionali specifiche, sarà a capo del nucleo dei carabinieri forestali. Compito non facile dato che anche il suo vice non sarà un ex CFS. (Noi si credeva che Patrone sarebbe entrato in posizione dirigenziale nella “consorella” Arma). No, Patrone affiancherà … Del Sette! A che pro? Mah, forse l’accoppiata continuerà il viaggio di nozze tappa tappa per le belle città d’Italia sede di TAR.

E poi da giugno? Patrone tornerà sul luogo … galeotto: in Commissione Antimafia.

Le due anatre zoppe hanno rotto anche l’altra gamba e non volano,  STRISCIANO! Antonella Giordanelli

22 gennaio 2017
Fonte della notizia: https://salviamolaforestale.wordpress.com/2017/01/22/lanatra-zoppa/


NO ALLA SOPPRESSIONE DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO



Non si cancellano con un tratto di penna 193 anni di storia del glorioso Corpo Forestale dello Stato


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IL SENATORE VINCENZO GIBIINO (FI): ITALIA SIAMO IN DEFLAZIONE: 2017 A DISTANZA DI ANNI DAL GOLPE DEL 2011 INIZIAMO AD AVERE ALCUNE CERTEZZE. LA NOTA DEL BLOG



Ricevo e volentieri pubblico
dal Senatore di Forza Italia 
Vincenzo Gibiino

Leggete Tutto......
ITALIA SIAMO IN DEFLAZIONE:
2017 A DISTANZA DI ANNI DAL GOLPE DEL 2011 INIZIAMO AD AVERE ALCUNE CERTEZZE. QUALCUNO SIMULO’ DIFFICOLTA’ FINANZIARIE DELL’ITALIA, CI IMPRESSIONO’ CON LO SPREAD PER BUTTARE GIU’ L’ULTIMO GOVERNO ELETTO DAGLI ITALIANI E SOSTITUIRLO CON I GOVERNI DEI POTERI FORTI

CI VOGLIONO DEBOLI, MA ABBIAMO CAPITO LA LEZIONE E ABBIAMO LA FORZA ANCORA PER REAGIRE, SIAMO UN GRANDE POPOLO,

“PASSAGGI SALIENTI DELLA REQUISITORIA DEL PM MICHELE RUGGIERO AL PROCESSO DI TRANI SULLE AGENZIE DI RATING” e intercettazioni telefoniche tra Deven Sharma, il capo di Standard & Poor’s a New York e Maria Pierdicchi della succursale di Milano

Tutto inizia il 20 maggio 2011 (lo spread era ancora sotto controllo), quando due analisti di Standard & Poor’s divulgavano un report in cui si comunicava l’avvenuto taglio dell’outlook del debito sovrano dell’Italia da stabile a negativo, diffondendo solo il 23 maggio un report esplicativo dell’avvenuto downgrade. Secondo quanto asserito da altre agenzie di rating (Moody’s e Fitch) e dal Ministero dell’Economia, quei giudizi sono da ritenere falsi, parzialmente infondati e comunque imprudenti, tendenziosi e scorretti (anche nelle forme di comunicazione). A seguito del taglio dell’outlook si ebbero sensibili perdite di titoli azionari, obbligazionari e dei titoli di Stato nazionali. Il primo luglio 2011 un venerdì, poco prima della chiusura dei mercati, Standard & Poor’s divulgava una nota con giudizi negativi sulla manovra finanziaria presentata in Consiglio dei ministri dal Ministero dell’Economia quando ancora il testo non era ufficiale né definitivo, determinando nuovamente turbolenze sul mercato dei titoli e sulle aste dei titoli di Stato. Il regolamento europeo (n. 1060/2009) relativo alle agenzie di rating recita nella premessa: ¨ «I rating del credito hanno un impatto significativo sul funzionamento del mercato e sulla fiducia degli investitori e dei consumatori. È pertanto essenziale che le attività di rating del credito siano condotte nel rispetto dei principi di integrità, trasparenza, responsabilità e correttezza gestionale affinché i rating utilizzati nella comunità emessi da tali agenzie siano indipendenti, oggettivi e di qualità adeguata». Si trovano pieno riscontro a queste tesi, anche dall’ex ministro dell’economia americana Tim Geithner, nel suo libro “Stress Test. Riflessioni sulla crisi finanziaria”. “Nell’autunno 2011 – scrive Geithner – “alcuni funzionari europei ci contattarono con una trama per cercare di costringere il premier italiano Berlusconi a cedere il potere; volevano che noi rifiutassimo di sostenere i prestiti dell’Fmi all’Italia, fino a quando non se ne fosse andato”. ¨ Scrive Geithner: “Volevano che noi rifiutassimo di sup- portare eventuali prestiti che il Fondo monetario interna- zionale aveva in mente di concedere all’Italia finché Berlusconi non si fosse dimesso. Parlammo al presidente Obama di questo sorprendente invito, ma per quanto ci fosse comodo avere leadership migliori in Europa, decidemmo che non potevamo essere coinvolti in un piano così. Dissi che noi non potevamo avere il sangue di Berlusconi sulle nostre mani”. il suo racconto è la storia di un golpe, pienamente riuscito, ossia di ingerenze esterne per fare dimettere Berlusconi. ¨ Tutti i fondamentali dell’economia italiana a quell’epoca erano migliori di quel che sarebbe avvenuto dopo. Migliore il rapporto deficit-pil, migliore il tasso di crescita dell’ economia italiana, migliore il rapporto debito-pil, migliore il tasso di disoccupazione. Gli indicatori fondamentali dell’economia italiana erano più vicini alla media dell’area euro di quel che sarebbe accaduto con Mario Monti, Enrico Letta e con Matteo Renzi. Lo spread ed i Cds (Credit Default Swap) che misurano la solvibilità di uno Stato, che raggiunsero picchi elevatissimi, furono verosimilmente utilizzati da banche di affari ed altri soggetti. I tanti dubbi e le mille ombre sul commissariamento dell’Italia e l’ennesima notte della Repubblica, dovrebbero essere acclarate da un Parlamento la cui sovranità appartiene al popolo, non a tecnocrati, cleptocrati, oligarchi e figli di troika, che sembra abbiano tramato per attentare alla ‘democrazia’ italiana ed ai suoi valori costituzionali.

A dispetto dei declassamenti decretati nei confronti del nostro Paese da parte dalle Agenzie di rating nel 2011, i "fondamentali economici" dell'Italia erano assolutamente solidi! L'Agenzia Fitch dichiarava nel dicembre 2011 che vi era la probabilità di un declassamento dell'Italia, ma precisava altresì che quella decisione sarebbe stata adottata solo dopo un "riesame attivo" sia della "solidità dei fondamentali economici" del Paese, sia delle riforme politiche e di consolidamento fiscale varate. ¨ Ebbene, i numeri ed i dati ufficiali resi noti già nel novembre 2011 dalla Banca d'Italia e dalle principali Organizzazioni internazionali (OCSE, FMI, Commissione Europea; BCE, Eurostat) dipingono una situazione dell'Italia assolutamente contraria a quella tratteggiata dalle Agenzie di rating. Analizzando in modo oggettivo ed indipendente quei dati ufficiali dell'Italia (inerenti il disavanzo pubblico, l'avanzo primario, il debito pubblico e la quota di esso detenuta da soggetti non residenti, il debito privato di famiglie e di imprese) - dati universalmente conosciuti che un operatore qualificato come un'Agenzia di rating non poteva in alcun modo ignorare - si rileva una condizione economica dell’Italia praticamente migliore di quella di tutti gli altri Paesi dell’area euro e non solo. ¨Spiega e documenta la Banca d'Italia come il nostro sistema finanziario in quel periodo presentava molteplici "elementi di forza" quali: un contenuto debito estero, la solidità e stabilità del sistema bancario, la tendenza al riequilibrio dei conti pubblici, il basso indebitamento privato, l’assenza di squilibri sul mercato immobiliare. "Gli analisti di Fitch 'travestono, mascherano le anticipazioni indebite sul declassamento imminente del rating dell'Italia attraverso spiegazioni di precedenti rating. Cosi si sottraggono alle sanzioni della Consob, perchè le anticipazioni del rating sono vietate dai regolamenti, ma il mercato li prende sul serio. Infatti, c'è stata volatilità negativa sul mercato".  "Se si guarda il documento sulla stabilità finanziaria dell'Italia, 'nel 2011 il nostro Paese stava messo meglio di tutti gli altri Paesi europei. Quindi, non c'erano neppure i presupposti per il doppio declassamento del rating dell'Italia (da A a BBB+) deciso da Fitch nel gennaio 2012". "I fondamentali economici della stabilità dell'Italia nel 2011 non erano solidi, erano solidissimi'. I FATTI DEL 2011. LE AGENZIE DI RATING USATE PER FAR FUORI BERLUSCONI ¨ Molti indizi raccolti e catalogati puntigliosamente dal Pm Michele Ruggiero della Procura di Trani nell’indagine sulle Agenzie di rating che declassarono l’Italia nel 2011, come la ‘pistola fumante’ di mail sequestrate ed intercettazioni telefoniche tra Deven Sharma, il capo di Standard & Poor’s a New York e Maria Pierdicchi della succursale di Milano, fanno più di una prova sul complotto ordito da oligarchie, troika, banche di affari e massonerie internazionali, per abbattere e sostituire con un loro fiduciario, un governo democraticamente eletto, quello presieduto da Silvio Berlusconi. Ci voleva una Commissione parlamentare di inchiesta per scrivere la verità sul novembre 2011. Non c'è stata, ci sta pensando il pm Ruggiero e il Tribunale di Trani.


Notizia correlata:




Nota

Però egregio Senatore Gibiino, il Governo Monti era appoggiato anche da Forza Italia. 
I lavoratori forestali, con i governi Berlusconi-Cuffaro potevano avere qualcosa in più per per come avevano promesso. Non solo, con il centro destra abbiamo rischiato seriamente di perdere l'indennità di disoccupazione.

Una stoccatina va anche all'attuale compagine governativa Roma-Palermo, per il momento sono stati i governi peggiori per la categoria più anziana non stabilizzata!






COLPO DI SCENA, DOPO LO SCANDALO GLI ELICOTTERI DELLA FORESTALE TORNANO A VOLARE. ELICOTTERI FERMI NEGLI HANGAR: LA FORESTALE È TORNATA A VOLARE E A PORTARE IL SOCCORSO ALLE POPOLAZIONI COLPITE DALL'EMERGENZA TERREMOTO E NEVE

Elicottero della forestale


di Luca Comellini


Dopo la denuncia del pilota dei vigili del fuoco (ex forestale) ripresa da Tiscali.it sugli elicotteri del Corpo Forestale dello Stato rimasti negli hangar delle basi di Roma, Rieti e Pescara la questione si arricchisce di nuovi elementi: gli elicotteri della forestale tornano a volare. È questa la segnalazione che è pervenuta questo pomeriggio direttamente al nostro sito.

Già dal primo gennaio gli ex forestali avevano iniziato a segnalare su Facebook le mille difficoltà del loro passaggio nell’Arma dei carabinieri, nei Vigili del fuoco o nelle altre pubbliche amministrazioni interessate dallo spacchettamento del Corpo forestale dello Stato imposto con la legge di riforma della pubblica amministrazione targata Renzi e Madia ma in questi ultimi giorni, forse anche a causa dell’emergenza terremoto e neve e della diffusione delle notizie sui social come facebook, le segnalazioni di inefficienze che gli ex appartenenti al Corpo forestale dello Stato ci stanno facendo pervenire sono aumentate.

Un lunghissimo elenco di problemi ancora irrisolti tra cui, in queste ore, spiccano come un cazzotto nello stomaco i tantissimi messaggi e le dichiarazioni pubblicate sul social dagli ex forestali, piloti e specialisti, costretti a rimanere a terra coi loro elicotteri a causa della burocrazia e della superficialità con cui le amministrazioni destinatarie dei brandelli del Corpo forestale dello Stato hanno affrontato la riforma Madia. Dichiarazioni che poi, inevitabilmente, sono state riprese dalle agenzie stampa, diventando la notizia nella notizia dell’emergenza terremoto e neve che ha costretto il servizio pubblica informazione dell’Arma dei Carabinieri a smentire la versione dei fatti che invece stava dilagando sui social: gli elicotteri della Forestale restano inutilizzati negli hangar.
Lo scandalo degli elicotteri fotografati fermi negli hangar passati ai carabinieri ha assunto dimensioni enormi e le cose sono cambiate nel giro di poche ore. Quello che sembrava impossibile si è invece realizzato: la Forestale è tornata a volare e a portare il soccorso alle popolazioni colpite dall'emergenza terremoto e neve.
La drammatica sequenza di errori e ritardi commessi dai responsabili dell’attuazione della riforma dovrebbe essere terminata e in queste ore stanno arrivando a Tiscali.it numerose segnalazioni che confermano la ripresa delle attività di volo degli elicotteri del Corpo forestale dello Stato anche a seguito dell’intervento di Armaereo, la Direzione Armamenti Aeronautici e per l'Aeronavigabilità deputata alle attività di certificazione e di omologazione degli Aeromobili (COTAM) e relativi equipaggiamenti per le forze armate e Corpi dello Stato.
Oggi, ci comunica un altro ex appartenente al Corpo forestale, un elicottero NH500 con i colori piloti dell’ex Corpo forestale è decollato dalla base di Rieti per portare soccorso alle popolazioni colpite dall'emergenza neve mentre, poche ore fa, con una propria disposizione, il Ministero dell’Interno ha autorizzato, da domani, il rischieramento dalla base di Cecina a quella di Pescara di un elicottero AB412 e del suo equipaggio, passati dalla forestale ai Vigili del fuoco.


21 Gennaio 2017
http://notizie.tiscali.it/cronaca/articoli/elicotteri-forestale-tornano-volare/


NO ALLA SOPPRESSIONE DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO



Non si cancellano con un tratto di penna 192 anni di storia del glorioso Corpo Forestale dello Stato

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LE ASSENZE DI MASSA. ALL'ARS L'ORA LEGALE NON SCATTA MAI. A GENNAIO DEPUTATI IN AULA TRE ORE


Nelle quattro sedute del mese è sempre mancato il numero minimo per “lavorare”. Tutto fermo a Sala d'Ercole.

di Accursio Sabella
PALERMO - Lì dentro, il numero legale non scatta mai. Un po' come l'ora legale di Ficarra e Picone. Che averebbero potuto aggiungere, al racconto delle cattive abitudini della politica sicula da pochi giorni in tutti i cinema italiani, anche questo episodio. A gennaio, l'Assemblea regionale non ha mai fatto registrare il numero legale. Mai. In nessuna delle quattro sedute convocate tra il 10 e il 18 del mese. 

Un en plein da guinnes dei primati, insomma. Che si somma, ovviamente, alla prevedibile improduttività di Sala d'Ercole e al tempo impiegato tra quegli scranni. Che è pari, per intenderci, in questo mese, complessivamente a due ore e tre quarti di sedute. Nemmeno tre ore, insomma, hanno lavorato in Aula i deputati regionali. Che anzi, per un motivo o per un altro, in Aula non si sono quasi mai presentati. 

Il 10 gennaio, ad esempio, la seduta è durata un'ora e un paio di minuti “effettivi”. A un certo punto, un gruppo di deputati – come prevede il regolamento – ha chiesto la verifica del numero legale. Il risultato? Imbarazzante: in Aula c'erano appena 29 onorevoli. Così, sempre regolamento alla mano, il presidente dell'Assemblea ha dovuto sospendere per un'ora la seduta. Tutti a prendere un caffè alla bouvette. Nella speranza che nel frattempo arrivi qualcuno. Ma un'ora dopo, la nuova verifica e un risultato ancora più chiaro: i deputati in Aula erano 26. Niente da fare. Tutti a casa. Appuntamento all'indomani. 

L'11 gennaio, l'Ars ci ha riprovato. Del resto, all'Ordine del giorno c'era l'importante disegno di legge di riforma egli Urega, gli uffici regionali che devono occuparsi degli appalti. L'esame inizia, ma di fronte a un emendamento, il grillino Cancelleri chiede il “voto nominale”. Un voto che si esprime, quindi, non attraverso “l'alzata e la seduta” dei deputati, ma tramite una registrazione elettronica del voto. Il risultato: i presenti erano solo 34. Ben lontani dai 46 necessari ad assicurare il numero legale. E così, stesso copione del giorno prima: Aula sospesa per un'ora. Nuovo tentativo. Risultato assai simile: è saltato fuori solo un deputato in più. Erano in 35. Tutti a casa, anche stavolta, dopo la bellezza di 56 minuti in Aula. E appuntamento addirittura alla settimana successiva. 

Il 17 gennaio, però, ti aspetti uno scatto d'orgoglio, dopo le assenze di massa della settimana precedente. Macché. Il canovaccio è confermato in pieno: prima richiesta di numero legale che va a vuoto. Sono solo 31 i deputati in Aula. Diventeranno 33 un'ora dopo, superata la sospensione obbligatoria. Anche questa volta, niente di fatto. Mentre si assottiglia sempre di più il periodo di permanenza tra gli scranni: solo 36 minuti in tutto. 

Che il giorno dopo si ridurranno ancora, fino quasi a dimezzarsi. Ma stavolta, non c'è nemmeno bisogno di richiedere e verificare il numero legale. Il presidente dell'Ars Ardizzone, infatti, si arrende: “Stante la perdurante assenza e la mancanza di numero legale, - ha detto - mi vedo costretto a rinviare la seduta a martedì prossimo”. Venti minuti in tutto. In una Sala d'Ercole quasi deserta. 

“Non ci sono più parole, è una vergogna senza fine, - la protesta del Movimento cinque stelle - ormai sono quasi due mesi che, esercizio provvisorio a parte, in aula va in scena lo stesso copione: aula deserta, o quasi, e seduta rinviata per mancanza di numero legale”. A protestare anche un deputato del Pd come Pino Apprendi: “All’Ars non è mancato solo il numero legale, è mancato il senso del pudore e della responsabilità istituzionale, innanzitutto da parte della maggioranza che ha il dovere di essere presente e di permettere il regolare svolgimento dei lavori d’aula. Mi auguro – ha concluso Apprendi - che il richiamo del presidente Ardizzone serva a qualcosa e che dalla prossima seduta ogni parlamentare possa essere messo nelle condizioni di svolgere il proprio mandato”. Appuntamento a martedì. Nella speranza che finalmente, a Sala d'Ercole, scatti l'ora, anzi, il “numero” legale.

21 Gennaio 2017
http://livesicilia.it/2017/01/21/allars-lora-legale-non-scatta-mai-a-gennaio-deputati-in-aula-tre-ore_819326/





IL BOLLETTINO DELLA PROTEZIONE CIVILE. MALTEMPO, ALLERTA "ROSSA". A CALATABIANO RISCHIO EVACUAZIONE. IN STATO DI ALLERTA CATANIA E TUTTI I COMUNI DELLA FASCIA IONICA

Nella foto una delle zone più a rischio di Calatabiano


Alto il timore di nuove frane. In stato di allerta Catania e tutti i comuni della fascia ionica. IN AGGIORNAMENTO


di Laura Distefano e Maria Bella
CALATABIANO. C'è grande allarme in queste ore a Calatabiano, dove è altissimo il rischio idrogeologico. Il timore di nuovi movimenti franosi, legati all'arrivo dei violenti rovesci ha spinto il sindaco Giuseppe Intelisano ad attivare, già nel primo pomeriggio, il Coc. A preoccupare in particolar modo l'erosione del terreno nell'area sottostante il by-pass della condotta idrica di Fiumefreddo. Ad allertare personalmente il primo cittadino sul pericolo imminente è stato il capo della Protezione Civile Regionale Calogero Foti. Le zone più a rischio restano le vie Alcantara, Pirato e Trifilo, dove spesso si riversano fiumi di acqua e fango. I residenti di queste aree in particolare sono state invitate a stare nella massima allerta e ad occupare i piani alti delle abitazioni in caso di temporali.  Se dovessero esservi particolari criticità si provvederà all'evacuazione.
L'ondata di maltempo riguarda tutta la fascia fascia ionico-etnea e anche la città di Catania. Il Dipartimento Regionale della Protezione Civile ha reso noto che dalla mezzanotte di oggi, sabato 21 gennaio 2017, scatterà l'allerta meteo "rosso". Si prevedono forti piogge e temporali, raffiche di vento, fulmini e locali grandinate e mare mosso. Le zone più a rischio sono la zona acese e il giarrese. Ma anche a Catania il livello di attenzione è al massimo. Il sindaco Enzo Bianco ha diramato una nota dove specifica che in città "il pericolo sarà rappresentato dal riversarsi a valle dell'acqua piovana e da quella dello scioglimento della neve proveniente dall'Etna". Sono già stati attivati i presidi operativi a Catania e in tutti i Comuni interessati dall'ondata di maltempo ed sono entrati in funzione i Centro operativo comunale (Coc) che, secondo quanto prevede il Piano di emergenza della città di Catania, hanno il ruolo di coordinare tutte le operazioni di Protezione civile. La raccomandazione per la notte è di essere prudenti, di uscire di casa solo per estrema necessità, di non sostare ai piani al di sotto la sede stradale e per gli spostamenti preferire i mezzi pubblici. 
A Giarre il Sindaco, preso atto delle suindicate previsioni, ha emanato Ordinanza di sospensione dei festeggiamenti in onore di S. Sebastiano Martire e in genere di tutte le manifestazioni pubbliche previsti per domani. 
Il sindaco di Acireale, Roberto Barbagallo, ha disposto a titolo precauzionale a tutela della pubblica e privata incolumità la chiusura degli impianti sportivi cittadini.

21 Gennaio 2017
http://catania.livesicilia.it/2017/01/21/maltempo-allerta-rossa-a-calatabiano-rischio-evacuazione_403130/





21 gennaio 2017

DIGITALE O ANALOGICO

Ricevo e pubblico
da Aldo Rizza


DIGITALE O ANALOGICO

Razionalizzazione e contenimento della spesa. Discretizzazione della forza-lavoro in funzione della disponibilità finanziaria,ovvero digitalizzazione di lavoratori in relazione alle somme possedute. Una operazione che implica una perdita non percepita di lavoratori: 500 ETP senza lavoro saranno meno visibili di 2000 78isti. La forza-lavoro è la somma di occupati e di disoccupati attivi. Come avere un potenziale di 20000 lampadine non necessariamente tutte accese,ma con utilizzo di impiego dipendente dalla facoltà di disporre liberamente risorse finanziarie. Questione di numeri, bytes, 1 o 0. Senza vie di mezzo,dentro o fuori le giornate lavorative. Regolare,matematico. Massimizzando l’efficienza, con l’effetto di un risparmio economico,con rendimento tendente ad 1 e la spesa vicino a 0. Ciò vorrebbe dire macelleria sociale che, in coscienza, tutti scongiurano. Credo piuttosto che l’obiettivo non debba essere economico bensì ecologico,raggiungibile con capacità che esula gli estranei in materia. Dunque se c’è ridondanza di luce, va bene spegnere alcune lampadine,ma l’equivalente energia deve essere ugualmente utilizzata in altri apparecchi al fine di rendere l’ambiente sicuro, confortevole ed efficiente. Vero è che lo stato dell’impianto non è a regola d’arte. Ora, solamente con la “manutenzione” e col “pronto intervento” l’ambiente può funzionare in maniera produttiva, ricreativa e soprattutto protettiva? La silvicoltura, l’ante-incendio non sono difesa civile? Basterebbe una”Azienda” funzionante, con lavoratori competenti e applicare le normative nazionali (353/2000;227/2001) e per quanto non previsto, rivisitare norme correlate al reclutamento di più addetti idraulico agro-forestali,alla tecnica del fuoco prescritto, alla mitigazione del dissesto idrogeologico, ecc.. Considerando che il territorio italiano, oggi più che mai, è sempre più fragile e a rischio. Meno tecnologia, come macchina mangiasoldi, e più tecnica, come dono da apprezzare. In questo blog, 4 anni fa, in ”contro cenere e fango”, appellandomi alla buona volontà, concludevo con la convinzione che qualcosa potesse cambiare in meglio.  Nel frattempo tante cose sono peggiorate in termini economici ed ecologici. Ora voglio concludere con un messaggio, un input analogico, di vita e di speranza di P.Coelho:”Se accade che il clamore del mondo soffochi la nostra vita interiore,vuol dire che è giunto il momento della lotta:dobbiamo risvegliare il guerriero della luce che dorme in ciascuno di noi e intraprendere……un percorso dove la vittoria ha il medesimo volto della sconfitta.” 
Con pessimismo reale e ottimismo volontario                             
Ragusa 21.01.2017 
Aldo Rizza 


Notizie correlate:

Contro cenere e fango

Il tempo di morire (contro cenere e fango- 2







PIOVONO QUASI 6 MILIARDI SULLA SICILIA, IL MINISTRO DE VINCENTI ANNUNCIA I CANTIERI DEL PATTO PER L’ISOLA. CI SONO INTERVENTI CHE RIGUARDANO ANCHE L’AMBIENTE E LA LOTTA AL DISSESTO IDROGEOLOGICO. (FOTO) (VIDEO)

                                           

Abbiamo illustrato al ministro la nostra programmazione e lui ci ha garantito i primi trasferimenti. I primi 30 cantieri sono stati appaltati e siamo fiduciosi che già in primavera inizieranno  i primi lavori. La prossima settimana diremo quali cantieri sono partiti e illustreremo il programma di avvio degli altri”.
E’ soddisfatto il Presidente della regione Rosario Crocetta che illustra alla stampa l’avvio dei programmi del Patto per la Sicilia. Un avvio che è stato presentato al ministro della coesione territoriale Claudio De Vincenti in visita ufficiale in sicilia per tirare le orecchie alla Regione sui tempi di attuazione.
E’ stato un incontro positivo – ha detto De Vincenti – confermo che ci sono cantieri in partenza e che si sta iniziando a lavorare all’avvio di questi interventi. Il motore si è messo in moto e via via i cittadini lo vedranno. Il Patto per la Sicilia prevede interventi totali per 5 miliardi e 700 milioni compresi gli interventi nelle città Metropolitane. Nelle prossime settimane inizieremo a trasferire i primi fondi”.
“Si tratta di interventi chiave, – ha spiegato il ministro – di opere delle quali i cittadini fruiscono in maniera chiara ed evidente. Sono interventi che riguardano l’ambiente, la lotta al dissesto idrogeologico, i depuratori, la gestione dei rifiuti. Questi saranno i primi, poi ci saranno interventi infrastrutturali importanti in termini di portualità e viabilità e interventi che stanno partendo sul fronte turismo e cultura. La Sicilia, diciamoci la verità, è una delle regioni più belle del mondo ed ha un patrimonio paesaggistico e culturale che va tutelato e salvaguardato. La Sicilia merita che queste bellezze siano fruibili per i siciliani e per i cittadini del mondo”.
Nel pomeriggio, nella Sala Martorana di Palazzo Comitini De Vincenti ha, poi, incontrato i Sindaci dei Comuni appartenenti all’Area Metropolitana di Palermo, in occasione della firma del ‘Patto per il Pon Metro Città di Palermo‘.

http://palermo.blogsicilia.it/piovono-quasi-6-miliardi-sulla-sicilia-il-ministro-de-vincenti-annuncia-i-cantieri-del-patto-per-lisola-foto-video/374748/


21 Gennaio 2017
http://palermo.blogsicilia.it/piovono-quasi-6-miliardi-sulla-sicilia-il-ministro-de-vincenti-annuncia-i-cantieri-del-patto-per-lisola-foto-video/374748/







LETTERA APERTA DEI LAVORATORI FORESTALI CAMPANI AL PRESIDENTE DE LUCA

Ricevo e pubblico
dal Responsabile
SNAF-FNA Provincia di Salerno
Bartolo Scandizzo 



Il giorno 21 gennaio 2017 una forte delegazione di operai idraulici forestali proveniente dai vari enti della regione Campania si è riunita presso il centro Samantha della Porta in Avellino.
Visti ed ascoltati tutte le problematiche si è deciso di stilare un documento, condiviso all’unanimità da tutti i presenti , da inviare al Presidente della Regione Campania VINCENZO DE LUCA , al Consigliere Delegato per l’Agricoltura FRANCO ALFIERI , al presidente UNCEM VINCENZO LUCIANO , alle segreterie regionali delle OO. SS. FAI CISL , FALI CGIL e UILA UIL,
Lettera aperta al Presidente della Giunta Regionale
E per conoscenza al consigliere delegato all’Agricoltura FRANCO ALFIERIl
Al Presidente UNCEM Vincenzo Luciano
Alle segreterie regionali delle OO.SS. FAI CISL, FLAI CGIL, UILA UIL
Caro Presidente DE LUCA ,
Caro consigliere FRANCO ALFIERI,
siamo gli operai forestali che LEI ha incontrato il 15 aprile scorso ad Avellino e le scriviamo perché attendiamo di veder finalmente avviate le azioni da Lei proposte nel corso di quella splendida giornata di democrazia e di partecipazione.
Lei, pur non nascondendo la difficoltà della vertenza dei lavoratori forestali, dichiarò di assumerla tra le priorità politiche del Suo programma di governo e si impegnò ad attuare un “piano di interventi” finalizzati a restituire dignità e rilevanza al nostro lavoro nonché a garantire pari dignità tra gli OTD ed i lavoratori a tempo indeterminato (OTI).
Tornammo nelle nostre case con la certezza di poter finalmente contare su una persona concreta e determinata non solo a risolvere la questione del pagamento degli arretrati agli OTI, ma anche e soprattutto a stabilizzare chi, come gli OTD, vive da oltre 10 anni nella più assoluta precarietà.
Oggi purtroppo nonostante alcuni possi fatti , siamo ancora , ben lontani dalla rivoluzione annunziata e da quel piano di interventi programmato che lei espose ad Avellino nel corso dell’’incontro . Nei territori prevale ancora la vecchia politica, quella che alimenta promesse clientelari ed attese, quella che non ci valorizza come lavoratori, quella che ci sta privando della dignità giorno dopo giorno.
Abbiamo creduto in Lei, Le abbiamo dato il nostro convinto appoggio e continuiamo a sperare in quella rivoluzione che non ci farà più sentire ultimi tra gli ultimi.
Comprendiamo che non può essere “cambiato tutto” dall’’oggi al domani, ma è possibile da subito cominciare a fare passi concreti in quella direzione e per questo reclamiamo con forza di:
1)​organizzare, con la partecipazione anche di una nostra rappresentanza di operai, un incontro con gli Enti delegati finalizzato a concertare una comune politica per le assunzioni degli OTD garantendo pari dignità tra gli OTI e gli OTD;
2)​avviare concretamente le azioni per dare copertura finanziaria agli interventi necessari per riorganizzare il settore della manutenzione boschiva e delle bonifiche nonché per convogliare sulla soluzione della vertenza dei lavoratori forestali i suddetti fondi ordinari, i finanziamenti comunitari, e parte delle risorse destinate alla Protezione Civile, all’Agricoltura, all’Ambiente ed alla Tutela dal Rischio Idrogeologico;
3)​garantire agli OTD, per il 2017 le 156 giornate lavorative ed una data di assunzione certa e unica per tutti i 1600 OTD
4)​attivare da subito il fondo di anticipazione per garantire lo stipendio a tutti i lavoratori;
5)​risolvere in modo definitivo e subito la questione OTD in forza presso le amministrazioni provinciali;
6)​stabilire da subito il percorso per il processo di stabilizzazione degli OTD;

Restiamo in attesa di un Suo pubblico riscontro ricordandole che in ognuno di noi, in ognuna delle nostre famiglia, oltre alle difficoltà economiche che impediscono di affrontare dignitosamente la vita quotidiana, c’è tanta esasperazione per il nulla fatto in questi anni, per le lunghe attese e per le tante promesse mancate.
La Campania di De luca doveva e deve essere la Regione che avrebbe rottamato la vecchia classe dirigente incline al clientelismo.
Non mortifichi anche quest’ultima speranza che abbiamo riposto in Lei!
A questi punti i presenti si aspettano nel giro di qualche mese ( metà febbraio ) delle risposte certe.
In mancanza di ciò si avvieranno ulteriori azioni di forza e concrete contro tutte le parti coinvolte.

21 Gennaio 2017
http://www.mandamentonotizie.it/regione-la-lettera-aperta-dei-forestali-a-de-luca/

 







IL SENATORE GIBIINO ILLUSTRA LA NUOVA STRATEGIA PER USCIRE DALLA CRISI. LA NOTA DEL BLOG

Ricevo e volentieri pubblico
dal Senatore di Forza Italia 
Vincenzo Gibiino






Nota

Però egregio Senatore Gibiino, il Governo Monti era appoggiato anche da Forza Italia. 
I lavoratori forestali, con i governi Berlusconi-Cuffaro potevano avere qualcosa in più per per come avevano promesso. Non solo, con il centro destra abbiamo rischiato seriamente di perdere l'indennità di disoccupazione.

Una stoccatina va anche all'attuale compagine governativa Roma-Palermo, per il momento sono stati i governi peggiori per la categoria più anziana non stabilizzata!









"FORESTALI, GRADUATORIE STRAVOLTE A ENNA". LA PROTESTA DELLA UILA CON FAI E FLAI


Dalla pagina facebook
Uila Sicilia

“L’Ufficio provinciale del Lavoro di Enna ha pubblicato le graduatorie provvisorie dei lavoratori forestali, stravolgendo quelle precedenti e senza avere preventivamente ascoltato il parere delle organizzazioni sindacali. Se definitive, saranno inaccettabilmente modificate le posizioni che i lavoratori hanno acquisito dopo vent'anni di permanenza in quegli elenchi”. Lo denunciano i segretari generali di Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil Enna Nunzio Scornavacche, Massimo Bubbo ed Enzo Savarino che aggiungono: 
“Abbiamo ricevuto solo per mail quelle graduatorie che, sulla scorta di una nota del dirigente generale dell’Ufficio, sono state formulate tenendo in considerazione un solo criterio previsto dalla normativa regionale, in base al quale anni di lavoro alla Forestale vengono sacrificati a parità di età anagrafica”. Scornavacche, Bubbo e Savarino affermano: “Contestiamo sia il metodo che il merito che ha portato il dirigente generale a emanare una circolare in contrasto con la stessa volontà del legislatore il quale, a nostro avviso, ha solamente ritenuto che fosse necessario aggiungere gli anni di lavoro alla Forestale dal 1995 al 2015 così da rendere più realistica l’anzianità nel settore. Flai, Fai e Uila ritengono doveroso dare voce al malcontento generalizzato dei lavoratori per la grave lesione di diritti acquisiti dopo una vita di sacrifici in una categoria che ancora oggi vive nel precariato più assoluto”. “Abbiamo già chiesto tramite le segreterie regionali delle nostre organizzazioni sindacali – concludono Nunzio Scornavacche, Massimo Bubbo ed Enzo Savarino – un incontro con l'assessore regionale Miccichè, che si dovrebbe tenere mercoledì. Chiederemo l'annullamento delle graduatorie rimodulate e l'impegno al rinnovo della legge di settore in questa legislatura, in modo che finalmente vengano stabilizzati i lavoratori così come da noi proposto. Solamente in un contesto di questo tipo potremo accettare che si parli di riformulazione delle graduatorie”.


Notizia correlata:

Graduatorie Enna. Le OO.SS. dissentono dalla decisione assunta dal Direttore dell' Upl, nel pubblicare le graduatorie con il criterio previsto dall'art 49 lr 16/96 e successive modifiche ed integrazioni






LA BUROCRAZIA CHE FERMA GLI ELICOTTERI. IL GOVERNO NON FIRMA I DECRETI ATTUATIVI E LA FORESTALE DA VENTI GIORNI È A TERRA



NO ALLA SOPPRESSIONE DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO




Non si cancellano con un tratto di penna 192 anni di storia del glorioso Corpo Forestale dello Stato

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Anche il nostro Blog ha aderito









GRADUATORIE ENNA. LE OO.SS. DISSENTONO DALLA DECISIONE ASSUNTA DAL DIRETTORE DELL' UPL, NEL PUBBLICARE LE GRADUATORIE CON IL CRITERIO PREVISTO DALL'ART 49 LR 16/96 E SUCCESSIVE MODIFICHE ED INTEGRAZIONI

Ricevo e pubblico
dalle Segreterie Prov.li Fai, Flai e Uila Enna 
Scornavacche, Bubbo e Savarino




Comunicato stampa  
Flai Cgil, Fai Cisl, Uila Uil

Le scriventi organizzazioni sindacali, in data odierna tramite mail hanno ricevuto da parte dell'ufficio provinciale del lavoro di Enna le graduatorie provvisorie dei lavoratori forestali rimodulate in applicazione dell'articolo 12 della legge regionale 5 del 2014 e successive modifiche ed integrazioni dell'articolo 68 della legge regionale 3 del 2016, che con nota del Dirigente Generale ha stabilito che l'inserimento del personale forestale nella graduatoria unica deve avvenire con un solo criterio previsto dall'articolo 49 della legge regionale 16 del 1996 e cioè anni di lavoro alla forestale a parità elenchi anagrafici ed a ulteriore parità età anagrafica. I segretari Scornavacche, Bubbo e Savarino nel dissentire totalmente dalla decisione assunta dal direttore dell' Upl di Enna nel pubblicare le graduatorie senza preventivamente avere sentito il parere delle organizzazioni sindacali, graduatorie che se rese definitive andranno a stravolgere totalmente le posizioni che i lavoratori hanno acquisito dopo vent'anni di permanenza nelle stesse. Contestiamo sia il metodo che il merito che ha portato il dirigente generale ad emanare una circolare che sicuramente non era nella volonta di chi ha votato l'articolo 68 della legge 3 del 2016 che voleva a nostro avviso solamente andare ad aggiungere gli anni di lavoro alla forestale dal 1995 al 2015 così da rendere più realistica la anzianità nel settore. Il malcontento generalizzato che si sta registrando tra i lavoratori che si vedono lesi i diritti acquisiti dopo una vita di sacrifici in una categoria che ancora oggi vive nel precariato più assoluto. Abbiamo già chiesto tramite le segreterie regionali un incontro con l'assessore regionale Miccichè che dovrebbe avvenire nella giornata di mercoledì, dove chiederemo l'annullamento delle graduatorie rimodulate e l'impegno al rinnovo della legge di settore in questa legislatura, che finalmente vada a stabilizzare i lavoratori come da noi proposto. Solamente in quel contesto si potrà parlare di riformulazione delle graduatorie.






CI MANCAVANO I NUBIFRAGI. TRA DOMENICA E LUNEDÌ TEMPORALI SULLA SICILIA. MA LE TEMPERATURE ALMENO SALIRANNO


ROMA - “La circolazione di bassa pressione a carattere freddo sarà sostituita nel fine settimana da una relativamente più mite responsabile di un rialzo delle temperature, ma anche di una nuova ondata di maltempo da ovest”. Nel gioco del classico "abbiamo una notizia buona e una cattiva", i meteorologi di 3bmeteo.com non lasciano scampo alla Sicilia.

"Sarà la Sardegna la prima regione coinvolta dalla bassa pressione in risalita dal Nord Africa. Poi, tra domenica e lunedì, il maltempo si accanirà soprattutto tra Sicilia e Calabria, poi in Basilicata con temporali anche intensi. Le precipitazioni risulteranno abbondanti sui versanti ionici mentre la neve cadrà sui rilievi ma sopra i 1500-1700 metri".

Le temperature se non altro subiranno un rialzo, specie al Centro Sud, e si porteranno così nelle medie tipiche del periodo. “L'ondata di maltempo sarà accompagnata da venti di scirocco e levante che al Sud e sulle isole saranno forti con rischio di mareggiate sui tratti esposti”, concludono da 3bmeteo.com.


20 Gennaio 2017
http://www.lasiciliaweb.it/articolo/147078/sicilia/ci-mancavano-i-nubifragi