10 dicembre 2016

FORESTALI CONTRO LA REGIONE IN CERCA DI STABILIZZAZIONE, L’ESERCITO DEI 23MILA BUSSA ALLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA



Già depositati i primi ricorsi dello studio legale Fasano

di Antonella Bonura
Mentre bolle in pentola la vicenda dei 13 mila precari siciliani degli enti locali (che diventano 20 mila se si aggiungono quelli delle partecipate degli stessi enti) la cui proroga di contratto è ritornata come un boomerang sulle spalle del Governo regionale si riaccendono i riflettori anche sui 23 mila forestali siciliani. Non proprio di luce si può parlare almeno se la vicenda la si guarda con gli occhi di chi amministra la Regione siciliana.
I lavoratori forestali starebbero preparando un ricorso/denuncia alla Corte di Giustizia Europea per l’abuso del precariato. Gli avvocati incaricati starebbero studiando le sentenze della Corte di Giustizia Europea che hanno dichiarato l’illeggittimità delle proroghe oltre i 36 mesi anche non continuativi in numerosi paesi dell’Unione e ritengono di poter chiedere la stabilizzazione anche per gli ‘odiati’ braccianti forestali. Odiati perchè sempre al centro degli attacchi mediatici e politici sulla normità del loro numero, sul loro utilizzo e così via.
Insomma proviamo a immaginare solo per un attimo cosa significherebbe una piena stabilizzazione di questo personale se un simile ricorso avesse una opportunità di andare a buon fine. Se di anno in anno non si riesce a trovare le risorse per farli lavorare. Se di anno in anno cambiano contingenti, liste, numero di giornate e si cercano soluzioni alternative per il loro impiego, una stabiizzazione in massa manderebbe in tilt definitivamente i conti della Regione.
Un primo gruppo di ricorsi sarebbe stato già depositato, secondo le notizie che i forestali si scambiano sul loro blog. Ad assistere  chi decide di seguire questa strada è lo studio legale Fasano.
Secondo i legali con la sentenza Mascolo del 26 novembre 2014, la Corte di Giustizia europea ha, infatti, chiarito che una successione, anche non continuativa nel tempo di contratti (come nel caso dei lavoratori della Forestale), contrasta con l’accordo quadro europeo di cui alla Direttiva 1999/70 CE del Consiglio del 28 giugno 1999. Insomma i lavoratori forestali potrebbero provare il colpo di mano cercando un ‘giudice a Berlino’ tra i magistrati in Lussemburgo.
Certo non si tratta di una strada semplice,  o priva di salite, ma il solo pensiero di una parziale realizzazione di un progetto di questo tipo fa tremare le vene ai polsi di qualsiasi del Governo regionale forse anche di più della sentenza di qualche mese che fece esplodere la grana precari Enti Locali. E questo sia che ci sia oggi alla guida Rosario Crocetta, sia negli incerti scenari futuri del domani che non ci fanno immaginare il prossimo inquilino di Palazzo d’Orleans.

10 Dicembre 2016
http://palermo.blogsicilia.it/forestali-in-cerca-di-stabilizzazione-lesercito-dei-23-mila-bussa-alla-corte-di-giustizia-europea/368365/



Nota 

Ringrazio la redazione di Blog Sicilia per aver dato spazio ai lavoratori più anziani non stabilizzati! 
Un ringraziamento speciale lo faccio al Direttore Responsabile, Manlio Viola



Intervista esclusiva all'Avvocato Angela Fasano







PUBBLICATA NELLA GAZZETTA UFFICIALE L'ASSESTAMENTO DEL BILANCIO. SOPPRESSO L'ART. 19 DELLA L.R 3/2016. ADESSO I LAVORATORI FORESTALI POTRANNO NUOVAMENTE LAVORARE IN PIÙ BACINI


Adesso i lavoratori forestali potranno lavorare nuovamente in più bacini.
L'art. 10 comma 29, dell'assestamento e variazioni del bilancio approvate dall'Ars, indica che viene soppresso l'art 19 della legge regionale 3/2016. 
La norma abrogata riguarda i lavoratori precari appartenenti ai bacini dei “LSU e PIP”, forestali, consorzi di bonifica, trattoristi dell’Esa, cantieri di servizio e, lavoratori “PIP” dell’Ente Vivaio Viti americane e dell’Istituto sperimentale zootecnico per la Sicilia.

L'art. 10 comma 27, permette ai lavoratori dei consorzi di bonifica di proseguire le attività oltre le giornate di garanzia occupazionale


Ecco cosa prevedeva l'Art. 19 della legge regionale 3/2016



Per maggiori delucidazioni, cliccate quì sotto per visionare la legge del 5 dicembre 2016, n. 24, pubblicata dalla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana:




FORESTALI. LUNEDI A CALTANISSETTA ASSEMBLEA DEL SIFUS: DDL 104 SULLA STABILIZZAZIONE, O PRIMA DEL VOTO, O MAI PIÙ




Dalla pagina facebook
del Segretario Generale Sifus Confali
Maurizio Grosso 

Forestali della provincia di Caltanissetta.
Lunedì 12 dicembre alle ore18.00, presso il Centro Polivalente Michele Abate (ex macello) a Caltanissetta, assemblea programmatica del Sifus dal titolo: ddl 104 sulla stabilizzazione, o prima del voto, o mai più. Azioni di di lotta per la stabillazione.
Tutti i forestali sono invitati a partecipare!
Maurizio Grosso






L'IRF DI SIRACUSA COMUNICA CHE SI E' PROVVEDUTO A LIQUIDARE LE SPETTANZE DEGLI O.T.D.

Dalla pagina facebook
della Flai Cgil Sicilia








SIRACUSA. SONO IN PAGAMENTO GLI STIPENDI DEGLI AIB



Ricevo e pubblico
dall'Ugl di Sortino

Si comunica che si è provveduto a liquidare le  spettanze degli O.T.D., relative al mese di ottobre 2016.






DOPO IL REFERENDUM. PIOGGIA DI SOLDI, VALANGA DI NO. CHE FLOP I MILIARDI DI RENZI


I Patti firmati dal premier nel 2016 dovrebbero portare in Sicilia più di sette miliardi. Ma non sono bastati a strappare un Sì ai siciliani.

di Accursio Sabella
PALERMO - Non sono bastati sette miliardi e mezzo. Tanti sono i soldi che Renzi ha fatto piovere, più o meno virtualmente, sulla Sicilia nei mesi di avvicinamento al referendum. E persino nei giorni appena precedenti al voto. I Patti non sono bastati però e a quella pioggia di soldi ha risposto una pioggia di No. 

È un po' una sorpresa, a pensarci bene. Perché la strategia, molto ben congegnata, sembrava destinata a un successo quasi sicuro. Non si è assistito, per carità, a plateali dichiarazioni come quelle del governatore campano De Luca (anche quelle però non hanno dato i risultati sperati), ma le opere, tante, previste dai Patti per la Sicilia, Palermo, Catania e Messina sembravano accontentare e fare felici un po' tutti. 

Dovevano fare sorgere metropolitane, tram e nuove strade in tutte l'Isola, impianti di depurazione e persino piste per i cani. La fetta più grossa è quella del Patto firmato da Renzi e Crocetta all'ombra della Valle dei Templi. Il Patto per la Sicilia è uno dei tanti “Patti per il Sud” sottoscritti nel Mezzogiorno. Il Piano prevede investimenti per 5,7 miliardi. La fetta più grossa verrà spesa per interventi di natura ambientale (due miliardi e mezzo). In particolare, per quegli interventi che risolvono le procedure di infrazione europea sulle discariche, i problemi di bonifica dei terreni contaminati, il servizio idrico. Tra le somme stanziate ecco 23 milioni di euro per una nuova discarica a Sciacca e 30 milioni per un impianto di compostaggio a Noto. Altri 22 milioni e mezzo serviranno per la rete fognaria di Triscina (nel Trapanese) e 45 milioni per quella di Cefalù. A Misterbianco, nel Catanese, ecco piovere invece 204 milioni per il completamento del depuratore, mentre 26 milioni serviranno per completare l'impianto di Palermo ad Acqua dei Corsari. Una trentina di milioni serviranno poi per mettere a regime la ret idrica agrigentina e il completamento della piattaforma integrata di Trapani. 

Circa due miliardi erano stati previsti per le infrastrutture: un quarto di quella cifra va al territorio di Gela per per il completamento del porto (67 milioni), l'itinerario Nord-Sud Camastra-Gela (121 milioni) e l'asse autostradale Siracusa-Gela (251 milioni già finanziati), oltre ad altri interventi minori. L'investimento più massiccio riguarderà invece la Ragusa-Catania (oltre 800 milioni di euro di investimento). Cento milioni di euro sono poi stati destinati alle aree di crisi di Termini Imerese e, appunto, Gela dove sorgerà anche una “area attrezzata per cani con percorso agility nel quartiere Macchitella” e una piscina coperta da 17 milioni di euro. 

Non sono bastati. Eppure ai miliardi destinati genericamente alla Sicilia, ecco i patti con le città metropolitane. Altri due miliardi circa. Anche questi, però, non sono riusciti a spingere il Sì alla riforma costituzionale. Anzi. Palermo e soprattutto Catania sono state tra le città d'Italia con una più alta percentuale di No. Un flop. 

Nel capoluogo Renzi ha fatto arrivare circa 760 milioni di euro. Lo scorso 2 novembre la Corte dei Conti ha registrato le delibere Cipe: adesso i soldi sono reali e sono pronti per essere spesi. In realtà dei 764 milioni, solo 332 sono stati messi dal governo nazionale, 432 milioni sono invece fondi di varia provenienza (Comune, Agensud, Esco, somme statali, europei ed ex Gescal) oltre a 9 milioni di economie. In questo caso, le infrastrutture sono rappresentate soprattutto dal tram (521 milioni): si avrà il via libera alle linee Balsamo-Croce Rossa, Notarbartolo-Libertà e Calatafimi-Orleans. Previsti, in viale Regione Siciliana, il raddoppio del ponte Corleone (17 milioni), lo svincolo Perpignano e interventi fino in via Belgio (34 milioni), interventi di manutenzione stradale (855 mila euro) e la riattivazione delle torri faro all’altezza degli svincoli (320 mila euro). 

Più o meno la stessa cifra destinata a Palermo è stata prevista per Catania, col Patto sottoscritto il 30 aprile di quest'anno. In questo caso il finanziamento complessivo (740 milioni, appunto), servirà per mettere a punto una serie di interventi che spaziano dal porto e alla metanizzazione del quartiere Cibali, dalla realizzazione della superstrada Catania-Etna al completamento dell’impianto di depurazione passando dalla messa in sicurezza di canali. Tra le opere da realizzare ci sono anche la rifunzionalizzazione della rete museale, il PalaNesima, la zona industriale, il teatro Moncada di Librino, gli orti sociali urbani, svariati interventi di messa in sicurezza per le scuole del valore di undici milioni di euro, il completamento strutture verdi a Librino. 

Meno della metà è stata destinata invece a Messina, col Patto da 332 milioni firmato il 22 ottobre scorso. A un mese e mezzo dal referendum. In questo caso, tra le altre cose, previsto l'intervento sullo svincolo autostradale di Giostra, il porto di Tremestieri, le manutenzioni necessarie per le strade del Consorzio autostrade e per le strade provinciali, 17 milioni solo per quella di collegamento con San Piero Patti. In più la messa in sicurezza dell’acquedotto di Fiumefreddo. Soldi, tanti soldi. Conditi da promesse al momento meno “concrete”: dalla cattura del latitante Matteo Messina Denaro alla costruzione del Ponte sullo Stretto. Non è servito. Alla pioggia di soldi, un po' a sorpresa, ha risposto una valanga di No.

10 Dicembre 2016
http://livesicilia.it/2016/12/10/pioggia-di-soldi-valanga-di-no-che-flop-i-miliardi-di-renzi_808073/





PALERMO. RISCHIO FRANE A MONTE PELLEGRINO. MAXI INTERVENTO PER RENDERLO SICURO. CINQUANTASETTE MILIONI DI EURO PER METTERE IN SICUREZZA LE MONTAGNE CHE CIRCONDANO LA CITTÀ



di Roberto Immesi
PALERMO - Quasi 37 milioni di euro che si aggiungono ai 20,5 già stanziati, per un totale di 57,7 milioni di lavori da completare da qui al 2021 per mettere in sicurezza i monti che circondano la città. Sono queste le somme che il Patto per Palermo, firmato dal sindaco Orlando e dal presidente del Consiglio dimissionario Matteo Renzi, destina al rischio idrogeologico del capoluogo siciliano. 

I cantieri, in realtà, sono in parte già in corso ma l’intervento più grande, ancora da iniziare, è quello da 30 milioni che riguarderà monte Pellegrino e in particolare la parte che dà sul mare da cui, tanto per fare un esempio, nel dicembre 2014 si è staccato un masso e che è stata danneggiata dagli incendi di questa estate. Una zona altamente pericolosa che comprende anche il parco archeologico delle grotte dell’Addaura, non fruibile ormai da decenni, che grazie ad alcuni interventi concordati con la Sovrintendenza, per mettere a punto tecniche ingegneristiche compatibili con le grotte, consentirà di rendere il sito nuovamente visitabile. 

Il tutto rientra in un quadro più ampio di interventi, voluti da Palazzo delle Aquile specie dopo che in questi ultimi anni si sono verificati numerosi distacchi di massi. Le montagne che circondano la città, infatti, sono giganti dai piedi di argilla e i quartieri nati a ridosso dei rilievi sono costantemente a rischio. Un’emergenza a cui difficilmente i singoli comuni possono far fronte, senza fondi statali e regionali. Il Pai, ossia il Piano per l’assetto idrogeologico stilato dalla Regione nel 2007, classifica le zone sotto le montagne come “R4”, ossia lo scalino più alto del pericolo, in cui c’è il rischio di perdere vite umane. 

In particolare 1,7 milioni serviranno per il consolidamento e la messa in sicurezza del costone roccioso di monte Gallo che sovrasta Mondello, con 80 mila euro da spendere nel 2017, 150 mila nel 2018, 1,3 milioni nel 2019 e 235 mila euro nel 2020. Oltre 900 mila euro saranno utilizzati per la protezione dell’area della colonia estiva e di viale Diana dalla caduta di massi che potrebbero staccarsi da monte Pellegrino, di cui 800 mila euro da spendere nel 2017 e il resto nel 2018. Con 3,7 milioni si assicurerà la mitigazione del rischio crollo sopra Boccadifalco, di cui 800 mila euro da investire nel 2017, 2,5 milioni nel 2018, 400 mila euro nel 2019. Il mega-progetto da 30,5 milioni, che proteggerà Vergine Maria e l’Addaura, prevede un investimento da 3.753.992,50 euro nel 2017, 8.750.000 nel 2018, 8.750.000 nel 2019, 8.750.000 nel 2020 e 541.007,50 nel 2021. 

Poi ci sono gli altri interventi, per lo più in corso: quelli su monte Pellegrino nella parte che sovrasta il cimitero dei Rotoli per 8,5 milioni, di cui rimangono da spendere 1,2 milioni nel 2016 e 160 mila euro nel 2017; il primo stralcio su Capo Gallo da 2,8 milioni, di cui 2,3 milioni nel 2016 e 565 mila euro nel 2017; mitigazione del rischio in via Annone a monte Ercta con 148 mila euro nel 2016 e 45 mila nel 2017; 3,2 milioni per il primo stralcio sulla colonia estiva, di cui 500 mila euro nel 2017 e 137 mila nel 2018; 4,3 milioni per Boccadifalco (primo stralcio), di cui 1,7 milioni nel 2016, 909 mila euro nel 2017, 200 mila nel 2018. Progetti tutti inseriti in Rendis, ossia la piattaforma realizzata dal governo nazionale (mediante l’Ispra e la struttura tecnica di missione Italia Sicura che si occupa di dissesto, depurazione e scuole) in cui confluiscono tutti i progetti dedicati. Col Patto per Palermo sono stati co-finanziati gli interventi già inseriti in piattaforma e collocati nelle posizioni più alte. 

“Con questi interventi non si esaurisce la messa in sicurezza della città, ma sono comunque importanti perché ci consentono di mettere a sistema le risorse – dice il vicesindaco di Palermo, Emilio Arcuri – il Comune adesso trasferirà progetti e finanziamenti al commissario ma sono previsti in futuro nuovi interventi su monte Pellegrino e sulle zone che sopra Valdesi, Cardillo, Inserra, tanto per citarne alcune”. Già, perché in base a una legge del 2014 lo Stato ha individuato nei presidenti di Regione i commissari per gli interventi sul dissesto idrogeologico e in Sicilia Crocetta ha incaricato Calogero Foti, responsabile per la Protezione Civile, di occuparsi delle gare, tra cui rientrano anche quelle del Patto per Palermo.

10 Dicembre 2016
http://livesicilia.it/2016/12/10/rischio-frane-a-monte-pellegrino-maxi-intervento-per-renderlo-sicuro_807930/





09 dicembre 2016

"L'EUROPA NON HA ACCETTATO L'ESITO DEL REFERENDUM". IL SERVIZIO CHOC DE LA GABBIA SMASCHERA LA TROIKA. VIDEO


VERSO LE ELEZIONI REGIONALI 2017: 15 MILA PRECARI DEI COMUNI E DELLE EX PROVINCE ASSUNTI DALLA REGIONE!


Governo Renzi e Parlamento nazionale (di ‘nominati’), per la fretta di approvare la legge di stabilità nazionale, hanno dimenticato di inserire la proroga per i contratti dei precari dei Comuni siciliani (circa 14 mila persone) e delle ex Province (circa un migliaio). E che fa il Governo siciliano a trazione PD? Vuole assumere questo personale nella Resais (società regionale). Naturalmente senza concorso, calpestando la Costituzione che oltre il 70% di Siciliani ha difeso da Renzi e dalla sua folle riforma. Come mai la Resais esiste ancora? 


Una nuova ‘infornata’ di precari da assumere nei ranghi della Regione siciliana? Sembrerebbe proprio di sì. Per la ‘fretta’ di approvare la legge di stabilità nazionale il Governo Renzi e il Parlamento di ‘nominati’ non hanno trovato il tempo di approvare la norma che avrebbe consentito ai Comuni e alle ex Province dell’Isola di prorogare i contratti a circa 15 mila precari (14 mila circa nei Comuni e un migliaia circa nelle ex Province). E cosa starebbe valutando in queste ore la vecchia politica siciliana? Di fare assumere tutto questo personale dalla Resais, la società di ‘parcheggio’ della Regione siciliana.

Agli osservatori attenti non sfugge un particolare. Qualche giorno fa la stragrande maggioranza dei Siciliani ha votato No al referendum sulle riforme costituzionali proposte dal Governo Renzi. I Siciliani, in maggioranza, hanno votato No per difendere la Costituzione italiana del 1948 dalla pessima riforma voluta da Renzi.

Ebbene, a qualche giorno dal referendum la vecchia politica siciliana – che non a caso è la classe politica che ha votato Sì e che, a parte alcune eccezioni, ha perso il referendum – vorrebbe calpestare la Costituzione e assumere circa 15 persone alla Regione per chiamata diretta.

Infatti, la Costituzione italiana, per le assunzioni nella pubblica amministrazione, prevede i concorsi, non la chiamata diretta!

Qualcuno dirà: fino ad oggi i precari dei Comuni e, in minima parte, delle ex Province li ha ha pagati la Regione. In buona parte è vero. Ma li ha pagati indirettamente: erogando ai Comuni i fondi che le Amministrazioni comunali hanno trasformato in spesa corrente per pagare i precari, tagliando servizi e, soprattutto, investimenti (le ex Province, per la cronaca, i precari li pagavano con i circa 220 milioni di Euro di RC auto che il Governo Renzi ha deciso unilateralmente di tenersi).

Detto questo, il rapporto contrattuale i precari lo hanno avuto con i Comuni e con le ex Province.

Ora, se dovesse passare questa linea, 15 mila persone potrebbero vantare un titolo giuridico (leggere assunzione) con una società regionale: la Resais. Quindi con la Regione. Non si tratta di un fatto formale, ma sostanziale.

Ci chiediamo e chiediamo: i politici che stanno meditando su questa ipotesi lo sanno che, mettendo a carico della Regione questo personale, per i prossimi vent’anni la stessa Regione non avrà più le risorse per bandire i concorsi?

Lo sanno che, per i prossimi vent’anni, i giovani laureati della Sicilia potranno matematicamente emigrare, visto che le professioni liberali sono quasi tutte sature?

Cosa hanno da dire ai giovani della Sicilia – che non a caso hanno votato in massa No al referendum – i dirigenti dei partiti di centrosinistra, PD siciliano in testa, che stanno sponsorizzando questa folle operazione politica?

I giovani laureati Siciliani, l’abbiamo detto, emigreranno per i prossimi vent’anni. Ma in Sicilia ci sono tanti altri giovani. Destinati a rimanere disoccupati a vita.

E’ bene che i Siciliani sappiano – ed è bene che lo sappiano anche i medici che lavorano negli ospedali pubblici della Sicilia – che per pagare oltre 2 mila dipendenti della SAS (altra società regionale che ha ‘imbarcato’ precari senza l’ombra di un concorso pubblico!) l’attuale Governo regionale, contro il parere della Corte dei Conti, sta ‘saccheggiando’ il Fondo sanitario regionale.

Invece di potenziare i Pronto Soccorso e gli ospedali pubblici della nostra Isola – tutti in affanno – con i soldi della sanità stanno pagando soggetti che nulla hanno a che vedere con la sanità.

Ora, a chiusura di legislatura, il PD e gli altri partiti che governano la Sicilia vorrebbero appesantire i conti della Regione con gli stipendi di altri 15 mila precari: non indirettamente, ma direttamente, dando a queste 15 mila persone il titolo giuridico per definirsi “dipendenti regionali” a tutti gli effetti.

Il tutto mentre la Regione paga già rate di mutui annue per un indebitamento di oltre 8 miliardi di Euro!

Il tutto mentre – con la recente legge di assestamento di Bilancio – per pagare le rate dei mutui dei Comuni, la stessa Regione ha scippato 50 milioni di Euro al Fondo pensioni dei dipendenti regionali e ha contratto un nuovo mutuo di 60 milioni di Euro!

Siamo alla pazzia? Pazzia elettorale. Il prossimo anno si vota per le elezioni regionali. E che fa il Governo siciliano di centrosinistra a corto di voti? Vorrebbe assumere circa 15 mila precari…

P.S.

La Resais non dovrebbe più esistere. Si tratta di una società regionale ‘inventata’ negli anni ’80 del secolo passato dove sono stati dirottati i dipendenti degli enti economici regionali dell’epoca – EMS, ESPI e AZASI – in fase di smobilitazione. la liquidazione di questi enti è iniziata nel 1998. I dipendenti di questi tre enti regionali dovrebbero essere tutti in pensione. Come mai la Resais esiste ancora?

09 Dicembre 2016
http://www.inuovivespri.it/2016/12/09/verso-le-elezioni-regionali-2017-15-mila-precari-dei-comuni-e-delle-ex-province-assunti-dalla-regione/





LAVORO. SICILIA POLVERIERA SOCIALE, ALLARMATA LETTERA AL PRESIDENTE DELLA REGIONE


I segretari generali di Cgil, Cisl e Uil siciliane Michele Pagliaro, Mimmo Milazzo e Claudio Barone hanno scritto al presidente della Regione, Rosario Crocetta, per chiedere l’apertura immediata di un confronto per affrontare “le emergenze sociali in corso e quelle pronte ad esplodere”.
I tre esponenti sindacali sottolineano che “già la fase referendaria ha messo in sordina la grave situazione economica e sociale che permane in Sicilia, come puntualmente hanno ricordato Istat e Svimez, con le tante vertenze aperte e non risolte.
La politica, quale che sia il suo momento,- sottolineano Pagliaro, Milazzo e Barone – non può continuare a perdere tempo facendo incancrenire la situazione ulteriormente e peggiorando le condizioni e la vita dei siciliani. Chiediamo quindi un incontro urgente- concludono- per l’individuazione di soluzioni ormai non più rinviabili”

09 Dicembre 2016
http://palermo.blogsicilia.it/sicilia-polveriera-sociale-allarmata-lettera-al-presidente-della-regione/368254/






CANCELLATA ALL'ARS LA NORMA CHE IMPEDIVA AI LAVORATORI STAGIONALI DEI CONSORZI DI BONIFICA DI CONTINUARE OLTRE LE GIORNATE DI GARANZIA OCCUPAZIONALE. DALLA PROSSIMA SETTIMANA POSSONO RITORNARE A LAVORO


Dopo la vertenza che da anni Flai CGIL, Fai Cisl e Filbi Uilla conducono unitariamente, è stata finalmente cancellata all'Ars la norma che impediva ai lavoratori stagionali dei Consorzi di Bonifica di proseguire le attività oltre le giornate di garanzia occupazionale, anche nel caso di eventi calamitosi o se vi fosse la necessità di realizzare attività ordinarie e straordinarie necessarie per la funzionalità dell'ente. Una battaglia vinta grazie anche alla collaborazione di alcuni parlamentari regionali.
L’assessore regionale all’Agricoltura Antonello Cracolici, proprio ieri ha infatti impartito le direttive relative all’applicazione del comma 27 dell’articolo 10 della legge 24 del 5 dicembre 2016, pubblicata oggi (manovra di assestamento e di variazione di bilancio), al dirigente responsabile del servizio di Vigilanza dei Consorzi di bonifica e ai due commissari di Sicilia occidentale e Sicilia orientale.

"Dalla prossima settimana tutti i lavoratori della bonifica possono dunque ritornare a lavoro in questa fase di eccezionali condizioni climatiche e saranno impegnati in lavori di manutenzione dei canali di scolo per arginare il dissesto idrogeologico. Lavori che, se fatti in tempo, eviteranno l'allagamento dei terreni e danni all'agricoltura - commentano i rappresentanti sindacali del catanese -. Va riconosciuto il ruolo dell’ assessore Cracolici che si è dimostrato sensibile nei confronti del comparto, sperando che sia un primo segnale positivo che porti ad una riforma più complessiva del settore della bonifica e che riconosca il ruolo fondamentale dei lavoratori e che dia dignità ai lavoratori stagionali; una condizione necessaria per rilanciare il ruolo e la funzione di questi enti".


08 Dicembre 2016
http://nuke.flaicgilcatania.it/ArscancellanormasustagionaliCB/tabid/1021/Default.aspx




Notizia correlata:






CONSORZI DI BONIFICA, TRENTA LAVORATORI DI CATANIA E CALTAGIRONE HANNO VINTO LE CAUSE E ALTRI 60 PROCEDIMENTI SONO IN CORSO. MANNINO FLAI CGIL: CONTINUANO AD ESSERE EMESSE SENTENZE DA PARTE DEI GIUDICI NELLA NOSTRA PROVINCIA, CHE TRASFORMANO I RAPPORTI DI LAVORO DA TEMPO DETERMINATO A TEMPO INDETERMINATO DI LAVORATORI STAGIONALI


Mannino (Flai): "Clima di incertezza. La Regione risolva una volta per tutte la questione"

"Facciamo appello a Crocetta e all'assessore Cracolici di intervenire urgentemente. Vorremmo evitare che le piante organiche di enti come i Consorzi di bonifica, quelli etnei compresi, vengano determinate dai giudici. Anche per evitare il protrarsi di contenziosi che producono ulteriori aggravi di costo per le casse della Regione".
L'appello arriva dal segretario della Flai Cgil di Catania, Alfio Mannino. Il dato è chiaro: circa trenta lavoratori tra i consorzi di Catania e Caltagirone hanno vinto le cause e altri 60 procedimenti sono in corso.
In una nota Mannino sottolinea l'urgenza che "l'assemblea regionale venga messa nelle condizioni di approvare norme adeguate alla risoluzione della questione. Il clima di incertezza che questa situazione sta determinando tra i lavoratori non è più sopportabile, e incide anche sulla qualità del servizio".

La Flai di Catania aggiunge che "continuano ad essere emesse sentenze da parte dei giudici del lavoro nella nostra provincia, che trasformano i rapporti di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato di lavoratori stagionali. Questo ė il frutto della gestione confusa e inadeguate del personale dei lavoratori dei consorzi che in questi anni, a causa di piante organiche non funzionali all' erogazione ottimale dei servizi propri dell'ente, sono stati impiegati non per attività stagionali ma per attività ordinarie, quale la manutenzione delle reti irrigue.
I giudici, infatti, hanno sancito la nullità della clausola apposta al termine dei contratti; una posizione che vede d'accordo la Flai sin dal 2011. Da tempo reclamiamo un intervento definitivo. Quattro anni fa la Regione stava affrontando questo tema in maniera adeguata, ma poi il cambio del commissario ha bloccato tutto l'iter".


27 Febbraio 2016
http://www.cgilct.it/site/tutte-le-news/notizie-categorie/2039-flai-cgil-catania-consorzi-di-bonifica-trenta-lavoratori-di-catania-e-caltagirone-hanno-vinto-le-cause-e-altri-60-procedimenti-sono-in-corso





FINANZIARIA. CROCETTA PROPORRÀ INTERVENTI IMMEDIATI PER ALCUNE CATEGORIE DI STAGIONALI; A COMINCIARE DAI FORESTALI. IL BLOG: ALMENO DUE SOLI CONTINGENTI. QUESTO CHIEDIAMO!

ASSEMBLEA REGIONALE 

Effetto referendum in Sicilia, slitta la Finanziaria 

La manovra sarà varata solo a marzo. Intanto tra gli obiettivi l'avvio dei corsi di formazione

L'AGENDA. Fra gli obiettivi prioritari della giunta Crocetta la riattivazione dei corsi di formazione professionale e le assunzioni nella sanità, finora soltanto annunciate.

Effetto referendum anche all'Ars: slitta l'esame della legge finanziaria

PALERMO. II primo effetto del terremoto post referendum è lo spostamento in avanti di tutti gli appuntamenti che nell'agenda di governo erano fissati per il mese di dicembre. La Finanziaria regionale che doveva essere approvata entro fine anno slitterà di almeno un paio di mesi. E con essa tutte le misure che dovevano riavvicinare il Pd siciliano a intere categorie deluse dalle mosse della giunta. Per dirla con le parole dell'assessore alla Formazione, Bruno Marziano, «adesso la cosa importante è raccogliere i frutti del lavoro fatto finora». Nel caso della formazione professionale ciò significa «avviare i corsi e tutelare il personale che dovrà andare in prepensionamento in base alle leggi nazionali. Due mosse su cui non si prevedono ostacoli». Far ripartire la formazione professionale è solo il primo dei tanti obiettivi che la giunta sta pianificando in queste ore. Fra questi ci sono le assunzioni nella sanità, sempre annunciate e mai realizzate. C'è da rispondere alle attese di precari storici (medici e non) e laureati che aspirano a entrare nel mondo della sanità. Ieri Pippo Digiacomo, fra i più influenti deputati del Pd e presidente della commissioni Sanità dell'Ars, ha anticipato che ci sarà un'accelerazione sulle procedure per sbloccare almeno una parte dei concorsi (ne sono stati annunciati, sempre invano, per quasi 5 mila posti posti): «È arrivato il momento di rompere gli indugi. Bisogna pubblicare la rete ospedaliera e sbloccare i concorsi». Il Nursind, sindacato delle professioni infermieristiche, avverte: «Visto il risultato del referendum e la crisi di governo, c'è il rischio che i tempi di attuazione della nuova rete possano allungarsi perché il confronto col ministero della Salute potrebbe essere difficoltoso». Ma un altro deputato, Beppe Picciolo (Pdr), si è spinto a rivelare che «tutte le carte saranno pronte fra una settimana». Si vedrà. Intanto anche a Palazzo d'Orléans si pianifica la campagna d'inverno. La parola d'ordine è sempre recuperare consenso. E anche in questo caso si parte dal lavoro: «Il governo - ha detto Crocetta - proporrà interventi immediati per alcune categorie di stagionali; a cominciare dai forestali, dai precari dell'Esa e dal personale dei consorzi di bonifica senza dimenticare formatori e sportellisti e varie altre categorie a rischio». Tutto questo passerà dalla Finanziaria, che verrà varata in due step: entro fine dicembre Baccei porterà all'Ars il bilancio provvisorio e l'esercizio provvisorio per almeno due mesi. A questi provvedimenti verranno agganciate le norme sui precari. Poi, a marzo, si varerà la manovra. Sarà l'ultima Finanziaria prima della maratona elettorale. Baccei sa delle pressioni che tutti i partiti della maggioranza faranno perché diventi una Finanziaria elettorale e in giunta ha già posto un solo paletto: «Non si spendano più soldi di quelli che ci sono». Crocetta continua a ripetere che «in Sicilia non ci saranno ne un rimpasto ne le elezioni anticipate». E nella strategia che sta pianificando ci sono soprattutto misure che riavvicinano il Pd alle classi povere: «Chiederemo all'Ars che sia messa subito all'ordine del giorno l'approvazione del Poc». E' il piano che prevede il reddito minimo per i poveri sotto forma di cantieri di servizio e per i giovani sotto forma di impiego nel servizio civile. Infine il presidente prova a tendere  una mano alle imprese, che da lamentano il blocco degli appalti.
Ieri è stata approvata in commissione Ambiente guidata da Mariella Maggio, la norma che riforma le stazioni uniche appaltanti aumentando da 18 a 300 il numero dei possibili presidenti. Inoltre viene aumentata da 1 a 2,5 milioni la soglia al di sotto della quale si può affidare una gara con l'offerta economicamente più vantaggiosa. Così Crocetta conta di accelerare l'investimento dei due miliardi stanziati da Renzi nel Patto per la Sicilia. Intanto l'assessore all'Agricoltura, Antonello Cracolici, ha disposto il riavvio del personale stagionale dei consorzi di bonifica e la sospensione dei ruoli sulle tariffe idriche per gli agricoltori. GIA.PI









L'ALBERO DI NATALE CHE PARLA AI LAVORATORI FORESTALI SICILIANI



Dalla pagina facebook
del Funzionario del Corpo Forestale Regionale
Gaetano Guarino

Ho finito da poco di addobbare il mio alberello di Natale.
Mentre aggiungevo le palline colorate, i fili argentati e le luci, l'albero mi parlò e mi disse: caro Gaetano parlo a te e a tutti i Forestali, a Voi che ogni anno date la vita per salvare i miei fratelli.
E aggiunge: devi dire a tutti coloro che in questo periodo, abbelliscono e rendono accogliente la loro abitazione con milioni di Alberelli di Natale, addobbati con tanto amore in occasione delle imminenti Feste Natalizie, di ricordarsi sempre di noi.
Di noi, che diamo ossigeno, rendiamo l'aria pulita, rassodiamo i terreni con le nostre radici e diamo tanti frutti, chiedendo solo rispetto. Rispetto che purtroppo non arriva quasi mai. Ogni estate migliaia di ettari di vegetazione vengono distrutte, migliaia di Alberi vengono bruciati. Quelle mani delinquenti senza scrupolo, si ricordassero, mentre appiccano il fuoco, di questi giorni di festività dove mascherano il loro essere delinquente, addobbando tanti alberi di Natale. Rispondo io, da Funzionario del Corpo Forestale della Regione Siciliana: caro Albero, io e a nome di tutti i miei Colleghi/Amici della Forestale ti dico che da parte nostra ci sarà sempre il massimo impegno. La nostra vita, vale quanto la vostra.








UGL SIRACUSA: I 151ISTI AVVIATI IL 2 MAGGIO 2016, SI DOVRANNO SCRIVERE DISOCCUPATI

Ricevo e pubblico
dall'Ugl di Sortrino







REGIONE. PENSIONATI, SBAGLIATI I CALCOLI. “COSÌ IL SISTEMA È A RISCHIO”


La Corte dei conti: “I dati della Regione non corrispondono ai nostri”. E la differenza “costa” centinaia di milioni.

di Accursio Sabella
PALERMO - “Un errore che potrebbe incidere sulla tenuta del sistema”. Secondo la Corte dei conti, il governo Crocetta ha sbagliato il conteggio dei pensionati della Regione. Di quelli già fuori dal mondo del lavoro, e di quelli che in pensione andranno nei prossimi anni. “I dati sono disallineati”, scrivono i magistrati contabili nella relazione con la quale hanno analizzato il Documento di economia e finanza regionale, rispetto a quelli che gli stessi giudici hanno ricavato dal Fondo pensioni e sui quali hanno fondato l'ultimo giudizio di parifica. 

Nel Defr regionale, scrivono i giudici della Corte dei conti “si riporta il numero delle pensioni, erogate (dal 2013 al 2015) e prevedibili (dal 2016 al 2020). I dati del periodo 2013 – 2015 dovrebbero essere reali; il numero dei pensionati coincide però solo per il 2013 (15.871), mentre per il 2014 e per il 2015 risulta disallineato: nel Defr – entrano nel dettaglio i giudici - i pensionati risulterebbero pari ad 11.956 per il 2014 (a 15.714, se si tiene conto anche delle pensioni di reversibilità) e a 12.190 per il 2015 (a 16.168, sempre sommandovi le pensioni di reversibilità), mentre nella nota del Fondo Pensioni Sicilia del 26 maggio 2016, risultano pari a 15.654 per il 2014 (solo per il “contratto 1”, oltre a 419 del “contratto 2”), a 15.585 per il 2015 (oltre ad 8 ex EAS ed a 473 del “contratto 2”). Sembra, pertanto, che i dati (reali) di partenza, sui quali sono state poi basate le proiezioni future, - conclude la Corte dei conti - non siano corretti”. 

Contraddizioni che, ovviamente, si traducono in euro. “I costi, per il 2014 ed il 2015, - si legge infatti nella relazione - non dovrebbero essere presunti, trattandosi di somme già erogate. In ogni caso, l’ammontare dei trattamenti pensionistici, desumibile sia dalla suddetta nota del Fondo che dai rendiconti per gli anni 2014 e 2015, non è pari (ovviamente in migliaia di euro) a 459.498 ed a 458.545, ma rispettivamente a 582.700 ed a 577.700”. Insomma, le pensioni degli ex regionali, rispetto ai dati forniti nel Defr, sarebbero costate 130 milioni in più nel 2014 e 120 milioni in più nel 2015. E i dati sarebbero sbagliati anche in riferimento ai “nuovi” pensionati di quegli anni. 

Ma secondo la Corte dei conti, il governo non avrebbe solo sbagliato “a contare”, ma anche e prevedere il numero dei pensionati siciliani per il periodo 2016-2020. Lo schema adottato dall'esecutivo nel Def, infatti, non convince i magistrati contabili che suggeriscono invece l'utilizzo di un sistema maggiormente attendibile già da anni e ideato proprio dal Fondo pensioni. E le differenze tra i due calcoli sono nettissime. 

Lo studio suggerito dalla Corte, infatti presenta queste previsioni: 17.214 pensionati per il 2016, 17.470 per il 2017, 17.824 per il 2018 , 18.294 per il 2019 , 18.916 per il 2020. Nel Def regionale, invece, i pensionati sono previsti come pari a 12.743 per il 2016, a 12.912 per il 2017, a 13.063 per il 2018, a 13.305 per il 2019, a 13.551 per il 2020. Una differenza di circa quattromila persone l'anno. Dove sono finiti, quei pensionati? 

I dati erano stati descritti anche martedì scorso durante un'audizione in Commissione bilancio all'Ars, e in quella sede il governo regionale, rappresentato dall'assessore all'Economia Alessandro Baccei e dai dirigenti generali Giovanni Bologna e Salvatore Sammartano, non ha chiarito i dubbi sollevati dalla Corte dei conti. 

"Abbiamo chiesto al dirigente generale del dipartimento finanze Giovanni Bologna - ha detto il presidente della Commissione bilancio all'Ars, Vincenzo Vinciullo - di approfondire la questione. I numeri in possesso dei magistrati contabili e quelli presentati dal governo sono notevolmente diversi. Abbiamo fissato già per martedì prossimo - conclude Vinciullo - un incontro per capire cosa è successo". 

Di sicuro c'è che le differenze nel calcolo sono enormi. Scostamenti che si traducono in evidenti (e preoccupanti) differenze nella previsione dei costi. Costi che per il 2016 sono stati stimati dal governo in 474 milioni, mentre per la Corte ammonterebbero a 616 milioni. Una differenza di 140 milioni che si ripeterebbe costantemente per i cinque anni successivi. Un errore di valutazione che, si legge nella relazione, “ inciderebbe, inevitabilmente, sulla tenuta del sistema”. Un sistema dal quale, stando al documento della Regione, "scompaiono" circa quattromila pensionati ogni anno.

09 Dicembre 2016
http://livesicilia.it/2016/12/09/pensionati-sbagliati-i-calcoli-cosi-il-sistema-e-a-rischio_807709/






CONTINUANO LE RICERCHE DI MARIO RUFFINO SCOMPARSO SULLE MADONIE. MANCA DAL 26 NOVEMBRE


I familiari hanno lanciato l’allarme per Mario Ruffino, 44 anni, scomparso nelle campagne di Caltavuturo lo scorso 26 novembre. Gli amici e i parenti hanno fatto girare la foto su alcuni gruppi Facebook madoniti ma di .Mario Ruffino, 44 anni, scomparso nelle campagne di Caltavuturo nmon c’è ancora nessuna traccia. Dal paese di residenza alla stazione di Campofelice di Roccella, alla zona di Buonfornello dove l’uomo si recava per raccogliere i funghi e verdure fino alla zona di via Oreto a Palermo, continuano le ricerche, coordinate dai Carabinieri, dai Vigili del Fuoco e dagli uomini della Forestale.
Mario Ruffino, è stato visto prima sabato 26 novembre, intorno alle ore 16, secondo la denuncia presentata ai Carabinieri, nel punto in cui c’è la Madonnina a Suralla, sulla Sp 24 in direzione Scillato, racconta Madonie Notizie, e poi la mattina del 28 novembre al bivio per Scillato: indossava un paio di jeans, un giubbotto marrone e gli stivali di gomma. La notizia è stata diffusa ieri sui social dove sia la famiglia sia il sindaco di Caltavuturo, Domenico Giannopolo, hanno lanciato un appello per reperire volontari che, insieme alle forze dell’ordine, (Carabinieri, Forestale, Vigili del fuoco e Polizia Municipale) possano setacciare il territorio.
Mentre scriviamo è in corso un breaking al comune per coordinare le ricerche delle decine di volontari che hanno raccolto l’invito delle autorità di mettersi a disposizione per le ricerche.
“Chi è disponibile – ha ribadito il primo cittadino – è pregato recarsi in municipio per prendere accordi con i Carabinieri, coordinati dal luogotenente Pellicane”.
Chiunque avesse informazioni utili può contattare le forze dell’ordine (numero d’emergenza 112-113) o la famiglia al numero 348.1000782.

08 Dicembre 2016
http://palermo.blogsicilia.it/continuano-le-ricerche-di-mario-ruffino-scomparso-sulle-madonie/368194/


Notizia correlata:







ALLE EMERGENZE SI RISPONDE CON PROVVEDIMENTI D’EMERGENZA


Il Presidente del “Comitato popolare per la salvaguardia del  territorio Madonita,” il Veterinario  Vincenzo Allegra  risponde all’assessore Antonello  Cracolici riguardo all’articolo “Ghiri e Cinghiali, allarme per i danni”  pubblicato sul Giornale di Sicilia del 20 novembre 2016. Prendiamo atto della presa  di posizione dell’Assessore Cracolici  e lo rigraziamo, ma questo non basta a farci stare tranquilli. È necessario non perdere ancora tempo in lungaggini burocratiche, monitoraggi e censimenti vari che servirebbero solo a sciupare tempo prezioso ed ulteriori risorse.
Alle emergenze si risponde con provvedimenti d’emergenza. Per questo la Regione deve lavorare  ad una revisione urgente della legge regionale sulla  caccia che possa dare attuazione a un’efficace politica di contenimento dei suidi , definendo una volta per tutti  che siamo di fronte ad una specie ibrida e non autoctona per cui cacciabile.

“La sovrappopolazione dei suidi sta causando problemi sempre maggiori alla produzione agricola, ed in determinate circostanze, la loro elevata presenza e aggressività,  crea problemi legati alla sicurezza stradale. D’altro canto, gli interventi effettuati fino ad oggi per il contenimento del numero degli esemplari non si è rilevato efficiente per l’esiguo numero dei capi abbattuti.
Visto il continuo sovrappopolamento di questa specie animale nelle aree dei comuni del Parco delle Madonie e considerando  l’assenza di norme e regolamentazione, strutture e risorse per fronteggiare tale emergenza, il  “Comitato popolare per la salvaguardia del  territorio Madonita “continua ad evidenziare l’allarme per la presenza di suidi che stanno mettendo a rischio il quieto vivere dei cittadini , con allevamenti zootecnici , campi e  raccolti distrutti . Per chi vive nelle aree montane e svantaggiate é  a rischio l’economia storica, come la pastorizia e la prosecuzione delle attività  agricole,  senza parlare poi, dei seri danni causati alla fauna selvatica.
Per questo interviene il “Comitato popolare per la salvaguardia del  territorio Madonita” ritenendo che occorre tenere in prioritaria considerazione gli interessi e le ragioni degli agricoltori, delle attività  economiche e la messa in sicurezza del territorio; tutto ciò, non può riguardare solo l’agricoltura ma anche le attività  sociali, turistiche ed ambientali; chiamando in causa tutti gli attori in gioco, in primis quelli istituzionali come l’Ente Parco delle Madonie responsabile a nostro parere, anche del grave tracollo economico e dell’abbandono delle attività  tradizionali ed artigianali della nostra montagna e della mancanza di una vera politica ambientale.


IL PRESIDENTE DEL COMITATO 
VINCENZO ALLEGRA

08 Dicembre 2016
http://www.madonielive.com/2016/12/08/alle-emergenze-si-risponde-con-provvedimenti-demergenza/

ADVERTISEM

Notizie correlate:

Emergenza cinghiali, via ai piani di abbattimento. A sparare saranno solo figure selezionate: guardie parco, guardie forestali e guardie venatorie

Figuccia (Fi): "basta tentennamenti e ipocrisia. dopo la tragedia di Cefalù e dell'aggressione da parte del cinghiale, servono interventi e norma, per garantire tutele ai cittadini e abbattimento controllato delle specie." a Isnello nasce un comitato

Un anno fa una petizione: ieri il morto innocente. Nessuno è responsabile, non lo sono i forestali che li hanno fatto scappare dal parco, non lo sono i ...Forse l'unico responsabile è il povero Rinaudo che, al pari dello scrivente e degli altri proprietari terrieri, non doveva essere in campagna



Parco delle Madonie, autorizzato l'abbattimento dei cinghiali

Madonie, stop ai rinvii: saranno abbattuti i cinghiali selvatici, si inizierà dopo natale. Una decina gli operatori impegnati in questa tornata, tra guardie venatorie e agenti del corpo forestale

Caccia ai cinghiali aperta: primo giorno a vuoto. Da ieri mattina le due squadre, composte da dieci operatori fra guardie forestali e venatorie stanno passando a setaccio le madonie. L'Ente Parco: non solo abbattimenti ma pure catture

Madonie, abbattuti trenta cinghiali in un mese: nuovo stop per colpa della neve

Parco delle Madonie, al via l’abbattimento dei suidi. Il blog: che diventi una risorsa, non un problema!

Castelbuono e Castellana, oggi pomeriggio (12 ottobre) altro appostamento al suido, continua la pantomima

Il 18 novembre assemblea cittadina sui cinghiali a Pollina. Iniziativa del comitato popolare per la salvaguardia del territorio madonita

Sicilia, invasione cinghiali madonie: Figuccia (Forza Italia), con primi freddi cinghiali hanno invaso centri abitati delle Madonie in cerca di cibo, grave che governo crocetta non faccia nulla per l’eradicazione delle bestie 

I “barbari” continuano indisturbati ad accoppiarsi e distruggere, sono pericolosi e vanno eradicati. Allegra: «monitoraggi inutili»


Che diventi una risorsa, non un problema!









UN LIBRO BIANCO SUL FUTURO DELLE FORESTE ITALIANE



Il Consiglio per la Ricerca in Agricoltura ha un obiettivo: realizzare un Libro Bianco sul futuro delle foreste italiane in cui raccogliere e sviluppare le proposte di valorizzazione e tutale uscite dal Forum che nei giorni scorsi ha visto impegnati istituzioni e associazioni nell'ambito della Rete Rurale Nazionale.

Basta con la distorsione secondo cui le foreste sono semplicemente una risorsa economica; in realtà sono, e occorre riconoscerlo con urgenza, un patrimonio ambientale e paesaggistico,legato a valori storici, culturali, ricreativi e turistici. «Un bene comune in grado, cioè, di fornire servizi eterogenei che possono essere conciliati fra loro» spiegano dal CREA, anima del Forum che porterà al Libro Bianco delle foreste. «Proprio per questo, la tutela e la valorizzazione della risorsa forestale passano per una sua corretta e attiva gestione, che garantisca la sicurezza e il presidio del territorio, la salvaguardia del paesaggio e della biodiversità e il rilancio dei processi di sviluppo socioeconomico locale e del sistema paese». 
Il Forum ha rappresentato un momento di confronto e partecipazione fra i principali soggetti nazionali e regionali coinvolti a vario titolo nel settore. L’incontro è nato con l’intento di definire in modo partecipato e condiviso, principi e indirizzi utili in ambito politico, normativo e operativo, necessari alla costruzione di un nuovo quadro politico e legislativo nazionale.
«È stato, quindi, un importante momento di riflessione per contribuire all’aggiornamento della Strategia Forestale Nazionale e alla redazione della nuova normativa nazionale in materia forestale». «Il Forum - ha spiegato Raoul Romano, referente CREA per la segreteria organizzativa del Forum - rappresenta il primo step di un percorso che troverà completamento con la redazione di un “Libro Bianco” per il futuro delle Foreste italiane in cui saranno raccolte e rielaborate le proposte emerse dal Forum».
A dicembre 2015 la superficie forestale italiana certificata PEFC (Programma per il riconoscimento di schemi nazionali di Certificazione Forestale) era di 824.048,76 ettari (cioè l’8% dei boschi italiani). La prima certificazione di Gestione Forestale Sostenibile PEFC in Italia è stata quella del Consorzio Forestale dell’Amiata che l'ha ricevuta il 7 maggio 2003 con i suoi 3181,61 ettari di faggeta e conifere, mentre l’Associazione Regionale PEFC Friuli Venezia Giulia (38 proprietari forestali per una superficie totale di 67.348 ha) ha ricevuto la certificazione l’8 luglio 2004.
Dopo l’approvazione degli standard di certificazione italiani a livello mondiale (29 ottobre 2004), il Gruppo PEFC Veneto ha ottenuto la certificazione di Gestione Forestale Sostenibile al gruppo costituito da 27 proprietari forestali, che comprende Enti, Regole, Comuni e Privati, per una superficie certificata complessiva di 35.195 ettari (nel 2015 83.714,74).  Il 17 dicembre 2004 anche l’Unione Agricoltori–BauerBund della Provincia di Bolzano (22.926 piccoli proprietari forestali) ha certificato 250.643 ettari, la più grande superficie in Europa con queste caratteristiche (nel 2015 301.247,31 ettari). La certificazione regionale del Trentino (Consorzio dei Comuni Trentini e Magnifivca Comunità di Fiemme),  ottenuta il 16 dicembre 2005, rappresenta altri 246.842 ettari di foresta produttiva distribuiti tra oltre 310 proprietari pubblici e privati (nel 2015 271.183,72).
Poi dal 2006 ad oggi sono state certificati boschi e pioppeti e Consorzi forestali in Piemonte e Lombardia, ma anche in Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Lazio, in Liguria e in Sardegna.


07 Dicembre 2016
http://www.ilcambiamento.it/articoli/un-libro-bianco-sul-futuro-delle-foreste-italiane