TUTTO QUELLO CHE SI DEVE SAPERE PER NON FARSI PRENDERE IN GIRO. QUESTA E' LA CATEGORIA PIU' ANZIANA NON STABILIZZATA.





































Papa Francesco:
“Non c'è dignità senza lavoro”









13 Giugno 2012 Facebook. Riscontro del
Presidente Rosario Crocetta

















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101NISTI ANTINCENDIO ISNELLO. AZIONE LEGALE PER FARSI RICONOSCERE L'APPARTENENZA AL CONTINGENTE SUPERIORE



28 gennaio 2015

COMBUSTIONE DEGLI SCARTI AGRICOLI O FORESTALI: GLI SCARTI VERDI ESCONO DAL CATALOGO DEI RIFIUTI SPECIALI


Combustione degli scarti agricoli o forestali: gli scarti verdi escono dal catalogo dei rifiuti speciali

di Mauro Calabrese


A pochi mesi dalla conversione, con modificazioni, del Dl 24 giugno 2014 n. 91, convertito a opera della legge 11 agosto 2014 n. 116, cosiddetto “Decreto Competitività&Crescita”, la terza sezione penale della Corte di cassazione con la sentenza 7 gennaio 2015 n. 76torna nuovamente a pronunciarsi sulla controversa questione della combustione degli scarti agricoli o forestali, spingendosi fino a riscrivere il catalogo normativo dei rifiuti speciali.

La questione di fondo
Ricordiamo che, dopo lungo dibattito politico e controversi interventi normativi, sia a livello nazionale che regionale o locale, l’articolo 14 definitivamente approvato del Dl n. 91/2014 ha emendato il testo degli articoli 182 e 256-bis del Dlgs 3 aprile 2006 n. 152, cosiddetto Codice dell’Ambiente, per rispondere alle pressanti istanze provenienti dal mondo produttivo agricolo, onde depenalizzare le attività di abbruciamento “in pieno campo” dei materiali descritti dalla lett. f) del comma 1 dell’articolo 185 del medesimo Codice dell’Ambiente, ovverosia paglia, sfalci, potature e ogni altro materiale agricolo-forestale naturale non pericoloso, definite quali tradizionali pratiche agricole oggi consentite per il reimpiego dei materiali come sostanze ammendanti o concimanti.
Come già sottolineato nelle precedenti pronunce emesse sul finire dello scorso anno, la Cassazione ha individuato nella formulazione della novella legislativa, la delimitazione di un’area di “irrilevanza” penale della condotta tipizzata, riguardante tali tipologie di materiali vegetali, purché rispondente a specifici requisiti normativi: che l’attività di raggruppamento e abbruciamento consentite per il reimpiego dei materiali come concimanti o ammendanti avvenga in piccoli cumuli, in quantità giornaliere non superiori a 3 metri steri per ettaro (circa 3 metri cubi), effettuate nel luogo di produzione, fuori dai periodi di massimo rischio per gli incendi boschivi, come dichiarati dalle regioni, e sempre che non intervengano provvedimenti amministrativi diretti a sospendere, differire o vietare la pratica della combustione in presenza di avverse condizioni meteorologiche, climatiche o ambientali sfavorevoli e pericolose per la salute pubblica e la privata incolumità.
Rispondendo a tali requisiti, le pratiche, che altrimenti configurerebbero certamente i reati, previsti dal Codice dell’Ambiente, di gestione di rifiuti non autorizzata ex articolo 256 o la più grave fattispecie di combustione illecita di rifiuti ex articolo 256-bis, secondo la disciplina attualmente in vigore, rientrano tra le tradizionali pratiche agricole e della silvicoltura, senza comunque, sottolinea quindi la Cassazione, chiaramente definire quale sia lo specifico apparato sanzionatorio applicabile alla violazione dei limiti quantitativi giornalieri, del rispetto dei periodi di maggior rischio per gli incendi boschivi e delle limitazioni e divieti posti dalle amministrazioni locali.

La decisione della Cassazione
La recente pronuncia della Suprema corte, completa la ricostruzione interpretativa della novella legislativa, sottolineando come sulla base di tale ultima equiparazione, che esclude l’applicabilità della Parte IV del Dlgs n. 152/2006, dedicata alle “Norme in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti inquinati”, alla paglia, sfalci, potature e ogni altro materiale agricolo non pericoloso reimpiegato in agricoltura e nella silvicoltura, i materiali in questione debbano essere ritenuti esclusi dal novero dei rifiuti.
Infatti, ricordano i giudici della terza sezione penale, ancora lo stesso Dl n. 91/2014 ha novellato l’articolo 256-bis, comma 6, aggiungendo un secondo periodo, a norma del quale, fermo restando quanto previsto dall’articolo 182, comma 6-bis, le sanzioni penali per la combustione illecita di rifiuti non si applicano all’abbruciamento di materiale agricolo forestale naturale, anche derivato dal verde pubblico o privato, e quindi, dal sistema così delineato, può desumersi in via interpretativa che gli scarti vegetali sono esclusi dal novero dei rifiuti e che a essi non sono di conseguenza applicabili né l’articolo 256-bis, che contiene, del resto, un’espressa esclusione in tal senso, né soprattutto l’articolo 256, che si riferisce ai soli materiali riconducibili alla categoria dei rifiuti.
Ancora, la Corte si spinge oltre e rende più sistematica la formulazione normativa del Codice dell’Ambiente di cui all’articolo 184, comma 3, lett. a), secondo cui sono rifiuti speciali non pericolosi “i rifiuti da attività agricole e agro-industriali, ai sensi e per gli effetti dell’art. 2135 c.c.”, laddove afferma che rientrano in tale categoria, con applicazione quindi delle norme sanzionatorie del medesimo Codice, soltanto quei rifiuti agricoli e agroindustriali diversi da quelli utilizzati in agricoltura, nella silvicoltura o per la produzione di energia da biomassa mediante processi e con metodi che non danneggiano l’ambiente né mettono in pericolo la salute umana (secondo il disposto del richiamato articolo 185, comma 1, lett. f), visto che tra tali metodi rientrano ora, per espressa previsione del legislatore, il raggruppamento e l’abbruciamento effettuati in piccoli cumuli e in quantità giornaliere non superiori a 3 m steri per ettaro, nel luogo di produzione ex articolo 182, comma 6-bis.

Assoluzione dell’imputato e motivazioni
Così argomentando, infatti, la Cassazione giunge a pronunciare l’assoluzione di un imputato di smaltimento senza autorizzazione, mediante incenerimento a terra, di scarti vegetali, affermando il principio secondo cui le attività di raggruppamento e abbruciamento in piccoli cumuli in quantità giornaliere non superiori a 3 m steri per ettaro dei materiali vegetali di cui all’articolo 185, comma 1, lett. t), del Dlgs n. 152/2006, effettuate nel luogo di produzione, non sono sanzionate penalmente ai sensi degli articoli 256 e 256-bis del medesimo Dlgs, neanche quando esse siano effettuate nei periodi di rischio per gli incendi boschivi indicati dalle Regioni, potendo tali condotte essere soltanto sanzionate in via amministrativa, così come previsto, del resto, più in generale dal novellato secondo periodo del comma 6 dello stesso articolo 256, secondo cui le sanzioni penali per la combustione illecita di rifiuti non si applicano all’abbruciamento di materiale agricolo forestale naturale, anche derivato dal verde pubblico o privato.

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28 Gennaio 2015
 Quotidiano Enti Locali & PA – Il Sole 24 Ore









IL DOCUMENTO ILLUSTRATO SEGRETAMENTE AGLI ALLEATI. LA SCURE SUL PERSONALE REGIONALE TAGLI ANCHE SENZA RIFORMA


Il documento illustrato segretamente agli alleati


La scure sul personale regionale
Tagli anche senza riforma
 


palazzo orleans



Tagli alla dotazione organicablocco del turn over per 4 anni (non 5 come da precedenti indiscrezioni) dunque niente assunzioni contrariamente a quanto era stato fatto circolare nelle scorse settimana e fronte dei prepensionamenti, adeguamento agli statali nel calcolo delle pensioni, riduzione del salario accessorio (se non cancellazione alla quale si punta in aula), pensionamento forzato per chi ha i requisiti delle quiescenza, abolizione della norma di salvaguardia per i dirigenti che perdendo la posizione dirigenziale perderanno automaticamente anche il salario da dirigente di quella fascia.
E’ una vera e propria scure quella che potrebbe abbattersi sui 16mila dipendenti (diretti)  della Regione siciliana in base alle norme contenute nella bozza di finanziaria chiarite dalle norme del dpf e anticipata dal governo ai partiti della maggioranza nel corso del vertice di ieri pomeriggio a Palazzo d’Orleans.
Il governo fissa la dotazione organica in base al personale in servizio a fine 2014 ma senza stabilire ricognizione e definizione normativa della pianta organica in base alle esigenze di servizio, dunque chi andrà in pensione non sarà sostituito. Gli organici saranno ulteriormente ridotti dal 2016 al 2019 in numero pari al 50 per cento dei dipendenti che andranno via nell’anno precedente, la riduzione sarà maggiore per i dirigenti.
Divieto di assunzioni anche nel 2016, 2017, 2018. Per i dirigenti scompare la clausola di salvaguardia che consentiva loro di mantenere intatta la retribuzione nonostante la presenza rimozione dall’incarico. Tagli anche ai permessi per motivi familiari e personali (solo 3 all’anno) e alle pensioni con l’abolizione del sistema misto di calcolo e il passaggio al contributivo che avrà un impatto su almeno 7 mila dipendenti del comparto.
Ma la bozza parla anche di cancellazione di tutte le partecipate ad eccezione di quelle inserite nell’elenco delle strategiche con il personale che dovrebbe rientrare nei tagli previsti per i regionali aumentandone l’entità e l’impatto e di addio anche agli Istituti autonomi case popolari che saranno posti in liquidazione. Cancellazione anche per l’ente autonomo porto di Messina nonostante le proteste, le richieste di rilancio e l’ipotesi di accorpamento degli enti porto in tre grandi strutture.
Nascerà, invece, l’Aspa, l’Agenzia siciliana per le politiche abitative che sarà istituita con decreto dal Presidente della Regione e acquisirà il patrimonio degli Istituti Autonomi Case popolari ma potrà scavalcare tutte le norme fin qui esistenti e riformare il settore con semplici decreti attuativi. in pratica una riforma che si trasformerà negli aumenti dei canoni di locazione e di cessione degli immobili nei confronti delle famiglie più deboli.
La manovra, però, non è tutta qui e di lacrime e sangue da scoprire ce ne sono ancora tante.

28 Gennaio 2015
http://palermo.blogsicilia.it/la-scure-sul-personale-regionale-con-o-senza-riforma-sta-gia-nella-finanziaria/284987/








27 gennaio 2015

SIRACUSA. I FORESTALI PULIRANNO IL PARCO ARCHEOLOGICO. PURPURA: “STAVA DIVENTANDO UN PROBLEMA”


Siracusa. I forestali puliranno il parco archeologico. Purpura: “stava diventando un problema”

teatro grecoSe Siracusa è una destinazione con “reputazione turistica riconosciuta a livello internazionale” gran parte del merito è della sua cartolina più nota: il teatro greco e gli eventi di spettacolo che lì vanno in scena, richiamando visitatori da ogni dove.
Lo sa bene l’assessore regionale ai Beni Culturali, Antonio Purpura. Di recente si è occupato proprio dello storico monumento siracusano, in un summit nei suoi uffici di Palermo. Perchè l’antica cavea “sottoposta a stress di varia natura” – come racconta a Siracusaoggi.it – ha bisogno di interventi di tutela e conservazione. Niente che possa precludere o mettere a rischio la stagione degli spettacoli, piuttosto lavori tampone con fondi da reperire dallo sbigliettamento dell’area archeologica nella quota parte del Comune di Siracusa. E poi la Regione dovrà fare però la sua, intercettando quei fondi necessari per lavori che possano mettere al riparo da sorprese ma costosi.
“Di teatro greco ho parlato più volte anche con la sovrintendente Basile”, spiega Purpura. “Ci sono dei progetti, impostati alla tutela e conservazione che adesso dobbiamo fare diventare esecutivi”, conferma. Il primo, forse banale ma comunque importante, riguarda la pulizia dell’intera area archeologica. “Rinnovo la convenzione con i forestali per il diserbo della grande zona archeologica di Siracusa perchè il problema della pulizia sta diventando serio”, confida il responsabile dei Beni Culturali.
Che non dimentica di elogiare – in ottica regionale – il sistema Siracusa dove “si coniuga al meglio la valorizzazione del patrimonio culturale con il turismo”. Possibile fare ancora di più e di questo Purpura è convinto. “Siracusa ha una realtà archeologica locale diffusa anche in provincia” e con la sua esperienza può guidare una vera rete di teatri antichi “in cui spicca insieme a Taormina mentre Tindari, Palazzolo e Segesta restano marginali pur avendo potenzialità attrattive”. 


27 Gennaio 2015
Siracusa Oggi









ENNA. L'UGL: OPERAI ESASPERATI, TEMIAMO TENSIONI






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CALTANISSETTA. RIORGANIZZAZIONE DELLA FORESTALE. UNA ASSEMBLEA SUL FUTURO DEI LAVORATORI

















FINANZIARIA. PER I FORESTALI E' PREVISTO LO SCIVOLO ALLA PENSIONE PER CHI HA 63 ANNI DI ETÀ, CON CONTRIBUTO PARI ALL’INDENNITÀ MINIMA. SARANNO ESPULSI DAL BACINO I LAVORATORI CHE HANNO UN REDDITO FAMILIARE ISEE SUPERIORE AI 60 MILA EURO.



Scure su regionali e consigli comunali, ecco la nuova Finanziaria


Il testo presentato ai deputati durante il vertice di maggioranza a Palazzo d'Orleans
 

 di ANTONIO FRASCHILLA


Scure su regionali e consigli comunali, ecco la nuova Finanziaria

 
Una manovra  di 23 articoli, che punta il dito su personale e costi della politica. Ecco la bozza della Finanziaria scritta dall'assessore Alessandro Baccei e presentata ai deputati durante il vertice di maggioranza a Palazzo d'Orleans. Inserite alcune modifiche, rispetto a una precedente versione, volute dal governatore Rosario Crocetta. Per quanto riguarda i regionali dal primo luglio 2015 tutte gli importi degli assegni di quiescenza di chi andrà in pensione «non potranno superare l’importo complessivo secondo la disciplina statale». Dal 2015 al 2018 sarà messo in pensione d’ufficio chi ha i requisiti pre Fornero, cioè la quota 96 tra anni di lavoro ed età anagrafica. Tra le novità volute dal governatore c’è il blocco delle assunzioni fino a tutto il 2016.  Via libera invece ai trasferimenti dei dipendenti regionali entro 50 chilometri dall’attuale sede.

Un capitolo corposo della bozza riguarda i forestali. Previsto lo scivolo alla pensione per chi ha 63 anni di età, con contributo pari all’indennità minima.  Saranno espulsi dal bacino i lavoratori che hanno un reddito familiare Isee superiore ai 60 mila euro, una novità introdotto nelle ultime ore.
Sul fronte enti locali  Baccei annuncia il ritiro della previsione della riduzione di indennità e gettoni per sindaci e consiglieri (che al momento è nella bozza)  ma conferma l’equiparazione alle norme nazionali per quanto riguarda i numeri: cioè, Palermo dovrà scendere da 50 a 40 consiglieri, i Comuni con più di 250 mila abitanti non potranno averne più di 36, quelli
con più di 100 mila abitanti averanno3 2 consiglieri. E, ancora, i Comuni con più di 50 mila abitanti avranno 28 consiglieri, quelli con più di 30 mila 24 consiglieri, quelli con più di 10 mila abitanti 16 consiglieri e infine, i Comuni con più di 3 mila abitanti ne avranno 12 e 10 consiglieri tutti gli altri. E permessi di assenza non saranno parametrati all’intera giornata ma solo «alle effettive ore di riunione dei consigli».



27 Gennaio 2015
http://palermo.repubblica.it/cronaca/2015/01/27/news/scure_su_regionali_e_consigli_comunali_ecco_la_nuova_finanziaria-105931322/








FORESTALI, SCOZZARELLA (CODIRES): NO A BLOCCO TURNOVER E TAGLI INDISCRIMINATI


Forestali, Scozzarella (Codires): No a blocco turnover e tagli indiscriminati



A RISCHIO LE FASCE DI GARANZIA OCCUPAZIONALE IN UN SETTORE CHE REGISTRA IL BLOCCO DEL RINNOVO CIRL DA 14 ANNI E IL MANCATO PAGAMENTO DEL 50 PER CENTO DEGLI ARRETRATI CONTRATTUALI


di Peppe Messina


www.forestaliantincendiosicilia.blogspot.comSi scalda il clima nel comparto forestale dopo l’annuncio del Governo regionale di ‘sforbiciare’ pesantemente il settore, riducendo il numero dei forestali. “Cambiano gli attori del Governo Crocetta, ma non cambia la sinfonia stonata nei confronti dei lavoratori forestali”. Ad affermarlo Enrico Scozzarella, segretario regionale del sindacato autonomo Codires per il comparto forestale. Il quale aggiunge: “In riferimento al riordino del comparto forestale, Codires è seriamente preoccupata, perché questo Governo regionale pur di fare cassa, secondo le direttive impartite da Roma, potrebbe cancellare con un colpo di spugna le garanzie occupazionali dei contingenti previste dalle leggi speciali n.16 del 6 aprile 1996 e n.14 del 14 aprile 2006”. A tale proposito, il cintato sindacato ha chiesto, attraverso una nota, un incontro con l’assessore all’agricoltura e foreste, Nino Caleca, evidenziando che oggi urge un confronto serrato con i rappresentanti dei lavoratori in modo da evitare una macelleria sociale e lo sblocco degli stipendi di novembre e dicembre 2014.

“In una riforma condivisa – precisa Scozzarella – si potrebbe ipotizzare la possibilità di una discussione sul prepensionamento di una parte del bacino dei lavoratori forestali, a condizione che non verrebbero ulteriormente penalizzati. Codires – aggiunge – non condivide alcuni punti del progetto di riordino dei forestali da parte del Governo Crocetta, come il blocco del turnover e il taglio del 20 per cento del personale antincendio”.

Per Codires restano in piedi molte criticità non ancora risolte come il rinnovo del Contratto integrativo regionale di lavoro (Cirl) scaduto da 14 anni,oltre al 50 per cento degli arretrati contrattuali non ancora riconosciuti dal Governo regionale ai lavoratori forestali, il mantenimento di tutte le garanzie occupazionali, nonché la verifica sulla possibile applicazione dell’accordo del 14 maggio 2009 attraverso l’utilizzo dei fondi europei.
“Chiederemo – sostiene Scozzarella – la scissione nei capitoli di bilancio inerente al costo reale del lavoro e dei lavoratori forestali dai costi di gestione, da quelli per le visite sanitarie e da altre voci che nulla hanno a che fare con il costo effettivo. Come ad esempio è inopportuno che con tutto il personale in dotazione ancora si appalti all’esterno il servizio buste paga dal costo di circa 1 milione e ottocentomila euro l’anno”.
“Il Sindacato – sottolinea il segretario regionale di categoria del Codires – rivendica il diritto al lavoro di cui è previsto dall’articolo 1 della Costituzione Italiana. Non accettiamo per nessun motivo – rilancia – che un lavoratore forestale gli possa venire a mancare il sostegno a reddito poiché viene considerato un parassita o un assistito, anzi, riteniamo che sono lavoratori in possesso di qualifiche specializzati che possono migliorare il bosco, le ville comunali, il verde autostradale la prevenzione del dissesto idrogeologico attraverso gli interventi mirati, acclarato che 270 comuni in Sicilia sono seriamente a rischio”.
“Se dall’incontro con l’assessore Caleca – conclude Scozzarella – dovessero pervenire notizie allarmanti che insidierebbero la categoria, siamo pronti a tutte le forme di lotta per mantenere e difendere i diritti acquisiti dai lavoratori negli ultimi trent’anni”.


26 Gennaio 2015
SiciliaOnPress






DPEF SICILIA: I SOGNI E I TAGLI DELL’ASSESSORE BACCEI. IL GRANDE AFFARE DELL'ASSISTENZA TECNICA SUI FONDI EUROPEI


Dpef Sicilia: i sogni e i tagli dell’assessore Baccei. Il grande affare dell'assistenza tecnica sui fondi europei






Politica – In questi giorni l’Ars dovrà esaminare e approvare il Documento di programmazione economica e finanziaria. Tra la diminuzione delle entrate, il silenzio sull'aumento di tasse e imposte locali e le ambiguità sulle comunità alloggio che dovrebbero essere pagate dallo Stato. Ecco la prima parte di un'analisi di questo importante testo



La parte più interessante del Documento di programmazione economica e finanziaria - che in questi giorni dovrebbe essere esaminato e approvato dal parlamento dell’Isola - è la nota introduttiva firmata dall’assessore all’Economia, Alessandro Baccei. C’è un’analisi sulla crisi economica e finanziaria della Regione. E c’è la strategia che l’assessore vorrebbe attuare a partire da quest’anno. Baccei dice che le entrate tributarie della Sicilia diminuiscono. E fa notare che «la spesa produttiva arretra anno dopo anno». Quindi un passaggio sibillino, là dove constata che «il mantenimento del livello dei salari pubblici non produce effetti significativi sui consumi, che troppo risentono del clima generale di sfiducia». Forse i dipendenti pubblici della Sicilia risentono dell’aumento delle tasse e delle imposte locali, oltre che del «clima di sfiducia». Aumento di tasse e imposte locali provocato dal governo nazionale di Matteo Renzi, che ha tagliato ingenti risorse agli enti locali costringendoli a tassare i cittadini. In ogni caso - tanto per citare un esempio - l’assessore forse non sa che i medici pubblici della Sicilia hanno le retribuzioni bloccate da qualche anno.

Per l’anno in corso Baccei individua un «vistoso squilibrio» che quantifica in un miliardo e 795 milioni di euro (anche se il buco di cassa, in realtà, sfiora i cinque miliardi di euro). Anche se, qualche rigo dopo, ammette la presenza di un «deficit molto più ampio». Baccei segnala alcuni punti di sofferenza: la mancanza di risorse da trasferire ad enti regionali; l’accantonamento di un miliardo e 112 milioni di euro (soldi che lo Stato ha trattenuto dalle entrate regionali); i soldi da trovare per abbattere i residui attivi (cioè per eliminare le entrate fittizie dal Bilancio), come richiesto dalla Corte dei Conti, «finanziate solo in parte»; e la mancanza di copertura finanziaria per forestali, consorzi di bonifica, Esa e «comunità alloggio». Quest’ultimo passaggio è poco chiaro. A quali «comunità alloggio» fa riferimento l’assessore? Non certo - supponiamo - ai 350 centri siciliani che ospitano i minori migranti non accompagnati. Questi, è noto, li deve pagare lo Stato e non la Regione.

La riqualificazione della spesa prevede iniziative che l’assessore ha già presentato alla stampa ancor prima di averne parlato ai deputati dell’Ars: riforma della macchina burocratica regionale e degli enti, con la «rideterminazione delle posizioni apicali» (dovrebbe trattarsi della riduzione dei dirigenti regionali) e la «ridefinizione del sistema degli incentivi»; «revisione e razionalizzazione degli spazi occupati dagli stessi» (si riferisce ai dipendenti regionali o agli enti regionali?); poi «revisione del numero e delle mission degli enti e delle società strategiche»; «riqualificazione della spesa per precariato e forestali, oggi intesa di fatto come spesa sociale»; «centralizzazione degli acquisti».

In questo passaggio della relazione l’assessore lancia una sfida che dovrebbe scatenare una bagarre a Sala d’Ercole e, soprattutto, fuori dal parlamento siciliano. La riduzione dei dirigenti regionali non si annuncia facile (i sindacati autonomi sono già sul piede di guerra); ci saranno polemiche anche sulla riduzione delle società regionali; mentre rimangono fumosi i progetti per ridurre il numero dei forestali (chi dovrebbe pagare i prepensionamenti? E che significa fare lavorare questo personale in altri settori dell’amministrazione?). Per non parlare dei precari, molti dei quali - è il caso del precariato dei Comuni - lavorano 20-25 anni. Che significa «riqualificare» questo personale? Gli unici modi per effettuare risparmi in questo settore è la riduzione degli stipendi (già bassi), il trasferimento di tali soggetti alle imprese private che dovrebbero assumerli e pagarli (e dove sarebbero queste imprese in Sicilia?). O, molto più semplicemente, il loro licenziamento. Ma questo nessuno ha il coraggio di dirlo. Anche se l’assessore dimentica di scrivere che la Regione, nel 2014, non ha versato ai Comuni, per intero, il Fondo per il riequilibrio del precariato: avrebbe dovuto erogare 270 milioni di euro circa, ne ha erogati 80 circa. Così, per pagare questi precari molti Comuni si sono indebitati con le banche.

Nella parte della relazione firmata da Baccei c’è un lungo panegirico sui fondi europei. Dopo i soliti avvertimenti sui quali non si può che essere d’accordo («le speranze di rilanciare l’economia dell’Isola sono quasi completamente affidate al corretto utilizzo di questi fondi»), si arriva al passaggio cruciale, là dove l’assessore scrive che la regione si dovrà dotare di «un’organizzazione in grado di velocizzare la certificazione della spesa, in modo da rispettare gli obiettivi e di minimizzare la tensione finanziaria». Forse si riferisce all’assistenza tecnica da affidare a soggetti esterni alla Sicilia, modello formazione professionale?



27 Gennaio 2015
http://meridionews.it/articolo/31139/dpef-sicilia-i-sogni-e-i-tagli-dellassessore-baccei-il-grande-affare-dellassistenza-tecnica-sui-fondi-europei/








LA FAI CISL GIORNO 30 SI MOBILITA PER IL RILANCIO DELL'AGROALIMENTARE, LA MOBILITAZIONE COINVOLGE ANCHE I LAVORATORI FORESTALI


La Fai si mobilita per il rilancio dell'agroalimentare





Un settore che solo in provincia di Messina coinvolge circa 50mila lavoratori. L’agroalimentare è in crisi, per questo la Fai Cisl intende rilanciare la mobilitazione a livello nazionale e locale. A Messina previsto un sit-in presso la sede della Prefettura venerdì 30 gennaio dalle ore 10 per consegnare un documento esplicativo dei numeri della vertenza e delle preoccupazioni del sindacato sulla crisi dei diversi settori di pertinenza della Fai. La mobilitazione, infatti, coinvolge braccianti agricoli, forestali, pescatori, allevatori.
“Serve – aggiunge Calogero Cipriano – anche un rilancio dell’industria alimentare con la definizione di un nuovo Piano industriale Italia che generi recupero di produttività e incentivi il lavoro, il rilancio della filiera dell’agrumicolo e della zootecnica, oltre al rifinanziamento delle risorse assegnate al sistema degli allevatori”.
Per il segretario provinciale della Fai, un ruolo determinante deve essere svolto dai Consorzi di Bonifica. “Serve una partecipazione attiva alla loro riorganizzazione – sottolinea – ma soprattutto dobbiamo puntare su una forestazione produttiva e sostenibile attraverso la definizione di un Piano Nazionale per la messa in sicurezza del territorio e la ricostituzione della Cabina di Regia presso il Ministero delle Politiche Agricole e, come previsto da una delibera di Giunta, anche a livello regionale”. La Fai Cisl, inoltre, chiede l’approvazione in tempi brevi della proposta di Legge Quadro sulla “Rete del Lavoro in Agricoltura” ed è contraria all’estensione dei voucher.
Settore sotto la lente d’ingrandimento è quello della pesca. “Attraversa un delicato momento – conferma Cipriano – per questo chiediamo la definizione di ammortizzatori sociali, il riconoscimento del lavoro usurante, il rifinanziamento del Piano Triennale e la definizione del Piano operativo per l’utilizzo dei Fondi strutturali europei”.
La mobilitazione di venerdì 30 s’inserisce in una serie di iniziative che la Cisl ha avviato già dallo scorso mese di dicembre e che vedrà il prossimo 13 febbraio una grande manifestazione a Rosarno contro il lavoro nero.

27 Gennaio 2015
http://www.cislmessina.net/News/Fai/2015/01/27/La-Fai-si-mobilita-per-il-rilancio-dellagroaliment-1714.html#.VMeQuywYFj8








DISBOSCAMENTO SELVAGGIO VALLE DEL DITTAINO. I PRESUPPOSTI CHE POTREBBERO RENDERE NULLO IL CONTRATTO. NEL BLOG I CONTRATTI DI COMPRAVENDITA




DISBOSCAMENTO SELVAGGIO VALLE DEL DITTAINO


I presupposti che forse potrebbero rendere nullo il contratto


  
Nel Blog i Contratti di Compravendita: 

Contratto di compravendita tra il Dipartimento Azienda Regionale Foreste Demaniali e la Società Biomasse Sicilia

Contratto Integrativo di compravendita biomasse di eucalitto da eucalitteti demaniali, tra tra il Dipartimento Azienda Regionale Foreste Demaniali e la Società Biomasse Sicilia







FRA RIORDINO E OTTIMIZZAZIONE AGRICOLTURA, RIVOLUZIONE CALECA


Fra riordino e ottimizzazione
Agricoltura, rivoluzione Caleca



Fra riordino e ottimizzazione <br /> Agricoltura, rivoluzione CalecaDi professione fa il penalista, ma adesso gli toccherà cambiare schema e diventare un economo risparmiatore.
L’obiettivo, anche per lui, è quello di razionalizzare, tagliare e mettere a punto la macchina dispendiosa e spesso meno produttiva di quel che dovrebbe del Dipartimento dell’Agricoltura.
All’indomani della ristrutturazione del dipartimento e delle sua appendici decentrate, in passato poco virtuose, Nino Caleca, assessore regionale, si dice ottimista per il futuro, specialmente in materia di ridistribuzione di competenze e di funzioni nel suo assessorato: “Abbiamo privilegiato due linee guida la razionalizzazione della spesa e l’accorpamento degli uffici senza però sacrificare il territori. Valorizziamo quello che c’è ottimizzandolo al meglio. Mi è piaciuta chiamarla ‘burocrazia a chilometri zero’, perché si lavora e si produce dentro gli uffici con quello che c’è, anzi, si produrrà di più, spendendo di meno. Andremo avanti con le nostre risorse”
Niente bacchetta magica, ma solo la necessità di stringere i cordoni della borsa, cominciando dal mettere insieme tutta una serie di strutture periferiche, spesso duplicate tra loro, che contribuivano ad estenuare i processi amministrativi, non sempre ottimizzandoli al meglio in termini di esiti e di risultati.

La ristrutturazione comunicata ai sindacati ed alle parti sociali dai vertici dell’assessorato prevede sette aree, sedici servizi, ed ancora la fusione dei due ex dipartimenti “Interventi strutturali per l’Agricoltura” ed “Interventi infrastrutturali per l’Agricoltura, con una diminuzione di strutture intermedie (prima erano diciannove). Vengono accorpate 10 posizioni dirigenziali, che diventano settanta invece di ottanta, con una diminuzione in percentuale del 13% in meno.
Le strutture periferiche invece subiscono il taglio e l’accorpamento più drastico. I vecchi ispettorati provinciali dell’Agricoltura vengono sostituiti con nuove strutture intermedie a valenza provinciale, denominati Uffici Intercomunali Agricoltura, destinate ad assorbire le competenze prima svolte nell’ambito degli interventi infrastrutturali.
Viene ad esempio soppressa l’unità operativa specializzata sviluppo e valorizzazione delle acque interne di Agrigento, in quanto le competenze sono afferenti al Dipartimento regionale della Pesca, mentre le competenze in materia di assistenza tecnica, ricerca e zootecnia confluiscono nelle Unità operative dell’U.S.A. di Agrigento.
Scatta infine la caccia al ridimensionamento di locali adibiti alle rispettive strutture, per razionalizzare e limitare le spese relative agli affitti. A Bivona, Cammarata e S. Giovanni Gemini, ad esempio è arrivata la disponibilità da parte delle Amministrazioni comunali e dell’ex Casermetta della Forestale di Cammarata. Disponibilità di locali gratuiti anche a Galati Mamertino, nell’istituenda UIA.

26 Gennaio 2015
http://www.siciliainformazioni.com/144920/fra-riordino-e-ottimizzazione-agricoltura-rivoluzione-caleca





Nota
Assessore, tagliamo gli sprechi non le giornate.
Insistiamo all'infinito perchè siamo convinti che si può.



http://forestaliantincendiosicilia.blogspot.it/






  

REGIONE NON VALORIZZA LE FONTI VERDI

Regione non valorizza le fonti verdi

di Rosario Battiato



Il bosco nisseno additato a scempio: in verità fu creato negli anni Sessanta proprio per la produzione industriale. Da noi la crescita delle rinnovabili è del 7,4% contro il 17,6% della media nazionale




PALERMO – In attesa che la Regione chiarisca i termini economici dell'accordo con un'azienda privata per lo sfruttamento di diecimila ettari di bosco da cui prelevare per un decennio biomassa legnosa per alimentare una centrale nell'ennese, restano intatti i dubbi su una politica energetica più dedita all'improvvisazione che alla programmazione. Pesano i pesanti ritardi nei meccanismi autorizzativi e alcune prese di posizione più legate alla febbre mediatica che alla vere necessità di sviluppo isolano.
A confermare questa tendenza ci sono gli ultimi dati della produzione da energia verde che vedono l'Italia viaggiare a medie percentuali più che doppie rispetto al lento progredire della realtà isolana. A non convincere è soprattutto lo sviluppo di alcuni settori economicamente strategici per il futuro prossimo, come le bioenergie che nell'Isola continuano a restare marginali.
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27 Gennaio 2015
http://www.qds.it/18420-regione-non-valorizza-le-fonti-verdi.htm




Nota
E già... 
I fannulloni, i privilegiati o parassiti, (questi sono gli aggettivi preferiti che usate nei nostri confronti) possono fare miliardi di cose per l'ambiente. Capito?  
Con le biomasse, la Società Sper con stabilimenbto in provincia di Enna, riesce a ricavare circa 40 milioni di euro l'anno, la regione invece con i suoi Professionisti Ambientali non sa cosa fare, preferisce mandarli a casa anzichè farli produrre. Ogni tanto ditelo questo, ma non sempre, altrimenti le copie rimangono invendute rischiando di non percepire gli aiuti statali.









LA FINANZIARIA DEI TAGLI: BLOCCO DELLE ASSUNZIONI PER 5 ANNI



REGIONE

La Finanziaria dei tagli
Blocco delle assunzioni per 5 anni


La norma va incontro ai rilievi mossi più volte dalla Corte dei Conti.


La Finanziaria dei tagli Blocco delle assunzioni per 5 anni

PALERMO - Abolizione dei privilegi, a cominciare da quelli dei dirigenti della Regione, giustizia ed equità sociale, recupero dell'efficienza. Sono i principi guida, spiega all'ANSA il governatore Rosario Crocetta, delle norme inserite nella legge di stabilità "concordata da Presidenza e assessorato all'Economia", che domani saranno sottoposte al vaglio dei partiti della maggioranza, in un vertice a Palazzo d'Orleans. Su tutti una norma che va incontro ai rilievi mossi più volte dalla Corte dei Conti: il blocco delle assunzioni nella pubblica amministrazione in Sicilia. Crocetta bolla come "disdicevole" chi "ha fatto trapelare notizie alla stampa attorno a un testo non definitivamente chiuso dalla Presidenza e dall'assessorato all'Economia" e che hanno creato non pochi malumori nella coalizione. "C'è una fase in cui si discute su alcune questioni ed è normale che ci possano essere punti di vista diversi", aggiunge il governatore. Che su alcuni temi mostra fermezza, come quello sul pubblico impiego: "Io sono per il blocco delle assunzioni per 5 anni, altri sono contrari ma lo vadano a spiegare alla Corte dei Conti". Il riferimento è al numero eccessivo di dirigenti, 1.600 circa. "Eppure - bacchetta Crocetta - c'è chi continua a professare finanza creativa". Il governatore non entra nei dettagli, ma ambienti a lui vicini indicano per esempio la sua contrarietà verso qualsiasi operazione di esternalizzazione dei servizi, dai tributi all'informatizzazione, all'acqua. "Sarà una finanziaria rigorosa, basata sull'efficienza, senza fronzoli o eccezioni per risolvere con qualche emendamento questioni particolari - avverte Crocetta - La manovra avrà tutte le caratteristiche per essere sostenuta dal centrosinistra ma anche dalle opposizioni e dallo Stato. E' un buon documento per dire allo Stato che l'alibi delle mancate riforme non c'è più".
Crocetta parla di norme in finanziaria per l'abbattimento delle spese clientelari e improduttive e per il risanamento del bilancio "senza perdere di vista la solidarietà sociale". Il governo insiste su un punto: "La politica del rigore si dovrà sposare con politiche di sviluppo". E uno dei nodi indicati dal governatore è l'accesso al credito, "uno degli scippi più gravi". "I siciliani risparmiano - sottolinea Crocetta - ma poi hanno difficoltà enormi per avere credito, su questo interverremo con la programmazione dei fondi Ue". Impulso sarà dato anche al turismo e all'agroalimentare di tipo biologico, settori, sostiene, "che sono avviati verso un trend positivo, segno che le nostre eccellenze possono decollare". Altro tema caldo, per Crocetta, è quello dei trasporti. "Un tedesco da Berlino raggiunge in poche ore la riviera romagnola - dice - mentre da Milano e da Roma per raggiungere la Sicilia ci sono costi esorbitanti. E lo stesso vale per il trasporto delle merci".
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26 Gennaio 2015
http://livesicilia.it/2015/01/26/la-finanziaria-dei-tagli-blocco-delle-assunzioni-per-5-anni_590526/




Nota
Con il blocco delle assunzioni per 5 anni si dice addio alla stabilizzazione, su questo purtroppo non ho mai avuto speranza. 

In questa bozza di finanziaria troviamo:

Blocco del turn-over;
Nessuna garanzia per le giornate di contingente;
Taglio (indiscriminato) del 20% degli Addetti Antincendio;
Prepensionamento da fame per chi lascia;
Eccetera, Eccetera, Eccetera, Eccetera, Eccetera, Eccetera.

Dal profondo del cuore, voglio aprire gli occhi a chi deve o vuole lasciare a causa del prepensionamento. Andate con il vostro estratto contributivo dai Caf o direttamente all'Inps e fatevi fare una simulazione sull'importo da FAME che percepirete. Dico questo perchè prima mi occupavo anche di fondi pensione, quindi ho fatto decine di simulazioni. Il risultato è strabiliante, provare per credere. Anche online troverete strumenti utili per calcolare la pensione



Facciamoli ragionare meglio, per i forestali queste norme se approvate sono incostituzionali. 
Bisogna fermarli e puntare su un'aumento delle giornate lavorative.



http://forestaliantincendiosicilia.blogspot.it/







 

RACITI: “BASTA PERDERE TEMPO I PARTITI NON RESTINO SPETTATORI”



L'INTERVISTA


Raciti: “Basta perdere tempo
I partiti non restino spettatori”


di Salvo Toscano

Intervista al segretario del Pd: "Bisogna tagliare la spesa ma anche dare una speranza alla gente. E fare capire a Roma che non si può tirare indietro". Crocetta convoca vertice di maggioranza




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Segretario Fausto Raciti, Rosario Crocetta ha convocato il vertice di maggioranza che lei auspicava. Quale sarà la prima urgenza di cui parlare?
“L'urgenza è dare una direzione di marcia al governo nei prossimi mesi, che ci consenta di rendere conto ai siciliani di dove siamo e dove vogliamo andare. Primo tema è ovviamente la finanziaria”.

In merito alla quale abbiamo già letto diverse indiscrezioni. Ne avete parlato col governo?

“In queste settimane il confronto si è svolto all'interno del governo, o al massimo con il governo nazionale, senza il coinvolgimento delle forze politiche. Il documento di programmazione che leggo dalle vostre pagine ha definito una situazione complessa e difficile che tutti paventavamo. Capite le difficoltà, bisogna superarle. Credo ci siano tutte le possibilità”.


Lo crede...
“Il PD ha tutta l'intenzione di affrontare questa stagione di riforme chiedendo al governo nazionale di mettere in atto l'impegno per la Sicilia. Negli ultimi anni lo Stato ha fatto  cassa anche con le risorse della Regione Siciliana per il risanamento del paese. Se poi aggiungiamo che le poche risorse non sono state utilizzate al meglio...”.

Senta, ma lei trova che si possa ancora parlare al futuro, manifestare intenti sulle cose da fare, o dopo due anni e più di legislatura non siamo fuori tempo massimo per gli annunci?
“E' evidente che del tempo si è perso e noi non abbiamo mancato di sottolinearlo. Ma una forza di governo non si ritrae di fronte alle sfide. Ora si tratta di fare un deciso passo in avanti. E che a questo corrisponda un impegno vero perché la Sicilia diventi una priorità nazionale”.

Il passo avanti doveva farlo il Crocetta ter, che nasceva anche dall'esigenza di ricompattare il Pd e coinvolgere di più i partiti. È successo?
“Il Crocetta ter non nasce con l'obiettivo di ricomporre il Pd. Ma da una battaglia dovuta al fatto che i governi che lo hanno preceduto non si sono rivelati all'altezza. Rischiamo ora di trovarci a registrare una stasi a livello regionale. Che è dovuta a due elementi. Primo: il lavoro del Governo regionale non può avere per oggetto solo le emergenze: così metteremo solo pannicelli caldi”.

Traduciamo, si riferisce alla dialettica tra Crocetta e Baccei?
“Mi riferisco al fatto che bisogna tagliare la spesa, ma che questo non basta se non dai una speranza alla gente, se non rendi esplicito come vuoi ridisegnare la Regione. Per farlo servono le forze politiche, non basta che ogni assessore faccia bene il proprio pezzo di lavoro”.

Ma dell'esigenza di un rapporto profondo si parlava ai tempi del Crocetta bis. Anche per questo nacque il Crocetta ter...
“È questo il punto che va definitivamente sciolto. Il rischio è che il governo si trovi a giocare a mosca cieca. Occorre dare priorità alle riforme, alla programmazione, alla questione dei rifiuti , insieme alla riforma della pubblica amministrazione. Nell'immediato mi aspetto un confronto vero sulle società partecipate. Su tutto questo bisogna riprendere l'iniziativa. Fare capire al governo nazionale che c'è una maggioranza coesa e che Roma non si può tirare indietro”.

Lo ha già detto prima. C'è il rischio allora che Roma si tiri indietro?
“Io vedo un fatto: negli ultimi dieci anni la Sicilia è stata un grande serbatoio da cui attingere risorse ma non è riuscita nemmeno a denunciarlo perché è stata governata alla giornata, non si è saputa difendere dall'accusa di essere la regione degli sprechi.”

Parla dei fondi Fas?
“Parlo di tutto. Di un bilancio decurtato via via negli anni. Di fronte a questo serve una programmazione di lungo periodo. Certo, serve anche il risparmio e ben venga l'adeguamento del sistema previdenziale dei regionali e tutto quello che asciuga privilegi che non hanno giustificazione alcuna”.

Ma non ci si può limitare ai risparmi, se ho ben capito...
“Sì, non si può solo sforbiciare. Devi indicare una rotta. Utilizzare l'autonomia per costruire le misure che attraggono investimenti. Il potenziale c'è”.

Non sembra che in questi anni l'autonomia sia servita a questo. Non trova?
“L'autonomia senza responsabilità e programmazione banalmente non esiste. Noi abbiamo avuto un'autonomia senza risorse o con risorse utilizzate male. Cioè una autonomia fatta di carte bollate”.

E secondo lei ha ancora senso parlarne?
“Sì, se la sai modernizzare, altrimenti non resterà nemmeno la carta. L'autonomia non può essere un piccolo centralismo palermitano, l'autonomia la interpreti decentrando le competenze verso il basso e facendo della regione il luogo della programmazione”.

E sì, ma proprio in questo senso c'è all'Ars un disegno di legge di riforma sulle ex province che attende di essere affrontato da mesi...
“Io sono il primo che ha fato notare anche con una certa veemenza che le cose non hanno funzionato. Ora non ci sono più alibi per nessuno. Per questo ho chiesto una sede di discussione. Viceversa ci troviamo guardare, come spettatori di una partita di tennis, la pallina muoversi da una parte all'altra del campo. Non è per stare a guardare che si vincono le elezioni”.

http://livesicilia.it/2015/01/26/raciti-basta-perdere-tempo-i-partiti-non-possono-rimanere-spettatori_590547/

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ASSUNZIONI E SINDACI, CROCETTA DÀ LO STOP A BACCEI: BISOGNA CAMBIARE LA MANOVRA



REGIONE
 


Assunzioni e sindaci, Crocetta dà lo stop
a Baccei: bisogna cambiare la manovra



Oggi vertice di maggioranza. Il presidente: «Non può essere una Finanziaria della disperazione ma della speranza. Investiremo nel settore dei trasporti»



assunzioni, manovra, regione, sindaci, Sicilia, Politica


PALERMO. «La Finanziaria scritta dall’assessore Baccei è solo una bozza. Ci sono cose che il governo non condivide. E, soprattutto, non può essere la Finanziaria della disperazione ma quella della speranza»: appena rientrato a Palazzo d’Orleans dopo un periodo di riposo forzato, Rosario Crocetta è stato costretto a convocare (per stamani) un vertice di maggioranza per spegnere le proteste degli alleati.

Il presidente ha registrato le fibrillazioni di Udc, Pd e Sicilia democratica dopo le anticipazioni del testo della Finanziaria pubblicate dal Giornale di Sicilia. E per questo motivo manda subito un messaggio: verranno modificate le norme che prevedono tagli agli stipendi dei sindaci e assunzioni nella pubblica amministrazione. Mentre accanto a misure di rigore Palazzo d’Orleans proporrà anche investimenti, dunque spese.

Il presidente avalla i tagli ai dirigenti regionali, i prepensionamenti e la riduzione degli assegni di quiescenza del 20% che Baccei ha inserito nella sua bozza di Finanziaria e ricorda però che «queste sono norme che ho sempre proposto io e che l’Ars mi ha bocciato». Crocetta corregge invece l’assessore su un punto cruciale della sua manovra, le assunzioni: 900 alla Regione dopo i 2.500 prepensionamenti, 300 all’Arpa e qualche decina nella partecipata Parco scientifico e tecnologico oggi guidata da amministratori vicini all’area renziana. «Sarebbe una follia - precisa Crocetta - lo Stato non ci darebbe mai il via libera ai prepensionamenti sapendo che vogliamo fare assunzioni. E anche la Corte dei Conti non sarebbe d’accordo. L’unica soluzione dopo i tagli è la mobilità».

Ma Crocetta ha registrato anche le proteste di tutti gli alleati per un’altra norma che Baccei ha inserito nella sua bozza: il taglio degli stipendi ai sindaci e ai consiglieri comunali. Una misura che l’assessore all’Economia venuto da Roma ha pensato per recepire norme nazionali di rigore finora ignorate in Sicilia. Ma per Crocetta «non è vero che i sindaci guadagnano troppo. Il loro stipendio è inferiore a quello di un direttore generale. E alcuni abbandonano il lavoro per dedicarsi all’amministrazione. Non possiamo tagliare loro i compensi. Magari lo si può fare a chi fa ha mantenuto anche il lavoro da professionista». Il presidente vorrebbe correggere anche la norma con cui Baccei punta a ridurre anche il numero dei consiglieri comunali dalla prossima legislatura: «Si può tagliare il numero ma bisogna rivedere la proposta dell’assessore perchè in alcune città si riducono troppo».

LA VERSIONE INTEGRALE SUL GIORNALE DI SICILIA IN EDICOLA


27 Gennaio 2015



Nota
Carissimo Presidente, registri anche le proteste dei lavoratori forestali e non solo quelli dei sindaci e consiglieri comunali che piangono per il taglio degli stipendi.

Presidente, cambiare sì, ma peggiorare no! Quindi:



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SICILIA, ‘IL RE È NUDO’ E SENZA SOLDI DOMANI IL VERTICE DI MAGGIORANZA


Sicilia, ‘il re è nudo’ e senza soldi
Domani il vertice di maggioranza



crocetta profilo


“Con il Dpef messo a in campo dall’assessore Baccei, possiamo affermare che “il re è nudo”. La situazione finanziaria della Sicilia emerge nella maniera più netta. A questo punto il Governo regionale, di cui il Pdr oggi è parte attiva, non ha più alibi. Deve necessariamente dar seguito ai contenuti della relazione assessoriale ed intervenire per la riprogrammazione delle scelte di politica economica regionale, alcune delle quali, secondo le valutazioni tecniche ed oggettive, si sono rivelate tecnicamente effimere o poco conducenti, a voler essere buoni”.
L’attacco, solo parzialmente velato, viene dalla formazione che non ti aspetti. A parlare è il capogruppo del Pdr Giuseppe Picciolo. il partito dell’ex ministro Cardinale, apparso sempre ‘allineato e coperto’ rispetto alle posizioni del presidente Crocetta, alza, sia pur appena, la testa e dice la sua.
“Chiediamo al nostro Presidente Crocetta un vertice tecnico-politico immediato – continua Picciolo – per discutere i temi ed i contenuti della “Relazione Baccei” e comprendere dalla viva voce del massimo esponente economico regionale quale linea sarà possibile seguire per invertire la rotta attuale che, nonostante gli sforzi sinora prodotti, ci porterebbe dritti dritti alla recessione ed al default dell’economia regionale”.
“Oggi più che mai, infatti, i siciliani hanno bisogno di un Governo di alto profilo che un rinnovato sforzo unitario e consapevole possa farci uscire dal baratro in cui lustri di malgoverno ci hanno fatto tristemente precipitare”.
“La richiesta di un confronto tra le forze politiche della maggioranza e il Presidente Crocetta è pienamente condivisa dall’Udc – aggiunge il segretario siciliano della formazione centrista Giovanni Pistorio - Che i partiti della maggioranza e il Presidente della Regione si incontrino – spiega Pistorio – è fondamentale per definire le priorità e i contenuti dei provvedimenti indispensabili, a partire dalla finanziaria, per affrontare questa fase difficile ma è anche una concretizzazione di quella corresponsabilità tra le forze politiche e il Presidente che l’Udc ha sempre auspicato è che è elemento costitutivo dell’accordo politico che ha determinato la formazione dell’ultimo governo Crocetta”.
“Sono convinto – conclude il segretario regionale dell’Udc - che la volontà politica di sostenere il governo, che Udc e Pd hanno sempre confermato, vada consolidata attraverso la piena condivisione dell’azione amministrativa e che dalla sintonia tra il Presidente Crocetta e la maggioranza possa derivare una rinnovata e più efficace azione di governo”.
Naturalmente la prima richiesta era giunta dal pd di Fausto Raciti che è e resta l’azionista di maggioranza di questo governo ma la richiesta degli altri alleati è significativa ed evita che chiunque possa attribuire la richiesta dei dem come nuova esplosione di mal di pancia vari (che pure esistono).
Parole, quelle di pdr e Udc, perfino di buonsenso che danno il bentornato al presidente della Regione, assente da oltre una settimana dalla scena politica per sottoporsi ad un intervento. Niente di grave, per carità. Un intervento estetico, quello a cui Crocetta si è sottoposto, una piccola vanità. un modo di affrontare la vita a cui il presidente della regione non è nuovo (e non sembra proprio si tratti della rinoplastica della quale si è parlato, ma comunque di un intervento estetico al viso).
Ancora con qualche postumo operatorio Crocetta, dunque, è atteso al varco dagli alleati per utilizzare questi tre giorni appena per parlare di Sicilia. Tre giorni perché da giovedì inizia la maratona romana per l’elezione del Presidente della Repubblica, alla quale prenderà parte anche Crocetta insieme ad Ardizzone e a Marco Fallcone, quali grandi elettori siciliani.
Nessun problema in Sicilia resterà Baccei per lavorare alle riforme ed al bilancio, non c’è fretta visto che mancano 3 miliardi e 600 milioni di euro (questo almeno l’ultimo conteggio fatto dalla ragioneria generale secondo quanto riportato oggi da La Sicilia). Di questi 1 miliardo e mezzo vengono a mancare per il complessivo contributo obbligatorio che l’isola da al Paese per il ripiano dei conti nazionali (a discapito dei proprio già martoriati conti). Un contributo che Roma trattiene a monte e dunque al quale Palermo non potrebbe sottrarsi neanche se volesse.
Non c’è fretta, dunque, perché qualsiasi ulteriore passo non potrà essere fatti senza prima il raccordo con Roma e da Roma al momento pensano al presidente della Repubblica. Il 30 aprile, però, si avvicina e con esso diventa sempre più concreto il rischio default. Tre mesi o poco più e poi si vedrà come andrà a finire.
Per rispondere a tutto e a tutti ecco che arriva la convocazione del vertice di maggioranza. I deputati si incontreranno domani alle 14 su decisione del Presidente della Regione. Al tavolo ci saranno i segretari delle formazioni politiche di maggioranza e i capigruppo all’Ars, “per l’avvio – dice Crocetta – del confronto politico-istituzionale sulla bozza-ipotesi di legge finanziaria, concordata tra Presidenza e assessorato all’Economia”.
Ma Crocetta mette subito in chiaro che non vuol sentire lamentazioni “Non è affatto vero che la Sicilia è una terra irredimibile e senza speranza. I siciliani – dice Crocetta – sono un grande popolo, hanno una grande storia e una grande cultura, vivono nell’isola più bella del mondo e sapranno superare l’attuale momento difficile che attraversa il Paese e l’intera Europa. La salvezza dell’Italia è legata fortemente alle politiche di sviluppo della Sicilia e del Mezzogiorno”.
“Ciò può avvenire – conclude il Presidente della Regione – se, insieme al consolidamento delle linee di cambiamento che stanno coinvolgendo la nostra Regione, ci sarà una nuova attenzione europea nei confronti delle politiche di sviluppo del Sud”.

26 Gennaio 2015
http://palermo.blogsicilia.it/sicilia-il-re-e-nudo-e-senza-soldi-gli-alleati-chiedono-vertice-a-crocetta/284763/







26 gennaio 2015

UGL FORESTALI SICILIA SU CRISI DEL SETTORE


Ugl Forestali Sicilia su crisi del settore


La scrivente Organizzazione Sindacale preso atto della situazione in atto e le prospettive nel settore forestale, nelle dichiarazioni diffuse da fonti autorevoli del Governo della Regione, attraverso la stampa e successiva approvazione Dpef 2015-2017 in commissione Bilancio, con riferimento in particolare al prepensionamento di almeno 5 mila operai sia del settore antincendio che dell’Azienda foreste accompagnati in pensione con un incentivo; allo stop al turnover dei forestali; alla riduzione del 20 per cento del comparto antincendio; alla eliminazione delle garanzie occupazionali previste L.R. 16/96.

Delle mancate risposte positive in ordine alla vertenza dei Forestali siciliani.

Sottolineato che il Governo non è consequenziale e neanche capace a trovare soluzioni finanziarie agli impegni presi.

In considerazione del grave stato di tensione esistente e dei rischi sul versante dell’ordine pubblico, la scrivente O.S. nel declinare qualsiasi responsabilità per eventuali turbative che dovessero scaturire dall’esasperazione di chi vede compromesso il proprio futuro e di essere denigrato da dichiarazioni ed impegni non rispettati di esponenti delle Istituzioni pubbliche, disapprova tali comportamenti lesivi della dignità umana e denunciano una situazione allarmante non più governabile.

Pertanto, la scrivente fa un appello alle Istituzioni in indirizzo a rivedere ed eventualmente modificare la proposta inizialmente presentata.

Si preannuncia una massiccia manifestazione in occasione del voto definitivo in Aula, in Piazza Parlamento davanti PALAZZO DEI NORMANNI a Palermo per dire NO allo stop del turnover dei forestali; 

NO alla riduzione del 20 per cento del comparto antincendio; 
NO ALLA eliminazione delle garanzie occupazionali previste L.R. 16/96;
Al Prepensionamento per circa 5000 lavoratori forestali accompagnati in pensione con un incentivo SOLO SE VOLONTARIO;
ALLA copertura finanziaria giornate lavorative di tutto il personale forestale fino a fine anno;
AL riordino del settore forestale con stabilizzazione di tutti i lavoratori forestali (come da nostra. proposta, che indica come impiegare utilmente tutti i lavoratori e quali fondi utilizzare per la copertura finanziaria);
AL rinnovo del CIRL del settore;
AI pagamenti delle mensilità come da ART. 11 del CIRL entro il giorno 15 del mese successivo;
AL pagamento degli arretrati lavoratori antincendio 2006-2008.

26 Gennaio 2015