TUTTO QUELLO CHE SI DEVE SAPERE PER NON FARSI PRENDERE IN GIRO. QUESTA E' LA CATEGORIA PIU' ANZIANA NON STABILIZZATA.





































Papa Francesco:
“Non c'è dignità senza lavoro”









13 Giugno 2012 Facebook. Riscontro del
Presidente Rosario Crocetta

















GRAZIE A VOI RAGGIUNTO 1.000.000 DI VISITE. CLICCA E LEGGI















101NISTI ANTINCENDIO ISNELLO. AZIONE LEGALE PER FARSI RICONOSCERE L'APPARTENENZA AL CONTINGENTE SUPERIORE





09 febbraio 2016

PROFICUO L’INCONTRO DEGLI OPERATORI DEL SETTORE FORESTALE CON I DEPUTATI REGIONALI A MONTEROSSO ALMO



Proficuo l’incontro degli operatori del settore forestale con i Deputati Regionali a Monterosso Almo


foto 4Era da anni che a Monterosso Almo non si svolgeva un incontro importante, delicato, come quello degli operatori forestali e molto partecipato con la massiccia presenza dei lavoratori forestali di tuta provincia Iblea. Coinvolti sindaci i sindaci di Monterosso Almo, Giarratana e Chiaramonte Gulfi, il vice presidente dell’Anci Sicilia, i lavoratori, le organizzazioni sindacali, i deputati regionali,
i rappresentati del Gal e la chiesa con la presenza di padre Marco Diara. 
 
foto 3Hanno partecipato alla conferenza Nello Musumeci, Giorgio Assenza, Gino Ioppolo e Orazio Ragusa. Sono stati portati i saluti di Vanessa Ferreri, assente per precedenti impegni istituzionali. Non erano presenti, anche se invitati a partecipare, Giuseppe Digiacomo e Nello Dipasquale. L’incontro, svoltosi nei locali dell’Auditorium Comunale di Via Roma venerdì scorso, 5 febbraio, è stato ben organizzato dai referenti degli operatori del settore forestale Paolo Canzonieri, Mario Dibenedetto e Giacomo Mazzarello. Il primo cittadino di Monterosso Almo, Paolo Buscema, nel suo intervento, dopo aver salutato tutti gli ospiti presenti e l’intera assemblea, ha tra l’altro ribadito che ” tutti gli operatori forestali hanno bisogno di certezze e non le solite promesse aleatorie. L’economia dei comuni montani iblei (in particolare Monterosso Almo, Giarratana e Chiaramonte Gulfi) è fondata sul lavoro dei forestali. Abbiamo bisogno che venga data dignità a tutti i forestali e fino ad oggi è stata solo calpestata”. Il primo cittadino di Chiaramonte Gulfi, Vito Fornaro, nel suo intervento ha affermato che ” abbiamo un patrimonio boschivo che non è per nulla sfruttato e molte famiglie vivono con il lavoro della forestale”. In rappresentanza del comune di Giarratana ha parlato l’assessore Pagano il quale ha tra l’altro detto che ” il problema dei forestali è molto importante da attenzionare, il bosco per noi è una risorsa insostituibile ed il lavoro dei forestali non deve essere svenduto”. Il vice presidente dell’Anci Sicilia, Paolo Amenta, nel corso del suo deciso intervento ha ribadito tra l’altro che ” è indispensabile rilanciare l’entroterra siciliano proponendo varie ipotesi da discutere e legiferare. La Regione Sicilia è una delle Regioni più povere del mondo e questo ci deve fare riflettere. E’ necessario darsi una mossa in quanto oggi gli enti locali sono arrivati agli estremi da un punto di vista economico”. L’onorevole Giorgio Assenza ha esposto con dovizia di particolari i dati sul settore forestali previsti dalla Finanziaria 2016, da approvare entro il mese di febbraio, che pare che siano meno brutte di quanto si poteva prevedere. Tra le tante l’impegno di far partire i forestali già dal 10 aprile 2016 ed evitare le barzellette del 2015 ed una maggiore interlocuzione con l’Inps e quindi con il Governo Nazionale per garantire un lavoro continuativo per tutto l’anno stornando in un Fondo di Garanzia tutti i soldi che oggi vengono dati per la disoccupazione ed altre indennità. L’onorevole Orazio Ragusa, che fa parte della maggioranza del Governo Regionale, nel corso del suo intervento ha ribadito che ” mi sono sempre lottato per i forestali e tante sono le mie iniziative. Oggi bisogna lavorare affinchè il Governo Regionale vari la riforma della forestale e questo incontro è importante ed interlocutorio. Il 2015 è un anno sicuramente da dimenticare. Il 2016 dovrebbe essere più programmatico. E’ indispensabile mettere in collegamento l’ambiente con la cultura, dobbiamo aprire i boschi alle attività imprenditoriali. Infatti il 5% della popolazione mondiale, secondo una recente statistica, vuole venire nella Sicilia Orientale in vacanza a visitare il territorio di Ragusa e Siracusa e noi dobbiamo farci trovare pronti a riceverli. E’ necessario ed indispensabile darsi immediatamente da fare”. Per ultimo è intervenuto l’onorevole Nello Musumeci il quale in maniera chiara, come è del resto il suo stile, si è chiesto ” Oggi cosa si deve fare per porre fine alla parola ‘lavoratori stagionali’. E’ da 60 anni che ci sono proposte di modifiche ma mai vengono legiferate per una soluzione radicale; forse perchè non vogliono determinati politici e sindacati . Ho avuto assicurazione, in questi giorni, – continua Musumeci – da parte dell’assessore all’Agricoltura Regionale Cracolici che in queste settimane si sta preparando un serio programma di riforma dei forestali. Si pensa di creare una Agenzia dove far confluire tutti i lavoratori forestali ed avviarli tutto l’anno evitando così i 51nisti e 101nisti ed i 151nisti. Sono molto fiducioso in questo progetto. Io e gli altri parlamentari della minoranza ci staremo dietro. Sicuramente ci saranno altre proposte di modifica ma il tutto dovrà concretizzarsi con una proposta di legge che ponga fine, da 60 anni a qua, a questo ‘ calvario’. Il compito dell’opposizione è quello di stimolare mentre quello del Governo Regionale e quello di decidere. Io – ha concluso l’onorevole Musumeci – sono per cambiare sistema e garantire continuità di lavoro”. Sono poi iniziati gli interventi dei rappresentanti sindacali e dei lavoratori. (nelle foto alcuni momenti dell’incontro a Monterosso Almo)

08 Febbraio 2016
Radio RTM Modica






Notizia correlata:










L'AREA ATTREZZATA DI FICUZZA HA BISOGNO URGENTE DEGLI OPERAI FORESTALI


L'area attrezzata di Ficuzza ha bisogno urgente degli operai forestali

 
 



In un momento in cui si parla di far pagare il biglietto di ingresso nei parchi regionali e nelle riserve naturali della regione Sicilia, a nostro giudizio si dovrebbe maggiormente focalizzare l’attenzione sui servizi che questi ambienti possono offrire al visitatore e non alla loro fruizione. Ficuzza una delle più belle riserve della regione Sicilia, dove natura e storia camminano di pari passo, ambiente unico che dovrebbe essere protetto e valorizzato. In passato l’amministrazione forestale ha potuto impiegare con continuità l’operaio forestale, il quale con la professionalità che lo contraddistingue all’interno di questa meravigliosa area si è dedicato: alla difesa dagli incendi, ha realizzato aree attrezzate, aperto strade e sentieri per la fruizione della collettività ha effettuato interventi di rimboschimento per ampliare l’area boscata. Chi si reca oggi nell’area attrezzata realizzata in passato dalle maestranze forestali all’interno della riserva di Ficuzza e utilizzata dalla collettività per trascorrere giornate in piena allegria, lontani dai rumori della città, la trova distrutta e vandalizzata. Oggi assistiamo da parte del governo ad una mancanza di sensibilità verso il bene pubblico naturalistico e storico, la cattiva gestione degli operai forestali sta portando alla mancanza di manutenzione e controllo che si ripercuote negativamente ed inevitabilmente verso la collettività in generale. Tra le attrezzature all’interno dell’area prese di mira dai vandali ci sono anche i servizi igienici, i danni sono notevoli tanto che sono stati temporaneamente interdette all’uso. Il MAB Sicilia spera che la politica e l’amministrazione forestale si svegli, più che mai occorre rivedere la gestione e l’utilizzo urgente dell’operaio forestale, i continui ritardi della finanziaria regionale del 2015 hanno portano una gestione confusa e disordinata degli operai forestali che devono essere già dall’inizio dell’anno attivati per il controllo incendi ed il mantenimento e riparazione dei danni arrecati alle strutture. Strutture che l’amministrazione FORESTALE SICILIANA e principalmente gli OPERAI con dedizione hanno difeso e creato in passato.

08 Febbraio 2016
Presidente MAB Sicilia
Salvatore Ferrara


Fonte: www.mabsicilia.it








ECCO COME SI MANTIENE IL SINDACATO AUTONOMO DEL SIFUS


Dalla pagina facebook
del Sifus


Ecco come si mantiene il Sindacato Autonomo del Sifus




Forestali Siciliani
Per essere chiaro e pedante, ribadisco a tutti che il Sifus, come emerge dal nostro bilancio, vive esclusivamente con i fondi provenienti dalle deleghe sindacali e con quelli provenienti nei comuni in cui siamo presenti, dai servizi che offriamo (disoccupazioni, 730, ecc).
Con i fondi provenienti dalle deleghe e dai servizi, il Sifus finanzia la lotta per la stabilizzazione. La lotta per la stabilizzazione sì finanzia attraverso la presenza del Sifus nei territori. Quando si è presenti si pagano le spese per la casa, luce, telefono, le spese legali, qualche rimborso spesa dettagliatamente motivato. Nonostante la crescita del 2015, il bilancio del 2016, sì prevede lievemente in passivo sia per le giornate in meno lavorate nel 2015, sia per tutte le cause in difesa dei lavoratori (io ed altri 12) che abbiamo attivato, sia per la causa contro mediaset. L'unico modo che il Sifus ha, per arrivare in pareggio o lievemente in attivo è legato alla capacità di dare tutti i servizi agli iscritti nei comuni in cui abbiamo le sedi e che nei comuni in cui non le abbiamo, i nostri iscritti, si affidino ai Patronati Inapi ed Enac (ad Enna e Trapani).
A noi nessuno regala nulla. Lottare per la stabilizzazione significa anche, sostenere il Sifus. 
Maurizio Grosso





ARS. DALLA KORE DI ENNA AI SICILIANI IN AMERICA. FINANZIARIA, ECCO LA GEOGRAFIA DELLE CLIENTELE


ARS

Dalla Kore di Enna ai siciliani in America. Finanziaria, ecco la geografia delle clientele





Pioggia di emendamenti alla manovra. Il capogruppo del Pd ha chiesto di aumentare il contributo per l'Università nella quale lavora. I deputati trapanesi hanno hanno richiesto nuovi stanziamenti per gli eventi e i consorzi della zona. La catanese Raia per i teatri etnei, l'ex sindaco ragusano Dipasquale per Ragusa Ibla. Un itinerario dell'Isola, contributo per contributo. In Commissione approvato il bilancio.


di Accursio Sabella
PALERMO - Paese che vai, clientela che trovi. L'Assemblea regionale offre, ogni anno, un curioso itinerario dell'Isola. Quello scandito dagli emendamenti alla manovra finanziaria che disegnano una immaginaria geografia del “favore”. Da Trapani a Catania, dai teatri agli enti inutili, su bilancio e legge di stabilità anche quest'anno è caduta una pioggia di prebende e contributi. Che ovviamente dovranno passare dal vaglio dell'Aula. Ma sotto certi aspetti, il parlamentare ha già fatto il proprio dovere.

Ieri, intanto, la seconda commissione all'Ars ha esitato il bilancio. Adesso si passerà all'esamente della Finnanziaria. Sulla quale sono stati "appiccicati" oltre 1.500 emendamenti. Ognuno dei quali, in fondo, è come una bandierina piantata dal deputato di turno. Per dire “io c'ho provato” alla gente del proprio “territorio”. Ne sa qualcosa ad esempio la catanese e presidente della Commissione Unione Europea Concetta Raia, i cui emendamenti sono destinati ad aumentare il finanziamento per i teatri del capoluogo etneo: 200 mila euro per lo “Stabile” e 600 mila per il “Bellini”. E in quanto a geografia della clientela, ne sa qualcosa anche un altro deputato del Pd, Paolo Ruggirello: le sue proposte portano tutte accento trapanese: 270 mila euro per la “Biblioteca Fardelliana” e 200 mila euro per l'Ente Luglio musicale trapanese. Finanziamenti richiesti anche da un altro trapanese, il socialista Nino Oddo: Biblioteca Fardelliana di Trapani (+200 mila euro), il Consorzio Universitario di trapani (+400 mila euro), l’Ente Luglio Musicale (+200 mila euro) e l’Istituto di Tecnologia Avanzata di Trapani (+50 mila euro)”.

C'è poi un “coro” agrigentino in difesa degli “Istituti superiori per gli studi musicali”, tra questi, il più noto è proprio il “Toscanini” di Ribera: così, ecco la proposta dell'ex presidente della Provincia di Agirgento Enzo Fontana (Ncd) di aumentare da 200 mila a 600 mila euro lo stanziamento. Un po' meno generosi i tentativi dei “vicini di casa” Roberto Di Mauro (Mpa, aumento fino a 400 mila) e Michele Cimino (Sicilia Futura, aumento fino a 350 mila euro).

Il siracusano Vincenzo Vinciullo, presidente della Commissione bilancio, e vero fuoriclasse dell'emendamento, ha a cuore la salute della provincia aretusea. Così, ecco la richiesta di un milione per il Ciapi di Priolo, 150 mila euro per l'Istituto nazionale del Dramma antico e un milione per Ortigia. Il capogruppo del Pd Alice Anselmo è nata a Palermo, ma tra le altre cose, svolge il ruolo di docente alla Kore di Enna: a quella università ha indirizzato un aumento del contributo di 343 mila euro, per il capoluogo invece ha chiesto 500 mila euro da destinare all'Orchestra sinfonica siciliana. L'ex sindaco ragusano di Forza Italia Nello Dipasquale, oggi al Pd, ha chiesto invece quattro milioni per Ragusa Ibla.

Tra gli emendamenti, poi, spuntano dei “classici”. I finanziamenti, cioè, destinati agli enti che da anni gravitano attorno al pianeta Regione e che in passato erano stati frequentatori assidui della cosiddetta “Tabella H”. Sempre Vinciullo ha infatti richiesto due differenti finanziamenti per il Cerisdi: uno da 300 mila euro e uno da mezzo milione. Lo stesso deputato di Ncd ha poi proposto un contributo ulteriore da un milione di euro per l'Irsap e 1,5 milioni per l'Assocazione allevatori (Aras). Per il Coppem, invece, Giovanni Panepinto (PD) ha chiesto un finanziamento da 280 mila euro, il capogruppo dell'Mpa Di Mauro ha richiesto un milione per i Consorzi universitati e altrettanto per l'Ente porto di Messina. Due finanziamenti da mezzo milione l'uno sono stati proposti invece dal paralamentare del Cantiere popolare Roberto Clemente per l'Istituto per l'incremento ippico e l'Istituto zootecnico, mentre Dipasquale ha chiesto un contributo da 700 mila euro per il Corfilac. Contributi per l'Unione italiana ciechi (intorno al milione di aumento), per la Fondazione Hellen Keller (circa 700 mila euro) e la Stamperia Braille (anche in questo caso oltre un milione in più) sono stati richiesti da diversi deputati, tra gli altri il neo Forza Italia Franco Rinaldi e l'ex compagno di Pd e messinese come lui Filippo Panarello.

E a volte la geografia della clientela supera gli stretti confini dell'Isola. È il caso dell'emendamento voluto dal capogruppo della Lista Musumeci Santi Formica: 50 mila euro per la Confederazione siciliani del Nord America. Una associazione con sede a Licata, ma dal respiro internazionale. Quei soldi serivranno a “rinsaldare i rapporti con i nostri corregionali del Nord America”. Se ne sentiva, in effetti, il bisogno.

CASTELBUONO: L’ASSESSORATO REGIONALE DEL TERRITORIO E DELL’AMBIENTE HA AUTORIZZATO IL PIANO DI GESTIONE DEL BOSCO COMUNALE


Castelbuono: l’Assessorato regionale del Territorio e dell’Ambiente ha autorizzato il Piano di gestione del Bosco Comunale


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Ormai non ci sono più dubbi. L’Assessorato regionale del Territorio e dell’Ambiente (Comando Corpo Forestale), vista la richiesta formulata dalla nostra Amministrazione n.16828 del 10 dicembre 2014 e il parere tecnico di conformità del Servizio 15 dell’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste di Palermo del 22 dicembre 2015 del Piano Economico e di Gestione del bosco comunale al Piano Forestale vigente, previe prescrizioni delle opere e/o attività da eseguirsi ha approvato il Piano economico e di gestione del bosco comunale.

Il Piano di Gestione del bosco comunale è stato redatto dall’agronomo Andrea Puccia e lo studio dello stesso Piano è stato richiesto dal Parco delle Madonie. Il Piano di Gestione del bosco è suddiviso in 18 sezioni di taglio ed è esteso 348.83.35 ettari. La superficie dell’area ricade nelle seguenti contrade: Bosco, Barraca, Canalicchio, Pizzo Castellana, Piano Sempria, Cozzo Luminario, Valle Intera, Valle Girasa, Piano Ferro e Piano Pomo.

«Tutto il bosco comunale di Castelbuono – si legge nel Piano di gestione – negli anni Trenta è stato oggetto di un progetto per il quale è stata elaborata una planimetria, nella quale l’area boschiva è stata suddivisa in 18 sezioni di taglio e di diversa superficie».

Obiettivo del Piano di Gestione è quello di definire un modulo gestionale che, senza trascurare gli aspetti naturalistici ed ambientali, sia in grado di far ripartire un settore economico del tessuto sociale castelbuonese, che nei decenni passati ha fornito reddito e benessere a molte famiglie della cittadina, conferendo al prodotto legno/carbone un maggiore valore aggiunto.
«Per raggiungere questi scopi – si legge ancora nel Piano – ci vuole una corretta gestione del bosco, effettuata sulla base delle normative di settore e che una volta avviato il taglio della Iª sezione si prosegua negli anni, senza bisogno di attendere delibere, gare di appalto, autorizzazioni, pareri e nulla osta vari».


Il vice sindaco con delega alla Tutela Ambientale, Marcello D’Anna ha sottolineato che «anche questo traguardo raggiunto era uno degli obiettivi tra i punti presenti nel nostro programma elettorale. Traguardo che assume sensazione ancor più belle per via delle estenuanti lungaggini burocratiche regionali, basti pensare che il piano di gestione del bosco del Comune di Castelbuono e quindi il progetto esecutivo è arrivato sui tavoli degli uffici regionali il 17 dicembre 2014. Abbiamo portato a casa una vittoria grazie alla nostra testardaggine nel non mollare mai, che ci consentirà di operare dopo tantissimi anni dall’ultimo taglio che risale al 2006 e proseguire per i prossimi 18 anni tanti quanti sono i numeri delle sezioni di taglio. E’ doveroso ringraziare per l’impegno profuso il progettista il dr. Andrea Puccia il distaccamento forestale di Castelbuono nella figura del comandante e il sottufficiale Mario Prestigiovanni. 

08 Febbario 2016
http://www.castelbuonolive.com/castelbuono-lassessorato-regionale-del-territorio-e-dellambiente-ha-autorizzato-il-piano-di-gestione-del-bosco-comunale/








I VOUCHER O BUONI DI LAVORO, POSSONO ESSERE CUMULABILI CON LA DISOCCUPAZIONE AGRICOLA



I voucher o buoni di lavoro,  possono essere cumulabili con la disoccupazione agricola


logo dell'Inps



CHE COS'È IL LAVORO ACCESSORIO

È una particolare modalità di prestazione lavorativa la cui finalità è quella di regolamentare quelle prestazioni lavorative, definite appunto 'accessorie', che non sono riconducibili a contratti di lavoro in quanto svolte in modo saltuario, e tutelare situazioni non regolamentate.
Il pagamento avviene attraverso 'buoni lavoro' (voucher).
Il valore netto di un voucher da 10 euro nominali, in favore del lavoratore, è di 7,50 euro e corrisponde al compenso minimo di un’ora di prestazione, salvo che per il settore agricolo, dove, in ragione della sua specificità, si considera il contratto di riferimento.
Sono garantite la copertura previdenziale presso l'INPS e quella assicurativa presso l'INAIL.

Attenzione. Si precisa che lo svolgimento di prestazioni di lavoro accessorio non dà diritto alle prestazioni a sostegno del reddito dell'INPS (disoccupazione, maternità, malattia, assegni familiari ecc.), ma è riconosciuto ai fini del diritto alla pensione.

VANTAGGI

Per il committente

Il committente può beneficiare di prestazioni nella completa legalità, con copertura assicurativa INAIL per eventuali incidenti sul lavoro, senza rischiare vertenze sulla natura della prestazione e senza dover stipulare alcun tipo di contratto.

Per il prestatore
Il prestatore può integrare le sue entrate attraverso queste prestazioni occasionali, il cui compenso è esente da ogni imposizione fiscale e non incide sullo stato di disoccupato o inoccupato.
È, inoltre, cumulabile con i trattamenti pensionistici e compatibile con i versamenti volontari.

IL 'COMMITTENTE'


I committenti – cioè coloro che impiegano prestatori di lavoro accessorio - possono essere:

famiglie;
enti senza fini di lucro;
soggetti non imprenditori;
imprese familiari;
imprenditori agricoli;
imprenditori operanti in tutti i settori;
committenti pubblici.

Attenzione. Si evidenzia che il ricorso ai buoni lavoro è limitato al rapporto diretto tra prestatore e utilizzatore finale, mentre è escluso che un’impresa possa reclutare e retribuire lavoratori per svolgere prestazioni a favore di terzi, come nel caso dell’appalto o della somministrazione.
L’utilizzo dei voucher in caso di società appaltatrici di servizi è consentito esclusivamente nel caso dell’attività di stewarding in manifestazioni calcistiche.



SOGGETTI CHE POSSONO SVOLGERE LAVORO ACCESSORIO

I prestatori che possono accedere al lavoro accessorio sono:
 

pensionati
titolari di trattamento pensionistico in regime obbligatorio;
studenti nei periodi di vacanza
sono considerati studenti "i giovani con meno di 25 anni di età, regolarmente iscritti ad un ciclo di studi presso l'Università o istituto scolastico di ogni ordine e grado”. I giovani debbono, comunque, aver compiuto i 16 anni di età e, se minorenni, debbono possedere autorizzazione alla prestazione di lavoro da parte del genitore o di chi esercita la potestà genitoriale. Inoltre, in caso di esposizione dei minori ad attività a rischio (in particolare, nei settori dell’industria e dell’artigianato manfatturiero) va presentato il certificato medico di idoneità al lavoro.
Per “periodi di vacanza” si intendono (Circolare n. 4 del 3 febbraio 2005 del Ministero del lavoro e delle Politiche sociali):


a) per “vacanze natalizie” il periodo che va dal 1° dicembre al 10 gennaio;
b) per “vacanze pasquali” il periodo che va dalla domenica delle Palme al martedì successivo il lunedì dell'Angelo;
c) per “vacanze estive” i giorni compresi dal 1° giugno al 30 settembre; 


Gli studenti possono effettuare prestazioni di lavoro accessorio anche il sabato e la domenica in tutti i periodi dell’anno, oltre che nei periodi di vacanza e compatibilmente con gli impegni scolastici. Gli studenti iscritti ad un ciclo regolare di studi universitari possono svolgere lavoro accessorio in qualunque periodo dell'anno.
 

percettori di prestazioni integrative del salario o sostegno al reddito
cassintegrati, titolari di indennità di disoccupazione ASpI, disoccupazione speciale per l'edilizia e i lavoratori in mobilità;


lavoratori in part-time
i titolari di contratti di lavoro a tempo parziale possono svolgere prestazioni lavorative di natura accessoria nell'ambito di qualsiasi settore produttivo, con esclusione della possibilità di utilizzare i buoni lavoro presso il datore di lavoro titolare del contratto a tempo parziale.
 

altre categorie di prestatori
inoccupati, titolari di indennità di disoccupazione Mini-ASpI e Mini-ASpI 2012, di disoccupazione speciale per agricoltura, lavoratori autonomi, lavoratori dipendenti pubblici e privati.
Attenzione: il ricorso all’istituto del lavoro accessorio non è compatibile con lo status di lavoratore subordinato (a tempo pieno o parziale), se impiegato presso lo stesso datore di lavoro titolare del contratto di lavoro dipendente (Circolare INPS n. 49/2013).
 

I prestatori extracomunitari 
possono svolgere attività di lavoro accessorio se in possesso di un permesso di soggiorno che consenta lo svolgimento di attività lavorativa, compreso quello per studio, o - nei periodi di disoccupazione – se in possesso di un permesso di soggiorno per “attesa occupazione”. Il compenso da lavoro accessorio viene incluso ai fini della determinazione del reddito necessario per il rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno, caratterizzandosi per la sua funzione esclusivamente integrativa.

In base a quanto disposto dalla vigente normativa è possibile utilizzare i buoni lavoro in tutti i settori di attività e per tutte le categorie di prestatori.

Attenzione: Fa eccezione il settore agricolo in cui il lavoro accessorio è ammesso per:

aziende con volume d’affari superiore a 7.000 euro esclusivamente tramite l’utilizzo di specifiche figure di prestatori (pensionati e giovani con meno di venticinque anni di età, se regolarmente iscritti ad un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado, compatibilmente con gli impegni scolastici, ovvero in qualunque periodo dell’anno se regolarmente iscritti ad un ciclo di studi presso l’università) e - per l’anno 2014 - soggetti percettori di misure di sostegno al reddito, per lo svolgimento di attività agricole di carattere stagionale;
 

aziende con volume d’affari inferiore a 7.000 euro che possono utilizzare qualsiasi soggetto in qualunque tipologia di lavoro agricolo, anche se non stagionale purché non sia stato iscritto l’anno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli.


LIMITI ECONOMICI PER IL PRESTATORE

L’art. 48 del d.lgs 81/2015 prevede che i compensi economici fissati per il prestatore quali limite annuo, siano “annualmente rivalutati sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati”.

I compensi complessivamente percepiti dal prestatore non possono superare per il 2015, 7000 euro netti (9.333 euro lordi) nel corso di un anno civile (si intende per anno civile il periodo dal 1 gennaio al 31 dicembre di ogni anno), con riferimento alla totalità dei committenti.


Le prestazioni rese nei confronti di imprenditori commerciali e liberi professionisti non possono superare per l'anno 2015, 2.020 € netti (2.693 € lordi) per ciascun committente, fermo restando il limite di 7.000 euro netti, (9.333 euro lordi).

Per prestatori percettori di misure di sostegno al reddito il limite economico è di 3.000 euro  complessivi per anno civile, con riferimento alla totalità di committenti, che corrispondono a 4.000 euro lordi.

N.B. : Per tutte le informazioni sulla compatibilità e la cumulabilità del lavoro accessorio con le prestazioni a sostegno del reddito si rimanda alla circolare n. 170 del 2015.


OBBLIGHI PER IL COMMITTENTE


L'art. 49, comma 3, prevede l'obbligo di comunicare alla Direzione territoriale del lavoro competente, prima dell'inizio della prestazione, attraverso modalità telematiche , ivi compresi sms o posta elettronica, i dati anagrafici e il codice fiscale del lavoratore nonché il luogo della prestazione lavorativa, con riferimento a un arco temporale non superiore ai trenta giorni successivi. Tuttavia, il Ministero del Lavoro, ha chiarito che, nelle more della attivazione delle relative procedure telematiche, la comunicazione in questione sarà effettuata secondo le attuali procedure.


Alla luce di quanto sopra, prima dell’inizio dell’attività di lavoro accessorio, (anche il giorno stesso purché prima dell’inizio della prestazione), il committente deve effettuare la comunicazione di inizio prestazione all’INPS (valida anche ai fini INAIL), attraverso i canali indicati nelle schede relative alle varie modalità di acquisto dei voucher, consultabili nel menu di questa sezione.

La mancata comunicazione all’INPS/INAIL prevede l’applicazione della 'maxisanzione’, di cui all’art. 4, comma 1, lett. a), della Legge n.183/2010 (c.d. 'Collegato Lavoro’), come indicato nella Circolare INPS n. 157 del 7/12/2010.

Inoltre, il committente ha l’obbligo di verificare il non superamento del limite economico da parte del prestatore. A tal fine, dovrà richiedere al prestatore una dichiarazione in ordine al non superamento degli importi massimi previsti, riferita sia ai voucher riscossi nell’anno solare che a quelli ricevuti dallo stesso o da altri committenti e non ancora riscossi.
L’acquisizione di tale dichiarazione costituisce elemento necessario e sufficiente ad evitare, in capo al datore di lavoro, eventuali conseguenze di carattere sanzionatorio.


Leggi questo articolo in formato PDF


Fonte: http://www.inps.it/portale/default.aspx?itemdir=5590








08 febbraio 2016

RICORSO ALLA CORTE EUROPEA PER LA STABILIZZAZIONE. L'AVVOCATO FASANO GARANTISCE CHE NON CI SARANNO ULTERIORI SPESE IN CASO DI RESPINGIMENTO, NE' LEGALI NE' PROCESSUALI













CONCLUSO L'INCONTRO CON L'ASSESSORE CRACOLICI E L'UGL AGRICOLI E FORESTALI SICILIA. ECCO IL RESOCONTO IN ATTESA DEL COMUNICATO STAMPA


Ricevo e pubblico
dal Segretario Regionale 
Ugl Aricoli e Forestali
Franco Arena



Concluso l'incontro con l'Assessore Cracolici e l'Ugl Agricoli e Forestali Sicilia





Abbiamo trattato alcune tematiche come: il recupero delle giornate per l'anno 2015, la risposta nulla da fare. 
Il rimborso chilometrico oltre i 20 km non lo intendono pagare ed invitano a chiedere con l'autocertificazione il rimborso con comunicazione della targa dell'auto e i chilometri percorsi. Al più presto pagheranno le mensilità pregresse tipo maggio e giugno 2015. Per il 2016 si prevede un anno più stabile, siamo stati rassicurati sul piano economico. Per la richiesta di recupero degli arretrati contrattuali 2006 2008 non è escluso che anche per i lavoratori dell'azienda si procederà alla richiesta di recupero delle somme. Per il rinnovo del contratto CIRL non lo ritiene possibile. Per il riordino del comparto forestale si sta lavorando a un testo di legge che sarà presentato alle OO.SS. entro un mese, il testo prevede la divisione del servizio antincendio dall azienda. E prevenzione civile del territorio e salvaguardia. Per le graduatorie abbiamo ricevuto una telefonata dall'Assessorato al Lavoro per confermare l'aggiornameto delle  stesse con pubblicazione il 15 febbraio. Alla fine abbiamo consegnato le nostre proposte. Seguirà comunicato stampa. 
Franco Arena 






RIUNIONE A MONTEROSSO ALMO (RG). FORESTALI, PASSI AVANTI


RIUNIONE A MONTEROSSO

Forestali, passi avanti




MONTEROSSO. "I forestali eterno problema?" Su questo tema si è sviluppato venerdì sera a Monterosso Almo un confronto all'intemo dei locali del centro diurno comunale, alla presenza di numerosi deputati regionali. Sono stati infatti invitati a partecipare i deputati regionali Nello Musumeci, Giorgio Assenza, Pippo Digiacomo, Nello Dipasquale, Vanessa Ferreri, Gino loppolo e Orazio Ragusa, oltre ai rappresentanti delle principali organizzazioni sindacali della categoria dei lavoratori forestali. L'incontro ha fatto seguito alla assemblea svoltasi a dicembre nello stesso luogo con una folta rappresentanza di forestali e i deputati Assenza, loppolo e Musumeci. L'obiettivo è stato quello di trovare una intesa sulla stabilizzazione dei lavoratori stagionali, confrontando le proposte dei vari gruppi parlamentari all'Ars. Intanto anche l'on. Vincenzo Figuccia dice la sua sulla vicenda forestali alla luce di alcune novità. "Esprimo soddisfazione per il risultato raggiunto, rispetto all'aver scongiurato il blocco del turn over e al rinnovo delle graduatorie che, consentono il sacrosanto diritto di aumentare le giornate lavorative per gli operai - dice Figuccia - Tuttavia, trovo incredibile il fatto che, ogni anno, i lavoratori si debbono confrontare su questa barzelletta, di cui francamente nessuno ne sente l'esigenza. Nelle commissioni e in aula vigilerò, affinchè venga mantenuta la barra dritta su questi temi che attengono le tutele. Adesso, però, si punti ad una seria riforma che metta davvero fine alla precarizzazione dei forestali e ponga le basi per una loro stabilizzazione, nella logica della produttività sostenibile delle nostre aree verdi". Intanto dopo Monterosso Almo ieri anche a Gangi si è svolta una piccola assemblea con alcuni operatori del comparto Forestale. 
MICHELE BARBAGALLO

07 Febbraio 2016






OGGI IN COMMISSIONE BILANCIO PRENDE IL VIA L’ESAME DELLA MANOVRA 2016. ALL’APPUNTAMENTO SI ARRIVA IN UN CLIMA POLITICO E SOCIALE AVVELENATO DALLE POLEMICHE. OGGI INIZIA LA PROTESTA CON PRESIDIO E SCIOPERO DELLA FAME DI UN GRUPPO DI LAVORATORI DEGLI EX SPORTELLI. DIFFICILE DIRE, IN QUESTA FASE, CHE COSA FARANNO GLI OPERAI DELLA FORESTALE


Ars: oggi prende il via l’esame della manovra 2016 in commissione Bilancio e Finanze



All’appuntamento si arriva in un clima politico e sociale avvelenato dalle polemiche. Oggi inizia la protesta – con presidio e sciopero della fame – di un gruppo di lavoratori degli ex Sportelli multifunzionali. Difficile dire, in questa fase, che cosa faranno gli operai della Forestale e i dirigenti regionali che l’assessore Baccei vorrebbe ‘sacrificare’. Lo scontro sugli inceneritori di rifiuti. Il ‘messaggio’ di Totò Cuffaro ai suoi elettori: i cuffariani che stanno passando con il PD vi stanno tradendo…


La commissione Bilancio e Finanze dell’Ars inizia oggi l’esame della manovra economica e finanziaria 2016 messa a punto dal governo e, in particolare, dall’assessore-commissario, Alessandro Baccei, l’uomo spedito in Sicilia da Renzi. Si comincia con circa mille e 600 emendamenti. Ma si parte, soprattutto, in un’atmosfera politica avvelenata dalle polemiche.

Il quadro politico entro il quale la legge regionale di Stabilità 2016 dovrebbe vedere la luce non è dei migliori. I veri problemi non stanno nelle divisioni tra maggioranza e opposizioni, che alla fine sono fisiologiche; ma nelle divisioni che attraversano la maggioranza, in parte espressione dei drammi sociali, in parte frutto delle spaccature che attraversano la stessa maggioranza di centrosinistra.

In Sicilia i drammi sociali, ormai, non si contano più. Proprio stamattina – e non è certo un caso – un gruppo di lavoratori degli ex Sportelli multifunzionali (operatori esperti in politiche del lavoro) inizieranno a presidiare la sede dell’assessorato regionale al Lavoro in via Trinacria (naturalmente a Palermo). Protestano perché, da dieci mesi vivono senza stipendio. Sono gli effetti dei provvedimenti adottati dal governo Renzi e dal suo ‘luogotenente’ in Sicilia, il già citato assessore all’Economia Baccei, che di fatto ha commissariato i conti della Regione siciliana.

Un personaggio, Baccei, spedito in Sicilia per impoverire 5 milioni di siciliani. O meglio, per drenare risorse finanziare dalla Sicilia pr portarle a Roma, che le utilizzerà in favore delle Regioni del centro Nord Italia. 

A Renzi e a Baccei, per dirla in breve, del destino di migliaia di siciliani che sono rimasti senza lavoro non gliene può fregare di meno. Da almeno due anni hanno incrementato i tagli a carico del Bilancio regionale. A loro avviso la Regione siciliana va messa a ‘dieta’ e se ci saranno persone – tante persone – che resteranno senza risorse e senza protezione sociale, pazienza: a Roma non gliene può fregare di meno.

Baccei, ovviamente, queste cose non le dice. Ma, di fatto, il suo operato porta a questi drammatici risvolti sociali. La protesta degli ex sportellisti che si apre oggi a Palermo è emblematica. Sono circa mille e 800 persone che prima il governo regionale di Raffaele Lombardo e, adesso, il governo di Rosario Crocetta hanno deciso di far scomparire.

Fino ad oggi ci sono riusciti, perché queste mille e 800 persone circa, vuoi perché i sindacati, in Sicilia, al di là delle parole, sono, di fatto, collaterali, se non organici ai governi regionali; vuoi perché gli stessi lavoratori della degli ex Sportelli multifunzionali e della Formazione professionale (altre 8 mila persone per oltre la metà già licenziate) non sono mai riusciti a organizzare una protesta sociale seria: e questi errori, alla fine, si pagano.

Fino ad oggi la forza di Baccei è stata fondata sull’incapacità della società siciliana di esprimere una protesta sociale corale. Questo si è verificato in parte perché le opposizioni non si sono mai cimentate nell’organizzazione di proteste di piazza; e in parte perché quello che resta della sinistra siciliana (ben poco, in verità), nei fatti, non va contro il governo nazionale di centrosinistra.

Oggi, però, ci sono alcuni elementi di novità. C’è, intanto, la protesta degli ex sportellisti che, oltre al presidio permanente, annunciano lo sciopero della fame. Se tale protesta non si limiterà alla presenza di poche decine di persone, ma dovesse invece crescere numericamente, beh, il governo regionale potrebbe avere problemi.

Non solo. Nella manovra 2016 – che rappresenta lo snodo per il sostanziale commissariamento della Regione siciliana operata dal governo Renzi – ci sono due obiettivi che Baccei è più che mai deciso a portare a casa: il blocco del turn over degli operai della Forestale siciliana e il taglio delle indennità a circa 900 dirigenti regionali. 

Lo scontro, all’Ars, si annuncia duro, perché molti deputati regionali non sembrano disposti ad avallare le scelte operate dall’assessore Baccei. D’altra parte, come scriviamo spesso, il commissario inviato dal governo Renzi in Sicilia ha dalla sua parte uno strumento molto ‘convincente’: i 550 milioni di Euro circa che Roma deve ancora erogare alla Regione, in assenza dei quali potrebbe risultare difficile, per il Parlamento dell’Isola, approvare la manovra 2016.

La partita, però, più che dentro l’Ars si gioca fuori da Sala d’Ercole. La società siciliana, nel suo complesso, è in grande sofferenza a causa dei tagli operati dal governo nazionale, che ormai utilizza il Sud in generale e la Sicilia in particolare per far pagare di meno, al Centro Nord le scelte politiche del rigore imposte dall’Unione Europea.

Emblematica, al riguardo, la gestione dei fondi del cosiddetto ‘Patto per il Sud’: erano circa 8 miliardi di Euro destinati alla Sicilia; ebbene, forse, di questi soldi, arriveranno in Sicilia – e non è nemmeno detto questo – sì e no 2 miliardi e mezzo di Euro. Gli altri soldi andranno alle Regioni del Nord.

L’ennesimo scippo che si sta consumando nel silenzio generale della grande informazione italiana che, di fatto, è schierata tutta contro il Mezzogiorno. I tempi di Ugo La Malfa e della sinistra Dc che si battevano per il Sud sono veramente finiti.  

La scolta antimeridionale del governo Renzi i siciliani l’hanno perfettamente capita. Tant’è vero che i sondaggi danno il centrosinistra siciliano in netto ribasso. Questo spiega il perché sono proprio i dirigenti del PD – partito che è il promo responsabile del disastro sociale che oggi colpisce la Sicilia – a invitare i cuffariani ad entrare nel partito Democratico. Così facendo si illudono di limitare la ‘legnata’ elettorale che li aspetta, allorquando i siciliani saranno chiamati alle urne.

Sotto questo profilo, le parole pronunciate in questi giorni dall’ex presidente della Regione, Totò Cuffaro, sono molto indicative. Non si tratta di dichiarazioni estemporanee, ma di un messaggio politico preciso di Cuffaro non ai suoi ex colonnelli in cerca di sistemazione, ma al suo elettorato: ed è il messaggio di un dei pochi politici che sapeva parlare alla gente.

Cuffaro, in queste ore, sta avvertendo il suo elettorato: gli sta dicendo che i trasformisti del suo ormai scomparso schieramento che sono passati (e che continuano a passare), armi e bagagli, nel PD, non sono personaggi da appoggiare. 

Il messaggio deve essere arrivato fino al PD: non tanto ai renziani, che sono i veri interlocutori degli ex cuffariani, quanto all’area del Partito Democratico siciliano che non si riconosce in Renzi. Non è improbabile che, nei prossimi giorni, i contrasti tra le due anime del PD siciliano si acuiscano.


Sotto questo è importante la dichiarazione di Mariella Maggio, parlamentare del PD e presidente della commissione Territorio e Ambiente dell’Ars, che si è schierata contro i due termovalorizzatori che il governo Renzi vorrebbe realizzare in Sicilia non per affrontare l’emergenza rifiuti, ma per organizzare affari, magari in vista delle prossime campagne elettorali.

Al di là dello scontro che si aprirà in Sicilia sui rifiuti, questa vicenda dei due inceneritori dovrebbe fare riflettere i siciliani sugli effetti nefasti che il renzismo sta provocando in Sicilia.

08 Febbraio 2016
http://www.inuovivespri.it/2016/02/08/aes-oggi-prende-il-via-lesame-della-manovra-2016-in-commissione-bilancio-e-finanze/







LA UILA S. MICHELE COMUNICA CHE GIORNO 15 FEBBRAIO VERRANNO PUBBLICATE LE GRADUATORIE DEI FORESTALI IN TUTTE LE PROVINCE. LA NOTA DEL BLOG: GLI AGGIORNAMENTI FORSE NON VALGONO PER TUTTI








Nota

Giorno 15 dovremmo avere le graduatorie aggiornate, però c'è anche un fattore non indifferente da tener presente. In attesa che la Corte Costituzionale decida sulla contestata L.R. 5/2014, gli aggiornamenti dovrebbero valere per tutti tranne dove le graduatorie sono sospese dalle Ordinanze dei Tribunali (Messina, Catania  e Trapani). Lunedì prossimo forse ne sapremo qualcosa di più.



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Sospese le graduatorie in provincia di Catania. Ecco l'ordinanza del Tribunale di Caltagirone

Il 30 novembre scorso, sei lavoratori 151nisti hanno ottenuto dal Tribunale di Messina la sospensione della graduatoria unica distrettuale

Dubbio di legittimitá costituzionale dell'art. 12 della l.r. n. 5/2014. Un 151sta trapanese ottiene dal Tribunale di Marsala la sospensione della graduatoria unica Oti sino alla pronuncia della Corte Costituzionale







MADONIE, ABBATTUTI TRENTA CINGHIALI IN UN MESE: NUOVO STOP PER COLPA DELLA NEVE


IL PIANO

Madonie, abbattuti trenta cinghiali in un mese: nuovo stop per colpa della neve


La carne è stata destinata all’autoconsumo, ma in futuro potrebbe essere venduta



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di Anna Sampino

PALERMO. Nuovo stop al piano di abbattimento dei cinghiali nel territorio del Parco delle Madonie. A fermare le attività stavolta sono state le condizioni metereologiche delle ultime settimane. «La presenza di neve soprattutto nella zona delle Alte Madonie ha costretto a interrompere gli appostamenti – spiega il presidente dell’Ente Parco, Angelo Pizzuto - contiamo di riprendere a fine febbraio». Trenta finora gli esemplari abbattuti in poco meno di un mese e sono in arrivo anche dei grandi recinti per agevolare la cattura degli animali.

Dopo le varie pastoie burocratiche che hanno causato un ritardo nel loro avvio, le attività per il contenimento dei suidi selvatici delle Madonie hanno quindi subìto un nuovo arresto e questa volta a fermare gli interventi ci ha pensato la neve.

08 febbraio 2016
Giornale di Sicilia





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Emergenza cinghiali, via ai piani di abbattimento. A sparare saranno solo figure selezionate: guardie parco, guardie forestali e guardie venatorie

Figuccia (Fi): "basta tentennamenti e ipocrisia. dopo la tragedia di Cefalù e dell'aggressione da parte del cinghiale, servono interventi e norma, per garantire tutele ai cittadini e abbattimento controllato delle specie." a Isnello nasce un comitato

Un anno fa una petizione: ieri il morto innocente. Nessuno è responsabile, non lo sono i forestali che li hanno fatto scappare dal parco, non lo sono i ...Forse l'unico responsabile è il povero Rinaudo che, al pari dello scrivente e degli altri proprietari terrieri, non doveva essere in campagna



07 febbraio 2016

L'ASSESSORE CRACOLICI ALL' INAUGURAZIONE DELL'UFFICIO SERVIZIO PER IL TERRITORIO DI MESSINA, HA SPIEGATO CHE LA FIGURA DEL FORESTALE OGGI È RIVOLTA AD AFFRONTARE LA QUESTIONE DEI SERVIZI. LA NOTA DEL BLOG


Inaugurazione sul viale San Martino


Ufficio Servizio per il territorio Nuova sede e più efficienza


Al taglio del nastro l'assessore regionale Antonello Cracolici




Emanuele Rigano 
Uffici nuovi per segnare una stagione amministrativa diversa, sulla linea della riduzione dei costi chiamata ad animare senza freni la gestione degli enti pubblici. Taglio del nastro nella sede di viale San Martino 62 per l'ufficio Servizio per il territorio di Messina, struttura nata dalla riorganizzazione del Dipartimento regionale che ha assorbito al proprio interno l'ex Azienda foreste demaniali e la Ripartizione faunistico-venatoria e risorse naturalistiche. Il "battesimo" sancito direttamente dall'assessore all'Agricoltura Antonello Cracolici, accompagnato dal dirigente generale dell'Assessorato, Felice Bonanno, che operativamente dialogherà con la struttura. «La decisione di cambiare casa è il frutto di un'azione che tende a risanare e risparmiare - ha spiegato Cracolici -. Abbiamo dimezzato il costo degli affittì garantendo funzionalità al servizio. Si tratta di un immobile di proprietà di un'Opera Pia regionale, dunque le risorse saranno destinate a un ente che le reinvestirà nel sociale». Sul piano generale, il componente del governo siciliano ha cercato di fare chiarezza sulla figura del forestale, così come sulle polemiche che spesso coinvolgono operatori giudicati numericamente eccessivi: «Si dice siano 30 o 25mila, ma sono meno di 20mila, compresi quelli attivi nel servizio antincendio, ma guardando al numero di giornate di lavoro totali, se fossero full time ne conteremmo un totale di 6mila», ha proseguito. Ma al di là delle polemiche, l'assessore ha spiegato che l'attenzione oggi è rivolta ad affrontare la questione dei servizi: innanzitutto protezione civile per avviare un monitoraggio permanente naturale su fiumi, alvei e relativo alla condizioni meteorologiche. E ancora la valorizzazione dei beni sul piano economico, con la produzione di biomassa e il rafforzamento della filiera del legno. Per garantire delle entrate non si trascura il pagamento di biglietti d'ingresso alle Riserve dell'Isola, che permetterebbero al "braccio operativo" di contare su risorse proprie da investire sulla cura dei luoghi. Il personale potrebbe inoltre essere impiegato per servizi locali diretti, oltre che il servizio antincendio in via dedicata ed esclusiva. Insomma, non solo un ruolo di intervento nell'emergenza ma anche e soprattutto nella prevenzione. Messina in questo quadro riveste un ruolo importante per la Regione, lo testimonia la scelta di rivedere alcune dinamiche operative ma anche i progetti inseriti nel Patto per la Sicilia.


Saranno ridotti 
i costi di gestione 
che consentiranno 
di reinvestire risorse 
in attività sociali




06 Febbraio 2016







Nota

Egregio Assessore Cracolici, nel riordino si devono prevedere l'aumento delle giornate lavorative, cioè almeno due soli contingenti: Oti e 151/181nisti.  O si traduca in atti concreti questa legittima richiesta o altrimenti parliamo di aria fritta. Ci auguriamo che coloro che si siederanno al tavolo tecnico lo inseriranno al primo punto come base di partenza, altrimenti rimaniamo precari a vita. Questo è quello che chiedono i lavoratori più anziani non stabilizzati

Maggiore attenzione anche alle posizioni espresse dal Governo sull'Agenzia Unica del Lavoro. Se passa la proposta Renzi/Faraone/Crocetta verranno messi in discussione tutti i nostri diritti acquisiti.



http://forestaliantincendiosicilia.blogspot.it/





 

06 febbraio 2016

MANCANO ALL’APPELLO ANCORA 550 MILIONI PROMESSI DAL GOVERNO RENZI. TRA QUESTI CI SONO CIRCA 100 MILIONI PER I LAVORATORI DELLA FORESTALE E DEI CONSORZI DI BONIFICA


CIRCA 1.500 GLI EMENDAMENTI DA ESAMINARE


Finanziaria, corsa contro il tempo
L’incognita dei 550 milioni ‘congelati’



sala d'Ercole


Come spesso accade, è corsa contro il tempo all’Ars per l’approvazione della finanziaria. E’ mastodontico il lavoro che dovranno affrontare i funzionari della commissione Bilancio, che dovranno esaminarne i circa 1.500 emendamenti.
L’esame di bilancio e finanziaria comincerà lunedì e dovrà essere completato entro giovedì 11 febbraio per consentire all’Aula di effettuare la discussione generale il giorno dopo.


Il dibattito a Sala d’Ercole, secondo quanto stabilito dalla conferenza dei capigruppo, dovrebbe iniziare il 16 febbraio. Intanto il 29 febbraio scade l’ esercizio provvisorio.

Per il momento, è tempo di tirare le somme e capire come agire dato che la coperta è troppo corta.

Mancano all’appello ancora 550 milioni promessi dal governo Renzi, che con la legge di stabilità nazionale ha stanziato a favore della Sicilia 900 milioni di euro. Il disavanzo calcolato per il 2016 è di 1,9 miliardi di euro: 1,4 miliardi, mentre i rimanenti 500 milioni dovrebbero essere ricavati da risparmi della spesa regionale.

Sul bilancio della Regione pesa particolarmente il contributo al fondo sanitario che è del 49,11%, su un ammontare complessivo di 8,6 miliardi circa, quasi 4 miliardi del bilancio regionale, dunque, sono assorbiti dalla spesa sanitaria.

L’assessore Baccei rassicura: anche se i 550 milioni sono ‘congelati’ bilancio e finanziaria potranno essere approvati perché “non cambia nulla – ribadisce – i soldi per potere avviare la spesa ci sono”.

Ciò che si apprezza è comunque l’impegno dell’assessore che in settimana è stato a Palazzo Chigi per sollecitare il trasferimento dei fondi, che dovrebbe avvenire entro giugno. Il governo nazionale, dal canto suo, ha chiesto garanzie sulle riforme che ancora la Regione deve varare. Alcune di queste sono comprese nel disegno di legge di stabilità che le forze di opposizione vorrebbero stralciare per farne dei disegni di legge “ad hoc”.

Tra le somme congelate, ci sono i 173 milioni destinati a cofinanziare i progetti previsti dalla programmazione europea 2014-2020; circa 100 milioni per i lavoratori della forestale e dei consorzi di bonifica. Nel caso in cui non arrivassero i 550 milioni promessi dal governo nazionale si avrebbe il blocco della spesa europea.

Uno scenario che preoccupa non poco i Comuni siciliani, quasi tutti in ginocchio e con grosse difficoltà a pagare gli stipendi e fronteggiare le spese quotidiane.
E’ certo che i 900 milioni stanziati per la Sicilia con la legge di Stabilità a dicembre non bastano a portare il bilancio in pareggio. Servono altri 500 milioni.

L’incognita dei fondi congelati incombe intanto come una mannaia. Il sottosegretario Claudio De Vincenti ha sollecitato a Baccei e Crocetta l’ approvazione di riforme che “permettano di allineare spese e regole della Sicilia a quelle del resto d’ Italia”.

Crocetta e Baccei si sono impegnati a varare una finanziaria che contempli misure di contenimento della spesa per politici comunali, personale regionale, partecipate ed enti regionali.

L’esame dei numerosi emendamenti potrebbe tuttavia riservare sorprese e scontri: il Pdr ha presentato un pacchetto di norme che aumenta i fondi per le imprese, il M5S ha puntato su emendamenti che potrebbero far riscrivere l’intera Finanziaria inserendo, tra le altre misure, l’esenzione dal ticket sanitario per gli inoccupati e finanziamenti per valorizzare i siti Unesco. Intanto mercoledì scorso Forza Italia ha presentato una contro-finanziaria.

06 Febbraio 2016
http://palermo.blogsicilia.it/finanziaria-corsa-tempo-lincognita-dei-550-mln-congelati/324878/