TUTTO QUELLO CHE SI DEVE SAPERE PER NON FARSI PRENDERE IN GIRO. QUESTA E' LA CATEGORIA PIU' ANZIANA NON STABILIZZATA.





































Papa Francesco:
“Non c'è dignità senza lavoro”









13 Giugno 2012 Facebook. Riscontro del
Presidente Rosario Crocetta

















GRAZIE A VOI RAGGIUNTO 1.000.000 DI VISITE. CLICCA E LEGGI



















101NISTI ANTINCENDIO ISNELLO. AZIONE LEGALE PER FARSI RICONOSCERE L'APPARTENENZA AL CONTINGENTE SUPERIORE







23 novembre 2014

COME RISCALDARE LA CASA DI CAMPAGNA CON ENERGIA PRODOTTA DA BIOMASSA, SENZA COMBUSTIONE E A COSTO ZERO. ESPERIMENTO RIUSCITO A PETRALIA SOPRANA. IL VIDEO



Riscaldare casa a costo zero, esperimento riuscito a Petralia Soprana. Il video



Riscaldare casa a costo zero, esperimento riuscito a Petralia Soprana. Il videoNon costa nulla, non inquina e produce compost di ottima qualità

Esperimento riuscito a Casadesalici, a Petralia Soprana, dove Calogero D'Alberti ha dimostrato ai  tanti ospiti e visitatori, venuti anche dalle province di Messina, Ragusa e Catania, come riscaldare la casa di campagna con energia prodotta da biomassa, senza combustione e a costo zero. Da un cumulo di materiali: il cosiddetto“marrone e verde”, nella fattispecie fieno grosso, fascine-canne e concime di cavalli, quale “attivatore”, di circa 20 metri cubi,  si è generata una precaldaia che riscalda l’acqua  per i sanitari e per il riscaldamento.

Altro elemento di assoluta rilevanza è che il processo dimostrativo messo in atto da D'Alberti non ha scarti di produzione, poiche al termine del ciclo di surriscaldamento della biomassa utilizzata si ottiene del compost di ottima qualità che può essere comodamente riutilizzato per fertilizzare l'orto o il frutteto del villino o della casa di campagna. Un cerchio che si chiude magicamente risparmiando denaro ed ambiente. 

Ai presenti è stata data la possibilità di toccare l'acqua che scorreva già a 40 gradi. In Italia, Jacopo Fo, in Umbria utilizza questo metodo, sperimentato da Jean Pain, per riscaldare la piscina del suo Alcatraz. D'Alberti ha voluto condividere il suo esperimento con gli altri perchè crede nell'idea di comunità e nelle potenzialità del territorio madonita. Questo è un esempio da guardare e a cui ispirarsi per fare crescere la cultura e l'educazione alla sostenibilità e dare una marcia in più alle Madonie. Il cumulo che D'Alberti ha messo a punto potrebbe dare vita al riscaldamento di una casa di campagna fino a diciotto mesi, a costo zero e senza inquinare.
Mirella Mascellino








Scheda Caldaia per produzione di energia da biomassa senza combustione
Come riscaldare la propria casa senza bruciare ne consumare nulla e a costo zero

Caratteristiche e vantaggi:

· il cumulo riutilizza i materiali di scarto che produce l’azienda

· non vi è combustione né produzione di gas

· non produce cattivo odore

· al termine del processo il materiale organico si sarà trasformato in compost di qualità, da utilizzare per migliorare sensibilmente il terreno agricolo immettendo nutrienti e biologia positiva

· il materiale organico usato per riscaldare la casa avrà, alla fine del processo, migliorato la sua qualità; si può,  quindi,  affermare che nel riscaldare la casa  non si ha un costo,  ma piuttosto un guadagno

· non si produce alcun materiale di scarto

Informazioni generali sul compost caldo

Il processo di trasformazione della materia organica in compost può essere attuato tramite il cosiddetto  “compost caldo” che si ottiene realizzando un cumulo di almeno 1 metro cubo di materiale organico.

 E’ necessario individuare le tipologie e le quantità dei materiali utilizzati (secco=carbonio, verde= azoto più altri materiali in minore quantità) e realizzare correttamente gli strati aggiungendo un attivatore carico di batteri. Si avvia cosi un processo di fermentazione aerobica che produce calore. Controllando che la temperatura si mantenga in un certo range,  si seleziona la flora batterica e si ottiene un compost di alta qualità.

15 Novembre 2014
Madonie Press







FESTA DELL’ALBERO. GLI ALUNNI DELLE SCUOLE MADONITE E TERMITANE UNITI PER “ABBRACCIARE L’ALBERO”. UN'OCCASIONE PER RICORDARE CAPITANO EMANUELE BASILE. ROSARIO SCHICCHI: RAPPRESENTANO LA FORZA DELLA NATURA E DELLA VITA E LA PERENNITÀ DEI BOSCHI IN CUI INSISTONO


Festa dell’Albero. Gli alunni delle scuole madonite e termitane uniti per “abbracciare l’albero”. Un'occasione per ricordare Capitano Emanuele Basile. Rosario Schicchi: « rappresentano la forza della Natura e della Vita e la perennità dei boschi in cui insistono»



Il 21 novembre è la giornata dell’albero e viene festeggiata in tutta l’Italia e tutta l’Europa. Questa è la XX edizione e Legambiente ha avviato una campagna, “Abbraccialo! Battiamo il Guinness World Record per il più grande gesto d’amore per la natura! 21-23 novembre 2014”.
Un flash mob, un abbraccio simultaneo in contemporanea, in Italia e all'estero, avvenuto venerdì alle ore 12.
Una mobilitazione nazionale, che porterà migliaia di italiani ad un abbraccio simultaneo, rivolto ai propri alberi. Un gesto semplice che permetterà di ricordare l'immenso valore del nostro "tesoro verde". Legambiente invita tutti al più grande gesto d’amore per la natura, l'abbraccio è il mezzo attraverso il quale si vuole ricordare l'importante ruolo svolto dagli alberi sul nostro territorio, nei boschi così come in città; gli alberi come veri e propri presidi contro il consumo di suolo, il rischio idrogeologico; senza dimenticare l'importante funzione sociale svolta in ambito urbano. Per quest’anno in particolare Legambiente, ha voluto che la campagna oltre che ad un abbraccio alla natura fosse un abbraccio alla conoscenza e alle scuole, un momento di riflessione su come deve essere una "buona scuola”. Sono stati diversi gli avvenimenti celebrati nel nostro territorio in occasione della festa dell’albero.



A Castellana Sicula i protagonisti sono stati i ragazzi, come auspicato da Legambiente, l’Istituto comprensivo di Castellana Sicula, in collaborazione con Legambiente, il Comune di Castellana e  il Parco delle Madonie, ha celebrato la "Festa dell'Albero" organizzata dal  Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze. Ad aprire i lavori è stato il Dirigente scolastico, Martino Spallino, che ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa per coinvolgere e sensibilizzare i bambini sull’importanza di salvaguardare l’ambiente, e in particolare gli alberi che rappresentano un elemento essenziale per il benessere del territorio e del pianeta. Il sindaco, Giuseppe Di Martino, si è complimentato con gli studenti per l’iniziativa e ha manifestato la sua disponibilità  verso le proposte provenienti dal C.c.r.r. Presente anche il  Presidente del Parco delle Madonie, Angelo Pizzuto, che nel suo intervento ha sottolineato  la fattiva operosità della scuola di Castellana che da anni, attraverso il Progetto “Coloriamo il nostro futuro”,  costituisce un solido punto di riferimento per la diffusione dell’educazione ambientale e per  la valorizzazione dei Parchi.

La parola è passata al mini-sindaco Oriana Valenza e di seguito al mini-assessore all’ambiente Fabrizia Di Maria che si è soffermata in particolar

modo sulle origini della festa dell’albero, una delle più antiche cerimonie nate in ambito forestale, collocandola anche nel contesto storico-culturale.  Ci si è recati, dunque, presso il giardino della scuola dove, sotto gli occhi curiosi ed attenti di bambini  e ragazzi, sono stati piantumati due alberi di ulivo e un abete.



La giornata si è conclusa con la conferenza sugli Alberi Monumentali delle Madonie a cura del Prof. Rosario Schicchi, docente di Scienze Agrarie e Forestali dell’Università degli Studi di Palermo, che ha catturato l’attenzione di grandi e piccini  mostrando le immagini di  diversi esemplari plurisecolari dalla Roverella, alla Quercia, agli ulivi che come ha sottolineato lo stesso professore «con il loro possente fusto e il vigoroso apparato radicale affondato nel suolo, rappresentano, nello stesso tempo, la forza  della Natura e della Vita e  la  perennità dei boschi in cui insistono. Pertanto questi monumenti della natura sono i più fedeli testimoni della storia vissuta dal nostro territorio nel corso dei secoli e delle comunità che li hanno saputi preservare fino ai nostri giorni».  Grazie  all’entusiastico supporto dei docenti è stata  realizzata la mostra  dal titolo: "DiversAlberi" con gli elaborati grafici realizzati da tutti gli  alunni dell'Istituto Comprensivo che ha ottenuto l’apprezzamento di tutti i presenti.


Uno degli eventi più belli è stato celebrato all’istituto comprensivo di Petralia Soprana, dove è stata organizzata la festa dell’albero a Raffo, un mix di memoria e legalità, ricordano con un albero di ulivo il capitano dei carabinieri Emanuele Basile, barbaramente ucciso dalla mafia il 4 maggio del 1980. La cerimonia è stata organizzata dal Centro Studi di Epifanio Li Puma, la manifestazione ha coinvolto i ragazzi dell’Istituto Comprensivo di Petralia Soprana che hanno piantato l’ulivo che loro stessi hanno dedicato all’ufficiale. All’appuntamento erano presenti gli assessori del Comune di Petralia Soprana Leonardo La Placa e Rosario Lo Dico, il Dirigente Scolastico Francesco Serio, i familiari del sindacalista Epifanio Li Puma ucciso dalla mafia ed altra gente.

Un messaggio di apprezzamento per l’iniziativa è arrivato ai ragazzi dal sindaco 


Pietro Macaluso e dal Presidente del Consiglio Leo Agnello. Emanuele Basile è un eroe dei nostri giorni che spesso viene dimenticato, quando venne ucciso aveva solo 31 anni e con lui c’era la figlia di quattro anni e la moglie. Il giovane ufficiale è stato ucciso con vari spari alle spalle dai killer della mafia Armando Bonanno, Giuseppe Madonie e Vincenzo Puccio. L’uccisione del capitano Basile è da legare alle indagini che stava svolgendo il commissario Boris Giuliano prima di essere ucciso e alla sua intraprendenza che lo aveva portato a scoprire l’esistenza di traffici di stupefacenti e ad arrestare su sua iniziativi vari mafiosi della cosca del corleonese.

 


A Petralia Sottana la festa dell’albero è stata celebrata in contrada S. Agnello con la partecipazione delle classi prime, seconde e terze della scuola primaria e della classe terza della scuola secondaria di primo grado. Presenti il Sindaco Santi Inguaggiato, il Vice Sindaco Giuseppe Bongiorno, l'Ass all'Ambiente Leonardo Neglia e l'Ass alla Pubblica Istruzione Alessandro Valenza. La cooperativa Petraviva Madonie che fornito 15 piante, le relative schede tecniche e i tutori. Le piante donate sono 1 sorbo, 1 nespolo d’inverno, 2 azzeruoli, 2 mandorli, 2 ciliegi, 2 meli, 5peri, di varietà tutte differenti ed endemiche del territorio.

A Termini Imerese la festa dell’albero è stata organizzata allo “I.e.m.s. Rosina

Salvo”, plesso che fa parte dell’Istituto comprensivo Paolo Balsamo. Hanno aderito il Rotaract Club Termini Imerese con la collaborazione attiva del Comune di Termini Imerese. L'iniziativa è stata seguita dall'Assessore all'istruzione, Donatella Battaglia, con la collaborazione del personale docente e non, del plesso Rosina Salvo. Durante la mattinata gli alunni della scuola hanno assistito alla piantumazione di un albero, effettuata presso lo spazio verde della scuola stessa. Inoltre quest’anno è stato compiuto un gesto concreto per parlare al cuore di chi ama veramente la natura con un messaggio: “Abbracciare un Albero”... per accendere i riflettori sul patrimonio territoriale di biodiversità e per gratitudine verso i nostri amici che regalano aria pulita, ombra e frutti”. Alla festa erano presenti le maestre Anna Lavignani e Maria Concetta Galioto. Il sindaco Totò Burrafato, accompagnato dall’assessore all’Istruzione Donatella Battaglia, ha assistito alla piantumazione delle piante che sono state sistemate nel giardino della scuola. «Sono soddisfatto - ha dichiarato Burrafato - della prova di alta sensibilità messa in campo dal Rotaract e da Legambiente. Ho visto i bambini entusiasti che certamente ricorderanno i valori dell'iniziativa. Alberi ed ambiente vanno di pari passo. Senza questi valori non c'è futuro. Ben venga ogni iniziativa che va in questa direzione».

Alimena si è molto impegnata quest’anno nell’organizzazione della giornata dedicata all’albero ed è stata inserita pure da Legambiente nel proprio sito sulle manifestazioni che si sono celebrate. Sono stati piantati arbusti di Tuia all’istituto comprensivo “Gabrio Casati”, roverelle e querce di sughera al boschetto piazza Antonio Alimena. I bambini della scuola dell’infanzia si sono esibiti in un canto, “Amico Albero”; gli stessi bimbi insieme ai ragazzi della scuola primaria, poi hanno cantato “La Festa Degli Alberi”. I ragazzi più grandi della scuola media hanno raccontato filastrocche sull’albero. All’evento presente il sindaco Alvise Stracci, gli assessori Giacomo Ippolito e Roberto Tedesco, il consigliere comunale Fabio Cipriano, il commissario superiore Santo Paternò e l’ispettore Romano del corpo forestale. Il Sindaco Stracci e il commissario Paternò hanno tenuto una mini conferenza sull’ambiente presso la sala “E. Balducci” del palazzo comunale.





22 Novembre 2014
http://www.ilcaleidoscopio.info/Notizie_festa_dell_albero__alunni_delle_scuole_madonite_e_termitane_uniti_abbracciare_l_albero__occasione_ricordare_capitano_emanuele_basile_rosario_schicchi___rappresentano_forza__natura_e_vita_e___perennit__dei_boschi_cui_insistono_?idNews=fa1a7127-5538-4d71-a9dd-0045cc30f16e#.VHFqHGcrH1U







VOLANTINO. MANIFESTAZIONE 29 NOVEMBRE A ROMA. AGROALIMENTARE: IL LAVORO CHE VOGLIAMO. PER UNA FORESTAZIONE PRODUTTIVA, PER IL RINNOVO DEL CCNL DEI LAVORATORI FORESTALI ECC...


Manifestazione 29 novembre a Roma. Agroalimentare: il lavoro che vogliamo







21 Novembre 2014
http://www.flaipalermo.it/2014/11/21/manifestazione-29-novembre-agroalimentare-il-lavoro-che-vogliamo/








LA FLAI-CGIL INSIEME A FAI-CISL E UILA-UIL HA INDETTO PER GIORNO 29 NOVEMBRE UNA MOBILITAZIONE NAZIONALE DI TUTTO IL SETTORE AGROALIMENTARE. PER UNA NUOVA E PIÙ EFFICACE GESTIONE IDROGEOLOGICA DEL TERRITORIO, CHE METTA AL CENTRO IL LAVORO FORESTALE PER EVITARE I DISASTRI CHE STIAMO REGISTRANDO IN QUESTI GIORNI, FRUTTO NON DELLE INTEMPERIE MA DELL'INCURIA E DELL'OPERA DISSENNATA DELL'UOMO





“Il Paese si cambia con una risposta al bisogno di lavoro e alla tutela dei diritti del lavoro


 

Il 29 novembre la FLAI-CGIL, insieme a FAI-CISL e UILA-UIL, sarà in piazza per la mobilitazione nazionale di tutto il settore agroalimentare e chiedere una svolta nella politica economica per puntare su agroalimentare, cura del territorio, e Consorzi di Bonifica 

di Alfio Mannino

Segretario Generale

FLAI-CGIL CATANIA



La FLAI-CGIL insieme a FAI-CISL e UILA-UIL ha indetto per giorno 29 novembre una mobilitazione nazionale di tutto il settore agroalimentare. Tale manifestazione si rende necessaria per chiedere una radicale svolta nella politica economica del Paese (svolta non più procrastinabile anche a seguito degli ultimi dati sul prodotto interno lordo resi noti nella giornata di ieri in cui, per il tredicesimo trimestre di fila, si segna un calo), ma anche per chiedere di puntare su un modello di sviluppo in cui abbiano una parte rilevante le eccellenze agroalimentari del Paese, una nuova e più efficace gestione idrogeologica del territorio (che metta al centro il lavoro forestale per evitare i disastri che stiamo registrando in questi giorni, frutto non delle intemperie ma dell'incuria e dell'opera dissennata dell'uomo) e che valorizzi l'attività dei dipendenti dei Consorzi di Bonifica. FLAI, FAI e UILA chiedono, inoltre, al governo di cancellare le misure del Jobs Act che prevedono l'estensione generalizzata dei voucher - misura contro cui 2 anni fa a Catania ci fu la mobilitazione di oltre 10 mila lavoratori - che può provocare la destrutturazione del mercato del lavoro agricolo cancellando diritti previdenziali ed assistenziali per migliaia di lavoratori; e di destinare maggiori risorse agli ammortizzatori sociali.
La FLAI-CGIL di Catania parteciperà alla manifestazione con una folta delegazione di lavoratori dietro lo striscione “FLAI CATANIA” e sventolando le proprie bandiere; e parteciperà portando il proprio contributo di proposte e di battaglie fatte in questi anni nel territorio. Ci saremo per rivendicare una riforma del mercato del lavoro che contrasti seriamente il lavoro nero e il caporalato, sempre più presente nella nostra provincia. Ci saremo per non assistere mai più a quelle scene orribili che vedono i bambini di sei anni privati della loro infanzia e costretti ad andare in campagna a lavorare. Ci saremo per ricordare a quanti chiedono “dove è stato in questi anni il sindacato?” che noi eravamo, siamo e saremo accanto a chi soffre e viene sfruttato, costretto ad accettare condizioni disumane lavorando 10-12 ore al giorno per percepire 25 euro; ed ancora, accanto a chi ha perso il proprio lavoro e a chi percepisce, al massimo, mille euro al mese e che non sta, di certo, a tavola insieme a chi spende mille euro per una cena di gala per stare accanto al Re. Nelle prossime settimane presenteremo un documentario che testimonierà la condizione di lavoro nel comparto agricolo nella nostra provincia, documentario che grazie alla nostra lotta di oggi, ci auguriamo, possa essere presto riposto negli archivi della storia e non diventi mai più “attualità” del futuro.
Il 29 novembre non sarà né una gita né, tantomeno, un ponte, ma sarà una iniziativa di lotta sindacale per dare un futuro migliore al Paese partendo dal lavoro produttivo e dignitoso. Per tutto questo saremo in piazza e saremo in tanti. Il Paese si cambia solo dando una risposta al bisogno di lavoro e alla tutela dei diritti del lavoro. Questa è la modernità.
Catania, 15 novembre 2014


Alfio Mannino

Segretario Generale FLAI-CGIL CATANIA

15 Novembre 2014







OPERAZIONE DEGLI UFFICIALI DEL CORPO FORESTALE E DELLA REGIONE SUL POSSESSO ILLEGALE DI RAPACI. SEQUESTRATI FALCHI PELLEGRINI E CALANDRE NELLA TENUTA DEL «MAESTRO» FALCONIERE


Operazione di pg sul possesso illegale di rapaci

Sequestrati falchi pellegrini e calandre
nella tenuta del «maestro» falconiere



Un giovane falco pellegrino pronto per un'esibizione al pubblico: 
gli si tappano gli occhi con un cappuccio di cuoio per evitare che si impaurisca


Giovanna Quasimodo
Pochi giorni fa il falconiere Agatino Grillo, 55 anni, che molti chiamano «maestro», ha ricevuto la visita della polizia giudiziaria (ufficiali del corpo forestale e della Regione) nella sua tenuta-azienda di contrada Cimino Magliaro di Misterbianco. Grillo è indagato in un'inchiesta giudiziaria condotta dal procuratore aggiunto Giuseppe Toscano per verificare eventuali irregolarità in tema di certificazione Cites (indispensabile per la detenzione di animali selvatici) e verificare l'eventuale possesso illegale di rapaci. A fine ispezione gli sono stati sequestrati due esemplari di falco pellegrino perché la certificazione Cites non appariva regolare, nonché sei tartarughe terrestri (anche loro prive di tracciabilità) e sei esemplari di Calandra, un volatile in via di estinzione la cui detenzione, così come quella dei rapaci, è vietata, in quanto considerata fauna selvatica e, come tale, patrimonio indisponibile dello Stato. Sequestrati anche un Falco Pellegrino e un barbagianni morti. È stata anche trovata attrezzatura in genere usata per la cattura illegale degli uccelli. La polizia giudiziaria ha anche portato via un fucile ad aria compressa con silenziatore (che si sospetta abbia subìto modifiche) e alcune cartucce a pallettoni. Le indagini non sono ancora concluse, perché si stanno rendendo necessarie ulteriori verifiche su quanto sequestrato e, dunque, le responsabilità del falconiere sono da ritenere presunte e tutte da dimostrare. Grillo ha alle spalle alcune sentenze passate in giudicato per detenzione, furto e ricettazione di armi, contraffazione di atti e favoreggiamento personale risalenti agli Anni Novanta.
La notizia colpisce particolarmente perché Grillo è molto popolare negli ambienti della falconeria e viene spesso invitato - a pagamento - in manifestazioni pubbliche a sfondo medievale e nelle scuole, per dare dimostrazioni didattiche.
La falconeria è una tecnica venatoria consentita, ma deve essere praticata nel rispetto delle regole e soprattutto utilizzando rapaci di allevamento accompagnati dai certificati Cites che ne mostrino la provenienza, dato che cacciare i rapaci in natura è assolutamente vietato, tanto meno rubare i loro piccoli.
Indipendentemente dalle indagini in corso, i volontari lanciano un allarme sui furti di nidiacei e sul commercio illegale di rapaci, in particolare dell'aquila Bonelli, una specie richiestissima dai falconieri in Italia e in Europa; si pensi che un esemplare «regolare» di aquila Bonelli, nel mercato legale, ha un costo di circa ventimila euro e dunque i disonesti che li sottraggono ai nidi ne traggono un bel profitto dalla vendita in nero. Un coordinamento formato dalle associazioni Lipu, Wwf, Fondo siciliano per la natura, Man, Ebn e Cooperativa Silene, da anni anni si occupa di prevenire queste pratiche illegali che spesso portano all'estinzione delle speci.
Giuseppe Rannisi, delegato provinciale Lipu, racconta che i volontari, di recente, hanno sventato due furti di nidiacei di aquila Bonelli nell'Agrigentino: «Due di questi esemplari nel giro di pochi giorni erano finiti ad Alessandria, dove sono stati intercettati dalle forze dell'ordine e sequestrati; uno dei due rapaci è stato ritrovato morto, a dimostrazione di quanto questi animali vengano maltrattati; il secondo per fortuna ha potuto riassaporare la libertà».
«Capita spesso - sostiene Rannisi - che gli animali usati dai falconieri subiscano sevizie e vengano tenuti a lungo in gabbie sporche e anguste e per di più a pancia vuota; bisogna distinguere tra falconeria e attività commerciali che spesso servono solo ad alimentare i mercati clandestini. Perciò - conclude il portavoce della Lipu - i comuni che organizzano le manifestazioni a sfondo medievale dovrebbero pensarci due volte prima di offrire al pubblico spettacoli che di culturale hanno poco o niente».


22 Novembre 2014







IL GOVERNO CROCETTA HA RITENUTO OPPORTUNO CHE I SOLDI PER IL RISANAMENTO AMBIENTALE VENISSERO STORNATI ANCHE PER PAGARE I LAVORATORI FORESTALI



Le bonifiche restano una chimera

Priolo, la Regione storna parte dei finanziamenti per altri scopi. Protestano i deputati



La bonifica di un sito contaminato, come quello di Priolo,
permetterebbe di ripristinare condizioni ambientali salutari 
 per la popolazione e avere sia effetti benefici che il rilancio 
 produttivo, sociale ed economico dei territori degradati


Bonifiche, ancora una volta, in stand by. Da parte della Regione sono stati stornati e impegnati per altri fini, infatti, parte dei soldi relativi al Piano di risanamento e alle bonifiche.
Quindi, le bonifiche del sito Priolo possono attendere e diventano, più che mai, una chimera come denunciano i deputati regionali.
La bonifica di un sito contaminato, come quello del "sito Priolo", permetterebbe di ripristinare condizioni ambientali salutari per la popolazione e avere sia effetti benefici che il rilancio produttivo, sociale ed economico dei territori degradati.
Una Regione attenta a queste problematiche si sarebbe immediatamente interessata a fare partire le bonifiche. Invece, per la Regione siciliana altre sono le priorità.
Infatti, il governo di Crocetta ha ritenuto opportuno che i soldi per il risanamento ambientale venissero stornati per elargire, anche, borse di studio, come è stato accertato dal deputato grillino Stefano Zito, mentre quelle per le bonifiche, sebbene in parte, come è stato riferito dal deputato di Nuovo centrodestra, Vincenzo Vinciullo, sono stati prelevati per racimolare 518 milioni di euro che con la Finanziaria Ter sono serviti a riparare il buco che si era aperto nel bilancio.
E così è stato possibile pagare i lavoratori forestali, i dipendenti delle ex Province e del Ciapi e per i trasferimenti dei fondi ai Comuni.
Quindi, a questo punto sia le interrogazione che ha presentato il deputato nazionale Sofia Amoddio, sia quella presentata dal deputato regionale Marika Cirone Di Marco hanno avuto la medesima risposta: se le bonifiche nel sito Priolo non partono la Regione siciliana ha le proprie responsabilità. Sofia Amoddio, nell'incontro avuto al ministero dell'Ambiente, con il ministro Galletti e con il sottosegretario Silvia Velo, è venuta a conoscenza che i soldi che erano stati assegnati, nell'ultimo accordo di programma del 2008, di fatto, non sono stati mai utilizzati.
Parte dei soldi dovevano servire a rimodulare il Piano di risanamento ambientale che risale al 1999. Quindi dovevano essere utilizzati per installare il Simage (Sistema integrato di monitoraggio ambientale e gestione delle emergenze); per il Piano di monitoraggio regionale e un inventario delle sostanze inquinanti.
Il sottosegretario Velo ha garantito a Sofia Amoddio che convocherà immediatamente la Regione siciliana per coordinare e dare esecuzione nel minor tempo possibile ogni intervento necessario. Ma se i soldi sono serviti alla Regione per colmare qualche buco, l'iniziativa del sottosegretario Velo sarà destinata a restare tale.
Per quanto riguarda l'iniziativa di Marika Cirone Di Marco, c'è da dire che è servita a capire la fine che hanno fatto i 50 milioni di euro che il ministero dell'Ambiente aveva destinato al territorio siracusano efinalizzati alla messa in sicurezza della falda acquifera, vincolati all'attuazione alla stipula di un Apq rafforzato. «Dei 50 milioni di euro - afferma Marika Cirone Di Marco - 25 sono stati presi per la Finanziaria Ter. Tuttavia c'è il rischio che i 25 milioni di euro rimasti potrebbero essere cancellati dal dipartimento per lo Sviluppo e coesione sociale, in mancanza di obbligazioni giuridicamente vincolanti. Ogni commento è superfluo di fronte a fatti che parlano chiaro. Sindaci, organizzazioni, enti, deputazione, devono lavorare per evitare il peggio, impegnando il governatore Crocetta ed il nuovo assessore regionale al Territorio e Ambiente ad impegni stringenti, che recuperino tempi, risorse, finalità».
Paolo Mangiafico


22 Novembre 2014








ADRANO. FESTA DELL'ALBERO IERI AL SANTE GIUFFRIDA: PIANTATI ARBUSTI NELL'AIUOLA DELLA SCUOLA ALUNNI IN VERSIONE GIARDINIERI


Adrano. «Festa dell'Albero» ieri al Sante Giuffrida: piantati arbusti nell'aiuola della scuola


Alunni in versione giardinieri


Un momento della manifestazione


Alunni del 1° Circolo didattico, studenti dell'istituto professionale per l'Agricoltura e l'Ambiente, Corpo forestale, assessorato comunale al Territorio e ambiente e anziani dell'associazione «Scuola delle Tre età», ancora una volta insieme per un'attività prevista nell'ambito di un protocollo d'intesa, siglato un anno fa, per attività volte a fronteggiare la dispersione scolastica.
Questa volta l'occasione è stata offerta dalla «Festa dell'albero», celebrata con una serie di iniziative svoltesi ieri mattina al 1° circolo didattico «Sante Giuffrida».

E' stata davvero una festa, che ha fatto registrare momenti di grande coinvolgimento con attività diversificate, naturalmente tutte con un unico intento, quello di diffondere il messaggio della tutela e del rispetto della natura.
La giornata al Cd «Sante Giuffrida», ieri è cominciata con la piantumazione in un'aiuola della scuola di alcuni alberelli: Betulla dell'Etna, Cedro e Sorbo, la cui messa a dimora è stata affidata agli studenti dell'Ipaa, nelle vesti di tutor dei piccoli alunni-giardinieri del primo circolo didattico di Adrano.
Un'azione non solo simbolica perché si intende intensificare le aree a verde della scuola del quartiere Capici, aree che poi dovranno essere curate e seguite nella crescita dagli alunni.
Dopo la piantumazione, centinaia di alunni hanno riempito le gradinate del campetto all'aperto della scuola per assistere alle attività inserite nel ricco programma della Festa dell'albero.
Dopo l'esecuzione dell'inno di Mameli, i bambini hanno sfilato mostrando i cartelloni, realizzati con varie tecniche artistiche, inneggianti al rispetto della natura; e poi le spettacolari coreografie, l'esecuzione di canti, la recita di poesie, il racconto della storia della festa dell'albero e dell'Erbario e alcuni esperimenti scientifici sulla pianta.
SALVO SIDOTI


22 Novembre 2014





ALBERI DAVANTI ALLE SCUOLE E NELLE AREE PUBBLICHE. LE PIANTE SONO STATE DONATE DALLA DIRIGENZA PROVINCIALE DELL'AZIENDA FORESTE. LE NUOVE GENERAZIONI DEVONO SAPERE E IMPARARE L'IMPORTANZA DEL RIMBOSCHIMENTO DELLE AREE E DELLA PIANTUMAZIONE DI PIANTE AUTOCTONE ANCHE FINI DELLA PREVENZIONE DEL DISSESTO IDROGEOLOGICO


Operazione di decoro urbano effettuata in vari punti di Barrafranca


Alberi davanti alle scuole e nelle aree pubbliche


La collocazione degli alberi


Barrafranca. Si è svolra ieri la giornata nazionale Festa dell'albero con l'amministrazione del sindaco Salvatore Lupo e l'assessore comunale all' istruzione Maria Stella Barbagallo, in collaborazione con il Dipartimento azienda forestale e le scuole locali tra cui l'istituto professionale per i servizi per l'agricoltura e lo sviluppo rurale (Ipsasr). Presenti all'iniziativa anche il vicesindaco Alessandro Tambè, l'assessore all'agricoltura Filippa La Loggia, il caposettore ai servizi sociali Anna Schirò. Ha accolto l'invito il presidente del Centro educazione ambientale (Cea) Sicilia, Giuseppe Amato, il quale ha fornito agli studenti alcuni importanti elementi di educazione ambientale così come il sindaco Lupo il quale ha preso la parola nell'auditorium della scuola superiore liceo scientifico, pedagogico e classico "Giovanni Falcone" alla presenza di una folta presenza di rappresentanza delle scuole locali di ogni ordine e grado.
«Bambini, ragazzi, insegnanti ma anche genitori, nonni, volontari e amministratori - afferma Lupo - abbiamo voluto rimarcare con questo piccolo gesto e tutti insieme come c'è bisogno di restituire alla comunità locale spazi belli e accoglienti per una città più vivibile e sostenibile». Dopo l'incontro al liceo "Falcone" nell'auditorium amministratori e studenti si sono recati in vari punti dove sono stati piantumati gli alberi non solo nelle scuole ma da destinare anche in aree pubbliche. La consegna delle piante (sessanta unità) è stato possibile grazie alla dirigenza provinciale dell'azienda foreste.
«Un plauso va a tutti gli studenti presenti in rappresentanza delle scuole locali - afferma l'assessore alla pubblica istruzione, Maria Stella Barbagallo - perché le nuove generazioni devono sapere e imparare l'importanza del rimboschimento delle aree e della piantumazione di piante autoctone anche fini della prevenzione del dissesto idrogeologico».
RENATO PINNISI


22 Novembre 2014





GELA. DOPO L'AZIONE DEI VANDALI CHE HANNO INCENDIATO UNA PALMA. ARBUSTI E MIRTI DONATI DALLA FORESTALE AL PRIMO CIRCOLO


Dopo l'azione dei vandali che hanno incendiato una palma


Arbusti e mirti donati al Primo circolo




l. m.) Cinque arbusti e 20 piantine di mirto e alloro sono stati consegnati ieri mattina al I circolo didattico «Antonietta Aldisio» durante la festa nazionale dell'albero. Un momento di ritrovo, ma anche di rinascita dopo il raid vandalico dei giorni scorsi quando ignoti hanno appiccato l'incendio ad una palma e poi ad alcuni arredi scolastici in disuso. Grande festa tra i bambini, una manifestazione organizzata in collaborazione con il Cav che da qualche anno a questa parte in occasione della festa dell'albero istalla diverse piantine per ricordare i bambini nati durante l'anno precedente.
«Un momento di ritrovo - ha detto il dirigente scolastico Adriana Quattrocchi - ma anche di festa per i nostri studenti i quali provvederanno a piantumare e prendersi cura ogni giorno degli alberelli che il corpo forestale ha donato alla scuola».
Alla cerimonia di ieri era presente fra Rocco Quattrocchi che ha portato il messaggio di San Francesco d'Assisi che amava la natura e gli animali, mentre l'assessore Giovanna Cassarà ed il sindaco Angelo Fasulo abbracciando i bambini e stando con loro hanno ribadito che la scuola è un luogo educativo dove bisogna crescere rispettando le regole e avere nello stesso tempo maggiore attenzione sulla cosa pubblica.
Insomma gli atti di vandalismo, come quello registrato la scorsa settimana, non portano da nessuna parte, anzi deturpano l'ambiente in particolare quando i vandali riescono ad entrare all'interno degli istituti distruggendoli.


22 Novembre 2014





AL PARCO GIARDINO CON 150 BAMBINI DEI TRE ISTITUTI COMPRENSIVI, FESTA DELL’ALBERO CON IL CONTRIBUTO DELL'AZIENDA FORESTE DEMANIALI DI CATANIA. NELL'AREA DEL LUNGO TORRENTE, RIPULITA DALLA FORESTALE, SONO STATE POI MESSE A DIMORA DELLE PIANTE



GIARRE
Festa dell’albero al parco giardino con 150 bambini dei tre istituti comprensivi




m. g. l.) Il parco giardino di Macchia è stato ieri mattina il suggestivo scenario della festa dell'albero organizzata dagli assessorati al Verde pubblico, retto da Salvo Patanè, e alla Pubblica istruzione, retto da Antonino Raciti, con il contributo dell'Azienda foreste demaniali di Catania. Hanno partecipato alla manifestazione circa 150 bambini dei tre istituti comprensivi di Giarre e dell'istituto paritario Sacro Cuore. Nello slargo antistante la statua di Padre Pio i piccoli alunni si sono esibiti in piccole rappresentazioni incentrate sul tema degli alberi. Nell'area del lungo torrente, ripulita dalla forestale, sono state poi messe a dimora delle piante. I bambini hanno così avuto modo di visitare quest'area che è stata del tutto recuperata. Anche l'istituto alberghiero ha dato il proprio contributo alla riuscita della manifestazione. «Abbiamo voluto promuovere con i ragazzi una colazione con elementi semplici» commenta l'assessore Patanè che incoraggia la fruizione adesso del tutto in sicurezza e ultimamente anche attrezzato di giochi per i più piccoli. «E'stata una manifestazione semplice - conclude l'assessore Raciti - ma vissuta con tanto entusiasmo da parte dei bambini anche più dei grandi».

22 Novembre 2014






22 novembre 2014

COMUNICATO STAMPA DEL MAB SICILIA SULL'INCONTRO DI IERI A COLLESANO (PA)



Ricevo e pubblico
da Antonio Gammino
Mab Sicilia
















INTERVISTA AL PRESIDENTE CROCETTA, LA FINANZIARIA CHE SARA': SUI FORESTALI L'IDEA E' QUELLA DI GARANTIRE IL FURURO. DOBBIAMO RIORGANIZZARE LA MATERIA, VANNO IMPIEGATI IN TUTTA UNA SERIE DI ATTIVITÀ. PENSO AL DISSESTO IDROGEOLOGICO, AD ESEMPIO



L'intervista

“Basta con i privilegi dei regionali
Nella mia Finanziaria tagli e prepensionamenti”

di Accursio Sabella

Intervista al presidente della Regione Crocetta: "Alcune prerogative dei dipendenti pubblici sono ancronistiche. Aboliremo la clausola di salvaguardia e introdurremo il sistema pensionistico pre-Fornero. Su questi temi misurerò la serietà e la coesione della mia maggioranza".



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PALERMO - “Certi privilegi sono ormai anacronistici e inaccettabili. Con la prossima Finanziaria riformeremo il pubblico impiego, come avevamo provato a fare già in passato”. Il presidente della Regione torna alla carica. Nella scorsa legge di stabilità, un intero pacchetto di riforme riguardante il personale regionale “saltò via” tra le proteste di politici e sindacati. Ma quel pacchetto sarà quasi interamente riproposto nella prossima manovra: “Almeno capirò se questa maggioranza è davvero coesa, o se invece stiamo solo scherzando”.

Che significa presidente? È pronto a un nuovo braccio di ferro all'Ars? Il tema è molto “sentito” sia in parlamento che fuori.
“Io sono pronto. Ritengo assolutamente irrazionale la bocciatura di quelle norme, qualche mese fa. Adesso voglio vedere chi si metterà di nuovo di traverso”.

In quel pacchetto c'era di tutto: dai prepensionamenti all'abolizione di qualche prerogativa dei regionali. Su cosa punterete?
“Su tutto. A cominciare dai prepensionamenti. Riproporremo il sistema pre-Fornero, con la possibilità di mandare in pensione i dipendenti teoricamente anche a 58 anni”.

Che risparmio comporterebbe questo intervento?
“In base alle prime stime credo che i prepensionamenti farebbero risparmiare alla Sicilia circa 40 milioni in tre anni. Ma si tratterebbe, appunto, solo di uno degli interventi previsti”.

Lei ha parlato anche recentemente della riduzione delle posizioni dirigenziali.
“Il numero di posizioni apicali alla Regione è spropositato. La Corte dei conti ogni anno ci spiega che i dirigenti regionali sono troppi. Noi non possiamo certamente licenziarli. Ma quantomeno ridurremo quelle posizioni, così risparmieremo le indennità accessorie previste”.

In che numero verranno ridotte queste strutture?
“Numeri alla mano, credo che dovranno essere dimezzate. Certo, questo passerà attraverso un processo di riorganizzazione generale della macchina amministrativa”.

E questo intervento invece che risparmi produrrebbe?
“Li abbiamo quantificati in circa nove milioni di euro. E mi riferisco solo ai rami dell'amministrazione”.

Perché? Dove pensate di intervenire?
“Ovviamente le stesse misure dovranno coinvolgere ad esempio le società partecipate, i Consorzi di bonifica e altri enti regionali”.

La Corte dei conti, a dire il vero, ha puntato l'indice anche contro la cosiddetta “clausola di salvaguardia”, l'ha definita una delle “anomalie più risalenti” della Regione.
“E i giudici contabili hanno perfettamente ragione. Noi abbiamo provato già in passato ad abolirla. Non esiste in nessuno stato di diritto una indennità per una funzione che non si svolge. L'aboliremo”.

Ne è così sicuro? Ci aveva già provato qualche mese fa. E invece le norme saltarono fuori dalla Finanziaria.
“Adesso dal punto di vista politico è cambiato tutto. Nei giorni della manovra mi presenterò con una maggioranza finalmente coesa”.

Lei raccontò che durante i lavori per la formazione delle vecchie finanziarie, i deputati fossero condizionati dalle telefonate dei dirigenti regionali. Perché adesso dovrebbe cambiare qualcosa?
“Guardi, questa finanziaria chiarirà almeno una cosa. Mi farà capire se si è raggiunta una vera unità, una vera ricomposizione nella maggioranza o se abbiamo solo scherzato. Questi interventi rappresentano l'Abc. Da qui si deve partire, altrimenti è tutto inutile”.

Insomma, è come se lei stesse ponendo una sorta di “fiducia” su queste norme da inserire in Finanziaria.
“La Finanziaria è sempre un momento in cui si mette in gioco la fiducia della maggioranza nei confonti del governo. Ma dai temi di cui le parlavo non possiamo assolutamente prescindere. Da lì passa tutto. Poi, ovviamente, servirà dell'altro”.

A cosa si riferisce?
“Dobbiamo, in linea generale, allineare il nostro bilancio alla spesa europea. Anche per evitare di cadere nei soliti stereotipi”.

Vale a dire?
“Vede, ho fatto uno studio sulle spese della Regione Lombardia. Sulla forestazione loro spendono anche più della Sicilia, perché utilizzano somme sottoforma di spese per investimenti. È quello che dobbiamo provare a fare anche noi”.

In pratica, l'idea è quella di garantire il futuro di forestali, dipendenti dei Consorzi di bonifica e altri lavoratori, attraverso l'utilizzo di fondi extraregionali: europei e nazionali.
“Esattamente. Dobbiamo riorganizzare tutta la materia. I forestali non possono essere visti come dei rangers. Ma vanno impiegati in tutta una serie di attività. Penso al dissesto idrogeologico, ad esempio. Sto ragionando sulla possibilità di mettere nelle mani di un ente, potrebbe essere l'Esa, il coordinamento di questi Piani complessivi che possono attrarre finanziamenti europei e garantire quindi un impiego più strutturato, stabile dei lavoratori”.

Regionali e forestali, insomma, ci riprova. Poi su cosa interverrete?
“Penso agli affitti, a volte spropositati, e alla vicenda Spi che sarà tutta da chiarire. E penso anche alla Sanità, dove proseguiremo con la lotta agli sprechi. Ma una cosa in questo caso voglio dirla: leggo già le prime polemiche sul mutuo che abbiamo acceso per pagare i debiti. Mi stupisco che a protestare sia ad esempio Forza Italia e per due regioni. Mi chiedo infatti come mai non protestassero quando questi debiti venivano creati. E mi chiedo che destra sia, quella che si oppone a ripagare i crediti vantati dalle imprese. Del resto, in questi giorni di polemiche pretestuose ne ho viste tante”.

A cosa sta pensando?
“Penso al caso delle trivelle. Per qualcuno dovremmo essere l'unico posto al mondo che ha il petrolio e non lo vende. Bisogna chiarirsi: qui costantemente ci si oppone alle possibili nuove entrate e alla riduzione degli sprechi. Non ci sarà mai sviluppo in Sicilia se stessimo sempre dietro a queste storie”.

Nei prossimi mesi, però, la palla passa al parlamento. All'Ars a volte le “buone intenzioni” dei suoi provvedimenti vengono fortemente ridimensionate.
“Non solo questo. All'Ars andiamo avanti, ormai da mesi, con mozioni, discussioni fiume a volte assolutamente inutili. E sostanzialmente abbiamo approvato solo finanziarie. Adesso lancio un appello a tutti. Basta con le polemiche e basta con gli scontri. Serve serietà e rigore. Da parte di tutti. A cominciare dalla mia maggioranza”.
http://livesicilia.it/2014/11/22/basta-con-i-privilegi-dei-regionali-nella-mia-finanziaria-tagli-e-prepensionamenti_567840/

CAPRINI PRIVI DI TRACCIABILITÀ ABBATTUTI SUI NEBRODI. IL PERSONALE INTERVENUTO È RIUSCITO A RACCOGLIERE GLI ANIMALI ALL’INTERNO DI UN OVILE MOBILE GRAZIE ALLA COLLABORAZIONE DI ALCUNI OPERAI FORESTALI



Caprini privi di tracciabilità abbattuti sui Nebrodi da squadra interforze anti pascolo vagante


Diciotto caprini trovati a pascolare sui Nebrodi, nelle zone boschive di Cesarò, sono stati prelevati e abbattuti in quanto privi di qualunque elemento di tracciabilità. E’ questo l’esito dell’attività interforze di ieri, finalizzata al controllo per prevenire o reprimere forme illecite connesse prevalentemente al pascolo vagante e più in generale ad altri comportamenti improntati all’illegalità. Il coordinamento dell’azione operativa è stato affidato all’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste di Messina.
L’attività interforze ha visto impegnati: 5 carabinieri compreso il comandante della Compagnia di Santo Stefano di Camastra; 4 unità della Polizia di Stato; 2 unità della Guardia di Finanza; 16 unità del Corpo Forestale, compresi il comandante del Distaccamento e 2 unità del Nucleo Operativo Provinciale; 6 unità della Polizia provinciale; 5 unità del Corpo di vigilanza del Parco dei Nebrodi; 2 unità della Polizia municipale di Cesarò; 3 unità del servizio veterinario.
pascolo vagante 2Data la vastità, il territorio da controllare è stato ripartito in tre settori, con altrettanti gruppi operativi. Il primo e il secondo, impegnati nelle aree pubbliche demaniali di proprietà del Comune di Troina e gestite dalla locale Azienda Speciale Silvopastorale, non hanno riscontrato nulla di illecito.
Il terzo gruppo si è recato nelle aree pubbliche demaniali di proprietà del Comune di Cesarò, gestite direttamente ai fini dell’esercizio pascolivo, ed esattamente in località Monte Abate e Buffali. In questa area il personale intervenuto ha individuato la presenza di numerosi bovini a pascolo e, dopo averne identificati alcuni attraverso il codice auricolare e il loro riscontro con la banca dati dell’anagrafe bestiame, si è accertato che gli animali appartenevano ad alcuni allevamenti autorizzati al pascolo dal Comune.
Sempre all’interno dell’area demaniale, precisamente a Portella San Antonio/Buffali, sono state intercettati alcuni caprini che vagavano alla stato brado e apparentemente incustoditi. Da una prima osservazione fatta a distanza, si è constatato che gli animali erano sprovvisti di codice auricolare; ciò ha reso dubbia la loro presenza all’interno del demanio comunale, anche alla luce del fatto che il pascolo delle capre è di norma vietato nei boschi. A seguito di approfondimento circa la loro presenza e individuazione dell’appartenenza, il personale intervenuto è riuscito a raccogliere gli animali all’interno di un ovile mobile realizzato al momento con la collaborazione di alcuni operai forestali messi a disposizione dall’ufficio provinciale Azienda Foreste Demaniali di Messina/Ufficio Territoriale di Cesarò.
Una volta radunati gli animali e a seguito di un attento controllo dei veterinari, anche con l’ausilio di lettore ottico, si è constatato che i caprini erano sprovvisti sia di codici auricolari, sia di microchip elettronici. Nell’immediatezza sono stati interpellati alcuni allevatori della zona, compresi i concessionari del pascolo, ma tale ricerca ha dato esito negativo in quanto nessuno dei soggetti interpellati ha dichiarato di essere il proprietario dei caprini.
Constatato che nessuno reclamava gli animali, sono state attivate le procedure previste dalla norma di settore vigente. In particolare si è redatto il verbale di sequestro amministrativo sanitario cautelativo di 18 caprini, sottoscritto dai medici veterinari i quali hanno disposto il contestuale abbattimento e la distruzione delle carcasse, a cause dell’assenza di tracciabilità e di qualsiasi elemento di identificazione. Gli animali in sequestro sono stati prelevati e caricati su idoneo mezzo autorizzato al trasporto di animali vivi con il quale sono stati trasferiti presso il macello di Barcellona Pozzo di Gotto. L’abbattimento è avvenuto oggi.

20 Novembre 2014
MessinaOra.it









NUBIFRAGIO,GLI OPERAI DELLA FORESTALE IN QUESTI GIORNI HANNO AVUTO UN GRAN DA FARE A MARINA DI SAN MARCO IN TERRITORIO DI CALATABIANO, NEL RIPULIRE I RIQUADRI DEL BOSCHETTO DALLE PIANTE ABBATTUTE



Calatabiano (Ct)

Nubifragio, la forestale rimuove gli alberi caduti

Ingenti danni si sono verificati nell'area boschiva lungo il litorale, dall'Alcantara a Sant'Anna

 

La zona ripulita dalla forestale


Procedono da parte dell'Azienda foreste demaniali i lavori di pulitura e di taglio degli alberi di eucalyptus e pini marittimi caduti a seguito del violento nubifragio abbattutosi nei giorni 6 e 7 novembre scorso, con forti raffiche di vento, sul litorale jonico-etneo, causando ingenti danni all'interno della fascia boschiva che si estende dal fiume Alcantara a S. Anna di Mascali. Una visione desolante quella del boschetto, ridotto nell'area della foce dell'Alcantara a un puzzle di vegetazione, già percorso dalle fiamme lo scorso mese di settembre, nei pressi della foce del fiume Fiumefreddo, tra il Comune di Calatabiano e quello di Fiumefreddo. L'incendio di natura dolosa devastò la vicina riserva naturale, il cui rogo, appiccato in località Pianotta, venne domato dai vigili del fuoco e dalla forestale non senza difficoltà a causa del forte vento.
Gli operai della forestale in questi giorni hanno avuto un gran da fare a marina di San Marco in territorio di Calatabiano, nel ripulire i riquadri del boschetto dalle piante abbattute e rimuovere nel contempo dalla vicina reggia trazzera (la cui viabilità risultava interrotta per circa 800 metri verso il fiume Alcantara) gli alberi di alto fusto caduti sull'arteria panoramica a seguito della furia del vento.
Rimane la questione di vitale importanza per l'intero litorale jonico-etneo (flagellato durante il periodo invernale dalle mareggiate), del recupero ambientale dell'intera fascia boschiva, con la ripiantumazione della vegetazione danneggiata e la manutenzione periodica di quella attuale. Un intervento necessario a ricostituire la vecchia barriera frangivento (basti solo pensare alle mareggiate), il cui habitat negli ultimi anni risulta minacciato dalla pressione antropica che aumenta notevolmente durante la stagione balneare, in cui migliaia di bagnanti invadono l'intero litorale jonico.
Salvatore Zappulla


21 Novembre 2014






ADESSO LE GRADUATORIE IN PROVINCIA DI SIRACUSA SONO PIU' VERITIERE E TRASPARENTI





Ricevo e pubblico
da Salvatore Centorbi





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MODICA IN QUESTI GIORNI NEL PARCO DI SAN GIUSEPPE ‘U TIMPUNI, POLMONE VERDE CITTADINO ADIACENTE A PIAZZA FALCONE-BORSELLINO, È STATA EFFETTUATA LA PULIZIA E LA SCERBATURA NELL'AMBITO DELLA CONVENZIONE ESISTENTE TRA IL COMUNE E L'AZIENDA FORESTALE


I siti recuperati e quelli ancora no


La mappa delle aree a verde tra luci e ombre

Via Silla. Per la villetta è ancora in atto un contenzioso tra l'Amministrazione e il gestore dell'area. Il futuro non è ancora definito


La città possiede finalmente una mappa delle aree a verde comunali. Adesso può partire un piano di risistemazione di queste zone, troppe in stato di degrado e abbandono, che necessitano di un intervento.
Modica non si può dire una città immersa nel verde, quantomeno urbano. Se si esclude, infatti, la splendida campagna (in stato brado) che circonda la città, le zone fruibili a verde nei diversi quartieri cittadini non sono poi tante e, queste stesse, sono impraticabili. Si conta qualche albero sparso qua e là nei contesti urbanizzati, taluni sono stati estirpati o tagliati, con l'insorgere di una querelle che non accenna a scemare, con un gruppo di cittadini che non condivide la politica adottata dall'Amministrazione comunale e chiede maggiore attenzione per gli alberi. Poi ci sono delle vere e proprie villette o spazi verdi non più praticabili da decenni. Uno di questi è stato restituito alla città in questi giorni. È la villetta dietro il complesso residenziale sulla Modica-mare, vicino al campetto di calcio che si affaccia sulla Sorda-Sampieri. Non è molto grande, ma adesso è pulita e scerbata a puntino.
Ben più grande è il parco di San Giuseppe ‘u Timpuni, polmone verde cittadino adiacente a piazza Falcone-Borsellino. In questi giorni è stata effettuata la pulizia e la scerbatura nell'ambito della convenzione esistente tra il Comune e l'azienda forestale. L'area si presta non solo alle passeggiate, ma anche allo sport, visto che sono stati risistemati i giochi e le attrezzature sportive che vi sono allocate.
Si attendono buone nuove per la villetta di via Silla, al quartiere Sorda, dove è in atto un contenzioso tra l'Amministrazione e il gestore dell'area. Nella villetta le attrezzature per i bambini sono letteralmente distrutte e quindi pericolose. Necessita anche un intervento nella recinzione. Vero è, infatti, che i muri di delimitazione dello spazio a verde sono bassi, per cui non è difficile accedervi di notte, quando la villetta non è custodita, ma è ancora più vero che da uno degli ingressi laterali che sono sempre chiusi, manca un pilone di pietra, sì che l'accesso è libero per chiunque voglia entrare e deturpare l'ambiente. Un polmone verde all'interno della città è la villa che verte in stato di abbandono al quartiere Dente. Vi è una diversificazione di specie non indifferente, vi è persino una grotta che veniva utilizzata ai tempi della lotta alla sifilide, che ha visto Modica, con lo scienziato Tommaso Campailla, punto di riferimento per tutta l'Europa.
V. R.


21 Novembre 2014






ETNA, OGGI MOBILITAZIONE PER «MEGLIO PARCO CHE SPORCO»


Etna, domani (oggi) mobilitazione per «Meglio Parco che sporco»


Domani (oggi per chi legge), dalle 9, giornata di mobilitazione e grandi pulizie sull'Etna e nell'area protetta con la seconda edizione di "Meglio Parco che sporco", la manifestazione per la bonifica dei siti di discarica incontrollata promossa dal Parco dell'Etna, in collaborazione con le associazioni ambientalistiche e di volontariato del territorio, la Provincia Regionale, i venti Comuni del Parco, il Corpo forestale, l'Azienda Foreste, Confambiente e aperta a tutti i cittadini e alle scuole che vogliono partecipare.
Quest'anno l'iniziativa "Parking, notwasting" farà parte, insieme ad altre importanti manifestazioni organizzate in tutta Europa, della Settimana Europea per la riduzione dei rifiuti (European Week for Waste Reduction, in programma dal 22 al 30 novembre e finalizzata alla più ampia sensibilizzazione sui temi della riduzione, riciclaggio e riutilizzo dei rifiuti.
Dopo il successo della prima edizione, sarà ancora un evento di grande partecipazione e alto valore simbolico. "Portando avanti il prioritario impegno per la tutela, la pulizia e il decoro del nostro territorio Patrimonio dell'Umanità, riproponiamo la seconda edizione, con una mobilitazione e un convolgimento ancora più ampio, sia per quanto riguarda il volontariato, che le sinergie istituzionali e un intervento su scala ancora più vasta sui siti di discarica incontrollata" spiega la presidente del Parco Marisa Mazzaglia.
Anche i marines di Sigonella, insieme a tante associazioni del territorio del Parco dell'Etna - già più di 30 hanno aderito, centinaia di persone - alla Provincia Regionale, a tutti i Comuni dell'area protetta, che metteranno a disposizione attrezzature e automezzi, al Corpo forestale, a organizzazioni del settore (Confambiente), parteciperanno dunque volontariamente alla seconda edizione di "Meglio Parco, che sporco".


 21 Novembre 2014





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Sabato 22 novembre, con inizio alle ore 9, giornata di grandi pulizie sull'etna e nell'area protetta, con la seconda edizione di "meglio parco che sporco". La manifestazione per la bonifica dei siti di discarica incontrollata promossa dal Parco dell'Etna, vede anche la collaborazione del Corpo Forestale e dell' l'Azienda Foreste

1) Perché i forestali non ripuliscono l'Etna? 
2) L'Etna non è pulitissimo, ma la parte demaniale è tenuta bene dalle guardie forestali;
3) Il dibattito sull’Etna;
4) Uil: La Risorsa-Forestali per un grande Progetto Etna;
5) I forestali pronti per la fruizione e la tutela dell'Etna;
6) Anche per Marisa Mazzaglia, Presidentessa del Parco dell'Etna, “l’economia verde è la chiave di volta per lo sviluppo dell’isola”;
7) I ragazzi dell'Ipm di Acireale al Parco dell'Etna per le piante di interesse forestale; 
8) Dolomiti ed Etna, splendore e immondizia;
9)  Sull'Etna Basta sporcizia e lentocrazia;
10) Usi e abusi delle meraviglie dell'Etna;
11) Il corpo forestale a tutela dell'area protetta nel parco dell'Etna;
12) Etna. Stiamo studiando come applicare l'articolo 25 per l'utilizzazione dei forestali;
13) Se l'Etna non è ripulita mettendo in azione i forestali sarà difficile attrarre turismo;
14) Etna. quell'eterno conflitto tra natura e sporcaccioni;
15) Il comitato esecutivo scrive al Presidente Crocetta: Il Parco dell'Etna è fermo;
16) I Sindaci del Parco dell'Etna replicano al comitato esecutvo: Non c'è alcun immobilismo, il Parco è vivo;

17) Etna, i comuni si riapproprino delle proprie competenze. Il Presidente del Comitato Riperimetrazione del Parco dell'Etna al sig. Aurelio Sammartino.