26 giugno 2017

SIRACUSA. IN PAGAMENTO I SALARI DI APRILE E MAGGIO

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Flai Cgil Siracusa








I FORESTALI BRUCIANO DI RABBIA

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Flai Cgil Siracusa








PALERMO. INCENDIO A VILLAGRAZIA DI PALERMO. EVACUATE FAMIGLIE, SALVATI ANZIANI


Incendio in una vasta area. In azione anche i Canadair.

di Monica Panzica
PALERMO - Hanno temuto il peggio mentre le fiamme alte tre metri si avvicinavano e minacciavano la loro abitazione. Sono stati salvati in extremis due anziani che abitano nella zona di via Vittorio Ziino, tra le vie Villagrazia e Villaciambra, dove l'incendio si è diffuso.
Le fiamme sono divampate nel primo pomeriggio in una vasta area di campagna dove è stato necessario l'intervento della polizia, dei vigili del fuoco e dei canadair per controllare il rogo dall'altro.

Una donna è stata trasportata in ospedale per alcuni controlli dopo essere stata messa in salvo insieme al marito. Il rogo si è diffuso nel giro di pochi minuti, rendendo necessario anche l'intervento della protezione civile e degli uomini della Forestale. Evacuate tutte le palazzine e le villette nella zona fino a quando i vari focolai non saranno spenti.

26 Giugno 2017

Fonte: livesicilia.it






PALERMO, INCENDIO SUGLI ARGINI DEL FIUME ORETO: IL FUOCO MINACCIA LE CASE


26 Giugno 2017
Paura tra Villagrazia e Molara, in direzione Monreale. Evacuate alcune famiglie. Impegnate sei squadre dei vigili del fuoco

di ISABELLA NAPOLI e FRANCESCO PATANE' Un vasto incendio è divampato poco dopo le 15,30 sugli argini del fiume Oreto nelle zone di Villagrazia e Molara in direzione Monreale. Le fiamme, alimentate anche dalle alte temperature e dal vento di scirocco, si stanno avvicinando a diverse abitazioni. Alcune famiglie sono già state evacuate.

Fonte: palermo.repubblica.it







SIRACUSA. PER IL VERIFICARSI DELLE ELEVATE TEMPERATURE, IL PERSONALE DI CANTIERE EFFETTUERA' A PARTIRE DAL 01 LUGLIO, L'ORARIO DI LAVORO CON INIZIO ALLE ORE 6,00 E FINE ALLE ORE 12,30

Ricevo e pubblico
dall'Ugl Sortino








FORESTALI SICILIANI UNIAMOCI


Mai come ora i forestali siciliani sono disuniti, c’è chi confida nei sindacati confederali, c’è chi invece prende atto di quello che dicono i sindacati autonomi, e c’è chi addirittura ricorre a qualche patronato per la compilazione di qualche modello forestale, sfiduciato da tutti.
Ma a chi bisogna credere, io lavoro alla forestale da circa 31 anni, e mi sento dire sempre le stesse argomentazioni. Solo un nuovo sindacato si sta battendo per la stabilizzazione e per portare avanti il DDL 104 e questo deve essere appoggiato dai forestali tutti in Sicilia.
Ora diciamo basta a chi ha avuto le redini del comparto forestale, ora noi forestali vogliamo risposte sicure. E’ naturale che ogni sindacato tira acqua al proprio mulino. Noi pensiamo che non ha logica essere disuniti. Noi di forestalisicilia.com invitiamo tutti i forestali ad essere uniti, e con il nostro numero assai alto, possiamo formare un nuovo complesso forte, senza divisioni, ma appoggiando solo chi ci appoggia e chi fa e farà i nostri interessi. Dobbiamo marciare uniti tutti legati dalla morale di un lavoro forestale che sia stabile nel tempo. Ci vuole un nuovo sistema forte che attragga i forestali tutti, un nuovo sistema che dica sempre il vero, qualcuno che metta d’accordo tutti i forestali siciliani e questo potrà avvenire sono favorendo il lavoro e non la disoccupazione nascosta di questo settore ormai alla deriva.
La cosa più brutta della forestale è la divergenza di giornate, come tutti ben sappiamo ci sono i LTI, i 151isti, i 101isti e i 78isti e questa è una cosa negativa, cosa che succede solo nel nostro comparto, infatti, nel settore scuola non ci sono insegnanti che fanno un determinato numero di giornate ma ci sono insegnanti e collaboratori che lavorano tutto l’anno e che vengono suppliti in caso di assenza e questo invece non succede nel settore forestale siciliano.
Bisogna cambiare l’ordinamento della forestale in Sicilia, dobbiamo dare appoggio a chi favorisce la proposta di stabilizzazione, che sia sindacato, che sia politico, che sia lavoratore o portavoce dei forestali tutti, e, negare chi indebolisce il nostro settore perché non è idoneo a rispondere ed interagire con la vita degli operai forestali, e questo i forestali lo hanno già capito e daranno una nuova svolta quando si andrà alle urne in Sicilia a novembre.
Ora è necessario attuare scelte strategiche per dare lavoro stabile ai forestali, e lavorare per una stabile integrazione europea. Siamo stanchi di essere esclusi dalle leggi europee, siamo stanchi di essere considerati lavoratori stagionali, siamo stanchi di essere stanchi di quello che ci dicono e che poi non va mai a porto.
La forestale deve progredire nella stabilizzazione ed eliminare le troppe oscillazioni di giornate, oscillazioni di idee, oscillazioni di lavoro e soprattutto di tutela sindacale.
Vogliamo le graduatorie destinate alla stabilizzazione, perché quelle attuali non sono incoraggianti, soprattutto per la discriminazione di giornate lavorative.
Invito i forestali tutti ad essere uniti, qualunque sia la loro posizione sindacale.
Invito i forestali tutti a partecipare alle manifestazioni che si stanno organizzando a Palermo.
Invito i forestali tutti a far valere i propri diritti.
Noi di forestalisicilia.com non apparteniamo a nessun sindacato, a nessuna ideologia politica, a nessuna guerra, ma invitiamo tutti all’unione e soprattutto a sapere la vera verità di chi ci sostiene. Dobbiamo convivere con chi fa i nostri interessi, e, dar retta a chi ha presentato un nuovo riordino di stabilizzazione per i forestali tutti siciliani.
A cura di forestalisicilia.com
Santo Cortese



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Il 28 giugno il ddl 104 sulla stabilizzazione promosso dal Sifus, tornerà in commissione territorio ed ambiente per essere discusso e votato. La nota del Blog





ELEZIONI: RENZI PERDE OVUNQUE. E IN SICILIA IL PD SENZA PIERO GRASSO È ALLA DISPERAZIONE…


26 Giugno 2017

La notizia è che il PD, adesso, perde anche se la maggioranza degli elettori diserta le urne. La ‘nausea’ degli elettori di sinistra verso il renzismo è ormai a livelli stratosferici. In Sicilia il PD è in confusione. Alcuni dicono che serve “discontinuità” con l’attuale Governo regionale (Leoluca Orlando e Giuseppe Bruno). Altri dicono che il Governo regionale di Crocetta ha governato bene (Antonello Cracolici). La verità è che sono più confusi che persuasi… 

La vera notizia che apre la settimana politica è la secca sconfitta del PD, che perde in quasi tutti i grandi Comuni italiani. L’esempio eclatante è Genova, una città nella quale la sinistra ha sempre dominato. Insomma, ci voleva Matteo Renzi per convincere i genovesi a non votare più a sinistra. Secondo molti commentatori, i ballottaggi confermano che l’alleanza Forza Italia-Lega funziona, visto che elegge molti sindaci. ‘Lettura’ che non tiene conto di due elementi: la poca ‘trasferibilità’ del voto per le elezioni amministrative alle elezioni politiche e la scarsa affluenza alle urne.
Anche se questo secondo dato – la scarsa affluenza alle urne – verrà subito messa da parte, va invece detto che a far vincere o perdere questo o qual candidato, o questo o quello schieramento politico, oggi, sono gli elettori che disertano le urne.
Nella ‘fuga’ degli elettori c’è, però, una novità. In genere, la bassa affluenza penalizza il centrodestra a favorisce il centrosinistra, perché il voto a questo secondo schieramento politico è sempre stato, come dire?, più organizzato.
I risultati del ballottaggi di ieri – a parte alcuni Comuni dove il centrosinistra resiste – ci danno una nuova realtà: anche dove gli elettori, in buona parte, non vanno più a votare a perdere è il PD e a vincere è il centrodestra, mentre il Movimento 5 Stelle arranca un po’.
Che dire? Che Renzi è riuscito in un’impresa ‘titanica’: fare perdere il centrosinistra anche se a votare vanno solo poche persone. La spiegazione è sufficientemente chiara: la ‘nausea’ degli elettori italiani di centrosinistra per il PD di Renzi è ormai ai massimi livelli.
I risultati elettorali di ieri danno, insomma, ragione ai protagonisti della sinistra a sinistra del PD. Parliamo di Tommaso Montanari e Anna Falcone, che nei giorni scorsi hanno riunito a Roma tanta gente di sinistra.
Renzi – questa, stringi stringi, è la loro analisi – ha creato le condizioni politiche e sociali per far nascere una sinistra alternativa al PD: l’unica, a quanto pare, in grado di portare gli elettori alle urne, anche alla luce di un Movimento 5 Stelle un po’ appannato.
E in Sicilia? Il PD perde ovunque. A Palermo, ad esempio, è ai minimi storici: sotto il 5%. Certo, a Sciacca la candidata di centrosinistra – Francesca Valenti – ha vinto al ballottaggio ed è sindaco. Ma è un caso locale. Anche a Palermo ha vinto il centrosinistra: ma questo è un caso molto oscuro, alla luce del caos che emerge dalla lettura di verbali assai ‘ballerini’.
Non sappiamo come finirà a Palermo. A rigor di logica, il riconteggio delle schede è nelle cose. Ma nella città dove Leoluca Orlando, in un modo o nell’altro, detta legge c’è da aspettarsi di tutto (anche cinque anni fa le elezioni per il Consiglio comunale furono segnate dal caos, ma finì tutto a tarallucci e vino…).
Forse la metafora del crollo del centrosinistra siciliano è Trapani, dove il candidato a sindaco del PD, Pietro Savona, perde le elezioni contro se stesso. I due suoi avversari – Antonio D’Alì, senatore di Forza Italia, e Girolamo ‘Mimmo’ Fazio, deputato regionale ed ex sindaco – sono stati eliminati da vicende giudiziarie.
A Savona sarebbe bastato prendere il 25% con il 50% più uno degli elettori alle urne. Invece i trapanesi hanno disertato le urne (ha votato solo un elettore su quattro). Risultato: commissariamento e nuove elezioni comunali.
Resta la Regione siciliana. Governata dal 2008 dal centrosinistra. Dal 2008 al 2012 grazie al ribaltone trasformista di Raffaele Lombardo. dal 2012 ad oggi dal Governo di Rosario Crocetta. Al quale tutti riconoscono un ‘record’. Nessuno, infatti, pensava che in Sicilia sarebbe arrivato un Governo regionale peggiore di quello di Lombardo. Invece Crocetta è riuscito a fare peggio di Lombardo.
I primi ad ammettere che il Governo Crocetta è un disastro sono gli stessi esponenti del centrosinistra. Leoluca Orlando, ad esempio, sostiene che, per il dopo Crocetta serve “discontinuità”. A chi pensa Orlando? Dopo il ‘gran rifiuto’ di Piero Grasso, che ha detto no alla sua candidatura alla presidenza della Regione, è probabile che Orlando pensi a se stesso (come potete leggere qui).
Nello stesso PD siciliano la confusione impazza. Giuseppe Bruno, presidente del Partito Democratico della Sicilia, dice:
“E’ arrivato il momento di rilanciare con forza una coalizione della quale il PD può e deve essere promotore, per offrire una valida alternativa per il governo della Sicilia e per la sua crescita. Un nuovo soggetto che deve esprimere un candidato altrettanto nuovo che non può essere il governatore uscente della Regione”.
Bruno parla del PD come se lui non fosse un esponente di questo partito: ipotizza “una valida alternativa” allo stesso PD e non ne vuole sapere più di Crocetta.
Lo stesso presidente Crocetta, invece, rilancia la propria candidatura. Sostiene di aver “salvato la Sicilia” e dice di meritare un altro ‘giro’ a Palazzo d’Orleans.
L’assessore regionale all’Agricoltura, Antonello Cracolici, dice che il Governo regionale non ha lavorato male e che chi oggi dice il contrario mette in giro delle “fake news”. Insomma, i disastri del Governo Crocetta – per esempio i due ‘Patti scellerati’ con Renzi – secondo Cracolici sarebbero “fake news”…
Che dire? Che i dirigenti del centrosinistra siciliano – e in particolare i dirigenti del PD dell’Isola – sono in grande confusione. Pensavano di ripararsi dietro la candidatura di Piero Grasso. Ma quest’ultimo ha deciso di non coprire con la propria faccia i disastri combinati da Crocetta, PD & compagni (alla fine la vera motivazione politica del no di Grasso è questa, non certo gli impegni al Senato!).
Così i vari Raciti, Faraone, Cracolici, Marziano e via continuando non sanno dove andare a sbattere. Qualcuno, magari, non escluderebbe una propria auto-candidatura (per esempio Cracolici). Ma da quello che si capisce, una volta fuori Grasso, dovrebbe essere Leoluca Orlando a provare a riproporre alla Regione l’operazione trasformista riuscita a Palermo.
Orlando dovrebbe mettere assieme tutti i cocci e i ‘cascami’ della vecchia politica – gli Alfano, i Totò Cardinale, i D’Alia e lo stesso PD – per provare a porre la propria candidatura alla presidenza della Regione.
Ma questo passa per le dimissioni di Rosario Crocetta che, interrompendo la legislatura, rimetterebbe in gioco anche chi oggi non potrebbe candidarsi.
Rosario da Gela si dimetterà anticipatamente? In questi quattro anni e otto mesi circa il PD, a Crocetta, ha fatto fare di tutto. Gli ha fatto firmare ‘Patti’ che hanno ‘incaprettato’ la Regione siciliana, gli ha fatto nominare assessori regionali usa e getta e assessori regionali per figura.
Crocetta ha nominato assessori vicini a Confindustria Sicilia e assessori avversari di Confindustria Sicilia. Il presidente della Regione si è accapigliato con il PD (nei primi due anni) per poi ‘sbracarsi’ con lo stesso PD.
Ora a Crocetta il PD chiede il sacrificio ‘supremo’: le sue dimissioni da presidente della Regione per consentire altri ‘giochi’.
Sono almeno tre gli ‘obiettivi’ da realizzare da ciò che resta della sinistra officiale in Sicilia:
ottenere le dimissioni di Crocetta;
trovare un candidato e una formula elettorale per provare vincere le elezioni regionali;
bloccare sul nascere una lista di sinistra alla sinistra del PD che, con la crisi di questo partito, potrebbe prendere il quorum.
Nelle prossime settimane ci sarà da divertirsi…
Foto tratta da ilsussidiario.net

Fonte: www.inuovivespri.it






SUL VULCANO PER L'OTTAVA EDIZIONE DELL'ETNA TRAIL CHE VEDE LA COLLABORAZIONE ANCHE DEL CORPO FORESTALE


L'Etna Trail sarà la prima delle tre tappe del Trofeo Ultra Enel Green Power dedicato al tema della sostenibilità ambientale

Oltre 200 guerrieri della montagna sfideranno il vulcano per l’ottava edizione dell’Etna Trail, uno degli Ultra Trail più spettacolari d’Italia in programma domenica 25 Giugno. Una gara durissima di ben 50 chilometri con oltre 2000 metri di dislivello, valida come quinta prova stagionale del Circuito Ecotrail Sicilia 2017, che vedrà i Trail runners scalare i crateri fumanti del vulcano attivo più alto d’Europa. Si parte alle h 7.30 in località Serra La Nave.

Da qui partiranno a seguire il Trail della Galvarina di 18 km e due Walk Trail non agonistici di 18 e 8 chilometri dedicati agli amanti della passeggiata in natura. L’Etna Trail sarà la prima delle tre tappe del Trofeo Ultra Enel Green Power dedicato al tema della sostenibilità ambientale, a cui sarà abbinato anche un concorso fotografico.

Ad organizzare l’evento, valido come gara qualificante per l’ Ultra Trail du Mont blanc, l'Etna free sport and emotion, l'Asd sportaction, ente promotore del Circuito Ecotrail Sicilia con la collaborazione dei Comuni di Ragalna e di Belpasso, dell’Associazione ETNA RE, del Corpo Forestale e della Coldiretti Sicilia che premierà gli atleti con prodotti tipici del territorio.

24 Giugno 2017

Fonte: www.cataniatoday.it




La meravigliosa Etna



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Il Parco dell'Etna non ha propri Guardiaparco e che il compito del controllo e della repressione degli abusi nell'area protetta è affidato a ben 7 distaccamenti forestali che operano attorno alle falde del vulcano, ciascuno con pochi uomini e con competenze territoriali e funzionali non coincidenti con il territorio dell'area protetta

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Parco dell’Etna: eseguito l’intervento per la salvaguardia delle querce secolari di Monte Egitto. I lavori progettuali sono stati eseguiti da maestranze forestali brontesi, sotto la sovraintendenza in loco di Carmelo Costanzo

Etna: volontari ripuliscono, sacchi restano in strada. Operazioni di facciata, utili solo per foto sui giornali. Il blog: perchè la Sicilia non deve utilizzare i lavoratori forestali per la cura e manutenzione del territorio?

Il reportage. Etna, discariche a perdita d'occhio cumuli di rifiuti tra le lave del 1600. 24 luglio 2013. Il Presidente del Parco: stiamo studiando come applicare l'articolo 25 per l'utilizzazione dei forestali

Etna, discariche abusive a 1700 metri. «Nemmeno da Ikea tutti questi mobili»

Sei km tra natura e storia nel Parco dell’Etna: nasce un sentiero di trekking archeologico

Pic-Nic di Pasquetta sull’Etna. No ai resti dei pic-nic abbandonati nei boschi del parco sarà installato a tarderia maxi cassonetto per rifiuti 

Parco dell'Etna, i rifugi che nessuno vuole gestire. Offerte solo per la casa citata da Giovanni Verga

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Etna, la forestale replica ai turisti sui rifiuti. «Chieste telecamere al Parco, niente risposte». 29 marzo 2014, Tony Zermo firma storica del giornale "La Sicilia": se l'Etna non è ripulita mettendo in azione i forestali sarà difficile attrarre turismo 

Etna, Cai di Bronte segna sentieri per escursionisti. «Un aiuto alla fruizione, ma serve piano adeguato». L’iniziativa è il frutto di un protocollo di intesa tra Parco dell'Etna, Dipartimento Provinciale Sviluppo Rurale e Territoriale (l’ex Azienda Foreste Demaniali)

Il Parco dell’Etna candidato al programma mab (man and biosphere) dell’Unesco. Grande partecipazione al primo incontro 

I boschi dell'Etna presi d`assalto. I cercatori di castagne e funghi, moderni vandali che non risparmiano i terreni coltivati. Il sindaco: «Ho ascoltato gli agricoltori e disposto un servizio di controllo

La giornata di studi. Etna, brand da valorizzare. Tra natura, storia e cultura


ROGHI SU CATANIA E HINTERLAND. PAURA FRA I RESIDENTI


Numerosi interventi dei VVF

Le fiamme non danno tregua. Complici anche le alte temperature. 

CATANIA – Giornata intensa quest’oggi per i Vigili del fuoco del comando provinciale di Catania chiamati, sin dalle prime ore del mattino, a intervenire su Catania e hinterland per spegnere i diversi roghi divampati nelle zone ricche di sterpaglie o comunque dove è presente vegetazione. In queste ore è in corso un vasto incendio lungo l’area di Nesima (via Santo Cantone), Ognina (via Anfuso e via del Rotolo) e la tangenziale Ovest di Catania fino al territorio di Misterbianco. Sul posto si starebbe formando una cappa di fumo. Qui la situazione rimane critica anche a causa delle sfavorevoli condizione climatiche della giornata. Le alte temperature non fanno altro infatti che alimentare le fiamme rendendo sempre più difficoltose le operazioni di spegnimento. Si registrano picchi di oltre 35 C°. Tanta anche la preoccupazione tra la gente che risiede in prossimità degli incendi per il timore che le fiamme possano sconfinare all’interno delle attività commerciali o delle abitazioni.  

Altro incendio d’interfaccia si è registrato a Paternò, nel centralissimo viale dei Platani  e in contrada Tre Fontane dove alcune erbacce hanno preso fuoco. Le fiamme si sarebbero sviluppate proprio in prossimità degli esercizi e delle abitazioni. Anche qui si trova impegnata una squadra dei pompieri. Il fuoco sarebbe già stato domato. Incendi divampari anche a ragalna in via vico navarria e via Papa Benedetto XVI. Un altro vasto incendio di sterpaglie ha devastato le zone di campagna di Adrano dove sono già intervenuti i pompieri che stanno cercando di fare il possibile per domare il fuoco.  

Non solo. Anche il calatino e la zona di Grammichele sono stati interessati da incendi di sterpaglia e macchia mediterranea. Il distaccamento dei vigili del fuoco volontari di Linguaglossa ha operato in zona Piedimonte etneo e quello di Maletto a Catania a catania in tangenziale Ovest e zona industriale. 

In totale i pompieri hanno effettuato oggi oltre 50 interventi. Una decina, al momento, sono ancora in corso di svolgimento.
25 Giugno 2017

Fonte: catania.livesicilia.it






SICILIA. EMERGENZA SICCITÀ. FIGUCCIA: "RAZIONALIZZARE LE RISORSE GIÀ DISPONIBILI DEI CONSORZI DI BONIFICA PER SCONGIURARE DANNI ALLE ATTIVITÀ AGRICOLE E PASTORALI"

Ricevo e pubblico
dall'On. Figuccia


In Sicilia l’ingresso della stagione calda aumenta esponenzialmente il rischio siccità con la conseguente crisi idrica che, rappresenta una seria minaccia per l’attività agricola e pastorizia dell’Isola.
Ad amplificare le criticità sono le condizioni delle  reti necessarie all’approvvigionamento idrico per le campagne, ridotte ormai a “colabrodo”, causano una dispersione delle acque divenuta insostenibile.
i recenti fatti di cronaca  evidenziano un reale disagio dei lavoratori stagionali dei Consorzi di bonifica che, oltre a non percepire gli stipendi dei mesi pregressi, non potranno garantire il completamento  della stagione irrigua, determinando gravi danni per l’irrigazione delle aziende agricole della Regione siciliana e nel contempo l’apertura di contenziosi da parte dei titolari delle medesime nei confronti dell’Amministrazione pubblica.
Nell’indifferenza del Governo Regionale ho depositato  un’interrogazione affinché si possa intervenire nell’immediato razionalizzando le risorse economiche ed umane già disponibili, in modo da scongiurare  il rischio di mettere in ginocchio un tessuto economico e sociale vitale per la Regione siciliana.
A dichiararlo è l'On. Vincenzo Figuccia Deputato dell'Assemblea Regionale Siciliana



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OGNINA, VASTO INCENDIO TRA LE ABITAZIONI. SITUAZIONE È CRITICA ANCHE IN PROVINCIA


25 Giugno 2017
Cronaca – Una lunga e densa colonna di fumo si erge sopra l'area intorno al quartiere di Picanello. Come spiegano i vigili del fuoco si tratterebbe di roghi di sterpaglie e vegetazione, che si trovano però a ridosso delle case. Problemi anche a Ragalna e Belpasso per le condizioni climatiche

Un vasto incendio si sarebbe sviluppato questo pomeriggio nell'area di Ognina-Picanello, generato per cause ancora da chiarire tra la vegetazione e le sterpaglie, ma vicino alle case. Come si può vedere da lontano, un'ampia colonna di fumo nero parte da quella zona dove, attualmente, diverse squadre dei vigili del fuoco sono operative per sedare il rogo

«La situazione generale è critica a causa delle condizioni ambientali particolarmente favorevoli allo sviluppo ed alla propagazione degli incendi. - spiegano i pompieri - Purtroppo si stanno verificando diversi casi in zona Nesima, sulla tangenziale Ovest e anche a Ognina». Una situazione impegnativa per i soccorritori che, però, non riguarderebbe solo la città ma anche la provincia e, in particolare, le zone di Ragalna e Belpasso







ALTOFONTE, ECCO IL REGOLAMENTO COMUNALE SULL’IMPIEGO DI FUOCHI CONTROLLATI IN AGRICOLTURA


Resta in vigore dal 15 giugno al 15 ottobre
ALTOFONTE, 24 giugno – Con un avviso pubblico il sindaco di Altofonte, Angela De Luca si rivolge alla cittadinanza per ricordare le regole da mantenere circa le modalità di impiego dei fuochi controllati in agricoltura. Regole che sono liberamente visionabili e scaricabili in un apposito regolamento, pubblicato nel sito internet istituzionale del Comune.
Il regolamento resta in vigore dal 15 giugno al 15 ottobre e dice che è fatto divieto:
a) Di accendere fuochi, far brillare mine, usare apparecchi a fiamma o elettrici per tagliare metalli in boschi e nei terreni cespugliosi;
b) Di usare motori, fornelli inceneritori, saldatori o altre attrezzature che producono faville o brace nei boschi e nei terreni cespugliosi;
c) Fumare o compiere ogni altra operazione che possa creare pericolo immediato di incendio nei boschi e nei terreni cespugliati.
d) Bruciare stoppie, materiale erbaceo e sterpaglie;
e) Compiere ogni altra operazione che possa creare pericolo immediato di incendio;
f) Usare fuochi d’artificio, in occasione di feste e solennità, in aree diverse da quelle appositamente individuate comunque senza le preventive autorizzazioni da parte degli organi competenti.
Entro il termine del 15 giugno:
Tutti i proprietari di terreni confinanti con strade comunali e provinciali, all’interno del territorio comunale dovranno provvedere alla pulitura delle scarpate che prospettano sulle strade pubbliche, al taglio delle siepi vive, di erbe e rami nelle parti in cui si protendono sul ciglio stradale.
Tutti i residui provenienti dalla pulitura dovranno essere immediatamente allontanati dalle zone ripulite e dai cigli della strada e depositati, ove non è possibile distruggerli, all’interno della proprietà a distanza di sicurezza non inferiore a mt 50,00 dal ciglio o dalla scarpata stradale, ove le condizioni del terreno lo consentano.
Dal 30 giugno al 15 ottobre è vietato:
gettare dai veicoli o comunque abbandonare sul terreno fiammiferi, sigari o sigarette o qualunque altro tipo di materiale acceso.
Chiunque scopra un incendio o tema che possa propagarsi per particolari situazioni ambientali, nel rispetto della relativa normativa regionale, è obbligato a darne immediatamente avviso al Corpo Forestale anche mediante Numero Verde 1515, ai Vigili del Fuoco anche mediante il Numero Verde 115 e alle autorità locali (Carabinieri, Sindaco, Ufficio di Protezione Civile, ecc.) nonché alle persone del luogo per un pronto intervento, ove possibile.
I proprietari o i possessori a qualsiasi titolo dei terreni sono ritenuti responsabili dei danni che si verificassero per la loro negligenza e per inosservanza delle prescrizioni e dei divieti contenuti nel regolamento citato ovvero impartite con altro provvedimento di pubblica autorità, salvo le altre e diverse prescrizioni delle vigenti leggi. 

24 Giugno 2017

Fonte: www.monrealenews.it






PIRAINO – VASTO INCENDIO DI PROBABILE ORIGINE DOLOSA IN LOCALITÀ FIUMARA


di Lorenzo Scaffidi C. – Le alte temperature di questi ultimi giorni unite alla stupidità dell’uomo, possono creare dei danni ambientali difficilmente sanabili in breve tempo.

Stamane, nelle prime ore del mattino, un vasto incendio si è sviluppato in contrada Fiumara e lungo la collina che sovrasta il Comune sta dirigendosi verso l’abitato di Piraino Centro. Ancora da verificare le cause del rogo anche se sembra assai probabile che l’incendio sia stato appiccato da piromani.
Sul posto, attualmente a coordinare le operazioni di spegnimento sono attivi vari presidi di vigili del fuoco, forestali e vigili urbani per monitorare la situazione, non ancora del tutto tranquilla, mentre si attende l’arrivo di un canadair, impegnato in altre operazioni di spegnimento incendi nel resto della Sicilia.
25 Giugno 2017

Fonte: www.canalesicilia.it





AGRIGENTO, CALDO RECORD E INCENDI: LE FIAMME DIVAMPANO IN CITTÀ, FUOCO VICINO VIA DANTE


25 Giugno 2017
Caldo africano, vento altrettanto bollente e gli incendi divampano ad Agrigento. Questo è il quadro di questa domenica di giugno con temperature bollenti e un sole insopportabile. Diverse le chiamate arrivate al centralino dei vigili del fuoco. Questa mattina i pompieri sono intervenuti per spegnere le fiamme nei pressi di Viale Le Dune. Proprio in questi minuti, invece, i vigili, del distaccamento di Villaseta, sono all’opera nella zona a valle di Via Dante, nei pressi del locale “Il Rustichello” dove un’area di sterpaglie è attualmente in fiamme. Dopo la segnalazione un paio di unità sono giunte sul posto è stanno lavorando alacremente per domare il rogo. Sul posto anche gli uomini del corpo forestale.











GRUPPI ARS: PIÙ CESPUGLI, PIÙ COSTI


di Raffaella Pessina
Costano 7 milioni €. Cambi di casacca e deroghe eccessive, la frammentazione politica fonte di “ricatto”. 12 nella XVI Legislatura, 7 nella XIV. Ai capigruppo indennità maggiorata

PALERMO - La regola del bipartitismo in atto in molte nazioni del mondo non ha mai attecchito in Italia né tantomeno in Sicilia, dove l’eccessiva frammentazione dei gruppi parlamentari è degenerata in un proliferare di “cespugli”. Si è dunque trasformata in consuetudine la creazione di mini partiti o movimenti politici direttamente all’interno del Palazzo, attraverso il sistema della scissione per dissenso o per una semplice differenza di vedute. Sta di fatto che il cittadino che ha eletto il suo politico in una determinata lista, a legislatura già iniziata, se lo ritrova spesso seduto in Parlamento da tutt’altra parte. La proliferazione dei gruppi parlamentari è andata peggiorando dalla prima legislatura dell’Ars ad oggi, anche se stiamo parlando di un aumento relativo, perché la XIV legislatura, ad esempio, contava sette gruppi parlamentari presenti a Palazzo dei Normanni. Oggi siamo arrivati a 12 gruppi, con i relativi capigruppo per i quali è prevista una maggiore indennità.

Più capigruppo, quindi, più spese a carico dei cittadini. Nel bilancio interno dell’Ars del 2016 sono stati spesi 7 milioni per mantenere i gruppi parlamentari. Inoltre, più alto è il numero dei gruppi e più è difficile mantenere una solida governabilità. E sono proprio i piccoli “cespugli” a diventare l’ago della bilancia in Parlamento al momento della votazione delle leggi.

L’unica buona notizia è che un alleggerimento lo si comincerà a sentire a partire dalla prossima legislatura, quando verranno eletti 70 deputati invece di 90.
Cosa prevede il Regolamento Ars
Il  regolamento interno dell’Assemblea regionale stabilisce regole precise per la formazione dei gruppi parlamentari: in particolare, ai gruppi è dedicata una sezione del Regolamento (articoli 23, 24, 25 e 26): Art. 23 “Entro cinque giorni dalla prima seduta dopo le elezioni, i deputati sono tenuti a dichiarare alla Direzione di segreteria, per iscritto, a quale Gruppo parlamentare intendano appartenere”. E fin qui niente di strano. Sta di fatto che si è diffusa l’abitudine da parte dei deputati eletti di passare da un partito all’altro, seppure per motivazioni valide. è stato il caso, ad esempio, in questa legislatura di Antonio Venturino, eletto nelle file del Movimento Cinquestelle, ma solo qualche mese di legislatura, a maggio del 2013, passato al gruppo Misto per una polemica nata con il Movimento circa i soldi che tutti i componenti del gruppo parlamentare restituiscono come atto politico. “Le presunte divergenze di natura politica accampate da Venturino in una intervista pubblicata da una testata on line sono da ritenersi una foglia di fico posta a copertura di precise scelte evidentemente maturate da tempo”, aveva scritto polemicamente il Movimento in un comunicato.
Tornando al regolamento dell’Ars, al secondo comma viene specificato che “Ciascun Gruppo deve essere costituito da almeno cinque deputati”, ma il comma 3 successivo, supera questa disposizione: “L’Ufficio di Presidenza può autorizzare la costituzione di un Gruppo con un numero inferiore di deputati purché questi siano stati eletti in almeno due circoscrizioni, nonché rappresentino partiti o movimenti organizzati nell’intera Regione e/o abbiano rappresentanza, organizzata in Gruppi parlamentari, al Parlamento nazionale”.
Un discorso a parte merita il cosiddetto Gruppo Misto, che raccoglie tutti i fuoriusciti dai gruppi parlamentari che hanno una identità politica. Al gruppo Misto hanno fatto ricorso tutti quei parlamentari che si sono trovati in dissenso con il proprio partito, ed hanno fatto diventare questo gruppo una specie di “parcheggio temporaneo” dove sostare prima di decidere a quale altro gruppo aderire.
“Appartengono di diritto al Gruppo misto i deputati che non fanno parte di alcun altro Gruppo costituito”, è scritto nel regolamento. Ad oggi ne fanno parte cinque deputati di varia provenienza, ma vi sono stati periodi in cui ne contava anche otto-nove.
Le “deroghe”
Le deroghe alla sopravvivenza dei gruppi con meno di cinque deputati sono divenute sistematiche.
Soprattutto nel 2013 quando a seguito di una serie di spostamenti di deputati da un gruppo all’altro, la “Lista Musumeci” è scesa sotto soglia e si è applicata la deroga, stimolando però il dibattito sui “mini gruppi”  tra cui: Pid-Cp (sceso da 4 a 3) e Grande Sud (tre) che hanno ottenuto la deroga all’inizio del 2013 non senza polemiche.
I deputati del Pd, Antonello Cracolici e Filippo Panarello, avevano criticato la decisione del Consiglio di presidenza per avere votato a favore della deroga. Cracolici aveva lamentato l’aumento dei costi in bilancio proprio a causa del mantenimento dei piccoli gruppi.
“Serve una riflessione, altrimenti corriamo il rischio di percorrere una strada pericolosa”, aveva detto.
I Gruppi Ars costano 7 milioni € (2016)
Costa molto mantenere i gruppi parlamentari all’Ars.
Un’inversione di tendenza rispetto ai tagli apportati fino al 2015. Il consuntivo del 2016 indica una spesa di 6.930.500 euro con un incremento di 680 mila euro rispetto all’anno precedente. A “certificare” l’aumento è la Corte dei Conti nella delibera 87/2017 sui rendiconti dei gruppi. “Nel complesso - scrivono i magistrati contabili alla fine delle 49 pagine a firma del presidente Maurizio Graffeo e dal relatore Giuseppe Di Pietro - il percorso virtuoso avviato nel corso degli esercizi precedenti, che nel rendiconto 2015 aveva fatto registrare un risparmio di spesa pari ad 99.500 rispetto all’esercizio 2014 risulta interrotto ex abrupto dalle maggiori spese connesse in prevalenza alle problematiche in materia di integrazioni retributive a titolo di ‘rimborso Irap’”.
Un po’ ridotta la spesa, ma sempre di rilievo, preventivata per il 2017. Sono previsti trasferimenti ai gruppi parlamentari per 6 milioni 230 mila 500 euro e la cifra comprende: il “Contributo per il funzionamento dei gruppi” (totale 700.500), quello per il relativo personale che non è cambiato dal 2016 (totale 5.130.000 euro) e lo stanziamento a regime per il 2017 per l’attuazione della l.r. 30/2015 (contributo Irap), nella misura di 400.000 euro.
In più, nel disciplinare deliberato dal Consiglio di Presidenza nella seduta n. 26 del 29 dicembre 2014 e reso esecutivo con d.P.A. n. 38 del 4 febbraio 2015) si stabilisce che: “Gli oneri economici relativi alla manutenzione ordinaria e straordinaria dei locali assegnati sono a carico del bilancio dall'Assemblea che ne cura la relativa effettuazione (...) Al Presidente del Gruppo e ad ogni Deputato che non rivesta l'incarico di Presidente di Commissione, di membro del Consiglio di Presidenza o di Assessore regionale, è assegnata una postazione di lavoro informatica (composta da unità centrale, video, tastiera, mouse e casse audio) corredata di software (Sistema Operativo, Antivirus e Suite Office) e di relativo collegamento alla rete di trasmissione dati”.

I cambi di casacca
All’Ars sono 40 i deputati che hanno cambiato almeno un gruppo parlamentare da quando sono stati eletti nell’ottobre del 2012, tra cui Alice Anselmo: sei partiti in due anni e mezzo, uno ogni cinque mesi. Eletta nel listino di Rosario Crocetta ha ovviamente aderito al Megafono, poi a Territorio, gruppo fondato da Nello Dipasquale (ex Dc ed ex Forza Italia, è passato da cinque gruppi parlamentari senza mai abbandonare il sostegno al governatore). Anselmo ha quindi aderito ai Drs, il partitino dell’ex ministro Salvatore Cardinale, ha poi optato per l’Udc, seguendo successivamente i fedelissimi di Lino Leanza in Articolo 4. Da lì l’adesione al Pd. Luisa Lantieri, approdata all’Ars con Grande Sud, è passata ad Articolo 4 e quindi a Sicilia Democratica. L’elenco è così lungo che sul sito ufficiale Ars c’è una sezione dedicata proprio alle variazioni della composizione dei gruppi all’Ars.

Composizione - XIV LEGISLATURA (7 gruppi)
1. Pd
2. Forza Italia
3. Udc
4. Ups
5. Mpa
6. An
7. Gruppo Misto

Composizione - XVI LEGISLATURA (12 gruppi)
1. Pd
2. Forza Italia
3. Psi
4. Centristi per la Sicilia
5. Pds-Mpa
6. Pdr-Sicilia Futura
7. M5s
8. Ncd
9. Grande Sud-Pid
10. Lista Musumeci
11. Sicilia democratica
12. Gruppo Misto

24 giugno 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA

Fonte: www.qds.it





DOPO IL "NO" DI GRASSO. REGIONALI, CROCETTA TORNA ALLA CARICA. ORLANDO FRENA: "SERVE DISCONTINUITÀ"


Il governatore ha ribadito la sua "lealtà" e annuncia "maggior vigore". Ma Orlando lo blocca.

PALERMO - "Avevo aderito con sincerità e lealtà al progetto Grasso Presidente. E credo che non esistano precedenti di presidenti della Regione uscenti, che abbiano dimostrato tanta lealtà nei confronti del proprio partito e della coalizione con la quale ha governato". Rosario Crocetta, presidente della Regione siciliana lo ha scritto in una nota, commentando il no di Pietro Grasso alla sua candidatura alla carica di governatore. 

"Occorre adesso riprendere il confronto unitario, partendo dalla valutazione del grande lavoro che è stato svolto alla Regione in questi anni e che ha salvato la Sicilia. La Regione - prosegue Crocetta - non può essere affidata a pericolose avventure di governo che ripropongono gli schemi di quel passato che l'ha distrutta. Indietro non si torna e tale consapevolezza mi spinge a lottare e a impegnarmi con maggior vigore, fino in fondo, per fare della Sicilia una delle terre più avanzate e più ricche d’Europa, in un percorso di trasparenza e legalità". 

Sul "no" del presidente del Senato è intervenuto anche il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando che aveva incontrato Grasso poco prima che venisse diffusa la nota con cui annunciava il rifiuto alla candidatura: "Desidero esprimere al presidente Piero Grasso apprezzamento per avere ribadito che 'finché necessario' proseguirà nel proprio ruolo di presidente del Senato. Questo impegno, conferma della sensibilità istituzionale del Presidente, unita al ribadito 'impegno ed amore della Sicilia', fa rilevare quanto importante sia la prospettata richiesta di disponibilità ad assumere un ruolo di guida per la nostra Regione". 

Poi, Orlando frena la candidatura di Crocetta nelle fila del centrosinistra: "Le parole del Presidente Grasso costituiscono una opportunità per l'avvio di un indispensabile ampio processo partecipato che miri ad individuare un quadro programmatico di interventi in discontinuità chiara e concreta con l'attuale assetto regionale. Su questo, occorre costruire un campo largo di realtà sociali e politiche che dia una prospettiva di futuro alla nostra Regione. I temi della proposta programmatica dovranno affrontare nodi irrisolti del sinora inadeguato o distorto utilizzo della speciale autonomia e dovranno contribuire a liberare la Sicilia da improprie presenze a servizio di interessi particolari e di ostacolo a diritti e prospettive di chi non ha (lavoro, casa, salute) e di chi produce (formazione, cultura, sviluppo economico, impresa)". "Ritengo urgente avviare tale doveroso percorso - conclude Orlando - e sulla base di chiarezza e coerenza progettuale individuare successivamente candidature e ruoli."
25 Giugno 2017

Fonte: livesicilia.it





24 giugno 2017

FORESTALI SICILIA TUTTO E’ COMPIUTO

24 Giugno 2017
Il team di forestalisicilia.com sta a contatto tutti i giorni con i lavoratori forestali della Sicilia e negli ultimi periodi ha raccolto solo lamentele, ma ormai tutto è compiuto e tutte le promesse da favola sono solo fantasie e speranze svanite nel nulla, erano speranze di aumento di giornate, ma tutto è fallito, erano speranze di una stabilizzazione del comparto, ma tutto è in aria. Ora i forestali siciliani sanno cosa fare quando andranno alle urne. Ormai tutto è compiuto: erano anni di promesse e vicende forestali mai risolte e tutto diventa malinconia strana per questo strano comparto, ormai debole. La stabilizzazione per i forestali siciliani ormai è una cieca volontà negata, le cui proposte fatte sono senza significato di fatto, i cui atti invisibili ora vengono svelati a tutti i forestali che sono destinati a restare così come sono e come sono stati da molti anni: lavoratori stagionali.
A rompere la tensione in questo comparto intervengono le ultime notizie di non aumento di giornate, di una legge vecchia per i forestali e con schemi vecchi, non ancora conformi alle norme europee. A riconfermare il turbamento dei forestali tutti è anche la mancanza di un supporto numerico delle squadre antincendio, considerato il fatto che la Sicilia è vulnerabile agli incendi, e, qui, si sa, qualcuno preferisce far restare molti 78isti a casa, invece di proporli a spegnere e prevenire gli incendi estivi.
Noi di forestalisicilia.com parliamo tutti i giorni coi forestali e tutti ormai sono stanchi di tutte quelle promesse mai mantenute, tutti ormai sanno cosa fare quando andranno alle urne, tutti stanchi, mentre la tensione di un lavoro instabile aumenta e nessuno si vuole prendere a cuore questo comparto.
Noi ci chiediamo:
Ma chi stima i forestali?
Chi ha a cuore il lavoro dei forestali?
Chi da merito alle squadre antincendio?
Chi tutela i forestali?
A queste e ad altre mille domande nessuno sa dare una risposta concreta.
Siamo in piena estate e dopo mille promesse al vento, l’analisi psicologica dei fatti ci porta a farci capire che tutto è compiuto senza nulla di fatto e senza aumento di giornate lavorative per i forestali tutti della Sicilia.
A cura di forestalisicilia.com
Santo Cortese







ALLARME SICCITÀ IN VISTA DELL’ESTATE, MARTEDÌ DIBATTITO IN COMMISSIONE AMBIENTE


24 Giugno 2017
“Abbiamo sfruttato oltremodo la risorsa idrica, abbiamo migliaia di chilometri di reti di acquedotti colabrodo, la manutenzione è assente, gli investimenti inesistenti. Questo è il contesto da tenere presente quando parliamo di allarme siccità. Gli effetti che vediamo sono le ordinanze comunali che limitano l’uso di questo bene primario e indispensabile. Ma dietro questo effetto visibile ci sono decenni di cattiva gestione e un approccio non sistemico alla vicenda. Certo, abbiamo inanellato troppi giorni senza pioggia, i cambiamenti climatici non sono certo una scoperta di oggi, ma se l’acqua scarseggia guardiamo a come stiamo sfruttando questa indispensabile risorsa”: è la denuncia dei deputati della Commissione Ambiente del M5S.
Martedì in Commissione inizierà la discussione di una risoluzione che porta come prima firma quella di Federica Daga.
“Negli ultimi vent’anni la gestione è passata nelle mani di privati, spesso multinazionali. Conseguenze? Bollette aumentate, investimenti pressoché azzerati, i profitti alle stelle e le reti idriche un colabrodo. E l’emergenza siccità – dice Federica Daga – viene utilizzata dalle società provate per battere cassa e occupare tutte le fonti d’acqua residue”.
“Con la nostra risoluzione impegniamo il governo a proteggere le aree e le fonti dalle quali i gestori prelevano l’acqua che arriva alle nostre case anche creando un tavolo di crisi congiunto tra i ministeri Ministeri dell’ambiente, dello sviluppo economico, delle infrastrutture e delle politiche agricole; a promuovere politiche volte al risparmio idrico; a controllare l’operato dei gestori sulla base di quanto previsto dalle convenzioni che hanno firmato con i Comuni dove gestiscono le reti; a fare in modo che i gestori stessi impegnino una parte degli utili derivanti dalla gestione dell’acqua ad investimento nelle reti. L’acqua è un bene finito, il nostro compito è quello di tutelare la quantità e la qualità delle acque per garantirle alle generazioni future”, conclude la Daga.








INCENDI. SI INVITANO TUTTI COLORO CHE PARLANO A VANVERA, AD AVERE RISPETTO PER I LAVORATORI FORESTALI!


Di Gaetano Guarino (Funzionario del Corpo Forestale della Sicilia)
Invito tutti coloro che parlano a vanvera e che non hanno rispetto per i forestali a venire e dare una mano. 34° e fuochi dappertutto. I puntini arancio che vedete nelle foto, sono Uomini che vi attendono. Prima di parlare di leggi da fare, accordi e quant'altro state un giorno a lavorare con noi. Quanto meno conoscete la materia che ritenete di conoscere e che forse ne avete solo sentito parlare. Loro sono da tre ore sul fuoco ed ancora non hanno finito. Tutto questo a Misilmeri.