16 gennaio 2018

DIRIGENTI REGIONALI, SI CAMBIA: NOMINE PER INTERPELLO, ADDIO ALLE TRE FASCE E STOP ALLA ‘MOBILITÀ SELVAGGIA’: LE PROPOSTE PER LA RIFORMA DELLA BUROCRAZIA (FOTO)

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SOLO 10 MILIONI DI EURO IN TRE ANNI PER IL RINNOVO MA SI CERCANO ALTRE RISORSE A ROMA

16/01/2018
Addio alle tre fasce della dirigenza regionale e, in sede di prima applicazione, creazione di un’unica fascia che consenta un percorso di omogeneizzazione al resto della dirigenza nel Paese. Con la creazione di una unica fascia si favorirebbero anche processi di mobilità volontaria verso l’esterno oggi resi sostanzialmente impossibili.  Conferimento incarichi di dirigente generale attraverso atto di interpello fra tutti i dirigenti e non più per nomina esclusivamente politica come avvenuto sino ad oggi.

Sono le principali richieste dei sindacati dei regionali. Una piattaforma dalla quale possono muovere i primi passi le riforme della macchina amministrativa e burocratica sulle quali, in larga parte, sembra esserci unità di intenti fra Governo e parti sociali.

E’ partito da qui il primo incontro ufficiale fra i sindacati dei regionali e l’assessore alla Funzione Pubblica e alle Autonomia Locali Bernadette Grasso.

All’incontro con i sindacati Cobas/Codir, Cgil, Cisl, Uil, Sadirs, Ugl, Dirsi e Siad l’assessore si è presentata con il capo di gabinetto Rosalia Pipia, il segretario particolare Roberto Palma e la dirigente generale del Dipartimento della Funzione Pubblica Luciana Giammanco. A incontro iniziato è giunto anche l’assessore all’Economia Gaetano Armao al quale spetta l’arduo compito di individuare le risorse per il rinnovo.

Un confronto iniziato dall’idea di riforma della macchina burocratica messa in campo dall’assessore Grasso e anticipata, nei giorni scorsi, a BlogSicilia. Una visione che in molti punti si incrocia con le richieste del sindacato contenuta in diciassette cartelle nelle quali non si parla sono di rinnovo economico del contratto: tutt’altro.

Per il personale del comparto si è parlato, invece, di maggiore apertura alla riclassificazione del personale attraverso un nuovo sistema  (con una norma contrattuale in sede di prima applicazione) con la garanzia di percorsi di carriera che agiscano sull’aspetto motivazionale del personale regionale. I sindacati hanno poi chiesto di inserire salvaguardia per patologie gravi, in caso di visite specialistiche o esami diagnostici, pur non riconosciute nel comma 8 dell’art. 50 del vigente C.C.R.L e adeguamento alla legge 104 nazionale.

Ma il grande tema resta quello delle carenze di organico di alcuni dipartimenti rispetto alle quali Cobas Codir proprone la ‘socializzazione delle risorse umane attraverso apposite convenzioni fra Dipartimenti che – nell’ambito della dematerializzazione dei procedimenti amministrativi e del telelavoro – consenta di velocizzare tutta l’attività amministrativa. In questo senso viene dai sindacati considerata illegittima la ‘mobilità selvaggia come accaduto all’inizio dell’era Crocetta.

In tema organizzativo per l’assessore Grasso ci sono convergenze su molti punti. Oggi parte un lavoro che attraverso il tavolo tecnico porterà alle direttive per l’Aran. L’assessore ha ricordato le sue iniziative da deputato della precedente legislatura, durante il governo Crocetta, contro quella che è stata definita la mobilità selvaggia

La materia sulla quale governo e sindacati rischiano di dover discutere più a lungo è quella del rinnovo economico del contratto sia per i dirigenti che per il comparto. Per i sindacati, infatti, si tratta di garantire un adeguato incremento retributivo tenendo conto del fatto che i dipendenti regionali sono indietro di un biennio rispetto agli statali anche per risolvere il contenzioso con i dipendenti sul mancato rinnovo contrattuale dall’anno 2005 come sancito dalla Corte Costituzionale che ha sancito l’incostituzionalità dei mancati rinnovi contrattuali a partire da luglio 2015 e questa forse sarà la cosa più difficile a fronte dell’esiguità delle risorse.

Sempre in tema economico è stata avanzata la richiesta di revisione del Famp (salario accessorio dei regionali) prevedendo l’istituzione dell’indennità di funzione da erogare mensilmente legata anche al merito; poi equiparazione dei dipendenti in regime di tfr a quelli in regime di tfs ai fini dell’erogazione dell’anticipazione come previsto dalla legge nazionale e copertura assicurativa per i dipendenti.

Ma in atto ci sono disponibili solo 10 milioni di euro per i prossimi tre anni. Una cifra non  adeguata a garantire un rinnovo contrattuale così come richiesto. Ma il governo si è impegnato a cercare altre risorse anche in deroga ai patti ed accordi firmati dal governo precedente visto che le norme portate avanti nella scorsa legislatura hanno comunque violato la Costituzione e possono essere parzialmente disattese.

“Il governo precedente ha lasciato un buco di 480 milioni sul bilancio – ha comunicato Armao ai sindacati – e partendo da qui si riaprirà il negoziato con Roma. Il Presidente del Consiglio e il sottosegretario Bressa hanno già dato disponibilità alla discussione. Nell’ambito di questa di questa rinegoziazione lo Stato deve autorizzare il superamento del limite alla spesa per il rinnovo dei contratti. A fare questa proposta in ambito di rinegoziazione. Anche Emilia, Lombardia e Veneto. Si sta lavorando su nuovi accordi con Roma” dunque qualsiasi ulteriore passaggio in questo senso deve avvenire dopo la trattativa romana.

Il prossimo passo, adesso, sarà inevitabilmente l’insediamento di un tavolo tecnico per affrontare tutte le questioni e per definire le direttive che il governo darà all’Aran, l’agenzia negoziale della Regione siciliana che dovrà poi occuparsi del rinnovo contrattuale sia economico che giuridico

“Oggi abbiamo aperto un ragionamento con un percorso chiaro – ha detto l’assessore Grasso tirando le somme dell’incontro – dobbiamo continuare questo lavoro per affrontare e risolvere contrattualmente tutte le questioni poste sul tavolo. Quello di oggi – ha concluso – è solo l’inizio di un percorso. Il passaggio successivo sarà quellod el tavolo tecnico con dati precisi e la formalizzazione della proposta governativa”.

“Apprezziamo l’apertura degli assessori alla Funzione pubblica ed Economia di reperire le somme necessarie per il rinnovo contrattuale economico e giuridico – commentano Dario Matranga e Marcello Minio del Cobas/Codir -non accettiamo tuttavia che tale reperimento delle somme possa in qualche modo essere condizionato da accordi Stato- Regione che ledono lo Statuto regionale e i diritti dei lavoratori”.
di Manlio Viola

Fonte: palermo.blogsicilia.it





COMITATO CONSULTIVO INAIL: “IL GIOCO AL RIBASSO NEGLI APPALTI MINA LA SICUREZZA DEI LAVORATORI”


Palermo. MOLTI I SETTORI CHE NE RISENTIREBBERO

di Antonella Lo Cicero - 16 Gennaio 2018
“In questo momento a Palermo, in ambito occupazionale, tre gravi questioni impegnano le organizzazioni sindacali, le istituzioni, le imprese, in un confronto serrato per tutelare i diritti dei lavoratori e la qualità del lavoro. Nel settore ospedaliero è a rischio il servizio di pulizia e il salario dei lavoratori degli ospedali Civico e Cervello. Medesima situazione per i lavoratori che svolgono lo stesso servizio alla Telecom”.

E’ quanto dichiara il presidente del comitato consultivo provinciale Inail Palermo Michelangelo Ingrassia

“C’è poi la situazione dei lavoratori dipendenti della Coopservice – spiega – utilizzati da Trenitalia negli impianti di Messina e Palermo. Le tre problematiche hanno un comune punto d’origine, ed è il sistema degli appalti e il particolare meccanismo dell’offerta al ribasso. I costi ribassati, oltre a pregiudicare la certezza del salario e l’equa retribuzione, si ripercuotono negativamente sulla sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro. I turni e i carichi di lavoro massacranti, dovuti al fatto che le ditte pretendono che si faccia quanto più possibile, nel minor tempo possibile e con un salario impossibile, espongono i lavoratori ad un alto rischio infortuni e a una grave situazione di stress anche psicologico oltre che fisico”.

“Rischiosissima, poi, la situazione dei lavoratori della Coopservice, costretti inspiegabilmente a viaggiare quotidianamente da Palermo a Siracusa per svolgere quattro ore di lavoro; senza tenere conto non soltanto dello stress che tale situazione comporta, ma neppure del dato statistico pericolosamente in aumento degli infortuni in itinere, cioè di quegli infortuni che accadono al lavoratore mentre si reca o ritorna dal lavoro. Anche nel settore edile il sistema degli appalti al ribasso pregiudica la sicurezza sul lavoro”.

“Ritengo necessario – conclude – rivedere il meccanismo delle gare d’appalto e in particolare il meschino gioco del ribasso, che equivale a giocare con la sicurezza dei lavoratori”.

Fonte: www.ilsicilia.it






INDICATO DALL'UDC. RIFIUTI, MUSUMECI INCONTRA PIEROBON: VERSO LA NOMINA, SI INSEDIA A FINE MESE

Alberto Pierobon, foto da antoniodepoli.it

15 Gennaio 2018
PALERMO. Il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, ha incontrato Alberto Pierobon, veneto d’origine, designato dall’Udc per la delega ai Rifiuti, lasciata da Vincenzo Figuccia che si è dimesso nelle scorse settimane. L’incontro, spiegano fonti del partito, «è stato molto positivo».

Pierobon, se Musumeci dovesse a breve ufficializzarlo, però non si dovrebbe insediare subito, probabilmente entro fine mese non appena si libererà degli impegni assunti in precedenza che non gli consentirebbero di assumere immediatamente la delega, che dunque al momento rimane nelle mani del governatore che proprio in questi giorni sta affrontano la delicata questione dei rifiuti.

Intanto, per fare il punto della situazione e tracciare una sorta di road map il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, ha incontrato a Palazzo d’Orleans una rappresentanza di sindaci del Palermitano. Tutti chiamati al capezzale di una congiuntura che si trascina da anni. A far scattare l’allarme è stata questa volta l’impossibilità degli stessi Comuni di poter continuare a conferire i rifiuti nella discarica di Bellolampo, vista l’imminente saturazione e pertanto la possibilità di scaricare l’immondizia solamente per i comuni di Palermo e Ustica.

«Siamo tutti in trincea - ha detto Musumeci - e per questo motivo dobbiamo lavorare in sintonia, altrimenti sarebbe la sconfitta della politica. Non voglio assolutamente scaricare la responsabilità sui Comuni, ma abbiamo ereditato una situazione pesante, figlia di un ritardo ventennale. I rifiuti non sono né di destra, né di sinistra e pertanto la battaglia va vinta tutti insieme, consapevoli, comunque, che per superare questa fase, di emergenza nell’emergenza, ci vogliono dai due ai tre anni. Dobbiamo recuperare una carenza strutturale, affinché al termine del mio mandato questa Regione possa essere normale e assicurare standard di efficienza al pari del resto d’Italia».

Il presidente della Regione ha illustrato ai sindaci il programma per far fronte all’emergenza che l’amministrazione metterà in campo nel breve-medio periodo, a cominciare dalla ricognizione - già avviata - di discariche nel Palermitano, evitando così il trasferimento dei rifiuti in Sicilia orientale, con conseguente diminuzione dei costi. Musumeci ha ricordato anche che giovedì prossimo incontrerà il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, al quale chiederà poteri straordinari per accelerare l’eventuale realizzazione della settima vasca della discarica di Bellolampo.

La parola d’ordine della Regione è riorganizzare il ciclo dei rifiuti, che dovrà aprirsi e chiudersi nell’ambito dello stesso territorio provinciale, senza più «viaggi della speranza», affidando la gestione non alle Srr, ma alle vere assemblee dei sindaci: le Città metropolitane e i Liberi consorzi di Comuni.

I sindaci, nei loro interventi, hanno sottolineato che con l'impossibilità di potere continuare a utilizzare Bellolampo i costi di trasporto dei rifiuti nella Sicilia occidentale sono schizzati alle stelle, con ricadute negative per i cittadini che vedranno, a partire da quest’anno, l’aumento della Tari. Altro problema quello dei numerosi pignoramenti che i Comuni stanno subendo, a seguito di procedure esecutive, da parte degli ex Ato in liquidazione.

«Ci stiamo attrezzando - ha concluso Musumeci - con misure ordinarie e, confidiamo, anche straordinarie per poter essere normali al massimo entro tre anni. In questo disegno, il ruolo della Regione sarà esclusivamente quello di programmazione e regolazione, la gestione dovrà essere affidata ai territori, come prevede la legge». Alla riunione hanno preso parte anche il dirigente generale del Dipartimento regionale dell’Acqua e dei rifiuti, Salvo Cocina, e il consulente della Regione nella tematica ambientale, Aurelio Angelini.

© Riproduzione riservata

Fonte: gds.it




VERSO LE POLITICHE. TENSIONI, POLEMICHE E ACCUSE. IL PD SICILIANO NON ESISTE PIÙ



di Maria Teresa Camarda
La creazione delle liste per le Politiche sta polverizzando un partito già in crisi. Raciti: "In settimana la direzione regionale".

PALERMO - "Così implodiamo". L’urlo arriva dalle province. Ma il timore era già emerso, in tutta la sua concretezza, dentro i palazzi palermitani. C'era una volta il Pd in Sicilia. Ossia un partito che, tra contraddizioni e tensioni, alla fine una linea l’aveva. Adesso sembra essere saltato tutto. E a fare da detonatore, innanzitutto le due competizioni elettorali ravvicinate: il flop delle Regionali e la faticosa gestazione delle liste per le Politiche, insomma, hanno definitivamente polverizzato un partito che si era già frantumato, tra accuse, veleni e polemiche, dentro Palazzo dei Nomanni non troppi giorni fa.

Le liste, dicevamo. Quelle che dovrebbero portare gli uomini e le donne del Pd a Montecitorio e Palazzo Madama. Proprio sull'indicazione di questi nomi si è accesa l'ultima miccia, quella che rischia di condannare il Pd anche alle prossime elezioni. Il mancato coinvolgimento degli iscritti, delle realtà locali, nella scelta delle candidature ha fatto montare il malumore, e a suon di documenti condivisi e diffusi a mezzo stampa si sta esprimendo la protesta. “I candidati dei collegi uninominali e plurinominali li devono scegliere i territori. Non possiamo permettere a nessuno di farlo al posto nostro, chiunque esso sia”, scrivono i segretari cittadini Pd della provincia di Caltanissetta, alle prese in questi giorni con il caso di Daniela Cardinale, figlia dell'ex ministro di Sicilia Futura, “benedetta” anche dal presidente del Pd Giuseppe Bruno. “Non è soltanto una questione di nomi, ma soprattutto di metodo”, fa eco il Pd di Agrigento.

Il segretario regionale del partito, Fausto Raciti, si smarca: "Non dipende da me", dice. E poi aggiunge: "Sono consapevole che serve un maggiore coinvolgimento dei territori ma non ho una soluzione adesso”. Intanto, dopo la convocazione andata a vuoto dei primi di dicembre, Raciti annuncia: "Convocherò la direzione regionale per questo fine settimana". L’ultima si era svolta cento giorni fa. Cento giorni che hanno cambiato tutto. In quell’occasione, il Pd tributava una standing ovation a Rosario Crocetta, nei suoi ultimi giorni da governatore, e “sposava” l’ipotesi del candidato indicato da Orlando, Fabrizio Micari. In questi cento giorni, il pasticcio della lista dei territori, il flop elettorale, le solite faide interne, i rapporti di nuovo tesi con qualche alleato, fino all’approdo a Sala d’Ercole del gruppetto Pd.

IL PD ALL'ARS - Un approdo condito anche in questo caso da polemiche. Perché anche all’Ars, l’impressione è stata quella di un partito che non è un partito. Ma che è semmai somma non più di correnti, ma di ambizioni personalissime. Emerse in occasione del voto per il presidente dell’Ars prima, e per le altre poltrone del Consiglio di presidenza. Con qualche big a puntare il dito contro i colleghi in parlamento: “Traditori. È una vergogna”, sono solo alcune delle frasi depositate in quei giorni dentro comunicata stampa di fuoco. Un “caso”, quello dei franchi tiratori Dem che hanno votato insieme e in accordo col centrodestra, che alla fine non è mai stato chiarito, almeno pubblicamente. Con tutti i deputati, in forme diverse, ad allontanare da sé il sospetto. Trasmettendo all'esterno, invece, una certezza: qualcuno di loro stava mentendo. Erano i giorni in cui anche i “Giovani democratici” uscivano pubblicamente manifestando il proprio imbarazzo per le scelte del partito. Che erano, poi, scelte poco più che individuali. Il partito, infatti, non c’era.

IL PD DI AGRIGENTO - Così, scesa la polvere delle polemiche di Palazzo dei Normanni, ecco – forse le cose non sono poi così slegate – le nuove tensioni per le liste delle Politiche del 4 marzo. La paura è che tutto si risolverà con dei “paracadutati da Roma”, candidati che saranno imposti al territorio a cui poi sarà chiesto di votarli, contando sulla mera appartenenza partitica. “No, adesso basta, siamo stanchi”, avvisa adesso Giuseppe Zambito, segretario provinciale del Pd di Agrigento. “C'è uno stravolgimento del concetto di rappresentanza. Nell'indicazione dei nomi dei candidati non conta più il merito e il lavoro svolto quanto la capacità di intessere ottime relazioni interpersonali”, dice, facendo riferimento anche al lavoro che i parlamentari uscenti della provincia, come Tonino Moscatt e Maria Iacono, stanno facendo per guadagnarsi un posto in lista. “Il Pd – aggiunge Zambito – non può reggere a una nuova batosta, che arriverà certamente se non riusciremo a coinvolgere tutto il Partito nella scelta dei candidati. Rischiamo l'implosione o la diaspora verso altri movimenti”, conclude, intendendo, anche se non esplicitamente, a “Liberi e uguali” di Pietro Grasso.

IL CASO CARDINALE - Malessere ancora più pronunciato nel Pd nisseno, dove gli iscritti hanno dovuto assistere impotenti all'investitura da parte di Giuseppe Bruno (che rappresenta da sempre l’area del partito che si rivede in Matteo Renzi e nel sottosegretario Davide Faraone), presidente del Pd siciliano, di Daniela Cardinale, figlia di Totò, leader di Sicilia Futura. “Massima intesa tra Pd e Sicilia Futura – scrivono in una nota i rappresentanti di Sicilia Futura – che con in testa tutti i suoi dirigenti, da Beppe Picciolo ad Elio Sanfilippo, ha teso la mano ad un Partito democratico che può tirarsi fuori dalle secche e ricominciare a prendere il largo con l’apporto sincero di quelle forze politiche che conoscono da vicino le esigenze del popolo”.

Il Pd nisseno è quindi con Cardinale? Macché. “Da molti anni siamo abbandonati e non rappresentati. Ormai – è scritto in un nota della conferenza dei segretari cittadini Pd di Caltanissetta - è completamente venuto meno il legame che un parlamentare ha l’obbligo di mantenere con il proprio territorio. Questa volta non possiamo accettarlo e non possiamo consentire che le candidature vengano scelte tenendo conto esclusivamente di accordi romani o palermitani e mai delle nostre esigenze”. Dopo il documento, firmato da tutti i circoli del territorio a eccezione di quello di Mussomeli, comune di riferimento di Daniela Cardinale, Giuseppe Gallè, segretario provinciale di Caltanissetta afferma: "Questo è l'ultimo appello, poi rischiamo l'implosione". Ma il Pd è già esploso.
16 Gennaio 2018

Fonte: livesicilia.it





15 gennaio 2018

ARS, MA QUANTI PORTABORSE CI SONO?



Boom nel 2017, alla fine della legislatura: 263 i collaboratori, il 30% in più rispetto ai due anni precedenti

15 Gennaio 2018
PALERMO – Boom di portaborse e collaboratori per i deputati dell’Assemblea siciliana nell’ultimo anno della scorsa legislatura. Nonostante l’attività del Parlamento si sia fermata prima dell’estate per via della campagna elettorale per le elezioni regionali del 5 novembre, sono stati ben 263 i collaboratori arruolati nel 2017, il 30% in più rispetto ai due anni precedenti quando il numero si era attestato intorno a 185 persone assunte con contratti di collaborazione stipulati dagli onorevoli e gestiti dall’amministrazione di Palermo dei Normanni.

Il dato emerge incrociando i numeri dell’ultima relazione sullo stato dell’amministrazione dell’Ars nel 2017 con quelli delle relazioni degli anni precedenti. Il 2017 è stato anche l’anno record per le richieste di rimborso spese e trasferte dei deputati: 163; furono 118 nel 2016, 159 nel 2015 e 122 nel 2014. In calo le richieste di rimborsi per le missioni, 15 nell’anno della campagna elettorale, a fronte delle 45 del 2016, delle 59 del 2015, delle 37 del 2014, delle 69 del 2013. Nel 2012 il record, 89.

Fonte: www.lasiciliaweb.it





PER L'ASSESSORE VITTORIO SGARBI. ANNO 2011, ECCO L'ORGOGLIO E LA SODDISFAZIONE DEI LAVORATORI ANTINCENDIO PER I LAVORI DI PUBBLICA UTILITA' NEI SITI ARCHEOLOGICI. VIDEO. GUARDA ANCHE LE INTENZIONI DEL PRESIDENTE MUSUMECI E DELL'ASSESSORE BANDIERA

 2011. La gioia dei lavoratori che sprizza dagli occhi



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L'Assessore ai Beni Culturali, Vittorio Sgarbi, per la pulizia dei siti archeologici vuole utilizzare i forestali: 

Il neo Assessore regionale ai Beni Culturali. Sgarbi: “Metterò i forestali custodi nei musei e toglierò le pale eoliche di me…”

Sgarbi, assessore in pectore: “Farò partire i mille dalla Sicilia, la bellezza contro la mafia”. “Il caso dei forestali? La soluzione non è eliminarli ma spostarli ad altre funzioni”

Uil e Uila Sicilia: "Apprezzamento per le dichiarazioni di Sgarbi sulla risorsa-forestali, la nuova Ars esami la proposta unitaria di riforma del settore avanzata dai sindacati"

Forestali, un esercito in cerca d'identità. Si a nuovi compiti



Il Presidente Musumeci zittisce Bruno Vespa sui lavoratori forestali: non licenzieremo nessuno, anzi, li facciamo diventare da peso a risorsa. Li vorrei a pulire i fiumi, le aree verdi, le spiagge e non avranno un giorno di riposo. Conosco il metodo del governo




L'Assessore all'Agricoltura intervistato dalla Tgr Sicilia, ha detto che vuole stabilizzare i circa 22mila lavoratori forestali che sono una risorsa, ha confermato che ci sono tutte le condizioni e le risorse per far sì che possano lavorare tutto l'anno attraverso il tempo determinato e una parte con 151 giornate. Verranno impegnati anche nei siti archeologici. Queste le parole di Edy Bandiera. 

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MARGHERITA TOMASELLO: “SCUSATE, PERCHÉ ALLE ELEZIONI NON CANDIDIAMO BIAGIO CONTE?”



14 Gennaio 2018
Un’imprenditrice siciliana lancia una proposta alla politica: candidare Biagio Conte alle elezioni politiche nazionali del prossimo 4 marzo. Margherita Tomasello si dice certa che il missionario laico saprebbe interpretare il ruolo di parlamentare nell’interesse dei cittadini e, segnatamente, dei più deboli, all’insegna dall’umanità e della solidarietà

da Margherita Tomasello
riceviamo e volentieri pubblichiamo

Oggi, in un giornale, ho letto della spasmodica ricerca della candidatura, con elezione assicurata, di alcuni politici, o presunti tali, che disperatamente elemosinano una poltrona alle elezioni politiche nazionali del prossimo 4 marzo. Poltrona che garantirebbe, ai fortunati eletti, un altissimo e sicuro stipendio per 5 anni, compresi benefit ed accessori vari.

Ciò è reso evidente dal fatto che, fra le righe, non si legge nessun altro interesse, sia nei riguardi del nostro Paese,sia nei riguardi di noi cittadini.

Continuiamo e continueremo, purtroppo, a leggere di queste penose e ridicole bagarre pre-elettorali ancora per due mesi.

In questi giorni leggiamo anche della difficile situazione di Biagio Conte, che ha deciso di dormire per strada per “tentare” di sensibilizzare le istituzioni nella disperata ricerca di aiuto per i senza tetto e per i meno abbienti.

Allora faccio una proposta: perché non inseriamo in una di queste “candidature sicure” proprio Biagio Conte che, certamente, saprà utilizzare lo “stipendio” da parlamentare per più alti e nobili propositi, oltre che dare, con la sua presenza, umanità e solidarietà, che purtroppo mancano, ad una Istituzione nella quale si decidono le sorti di noi cittadini?

Qualunque sia il partito che lo candiderà, avrò la certezza che il mio voto non sarà inutile e sprecato se dato a lui; io voto Biagio Conte!

Foto tratta da sicanianews.it

Fonte: www.inuovivespri.it




LA NUOVA LEGISLATURA. REGIONE, VIA SOLO LA MONTEROSSO. CHE FINE HA FATTO LO SPOIL SYSTEM



di Accursio Sabella
Entro 90 giorni dall'insediamento Musumeci può revocare i vecchi incarichi. Ne sono trascorsi 54. E i fedelissimi di Crocetta sono tutti lì.

PALERMO - Dai palazzi della Regione assicurano che il tema è all’ordine del giorno, insieme però a tutto il resto. Di sicuro c’è, però, che il tempo trascorso è maggiore di quello che rimane. Il governatore Musumeci, infatti, dal suo insediamento ufficiale ha visto “scattare” il timer: 90 giorni per rendere operativo lo spoil system. Per modificare, legge alla mano, il cosiddetto “sottogoverno”, infarcito fino a oggi dai fedelissimi del vecchio esecutivo. Dagli uomini e dalle donne di Rosario Crocetta.

Novanta giorni. E molti di questi sono già andati via. Il nuovo presidente della Regione è stato proclamato infatti il 18 novembre scorso. Sono trascorsi quindi da allora già 54 giorni. Più di metà del tempo è andato via. E l’unico segnale di cambiamento, in questo senso, è tutto nel “trasloco” di Patrizia Monterosso dal Palazzo d’Orleans al vicino Palazzo dei Normanni. Il resto? È rimasto tutto com’è. Come l’ha voluto il governo precedente.

Eppure, la norma sembra chiara, ma non è chiarissimo come applicarla, evidentemente. Fonti del governo fanno sapere infatti che proprio in questi giorni si sta verificando quale sia il perimetro di applicazione di una legge, l’ultima approvata dall'Assemblea regionale, che ha di fatto esteso gli effetti della legge cosiddetta “blocca-nomine” approvata durante il governo Lombardo. “Le designazioni, nomine o incarichi di natura fiduciaria, per i quali non è richiesta una selezione sulla base di specifiche competenze tecniche” si legge nella norma che riguarda appunto le nomine relative “ad organi di vertice e a componenti dei consigli di amministrazione o degli organi equiparati di enti, aziende, consorzi, agenzie, soggetti, comunque denominati, di diritto pubblico o privato sottoposti a tutela, controllo o vigilanza da parte della Regione, in società controllate o partecipate dalla Regione” ad esclusione delle aziende sanitarie siciliane, “conferiti dal Presidente della Regione, dalla Giunta regionale o dagli Assessori regionali, durante il loro mandato, possono essere confermati, revocati, modificati o rinnovati entro novanta giorni dalla data di proclamazione del Presidente della Regione neoeletto. Decorso tale termine le designazioni, nomine ed incarichi per i quali non si sia provveduto si intendono confermati fino alla loro naturale scadenza”.

Una norma molto ampia, a dire il vero. Che rappresenta però la strada più breve e risolutiva per imprimere una effettiva svolta rispetto al periodo precedente. Un periodo che ha portato a capo degli enti regionali tanti fedelissimi del governatore che ancora oggi, quindi, popolano quel sottogoverno e sono destinatari di compensi e stipendi. È il caso ad esempio di Antonio Ingroia a Sicilia Digitale (ex Sicilia e-servizi), anche se l’ex pm aveva ammesso di non considerarsi “in bilico” e di essere fiducioso in una conferma anche nell’era Musumeci. E ancora, è il caso di Gaetano Montalbano, amministratore unico di Seus, la società che gestisce il 118 in Sicilia, una di quelle in cui lavora il maggior numero di dipendenti. E ancora, ecco Sergio Tufano, commercialista di Crocetta oggi alla guida della società Sas, o Massimo Finocchiaro, amico personale di Crocetta oggi a capo della società dei trasporti Ast. E ancora, per quanto riguarda gli enti regionali, a capo di Ircac c’è l’ex consulente del governatore Sami Ben Abdelaali. Senza contare l’infornata di fine legislatura, quando, sotto elezioni, Crocetta inviò un gruppo di amici alla guida degli Istituti autonomi per le case popolari. Tra questi, Enrico Vella componente dell’ex governatore gabinetto del governatore, un’altra fedelissima come Cettina Foti, di Loredana Lauretta, altra componente storica del cerchio magico del presidente. Per arrivare a Francesco Calanna, fedelissimo del senatore Beppe Lumia. Sono ancora tutti lì. Mentre il timer continua a scorrere. Sono già passati 54 giorni. Manca poco più di un mese. Per il momento, dei fedelissimi di Crocetta è andata via solo Patrizia Monterosso.
15 Gennaio 2018

Fonte: livesicilia.it





14 gennaio 2018

IL SINDACO DI ACQUEDOLCI (ME) A NOME DI TUTTA LA COMUNITA' CONFERISCE UN ATTESTATO DI STIMA E RICONOSCENZA AL SERVIZIO ISPETTORATO RIPARTIMENTALE DELLE FORESTE DI MESSINA

Ricevo e pubblico
da Franco Merlino
5° Distretto Messina (San Fratello)







MALETTO, OPERAIO FORESTALE MUORE TRAVOLTO DA RAMO. INUTILE INTERVENTO DI AMBULANZA E DELL'ELISOCCORSO



14 Gennaio 2018
CRONACA – A perdere la vita Luigi Cairone. Ieri l'uomo, poco dopo mezzogiorno, era impegnato a lavorare in alcuni terreni in contrada Fontana murata, quando è stato colpito alla testa e al torace da una fronda. Le sue condizioni sono apparse subito gravi. Ferito lievemente anche il figlio

Si trasforma in tragedia un normale lavoro svolto in campagna decine di volte. Il fatto è avvenuto ieri poco dopo mezzogiorno, in contrada Fontana murata, a Maletto. Dove aveva dei terreni il 60enne Luigi Cairone. L'uomo stava tagliando un albero quando improvvisamente è avvenuta la tragedia. Un grosso ramo, in parte tagliato, si è staccato colpendo in pieno l’uomo nella parte superiore del corpo, nello specifico al cranio e al torace. 

Immediata la chiamata ai numeri di emergenza, con l’ambulanza del 118 di Bronte, con medico a bordo, che si è recata sul posto trovando Cairone in condizioni gravi. L’uomo aveva subito una probabile frattura della scatola cranica, e un trauma toracico importante. Subito è stato chiesto l’intervento dell’elisoccorso, che ha raggiunto il piazzale di Fontana murata, prendendo in carico il paziente per trasportarlo all’ospedale Cannizzaro di Catania. 

Ma purtroppo l’immediato intervento non è servito a nulla. L'operaio non ha avuto neanche il tempo di fare esami approfonditi, per capire i danni avuti, che è deceduto a causa delle gravi ferite. Piccoli problemi anche per uno dei figli, che si trovava con il padre. Luigi Cairone, operaio forestale a tempo indeterminato, lascia la moglie e tre figli, e un intero paese sgomento.

Fonte: catania.meridionews.it



Sentite condoglianze da parte del Blog






NUOVA DIREZIONE REGIONALE SINALP SICILIA. A CANNELLA IL MERITO PER LA CRESCITA DEL SINDACATO NEL COMPARTO FORESTALI DOVE ORMAI SONO UNA REALTÀ CON LA QUALE L’ENTE REGIONE HA L’OBBLIGO DI DIALOGARE



13 Gennaio 2018
Giorno 13 Gennaio 2018 si è costituita la nuova Direzione Regionale del Sinalp Sicilia riunitasi in Assemblea nella Sala Congressi della sede Sinalp Regionale di Palermo.

L’Assemblea nomina Segretario congressuale la Sig.ra Cetty Moscatt e invita a presiedere il Sig. Franco Lipari che accettano.

Il Segretario Regionale Dr. Andrea Monteleone ha illustrato ai partecipanti le iniziative e le battaglie condotte dalla Segreteria uscente evidenziando quelle più rilevanti come quella per la difesa dei lavoratori fonici impegnati nei tribunali Siciliani, battaglia questa condotta con il supporto del collega Dr. Gaetano Giordano che è stato in grado di far riassumere tutti i lavoratori del comparto nella nuova Coop che si è aggiudicata l’appalto CONSIP.

Altra importante iniziativa è stata la difesa dei livelli occupazionali del Consorzio Autostrade Siciliane CAS.

Grazie all’intervento del Sinalp è stato scongiurato il trasferimento delle nostre autostrade nel nuovo soggetto aziendale che l’ANAS voleva realizzare con la conseguenza di un riassetto occupazionale al ribasso a scapito dei siciliani ed una nuova ed ulteriore imposizione di gabelle per poter transitare nelle autostrade e superstrade siciliane.

La difesa dei lavoratori del comparto formazione è ormai risaputa grazie all’ottima azione sindacale condotta dal Segr. Naz. del Comparto Dr. Gaetano Giordano, come va dato merito al collega Cannella per la crescita del Sinalp Sicilia nel comparto Forestali dove ormai siamo una realtà con la quale l’Ente Regione ha l’obbligo di dialogare.

Altra grande iniziativa Sinalp va ascritta al collega Parrinello che nel territorio provinciale di Trapani è piano piano diventato un importante punto di riferimento grazie alle sue battaglie a favore dei lavoratori dello scuolabus del Comune di Marsala, i lavoratori della PFE spa impegnati nelle scuole della provincia di Trapani ed i lavoratori del Comune di Marsala.

Grazie al collega Franco Lipari ben 13 lavoratori precari del Comune di Comiso, che a causa della disastrosa condizione economica dell’ente locale erano da ben 9 anni licenziati, sono stati riassunti a tempo indeterminato coronando il sogno di poter dare un futuro alle loro famiglie.

Ultima battaglia in ordine di tempo è il grande successo ottenuto a favore dei lavoratori dell’Istituto Sperimentale Zootecnico della Regione Siciliana. Oggi, grazie al collega Dr. Antonio Aserio, tutti i lavoratori dell’ente hanno avuto riconosciuto dall’ARAN Sicilia il diritto ad avere applicato il CCRL e quindi il riconoscimento al diritto delle differenze contrattuali non erogate.

Queste sono solo alcune significative battaglie condotte ad oggi dal Sinalp Sicilia ma chi già ci conosce sa quanto è stato da noi fatto in difesa del diritto al lavoro ed alla dignità professionale.

I partecipanti hanno approvato ed applaudito all’unanimità la relazione del Dr. Andrea Monteleone.

Dopo la relazione del Segretario l’Assemblea ha provveduto all’elezione della nuova Direzione Regionale Sinalp Sicilia che è stata eletta all’unanimità con un lungo applauso e risulta così composta:


Segr. Regionale Sinalp Sicilia:
Andrea Monteleone

Componenti della Direzione:

Gaetano Giordano
Ignazio Parrinello
Antonio Aserio
Franco Lipari
Lucia Pinsone
Cetty Moscatt
Biagio Pirrone
Francesco Bonanno
Francesca Cassano
Rosalba Messina
Angela Lo Cascio



Fonte: www.canalesicilia.it





13 gennaio 2018

COORDINAMENTO SALVIAMO I BOSCHI. INCENDI BOSCHIVI, PRESENTATA DENUNCIA ALLA PROCURA DI TRAPANI



di Laura Spanò— 12 Gennaio 2018
TRAPANI. Porta la firma congiunta di dieci associazioni del «Coordinamento Salviamo i Boschi», la denuncia presentata in questi giorni alla Procura di Trapani. una denuncia con la quale si chiede di aprire un’indagine sulla stagione degli incendi che l’estate scorsa hanno devastato irrimediabilmente il territorio della provincia di Trapani.

La denuncia arriva dopo una serie di iniziative promosse dallo stesso Coordinamento per sensibilizzare l’opinione pubblica e chiedere alle istituzioni di fare la propria parte nell’opera di prevenzione e controllo degli incendi. Iniziative culminate nella raccolta di tre mila firme avvenuta nel corso della Marcia allo Zingaro dello scorso 25 agosto ed inviate Capo dello Stato.

Fonte: trapani.gds.it


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INTERVISTA A CLAUDIO FAVA. "TANTE EMERGENZE, POCA VISIONE. LA REGIONE RISCHIA IL SUICIDIO"



di Salvo Toscano
Intervista a Claudio Fava. "Il dialogo con il Pd? In Sicilia non si poteva, c'era Crocetta".

PALERMO - Una Sicilia che rischia di restare ancora prigioniera delle emergenze e senza una visione. Questo è il timore di Claudio Fava, unico eletto del fronte a sinistra del Pd alle ultime Regionali. Il deputato sottolinea l'eredità pesante lasciata da Crocetta e le difficoltà nel rapporto con il Pd.

Onorevole Fava, qual è la sua impressione dei primi passi della legislatura?

“L'impressione è intanto l'horror vacui che un po' attraversa maggioranza e opposizione. E anche le terre di mezzo tra le due. L'horror vacui che si affaccia sui conti, sule urgenze, sulle emergenze e trova cose che credo non immaginavano nemmeno quelli che fino all'ultimo hanno sostenuto come un sol'uomo il governo Crocetta. La sensazione è quella di essere nuovamente dentro una ragnatela di emergenze, di necessità, di fatti e atti dovuti attorno ai quali spazio per la politica ce n'è assai poco. Questa è una drammatica mitologia che va ribaltata e superata. Questo riguarda per esempio la qualità della spesa. Considerare questi conti in rosso come una zavorra che impedisce alla Regione un solo passo sarebbe un suicidio”.

La zavorra però c'è e non si può ignorare.

“Credo che occorra rimettere mano e testa alla spesa europea e capire come riesca a essere un modo per compensare la carenza di liquidità delle casse siciliane”.

Anche considerare immutabile la spesa è un errore, no?

“A parte la spesa corrente io credo che ci sia bisogno di un ripensamento complessivo della spesa della Regione. Faccio un esempio: la così detta tabella H dove dentro c'è di tutto. Io credo che la Regione non debba essere un bancomat solo più virtuoso che in passato ma un ente di programmazione della spesa, capace di darsi degli obiettivi e condividerli con enti e associazioni, avere una visone di quello che la Sicilia deve essere tra 15 o 20 anni. Invece fino adesso la Regione è stata solo un ente di spesa”.

Lei citava la tabella H. Dove dentro stava di tutto. Anche tanti finanziamenti utili e di sicuro valore sociale insieme magari a cose discutibili. Non è che il rischio è che tutto finisca in una nebbia indistinta?

“Sì, uno 'spesificio' dove il problema è solo garantire che la spesa abbia un criterio di trasparenza. Mi pare in generale che ci sia una mancanza di criteri. Capisco che adesso non c'è soluzione, ad esempio, sui rifiuti per evitare un'emergenza sanitaria che non sia quella di inviarli fuori. Ma il fatto è che si è proceduto per una somma di emergenze. Investire in impianti per ridurre quello che si conferisce in discarica è quello che accade in tutte le regioni virtuose. Perché in Sicilia dieci impianti di compostaggio sono rimasti sulla carta? L'emergenza a volte è costruita ad arte perché serve ad alimentare posizioni di potere economico. La discarica significa arricchimento di alcune grandi dinastie. Com'è possibile che Palermo, Catania e Messina siano al dieci per cento di differenziata?”.

Ma lei cita Palermo, ad esempio, dove il servizio di raccolta e anche la discarica è tutto in mano al pubblico. Forse il problema dell'arricchimento dei privati è solo un pezzo della faccenda. Non c'è un più ampio problema di inefficienza?

“Sì, questo è vero. Forse andrebbe applicata la legge per cui un comune inadempiente rispetto alla normativa europea abbia un commissario ad acta. Se un sindaco non è capace intervenga qualcuno altro”.

Come vano i rapporti tra voi di Liberi uguali e il Pd?

“Lì la difficoltà è avere un interlocutore che rappresenti tutto il partito. In qualche modo ci sono umori, propensioni, affinità che attraversano l'arco costituzionale. Il problema non è il rapporto con il Pd ma con i singoli. Che credo stiano vivendo anche loro una fase di imbarazzato stupore visto che la relazione di Musumeci non proponeva soluzioni ma faceva solo un'analisi sull'eredità che si raccoglie. Si può contestare a Musumeci di aver sorvolato come questa eredità sia maturata in almeno quattro governi. Ma capisco l'imbarazzo del Pd che ha sostenuto il governo uscente. La posizione del Pd la vedo piuttosto indefinita dal punto di vista dei rapporti con il governo e con il resto dell'Assemblea: stupiti e in attesa di capire”.

Ma sono possibili forme di collaborazione?

“Sono possibili in Assemblea a prescindere dagli schieramenti politici. A me è già capitato di presentare un atto ispettivo sulla discarica di Agira insieme con il Movimento 5 Stelle. Ancora si deve entrare un po' nel vivo. Già la settimana prossima ci saranno le audizioni degli assessori in commissione e cercheremo di capire quali sono le intenzioni di questo governo”.

Liberi e uguali al momento valuta la possibilità di un'alleanza col Pd alle regionali in Lombardia e Lazio. Se si dovesse raggiungere quest'intesa, non ci sarebbe rammarico per non essere riusciti a fare altrettanto in Sicilia?

“In Sicilia c'era un punto dirimente, una contraddizione: il Pd esprimeva il governatore uscente, che era stato protagonista di una pessima stagione di governo. Non è paragonabile Zingaretti a Crocetta. Mente sul primo puoi costruire un ragionamento anche sulla discontinuità che vuoi creare, con Crocetta occorreva partire da un atto di abiura che non potevi pretendere dal partito che lo ha portato accanto a sé fino alla campagna elettorale. La mia opinione sul governo Crocetta era ed è sempre quella: una pessima esperienza. Con un disvalore aggiunto, quello di essersi fregiato del titolo di rivoluzionario antimafioso. E quindi il tradimento, il contraccolpo è stato più pesante”.

A proposito di antimafia, quando vedrà la luce la commissione all'Ars?


“Io ho presentato un ddl per sviluppare oltre a quello sulla mafia anche un focus specifico sulla corruzione. La mia esperienza nella commissione Antimafia mi dice che i reati corruttivi sono spesso il passepartout di cui si servono le organizzazioni mafiose. Mi auguro che questa commissione venga istituita il più rapidamente possibile”.
13 Gennaio 2018

Fonte: livesicilia.it





SIRACUSA, SEBASTIANO DI PIETRO RICONFERMATO SEGRETARIO PROVINCIALE UILA. ACCENNATO ANCHE LA QUESTIONE DEI LAVORATORI FORESTALI. PRESENTE L'ASSESSORE BANDIERA CHE HA DETTO: SI STA GIÀ LAVORANDO PER FAR PARTIRE IL SERVIZIO ANTINCENDIO. AUGURI DA PARTE DEL BLOG A TUTTO IL DIRETTIVO


PER 4 ANNI

Sebastiano Di Pietro riconfermato al vertice della segreteria provinciale della Uila per il prossimo quadriennio. Il congresso della categoria dei lavoratori agricoli della Uil ha riconfermato inoltre in toto la segreteria provinciale composta da Gianni Garfì (delega ai lavoratori forestali), Nuccio D’Urso, Antonio Respisi e Giovanni Cannone.

Queste le considerazioni di Sebastiano Di Pietro, nella sua relazione d’apertura, non prima di aver ricordato la figura dei compianti Gaetano Pensabene e Franco Bartolo.

“Sono stati dieci anni di crisi, con l’economia in ginocchio e con troppe leggi che hanno ridimensionato il sistema e penalizzato chi svolge lavori precari come gli agricoli. Di recente c’è stata una raccolta firme della Uila nazionale per proposte di legge e tutelare i lavoratori con la maternità e gli agricoli stessi. Abbiamo ricevuto dei bonus che sono serviti solo per alleviare lo stato economico ma non si assicura un lavoro stabile, noi vogliamo invece favorire e stimolare le imprese per stare nel mercato e incrementare la crescita. Oggi la tipologia di lavoro che cresce è quella precaria del lavoro determinato. L’agricoltura con i suoi 13mila e 200 addetti costituisce un pilastro importante in tutta la provincia ma il comparto è penalizzato dalla presenza dell’import di prodotti anche provenienti dal Marocco o dall’Africa, tutti privi di etichette e i nostri prodotti così marciscono perché c’è un prezzo del mercato penalizzante e sleale. La Uila si è battuta per i protocolli alla legalità con l’approvazione della legge anti-caporalato per contrastare il lavoro nero e il lavoro illecito verso aziende che operavano contro ogni regola. Un risultato importante è stato il rinnovo contrattuale approvato da poco con l’aumento del 2% dello stipendio. L’obiettivo sarà d’ora in avanti quello di estendere la Uila sotto ogni campanile o comunità per essere sempre più punto di riferimento”.

Di Pietro ha poi accennato anche alla questione dei lavoratori forestali (“è stata fatta una campagna mediatica negativa”), sottolineando che la Uila, plaudendo alla sottoscrizione del nuovo contratto sottoscritto a ottobre e che riconosce i diritti di questa categoria, vigilerà sul governo regionale affinché questo contratto venga effettivamente applicato. Concetto che è stato poi ribadito dallo stesso Gianni Garfì e a cui ha risposto anche l’assessore regionale Edy Bandiera, presente al congresso, il quale ha anticipato come il nuovo governo regionale si stia già muovendo in materia di pesca e agricoltura e che proprio sulla questione dei lavoratori forestali si sta già lavorando per far partire il servizio antincendio.

Apprezzato anche l’intervento del segretario regionale della Uila, Nino Marino: “la Uila è un sindacato che organizza i lavoratori agricoli in un sistema complesso in Sicilia dove tutto diventa più complicato. Si pensa che il sindacato possa fare tutto ma è in trincea perché qui non è semplice condurre un lavoro agricolo, quindi se si riesce a dare dignità al lavoratore e all’intera isola è veramente un grande risultato. Abbiamo delle idee precise che stiamo mettendo in campo, perché noi riteniamo che il problema non è salvare i forestali ma salvaguardare il sistema di tutela agroalimentare in Sicilia. E le competenze in questo settore sono state scarse perché non è stata migliorata la qualità e la dignità del lavoratore stesso. Serve in sostanza un investimento di 160 milioni di euro per la Regione, per tutto il sistema non per il singolo lavoratore”.

L’assemblea è stata presieduta da Stefano Munafò, segretario territoriale generale della Uil Siracusa-Ragusa-Gela, il quale ha aggiunto: “la Uila è oramai diventata una organizzazione capillare, un po’ come quella dei Pensionati, che risponde alle esigenze del territorio e degli iscritti. L’agricoltura ovviamente non può camminare da sola e nel congresso confederale di aprile sarà argomento centrale insieme con il turismo e l’industria, perché sono i capisaldi per superare il momento di crisi. Nel 2001 quando sono passato alla Confederazione generale, la Uila era commissariata e disorganizzata perché c’erano altre esigenze. Poi con l’attività di Franco Bartolo in primis e quella di Sebastiano Di Pietro successivamente, siamo riusciti a mettere su una categoria che si è guadagnata grande rispetto tanto più che siamo la prima organizzazione a Siracusa”.

Diverse le autorità istituzionali e del territorio intervenute, per le conclusioni che sono poi state affidate a Giorgio Carra, componente della segreteria nazionale Uila.

 
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Fonte: www.siracusanews.it





ROTAZIONE DI PERSONALE, FORMAZIONE DEI DIPENDENTI E UN ACCORDO CON LA LOMBARDIA PER RENDERE EFFICIENTE LA SICILIA, VERSO LA RIFORMA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE



MARTEDÌ 16 IL PRIMO CONFRONTO UFFICIALE SU CONTRATTO E RIORGANIZZAZIONE

13 gennaio 2018
“Chi ha tempo non aspetti tempo è sempre stato il mio motto fin da quando ero sindaco quindi non faremo passare tempo invano ma non mi faccia sbilanciare troppo sui tempi, dobbiamo fare cose ben ponderate e nei tempi giusti. Penso che entro un anno, poco più o poco meno, potremo dar vita ad una macchina regionale migliore”.

L’assessore regionale alla Funzione Pubblica e alle Autonomie locali Bernadette Grasso spiega a BlogSicilia come cambierà la Regione e come la farà diventare efficiente per il cittadino ma senza dimenticare i dipendenti regionali il cui contratto è scaduto ormai da un decennio e che ‘meritano’ un rinnovo.

“Rinnovare il contratto dei dipendenti regionali è un impegno che abbiamo preso come governo e che intendiamo mantenere. Ma a me non piace parlare solo del ‘quantum’. Insomma non possiamo fermarci ai soldi e agli aumenti e su questo ho già avuto abboccamenti informali con i sindacati. Questa è l’epoca della responsabilità e dobbiamo parlare di servizi efficienti e di interesse dei cittadini. Martedì ci siederemo al tavolo con i sindacati e in quella sede voglio parlare di efficientamento, di servizi da rendere al pubblico, di Regione amica, di formazione del personale, di rimodulazione delle piante organiche e di spostamento di personale là dove serve prelevandolo dai dipartimenti ingolfati. E poi, naturalmente, di rinnovo dei contratti anche sul fronte economico. Insomma dobbiamo parlare di questione giuridiche e organizzative e di questioni economiche”.

L’assessore ha una visione chiara ma non vuole impegnarsi sui tempi perchè sono troppe le emergenze e le cose da fare. Dunque si dà un orizzonte generale di un anno per fare le cose di cui parla tenendo presente che ci sono tanti passaggi prima di arrivare ad un piano organico e pensato.

“Dalla prima ricognizione della situazione si evidenziano servizi ingolfati di lavoro dove sarebbe opportuno avere maggiore personale, ed altre strutture con forse più personale di quanto non ne serva. da un lato è un problema organizzativo ma dall’altro è anche una questione di opportunità. Capita, infatti, che ci sia personale fuori posto. Spostarlo da un incarico ad un altro non può essere fatto senza tenere conto della conoscenze, delle capacità e dell’esperienza maturata. Ed è per questo che parlo di formazione. E0 necessario che il personale che verrà inviato a coprire alcuni servizi specifici dove c’è carenza debba essere formato per svolgere quella attività se non ha esperienza o qualifica specifica. insomma dobbiamo evitare di lasciare tutto affidato alla buona volontà del singolo”

Assessore in questo senso c’è un’ampia piattaforma del Cobas/Codir che in diciassette pagine avanza una serie di proposte anche giudiche e organizzative. Vi si parla di tanti settori dell’amministrazione

“Ho avuto quel documento e gli ho dato una scorsa anche se non sono ancora entrata nel dettaglio. Lo farò nei prossimi giorni ma in linea di massima mi sembra che si parta da buone basi di confronto ovvero dall’intenzione di fornire all’amministrazione una macchina più efficiente, al cittadini servizi migliori e così dare anche maggiore soddisfazione al personale”.

C’è, però, il problema della risorse. Dove prenderete i soldi per gli aumenti?

“Come le dicevo martedì sarà il giorno del primo incontro ufficiale con i sindacati, In quella occasione avremo al tavolo anche l’assessore all’economia Gaetano Armao. Certamente dovremo fare i conti con le risorse. Avviamo un discorso con la consapevolezza che faremo tutto ciò che si potrà fare nell’attuale situazione. Ma lo faremo tutti insieme guardando a ciò che si può fare senza cercare di attingere al libro dei sogni”.

Ma l’attenzione dell’assessore e del Governo sarà incentrata proprio sull’efficienza dei servizi “Il personale deve essere messo nelle condizioni di rispondere il maniera rapida a ogni esigenza. Non è ammissibile che a fronte di esigenze specifiche si impieghi un anno e mezzo per stilare, ad esempio, una graduatoria oppure quasi un anno per rilasciare un parere. Servono tempi certi, burocrazia efficiente e questo migliorerà anche i rapporti con i cittadini e inciderà positivamente sull’economia e sullo sviluppo di questa terra. Noi possiamo farlo con un razionale utilizzo del personale, mettendo lo stesso personale in condizione di fare bene il proprio lavoro e sono certa che creando le giuste condizioni la macchina regionale funzionerà meglio”.

Una rivoluzione copernicana, dunque, partendo da concetti che sono, però, quasi l’uovo di Colombo. Concetti di buon senso e di buona amministrazione “Per essere sicuri di fare bene queste riforme organizzative – conclude Bernadette Grasso – abbiamo già avviato una discussione con la Regione Lombardia. So che anche il Presidente dell’Ars sta predisponendo accordi di collaborazione con il Presidente dell’Assemblea Lombarda. L’idea è quella di mutuare le buone pratiche che vengono messe in atti lì e duplicarle anche qui da noi. Basta con la Regione canaglia e inefficiente, vogliamo che la Sicilia diventi una regione normale se non proprio e non subito virtuosa”.

Martedì il primo confronto ma intanto sul tavolo dell’assessore ci sono le emergenze che vanno dai precari alle risorse necessarie alle ex province fino ai commissari per gli Enti di area vasta.
di Manlio Viola

Fonte: palermo.blogsicilia.it




UN "TAVOLO" CONTRO L'EMERGENZA CINGHIALI A PALERMO, CORDARO: SERVONO STRADE PIÙ PULITE. ALL'INCONTRO HANNO PARTECIPATO ANCHE IL DIRIGENTE DEL CORPO FORESTALE DELLA SICILIA FABRIZIO VIOLA, E I TECNICI DEGLI ASSESSORATI REGIONALI AGRICOLTURA E FORESTE E TERRITORIO E AMBIENTE



LE STRATEGIE

11 Gennaio 2018
PALERMO. Un tavolo di discussione per affrontare l'allarme cinghiali a Palermo. Questa la decisione dell'assessore regionale del territorio e ambiente Toto Cordaro e del vice sindaco della città Sergio Marino dopo l'avvistamento di un cinghiale in via dell'Olimpo e l'introduzione di uno di loro all'interno di una scuola di Tommaso Natale.

All'incontro hanno partecipato anche il dirigente del corpo forestale della Sicilia Fabrizio Viola, il responsabile dell’associazione Ranger d'Italia Vincenzo Provinzano, e i tecnici degli assessorati regionali agricoltura e foreste e territorio e ambiente. A favorire la presenza dei cinghiali nelle zone urbane sarebbero i residui di cibo per le strade, ecco perché uno degli obiettivi è quello di mantenere la città più pulita, soprattutto le aree periferiche. Si invitano inoltre i cittadini a comunicare tempestivamente eventuali avvistamenti e osservare le norme igieniche nelle zone in prossimità di Monte Pellegrino e Billiemi.

Il vice sindaco Marino si è impegnato a potenziare il controllo del territorio da parte dei vigili urbani di Palermo, per accertare l’eventuale presenza di allevamenti abusivi di cinghiali, mentre gli uffici della Regione predisporranno un piano di eventuale cattura dei cinghiali da sottoporre all’istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale.

"Abbiamo a cuore la salvaguardia del territorio e l’incolumità dei cittadini – ha dichiarato Cordaro -Occorre, però, che ciascuno faccia la sua parte. Per questo è importante la collaborazione attiva di tutti nel mantenere gli spazi aperti privi di residui alimentari. Insieme al Comune di Palermo stiamo eleborando un piano di comunicazione mentre è all’esame dei tecnici l’attivazione di un numero verde per le segnalazioni di cinghiali".

© Riproduzione riservata

Fonte: palermo.gds.it





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