23 ottobre 2017

MUSUMECI: SPERO DI POTENZIARE IL CORPO FORESTALE E DI TIRARE FUORI I FONDI PER OPERARE SULLE AREE BOSCHIVE GIÀ IN MARZO-APRILE, COSÌ DA POTER PREVENIRE L'EMERGENZA INCENDI. SERVE UNA MAGGIORE PRESENZA DI UOMINI IN DIVISA. IL BLOG: PURTROPPO SULL'AUMENTO DELLE GIORNATE LAVORATIVE NON C'È TRACCIA



LE REGIONALI 

Elezioni, Musumeci agli alleati. "Sarò libero, o andiamo tutti a casa"


di Antonio Giordano
Terzo appuntamento con i forum di LiveSicilia in vista delle elezioni del 5 novembre. Ospite di oggi il candidato del centrodestra. IL VIDEO.

PALERMO - "Questa è la mia ultima avventura elettorale. Se dovessi trovarmi davanti qualcuno che pensa che la Sicilia è quella di venti anni fa in cui si può condizionare il potere del capo del governo siciliano, deve prepararsi a essere cacciato fuori”: Nello Musumeci, candidato del centrodestra alla presidenza della Regione, risponde così a una domanda dei lettori di Livesicilia sull’influenza di Cuffaro e Lombardo nella sua coalizione. “I siciliani devono sapere che il maggiore garante di questo progetto sono io, con la mia storia – prosegue Musumeci - non c’è un avversario che dica che io sia stato sfiorato dalla magistratura, e in questo mi considero un vincitore morale: il fatto che debbano ricorrere ai miei alleati per attaccarmi è già un grosso risultato”. 

Nel corso del forum con la redazione di Livesicilia, Musumeci ha affrontato anche la questione della sanità siciliana. A partire da un suo possibile assessore: “Non ho ancora un nome, ma di sicuro non sarà qualcuno che ha già ricoperto questo ruolo. Per una questione di discontinuità”. “A differenza di Cancelleri – ha detto poi Musumeci - i manager non li cerchiamo fuori dalla Sicilia: è una vergogna che un candidato presidente della Regione possa mettere in dubbio che questa regione abbia i talenti e le responsabilità necessarie a guidare la sanità”. 

Spazio, tra le domande dei lettori, a molti temi che riguardano il programma. Sulla prevenzione degli incendi boschivi, Musumeci ha sottolineato che “servono misure repressive più aspre e soprattutto preventive, con una maggiore presenza nella aree boschive e rurali di uomini in divisa. C’è tanto bisogno di più Stato e Regione in Sicilia”. A proposito del lavoro, il candidato del centrodestra ha parlato di centralità delle imprese, soprattutto medie e piccole: “Noi abbiamo usato soldi pubblici per creare un precariato insostenibile, invece se mettiamo l’impresa al centro della politica per il lavoro possiamo davvero incoraggiare la crescita, offrendo orientamento e formazione di base. Se le piccole e medie imprese producono e investono, assumono. Se invece chiudono, l’economia rimarrà stagnante. La ripresa in Sicilia è a distanza di un anno, ma bisogna rendere la Sicilia un polo attrattivo del mediterraneo”. E sull’autonomia siciliana: “Deve tornare a essere una grande opportunità se no è meglio cancellarla, perché diventa una foglia di fico dietro cui nascondere le vergogne di molti uomini politici. Lo statuto deve essere sottoposto a revisione per adeguarlo al contesto italiano ed europeo”.

LA  DIRETTA

Terzo appuntamento con il ciclo di forum nella redazione di LiveSicilia con i candidati alla presidenza della Regione. Oggi ospite della nostra redazione il candidato del centrodestra Nello Musumeci. 

14.03 - L'intervista si conclude con le politiche per le piccole e medie imprese: "Non ce la fanno più, hanno troppe difficoltà per l'accesso al credito. Dobbiamo rivedere alcune diseconomie, a partire dal neccessario snellimento della burocrazia. Poi l'accessibilità, le infrastrutture, il completamento della banda larga. Le piccole imprese vanno collocate al centro delle nostre attenzioni. Dobbiamo fare in modo che la Sicilia diventi polo d'attrazione per i capitali stranieri. Io voglio che l'impresa torni a essere la fonte di ricchezza dell'economia siciliana". 

13.48 - "Questa è la mia ultima avventura elettorale". Poi, Musumeci aggiunge: "Se cercheranno di controllarmi, io manderò tutti a casa". 

13.46 -  Musumeci affronta lo scottante tema delle "liste pulite": "Io non ho mai fatto parte né del governo Cuffaro né del governo Lombardo, perché ritenevo che non ci fossero le condizioni per partecipare a quelle esperienze. Non ho mai messo piede alla Regione siciliana. Io sono un uomo libero che si è candidato contro Cuffaro nel 2006 e contro Lombardo nel 2008. La mia garanzia è proprio il mio passato: non sono mai stato sfiorato dalla magistratura. Il fatto che debbano ricorrere agli alleati del centrodestra per attaccarmi, è per me già una vittoria. Il tema in Sicilia delle liste pulite l'ho posto proprio io, due mesi, in coerenza con quello che ho fatto per 5 anni da presidente della Commissione Antimafia dell'Ars. La politica deve svolgere un'azione di prevenzione. Ho chiesto ai partiti di mettere da parte qualche candidato discusso, qualcuno mi ha ascoltato, qualcuno non mi ha ascoltato. Ma siccome non abbiamo le liste bloccate in Sicilia, gli elettori faranno la dura selezione che i partiti non hanno voluto o potuto fare. Ho fiducia negli elettori siciliani, che non esprimeranno soltanto un voto di apparato. I candidati chiacchierati non vanno votati.  La responsabilità di certi tipi di liste va a chi le ha fatte non al candidato presidente. La mia forza è proprio la mia libertà". E a Cancelleri, che lo aveva accusato per i candidati "impresentabili" dice: "Facile dire che loro non ne hanno, sono in politica da pochissimo tempo". 

13.41 - "Per non fare partire i nostri ragazzi serve rivedere il sistema formativo ed educativo e mettere le imprese nella possibilità di assumere. E poi, attraverso gli incubatori di impresa, dobbiamo agevolare l'autoimprenditorialità. La Regione non può essere matrigna, quante ombre e opacità ci sono state fino a oggi nelle procedure di finanziamento. Un territorio che si priva di giovani energie è un territorio destinato alla decadenza. E non mi rassegno all'idea che tra vent'anni saranno le braccia degli immigrati a sostituire le braccia dei nostri figli. Ben vengano quelli non clandestini, ma non possiamo fermarci a questo. La Politica deve chiedersi piuttosto perché le culle sono vuote. È mancata una politica per le famiglie. E noi dobbiamo intervenire subito e in maniera incisiva su questo". 

13.35 - "Non ho ancora pensato al mio possibile assessore alla Sanità, ma chi sarà scelto non avrà mai ricoperto questo ruolo", annuncia il candidato del Centrodestra Musumeci. 

13.31 - Si passa poi alle domande dei nostri lettori sulla Sanità e il candidato del centrodestra risponde immediatamente all'avversario del Movimento 5 Stelle: "A differenza di Cancelleri, noi i manager li cercheremo in Sicilia. È una vergogna che un candidato alla presidenza della Regione possa sminuire fino a questo punto la propria regione. Il manager della Sanità deve essere libero da qualsiasi appartenenza, ma la cosa più importante è che sia competente. E in Sicilia ce ne sono molti di medici competenti. Dobbiamo sottrarre la Sanità al controllo dei politici non al controllo della Politica. Il piano per la Sanità varato dall'assessore Guacciardi (della giunta di Crocetta, ndr) può essere la base di partenza, non dico che dobbiamo ripartire da zero, ma ci sono numerose carenze che dobbiamo recuperare. Un punto su tutti: il potenziamento della medicina di base". 

13.25 - "Spero di poter potenziare il corpo Forestale della Sicilia, che conosce ogni anfratto e ogni angolo delle campagne siciliane, perché potrebbe rappresentare un presidio di legalità sul territorio. Inoltre, spero di tirare fuori dal Bilancio della Regione i fondi per operare sulle aree boschive già in marzo-aprile, così da poter prevenire l'emergenza incendi. E mi impegnerò per il recupero delle aree demaniali della Regione, un patrimonio che deve essere una risorsa. Alcuni beni che non sono funzionali e quindi vanno messi sul mercato per lasciare che i privati, rispettando alcuni vincoli, possano sfruttarli per creare ricchezza". Musumeci, poi, aggiunge: "Se diventerò presidente scioglierò l'Esa. Il personale, che è molto competente, verrà recuperato in altri uffici, ma non possiamo tenere un ente che non è utile". 

13.18 - "La Sicilia non deve chiedere maggiore autonomia al governo nazionale, ma deve chiedere il rispetto delle prerogative statutarie che già abbiamo. A partire dal rispetto degli articoli 34-37 dello Statuto. L'autonomia che ci è stata assegnata è stata colta dalle classi dirigenti che ci hanno governato fino a oggi come privilegio piuttosto che come opportunità. E lo Statuto speciale è stato snaturato. Credo che serva una revisione dello Statuto perché la Regione è in ginocchio e ha bisogno di tutti gli strumenti possibili per tentare di risalire. Faccio un esempio: la Sicilia non ha motivo di inseguire il Senato per il trattamento economico delle sue Istituzioni, è un privilegio inaudito e inconcepibile, ma il disegno di legge che avevo presentato su questo tema non è mai stato affrontato dal Parlamento regionale". 

13.12 - Musumeci affronta il tema caldo della Formazione professionale, su cui molti lettori hanno inviato le loro domande: "Il modello della Formazione professionale così come è stato concepito in Sicilia non ha funzionato. Noi pensiamo che la Formazione professionale deve rispondere alle esigenze del mercato produttivo e preparare nuovi lavoratori. Crocetta che diceva di non voler fare macelleria sociale, ha buttato sulla strada migliaia di formatori. Daremo subito corso all'Avviso 8 perché dobbiamo riaprire le saracinesche. Nel frattempo, lavoreremo a una riforma organica del settore. E io immagino un'Agenzia regionale per la Formazione, un organismo agile e snello che permetta, attraverso, voucher, sportelli e altro, di far marciare il settore. Ovviamente, chiederemo l'interlocuzione degli enti di formazione che hanno dimostrato di essere all'altezza delle responsabilità che hanno nei confronti del denaro pubblico. Dobbiamo porre fine alla pagina vergognosa del precariato nella Formazione professionale" 

13.07 - "La Regione siciliana è la macchina che deve affrontare e risolvere i problemi del territorio. Ma se la regione stessa è un problema non può farlo. Per risolvere il problema regione, serve innanzitutto motivare il personale dipendente. Elefantiaco quanto si voglia, è un'eredita che non possiamo rifiutare. Dobbiamo motivare e premiare quello competente e neutralizzare qualche scansafatiche, raccomandato di turno, convinto che in ufficio si vada per bivaccare. E poi, grazie alle nuove tecnologie, dobbiamo chiedere al cittadino il suo grado di soddisfazione. La rivoluzione ci sarà solo se classe dirigente e classe dirigente politica marceranno allo stesso passo".
23 Ottobre 2017

Fonte: livesicilia.it


Gli impegni per i lavoratori forestali dell'On. Musumeci qualora venisse eletto Presidente:




L'intervento integrale dell'On. Musumeci, "Lista Musumeci" al 2° Congresso del Sifus/Confael

Nello Musumeci: dove li mettiamo i diritti acquisiti dei lavoratori forestali? Sono 20mila padri di famiglia. ;i mandiamo in mezzo alla strada tutti o troviamo un modo utile per impiegarli veramente? Serve personale che controlli le riserve naturali, sì o no? Serve personale che intervenga nelle aree protette e, in generale, in quelle demaniali, sì o no?

L'On. Nello Musumeci nonostante la sconfitta elettorale rimane favorevole alla stabilizzazione. Battibecco con alcuni lavoratori. Video eclusivo

Musumeci con l'elemosina di ottanta euro ai forestali, che chiedono di lavorare tutto l'anno e non solo due mesi, credo sia davvero squallido"

Musumeci: ai forestali non ho promesse da fare, ma dobbiamo chiudere questa vergognosa pagina del precariato in Sicilia

Nella chiacchierata con Umberto Teghini, il candidato alla presidenza della regione Nello Musumeci, si sfoga

Nello Musumeci: sui forestali credo poco alla stabilizzazione. La soluzione migliore credo sia quella di trovare un’intesa col governo centrale. C’è bisogno di questa forza lavoro anche per altre competenze. In tal modo lavorerebbero tutto l’anno






REGIONALI SICILIA, CANCELLERI: 'MUSUMECI AMMICCA A SINISTRA? FA RIDERE'

Il candidato del Movimento 5 Stelle alla presidenza della Regione 
siciliana, Giancarlo Cancelleri, partecipa a un Forum dell'ANSA © ANSA

23 Ottobre 2017
Candidato M5s al Forum ANSA, preoccupato perché è indietro

"Fa ridere l'invito di Musumeci agli elettori del centrosinistra per il 'voto utile'. E' evidente che sia preoccupato perché sa di essere indietro, così si spinge persino a chiedere alla sinistra di votarlo: vi immaginate uno di sinistra che vota per Miccichè, Cuffaro e Genovese?". Così il candidato alla presidenza della Regione siciliana per il M5s, Giancarlo Cancelleri, nel corso del Forum organizzato dall'ANSA.

"Altro che 'usato garantito', l'esperienza di Musumeci è un 'bidone garantito' - ha attaccato ancora Cancelleri -, con lui ci sono Miccichè, Cuffaro e Genovese: sono quelli che hanno distrutto la Sicilia".

"Non facciamo accordi né prima né dopo le elezioni e rispedisco al mittente gli inviti di chi dice di avere punti di convergenza con noi. Il M5s non fa alleanze con gli altri partiti, la Sicilia ha bisogno di un'alleanza tra la politica e il buon senso", ha aggiunto Cancelleri. "Con o senza la maggioranza - dice Cancelleri - noi porteremo in Assemblea le nostre proposte a breve, medio e lungo termine e chi vorrà sostenerle lo farà; certamente per questo non daremo assessorati o poltrone di sottogoverno a nessuno".

Cancelleri ha detto di essere stato insultato dagli avversari: "Io - ha sottolineato - non insulto gli avversari, altri invece come me lo fanno: sono stato accusato di essere come l'Aids, di nutrirmi del sangue umano, di essere solo un geometra. No, ho fatto anche il magazziniere sporcandomi le mani di grasso. Questo Paese è fondato sui titoli di studio oppure sull'onestà e la credibilità?. Mi dicono che sono incompetente, ma io non ho mai governato la Regione, dunque mettetemi alla prova. Incompetenti sono quelli che hanno dimostrato il proprio fallimento: Miccichè, Cuffaro, Genovese e i tanti volti vecchi e riciclati che sostengono Nello Musumeci".

Fonte: www.ansa.it



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Lo strano appello di Musumeci agli elettori di centrosinistra: per caso, comincia ad avere paura di perdere?




CANCELLERI: "CAMBIEREMO I DIRIGENTI REGIONALI, CURA DIMAGRANTE PER L'ARS"


23 Ottobre 2017
PALERMO. "Il nostro obiettivo è di spostare il fondo pensioni dal bilancio dell'Assemblea siciliana a quello della Regione, in questo modo non solo allineiamo il Parlamento agli altri Consigli regionali ma riduciamo anche i costi, tutto questo tutelando ovviamente i dipendenti di Palazzo dei Normanni che hanno grandi professionalità che ho apprezzato durante la legislatura che sta per terminare".
Così il candidato del M5s alla presidenza della Regione siciliana, Giancarlo Cancelleri, nel corso del forum all'ANSA. "L'Ars costa 150 milioni di euro all'anno - aggiunge Cancelleri - Pensiamo di potere intervenire facendo una bella cura dimagrante. Certamente aboliremo i vitalizi con un risparmio di 1,7 milioni mentre dal taglio delle indennità dei deputati recupereremo altri 3,5 milioni di euro. Garantisco che chi lavora all'Ars non ci rimetterà nulla, perché apprezziamo il lavoro straordinario di dirigenti e funzionari, la cui competenza tante volte ha permesso di disinnescare pessime figure legislative".
Cancelleri annuncia che applicherà la legge regionale che permette al nuovo governo di azzerare le nomine fatte dall'attuale giunta regionale.
"Avvierò lo spoils system dei dirigenti generali della Regione, chi ha guidato i dipartimenti starà fermo un turno e darà spazio ai tanti, tra i 1.400 dirigenti, messi ai margini in questi anni per giochi di partito pur avendo le competenze. E sostituirò subito il segretario generale della Regione Patrizia Monterosso, perché in questo ruolo non può rimanere una persona che ha guai giudiziari".
E ancora: "Abbiamo chiesto l'intervento dell'Osce in Sicilia perché siamo veramente preoccupati che il voto possa essere inquinato dagli 'impresentabili' nelle liste di Musumeci, alcuni di questi sono coinvolti in reati di voto di scambio. Non mi pare sia una vergogna avere l'Osce in Sicilia". Cancelleri ha confermato che dopodomani incontrerà il direttore generale dell'Osce per ribadire la richiesta d'invio degli osservatori per monitorare le elezioni del 5 novembre.
"Io non insulto gli avversari, altri invece come me lo fanno: sono stato accusato di essere come l'Aids, di nutrirmi del sangue umano, di essere solo un geometra. No, ho fatto anche il magazziniere sporcandomi le mani di grasso. Questo Paese è fondato sui titoli di studio oppure sull'onestà e la credibilità?". 

© Riproduzione riservata

Fonte: gds.it





SCHEDA ELETTORALE SBAGLIATA, SCOPPIA LA GRANA TECNICA IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 5 NOVEMBRE (FOTO)

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23 Ottobre 2017
Ci sarebbe un grave errore grafico nella scheda elettorale predisposta per il rinnovo del Presidente della Regione e dell’Assemblea regionale siciliana prevista per il prossimo 5 novembre. Una veste grafica che rischia di indurre in errore l’elettorale e, in taluni casi, di far annullare voti validi.
In base all’allegato A secondo comma del decreto del presidente della Regione numero 268 del 2005 che regola le modalità di predisposizione della scheda, il nome del capolista della lista regionale (candidato presidente ndr) deve essere posto al centro del grande rettangolo a ciò dedicato.
Nella scheda così come è stata predisposa (che vedete in foto) il nome si trova, invece, al margine sinistro. “Questo comporta il rischio che nel segnare il nome del candidato presidente che si vuole indicare – dice a BlogSicilia Totò Caltagirone, responsabile amministrativo della segreteria politica di Saverio Romano – si sbordi con la matita copiativa nello spazio della lista al fianco. Se poi l’elettore vuole, invece, votare un altro partito, come è suo preciso diritto, c’è il rischio che il presidente del seggio consideri il voto nullo perchè non risulta chiara la volontà dell’elettora di indicare questo o quel partito essendo presenti segni in due spazi. L’esperienza ci insegna che si tratta di un rischio concreto e non solo di una mera ipotesi scolastica”
La vicenda è stata segnalata con lettere ufficiali alle prefetture ed alla Regione siciliana e si attende una analisi della situazione ma basta guardare la scheda per verificare che le disposizioni precise e chiare del decreto presidenziale 268 non sono rispettate. Per rispettarle basta mettere il nome del candidato al centro del grande rettangolo allontanandolo dall’elenco dei partiti apparentati evitando, così, qualsiasi rischio. Ma mancano solo due settimane e la stampa delle schede è in corso.
di Manlio Viola

Fonte: palermo.blogsicilia.it





STABILIZZAZIONE DEI PRECARI A DUE SETTIMANE DALLE ELEZIONI, È GUERRA FRA POVERI



23 Ottobre 2017
Scoppia a due settimane dal voto la guerra dei precari.La fretta di mettere in campo atti di stabilizzazione finisce nel mirino dei rappresentanti dei regionali che considerano il governo arrivato finalmente al capolinea.
Quel che il Cobas Codir contesta duramente al duo Baccei-Crocetta sono, ancora una volta, “modalità e tempi scelti per scatenare vere e proprie guerre tra poveri senza che, peraltro, ce ne fosse alcuna ragione, scegliendo il momento elettorale per emulare il classico cliché del voto di scambio”.

“La smania di raccattare voti dal disagio dei precari – scrivono i responsabili del sindacato – ha fatto perdere di vista all’agonizzante governo, che tali operazioni vanno condotte nel pieno rispetto dei diritti degli interessati ma anche nel rispetto dei principi costituzionali e contabili, nonché tenendo conto del fatto che – prima di nuove immissioni di personale negli organici – buon senso e logica, vorrebbero che si valorizzasse il personale che già c’è”.
“E’ il caso di tutti i dipendenti regionali di ruolo del comparto non dirigenziale della Regione siciliana – scrivono – che, ormai da qualche anno, attendono un indispensabile processo di riclassificazione utile a una loro più efficace e moderna utilizzazione oltreché un dovuto riconoscimento alla carriera bloccata da quasi 30 anni”.
“Questo processo di stabilizzazione, invece, messo in piedi in fretta e furia – continuano – da un governo dalle sembianze circensi, null’altro è, in realtà, che l’applicazione della cosiddetta legge Madia in materia di stabilizzazioni che, approvata dal governo nazionale, prevede un percorso ancora lungo e tortuoso che presumibilmente durerà quattro o cinque anni e consentirà le prime stabilizzazioni non prima di un anno. A ciò si aggiunga il rischio concreto (mal celato dagli addetti) che molti di questi precari possano addirittura perdere il posto a causa delle selezioni pubbliche cui dovranno sottoporsi. Si tratta di coloro che non ‘dimostrino di essere stati reclutati a tempo determinato con procedure concorsuali anche espletate presso amministrazioni pubbliche diverse da quelle che procede all’assunzione’”.
“Alle selezioni potranno partecipare – con varie riserve di legge – anche semplici cittadini o dipendenti di ruolo. Ci sembra, inoltre, ingiusta, a questo punto, anche l’esclusione da questo processo di ex precari storici come il personale dei cosiddetti bacini culturali (ex catalogatori)”.
“Questa operazione sarà, comunque, gestita dal nuovo governo che uscirà vincente dalle prossime elezioni del 5 novembre e che potrebbe intervenire anche sulla materia, apportando eventuali modifiche e rinvii a quanto oggi avviato in questo scorcio di fine legislatura”.
Per il sindacato vanno stabilizzati subito nei ruolo i precari diretto della Regione che sono 58 (37 in fascia A e 21 in fascia B) mentre per gli altri va avviato il percorso con la collocazione in Resais, la partecipata regionale già usata in passato, ma la vicenda appare tutt’altro che semplice.
di Manlio Viola

Fonte: palermo.blogsicilia.it



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Cgil, Cisl e Uil. Stabilizzazioni, i sindacati: "Anche per precari di enti locali". Il Blog: anche per i lavoratori forestali




IL VENETO DI ZAIA E LA LOMBARDIA DI MARONI GIOISCONO PER IL SI ALL'AUTONOMIA. QUESTI SIGNORI, CHE SONO GLI ALLEATI DI MUSUMECI, NON HANNO PIÙ INTENZIONE DI PAGARE GLI STIPENDI AI LAVORATORI FORESTALI SICILIANI



Luca Zaia: in Sicilia hanno gli stessi forestali del Piemonte, e si meritano pure un aumento di 80 euro. Ditemi voi se, di contro, il Veneto virtuoso non ha diritto a piena autonomia. Non si fa attendere la nota del blog
Veneto. Autonomia non significa indipendenza. Poi non meravigliamoci degli sprechi della Sicilia, come i 28mila forestali. Praticamente la Sicilia istituisce il reddito di cittadinanza assumendo tutti come forestali

Allucinante. Referendum della Lombardia del 22 ottobre. Maroni a Sky Tg24: disposto a dare contributi al sud, però non per gli stipendi dei forestali. Forza Italia sosterrà il referendum. In Sicilia queste persone stanno con Musumeci. Occhio colleghi! Guarda il video 

L'autonomia non è egoismo ma un "taglio" all'ipocrisia. Volete voi che la Lombardia che ha 10 milioni di abitanti e 3mila dipendenti, la smetta finalmente di mandare soldi alla Sicilia che ha 20mila dipendenti, ovvero 14 volte tanto? La Calabria ha 10.500 forestali (uno ogni 191 abitanti) per 6.500 km quadrati di foreste





COME MIGLIORARE IL SERVIZIO ANTINCENDIO. MERCOLEDÌ 25 OTTOBRE, INCONTRO A PALERMO CON L'ASSESSORE DESIGNATO DEL M5S, GIAMPIERO TRIZZINO

Ricevo e pubblico  
da Tonino Genova 
Responsabile Gruppo Facebook
Lavoratori Forestali Movimento5Stelle




Egregi colleghi del SERVIZIO ANTINCENDIO BOSCHIVO, Mercoledì 25 OTTOBRE a PALERMO in VIA SAVERIO SCROFANI 56 ZONA PIAZZA DON BOSCO alle ore 18,00 ci sarà un incontro con il futuro Assessore al Territorio Ambiente 5 stelle Avvocato Giampiero Trizzino. Partecipiamo numerosi. Si discuterà come migliorare il nostro servizio, e delle prospettive di incremento occupazionale del SAB con il governo a 5 stelle





L'ANALISI. REGIONE, I CONTI ALLA RESA DEI CONTI. LE OMBRE SUL BILANCIO DELLA SICILIA



di Accursio Sabella
I rilievi del Mef, l'impugnativa della Corte dei conti e il peso dei debiti. E l'idea di una “due diligence” delle finanze regionali.


PALERMO - “La prima cosa che farò da presidente della Regione, dopo aver eliminato i vitalizi, le pensioni da privilegiati e dimezzato gli stipendi degli onorevoli siciliani, sarà quella di avviare una ''due diligence'' con la Corte dei Conti, cioè un controllo approfondito sul bilancio della Regione”. È la promessa, che suona un po’ come una minaccia, di Giancarlo Cancelleri, candidato alla presidenza della Regione per il Movimento 5 stelle. Un’idea che ha visto la condivisione dello scrittore Pietrangelo Buttafuoco, ospite pochi giorni fa del blog di Beppe Grillo. 

La due diligence 

Una “due diligence”, come soluzione per allontanare i dubbi dai conti della Regione. Conti sui quali, al di là del racconto, legittimo, dei diretti interessati, si sono nuovamente addensate le nubi. Dubbi messi nero su bianco direttamente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze che ha inviato ai dirigenti della Regione, pochi giorni fa, un documento molto duro. Una bocciatura di diverse parti dell’assestamento di bilancio e del collegato alla Finanziaria: censure sulle norme che riguardano Riscossione Sicilia, l’Ufficio stampa della Regione, le pensioni integrative, l’inserimento dell’Arpa tra gli enti del sistema sanitario regionale e molte altre. In parecchi casi, il Ragioniere generale dello Stato ha chiesto chiaramente di impugnare commi e articoli perché incostituzionali, spesso per l’assenza della copertura finanziaria. Ma non solo. Il Mef ha sottolineato forse l’aspetto più critico: il governo ha usato, per gli equilibri di bilancio, somme in conto capitale al posto di quelle destinate alla spesa corrente. Insomma, per coprire la spesa sono stati usati soldi destinati invece agli investimenti in Sicilia. 

I rilievi del Mef e il rischio impugnativa

C’è poi un altro aspetto a rendere problematica la questione dei conti, alla luce delle carte del Ministero: il mancato rispetto da parte di Crocetta di uno dei ‘patti’ sottoscritti con lo Stato, in occasione del riconoscimento alla Sicilia dei trasferimenti necessari per chiudere il bilancio in cambio della rinuncia ai contenziosi. Quale sarà adesso la reazione dello Stato? Quali saranno gli effetti del mancato raggiungimento dell’obiettivo previsto e relativo alla riduzione delle spese? Tutti interrogativi che pioveranno sul governo che verrà. 

A prescindere dalla decisione, prossima ormai, della Presidenza del consiglio dei ministri. Che, è bene ricordarlo, è un organo politico. E può anche decidere di non impugnare le due leggi regionali oggetto dei rilievi dei dirigenti apicali del Mef (assestamento e Finanziaria-bis) a prescindere appunto da quegli stessi rilievi. 

Le ombre sulla Finanziaria 

Lo aveva già fatto, del resto, il governo che è pur sempre di marca Pd, ed è composto per buona parte dagli stessi ministri del governo di Matteo Renzi. Lo stesso, per intenderci, che ha individuato Alessandro Baccei come assessore all'Economia ideale per la giunta siciliana. E in effetti, poche settimane fa era già accaduto. Anche in quell’occasione, il Ministero aveva segnato con matita rossa e blu, una sfilza lunghissima di norme della Finanziaria, ma il governo Gentiloni ha deciso di non impugnare nessuna di quelle norme. 

Eppure, quelle ‘cassate’ erano tante. In brevissima sintesi, per il Mef era incomprensibile la norma che prevede il ripiano del disavanzo degli anni precedenti, era censurabile quella che prevede un accantonamento di 162 milioni che non troverebbe copertura in quanto poggia sulle entrate ancora “virtuali” dell’accordo Stato-Regione, pericolosa la norma sulla liquidazione degli enti da cui “potrebbe derivare una maggiore spesa previdenziale”. E ancora, dubbi erano stati esplicitati sulla norma che prevede il transito dei lavoratori delle società partecipate in liquidazione verso quelle ancora in piedi, sull'utilizzo da parte del Ciapi dei lavoratori degli ex sportelli multifunzionali, sull’operazione immobiliare del Fondo pensioni che tra l’altro si traduce in una iscrizione in bilancio di una entrata di 23 milioni di euro “carente del relativo titolo giuridico”, sulla copertura dei 63 milioni di euro per il Fondo per le disabilità, sulla copertura nei prossimi anni per l’immissione a lavoro di Lsue e Asu, e in generale sulla portata delle entrate e delle spese. Solo esempi, questi, emersi dal carteggio fa tra i dirigenti più alti in grado del Ministero e la Regione. E su cui il Consiglio dei ministri, poco più di tre mesi fa ha deciso di non intervenire. Così, se quei rilievi erano “tecnicamente” fondati, restano tutti lì, per il governo regionale che verrà. Insieme ad altri. 

La difficile parifica: debiti e default 

Quelli emersi dalle durissime prese di posizione del Procuratore generale d’appello della Corte dei conti Pino Zingale. A cominciare da quella più recente. Ossia l’impugnativa al giudizio di parifica. Un ricorso che è giunto fino alle “Sezioni riunite in speciale composizione” della Corte dei conti. Lì, il procuratore ha sollevato dubbi pesantissimi sulla tenuta presente e futura del bilancio. Elementi su cui, in quelle sede, non si è discusso nel merito, visto che il ricorso è stato dichiarato tecnicamente inammissibile, dopo l’approvazione da parte dell’Ars del rendiconto. Il governo regionale si è già difeso sottolineando come la Sezione di controllo abbia “parificato” il bilancio. 

Tralasciando due aspetti: intanto che per la prima volta nella storia dell’Autonomia siciliana, quel bilancio non è stato approvato in prima seduta; e che, anche ai tempi di Lombardo, anni presi come termini di paragone dal governo Crocetta per raccontare la storia di una Sicilia sull’orlo pochi anni fa del default e finalmente risanata, il bilancio era stato parificato. Persino lì, a un passo dal fallimento, era arrivato il via libera della Corte. E così, tutti quei dubbi relativi ad esempio ai Fondi per i derivati, per le perdite delle partecipate, per i contenziosi torneranno quasi certamente in occasione della prossima parifica, a prescindere dal governo. 

Al di là degli aspetti più strettamente tecnici, poi, l’ombra più scura, indicata in una intervista a LiveSicilia dal pm Zingale: “Riteniamo che ci siano forti dubbi sia sui meccanismi di sterilizzazione sulle anticipazioni di liquidità, sia sulla effettività di alcune coperture”. Per farla breve, il rischio, ha detto il Procuratore, è quello del “default”. Ipotesi esclusa categoricamente dal governo Crocetta. Ma un'ombra che si aggiunge ai tanti temi controversi oggetto sia della requisitoria del pm contabile che della relazione della Sezione di controllo in occasione della parifica: dalla dubbia creazione del Fondo immobiliare a capo del Fondo pensioni, passando per la gestione delle società partecipate, fino all’indebitamento enorme della Sicilia. “Un problema generazionale” ha spiegato in quelle ore il presidente delle Sezioni riunite Maurizio Graffeo. Un problema che riguarda il futuro, insomma. Un futuro che fa rima con “nuovo governo”.
22 Ottobre 2017

Fonte: livesicilia.it





LO STRANO APPELLO DI MUSUMECI AGLI ELETTORI DI CENTROSINISTRA: PER CASO, COMINCIA AD AVERE PAURA DI PERDERE?


23 Ottobre 2017

Nella sua lunga storia politica Musumeci ha sempre rivendicato la propria appartenenza alla destra. E non ha mai amato inciuci e consociativismi vari. Perché, a quindici giorni dal voto per le elezioni regionali, invita gli elettori siciliani di centrosinistra a votare per lui? Ha intuito che la rabbia degli elettori dell’Isola è più forte del centrodestra riunificato? O Berlusconi…


Una dichiarazione del candidato alla presidenza della Regione siciliana, Nello Musumeci, merita un commento per il significato politico che assume. La dichiarazione – esternata da Musumeci nel corso di una manifestazione elettorale a Monforte Marina, in provincia di Messina – viene riportata dal quotidiano on line, Live Sicilia:

“Speriamo di vincere non solo con i voti del Centrodestra, la qual cosa mi inorgoglisce tanto, ma di avere anche i voti dell’elettorato del Centrosinistra. Dopo 5 anni di sciagura crocettiana se vogliamo evitare cinque anni di sciagura grillina penso che le persone perbene del Centrosinistra non possono che sostenere il mio impegno. Voglio essere il riferimento di tutta la Sicilia che non si arrende alla desertificazione di questa terra. E noi dobbiamo impedire che i grillini condannino allo stallo una Sicilia che invece ha bisogno di dinamismo, di vigore e di ritrovare la speranza e guardare al futuro, anche utilizzando un linguaggio di pace e non violento come fanno loro. Faccio un appello agli elettori che voteranno PD ognuno con il proprio candidato e la propria lista, fate come volete ma non votate per la presidenza Micari, il massimo rispetto per l’uomo, ma oggi votare per lui è come votare Beppe Grillo”.

Come ‘leggere’, politicamente parlando, questa dichiarazione? Di fatto, è un appello agli elettori di centrosinistra della Sicilia. Un invito esplicito a votare per lui, magari – questa è una nostra supposizione – ricorrendo al voto disgiunto: votate pure per il partito di centrosinistra, ma per la presidenza della Regione votate me, cioè per Nello Musumeci.

La domanda è: perché, a quindici giorni dal voto per le elezioni regionali siciliane, un uomo politico come Musumeci – che ha sempre marcato le differenze con la sinistra – lancia un appello che per metà sa di inciucio e, per l’altra metà, di consociativismo?

La risposta non può che essere una: è evidente che Musumeci sa qualcosa che noi non sappiamo.

Chi scrive non crede molto nei sondaggi: non tanto per il sondaggio in sé – che di certo, se corretto, è un mezzo importante per provare a capire l’orientamento degli elettori – quanto per le speculazioni che, spesso, si celano dietro certi sondaggi, commissionati, talvolta, più per provare ad orientale il voto che per interpretare le intenzioni di voto.

Cosa vogliamo dire? Quello che abbiamo già sottolineato: che, evidentemente, Musumeci conosce cose che noi non conosciamo.

Finora i sondaggi, corretti o di parte che siano, hanno sempre dato Musumeci in vantaggio sul candidato del Movimento 5 Stelle, Giancarlo Cancelleri. Ma nelle ultime settimane sono intervenute due novità, una giudiziaria, l’altra rintracciabile nella ‘spirito’ della rete.

La novità è la storia del sindaco di Priolo, Antonello Rizza, coinvolto in una vicenda giudiziaria. La storia, in sé, non è eclatante. Ma la gestione di questo ‘caso’ – il sindaco di Priolo che rimane candidato alle elezioni regionali – ha contribuito a fare riflettere tanti siciliani.

Attenzione: Rizza è innocente fino a prova contraria. Senza aver subito una condanna è giusto, se lo ritiene opportuno, restare candidato alle elezioni regionali.

Ma talvolta, in politica, ciò che è giusto non è opportuno.

Il profilo d’inopportunità di questa vicenda – supportato dal clamore mediatico che ha assunto – come già accennato, sta portando tanti siciliani a riflettere su un dato politico oggettivo che si riassume in una domanda: chi sono gli alleati di Musumeci?

La risposta è semplice: gli esponenti del centrodestra che hanno già governato la Sicilia.

Insomma: al di là del giudizio sui Governi siciliani di centrodestra, un fatto è chiaro: gli alleati di Musumeci non rappresentano la novità politica e amministrativa. Tutt’altro.

Ora è arrivato il già citato appello dello stesso Musumeci agli elettori siciliani di centrosinistra. Da qui un retropensiero: non è che, per caso, Berlusconi ha tra le mani qualche sondaggio sulle elezioni siciliane sfavorevole a Musumeci e favorevole ai grillini?

Ricordiamoci che l’ex Cavaliere i sondaggi li commissiona bene e li usa altrettanto bene.

Perché tiriamo in ballo Berlusconi? Per un motivo che questo blog scrive spesso: perché il leader di Forza Italia sa che, storicamente, chi vince le elezioni in Sicilia, vince, poi, le elezioni politiche nazionali. E Berlusconi vuole assolutamente vincere le elezioni politiche nazionali previste per la prossima primavera. E quindi ha tutto l’interesse a far vincere Musumeci in Sicilia.

Alla fine – la nostra ovviamente è una supposizione – il pastrocchio elettorale sollecitato da Musumeci (leggere l’invito agli elettori di centrosinistra a votarlo), più che una manifestazione di forza, potrebbe configurarsi come una testimonianza di debolezza politica.

Chissà, magari il centrodestra siciliano riunificato (ma non compatto) potrebbe risultare meno forte della voglia di tanti siciliani di dare un bel calcio alla vecchia politica di un’Isola sempre più martoriata.

L’ultima parola su questa vicenda, ovviamente, la pronunceranno i siciliani il prossimo 5 novembre.

Fonte: www.inuovivespri.it





22 ottobre 2017

LA FARSA DEL CENTRODESTRA CHE LITIGA SULL'ONESTÀ


di MASSIMO LORELLO
19 Ottobre 2017
Il centrodestra che appare spaccato sulla questione morale, nelle segrete stanze della politica sarà invece appattatissimo. Li vedi litigare sui candidati che sono già stati condannati o che sono sotto indagine. Li senti parlare di onestà e, per converso, di presunzione d’innocenza. Ma più si azzuffano in pubblico, più sospetti che in realtà sia tutta una farsa. E’ una tattica antica e collaudata. Per non perderne nemmeno uno dei voti potenziali, la coalizione ha bisogno di rassicurare gli elettori convinti che la questione morale sia una priorità e, nello stesso tempo, tranquillizzare gli elettori che la ritengono una immensa rottura di scatole. Per accontentare gli uni e gli altri bisogna apparire determinati su entrambi i fronti. Ché tanto poi si va tutti d’accordo.

Fonte: dettotranoi-palermo.blogautore.repubblica.it





IL PROGETTO DI DUE GIOVANI: PIANTARE DIECI ETTARI DI BOSCO. RACCOLTA FONDI E VOLONTARI PER FAR RIVIVERE TERRE BRUCIATE


Danilo Daquino 22 Ottobre 2017
Costume e società – A Carlentini, l'imprenditore agricolo Andrea Valenziani e la compagna Justyna Podiaska hanno acquisito dei terreni per favorire il rimboschimento, grazie anche all'acquisto di 250 waterboxx, vasche per accumulare l’acqua piovana e la condensa notturna. «Così preveniamo frane ed esondazioni», spiegano

«Viviamo nel territorio di Carlentini, sulla costa orientale della Sicilia, in un’area che alterna grande bellezza paesaggistica ad un forte degrado legato all’abusivismo edilizio, ai cumuli di rifiuti, ai continui incendi». A parlare sono Justyna e Andrea, due imprenditori agricoli che hanno un sogno in comune: «Vedere il territorio risorgere sotto forma di un bosco profumato». 

Andrea Valenziani, originario di Lentini, ha 36 anni, da dieci – dopo il periodo degli studi – cura i terreni dell’omonima azienda agricola di famiglia di contrada San Lio, nella zona di Carlentini nord, oltre ad essere socio e promotore della rete InCampagna. Justyna Podiaska è la sua compagna, vive in Sicilia da sette anni: «Lei ha il pallino dei boschi – racconta a MeridioNews il giovane – perché è cresciuta in Polonia in mezzo agli alberi e non si capacita del fatto che la nostra regione ne sia praticamente priva, soprattutto nei centri abitati, per questo ha deciso di acquisire alcuni terreni per rimboscarli».

Si tratta degli appezzamenti che appartengono a un loro familiare, limitrofi all’azienda fratelli Valenziani. In origine era un mandorleto che si estendeva per decine di ettari, oggi è stato frazionato tra più proprietari e di mandorli ne resistono pochi: intere distese incolte, infatti, sono ogni anno soggette ad incendi coi quali Andrea e Justyna devono fare i conti, ma grazie ai loro sforzi e al lavoro dei vigili del fuoco, i roghi sono stati contenuti e stanno cominciando a spuntare i primi segni della macchia mediterranea spontanea. Un rimboschimento un po’ povero, che i due vogliono arricchire con piante, alberi e cespugli. 

«Abbiamo promosso una raccolta fondi finalizzata a creare il primo ettaro di bosco – spiega l’imprenditore –, che richiede l’acquisto di 250 waterboxx, ovvero una vasca in plastica a forma di ciambella in grado di accumulare sia l’acqua piovana che la condensa notturna per far sopravvivere le piante all’aridità nei primi anni di vita. Gli altri costi da sostenere saranno quelli delle piante, 1.20 euro ciascuna che preleveremo direttamente dai vivai della forestale di Sortino e 3.80 euro per ospitare i volontari che verranno ad aiutarci a piantarle durante l’inverno. Speriamo di realizzare dieci ettari di bosco in dieci anni. Il vantaggio di questo primo progetto – sottolinea Andrea – è che i waterboxx, che ci verranno a costare 15 euro per uno, potremo riutilizzarli anche per gli ettari che seguiranno, risparmiando così sulla spesa principale».

Per l’acquisto dell’occorrente è stato aperto un canale di crowdfunding online, l’iniziativa punta alla salvaguardia dell’ambiente, sia da un punto di vista estetico sia da quello della sicurezza. «Un terreno vivo, ricco di flora e fauna è più bello, e questo credo che sia un valore importante sia per chi ci vive sia per chi lo frequenta – ammette il 36enne –. Gli alberi evitano il dilavamento della superficie del terreno, l’anticamera dell’erosione che porta alle frane e con le piogge intense determina un afflusso di acqua improvviso verso i fiumi causando le esondazioni che sperimentiamo quasi ogni anno. Piantando gli alberi si evita tutto questo e si favorisce la penetrazione dell’acqua nel sottosuolo, allo stesso tempo si arricchiscono le falde acquifere che dalle nostre parti stiamo sfruttando in maniera sconsiderata», accusa Valenziani. 

Querce, salici piangenti, frassini, gelsomini e tante altre specie riportate negli elenchi della Forestale, compreso l’alloro che fungerà da cespuglio frangivento, formeranno il bosco San Lio che permetterà «lo sviluppo della fauna, perché dove c’è uno spazio selvatico preservato proliferano animali, dagli uccelli ai piccoli mammiferi, anch’essi patrimonio indispensabile della nostra biodiversità da tutelare», conclude il giovane. 

Fonte: meridionews.it












E' BAGARRE SUL "VOTO UTILE". CANCELLERI CHIAMA "INDECISI E DELUSI"


Appello del candidato grillino: "I sondaggi mentono". Musumeci: "5Stelle? Sciagura"
di ANTONIO FRASCHILLA

22 Ottobre 2017
I sondaggi danno il candidato del centrosinistra Fabrizio Micari in difficoltà, con il rettore che contesta i dati e sostiene che «il voto organizzato delle liste ci darà la vittoria», e i 5 stelle lanciano un appello «al popolo della sinistra» per una sorta di voto utile a sostegno di Giancarlo Cancelleri, «l’unico che può fermare la corsa degli impresentabili al fianco di Nello Musumeci». I 5 stelle a due settimane dal voto puntano tutto sui delusi del centrosinistra e cambiano strategia lanciando messaggi alla base di sinistra e dem. Giancarlo Cancelleri fa un vero e proprio appello: «Io penso che tutti i siciliani, il popolo di sinistra, centro sinistra, i non collocati, cittadini di qualunque area politica che hanno voglia di cambiare e che non vogliono il ritorno di Micciché, Cuffaro, Genovese e gli altri che hanno governato e distrutto la Sicilia negli ultimi 15 anni hanno una sola opzione: votare Cancelleri presidente e il Movimento 5 Stelle — dice il candidato grillino — siamo gli unici in grado di dare una svolta rispetto ai governi Cuffaro, Lombardo e Crocetta visto che i loro uomini sono dentro tutte le altre liste. Disperdere il voto o, peggio, votare Musumeci avrebbe come effetto riconsegnare la Sicilia a questi signori che già l’hanno governata e devastata. Noi proponiamo il cambiamento». Gli fa eco il vicepresidente della Camera e candidato presidente del Consiglio, Luigi Di Maio: «Io non credo che chi in questo momento sta sostenendo i propri candidati del Pd in Sicilia meriti un segretario che non si fa vedere perché non c’è la possibilità di vincere — dice — allora con tutte le differenze di idee che possiamo avere io dico a tutti i cittadini onesti della Sicilia: dateci una mano a battere quella accozzaglia di impresentabili. Dateci una mano a ricreare una Sicilia che abbia una classe politica onesta e metteremo insieme le migliori competenze per governarla».
Ma il voto utile è un tema caro anche al centrodestra, e dopo l’appello di Cancelleri e Di Maio rivolto soprattutto agli elettori del centrosinistra, arriva un contro appello anche da parte di Musumeci: «Se vogliamo evitare altri cinque anni di sciagura grillina io credo che gli elettori del centrosinistra non hanno che da sostenere la mia candidatura perché io sono per loro una garanzia — dice — l’ho dimostrato quando ero presidente della Provincia di Catania, non ho mai guardato alle appartenenze e ho sempre avuto grande rispetto per i ruoli istituzionali».
Il rettore Micari capisce che il richiamo potrebbe essere forte, e intervenendo a Palermo al teatro “Al Massimo” insieme a Leoluca Orlando avverte la base dem: «Non esiste alcun voto utile se non quello che ci porterà alla vittoria — dice — il voto utile serve a Musumeci per far tornare al governo Cuffaro e Micciché, mentre i 5 stelle sperano di togliere qualche consenso a noi. La verità è che questi sondaggi misurano solo il voto di opinione, non quello strutturato delle liste che ci porterà alla vittoria, ne sono certo». A sostegno di Micari arriva anche la ministra della Salute Beatrice Lorenzin, ieri in città: «Siamo ormai in un sistema proporzionale e non esiste voto più utile di quello dato alla persona giusta, se no si rischia che per dare un voto utile si fa diventare il proprio voto totalmente inutile e poi si piange dopo». E mette in guardia gli elettori: «I siciliani stiano bene attenti a come votano e a chi votano, le persone sono quelle che fanno la differenza — dice la ministra — noi abbiamo candidato un presidente della Regione e un vicepresidente che sono persone di altissimo livello e se uno vuole che le cose vadano bene si deve affidare a persone che sono capaci».

SE VOTI MUSUMECI, VINCE MICCICHÈ


22 Ottobre 2017
di Giancarlo Cancelleri
In questi giorni sto girando in lungo e in largo la Sicilia per presentare il nostro programma di governo. Ci incontriamo con i cittadini nelle piazze che sono sempre piene di entusiasmo e affetto. Ieri tra una tappa e l'altra ho letto che Musumeci ha fatto appello agli elettori del centrosinistra. Mi sono fatto una sonora risata e mi sono rimesso in marcia.

La situazione è questa. Musumeci sta perdendo buona parte dei suoi elettori perchè non tollera la presenza degli impresentabili arrestati e condannati nelle sue liste, ma soprattutto non sopportano il fatto che dietro di lui si nasconda Miccichè che è il vero candidato presidente visto che qualche settimana fa ha detto di avere già pronti 18 nomi per gli assessorati. Miccichè è solo uno di quelli che Musumeci si porta dietro e che hanno devastato la nostra terra. Dietro di lui c'è anche Cuffaro, Genovese e addirittura gente che fino a ieri stava dentro il governo Crocetta. Il peggio degli ultimi 15 anni della Sicilia. E se i suoi stanno decidendo di non votarlo, figurarsi se i cittadini che in passato hanno votato centrosinistra daranno il voto a lui per far vincere Miccichè.

Perché, e questo è bene che si sappia, se voti Musumeci vince Miccichè. Con la schiera di impresentabili condannati e arrestati e portandosi dietro l'accozzaglia di politicanti che ha distrutto la Sicilia, in totale assenza di un programma, Musumeci ha perso qualsiasi credibilità. Con il disperato appello al centrosinistra però perlomeno ci regala una risata e di questo gli va dato atto. Sono l'unico candidato presidente che presenta un programma, o meglio, un progetto per il futuro della Sicilia e sono l'unico a non dover affrontare l'imbarazzo degli impresentabili perchè le nostre liste sono linde e pulite come la mia camicia bianca. Il 29 ottobre Lucia Annunziata ha invitato tutti i candidati presidenti a partecipare a un confronto sui programmi in diretta televisiva sulla RAI. Spero che tutti i candidati accettino e che Musumeci smetta finalmente di scappare e si confronti sulla dialettica faccia a faccia da uomo, piuttosto che limitarsi agli insulti a distanza, che a me non scalfiscono, ma che lo fanno vedere per quello che è: un uomo nervoso e preoccupato. Spero che questa domenica riesca a rilassarsi.

Noi continuiamo a viaggiare. Alle 12 con Luigi Di Maio saremo a Vittoria, alle 15.30 a Francofonte, poi faremo tappa a Priolo (patria del sindaco candidato e arrestato, ora dimessosi) e infine chiuderemo la giornata alle 21 in piazza a Siracusa. Non ci fermiamo mai! E' una corsa all'ultimo voto per non far tornare Miccichè e tutti quelli che hanno distrutto la Sicilia. Ci vediamo in piazza. #SceglieteIlFuturo!

ECCO LE TAPPE DEL TOUR IN SICILIA #SCEGLIETEILFUTURO. PASSATE PAROLA E RAGGIUNGETECI!

22 ottobre
ore 12:00 Vittoria
incrocio Via Cavour con Via Milano, Vittoria - c/o Isola Pedonale
Ore 15:30 Francofonte
Piazza Dante Alighieri
Ore 18:00 Priolo
Piazza Vittime del Femminicidio (Ex-Piazza Reno)
Ore 21:00 Siracusa
Piazza Santa Lucia, 96100 Siracusa SR, Italia

23 ottobre
Ore 15:30 Misterbianco
via Giordano Bruno 124 - Piazza XXV Aprile - Piazza Mazzini
Ore 18:00 Paternò
Via Vittorio Emanuele
Ore 21:00 Acireale
Largo Giovanni XXIII (Sotto L'arco del Vescovo)

24 ottobre
Ore 18:00 Caltagirone
Piazza Municipio
Ore 21:00 Enna
Piazza Vittorio Emanuele

27 ottobre
Ore 15:30 Villafranca Tirrena
Ore 18:00 Milazzo
Piazza Caio Duilio?
Ore 21:00 Messina
Piazza Cairoli

28 ottobre
Ore 16:00 fino alle 23:00 Catania Day
Pomeriggio a Catania in compagnia dei portavoce regionali, nazionali ed europei
Ore 18:00 Augusta
Piazza Duomo
Ore 21:00 comizio a Catania
Piazza Università
29 ottobre
Ore 9:00 fino alle 22:00 Palermo Day
Intera giornata a Palermo in compagnia dei portavoce regionali, nazionali ed europei

30 ottobre
Ore 21:00 Trapani

31 ottobre
Ore 18:00 Alcamo
Corso VI Aprile (attraverso Piazza Ciullo d’Alcamo)
Ore 21:00 Sciacca

1 novembre
Ore 21:00 Agrigento
Piazza Cavour

2 novembre
Ore 18:00 Niscemi
Ore 21:00 comizio a Caltanissetta

3 novembre
Ore 21:00 comizio finale a Palermo
Piazza Verdi

Fonte: www.beppegrillo.it



CANCELLERI RIBADISCE: "PREOCCUPATI PER IL VOTO, SERVONO GLI OSSERVATORI OSCE"

http://agrigento.gds.it/2017/10/21/cancelleri-ribadisce-preoccupati-per-il-voto-servono-gli-osservatori-osce_744596/


21 Ottobre 2017
AGRIGENTO. "Siamo molto preoccupati sul prossimo voto in Sicilia, perché ancora una volta si rischia di fare diventare le elezioni qualcosa di non vero, di non libero. Per questo abbiamo chiesto la presenza degli osservatori internazionale per monitorare la qualità del momento democratico del voto".
Lo ha detto il candidato governatore del M5s in Sicilia, Giancarlo Cancelleri, a margine di una visita al Parco archeologico della Valle dei Templi di Agrigento, assieme al vice presidente della Camera dei deputati, Luigi Di Maio.
"La Sicilia con il M5s - ha aggiunto Cancelleri - può guardare al futuro, invece con chi l'ha governata negli ultimi 20 anni può tornare pericolosamente a un passato che ci ha umiliato e che ha distrutto la nostra terra. Abbiamo un programma di 100 pagine che può risolvere i problemi della Sicilia". 

© Riproduzione riservata

Fonte: agrigento.gds.it



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