TUTTO QUELLO CHE SI DEVE SAPERE PER NON FARSI PRENDERE IN GIRO. QUESTA E' LA CATEGORIA PIU' ANZIANA NON STABILIZZATA.





































Papa Francesco:
“Non c'è dignità senza lavoro”










Riscontro del
Presidente Rosario Crocetta













GRAZIE A VOI RAGGIUNTO 1.000.000 DI VISITE. CLICCA E LEGGI










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30 giugno 2016

L'IMPEGNO DEL GOVERNO REGIONALE: ENTRO 16 GIORNI LA RIFORMA DEL COMPARTO FORESTALE. IL BLOG: "MA CI SARÀ UN AUMENTO DELLE GIORNATE LAVORATIVE PER LA CATEGORIA PIÙ ANZIANA NON STABILIZZATA?"


L'impegno del Governo Regionale: entro 16 giorni la riforma del comparto forestale. Il Blog: "Ma ci sarà un aumento delle giornate lavorative per la categoria più anziana non stabilizzata?"






Se non è previsto nessun aumento delle giornate lavorative, i Sindacati dovrebbero disertare tutti gli incontri. Siamo pronti a incatenarci!




RISCHIO IDROGEOLOGICO, ECCO IL PIANO DELLE ACQUE. QUASI 70 MILIONI DALL’UE PER LA PREVENZIONE. IL BLOG: MA SE NE OCCUPERANNO I LAVORATORI FORESTALI PER COME AVEVA PROMESSO QUESTO GOVERNO?


Rischio idrogeologico, ecco il piano delle acque. Quasi 70 milioni dall’Ue per la prevenzione

fiume-nocella 940

La Giunta regionale ha approvato oggi l’aggiornamento 2015-2021 del Piano di gestione del distretto idrografico della Sicilia, richiesto dalla direttiva Ue 60 del 2000 e condizione necessaria per l’erogazione dei fondi europei relativi al settore e previsti nel P.O. Fesr (circa 67 milioni di euro) e nel Piano di sviluppo rurale.
Il Piano è stato approvato nell’agosto del 2015, su disposizione dell’assessore Vania Contrafatto, e in base a un accordo con il governo nazionale la Giunta si era impegnata ad approvare l’aggiornamento entro il 30 giugno 2016.
Consente un monitoraggio di tutte le acque regionali (marine, fluviali e sotterranee) che è alla base della futura pianificazione degli interventi per il miglioramento della loro qualità. In base alla riforma del settore, approvata dall’Ars nell’agosto del 2015, l’aggiornamento è stato affidato al Dipartimento Acque e rifiuti che l’ha realizzato anche con l’apporto dell’Arpa, con cui è stata siglata una convenzione finanziati con fondi statali (6 milioni), e col supporto di Sogesid, in base a una convenzione ministeriale.
“Sin dal mio insediamento – spiega l’assessore Contrafatto – ho premuto l’acceleratore sull’approvazione e sull’aggiornamento del Piano di gestione del distretto idrografico della Sicilia che da troppo tempo era fermo. Con il via libera in giunta all’aggiornamento abbiamo scongiurato il rischio di non poter accedere a milioni di euro di fondi europei per la risoluzione di problemi tanto antichi quanto annosi legati alla depurazione, alle condotte idriche e alle reti fognarie. Abbiamo mantenuto gli impegni presi con il governo nazionale e continueremo nei prossimi mesi a implementare i dati a nostra disposizione, ma intanto la Sicilia si dota di uno strumento fondamentale per il monitoraggio delle sue acque”.
Il Piano consentirà di definire una strategia che protegga e migliori gli ecosistemi acquatici e terrestri, agevoli un utilizzo idrico sostenibile delle risorse, miri al miglioramento dell’ambiente acquatico attraverso misure specifiche per la riduzione degli scarichi, assicuri la graduale riduzione dell’inquinamento e contribuisca a mitigare gli effetti delle inondazioni e delle siccità.

29 Giugno 2016
http://palermo.blogsicilia.it/rischio-idrogeologico-ecco-il-piano-delle-acque-quasi-70-milioni-comunitari-per-la-prevenzione/345670/






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SOLTANTO BRICIOLE CONTRO IL DISSESTO IDROGEOLOGICO. IL BLOG: NONOSTANTE LE PROMESSE, ANCORA NON ABBIAMO VISTO NEMMENO UN FORESTALE PER LA PREVENZIONE DEL DISSESTO

PIANO ANTI FRANE IN SICILIA, SI VA A ROMA PER L’OK DEFINITIVO: PRIMI LAVORI IN ESTATE. LA NOTA DEL BLOG: CHI SI OCCUPERÀ DELLA MESSA IN SICUREZZA DEI TORRENTI VISTO CHE IN FINANZIARIA HANNO BOCCIATO L’ARTICOLO CHE PERMETTEVA DI UTILIZZARE I FORESTALI PER TALE SCOPO?

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RAGUSA. SEI SQUADRE SPECIALI ATTIVE FINO AL 15 OTTOBRE PER GLI INCENDI BOSCHIVI. IL TERRITORIO DIVISO IN DUE DISTRETTI: IL DIRILLO E L’IRMINIO


Attualità - Il territorio diviso in due distretti: il Dirillo e l’Irminio

Sei squadre speciali attive fino al 15 ottobre per gli incendi boschivi

L’ispettore ripartimentale Giuseppe Di Martino ha presentato le linee guida del piano regionale


Foto Corrierediragusa.it


Duccio Gennaro
Sei squadre speciali attive fino al 15 ottobre per prevenire e spegnere gli incendi boschivi. L’ispettore ripartimentale Giuseppe Di Martino ha presentato le linee guida del piano regionale per quanto riguarda il territorio ibleo che risulta diviso in due distretti, il Dirillo e l’Irminio. Il Piano prevede l’impiego di 321 unità solo per quanto riguarda la Forestale con 171 addetti allo spegnimento, 60 alla guida delle autobotti, 90 all’avvistamento e alla sala operativa. Sedici in tutto le postazioni antincendio per turno dislocate nel capoluogo, Chiaramonte, Monterosso, Modica, Scicli e Vittoria. Vigili del Fuoco e Forestali lavoreranno in piena sintonia secondo le direttive impartite dal Prefetto, Maria Carmela Librizzi in sede di comitato per l’Ordine e la sicurezza pubblica. Quest’anno inoltre sarà disponibile un mezzo aereo posizionato presso l’aeroporto di Comiso che potrà risultare decisivo nei casi più gravi. Il responsabile del contingente antincendio Vincenzo Chessari ha ricordato alcuni dati. Oltre la metà degli incendi avviene ai bordi delle strade dove si concentrano sterpaglie e rovi. Le ore più a rischio sono dalle 11 alle 17 con il picco alle 15 mentre i giorni sono quelli del fine settimana. A giugno i Vigili del fuoco hanno effettuato 30 interventi ricorrendo a 15 interventi di aerei.

29 Giugno 2016
Corriere di Ragusa.it







LA GIUNTA. DAGLI INCENDI AI PRECARI, È IL GOVERNO DEI KO. LA MUSICA NON È CAMBIATA, ANCHE DOPO GLI INNESTI POLITICI


LA GIUNTA

Dagli incendi ai precari è il governo dei ko


governo, incendi, rosario crocetta, sicilia, Politica



La musica non è cambiata, anche dopo gli innesti politici

di Salvo Toscano
PALERMO - "Siamo pronti a chiedere lo stato di calamità. Non lasceremo soli gli agricoltori". Così qualche giorno fa l'assessore regionale all'Agricoltura, Antonello Cracolici. E non di incendi parlava. Ma di grandinate, che a giugno hanno colpito diverse aree della provincia di Palermo, Trapani e Agrigento. “Intendiamo chiedere lo stato di calamità in giunta e farlo dichiarare al governo nazionale". Gli agricoltori aspettano fiduciosi. Come del resto i tanti incappati nella furia degli incendi del 16 giugno, quando mezza Sicilia è andata in fumo. Calamità naturale anche quella? Così disse il governo, per bocca di Rosario Crocetta. Che ha assicurato che pagherà tutto la Regione. Quanto di “naturale” vi sia nello scientifico “lavoro” dei piromani che hanno appiccato il fuoco ben coordinati in mezza Isola, questo è un altro paio di maniche. Così come da discutere ci sarebbe eccome, di quanto sia “calamitoso” ancorché non “naturale” l'operato del governo e della macchina regionale, che sulla prevenzione ha dimostrato nel giorno dell'apocalisse di fuoco, tutte le sue falle.  

Certo, Crocetta ha subito parlato di attacco mafioso, l'assessore al Territorio Maurizio Croce ha precisato tempestivamente con un comunicato che le attività anti-incendio sono partite nei tempi previste dalla legge. Il collega Cracolici ha invitato a non buttare la croce sui forestali, ammettendo che "la vera lezione di questa giornata infernale per la Sicilia è una: occorre unificare le competenze del lavoro forestale con quello del Corpo forestale”. E ci voleva che andassero incendiati 5.626 ettari di terra per imparare la lezione. Come se i precedenti non fossero stati sufficienti. Come se quanto avvenuto due settimane fa fosse stata un'imprevedibile sorpresa, come quei pupazzi a molla che beffardi scattano fuori dalla scatola.  

Ora che lo scirocco è passato e nell'aria non c'è più puzza di bruciato, il disastro di metà giugno è stato rapidamente archiviato nel dibattito pubblico. E d'altro si parla. Aspettando il prossimo disastro, magari. La protezione civile si è attivata con una serie di riunioni operative per implementare l'attività di coordinamento e l'assessore all'Agricoltura ha portato avanti il confronto con le organizzazioni sindacali per il riordino del settore forestale. Ma tante domande sono rimaste senza risposta. Come quelle di un esponente del Pd come Pino Apprendi, già vigile del fuoco, che a caldo – è il caso di dirlo – chiedeva, tra l'altro: “Mi piacerebbe sapere quali organismi si sono riuniti, nei giorni che hanno preceduto gli eventi, quali provvedimenti di prevenzione sono stati adottati, quali risorse 'aggiuntive' sono state messe a disposizione. Non ci siamo. Se è vero, come è vero – prosegue - che il giorno prima è stata avviata la campagna antincendio, quale piano di prevenzione è stato messo in atto? Come sono state distribuite nel territorio a rischio le unità operative antincendio?”. Già, saperlo...  

Eppure la frettolosamente dimenticata apocalisse del fuoco altro non è stata in fondo, che la prova, l'ennesima, di un'inefficienza. Per la quale buttare la croce addosso al solito Crocetta sarebbe troppo comodo e troppo facile. La sofferenza riguarda il governo nel suo insieme. Quel governo che gli innesti politici dell'ultimo rimpasto avrebbero dovuto rilanciare dopo i tanti passi falsi. E che invece ha continuato a penare. Basta guardare al capitolo dei rifiuti, un pantano su cui è intervenuto il governo nazionale. O alla questione del bilancio, con quell'accordo di lacrime e sangue strappato a Roma dopo mesi di trattative, rivenduto ai siciliani come un successone. O ancora al capitolo degli enti locali, che ancora oggi boccheggiano con grandi incertezze sulle risorse e che aspettano ancora risposte all'emergenza dei precari. Nessuno si sogna di dire che si tratti di partite facili. Ma di certo che c'è che a oggi il governo, non Crocetta ma il governo, le sta perdendo più o meno tutte.

29 Giugno 2016
http://livesicilia.it/2016/06/29/dagli-incendi-ai-precari-e-il-governo-dei-ko_763833/







ARS ELOQUENDI, VINCIULLO A FIGUCCIA: “LEI È UN CANE ROGNOSO”. LA POLEMICA NASCE DALLA SCOPERTA CHE I SOLDI ATTESI ANCHE DAI FORESTALI, NON SONO 550 MILIONI COME PREVISTO DALLA LEGGE DI BILANCIO, ‘PER MAGIA’ SONO DIVENTATI 500


Ars eloquendi, Vinciullo a Figuccia: “Lei è un cane rognoso”



Minima Immoralia, Regione

Linguaggio raffinato per il Presidente della Commissione Bilancio che si rivolge malamente a Vincenzo Figuccia. Oggetto del contendere: la legge sulle variazioni di bilancio da cui sarebbero spariti 50 milioni…Si temono nuovi tagli per i Comuni e precari


Secondo giorno di clima infuocato all’Ars. Dopo la seduta di ieri in cui si è discusso molto animatamente dell’accordo truffa Stato-Regione, oggi l’atmosfera è degenerata pesantemente.

Si discute delle variazioni di Bilancio. La polemica nasce dalla scoperta che i soldi attesi da Comuni, Forestali, Pip, annessi e connesi, non sono 550 milioni come previsto dalla legge di Bilancio, ‘per magia’ sono diventati 500.

Da qui le proteste, soprattutto di Forza Italia, che con Marco Falcone e Vincenzo Figuccia, hanno fatto notare che 50 milioni di euro in meno, significa ulteriori tagli: “10% in meno per i Comuni che sono già stremati così come per le altre categorie”. Chiedono dunque che il testo torni nelle Commissioni di merito per trovare soluzioni.

L’assessore- commissario, Alessandro Baccei, nega che si stratta di tagli: “Per ora abbiamo scongelato 500 milioni, gli altri 50 milioni arriveranno dal saldo positivo relativo al Fondo sanitario nazionale. Non serve una legge, li avremo con un atto amministrativo”.

Il solito rimando al futuro, ha surriscaldato l’Aula. Urla dagli scranni e continui rimproveri di Antonio Venturino, che sta presiedendo l’Aula, nei confronti dei deputati Milazzo e Lentini, che di tacere, non ne vogliono sapere.

Ma il massimo della dialettica politica lo raggiunge il presidente della Commissione Bilancio, Vincenzo Vinciullo, che attacca con veemenza i colleghi dando loro dei bugiardi: “Voi mentite!! Ma questi soldi ai Comuni li volete dare o no”? Mostra così la sua contrarietà al rinvio in Commissione che allungherebbe i termini.

Forza Italia insiste: cosa è meglio allungare un po’ i termini o tagliare risorse? A questo punto, Vincenzo Figuccia si avvicina sbraitando allo scranno di Vinciullo che diventa paonazzo e sfoggia tutta la sua ars oratoria: “Lei è un cane rognoso” dice al collega. Complimenti vivissimi.

L’Aula comunque vota la proposta di rinviare il testo in Commissione: 53 votanti su 53 presenti, 26 contrari, 26 favorevoli e un astenuto. La proposta non passa. Martedì il termine ultimo per gli emendamenti e la discussione generale in Aula.

La seduta è ancora in corso. Si dovrebbe tornare a parlare dell’accordo-truffa. Si prevedono nuove scintille e, probabilmente, si chiederà ufficialmente in prestito il dizionario degli scaricatori portuali. Vinciullo ne dovrebbe già avere una copia….

Intanto, arriva la nota di Figuccia: “Scopriamo ora che i fondi che lo Stato trasferirà alla Sicilia sono 500 milioni e non 550. Visto che il governo Crocetta e la sua maggioranza non hanno voluto rimandare in commissione la legge di variazione del bilancio, si dia priorità nella spesa e nella dotazione dei capitoli di bilancio per il pagamento degli stipendi dei precari, dei Pip, del personale Esa e di tutte quelle categorie che aspettano da mesi gli emolumenti che gli sono dovuti. Non è pensabile- continua Vincenzo Figuccia-  che stante la riduzione del trasferimento statale si facciano tagli orizzontali penalizzando ancora una volta quei lavoratori che a vario titolo finora hanno pagato le conseguenze di un bilancio regionale con un buco enorme. Del resto gli effetti di questo accordo pessimo tra Stato e Regione sono sotto gli occhi di tutti”.
Sul tema:


Costa: “Un ricorso al TAR contro l’accordo Stato-Regione”

Gli scippi alla Sicilia ‘benedetti’ da Panepinto, comunista-transformer di Agrigento

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Sicilia ‘incaprettata’: i veri responsabili sono i parlamentari e i dirigenti del PD siciliano

Lady Ascar colpisce ancora: “Al fianco del prode Baccei”

Micciché: “Con Baccei la Sicilia è fottuta”. Sfiducia in vista?

Sorpresa: i 500 milioni di Euro del Governo Renzi arriveranno nel 2017!

29 Giugno 2016
http://www.inuovivespri.it/2016/06/29/ars-eloquendi-vinciullo-lei-e-un-cane-rognoso/







PRECARI, CROCETTA CI HA RIPENSATO, RISPUNTA L'AGENZIA DI FARAONE CHE NON PIACEVA A CROCETTA. MA ADESSO, A QUANTO PARE, IL GOVERNATORE HA CAMBIATO IDEA. E HA DECISO DI AFFRONTARE LA QUESTIONE IN MANIERA “CLIENTELARE”


REGIONE ED ENTI LOCALI

Precari, Crocetta ci ha ripensato
Rispunta l'Agenzia di Faraone


agenzia, crocetta, faraone, giunta, precari, Politica


Il governatore aveva criticato l'idea del sottosegretario ma ora vuole il nuovo carrozzone: 14 mila lavoratori dei Comuni verso la Resais.

di Accursio Sabella PALERMO - Pochi mesi fa per Crocetta si trattava solo di un “un modo clientelare per affrontare la questione”. E invece adesso proprio il governatore sta pensando di riciclare l'idea del sottosegretario Davide Faraone e creare, così, la cosiddetta “Agenzia dei precari”.

Una idea che era finita dentro un emendamento firmato da Faraone già durante i lavori della scorsa legge di stabilità nazionale. Una proposta ritenuta poi inammissibile dalla commissione bilancio, e accompagnata da critiche e dubbi. Giunti soprattutto dal mondo della politica. Per il Movimento cinque stelle, infatti, quella Agenzia era poco più che “una sparata”. Per Crocetta, come detto, una boutade clientelare.

Che adesso, però, rischia di tornare buona proprio al governo regionale. Ieri, a Palazzo d'Orleans, doveva tenersi un incontro a tre tra il presidente della Regione, l'assessore all'Economia Alessandro Baccei e l'assessore alle Autonomie locali Luisa Lantieri, per parlare proprio della rinascita dell'Agenzia, che presto potrebbe vedere la luce. Una riunione poi rinviata a data da destinarsi. Ma l'idea non è tramontata. Anzi. E l'Agenzia potrebbe coincidere con un trasferimento di risorse e funzioni alla Resais, la società regionale che svolge compiti simili, e oggi guidata dall'ex assessore di Lombardo, Nicola Vernuccio.

“Dovrà trattarsi però – precisa Luisa Lantieri – di una proposta seria e fattibile: non abbiamo intenzione di cadere negli slogan o negli annunci puramente propagandistici”. E in effetti, la strada verso l'Agenzia unica dei precari, un soggetto “misto” pubblico-privato che fungerà, sostanzialmente, da ente per la somministrazione del lavoro per gli oltre 14 mila precari degli enti locali, è ancora lunga.

“Intanto – spiega ad esempio Lantieri – dobbiamo ricordarci che c'è una legge in vigore per regolamentare il settore, ed è la cosiddetta 'legge D'Alia' che fissa termini e paletti. Servirà, quindi, innanzitutto una deroga”. Ma non solo. Perché poi bisognerà opeare il monitoraggio dei posti effettivamente liberi nelle piante organiche degli enti. “Difficilmente – afferma l'assessore alle Autonomie locali – possiamo pensare che quei precari possano trovare tutti posto nei Comuni”. E poi, non mancano le altre difficoltà, come quelle relative alla mobilità dei dipendenti, che non possono al momento essere inviati in sedi lavorative più distanti di 50 chilometri da quella d'origine.

Ma il governo regionale adesso sta prendendo seriamente in considerazione l'ipotesi-agenzia, nonostante il gelo col quale il governatore aveva accolto la proposta di Faraone. E potrebbe essere questa una delle risposte che Crocetta riserva a sindaci e lavoratori che oggi sfileranno per il centro di Palermo, proprio per protestare contro i ritardi e le inefficienze dell'esecutivo sul tema dei precari. Una manifestazione che si terrà nonostante le notizie provenienti dall'Ars, dove i deputati hanno approvato una norma che sposta dal 30 giugno al 30 settembre la data per l'avvio, da parte dei Comuni, dei processi di stabilizzazione: “Forse non appare chiaro – hanno detto Leoluca Orlando e Mario Emanuele Alvano, rispettivamente presidente e segretario generale dell’AnciSicilia - che avere spostato la data non affronta né tantomeno risolve il problema dei precari. Non è più tempo di 'contentini' che servono solo a perdere tempo e a 'tirare a campare'. Tale modifica normativa non può in alcun modo rappresentare una soluzione né per i precari dei comuni né per il personale - tutto - delle ex province. Per questi motivi – proseguono Orlando e Alvano - confermiamo le ragioni della manifestazione unitaria, organizzata dalla nostra Associazione e da tutte le rappresentanze dei lavoratori, che si svolgerà domattina con l’obiettivo di trovare, una volta per tutte, una soluzione al dramma degli oltre 14 mila precari dei comuni senza togliere certezze ai lavoratori delle ex province, chiediamo, quindi, ancora una volta, - aggiungono - un’assunzione di responsabilità per una soluzione strutturale anche rispetto ai comuni in dissesto e pre-dissesto, che, in considerazione del fatto che sono destinati ad aumentare sempre  di più, non possono essere considerati come una categoria isolata”.

E la partita è anche, ovviamente, politica. Proprio pochi giorni fa il sottosegretario Faraone aveva puntato l'indice contro il governo Crocetta: “I soldi alla regione il governo nazionale li ha già dati, gli ormai famosissimi 500 milioni di euro previsti nel dl enti locali, e abbiamo già fornito anche, bello e fatto, un piano sulle piante organiche e sulla ipotesi di creazione dell'agenzia che stabilizzi tutti i precari e li renda funzionali al servizio dei cittadini. Eppure nonostante questo tutto è fermo in una condizione di stallo dannoso e immotivato. Cosa aspettano in Regione? Le risorse ci sono – ha aggiunto - e con gli assessori regionali Lantieri e Baccei, insieme al Sottosegretario Rughetti, abbiamo avviato un tavolo di lavoro per definire l’Agenzia dei precari che consentirebbe di risolvere la questione”. L'Agenzia che non piaceva a Crocetta. Ma adesso, a quanto pare, il governatore ha cambiato idea. E ha deciso di affrontare la questione in maniera “clientelare”.

30 Giugno 2016
http://livesicilia.it/2016/06/30/precari-crocetta-ci-ha-ripensato-rispunta-lagenzia-di-faraone_763832/





FORESTALI, A BREVE GLI INCARICHI PER I DUE FUNZIONARI ARRESTATI. CAMPANELLA: QUESTO SILENZIO, INSIEME ALLA BOZZA DI RIFORMA DEI FORESTALI VENTILATA SULLA STAMPA NEGLI SCORSI GIORNI, IMPONE UNA PROFONDA RIFLESSIONE SUL COMPARTO


Forestali, a breve gli incarichi per i due funzionari arrestati. Campanella: “Sul silenzio di Crocetta ombra di un ritorno al passato”




Palermo, 29 giugno 2016 – “Nei prossimi giorni i forestali arrestati e rientrati in servizio, Giuseppe Quattrocchi e Salvatore Marranca, potrebbero ricevere gli incarichi ed essere assegnati ai nuovi uffici.

“Registro una crescente preoccupazione per l’assegnazione dei due funzionari, nel silenzio più assoluto della politica. Com’è possibile che Rosario Crocetta, sempre pronto a schierarsi e prendere posizioni, in questo caso non proferisca parola? Questo silenzio, insieme alla bozza di riforma dei forestali ventilata sulla stampa negli scorsi giorni, impone una profonda riflessione sul comparto. Il timore, fondato, è quello di un pericoloso ritorno al passato, a una gestione di potere antica, i cui effetti sono ancora sotto gli occhi di tutti”. Lo dichiara in una nota il senatore di Sinistra Italiana, Francesco Campanella.

29 Giugno 2016
https://francescocampanella.org/2016/06/29/forestali-a-breve-gli-incarichi-per-i-due-funzionari-arrestati-campanella-sul-silenzio-di-crocetta-ombra-di-un-ritorno-al-passato/





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Tangenti: aperta inchiesta su appalto torrette antincendio. Gli investigatori avrebbero trovato documenti con nomi di politici e funzionari regionali con accanto indicate somme di denaro










PANORAMA APOCALITTICO? IL VESCOVO CHIEDE L’ECOLOGIA INTEGRALE. IL MESSAGGIO ALLE COMUNITÀ ECCLESIALE E CIVILI DELLA DIOCESI DOPO GLI INCENDI CHE HANNO SCONVOLTO IL TERRITORIO RENDENDOLO, COME SOSTIENE IL PRESULE, UN PAESAGGIO APOCALITTICO


Panorama apocalittico? Il vescovo chiede l’ecologia integrale


Messaggio del Vescovo di Cefalù alle comunità ecclesiale e civili della Diocesi dopo gli incendi che hanno sconvolto il territorio rendendolo, come sostiene il Presule, un paesaggio apocalittico.

Non basta solo la condanna per quanto è accaduto con gli incendi che hanno distrutto il territorio consegnando ai cittadini un panorama apocalittico. Lo sostiene il vescovo di Cefalù, Vincenzo Manzella, in un messaggio inviato alle Comunità ecclesiali e civili della sua Diocesi. « Dobbiamo soprattutto educarci a prenderci cura del creato – sostiene il Presule - e come ci ha richiamato recentemente Papa Francesco, prenderci cura di una ecologia integrale della persona umana».

Per il Vescovo non si può e non si deve sfruttare la natura, un territorio «per reclamare e per raggiungere fini personali discutibili ed eticamente illeciti; ma impegnarci a garantire, conservare e custodire il creato con tutto ciò che esso comprende perché tutti ne possano trarre beneficio». Riprendendo l’Enciclica di papa Francesco, il vescovo di Cefalù fa sue le parole del Pontefice e sostiene che quando l’essere umano pone sé stesso al centro, finisce per dare priorità assoluta ai suoi interessi contingenti, e tutto il resto diventa relativo. «Perciò non dovrebbe meravigliare il fatto che, insieme all’onnipresenza del paradigma tecnocratico e all’adorazione del potere umano senza limiti, si sviluppi nei soggetti questo relativismo, in cui tutto diventa irrilevante se non serve ai propri interessi immediati. Vi è in questo una logica che permette di comprendere come si alimentino a vicenda diversi atteggiamenti che provocano al tempo stesso il degrado ambientale e il degrado sociale». E sempre rifacendosi alle parole di papa Francesco il presule cefaludese spiega che la natura non è qualcosa di separato dagli uomini. «Non ci sono due crisi separate, una ambientale e un’altra sociale, bensì una sola e complessa crisi socio-ambientale. Le direttrici per la soluzione richiedono un approccio integrale per combattere la povertà, per restituire la dignità agli esclusi e nello stesso tempo per prendersi cura della natura». Nel suo messaggio Manzella ringrazia amministratori, forze dell’ordine, vigili del fuoco, dipartimento regionale della protezione civile, associazioni di volontariato che si sono mobilitati per arginare queste emergenze.
Ecco il testo integrale del Messaggio del Vescovo

Carissimi fratelli e sorelle, Pace a Voi! È appena trascorsa una settimana da quegli eventi incendiari che hanno messo a dura prova ognuno di noi, le persone care, le nostre case, le nostre attività lavorative. Voglio innanzitutto, esprimervi la mia vicinanza di Padre e Pastore di questa amata Chiesa Cefaludense, che condivide con voi le vostre preoccupazioni e i vostri disagi per gli eventi accaduti. Ciò che vediamo è un panorama apocalittico. Eventi che hanno non solo distrutto la flora e la fauna del nostro territorio, ma che hanno sconvolto e ferito gli animi di tutti coloro che piegati dal peso di una grave crisi socio-economica, adesso devono anche affrontare il disagio di dover cominciare da zero.

Questi gesti che portano distruzione e che possono causare morte, vanno vivamente condannati e perseguiti. Ma non possiamo fermarci alla semplice condanna. Dobbiamo soprattutto educarci a prenderci cura del creato e come ci ha richiamato recentemente Papa Francesco, prenderci cura di una ecologia integrale della persona umana.

Il creato è un dono! Un dono affidatoci da Dio, perché c’è ne prendessimo cura; perché ne traessimo nutrimento e beneficio e non per ridurlo in cenere.

Non possiamo e non dobbiamo sfruttare la natura, un territorio per reclamare e per raggiungere fini personali discutibili ed eticamente illeciti; ma impegnarci a garantire, conservare e custodire il creato con tutto ciò che esso comprende perché tutti ne possano trarre beneficio.

Nell’Enciclica Laudato Sii al n° 122 così dice Papa Francesco: “Un antropocentrismo deviato dà luogo a uno stile di vita deviato. Nell’Esortazione apostolica Evangelii gaudium ho fatto riferimento al relativismo pratico che caratterizza la nostra epoca, e che è « ancora più pericoloso di quello dottrinale ». Quando l’essere umano pone sé stesso al centro, finisce per dare priorità assoluta ai suoi interessi contingenti, e tutto il resto diventa relativo. Perciò non dovrebbe meravigliare il fatto che, insieme all’onnipresenza del paradigma tecnocratico e all’adorazione del potere umano senza limiti, si sviluppi nei soggetti questo relativismo, in cui tutto diventa irrilevante se non ser¬ve ai propri interessi immediati. Vi è in questo una logica che permette di comprendere come si alimentino a vicenda diversi atteggiamenti che provocano al tempo stesso il degrado ambientale e il degrado sociale.”

E ancora al n° 139: “Quando parliamo di “ambiente” facciamo riferimento anche a una particolare relazione: quella tra la natura e la società che la abita. Questo ci impedisce di considerare la natura come qualcosa di separato da noi o come una mera cornice della nostra vita. Siamo inclusi in essa, siamo parte di essa e ne siamo compenetrati. Le ragioni per le quali un luogo viene inquinato richiedono un’analisi del funzionamento della società, della sua economia, del suo comportamento, dei suoi modi di comprendere la realtà. Data l’ampiezza dei cambiamenti, non è più possibile trovare una risposta specifica e indipendente per ogni singola parte del problema. È fondamentale cercare soluzioni integrali, che considerino le interazioni dei sistemi naturali tra loro e con i sistemi sociali. Non ci sono due crisi separate, una ambientale e un’altra sociale, bensì una sola e complessa crisi socio-ambientale. Le direttrici per la soluzione richiedono un approccio integrale per combattere la povertà, per restituire la dignità agli esclusi e nello stesso tempo per prendersi cura della natura.”

Permettetemi ora di ringraziare tutti coloro che a vario titolo, Amministratori, Forze dell’Ordine, Vigili del Fuoco, Dipartimento Regionale della Protezione Civile, Associazioni di Volontariato, si sono mobilitati sin da subito per arginare questa emergenze. Di cuore a tutti e a ciascuno Grazie! 


29 Giugno 2016
http://www.cefalunews.net/cn/news/?id=50375



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Papa Francesco: arriva enciclica sull'ambiente 'Laudato si''







29 giugno 2016

RIORDINO FORZE DI POLIZIA RINVIATO DI SEI MESI: ANNULLATO L’ACCORPAMENTO FORESTALE-CARABINIERI?


Riordino Forze di Polizia rinviato di sei mesi: annullato l’accorpamento Forestale-Carabinieri?


Riordino Forze di Polizia rinviato di sei mesi: annullato l'accorpamento Forestale-Carabinieri?

L’accorpamento del Corpo Forestale nell’Arma dei Carabinieri verrà annullato? Per adesso è stato prorogato di 6 mesi, ecco perché.

Corpo Forestale, accorpamento nell’Arma dei Carabinieri: il riordino della Pubblica amministrazione previsto dalla riforma Madia slitta di 6 mesi.

Nella giornata di ieri è arrivata la proroga che dona una nuova speranza al Corpo Forestale. Infatti, ieri è stato prorogato il termine per l’attuazione dell’articolo 8 della riforma Madia. Si tratta di quella parte in cui si prospetta un riordino dell’amministrazione centrale dello Stato e degli enti pubblici non economici.

In questa parte è compreso l’accorpamento del Corpo Forestale nell’Arma dei Carabinieri, una mossa che sta suscitando non poche polemiche.

Quindi, per il riordino della Pubblica Amministrazione previsto dalla riforma Madia bisognerà aspettare ancora qualche mese. Nel dettaglio, la proroga modifica i tempi necessari per l’attuazione dell’articolo 8 della riforma Madia portandoli da 12 a 18 mesi, quindi la nuova scadenza è prevista per metà febbraio.

I membri del Corpo Forestale sperano che questo rinvio possa preannunciare un annullamento dell’accorpamento. A tal proposito il 5 luglio le Guardie Forestali si riuniranno in piazza Montecitorio di Roma, a partire dalla 10:00, per protestare contro la riforma Madia.

Le loro proteste, così come le richieste dei sindacati e del Capo della Polizia, verranno ascoltate dal Governo? Dopo il rinvio dell’attuazione della riforma Madia, ci potrebbe essere l’annullamento dell’accorpamento del Corpo Forestale nell’Arma dei Carabinieri?

Accorpamento Corpo Forestale nei Carabinieri: slitta il riordino della PA


Nei giorni scorsi il Capo della Polizia Gabrielli si era esposto contro la decisione del Governo di riordinare le Forze di Polizia accorpando il Corpo Forestale con l’Arma dei Carabinieri. I sindacati speravano che queste parole potessero far tornare il Governo sui propri passi, ma in realtà non è stato così.

Infatti, la proroga per il calendario d’attuazione della Riforma Madia non indica un passo indietro del Governo per quanto riguarda il riordino delle Forze di Polizia, poiché è arrivata in seguito all’approvazione di un emendamento del relatore alla legge di conversione del decreto di proroga delle missioni internazionali.

Il riordino delle Forze di Polizia potrebbe influire sulle missioni ancora in corso nei paesi internazionali ad alto rischio, come l’Iraq o l’Afghanistan. Quindi, viste le resistenze incontrate nel progetto del riordino è stato prorogato il termine per l’attuazione della riforma Madia così da garantire la sicurezza di chi è impiegato nelle missioni estere.

Alcuni però, specialmente i detrattori di Renzi, credono che dietro a questa mossa si nascondano dei motivi politici. Infatti, inizialmente la riforma della Pubblica Amministrazione prevedeva che il riordino delle Forze di Polizia dovesse avvenire entro i primi di settembre, ma con la proroga la scadenza è stata spostata a metà febbraio. Di conseguenza il riordino non ci sarà prima del referendum costituzionale di ottobre, quando Renzi si giocherà buona parte del suo futuro politico.

Si tratta di una mossa politica con cui il Premier ha cercato di riprendersi i consensi di coloro che erano contrari al riordino delle Forze di Polizia? Prorogando la scadenza per l’accorpamento del Corpo Forestale nell’Arma dei Carabinieri Renzi ha voluto evitare che questi votassero a favore del NO? Al momento non ci sono motivi che ci inducano a pensare questo, così come confermiamo che nonostante la proroga, e salvo decisioni straordinarie del Governo, il riordino delle Forze di Polizia non verrà annullato.


29 Giugno 2016
https://www.forexinfo.it/Riordino-Forze-di-Polizia-rinviato





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Non si cancellano con un tratto di penna 192 anni di storia del glorioso Corpo Forestale dello Stato

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