18 dicembre 2017

IL BILANCIO DI UILA SIRACUSA IN OCCASIONE DEL CONSIGLIO TERRITORIALE DI FINE ANNO. IL SEGRETARIO DI PIETRO SI COMPLIMENTA CON I COMPONENTI DELLA SEGRETERIA, OVVERO NUCCIO D’URSO, GIANNI GARFÌ CHE SVOLGE UN RUOLO IMPORTANTE E DA RIFERIMENTO PER I FORESTALI



Numeri sempre più crescenti, punto di riferimento non solo per i braccianti agricoli ma per tutto il comparto e uno sguardo al 2018 che dovrà essere la stagione delle conferme.

La Uila Siracusa in occasione del consiglio territoriale di fine anno, dal quale è stato ufficializzato che il 12 gennaio si svolgerà il congresso per il rinnovo delle cariche, ha tracciato un bilancio del 2017 ma soprattutto sottolineato come il nuovo anno dovrà essere quello “per cui – ha detto il segretario provinciale – cercheremo di spenderci maggiormente per la legge sul caporalato, in quanto non dobbiamo guardare solo al rispetto del lavoro stesso e dunque al salario ma anche alla dignità e l’etica. Dunque porremo l’attenzione sul fatto che il lavoro dovrà essere più sicuro e soprattutto non discriminatorio vista l’alta percentuale di extracomunitari impiegati”.

Un lavoro “etico” dunque, per Di Pietro che si accinge ad essere riconfermato a capo del sindacato dei lavoratori agricoli della Uil, ruolo che ricopre dal 2006. “Punteremo inoltre a radicarci ancor di più in tutto il territorio: il nostro logo pro-congresso infatti mostra una campana che simboleggia ogni comunità: ebbene, l’obiettivo della Uila sarà quello di essere presente in ogni comunità”. D’altronde i numeri parlano chiaro e come ha sottolineato di recente il segretario generale territoriale Stefano Munafò: “la Uila è la prima organizzazione per numero iscritti in provincia”.

Anche quest’anno ci si è attestati su una crescita che va intorno al 10% merito, come dice Di Pietro “di un lavoro di squadra per numeri importanti se si considera la crisi. Per cui non posso che complimentarmi con i componenti della segreteria, ovvero Nuccio D’Urso, Gianni Garfì che svolge un ruolo importante e da riferimento per i forestali, Giovanni Cannone e infine Antonio Respisi che è anche il segretario organizzativo”.

17 dicembre 2017 
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Fonte: www.siracusanews.it





17 dicembre 2017

REGIONE. ARS, LUNEDÌ LE ALTRE POLTRONE. NUOVA BATTAGLIA A SALA D'ERCOLE

Palazzo dei Normanni

Si tratta dei vice di Miccichè, dei questori e dei segretari.

PALERMO - Dopo l'elezione del presidente dell'Ars, la partita si sposta sui due vice, i tre questori e i segretari. L'elezione per il completamento dell'ufficio di presidenza è all'ordine del giorno della seduta parlamentare convocata dal presidente Gianfranco Miccichè per lunedì prossimo, alle 16.

Un passaggio che non si annuncia facile, in considerazione della spaccatura nel Pd, con 4 deputati che hanno rotto il patto sancito durante una riunione di gruppo non votando per la presidenza il candidato di bandiera Nello Dipasquale.
16 Dicembre 2017

Fonte: livesicilia.it




16 dicembre 2017

ARS, È ARRIVATA LA FUMATA BIANCA. MICCICHÈ È IL NUOVO PRESIDENTE: 39 VOTI. IL BLOG: AUGURI AL NUOVO PRESIDENTE, MA NON DIMENTICHIAMO CHE 5 ANNI FA HA PROMESSO LA STABILIZZAZIONE. PECCATO CHE DA VICE MINISTRO E DA PRESIDENTE DELL'ARS NON CI SIA RIUSCITO



di Salvatore Fazio— 16 Dicembre 2017
PALERMO. Gianfranco Micciché è il presidente dell'Assemblea regionale Siciliana. Lo scrutinio è in fase di completamento ma è già evidente che la maggioranza raggiunta dal numero uno di Forza Italia in Sicilia vada ben oltre quella richiesta per la sua elezione. Segno evidente che sia stato trovato l'accordo con l'opposizione.

L'Ars oggi è tornata a riunirsi dopo la doppia fumata nera di ieri. Ma è subito esploso il caos in aula. Il deputato dell'Udc, Giovanni Bulla, dopo avere votato ha mostrato la scheda a Gianfranco Miccichè prima di metterla nell'urna e a sala d'Ercole, dove è in corso la votazione, è esplosa la polemica.

Alcuni deputati del Pd che si sono accorti del gesto si sono subito avvicinati ai banchi del governo per protestare, chiedendo di considerare valido il voto e quindi annullare la scheda.

Il presidente di turno, Alfio Papale, ha cercato di mantenere la calma in aula, dicendo che avrebbe rifatto votare il deputato. Ma il Pd ha continuato a protestare. A quel punto Papale ha sospeso la seduta, riunendo l'ufficio di presidenza per assumere una decisione sul caso.



Dopo la riunione, Papale ha letto in aula l'articolo 133 del regolamento parlamentare secondo cui quando si verifichino irregolarità il presidente può annullare la votazione e disporre che si ripeta. In aula le proteste del Pd non si sono placate. Papale ha sospeso la seduta per consentire la ristampa delle schede.

Anche oggi era assente Gennuso, colpito da un grave lutto in famiglia.

© Riproduzione riservata

Fonte: gds.it


Le promesse di Miccichè:

Impegno politico del candidato presidente Gianfranco Miccichè: stabilizzazione di tutta la categoria forestale ( 78sti, 101sti e 151sti )  entro tre anni 

Miccichè  promette un futuro sereno ai forestali

L'Onorevole Gianfranco Miccichè, ha espresso la volontà di formalizzare un patto legislativo con i lavoratori forestali, concernente la riforma della legge regionale 14/2006





L'ASSESSORE BANDIERA: A LAVORO AFFINCHÉ SI POSSA CREARE OCCUPAZIONE E BENESSERE. IL BLOG: STANDO ALLE SUE PAROLE PER I FORESTALI NON CI DOVREBBERO ESSERE PROBLEMI, CI SONO LE RISORSE PER DUE SOLI CONTINGENTI: OTI E 151ISTI!



Dalla pagina Facebook
dell'Assessore Edy Bandiera

A volte, i sogni di ragazzo si realizzano... Adesso a lavoro, con appassionato ed estenuante impegno affinché, attraverso le scelte, e gli strumenti dei quali dispongo, si possa creare occupazione e benessere e sia consentito, a tanti siciliani capaci e perbene, di vivere una vita più serena, e perché no... di realizzare i loro sogni...


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L'Assessore all'Agricoltura Edy Bandiera: vogliamo stabilizzare i lavoratori forestali, ci sono le risorse

Su facebook l'Assessore Edy Bandiera al Sifus: sono dalla parte di chi, come voi, desidera lavorare stabilmente, e legittimamente si attende di vedere puntualmente retribuito il proprio impegno lavorativo



L'Assessore ospite in studio su Fm Italia. Parole di elogio per i forestali e conferma anche che ci sono le risorse per due soli contingenti: Oti e 151isti!


Spostare il cursore al minuto 11:00 circa





Il Presidente Musumeci zittisce Bruno Vespa sui lavoratori forestali: non licenzieremo nessuno, anzi, li facciamo diventare da peso a risorsa. Li vorrei a pulire i fiumi, le aree verdi, le spiagge e non avranno un giorno di riposo. Conosco il metodo del governo



Gli impegni per i lavoratori forestali




L'intervento integrale dell'On. Musumeci, "Lista Musumeci" al 2° Congresso del Sifus/Confael

Nello Musumeci: dove li mettiamo i diritti acquisiti dei lavoratori forestali? Sono 20mila padri di famiglia. ;i mandiamo in mezzo alla strada tutti o troviamo un modo utile per impiegarli veramente? Serve personale che controlli le riserve naturali, sì o no? Serve personale che intervenga nelle aree protette e, in generale, in quelle demaniali, sì o no?

L'On. Nello Musumeci nonostante la sconfitta elettorale rimane favorevole alla stabilizzazione. Battibecco con alcuni lavoratori. Video eclusivo

Musumeci con l'elemosina di ottanta euro ai forestali, che chiedono di lavorare tutto l'anno e non solo due mesi, credo sia davvero squallido"

Musumeci: ai forestali non ho promesse da fare, ma dobbiamo chiudere questa vergognosa pagina del precariato in Sicilia

Nella chiacchierata con Umberto Teghini, il candidato alla presidenza della regione Nello Musumeci, si sfoga

Nello Musumeci: sui forestali credo poco alla stabilizzazione. La soluzione migliore credo sia quella di trovare un’intesa col governo centrale. C’è bisogno di questa forza lavoro anche per altre competenze. In tal modo lavorerebbero tutto l’anno

MUSUMECI ALL’INSEDIAMENTO ARS: “ENTRO DUE ANNI ISOLA ALLA NORMALITÀ”



15 Dicembre 2017
C’e’ molta attesa in questo Palazzo. Adesso bisogna lavorare tanto. Penso che entro due o tre anni porteremo la Sicilia sulla strada della normalita’”. Cosi’ il neo presidente della Regione siciliana, arrivando a Palazzo dei Normanni per l’insediamento dell’Assemblea regionale siciliana.

Che Dio ci accompagni. Noi dobbiamo fare la nostra parte, ma tutto dipende da lui”. Cosi’ il neo presidente della Regione siciliana, arrivando a Palazzo dei Normanni per l’insediamento dell’Assemblea regionale siciliana. “Quando sono entrato la prima volta in consiglio comunale a Militello avevo 20 anni e mai avrei pensato di rientrarci da presidente della Regione. Lo faro’ lunedi’. Questa e’ una emozione assolutamente personale e intima che non ho difficolta’ a confessare”.

Il presidente della Regione Nello Musumeci ha presentato la sua giunta durante la prima seduta della XVII legislatura dell’Ars. I dodici assessori sono tutti seduti sui banchi del governo all’interno di Sala d’Ercole: Gaetano Armao, assessore all’Economia e vicepresidente della Regione; Edy Bandiera all’Agricoltura; Salvatore Cordaro al Territorio e Ambiente; Marco  Falcone alle Infrastrutture; Vincenzo Figuccia all’Energia; Bernadette
Grasso alle Autonomie locali; Mariella Ippolito alla Famiglia, politiche sociali e lavoro; Roberto Lagalla all’Istruzione e  formazione; Sandro Pappalardo al Turismo, Sport e Spettacolo; Ruggero Razza alla Salute; Vittorio Sgarbi ai Beni culturali; Girolamo Turano
alle Attività produttive.

Fonte: siciliainformazioni.com




ARS. REGIONALI, L'ALLARME M5S. "GLI STIPENDI SONO A RISCHIO"



La nota sull'esercizio provvisorio.

PALERMO - "I tempi per l'approvazione dell'esercizio provvisorio sono strettissimi, il rischio di lasciare senza stipendi i dipendenti della Regione e degli enti collegati è altissimo". Lo afferma in una nota il Movimento 5 stelle all'Ars. "Anziché perdere tempo a soddisfare gli appetiti della sua coalizione, - aggiunge - dove la rincorsa alle poltrone è stata l'unica vera preoccupazione nei giorni scorsi, Musumeci avrebbe potuto anticipare la data dell'insediamento dell'Assemblea per scongiurare il pericolo di non riuscire ad approvare l'esercizio provvisorio entro il 31 dicembre e, quindi, di bloccare gli stipendi. Calcoli alla mano, ora i tempi rischiano di non esserci più, considerato che si deve ancora procedere all'elezione del presidente dell'Ars, delle vicepresidenze, dell'ufficio di presidenza". (ANSA).
15 Dicembre 2017

Fonte: livesicilia.it




FUORIUSCITA PRECARIATO DEGLI LSU. ARRIVA IL BONUS DELLA REGIONE. CINQUE ANNI DI RETRIBUZIONE



di Michele Giuliano
Circolare dell’assessorato regionale al Lavoro: riaperti i termini per la presentazione delle istanze. La soluzione proposta: cinque anni di retribuzione per fuoriuscire dal bacino

PALERMO - Cinque anni di retribuzione, per fuoriuscire dal bacino. Ecco la soluzione proposta dalla Regione per permettere, a chi vorrà, di uscire dal ruolo di Lsu, lavoratore socialmente utile, condizione precaria e senza tutele previdenziali, nella quale si trovano migliaia di siciliani, che da anni sono impiegati in diversi enti pubblici dell’Isola.

La misura di fuoriuscita definitiva verrà corrisposta in rate annuali, al netto delle mensilità già erogate dall’1 gennaio scorso. In questi giorni è stata pubblicata la circolare relativa che ha riaperto i termini per la presentazione della domanda, ed è rivolta a coloro i quali necessitano di più di 10 anni per il raggiungimento dei requisiti per la pensionabilità. Una possibilità da tenere in considerazione, e che sicuramente sarà colta da molti, che potranno, in tal modo, avere la possibilità di tentare una nuova strada senza rimanere, al contempo, completamente senza reddito.

Un salvagente per molti, quindi, e un modo per la Regione di alleggerire il settore, già fin troppo affollato, e per il quale, ormai da anni, si auspica una soluzione che porti, in buona sostanza, ad uno sfoltimento dei numeri non più sostenibili, dal punto di vista economico, dalle istituzioni regionali.

Sono quasi 22 mila, infatti, i lavoratori precari a carico della collettività siciliana, che lavorano nei vari uffici regionali, provinciali e comunali. Si tratta di quel bacino di lavoratori che ancora oggi risultano essere a tempo determinato, quindi con contratti da precario da rinnovare di anno in anno, che collaborano fattivamente a sostenere le attività degli enti nei quali operano, ma che, ancora, non hanno visto riconoscere il proprio ruolo con un contratto a tempo indeterminato che ne tuteli la posizione. Un numero enorme, se si pensa che al momento le diverse manovre hanno portato alla fuoriuscita di poco più di 600 persone, una goccia in mezzo al mare in pratica. Un quadro sconfortante che emerge dall’elenco regionale dei lavoratori appartenenti al regime transitorio dei lavori socialmente utili, nato con l’idea di “favorire l’assunzione a tempo indeterminato dei lavoratori”.

L’elenco è predisposto sulla base di alcuni criteri prioritari che sono l’anzianità di utilizzazione e, in caso di parità, maggior carico familiare e anzianità anagrafica. I lavoratori precari impiegati presso le pubbliche amministrazioni siciliane che hanno presentato regolare istanza sono stati inseriti in questo apposito elenco del “bacino unico”, e hanno diritto di precedenza nelle stabilizzazioni effettuate dall’ente presso il quale risultano utilizzati.

I lavori socialmente utili sono stati istituiti nel 1981 con l’obiettivo dichiarato di offrire ai lavoratori temporaneamente sospesi dal lavoro un’attività con fine di pubblica utilità. Una condizione che sarebbe dovuta rimanere provvisoria; nella realtà dei fatti, il rinnovo di anno in anno si è protratto per decenni, permettendo a queste persone di lavorare, ma, allo stesso tempo, li ha costretti a rimanere scoperti dalle tutele previdenziali e assistenziali dovuti a chi è impiegato a tempo indeterminato.

Per assurdo, proprio negli enti pubblici, è stato perpetuato a danno degli lsu un abuso, ed è stato negato un diritto. Negli anni il bacino di questi lavoratori è fortemente cresciuto fino a raggiungere 170.000 persone a fine anni Novanta in tutta Italia. Secondo l’origine della norma la Regione, che avrebbe garantito le risorse, contava di stabilizzare gran parte dei lavoratori.

16 dicembre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA

Fonte: www.qds.it




ARS. MICCICHÉ, IL CENTRODESTRA RITENTA. COSA PUÒ SUCCEDERE A SALA D’ERCOLE



di Accursio Sabella
Dopo le due fumate nere di ieri, nuova votazione per l’elezione del presidente dell’Ars. Tutti gli scenari.

PALERMO - Il centrodestra ci riprova. Dopo i due tentativi falliti di eleggere Gianfranco Micciché presidente dell’Ars, nel corso della seduta di ieri, oggi sarà la maggioranza ci riproverà per la terza volta. E se servirà, anche per la quarta. Questo prevede infatti il regolamento interno dell’Ars. Dopo le prime due fumate nere, infatti, cambia la soglia minima per giungere all’elezione. Se nel primo caso, infatti, era necessario ottenere il voto di due terzi dei componenti dell’Assemblea (47 voti) e se nel secondo bastava la maggioranza più uno degli stessi componenti (36 voti), oggi, in terza votazione, basterà la maggioranza dei votanti. Una differenza non da poco, visto l’esito della votazione di ieri. Nel caso in cui non dovesse andare bene nemmeno la terza votazione, si andrà al ballottaggio tra i due deputati più votati. E a quel punto potrebbe succedere di tutto.

Ieri, intanto, Micciché è arrivato davvero a un passo dal risultato sperato. È mancato infatti solo un voto. Un esito paradossale, frutto di diversi fattori. A cominciare dalla presenza di due franchi tiratori all’interno della maggioranza di centrodestra. Riconoscibilissimi, se non nell’identità certamente nelle intenzioni, visto che uno di questi ha votato per un altro deputato di Forza Italia (nel primo caso Savona, nel secondo Mancuso) differenziandosi quindi dal resto della coalizione che ha indicato Micciché, mentre l’altro aggiungeva il proprio voto a quello che il deputato grillino Sergio Tancredi ha indirizzato a se stesso. I deputati del Movimento cinque stelle infatti avevano scelto infatti questa strategia: ciascuno di loro avrebbe segnato sulla scheda il proprio nome. Solo a Tancredi sono arrivati due voti. Uno è giunto dal centrodestra.

Ma non solo franchi tiratori. A complicare i piani di Micciché sono intervenuti anche fatti che non hanno nulla a che vedere con la politica: il grave lutto che ha colpito il deputato di centrodestra Pippo Gennuso assente a causa della scomparsa della moglie. Se fosse stato in Aula, insomma, probabilmente la partita sarebbe già chiusa.

Ma potrebbe chiudersi oggi, appunto, quando Gennuso è atteso a Sala d’Ercole. Nel frattempo, però, ieri a “compensare” il voto ‘infedele’ dei franchi tiratori era arrivata la scelta degli uomini di Sicilia Futura di separare la propria strategia da quella del Pd. Nicola D’Agostino ed Edy Tamajo, infatti, hanno deciso, in seconda votazione, di esprimere la propria preferenza, a differenza dei Dem che si sono astenuti in blocco. Quasi certamente, quel voto è andato proprio a Musumeci. Una scelta che ha già innescato una polemica. Esponenti del Pd hanno accusato gli uomini di Cardinale di essere la “stampella” del centrodestra, mentre il segretario regionale del partito D’Agostino ha aspramente criticato la scelta dei Dem di non votare. Entrerà anche questo, nel calderone di oggi. Quando a Micciché, probabilmente, basterà ricevere gli stessi voti di ieri, insieme a quello di Gennuso. Se ciò non avverrà, la quasi scontata elezione del commissario di Forza Italia rischia di trasformarsi in una lotteria.

Anche perché, nelle tarde ore del pomeriggio di ieri si era fatta strada una ipotesi fino a poche ore fa impensabile. Ed è stata in qualche modo suggerita dalle parole del leader siciliano del Movimento cinque stelle Giancarlo Cancelleri che ha, da un lato, aperto a un possibile accordo col resto dell’opposizione, dall’altro ha “punto” il centrodestra: “Micciché per noi non è votabile: dateci un altro nome e siamo pronti a votarlo anche noi”. Una pietra nello stagno, probabilmente, poco più. È difficile pensare infatti che M5s, Pd e Fava possano votare compatti un candidato che sarebbe eletto solo nel caso in cui si creasse anche una “fronda” interna al centrodestra, con lo “strappo”, oltre dei due franchi tiratori, anche di altri tre o quattro deputati. Uno scenario altamente improbabile. Ma a dare l’ultima risposta sarà solo l’urna di Sala d’Ercole.
16  Dicembre 2017

Fonte: livesicilia.it





MICCICHÈ NON CE L'HA FATTA: UN'ALTRA “FUMATA NERA” PER LA PRESIDENZA DELL'ARS



15/12/2017 -di Alfredo Pecoraro
PALERMO - Una doppia fumata nera, solo in parte prevedibile, complica le ambizioni di Gianfranco Micciché, che manca l’elezione a presidente dell’Assemblea siciliana per 1 voto nella seconda chiama; il commissario di Fi ha ottenuto 35 preferenze, sfiorando il quorum previsto dal regolamento della metà più uno dei 70 deputati. Una beffa per Miccichè che alla prima votazione aveva ricevuto 33 preferenze (due i franchi tiratori), anche perché quell'unico voto mancato poteva arrivare da Pippo Gennuso, il deputato autonomista assente per un lutto in famiglia. E ora M5s e Pd lavorano per un blitz nella seduta di domani, quando sarà sufficiente la maggioranza assoluta dei presenti e se nessuno la raggiungerà a quel punto i due più votati andranno al ballottaggio e chi otterrà più preferenze sarà eletto.

Le opposizioni stanno cercando l’intesa su un nome del centrodestra su cui far convergere i propri voti, 31 in totale, sperando così di spaccare la maggioranza, al momento ancora compatta su Miccichè, che dopo le fumate nere ha lasciato il Palazzo evitando i cronisti. Di nomi ne circolano alcuni da pescare soprattutto nell’Udc, ma nessuno si sbilancia in questa fase delicata. M5s e Pd potrebbero anche arrivare a 33 voti se anche i due deputati di 'Sicilia futurà, il movimento dell’ex ministro Totò Cardinale, sposeranno il piano. Proprio su Edy Tamajo e Nicola D’Agostino però si stanno concentrando i malumori di un pezzo dei dem: mentre alla prima votazione i due avevano rispettato l’ordine di scuderia non rispondendo all’appello del voto segreto come hanno fatto gli 11 parlamentari del Pd, alla seconda chiama hanno regolarmente votato, rompendo il patto. «In aula qualche dem li ha definiti i fanghi tiratori», ironizza Giancarlo Cancelleri del M5s. Che ammette di lavorare con i suoi al blitz: «Il M5s è disponibile a votare un esponente del centrodestra alla presidenza dell’Assemblea ma non Gianfranco Miccichè, perché non ha i requisiti, valuteremo un nome da proporre».




Ai 5stelle non è andato giù che Miccichè abbia snobbato l’offerta, ricevuta dalle opposizioni, di una intesa istituzionale complessiva sull'intero ufficio di presidenza e sulle commissioni parlamentari. Prova a smorzare, il governatore Nello Musumeci: «Sono lieto per avere registrato la compattezza della maggioranza che in aula aveva 35 voti, spero - dice - che domani venga eletto il presidente dell’Ars e poi l’intero ufficio di presidenza in modo che a breve possa fare le dichiarazioni programmatiche in aula e cominciare a lavorare a regime con il Parlamento». Si sfila da eventuali strumentalizzazioni l’Udc. «Cancelleri può mestare nel torbido quanto vuole - afferma Pippo Naro, coordinatore regionale dell’Udc - Noi voteremo compatti e convinti per Miccichè, che è il leader politico della coalizione». E chi è più vicino a Miccichè mette in allerta gli oppositori: il leone ferito è pronto a ruggire.

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ARS, AL VIA LA XVII LEGISLATURA, VECCHI E NUOVI VOLTI, LE PRIME PAROLE…



15 Dicembre 2017
Unico assente al grande giorno è il deputato Gennuso, degli autonomisti, che è stato colpito da un gravissimo lutto. Ieri è morte la moglie e oggi saranno celebrati i funerali. Poi tutti pronti tra fuochi incrociati e sorrisi a fare il grande ingresso nel Parlamento più antico d’Europa. Le reazioni…

“Abbiamo chiesto al Partito democratico di non votare Micciche’, perche’ siamo convinti che non rappresenti il popolo siciliano. Ci siamo incontrati con Raciti, a cui ho formalizzato le nostre intenzioni. Oggi vedremo se il Pd e’ il partito dell’inciucio o se rispetta il volere dei propri elettori. Se lo rispetta, il centrodestra non avra’ i voti per eleggere Micciche’. Se non lo vota il Pd, Micciche’ vivra’ il suo ‘Black Friday’, il venerdi’ nero”. Cosi’ Giancarlo Cancelleri, leader del Movimento 5 Stelle, arrivato a Palazzo dei Normanni per la prima seduta della XVII legislatura, in merito all’indicazione di Fi di votare Gianfranco Micciche’ presidente dell’Ars. “Oggi la maggioranza non c’e’, dal momento che Gennuso, a cui abbiamo mandato le nostre condoglianze, e’ assente per un lutto familiare – aggiunge -. Alla seconda votazione se i deputati del Pd escono dall’Aula tutti compatti, il centrodestra non avra’ i numeri per eleggere Micciche’. Lo scopriremo oggi durante la seduta”. (ITALPRESS)

Fonte: siciliainformazioni.com





15 dicembre 2017

SAN GIUSEPPE JATO, RIFUGIO MONTE MARZUSO. STRUTTURA REALIZZATA GRAZIE ALL'IMPEGNO E ALLA PROFESSIONALITÀ DEI LAVORATORI FORESTALI. FOTO

Il collega forestale specializzato in costruzione muretti a secco, Enzo Pirrone: "La soddisfazione è costruire un rifugio con quello che abbiamo recuperato sul posto. Grazie ai colleghi che si sono impegnati". 



Rifugio Monte Marzuso
















L'INTERVISTA. MUSUMECI AL GIORNALE DI SICILIA: “BRUTTE SORPRESE DAI CONTI, SITUAZIONE PEGGIORE DEL PREVISTO”

Nello Musumeci

15 Dicembre 2017
PALERMO. «La situazione è complicata e purtroppo immagino che l’esercizio provvisorio non sarà breve». Lo dice Nello Musumeci in un’intervista esclusiva al Giornale di Sicilia in edicola. Il governatore, che oggi entra all’Ars per la prima volta da presidente della Regione, parla di situazione peggiore del previsto per i conti.

«A volte ti convinci che il buco sia X e invece man mano che scoperchi le pentole ti accorgi di spiacevoli sorprese. A cominciare dalle società partecipate: sono tutte in deficit e non sempre hanno prodotto in termini di risultati il fatturato che ci si aspettava. Quando avremo il quadro completo, sapremo quali sono le possibili soluzioni da adottare».

Fonte: gds.it







A BUCCHERI L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE CHIAMA E LA FORESTALE RISPONDE. GLI OPERAI IMPEGNATI IN PAESE PER TUTELARE I CITTADINI. IL BLOG: COMPLIMENTI VIVISSIMI AL SINDACO



Dalla pagina Facebook
del Sindaco di Buccheri (Sr)
Alessandro Caiazzo

Buccheri - l'Amministrazione chiama la Forestale risponde...


Voglio pubblicare queste foto per dimostrare l'importanza dei lavoratori forestali, dei loro interventi e delle loro capacità.
Da qualche anno a questa parte ci siamo resi conto di diverse criticità che interessavano il Nostro Comune, sopratutto in prossimità delle abitazioni e delle strade maggiormente trafficate.
Molte volte abbiamo richiesto un intervento deciso ed il più possibile risolutivo, sia per salvaguardare il patrimonio boschivo, sia per tutelare i cittadini ed il centro abitato.
Finalmente ci siamo riusciti; grazie alla disponibilità del Dirigente Provinciale dell'Azienda Foreste Demaniali, alla Direzione Tecnica, alla progettazione ed al fondamentale lavoro dei dipendenti, in questi giorni state assistendo all'esecuzione di diversi cantieri che si stanno svolgendo nelle immediate vicinanze del centro urbano.
In questo momento le operazioni di pulizia, messa in sicurezza e diradamento stanno interessando diversi punti del nostro Comune:

1. Zona Castello
2. Zona Campetti Sportivi di Via A. Gramsci
3. Pendii di Via Piave.

Grazie a questi lavori abbiamo reso più sicura la viabilità, più sicure le abitazioni e finalmente gradevole il boschetto interno del Castello di Buccheri; in particolare si evidenzia che per quanto riguarda il Castello e come già annunciato e promesso, nella parte di competenza Comunale, stanno per iniziare anche i lavori di sostituzione della ringhiera, che permetteranno la riapertura della zona archeologica e la fruibilità in totale sicurezza della stessa ( operazione che verrà effettuata con fondi di bilancio comunale).
Siamo solo all'inizio e siamo certi che la progettualità indirizzata alla cura dei boschi, insistenti nelle immediate vicinanze del centro urbano, proseguirà anche per il prossimo anno e permetterà di recuperare il tempo perduto ma sopratutto permetterà la tutela e la valorizzazione di una delle risorse più preziose del nostro territorio.
Si ringrazia L'Azienda Foreste Demaniali e tutti i Suoi dipendenti per quanto è stato fatto e sarà fatto.
P.S. Se messi nelle condizioni i lavoratori forestali sanno lavorare ed anche molto bene; diciamolo a tutti i detrattori












LA FAI CISL MESSINA: “SERVE UNA PROGRAMMAZIONE VERA PER CONSERVARE E VALORIZZARE IL PATRIMONIO FORESTALE, BOSCHIVO E MARITTIMO DEL NOSTRO TERRITORIO”

14/12/2017. La Fai Cisl Messina ha riunito il suo consiglio generale. «Serve una programmazione vera per conservare e valorizzare il patrimonio forestale, boschivo e marittimo del nostro territorio»

Un Politica seria, «perché troppi Governi sono passati giocando, senza scommettere su un territorio che ha enormi potenzialità protettive, conservative, produttive». Una programmazione vera, «anticipata per prevenire gli incendi, per conservare il patrimonio forestale e boschivo». Sono le richieste dei lavoratori agricoli e forestali della Cisl che si sono riuniti per il Consiglio Generale della Fai Cisl alla presenza del commissario regionale Pierluigi Manca e del segretario generale della Cisl Messina, Tonino Genovese.

A lanciare le rivendicazioni dei lavoratori del settore è stata la segretaria generale della Fai Cisl di Messina, Sabina Barresi che ha, ancora una volta, rammentato e rivendicato «specificità territoriale del territorio messinese, diversa da quella delle altre province siciliane. Attraversiamo un momento particolarmente delicato per il sistema lavorativo, con pesanti conseguente per famiglie e i lavoratori agricoli, forestali e dei settori pesca e florovivaismo non fanno eccezione. Da anni ribadiamo il ruolo fondamentale della prevenzione, l’obiettivo è fare comprendere a chi è deputato a legiferare l’importanza di una programmazione e di una seria progettualità per tutelare il patrimonio boschivo, florovivaistico, agroalimentare e marittimo. Solo così si può garantire il minimo lavorativo dei nostri lavoratori – ha detto la Barresi – la nostra provincia è boschi, foreste, mare, ma è anche florovivaismo, settore fiore all’occhiello e tra i primi per l’esportazione di piante e agrumi ornamentali, tropicali, ficus, chenzie. Ci sono numeri importanti che danno lavoro a parecchia gente».

Il segretario generale della Cisl Messina, Tonino Genovese, ha ricordato il lavoro della Cisl e delle categorie affrontato il tema della vertenza pensionistica che ha visto il sindacato in prima linea con Passo dopo passo è lo slogan che la Cisl ha adottato per spiegare lo sforzo del sindacato per la contrattazione «e superare quegli errori della Legge Fornero che nessuno riusciva a spiegare, rivolgendosi quindi al sindacato e alla Cisl che, grazie alla sua classe dirigente, ha saputo contrattare come solitamente fa».

Anche il commissario regionale della Fai Cisl ha sottolineato l’importanza dell’intesa sulla previdenza, «per il riconoscimento dei lavori gravosi per operai e braccianti agricoli e per gli imbarcati della pesca che adesso sono stati inseriti nell’Ape Sociale. Un risultato importante – ha detto Pierluigi Manca – che rappresenta, insieme al rinnovo del contratto integrativo regionale per i lavoratori della Forestale dopo 16 anni, un importante tassello per i lavoratori della nostra federazione».

Sulle vertenze in atto, poi, Manca ha aggiunto che «la Fai Cisl attende risposte dalla Politica: forestale, riordino del sistema boschivo legandolo al turismo e alle energie alternative, riforma degli enti di bonifica. Ci sono molte cose da fare e stiamo lavorando a livello regionale ma in stretto raccordo e sinergia con i territori».

Fonte: www.canalesicilia.it




14 dicembre 2017

IL GOVERNATORE. LA PREOCCUPAZIONE DI MUSUMECI. "LA SITUAZIONE È DIFFICILISSIMA"


Domani il neo presidente della Regione presenterà la giunta al Parlamento.

PALERMO - "Occorre modificare il regolamento: sarebbe bello se venisse abolito il voto segreto, una norma regolamentare che non ha fatto e non fa onore alla storia del parlamento siciliano". Così il presidente della Regione Nello Musumeci a Palermo ha risposto ai cronisti che chiedevano quali priorità dovrebbe avere il parlamento siciliano, che si insedia domani. "Mi auguro che venga l'approvato il codice etico - ha aggiunto - per i dipendenti e per il ceto politico, che la commissione antimafia da me presieduta due anni fa ha completato e che ha avuto il voto favorevole sia della commissione affari istituzionali che dell'antimafia all'unanimità. Sarebbe un forte segnale da parte dell'Assemblea con la quale desidero avere un rapporto franco leale e improntato al rispetto reciproco".

Il neo governatore è stato questa mattina a un incontro a Villa Zito a Palermo a cui ha partecipato anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Hanno preso parte a un seminario in onore del giurista Lauro Chiazzese a 60 anni dalla sua scomparsa.

Domani il neo governatore presenterà al Parlamento la giunta. "Poi - ha spiegato - aspetteremo il completamento degli uffici di presidenza per rendere all'aula le dichiarazioni programmatiche. Stiamo ancora organizzando gli uffici di gabinetto. Dobbiamo mettere ordine alla burocrazia, ai direttori generali ed è un lavoro che pensiamo di potere completare già subito dopo l'Epifania". Tra i temi più attesi e già più discussi, quello dei rifiuti: "Credo sia essenziale l'intervento del governo centrale. Da solo il governo della Regione non potrà mai risolvere quella che non è più un'emergenza ma è un'insolita per la Regione, per la sicurezza e il decoro delle nostre città". "Stiamo programmando - ha concluso - alcune cose le abbiamo già fatte senza clamore mediatico perché, almeno per le prime settimane, è importante mantenere un profilo basso. Questo è il tempo in cui bisogna lavorare piuttosto che parlare e dire cose qualche volte anche a sproposito".

"La situazione è difficilissima, man mano che i giorni passano l'opera di ricognizione delle strutture della Regione porta alla luce lacune, inefficienze, contraddizioni, debiti. Abbiamo il dovere di rimboccarci le maniche, lo abbiamo già fatto. Le parole del presidente della Repubblica 'ci affidiamo a lei' mi gratificano e mi fanno sentire il peso di una grande responsabilità".

"Voglio esprimere apprezzamento per le parole del presidente Musumeci sull'abolizione del voto segreto e sull'approvazione del codice etico. Grazie presidente serve a restituire dignità all'Ars", ha detto il presidente dell'Anci in Sicilia e sindaco di Palermo Leoluca Orlando.
14 Dicembre 2017

Fonte: livesicilia.it






SI CAMBIA MUSICA ALLA REGIONE, RIFORMA PROVINCIE, IRSAP, CONSORZI DI BONIFICA E FORMAZIONE SUL TAVOLO SINDACALE



13 Dicembre 2017
Primo incontro ufficiale fra il presidente della regione Nello Musumeci e l’assessore all’erconomia nonché vice Presidente Gaetano Armao con le organizzazioni sindacali regionali per avviare il confronto sulla crisi occupazione deòll’isola.

Al tavolo di ieri sera a Palazzo d’Orleans c’erano i segretari regionali della Cgil Michele Pagliaro, della Cisl Mimmo Milazzo e della Uil Claudio Barone, presente all’incontro anche l’assessore delle Autonomie locali e della Funzione pubblica Bernadette Grasso.

Oggetto dell’incontro anche la riforma delle ex Provincie, dell’Irsap, dei Consorzi di bonifica e della Formazione professionale. Particolare attenzione è stata riservata al personale precario nella Pubblica amministrazione e alla esigenza di una riforma della macchina regionale in termini di efficienza e produttività.

Il presidente Musumeci ha manifestato apprezzamento per il contributo propositivo che le Organizzazioni sindacali intendono fornire e ha evidenziato la opportunità, per il futuro, di incontri degli assessori con i rappresentanti sindacali su temi specifici e prioritari nell’agenda di Governo.

Nei prossimi giorni il presidente della Regione incontrerà i segretari regionali dell’Ugl e dei sindacati autonomi maggiormente rappresentativi.

Fonte: palermo.blogsicilia.it






MANIFESTAZIONE DEI FORESTALI A CATANIA: FREGATI DALLA FORNERO. “ASSURDO ANDARE IN PENSIONE A 70 ANNI”. INTERVISTA AD ALFIO MANNINO DELLA FLAI SICILIA



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PALERMO. INCENDIO DOLOSO AD ALTOFONTE. DISTRUTTI ETTARI DI VEGETAZIONE



In azione diverse squadre di vigili del fuoco e della forestale.

PALERMO - Un incendio è divampato a Colle Buttafuoco, nel territorio di Altofonte, alle porte di Palermo. Il rogo doloso ha distrutto già diversi ettari di macchia mediterranea e minaccia alcune abitazione. I pompieri sono in azione con diverse squadre. Con loro anche i forestali. (ANSA).
13 Dicembre 2017

Fonte: livesicilia.it


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Violento incendio a Carini. Guarino: purtroppo i nostri addetti al servizio antincendio boschivo non sono più in servizio e che quindi io non posso che soffrire. Gli Aib dovrebbero essere operativi tutto l'anno

Incendio fra Carini e Montelepre. Roghi alimentati dal vento

Un vasto incendio sta interessando Valle Pozzillo agro di Altofonte. Sul posto il distaccamento forestale di Villagrazia. Guarino: le squadre antincendio non ci sono e quindi spegnere questo incendio sarà problematico






ARS, QUATTRO MESI SENZA ATTIVITÀ COSTANO. 4 MILIONI A OGNI DEPUTATO PURE 25MILA EURO DI LIQUIDAZIONE



LOREDANA PASSARELLO 13 DICEMBRE 2017
POLITICA – Il 15 dicembre si insedia la nuova assemblea regionale. Una data utile a far maturare anche l'ultima mensilità ai 90 parlamentari uscenti. A cui si aggiunge la ricca liquidazione. Tutto secondo la legge, ma da settembre l'Ars non ha più svolto attività, tranne due sedute, di cui una durata 12 minuti

Poco meno di un milione di euro. Sarà la somma che l’Assemblea regionale siciliana spenderà a dicembre per pagare gli stipendi dei parlamentari della precedente legislatura, i 90 sostituiti con i nuovi eletti alle regionali del 5 novembre, che però continuano a pieno titolo a ricevere il loro compenso ordinario, circa 11mila euro lordi a testa, nonostante il nuovo parlamento regionale, composto stavolta da 70 deputati, sia già stato proclamato dalle Corti d’Appello e si insedierà giorno 15 dicembre.

Perché accade questo, dopo una consolidata politica di spending review che nella passata legislatura aveva prodotto anche sostanziosi tagli ai costi dell’Ars? La risposta è semplice e si trova in una legge che stabilisce la prorogatio delle funzioni del parlamento regionale anche in periodi di inattività pre e post elettorale e soprattutto in quel periodo in cui, dopo le elezioni regionali, il nuovo parlamento, pur proclamato, non ha ancora prestato giuramento. La legge risale al 23 febbraio del 1972 ed è di rango costituzionale, riguarda i consigli regionali e il parlamento siciliano, ne salvaguarda in pratica le funzioni e i poteri fino a quando non si riunisca per la prima volta la nuova Assemblea. L’articolo 61 della Costituzione stabilisce lo stesso per la Camera e il Senato. C’è come sempre dietro una valida ragione, quella di salvaguardare le funzioni di controllo del parlamento sugli atti del governo o di consentire di deliberare in caso di calamità o evento straordinario.

Gli effetti finanziari però sono tutt’altro che vantaggiosi e perfino inopportuni per un parlamento che non ha svolto alcuna attività, se si esclude la presentazione di qualche mozione o interrogazione, da circa quattro mesi, dall’ultimo provvedimento finanziario approvato ad agosto, dopo il quale i riflettori sulle attività d’Aula e delle commissioni si sono spenti per lasciare spazio alle campagne elettorali che hanno visto i politici impegnati nei collegi a caccia di voti.

Così, giorno 15 dicembre, data stabilita per la prima seduta dell'Ars, durante la quale ogni deputato eletto presterà giuramento, sarà anche l’ultimo giorno in cui i precedenti titolari, eletti nel 2012, eserciteranno le loro funzioni, nei loro specifici incarichi con relative indennità previste. Entro quella data infatti scatterà la piena acquisizione di un’altra mensilità che verrà così corrisposta a pieno titolo. Facendo i conti in tasca ai vecchi eletti, sono circa quattro milioni di euro lordi che gli ex eletti incassano senza svolgere attività in quattro mesi (solo due sedute, di cui una durata 12 minuti, a settembre).

Per alcuni parlamentari rieletti e diventati componenti del governo regionale, la mensilità andrà a sommarsi alla prima da membro del governo siciliano, che invece, a differenza del parlamento è già in carica. Un regalo di Natale non indifferente se si pensa che per tutti i 90 arriveranno anche le liquidazioni: il cosiddetto assegno di fine mandato, che interessa i parlamentari della scorsa legislatura, costa all’Ars 2 milioni 214mila euro, circa 24.600 euro per ciascuno.

Fonte: meridionews.it


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BANDIERE ROSSE IN VIA ETNEA. LA PROTESTA DELLA FLAI - CGIL. IN PIAZZA PER CHIEDERE AL GOVERNO MISURE IDONEE PER IL COMPARTO FORESTALE



Migliaia di persone in piazza per chiedere al Governo misure idonee per i lavoratori agricoli, forestali e del settore pesca.


CATANIA - Via Etnea tinta di rosso per la protesta della Flai Cgil. Anche Catania ha preso parte alla manifestazione organizzata dal sindacato per chiedere un sistema pensionistico equo che tuteli i lavoratori del settore agroalimentare, molti dei quali stagionali. Tantissimi i partecipati - secondo le stime sono scese in piazza circa 5 mila persone - che hanno animato il corteo che si è snodato da Villa Bellini a piazza Manganelli, alla  presenza dei segretari generale, Alfio Mannino, regionale, Michele Pagliaro e nazionale, Ivana Galli.

Oggetto della protesta, l'età pensionabile e i sacrifici che il Governo vorrebbe richiedere ai lavoratori forestali, del settore agricolo, della pesca, come se questi non fossero pesanti e usuranti. Dito puntato anche contro il lavoro discontinuo, che in Sicilia riguarda circa 120 mila persone, tra agricoltura, forestale e industria agroalimentare. “Partiamo dalla Sicilia - dice Ivana Galli- per il peso che ha in questa regione il lavoro bracciatile. Ma non ci fermeremo: venerdì terremo infatti un presidio davanti a Montecitorio chiedendo di essere ricevuti dalla Commissione Bilancio, dove sono in discussione gli emendamenti alla legge di Bilancio che riguardano il nostro settore e andremo avanti anche dopo la conclusione del mandato di questo governo”.

La Flai chiede che l’emendamento che blocca per due anni l’innalzamento dell’età pensionistica in rapporto all’aspettativa di vita venga modificato in modo da potere realmente comprendere i lavoratori agricoli a tempo determinato e quelli della pesca. “Devono essere fatti riferimenti specifici- afferma Alfio Mannino - parlando chiaramente di Otd (operai a tempo determinato) e prevedendo per i lavoratori della pesca 9 mesi di continuità lavorativa, che sono quelli effettivamente svolti in un anno. La norma attuale – osserva- pur citando questi lavoratori parla di 6 anni di continuità nel lavoro, irraggiungibili per gli stagionali”. ù

La Flai chiede anche al Governo di inserire il lavoro agricolo tra quelli gravosi, garantendo l’accesso all’Ape sociale agli stagionali a partire dai 63 anni con l’abbassamento da 36 a 30 della contribuzione necessaria. “Sarebbe questo già un segnale- prosegue la Galli- nel senso dell’equità, peraltro parliamo di una platea di soggetti potenzialmente interessati di appena 10 mila persone. Se non si modifica la legge Fornero inoltre – aggiunge la segretaria Flai- i nostri stagionali rischiano di andare in pensione dopo i 70 anni e questo è impensabile da tutti i punti di vista, quello umano, quello sociale, vista la gravosità dei lavori svolti”.

Ma le richieste sono indirizzate anche al governo regionale e al presidente Musumeci: “Chiediamo attenzione alla qualità del lavoro nell’agroalimentare- conclude Mannino - procedendo al più presto al riordino delle norme che riguardano il mercato del lavoro e degli Enti al servizio dell’agricoltura, cioè Esa e Consorzi di bonifica”.
13 Dicembre 2017

Fonte: catania.livesicilia.it





UNA DONNA CONTRO LA MAFIA DEI PASCOLI. "IL RIFUGIO È MIO E NON HO PAURA". VIDEO



13 Dicembre 2017
Magda Scalisi ha 36 anni, ha vinto un bando pubblico per gestire il rifugio del Parco dei Nebrodi. A luglio ha lasciato Palermo per trasferirsi a 1.279 metri, fra le province di Palermo e Messina. Ma qualcuno vuole cacciarla e prova a impossessarsi delle terre attorno alla struttura. E' entrata in azione la mafia dei pascoli, con raid di animali all'interno del recinto del rifugio. "Io non mi arrendo - dice Magda - non ho paura e resto qui". (di Salvo Palazzolo e Giorgio Ruta)

Fonte: video.repubblica.it



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TRUFFA AI DANNI DELL'UNIONE EUROPEA. 13 ARRESTI, SEQUESTRO MILIONARIO. TRA LE PARTICELLE UTILIZZATE, OLTRE A QUELLE DI PRIVATI CITTADINI, ANCHE QUELLE DI PROPRIETÀ DEL DEMANIO DELLA REGIONE SICILIANA

PER OTTENERE FONDI UE USAVANO I TERRENI ALTRUI, TRA I QUALI ANCHE QUELLI DEL DEMANIO DELLA REGIONE SICILIANA. ARRESTATE DALLA FINANZA NOVE PERSONE

NEBRODI E PASCOLI, CALECA VARA NORME PIÙ RIGIDE

AREE DEMANIALI PER USO AGRICOLO, ACCORDO IN PREFETTURA

NEBRODI: CONTINUA L’AZIONE DI RIPRISTINO DELLA LEGALITÀ. A TROINA RESCISSI I CONTRATTI DI AFFITTO DI TERRENI DEMANIALI

LA CONVENZIONE TRA IL COMUNE DI NICOSIA E L'AZIENDA FORESTALE NON PUO' RITENERSI VALIDA. LA SILVOPASTORALE PUO' FARE IL BANDO PER L'AFFITTO DEI TERRENI

NICOSIA. SENZA I CONTRATTI DI AFFITTO DEI TERRENI DEMANIALI I CONTRIBUTI DEGLI ALLEVATORI ANDRANNO PERDUTI

NICOSIA (EN). TERRENI IN AFFITTO UN PASTICCIO DA RISOLVERE. IL SINDACO DOVRA' RIDETERMINARE LA CONVENZIONE PER LA GESTIONE DELLE AREE DEMANIALI AFFIDATA ALL'AZIENDA FORESTALE

NICOSIA. CONTRATTO A CANONE ADEGUATO. SEMBREREBBE RISOLTO L'INCIDENTE DI PERCORSO DOVUTO ALLA PRESENZA DI UNA CONVENZIONE TRA IL COMUNE E L'AZIENDA FORESTE

NICOSIA. LA GIUNTA HA APPROVATO LA BOZZA DELLA NUOVA CONVENZIONE TRA IL COMUNE E L'AZIENDA FORESTE DEMANIALI

CROCETTA: “INDAGINI A TAPPETO SULLA VENDITA DEI TERRENI DEMANIALI”

SICILIA: LA TERRA DI TUTTI SVENDUTA AI PRIVATI. SERVIZIO DELLE IENE

DEMANIO A PREZZI STRACCIATI, L'OMBRA DELLA CRICCA. LA VENDITA A FURNARI DI VENTIMILA METRI QUADRATI DI TERRENO: INTRECCI FAMILIARI E POLITICI. ALTRI CASI A STROMBOLI E PORTO EMPEDOCLE. IL GOVERNATORE ROSARIO CROCETTA DISPONE UN'INDAGINE

LE IENE - PELAZZA: PARCO ARCHEOLOGICO SVENDUTO? UN TERRENO DI 4000 METRI QUADRATI SVENDUTO A 10 MILA EURO, SENZA ASTA PUBBLICA, MENTRE LA SOVRINTENDENZA RIMANE A GUARDARE. VIDEO

VALLE DEI TEMPLI QUEL TERRENO SVENDUTO AI PRIVATI. LA REGIONE APRE UN'INDAGINE SULLA CESSIONE DI 50 BENI A PARTIRE DAL CASO DI AGRIGENTO

IL TERRENO DEMANIALE SVENDUTO A FURNARI. LA COMMISSIONE ANTIMAFIA IN CAMPO: ASCOLTATO ALL'ARS IL SINDACO FOTI

MESSINA, AGGUATO A FUCILATE AL PRESIDENTE DEL PARCO DEI NEBRODI: SALVO GRAZIE ALL'AUTO BLINDATA. GIÀ DA TEMPO SOTTOPOSTO A TUTELA PER LE SERIE MINACCE SUBITE IN SEGUITO AI PROTOCOLLI DI LEGALITÀ MESSI IN ATTO PER EVITARE LA CONCESSIONE DI AMPIE ZONE DI PASCOLI ALLA MAFIA

CRIMINALITÀ E REGIONE. LA MAFIA, I TERRENI, I FONDI UE. DA ANTOCI AL "CASO TROINA". DA ANNI CERCHIAMO DI LEVARE LE TERRE DEL DEMANIO PUBBLICO, A TROINA PARLIAMO DI 4.000 ETTARI, DALLE MANI DELLE FAMIGLIE MAFIOSE DEI NEBRODI

CONCESSIONI DEI LOTTI A PASCOLO, GIRO DI VITE DI CRACOLICI: NESSUNA CONCESSIONE E RITIRO DEI FONDI EUROPEI AI SOGGETTI NON IDONEI. DEI 745 LOTTI, OVVERO CIRCA 34000 ETTARI DELLE AREE DI DEMANIO FORESTALE, POSTI A GARA, NE SONO STATI AGGIUDICATI 525

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ROGHI IN SICILIA. SGARBI  AD ANTOCI: “DIETRO AGLI INCENDI NON C’È LA MAFIA. TU NON HAI IMPEDITO CHE NEL PARCO DEI NEBRODI SIANO ENTRATE CENTINAIA DI PALE EOLICHE”. VIDEO

NEBRODI: ANTOCI RISPONDE A SGARBI, “NON ESISTONO PALE EOLICHE NEL PARCO”


PARCO DELL'ETNA, QUASI 4000 ETTARI DESTINATI A PASCOLI. LA PRESIDENTE: «ABUSIVISMO? SOSTERREMO LE DENUNCE»