31 maggio 2017

SIRACUSA, FORESTALI: ASSUNZIONI LA PROSSIMA SETTIMANA. LAVORI CONCENTRATI A PANTALICA, CAVAGRANDE, VENDICARI E A MONTE LAURO E PIANO CONTESSA


Il Dirigente Provinciale dell’Azienda Foreste Demaniali, Nunzio Caruso, a seguito di precisa richiesta delle scriventi su un possibile incontro per concordare i lavori da espletare nelle Riserve e nelle Aree Demaniali, ha convocato i rappresentanti di Flai, Fai e Uila Provinciale, rispettivamente Domenico Bellinvia, Sergio Cutrale e Gianni Garfì. L’incontro è stato quanto mai proficuo per analizzare come gli effetti della Finanziaria appena approvata dalla Regione Siciliana, si vadano catapultando nei territori delle province.
In particolare, per quanto concerne Siracusa e i suoi Comuni, il Dipartimento Regionale Sviluppo Rurale ha assegnato un milione e 980mila euro per la realizzazione dei viali parafuoco con precedenza assoluta per le Riserve; altra somma pari ad un milione e 70mila euro servirà per le spettanze degli Lti (Lavoratori a Tempo Indeterminato) attualmente impegnati nei territori della provincia che stanno già effettuando dei lavori di prevenzione in attesa che subentrino gli altri lavoratori a tempo determinato.
Nello specifico, è stato concordato di poter avviare per un turno completo di 51 giorni, tutti gli attuali 151nisti e 101nisti di entrambi i Distretti, 199 unità nel Distretto 1 Monte Lauro – Noto Antica e 203 nel Distretto 2 Giarranauti, più una ventina di 78ttisti con le qualifiche di decespugliatoristi, in quanto con gli appartenenti alle fasce superiori, non si riesce a poter concretizzare e quindi espletare nel modo corretto i lavori di prevenzione che apriranno i viali tagliafuoco ai braccianti che dovranno poi fare la ripulitura a mano direttamente sul terreno, lasciando quindi a nudo la fascia di salvaguardia.
Non saranno avviati i 151nisti che svolgono anche la loro attività nell’Antincendio in quanto è assai probabile che l’avvio sia quasi in contemporanea per cui, pur prevedendo l’attuazione di una modulistica a livello regionale che di fatto autorizzi il disimpegno da un rampo verso l’altro, se ne farà a meno.
In atto si stanno già svolgendo le visite mediche pre-assuntive per gli appartenenti al Distretto 2 mentre in questa settimana verrà divulgato il calendario per i Lavoratori appartenenti al Distretto 1 che dovranno essere ancora visitati.
È ipotizzabile dunque che la settimana prossima si potrà procedere alle assunzioni: infatti l’inizio lavori nei cantieri è previsto verosimilmente per lunedì 12 giugno sempre con la turnazione 7-13,30 dal lunedì al sabato; solo nel caso che le temperature diventino elevate, potrà essere modificato il nastro lavorativo con disposizione di servizio che emanerà appositamente il dirigente Nunzio Caruso.
I lavori quindi saranno concentrati nelle Riserve naturalistiche di Pantalica, Cavagrande, Vendicari e nei Demani Forestali di Monte Lauro e Piano Contessa mentre non appena gli altri progetti saranno esitati favorevolmente al Dipartimento Regionale, si potrà procedere all’esecuzione degli altri viali parafuoco delle aree ritenute sensibili, perché per poter coprire tutto il territorio in cui servono i viali parafuoco, servirebbero almeno 8 milioni di euro cosa che appare alquanto improbabile. Con i fondi Fsc che potrebbero essere cantierabili subito dopo l’estate, le altre forze lavoro saranno impegnate nei territori della provincia per i lavori silvo-colturali che saranno previsti nei relativi progetti.
Infine, il dirigente Caruso ha comunicato che i 4 lavoratori che sono transitati da 151giorni ad Lti per effetto dello scorrimento avvenuto nel mese scorso, inizieranno la loro opera a tempo indeterminato nelle aree che verranno loro saranno assegnate, a partire dall’1 giugno. Si riprende quindi a lavorare proficuamente nei Cantieri Forestali della provincia con oltre 400 unità e questo è senz’altro un motivo di serenità oltre che di occupazione e a breve, altrettante unità potranno rendersi disponibili per l’avvio della campagna Antincendio alle dipendenze dell’Ispettorato Ripartimentale. Sono in via di ultimazione anche i pagamenti delle spettanze regresse di novembre e dicembre 2016 per gli Ltd e Lti.
30 Maggio 2017

Fonte: www.siracusanews.it



13 luglio 2012. De Marco: se non ci fossero stati i forestali non ci sarebbe Pantalica, non ci sarebbe Vendicari, Cavagrande del Cassibile e neanche Cava del Carosello, solo per citare alcuni tesori del siracusano

07 Dicembre 2014. Carmelo Frittitta ex Direttore azienda Foreste di Siracusa: è fuori luogo sparare sui forestali!!!


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AVVIAMENTI DI OPERAI FORESTALI PRESSO IL RECAPITO DEL COLLOCAMENTO DI BUCCHERI

Ricevo e pubblico
dal Responsabile Prov.le Uila di Siracusa
Gianni Garfì








CONSIGLIO TERRITORIALE DELLA UILA. PROPOSTE DI LEGGE PER I LAVORATORI


Ecco in cosa consistono le due proposte del sindacato.

CATANIA - “Duecentomila firme per far bene al mio Paese”. E’ l’iniziativa avviata dalla Uila in tutto il territorio nazionale, che presenterà due proposte legislative di iniziativa popolare a sostegno del reddito di chi perde il lavoro e per favorire la genitorialità. Il Consiglio territoriale dell’organizzazione dei lavoratori agroalimentari Uil, riunito oggi dal segretario generale Nino Marino nella sede di via SanGiuliano a Catania alla presenza del segretario generale Uil Fortunato Parisi, ha annunciato “piena e convinta adesione alla raccolta firme”. La prima proposta mira alla modifica di alcune norme in materia di Naspi e Ape sociale. Riguardo la Naspi si vuole correggere due gravi penalizzazioni introdotte con i decreti attuati del Jobs Act: la riduzione dell’assegno di disoccupazione dopo i primi tre mesi e il tetto alla contribuzione figurativa, fissato in 1.820 euro lordi mensili, che ha pesanti ricadute per chi ha una retribuzione superiore. Per quanto riguarda l’Ape sociale, l’obiettivo è di ridurre, da 30 a 20 anni, il minimo contributivo per accedervi e, soprattutto di estendere la possibilità di usufruirne anche ai lavoratori stagionali, agli operai agricoli e agli operatori della pesca che ne sono stati esclusi. 

La seconda proposta riguarda il sostegno alla genitorialità, all’occupazione femminile, alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro per madri e padri. La Uila propone di riconoscere alle lavoratrici un’indennità pari al 100 per cento della retribuzione per tutto il periodo di congedo di maternità obbligatorio e, al termine del congedo, la possibilità di lavorare part-time, fino al compimento del primo anno di età del bambino, usufruendo di un’integrazione salariale al 100 per cento a carico dell’Inps. Si chiedono, inoltre, 30 giorni di permesso interamente retribuiti per il padre, da usufruire nei primi mesi di vita del bambino e la possibilità, per entrambi i genitori, di utilizzare il congedo parentale, incrementando la retribuzione dal 30 al 50 per cento. 

“Condividiamo – ha spiegato il segretario Uila di Catania e Sicilia, Nino Marino, al termine della riunione – le ragioni espresse dal nostro leader nazionale Stefano Mantegazza che ha sottolineato come la Uila con questa iniziativa voglia rendere giustizia a quanti, oltre a perdere il lavoro, sono stati beffati dalle scelte sbagliate e inique del Governo. Nello stesso tempo, intendiamo dare corpo con proposte concrete all’esigenza di sostenere la genitorialità che molti professano solo a parole. Questo è il nostro modo per contribuire alla crescita del Paese e del nostro territorio, offrendo un contributo di idee, mobilitazione e tutela concreta a servizio dei lavoratori e dei cittadini”.
31 maggio 2017

Fonte: catania.livesicilia.it







"SPESI FONDI PUBBLICI PER I PROPRI AFFARI DI CUORE", M5S CHIEDE LE DIMISSIONI DI CROCETTA, CHE REPLICA: "QUERELO CANCELLERI"



di ANTONIO FRASCHILLA e EMANUELE LAURIA
Cancelleri all'attacco del governatore: "Secondo le carte dell'inchiesta ha pressato per il prolungamento del servizio di aliscafo verso Filicudi solo per ragioni personali". Il presidente della Regione annuncia azioni penali

I presunti "affari di cuore" di Rosario Crocetta diventano un caso politico. E spingono 5Stelle a chiedere le dimissioni del governatore. Giancarlo Cancelleri, leader dei grillini siciliani e possibile candidato a Palazzo d'Orleans, attacca prendendo spunto dalle carte dell'inchiesta "Mare monstrum": “Quello che risulterebbe dall'informativa dei carabinieri – afferma il deputato Giancarlo Cancelleri - si configura come un intollerabile e inqualificable uso della cosa pubblica a fini privati. Crocetta avrebbe pressato per un prolungamento del servizio di collegamento navale con Filicudi, a quanto si apprende, per questioni di cuore, quindi di natura personale che nulla hanno a che vedere con gli interessi della collettività, visto che lo stesso armatore Morace – sempre secondo le notizie veicolate dalla stampa - era certo dell'inutilità di un servizio invernale, periodo in cui sarebbero mancati i passeggeri”.

“Il fatto che il collegamento alla fine sia stato prolungato solo per dieci giorni - continua Cancelleri – non attenua le responsabilità del presidente, se non, al limite davanti alla Corte dei Conti, davanti alla quale potrebbe essere chiamato a rispondere per danni all'erario”. Il portavoce di M5S parla di "fatto di una gravità inaudita" e aggiunge: “A questo punto viene lecito chiudersi se un operato del genere da parte di Crocetta possa considerarsi un caso isolato, o potremmo trovarci in futuro a commentare altri costosi capricci del presidente pagati con il portafoglio dei siciliani. In ogni caso le ombre sulla presidenza sono pesantissime. Crocetta non può non dimettersi”.

Il governatore Rosario Crocetta replica senza giri di parole: "Cancelleri non conosce le carte e ha preso un granchio - dice  - i magistrati hanno già verificato questa vicenda fatta di pettegolezzi e falsità. Quindi ho deciso di querelare per diffamazione il capogruppo dei 5 stelle perché dice delle palesi falsità attribuendo lui un mio interessamento per i collegamenti marittimi per fini personali".


31 Maggio 2017

Fonte: palermo.repubblica.it







DIPARTIMENTO DEL LAVORO. REGIONE, STOP A MANSIONI SUPERIORI PER LE FASCE PIÙ BASSE DI LAVORATORI. IN 1.500 TORNANO A FARE FOTOCOPIE


di
PALERMO. Uffici nel caos e lavoratori sul piede di guerra. È  partito questa mattina lo stato d’agitazione dei dipendenti regionali. A causare la rivolta l’ultima circolare della dirigente Maria Antonietta  Bullara che ha disattivato tutte le password impedendo così l’accesso ai  ai programmi di lavoro, ai dipendenti di fascia A e B.

Si tratta di 1.500 lavoratori addetti alla programmazione, all’attività amministrativa e anche alla sorveglianza che però sino ieri hanno sostituito e supportato dirigenti e funzionari, svolgendo mansioni superiori, e guidando anche interi uffici periferici. Con questo provvedimento in pratica torneranno a mansioni di base come fare le fotocopie o protocollo. Per questo sono entrati in agitazione tutti i dipendenti di fascia A e B che alla Regione sono 4.500 e temono di seguire tutti la stessa sorte.
“È un documento che non condividiamo e che non metterà a riparo da possibili ricorsi l’Amministrazione regionale – dicono Enzo Tango, segretario generale della Uil Fpl Sicilia e Luca Crimi, segretario regionale della Uil Fpl Sicilia -  Questi lavoratori da anni operano in uffici strategici e hanno assunto incarichi di rilievo, ultimo ad esempio il pagamento di Garanzia Giovani, partito ieri dopo la firma del decreto. Con oltre 12 anni di servizio alle spalle, hanno assunto ruoli fondamentali. Oggi devono essere tutelati non messi da parte, per questo abbiamo proclamato lo stato d’agitazione”.

Il dipartimento del Lavoro, i Centri per l’Impiego e gli Ispettorati territoriali sono gli uffici dove da questa mattina, a seguito della circolare della dirigente Bullara, è previsto un blocco delle attività.

E Tango e Crimi aggiungono: “Chiediamo il rinnovo dei contratti con la riclassificazione e la ricollocazione, partendo dalle fasce più basse. Nel 2022 non ci saranno più istruttori e funzionari, il ricambio è quindi necessario e non mancano certo le professionalità interne. Non servono nuovi concorsi, solo una gestione più trasparente e responsabile del comparto. All’incontro di ieri non abbiamo ricevuto risposte concrete, per questo chiediamo al governo regionale un nuovo tavolo di confronto”.

Dal dipartimento del Lavoro, però, la dirigente generale Maria Antonietta Bullara frena. “Non ho emanato nulla” dice, ma il sindacato mostra una nota inviata alla Funzione pubblica nella quale chiede al capo del Personale se i dipendenti di fascia A e B possono continuare a svolgere le mansioni superiori, a supporto ad esempio dei Centri per l’impiego.

E la risposta secondo la Uil Fpl è arrivata ed è negativa. Per cui questo personale dovrebbe essere spostato in altri uffici perché, per usare le parole della dirigente del Lavoro, ad oggi “rappresenta un mero appesantimento della dotazione organica senza alcun beneficio per l’efficienza e l’efficacia dell’azione del dipartimento”.

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Fonte: gds.it





IL SIFUS SI SCUSA CON LA DIRIGENTE GENERALE DEL DIPARTIMENTO REGIONALE DELLO SVILUPPO RURALE E TERRITORIALE, ING. DOROTEA DI TRAPANI, IN SEGUITO ALLE NOTIZIE ESTERNATE DALL'INCONTRO PRECEDENTEMENTE AVUTO

Ricevo e pubblico
dal Segretario Regionale Sifus
Giuseppe Fiore



Forestali siciliani.
Ieri il nostro stimatissimo ed onnipresente, Segretario Regionale, Giuseppe Fiore, è stato richiamato telefonicamente dalla dirigente del Dipartimento Sviluppo e Territorio Dottoressa Dorotea Di Trapani (di cui il sottoscritto ha grande stima e considerazione da tempi non sospetti), poiché, in seguito alle notizie da lui esternate relativamente all'incontro precedentemente avuto con ella, avrebbe sostanzialmente, generato, inutile allarmismo come emerso dalle mie dichiarazioni su questa pagina e dal Blog del mitico (amico mio) Michele Mogavero. 
Egregia Dottoressa Di Trapani, io non ho assolutamente difficoltà a porgerLe a nome del Sifus e mio personale, le più sentite scuse, ma non posso in questa pagina, non ribadire che i dati di Fiore sono quelli da lei fornite e che le mie dichiarazioni sono sempre di tipo "Politico-Sindacale".
Ciò significa che non posso non ribadire che i fondi disponibili per il 2017, pur essendo teoricamente sufficenti a garantire le giornate di legge, saranno spendibili man mano che verranno accreditati. A testimonianza di ciò, non sono disponibili i fondi per realizzare i viali parafuoco e quindi per avviare i 78isti subito (i 151 e 101isti addirittura, in prima battuta verranno avviati per 51 giorni). Tant'e che per realizzare i viali medesimi, l'ente ricorrerà ai mezzi dell'esa. Io ribadisco che mi scuso con lei in ogni caso, ma l'Assessore, On. Cracolici che, tra l'altro, aveva garantito la realizzazione dei viali parafuoco in tempi utili (cioè prima della stagione del fuoco), dovrebbe anch'egli scusarsi con lei (non le ha messo a disposizione i soldi necessari), ma sopratutto con il patrimonio boschivo i cui viali parafuoco verranno realizzati meccanicamente e al massimo per il 50% e coi forestali 78isti i quali nel periodo in cui sono estremamente utili verranno lasciati a casa per essere offesi ed umiliati.
Noi ci stiamo organizzando per portare i 78isti in piazza poiché vogliamo che siano loro, in tempi utili, a realizzare tutti i viali parafuoco per salvaguardare il patrimonio boschivo regionale.
Maurizio Grosso



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Sifus. Resoconto incontro al Dipartimento Reg.le Sviluppo Rurale e Territoriale

Sifus: l'incontro avuto al Dipartimento Sviluppo e Territorio, contiene notizie gravissime






30 maggio 2017

INFORTUNIO SUL LAVORO, IN CONTRADDOTTORIO IL DATORE DI LAVORO DEVE PROVARE DI AVERE ADOTTATE TUTTE LE MISURE



25 Maggio 2017
La Corte di Cassazione con la recente sentenza n. 10145/17, nell’ipotesi di infortunio sul lavoro, è a carico del datore di lavoro l’onere di provare in contraddittorio di avere adottato nell’esercizio dell’attività d’impresa tutte le misure che fossero necessarie per poter tutelare l’integrità psico-fisica dei dipendenti, con specifico riferimento per le operazioni poste in essere da questi ultimi.

Nel caso in esame un lavoratore era scivolato a causa della presenza di acqua e fanghiglia sul pavimento e sulle scale nel luogo in lavorava.

Il dipendente si era infortunato, e aveva cercato di avanzare una richiesta di risarcimento dei danni nei confronti dell’azienda per cui lavorava: il giudice aveva però respinto la domanda di risarcimento del danni biologico, morale ed esistenziale, esprimendosi in senso negativo sia in primo grado, nel Tribunale di Modena, sia, in secondo grado, nella Corte d’appello di Bologna. Per i giudici, sinteticamente, il dipendente non aveva dimostrato la causa specifica dello scivolamento e, quindi, la colpa del datore di lavoro.

Di diverso avviso sembra invece essere la Cassazione

Per i giudici della Corte la mancata predisposizione di tutti quegli accorgimenti e quei dispositivi di sicurezza utili per tutelare la salute dei lavoratori, sarebbe elemento sufficiente per condurre alla violazione dell’articolo 32 della Costituzione, il quale “garantisce il diritto alla salute come primario ed originario dell’individuo”, oltre a costituire base per la violazione delle disposizioni antinfortunistiche contenute nel Dlgs 626/94 e, altresì, dello stesso articolo 2087 del codice civile di cui sopra si è fatto rapido cenno.

Nella fattispecie in esame, infine, la Corte ricorda che l’onere della prova grava sul datore di lavoro, che avrebbe dovuto dimostrare di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno subito dal dipendente, mediante l’adozione di quelle cautele previste sia in via generale e sia in via specifica con le norme antinfortunistiche, andando così a “rompere” il nesso causale tra l’infortunio occorso al lavoratore e l’attività svolta dello stesso.

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO La Corte territoriale di Bologna, con sentenza depositata il 7/5/2013, rigettava l'appello principale proposto da XXXXXX avverso la sentenza del Tribunale di Modena con la quale era stata respinta la domanda proposta dal XXXXX volta ad ottenere la condanna della YYYYYY al risarcimento del danno biologico, morale ed esistenziale per il complessivo importo di Euro 250.000,00 ed al rimborso delle spese mediche sostenute in conseguenza dell'infortunio sul lavoro avvenuto presso lo stabilimento di Fiorano Modenese il 12/4/1999.

Per la cassazione della sentenza ricorre XXXXX affidandosi ad otto motivi, ulteriormente illustrati con memoria depositata ai sensi dell'art. 378 del codice di rito. YYYYYY resistono con controricorso.

MOTIVI DELLA DECISIONE
 

1. Con il primo motivo il XXXXX denuncia, in relazione all'art. 360, primo comma. n. 3, c.p.c., la violazione e falsa applicazione degli artt. 2087, 1218 e 2697 c.c.. lamentando che la Corte territoriale avrebbe erroneamente applicato i predetti articoli del codice civile, in quanto avrebbe sostanzialmente ritenuto che spettasse al XXXXXX di dimostrare la causa specifica dello scivolamento e, quindi, la colpa del datore di lavoro, asserendo che la circostanza che sia rimasta indimostrata ed ignota la causa per cui il lavoratore è scivolato dalla scala escluderebbe la responsabilità del datore di lavoro.
2. Con il secondo motivo, formulato sempre in relazione all'art. 360, n. 3, c.p.c., il ricorrente denuncia la violazione e falsa applicazione degli artt. 1218 e 2697 c.c., poiché la Corte territoriale non avrebbe tenuto nella debita considerazione la pacifica giurisprudenza di legittimità. alla stregua della quale il datore di lavoro deve dimostrare di avere adempiuto al suo obbligo di sicurezza, per evitare il danno, in relazione alla specificità del caso. ossia al tipo di operazione effettuata ed ai rischi intrinseci alla stessa. potendo al riguardo non risultare sufficiente la mera osservanza delle misure di protezione individuale imposte dalla legge. Con tale mezzo di impugnazione si lamenta altresì che la sentenza oggetto del giudizio di legittimità avrebbe gravemente violato ed erroneamente applicato l'art. 2087 c.c., in quanto, pur essendo emerso al di là di ogni ragionevole dubbio in fase istruttoria che l'ambiente di lavoro era pericoloso e nocivo, peraltro con particolare riguardo al rischi di scivolamento, a causa della presenza di acqua e fanghiglia sul pavimento e sulle scale, non ha ritenuto responsabile il datore di lavoro dell'evento lesivo subito dal XXXXX. mentre per pacifica giurisprudenza tale responsabilità sussiste sempre, allorquando il datore di lavoro non provveda a rendere sicuro il posto di lavoro e ad eliminare i rischi ed i pericoli per la salute del lavoratore. 3. Con il terzo mezzo di impugnazione il ricorrente denuncia, in riferimento all'art. 360, primo comma, n. 5, c.p.c., l'omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio, oggetto di discussione tra le parti, sottolineando che, comunque, le censure formulate con i primi due motivi dovrebbero essere ritenute del tutto assorbenti rispetto a qualsivoglia altra questione e/o considerazione. In sintesi, con tale motivo si lamenta che la sentenza della Corte territoriale risulta viziata poiché, come emerge de plano dalla lettura della stessa, non ha preso in considerazione in alcun modo la contestazione sollevata dal XXXXX circa il fatto che la YYYYY avrebbe potuto e dovuto, ai sensi dell'art. 2087 c.c., adottare misure ulteriori rispetto a quelle adottate ed indicate in sentenza (formazione, fornitura di calzature antisdrucciolo), tali da evitare sinistri derivanti dallo scivolamento sul pavimento e sulle scale del reparto atomizzatori e la correlativa contestazione circa [inadeguatezza a tale scopo delle misure prevenzionali adottate.
 3. Con il quarto motivo il ricorrente denuncia la violazione e falsa applicazione degli artt. 3. lett. a,b,d,o,q,r,s,t; 4, n. 1, lett. b,c; 5, lett. d; 8, n. 1; 9, nn. 1 e 2; 32, n. 1, lett. b,c; 35. nn. 1 e 2; 37, n. l bis; 38 del D.Lgs.n. 626/94, nonché degli artt. 4 e 8, nn 1 e 9 del d.P.R. n. 547/55. lamentando che la sentenza impugnata si fonda sulla tesi, del tutto erronea, che il datore di lavoro avrebbe rispettato sia l'art. 2087 c.c., sia le prescrizioni specifiche previste dal D. lgs. n. 626/94 e dal d.P.R.n. 547/55, per il solo fatto che ha adottato le sole misure antinfortunistiche sopra indicate, mentre è evidente che ai sensi dei decreti menzionati, avrebbe dovuto adottare ulteriori e più penetranti misure di sicurezza.

4. Con il quinto motivo si lamenta, in riferimento all'art. 360, primo comma, n. 5, c.p.c., l'omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio che è stato oggetto di discussione tra le parti, poiché la Corte d'Appello avrebbe omesso completamente di pronunciarsi in ordine alla violazione, da parte della YYYYYYY della normativa antinfortunistica citata sub 4, nonostante che il mancato rispetto di tale normativa fosse stato espressamente denunziato dal XXXXXX nei due gradi di merito e fosse stato oggetto di discussione tra le parti.
5. Con il sesto motivo si denuncia, in riferimento all'art. 360. primo comma, n. 3, c.p.c., la violazione e falsa applicazione degli artt. 2087, 1218. 1223, 1226, 2056, 2059 c.c., 32 Cost., con riguardo al mancato riconoscimento al XXXXX del risarcimento del danno non patrimoniale e del danno patrimoniale emergente relativo alle spese mediche sostenute: si lamenta, in sostanza che la Corte territoriale abbia respinto le ragioni di appello relative al mancato riconoscimento al XXXXXX del danno non patrimoniale, ritenendo assorbiti i relativi motivi di appello che atterrebbero, secondo la sentenza, al quantum debeatur, senza tenere conto che tale motivo di impugnazione investe anche la sussistenza del diritto al risarcimento di tali pregiudizi e, pertanto, l'an debeatur. L'errore sarebbe stato causato, a parere del ricorrente, dal fatto che. in palese violazione dei richiamati artt. 2087, 1218 e 2697 c.c., nonché della menzionata normativa antinfortunistica, la Corte distrettuale ha ritenuto la YYYYYY esente da responsabilità, respingendo la domanda di risarcimento del danno non patrimoniale proposta dal lavoratore.
6. Con il settimo mezzo di impugnazione si denuncia, in riferimento all'art. 360, n. 3, c.p.c., la violazione e falsa applicazione degli artt. 1223, 1226 e 2056 c.c., per il mancato riconoscimento al ricorrente della rivalutazione monetaria e degli interessi legali dal momento del sinistro a quello della corresponsione del risarcimento.
7. Con l'ottavo motivo si deduce la violazione e falsa applicazione dell'art. 91 c.p.c., in riferimento all'art. 360, n. 3, c.p.c., e si lamenta che la Corte di Appello abbia condannato l'appellante al pagamento delle spese legali relative al secondo grado di giudizio nei confronti della YYYYY ed abbia confermato la sentenza di primo grado che aveva compensato le spese processuali del procedimento di primo grado. Premessa l'esposizione dei motivi articolati, è da osservare che i primi cinque di essi possono essere trattati unitariamente essendo tra loro connessi per la identica questione logico-giuridica ad essi sottesa. pur se la stessa è stata prospettata sotto diversi profili. Alla stregua, infatti, dei consolidati arresti giurisprudenziali di questa Corte di legittimità,(cfr, ex plurimis, Cass. nn. 13956/12; 17092/12; 18626/13; 22710/15) la responsabilità dell'imprenditore per la mancata adozione delle misure idonee a tutelare l'integrità fisica del lavoratore discende o da norme specifiche o. nell'ipotesi in cui esse non siano rinvenibili, dalla norma di ordine generale di cui all'art. 2087 c.c., costituente norma di chiusura del sistema antinfortunistico estensibile a situazioni ed ipotesi non ancora espressamente considerate e valutate dal legislatore al momento della sua formulazione e che impone all'imprenditore l'obbligo di adottare nell'esercizio dell'impresa tutte le misure che, avuto riguardo alla particolarità del lavoro in concreto svolto dai dipendenti. siano necessarie a tutelare l'integrità psico-fisica dei lavoratori (cfr., tra le molte, Cass. nn. 6377/2003; 16645/2003). Per la qual cosa, in particolare nel caso in cui si versi in ipotesi di attività lavorativa pericolosa, come nella fattispecie, la responsabilità del datore di lavoro-imprenditore ai sensi dell'art.2087 c.c. non configura una ipotesi di responsabilità oggettiva e tuttavia non è circoscritta alla violazione di regole di esperienza o di regole tecniche preesistenti e collaudate, ma deve ritenersi volta a sanzionare, anche alla luce delle garanzie costituzionali del lavoratore, l'omessa predisposizione, da parte del datore di lavoro, di tutte quelle misure e cautele atte a preservare l'integrità psico-fisica e la salute del lavoratore nel luogo di lavoro, tenuto conto della concreta realtà aziendale, del concreto tipo di lavorazione e del connesso rischio (cfr. Cass. n. 15156/11). Al riguardo, è altresì da sottolineare che la dottrina e la giurisprudenza più attente hanno sottolineato come le disposizioni; della Carta costituzionale abbiano segnato anche nella materia giuslavoristica un momento di rottura rispetto al sistema precedente "ed abbiano consacrato, di conseguenza, il definitivo ripudio dell'ideale produttivistico quale unico criterio cui improntare l'agire privato", in considerazione del fatto che l'attività produttiva - anch'essa oggetto di tutela costituzionale. poiché attiene all'iniziativa economica privata quale manifestazione di essa (art. 41, primo comma. Cost.) - è subordinata, ai sensi del secondo comma della medesima disposizione, alla utilità sociale che va intesa non tanto e soltanto come mero benessere economico e materiale, sia pure generalizzato alla collettività, quanto, soprattutto, come realizzazione di un pieno e libero sviluppo della persona umana e dei connessi valori di sicurezza, di libertà e dignità. Da ciò consegue che la concezione "patrimonialistica - dell'individuo deve necessariamente recedere di fronte alla diversa concezione che fa leva essenzialmente sullo svolgimento della persona, sul rispetto di essa, sulla sua dignità, sicurezza e salute - anche nel luogo nel quale si svolge la propria attività lavorativa -; momenti tutti che -costituiscono il centro di gravità del sistema", ponendosi come valori apicali dell'ordinamento, anche in considerazione del fatto che la mancata predisposizione di tutti i dispositivi di sicurezza al fine di tutelare la salute dei lavoratori sul luogo di lavoro viola l'art. 32 della Costituzione che garantisce il diritto alla salute come primario ed originario dell'individuo, nonché le diposizioni antinfortunistiche, fra le quali quelle contenute del D.Lg.vo n. 626/94 - attuativo, come è noto, di direttive europee riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori nello svolgimento dell'attività lavorativa - ed altresì dell'art. 2087 c.c. che, imponendo la tutela delsintegrità psico-fisica del lavoratore da parte del datore di lavoro prevede un obbligo, da parte di quest'ultimo, che non si esaurisce "nell'adozione e nel mantenimento perfettamente funzionale di misure di tipo igienico-sanitarie o antinfortunistico", ma attiene anche - e soprattutto - alla predisposizione "di misure atte, secondo le comuni tecniche di sicurezza, a preservare i lavoratori dalla lesione di quella integrità nell'ambiente o in costanza di lavoro anche in relazione ad eventi, pur se allo stesso non collegati direttamente ed alla probabilità di concretizzazione del conseguente rischio". Tale interpretazione estensiva della citata norma del codice civile si giustifica alla stregua dell'ormai consolidato orientamento della giurisprudenza di legittimità (cfr.. già da epoca risalente. Cass. nn. 7768/95; 8422/97), sia in base al rilievo costituzionale del diritto alla salute - art. 32 Cost. - sia per il principio di correttezza e buona fede nell'attuazione del rapporto obbligatorio - artt. 1175 e 1375 c.c., disposizioni caratterizzate dalla presenza di elementi "normativi- e di clausole generali (Generalklauseln) - cui deve essere improntato e deve ispirarsi anche lo svolgimento del rapporto di lavoro, sia, infine, "pur se nell'ambito della generica responsabilità extracontrattuale", ex art.2043 c.c., in tema di neminem laedere (al riguardo, questa Suprema Corte ha messo, altresì, in evidenza, già da epoca non recente, che, in conseguenza del fatto che la violazione del dovere del neminem laedere può consistere anche in un comportamento omissivo e che l'obbligo giuridico di impedire l'evento può discendere, oltre che da una norma di legge o da una clausola contrattuale, anche da una specifica situazione che esiga una determinata attività, a tutela di un diritto altrui, è da considerare responsabile il soggetto che. pur consapevole del pericolo cui è esposto l'altrui diritto, ometta di intervenire per impedire l'evento dannoso). Fatte tali premesse, deve osservarsi che, nel caso di specie, l'onere della prova gravava sul datore di lavoro che avrebbe dovuto dimostrare di avere fatto tutto il possibile per evitare il danno (prova liberatoria) attraverso l'adozione di cautele previste in via generale e specifica dalle norme antinfortunistiche, di cui il ricorrente rettamente deduce la violazione sub 5, dovendosi ritenere la sussistenza del nesso causale tra l'infortunio occorso al Monaco e l'attività svolta dallo stesso in un ambiente in cui per la scivolosità del pavimento e degli strumenti connessi all'attività lavorativa, causata dal particolare tipo di lavorazione, era altamente probabile che, non adottando ogni cautela prescritta si verificassero eventi dannosi per il personale. Non è quindi condivisibile la conclusione cui è giunta la Corte territoriale, che non ha considerato che mancasse la detta prova liberatoria da parte dell'impresa, trattandosi di responsabilità contrattuale per omessa adozione, ai sensi dell'art.2087 c.c., delle opportune misure di prevenzione atte a preservare l'integrità psico-fisica del lavoratore sul luogo di lavoro, pur tenendosi conto della concreta realtà aziendale e della maggiore o minore possibilità di indagare sull'esistenza di fattori di rischio in un determinato momento storico.

Ne consegue che il ricorso va accolto; gli altri motivi restano assorbiti, considerata la evidente pregiudizialità ed il carattere assorbente che le doglianze di cui ai primi cinque motivi rivestono nei confronti dell'intera controversia. La sentenza va pertanto cassata con rinvio della causa alla Corte di Appello di Bologna, in diversa composizione. che si atterrà, nell'ulteriore esame del merito, a tutti i principi innanzi affermati, provvedendo anche in ordine alle spese del presente giudizio.

P.Q.M. La Corte accoglie il ricorso; cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per la determinazione delle spese del prese


Fonte: www.linklav.it






LA CISL DI CASTRONOVO COMUNICA CHE LE VISITE MEDICHE SARANNO EFFETTUATE L'1 GIUGNO, SIA PER QUELLI SOSPESI CHE PER GLI ALTRI AVVIATI

Dalla pagina facebook
della Cisl Castronovo Di Sicilia









RANDAZZO, A FUOCO PASSERELLA DI LEGNO PER DISABILI. INCENDIO DOLOSO NELLA ZONA VERDE DEL LAGO GURRIDA


30 Maggio 2017
Cronaca – Il rogo si è sviluppato domenica sera nell'azienda agricola che prende il nome dallo specchio d'acqua. Il sentiero di assi era stato costruito dall'Ente Parco dell'Etna per permettere la fruizione dell'area anche ai diversamente abili ed era ormai in abbandono. Pare sicuro che le fiamme siano state appiccate. Guarda le foto

Brutto episodio, domenica sera, all’interno dell’azienda agricola Gurrida in territorio di Randazzo. Parte di una passerella in legno, costruita anni fa dall’Ente Parco dell’Etna, per permettere ai disabili di arrivare al lago Gurrida è stata incendiata, con l’intervento dei vigili del fuoco di Maletto che ha scongiurato la totale distruzione della passerella. L’allarme è scattato intorno alle 22, quando dei gitanti hanno visto le fiamme alzarsi vicino alle case dell’azienda. Preoccupati, hanno allertato il 115, che ha inviato sul posto la squadra di Maletto. 

I pompieri, giunti in loco, hanno dovuto forzare il cancello per potere accedere allo spazio interessato dal rogo e spegnere la parte di passerella avvolta dalle fiamme. Il legno secco e stagionato non ha certo reso facile il loro lavoro, ma alla fine gli uomini dei pompieri sono riusciti a evitare il propagarsi delle fiamme. Le prime indagini, condotte dai vigili del fuoco e dai carabinieri di Randazzo, hanno subito evidenziato che l’origine dell’incendio era dolosa. L’erba verde e le fiamme localizzate solo sulla passerella in legno facevano capire che le assi erano state incendiate appositamente

Qualche anno fa, in tanti andavano a vedere il lago. Ora il sentiero è avvolto da rovi che rendono difficile il passaggio, la stessa passerella, oltre ad avere assi rotte e parti pericolanti, in alcuni tratti è invasa da sterpaglie che impediscono completamente il passaggio. Un episodio anomalo, che segue l’incendio di un magazzino avvenuto qualche mese fa: una escalation di atti criminali nel territorio di Randazzo su cui indagano i carabinieri.




Fonte: catania.meridionews.it






SCHIAFFO ALLA DEMOCRAZIA. FIRMA ANCHE TU L'APPELLO. DIFENDI LA DEMOCRAZIA E STAI DALLA PARTE DEL LAVORO!



Lo scorso 21 aprile il Parlamento ha convertito in legge il Decreto con il quale sono stati cancellati i voucher, rendendo cosi non necessario il referendum proposto dalla CGIL a favore della loro abrogazione.

In quella occasione, l’attuale Presidente del Consiglio motivò la decisione del Governo di accogliere totalmente il quesito proposto con la necessità di non dividere il Paese. Ancor prima di proporre il referendum per l’abrogazione dei voucher, la CGIL ha presentato una proposta per normare diversamente il lavoro occasionale in ambito domestico (articoli 80 e 81 della Carta dei diritti universali del lavoro). Il Governo, nella persona del Ministro del Lavoro, si impegnò ad un confronto con le parti sociali per discutere una nuova normativa sul lavoro occasionale in ambito domestico: tale confronto non c’è mai stato, pur a fronte di sollecitazioni esplicite anche da parte di CISL, UIL e di alcuni gruppi parlamentari. Meno di un mese dopo, a metà maggio, con l’occasione dell’esame alla Camera dei Deputati del Decreto di correzione della manovra economica, i “tecnici” di Palazzo Chigi fanno circolare una velina contenente le linee per la reintroduzione - sotto altro nome - dei voucher appena cancellati.
Alcuni solerti Deputati, che un mese prima avevano pubblicamente sostenuto la necessità di cancellare i voucher, trasformano la velina di Palazzo Chigi in emendamenti per la reintroduzione degli stessi voucher, sotto le mentite spoglie di un “Libretto di Famiglia” per il lavoro occasionale in ambito domestico e del “Contratto PrestO” (che contratto proprio non è, e comunque gli hanno cambiato nome per dimostrare di aver raccolto suggerimenti e osservazioni) per ridare i voucher alle imprese fino a 5 dipendenti.

Dopo un desolante siparietto tra Governo ed esponenti della maggioranza parlamentare (“faremo ciò che il Governo deciderà”, “il Governo non fa nessuna proposta: questa è un’iniziativa del Parlamento”), arrivano ad un testo con l’imprimatur del Governo che sabato 27 maggio (36 giorni dopo) viene approvato in Commissione Bilancio della Camera e portato in Aula per l’approvazione il successivo lunedì


Questi i fatti. Di fronte ai quali noi sottoscritti, ritenuto che:

  • un Parlamento che, nel giro di poche settimane, smentisce se stesso, mina alle fondamenta la sua stessa credibilità e offende etica e valori delle istituzioni democratiche;
  • mai nella storia della Repubblica era accaduto che un Governo intervenisse strumentalmente con un Decreto per impedire un referendum e pochi giorni dopo promuovesse un’iniziativa parlamentare per reintrodurre ciò che il referendum intendeva abrogare;
  • sia pertanto evidente l’intenzione del Governo e della sua maggioranza di impedire a noi cittadini di decidere attraverso il voto referendario;
  • tutto questo configuri una gravissima lesione della democrazia, un’aperta violazione dell’art. 75 della nostra Costituzione che definisce il diritto al ricorso all’istituto referendario, un’offesa ai milioni di cittadini che hanno firmato a sostegno del referendum proposto dalla CGIL;
Noi sottoscritti

  • consideriamo necessario sollevare una questione di illegittimità di tali decisioni sia presso la Suprema Corte di Cassazione che ha annullato il referendum sull’abrogazione dei voucher in ragione di un provvedimento legislativo smentito pochi giorni dopo da un altro, sia presso la stessa Corte Costituzionale;
  • chiediamo al Presidente della Repubblica il suo autorevole intervento al fine di tutelare lettera e sostanza dell’art. 75 della Costituzione, anche valutando l’opportunità di non promulgare la legge almeno sino al pronunciamento della nostra Suprema Magistratura;
  • facciamo appello a tutti i cittadini, ai lavoratori, ai pensionati ed a tutte le Associazioni democratiche affinché partecipino alla manifestazione nazionale che la CGIL indice per il prossimo sabato 17 giugno a Roma per il rispetto dell’art. 75 della Costituzione, per difendere la democrazia e il diritto dei cittadini a decidere, per contrastare la precarietà, per un lavoro dignitoso tutelato e col pieno riconoscimento dei diritti. 

Firma ora!


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SIRACUSA. FORESTALI, COMUNICATO STAMPA DELLE SEGRETERIE PROV.LI DI FAI, FLAI E UILA

Ricevo e pubblico
dal Responsabile Prov.le Uila di Siracusa
Gianni Garfì









29 maggio 2017

FAI, FLAI, UILA, INCONTRO CON IL DIRETTORE INPS: ENTRO IL 15 GIUGNO DISOCCUPAZIONI AGRICOLE PAGATE

Ricevo e pubblico
dalla Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil







SIRACUSA. ESITO INCONTRO AZIENDA FORESTE - SINDACATI

Ricevo e pubblico
dal Responsabile Prov.le Uila di Siracusa
Gianni Garfì




Esito incontro in Azienda Foreste a Siracusa di oggi, su nostra richiesta: con le somme attualmente in via di assegnazione per i viali parafuoco, partiranno nei cantieri della provincia Lunedì 12 Giugno circa 420 Lavoratori Forestali appartenenti ai Contingenti dei 151nisti e 101nisti (tutti) e qualche Qualificato Decespugliatorista tra i 78ttisti. Il turno sarà di 51 giorni per tutti e si lavorerà nelle riserve di Pantalica, Cavagrande, Vendicari e nel Demanio Forestale di Monte Lauro e Piano Contessa. I 151nisti dell'Antincendio non saranno chiamati in quanto partiranno a breve nell'altro comparto. Le richieste nei Collocamenti saranno probabilmente la settimana prossima. Ulteriori dettagli nelle Camere Sindacali Comunali. D.Bellinvia Flai Cgil, S.Cutrale Fai Cisl, G.Garfi Uila Uil





SIRACUSA. VASTO INCENDIO A TREMILIA, LAMBITE ABITAZIONI: VIGILI DEL FUOCO A LAVORO PER ORE


28 Maggio 2017
Momenti di panico oggi nella zona di Tremilia. A tenere con il fiato sospeso i residenti della zona, un incendio di vaste proporzioni, che è arrivato a lambire le abitazioni.L’allarme è scattato nella tarda mattinata e per ore due squadre dei vigili del fuoco di via Augusto Von Platen hanno lavorato per arginare il fuoco e impedire che si propagasse raggiungendo le ville che insistono in quell’area. Comprensibile la preoccupazione dei proprietari. Secondo indiscrezioni a fuoco sarebbero andate alcune discariche abusive, contenti anche amianto, plastica e pneumatici. Ipotesi comunque escluda dai vigili del fuoco, che parlano, almeno al momento, di semplici sterpaglie. L’intervento è ancora in corso. 
Fonte: www.siracusaoggi.it







L'ON. FIGUCCIA PRESENTERA' UN SUB EMENDAMENTO CHE PREVEDE L'AUMENTO DELLE GIORNATE LAVORATIVE PER TUTTI I FORESTALI

Ricevo e pubblico
dall'On. Vincenzo Figuccia





Mi sono confrontato con il mio mondo che è quello dei Forestali. Un mondo che sento mio e con il quale continuerò a fare battaglie di giustizia e dignità.
Il sub emendamento che giorno 14 giugno presenterò in Aula prevede l'aumento delle giornate lavorative per tutti i lavoratori Forestali del Dipartimento Regionale Sviluppo Rurale e Territoriale e dell'Assessorato Territorio e Ambiente.
È necessario fare partire la prevenzione seguendo il ciclo biologico delle piante, in modo da preservare i beni naturalistici e paesaggistici della nostra Isola e avviare quei processi che rendano i boschi produttivi.
Il diritto di avere un aumento di giornate è sacrosanto per i lavoratori del comparto Forestale e deve essere inteso come un primo step che porti alla stabilizzazione di tutti indistintamente, poiché vivendo in una Regione ad alto rischio d dissesto idrogeologico è fondamentale impiegare gli stessi durante tutto il corso dell'anno per la messa in sicurezza del territorio.
A dichiararlo è l'On. Vincenzo Figuccia Deputato della Regione siciliana









CALTAGIRONE. OPERAI FORESTALI, LAVORI DI PUBBLICA UTILITA'. GLI INTERVENTI RIENTRANO IN UN RAPPORTO DI COLLABORAZIONE INSTAURATO TRA COMUNE E AZIENDA







VIGILI DEL FUOCO. POMERIGGIO DI "FUOCO". DIVERSI INTERVENTI DEI VIGILI

28 Maggio 2017. CATANIA - Un pomeriggio di "fuoco" in varie zone della provincia. I vigili del fuoco hanno effettuato diversi interventi a partire dal primissimo pomeriggio per domare le fiamme causate dalla sterpaglia nelle campagne della provincia. Nella zona di Paternò, Misterbianco, Motta e Santa Maria di Licodia le fiamme sarebbero nate da un unico incendio con numerosi fronti di fuoco domati dai vigili che hanno messo in campo numerose squadre e imponenti mezzi di intervento. Altri episodi incendiari si sono verificati nelle campagne di Viagrande e nella zona di Randazzo.

Fonte: catania.livesicilia.it






L'IDEA SUL RAPPORTO LAVORATORI-SINDACATO, SPIEGATO DA UN OPERAIO FORESTALE

di Vincenzo Leonardi
Cari colleghi Forestali, oggi desidero comunicarvi la mia idea sul rapporto lavoratori-sindacato. In tutti i contesti virtuali del web, con commenti ai post, commenti sui blog, si leggono di tante lamentele e colpe dei sindacati, per il nostro stato lavorativo, ma non ho mai letto o ascoltato una soluzione, se non quella di revocare le deleghe, come se fosse la panacea del comparto, io sono un iscritto al sindacato, attivo nel sindacato, non mi hanno mai tolto la parola in nessuna occasione, anche quando non condividevo, ed in alcune occasioni i miei imput hanno permesso di rivisitare le azioni da intraprendere, se ognuno di noi anziché digitare le nostre idee più o meno condivise le rivolgesse nelle assemblee sindacali, negli incontri, nei luoghi dove il sindacato opera, forse se inascoltati, potremmo sovvertire l'ordine delle cose, proponendo le loro estromissioni dai loro incarichi. Il pensiero anarchico, di tutto senza nessun organismo, è pura e semplice demagogia, nessuno di noi ci crede. Certo non esistono più le lotte operaie, ma il perché non è legato allo scarso interesse dei sindacati, un analisi semplice potrebbe essere che gli operai avevano raggiunto gradi di diritti tali, da considerarli diritti acquisiti, ma le vicende recenti ci dimostrano che non è così, non voglio elencare ciò che ci hanno sottratto governi nazionali e regionali, perché chi deciderà di leggere e commentare, deve essere di questo mondo, non solo di quello virtuale dietro la tastiera, a queste ruberie di diritti lavorative, ogni sindacato si è opposto, chi in maniera più netta e chi meno, ma tutti hanno detto e fatto qualcosa. Posso non condividere chi non è stato nettamente contrario a certe azioni di ladrocinio dei diritti, ma certamente non posso buttare tutto, penso che ognuno di noi e voi, aderisce ad un sindacato in piena libertà ed autonomia, ed è libero di dissentire dalle politiche sindacale di questi, ma non riesco a capire chi vuole andarsene senza sapere dove. Sono fermamente convinto che questi dovrebbero essere i momenti di maggiore aggregazione in quei sindacati che ancora provano a difendere i diritti dei lavoratori, senza demagogia e senza utopia, non guardando il futuro dei diritti del lavoro in mano ad avvocati o azzeccagarbugli, saranno utili ma i risultati a parte qualche sentenza di primo grado o qualche sentenza singola non hanno prodotto e non produrranno benefici per il comparto. Desidero esprimervi la mia personale visuale se non ci fossero i sindacati, immaginatevi in un circo, quando entrano i leoni, senza i sindacati non avremmo quella modesta tanto quanto utile recinzione metallica, ci sbranerebbero come i cristiani nelle arene romane. Buona giornata a tutti con l'auspicio poter trovare un interesse comune.





PATERNÒ, UN INCENDIO IN CONTRADA ROTONDELLA. POMPIERI PROVANO A SPEGNERLO DALLA MATTINA


Salvatore Caruso
Cronaca – Una vasta area a confine con il Comune di Motta Sant'Anastasia è andata a fuoco e, a causa del vento che soffia nella zona, è al momento ancora in fiamme. I vigili del fuoco del comando provinciale e quelli della stazione locale sono sul posto dalle 13.30 con almeno tre squadre
Un vasto incendio si è sviluppato nella zona di contrada Rotondella, area al confine tra i comuni di Paternò e Motta Santa Anastasia, e sta impegnando dalle 13.30 di oggi diverse squadre dei vigili del fuoco del comando provinciale etneo e del distaccamento di Paternò.

L’intervento dei pompieri si sta muovendo su due direttive. Da un lato, a terra, stanno operando almeno tre gruppi per contrastare l’avanzata delle fiamme, partite da un terreno dove è presente molta sterpaglia, e per impedire che queste si estendano anche ai fondi coltivati ad agrumi. Dall’altro, invece, è attivo anche un elicottero. L’incendio, per il momento, è difficile da contenere, in quanto in zona soffia un forte vento che sta alimentando il rogo. 

Non è stato ancora possibile accertare la natura dell’incendio e non si segnalano, fino adesso, danni a cose o a persone. Qualche ora prima, a Biancavilla, lungo la provinciale che porta all’incrocio di Piano Rinazzi con la statale 121, è andata a fuoco una casa privata, tenendo impegnati per sette ore i pompieri di Adrano.
28 Maggio 2017

Link: catania.meridionews.it






28 maggio 2017

PAPA FRANCESCO: "SENZA LAVORO DEMOCRAZIA IN CRISI" E CITA IL PRIMO ARTICOLO DELLA COSTITUZIONE


27 Maggio 2017
GENOVA. "Attorno al lavoro si edifica l'intero patto sociale: quando non si lavora, si lavora male, si lavora poco o si lavora troppo, è la democrazia ad entrare in crisi". Lo ha detto il Papa durante l'incontro con i lavoratori liguri allo stabilimento Ilva di Genova, citando anche il primo articolo della Costituzione italiana.
"Possiamo dire che togliere lavoro alla gente o sfruttare la gente con un lavoro indegno e malpagato è anticostituzionale. E allora se non fosse fondata sul lavoro la Repubblica italiana - ha rilevato Bergoglio - non sarebbe una democrazia".
"Si deve andare in pensione all'età giusta" e non prima magari usufruendo di un assegno. E' l'appello del Papa che, mettendosi nei panni di un prepensionato ha detto: "Ho per mangiare? Sì. Ho la dignità? No, perché non ho il lavoro".
"Non tutti i lavori sono buoni, ce ne sono anche di cattivi": ha aggiunto Bergoglio citando "il traffico di armi, la pornografia, il gioco d'azzardo" ma anche "il lavoro chi non rispetta i diritti dei lavoratori, la natura o che non mette limite agli orari". Il Papa ha detto che il lavoro è buono ma può anche essere "molto cattivo".
"Una malattia dell'economia è la progressiva trasformazione degli imprenditori in speculatori. L'imprenditore non va assolutamente confuso con lo speculatore. Un buon imprenditore non deve confondersi con lo speculatore, figura simile a quella che Gesù nel Vangelo chiama mercenario per contrapporla a quella del Buon Pastore"

© Riproduzione riservata

Fonte: gds.it





AVVIAMENTI LAVORATORI FORESTALI. CONVOCAZIONE SINDACALE PRESSO IL SERVIZIO PER IL TERRITORIO DI CALTANISSETTA

Ricevo e pubblico
dal Segretraio Prov.le 
Ali Confsal Caltanissetta
Manuel Bonaffini







27 maggio 2017

LAVORATORI FORESTALI, UIL: "STIPENDI IN ARRIVO DALLA PROSSIMA SETTIMANA"

Lavoratori forestali, Uil: "Stipendi in arrivo dalla prossima settimana"
Giuseppe Plicato e Gero Acquisto


26 Maggio 2017
Si tratta della mensilità di dicembre 2016 per gli operatori a tempo indeterminato, dicembre 2016 e marzo 2017 per quelli a tempo determinato

Stipendi in arrivo per i lavoratori dell'Azienda foreste di Agrigento. La ha annunciato la Uil-Uil, con i sindacalisti, Gero Acquisto e Giuseppe Plicato. I pagamenti degli stipendi arretrati saranno sbloccati già dalla prossima settimana.
Si tratta della mensilità di dicembre 2016 per gli operatori a tempo indeterminato, dicembre 2016 e marzo 2017 per quelli a tempo determinato.
"La Uila-Uil - affermano i due sindacalisti - si è battuta e ha profuso il risultato sperato dopo le battaglie degli ultimi mesi con i sit-in e le nostre sollecitazioni presso la sede provinciale e regionale dell’Azienda foreste, che hanno portato finalmente ad alleviare la pesante situazione economica dei lavoratori che finora erano rimasti penalizzati da questi ritardi".


Fonte: www.agrigentonotizie.it







SPESE ARS, CRACOLICI DOVRÀ RESTITUIRE 72MILA EURO: SOLLEVATO SUL PIANO PERSONALE

http://gds.it/2017/05/26/spese-ars-cracolici-dovra-restituire-72mila-euro-sollevato-sul-piano-personale_670595/


26 Maggio 2017
PALERMO. I giudici d'Appello della Corte dei Conti hanno condannato l'ex capogruppo del Pd all'Ars Antonello Cracolici, difeso dagli avvocati Guido Corso, Francesco Stallone e Antonio Saitta, a risarcire l'Assemblea regionale di 72 mila euro per le spese indebite sostenute dal gruppo parlamentare.
Sulla vicenda c'è stato anche un procedimento penale che è stato archiviato. In primo grado l'attuale assessore all'Agricoltura era stato condannato a pagare 286 mila euro. La Corte presieduta da Giovanni Coppola ha deciso invece di dare una sforbiciata consistente alla somma da restituire alle casse della Regione.
Secondo i giudici d'appello, "il ruolo dell'onorevole Cracolici, - si legge nella sentenza - quale presidente del Gruppo Pd, non può ridursi a quello di un 'mero e vincolato esecutore di deliberazioni assunte collegialmente da altri e verso i quali non aveva né potere né strumenti giuridici per sottrarsi', dovendosi riconoscere la rilevanza della posizione istituzionale rivestita, sotto i profili sia politici che di natura prettamente gestionale".
Secondo i giudici a Cracolici vanno addebitate le voci di danno come di seguito riassunte: 40.644,83 spese per consumazioni presso il bar-buvette dell'Ars, 22.500 per una parte delle spese legali per un ricorso sostenuto nell'elezione di Rita Borsellino, 29271,21 per le spese per acquisto di beni e servizi, 123,30 per le spese per conto di singoli deputati, 4.700 euro per la spesa per la cena del 19 ottobre 2010 presso villa Alliata a Palermo, 6720 euro per le Spese per contributi al partito Pd e a sue articolazioni territoriali. Totale 103.959,34 euro.
Per la corte il presidente del Gruppo risponde del 70% visto che veniva presentato un bilancio come al Senato. Il 30% resterà a carico dell'Erario. Da qui la somma di 72 mila euro. "Sono sollevato soprattutto per un passaggio nel quale la Corte dei conti prende atto del fatto che nessuna delle spese contestate sia mai stata fatta per motivi personali del capogruppo o dei componenti del gruppo - dice Antonello Cracolici - Sul fronte economico si tratta di uno sconto dei 3 quarti rispetto alla precedente sentenza di primo grado. Sono state riconosciute una serie di spese per iniziative pubbliche".
"Per me si chiude un capitolo, mi sento sollevato e libero sul piano personale. E' la fine di un incubo" ha detto Cracolici, in conferenza stampa a Palermo, commentando la sentenza: "Questa storia - ha ammesso - mi ha turbato non poco. Saranno i legali a valutare se ricorrere in Cassazione o procedere con un'eventuale revocatoria. Per me si chiude una partita". Per Cracolici il verdetto dei giudici contabili "riconosce che nessuna delle spese per le quali è stata decisa la condanna riguarda ragioni personali o familiari né mie in qualità di capogruppo del Pd nella scorsa legislatura né altri parlamentari".
"Questo tipo di sentenze - ha aggiunto il segretario regionale del Pd, Fausto Raciti - non implicano conseguenze né sul piano della titolarità delle funzioni di Cracolici, né sul piano statutario del Pd".
"Come partito questa sentenza ci consente di riconfermarci e ripresentarci all'opinione pubblica a testa alta - ha aggiunto - siamo soddisfatti di chiudere una pagina e di poter serenamente continuare la nostra attività politica in mesi che si preannunciano importanti".
immagini di Marco Gullà

© Riproduzione riservata

Fonte: gds.it





26 maggio 2017

MATTARELLA ALL'ARS. IL FAVOLOSO MONDO DI CROCETTA "L’ISOLA CRESCE, NO ALLE CLIENTELE"


di Accursio Sabella - 26 Maggio 2017
Il presidente recentemente indagato parla di legalità. E racconta una Sicilia che non c’è. Il presidente Mattarella all'Ars - LE FOTO

PALERMO - C’è il richiamo al rispetto della legalità, a una maggiore trasparenza, a una lotta alle clientele, nel discorso del governatore Rosario Crocetta di fronte al capo dello Stato Sergio Mattarella. E le parole hanno un effetto diverso, oggi, che lo stesso governatore è indagato per un caso di presunta corruzione, per aver favorito, secondo l’accusa, alcuni imprenditori. Altro che legalità e trasparenza, insomma, direbbe qualcuno. Ma Crocetta, che ha affermato la propria estraneità ai fatti contestati e che si dice pronto a spiegare tutto ai magistrati, oggi a Sala d’Ercole, sottolinea proprio il “ruolo svolto dalla Magistratura e dalle Forze dell'Ordine che hanno potuto esercitare, un'azione efficace di contrasto contro le organizzazioni criminali e mafiose”. 

Ma il tema torna alla fine del discorso, quando Crocetta afferma: “La Sicilia – dice - è una delle Regioni più belle del mondo, crediamo anche che debba diventare una delle più ricche e laboriose, non attraverso politiche parassitarie e clientelari, ma mediante un nuovo processo di crescita e un nuovo modello di sviluppo che metta soprattutto al centro la responsabilità e l'impegno di tutti nel rispetto della legalità e della trasparenza”. Alcuni dei principi che per la Procura di Palermo sarebbero stati violati in occasione degli affidamenti milionari alle ditte per i trasporti marittimi. 

Ma nel favoloso mondo di Crocetta, c’è una Sicilia in buona parte immaginata, sognata: “In questi 4 anni e mezzo di lavoro congiunto tra Governo e Assemblea Regionale Siciliana, - dice - abbiamo ridotto l'indebitamento, risanato il bilancio, incrementato il PIL ed il numero degli occupati, eliminando processi negativi che si trascinavano da lunghi anni. La lotta contro gli sprechi e il parassitismo per una maggiore trasparenza, è stata al centro dell'azione amministrativa e legislativa della presente legislatura”. Tralasciando i temi relativi alla lotta al parassitismo e alla maggiore trasparenza, di cui si è detto, alcune affermazioni fanno a pugni con alcuni dati di fatto offerti da soggetti terzi. L’indebitamento della Sicilia, infatti, in questi quattro anni e mezzo, secondo la Corte dei conti che lo ha scritto nell’ultimo giudizio di parifica, tra mutui e anticipazioni di cassa è quasi raddoppiato; mentre i favolosi dati sull’occupazione cozzano con i numeri forniti dall’Istat secondo cui, come riportato anche dalla Cgil, “Il 38 per cento del lavoro perso in Italia dal 2008 al 2016 è siciliano”: 126 mila su 335 mila. 

C’è poi nel discorso di Crocetta l’atteggiamento di chi ha davanti ancora buona parte della legislatura, e non, in vece, gli ultimi brandelli di una esperienza di governo: “Dobbiamo raggiungere – dice - nuovi traguardi, soprattutto, dedicando maggiore attenzione alle povertà, ai giovani, ai più deboli e alle persone con disabilità, sapendo che tutto ciò è anche il frutto della collaborazione, ma tali azioni possono avere maggiore efficacia mediante una più intensa collaborazione tra Stato e Regione e tra politiche governative nazionali e regionali. Sono orgoglioso, signor Presidente, di dirle, grazie anche al Suo sollecito, che il nostro Parlamento e il nostro Governo con l'ultima finanziaria hanno stanziato risorse importanti a sostegno delle persone con disabilità, portando a 300 milioni di euro gli interventi socio sanitari a favore di tali categorie ed a ben 240 milioni di euro l'anno il Fondo per l'assistenza socio assistenziale. Stiamo lavorando adesso per rendere efficaci e operative tali risorse, orgogliosi del fatto che, finalmente, nei prossimi giorni, 1750 soggetti con disabilità potranno ricevere un assegno assistenziale di 18 mila euro l'anno ciascuno”. Dati che, in questo caso, non convincono proprio i diretti interessati: quei disabili la cui protesta ha innescato anche la presa di posizione di Mattarella. “Le coperture non sono certe” hanno sostanzialmente scritto ieri in una lettera affidata a Livesicilia. Ma questi dubbi, nel favoloso mondo di Crocetta, sono già svaniti.

Fonte: livesicilia.it