31 ottobre 2016

IL NOTIZIARIO DI TGS DI OGGI: FORESTALI, SALVI I CONTRATTI PER 16 MILA. VIDEO

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LA PRIMA BARZELLETTA SUI FORESTALI NEI CARABINIERI







LA VERTENZA. FORESTALI, LA REGIONE SBLOCCA I FONDI. GIORNI DI LAVORO PAGATI FINO A FINE ANNO



di Riccardo Vescovo
PALERMO. Si sblocca la vertenza dei forestali. La Ragioneria generale della Regione ha dato il via libera allo sblocco delle risorse che consentiranno agli operai di lavorare fino alla fine dell’anno senza perdere parte della retribuzione.
Un rischio che era divenuto sempre più concreto: senza impegno delle somme, infatti, dal primo novembre i dipartimenti avrebbero sospeso i lavoratori. Gli operai però devono obbligatoriamente svolgere un certo numero di giornate di lavoro entro l’anno.
Se per un motivo qualsiasi le attività dovessero essere sospese, i forestali non potrebbero recuperarle il prossimo anno e perderebbero i giorni non lavorati. È quanto successo per un motivo simile lo scorso anno, quando migliaia di operai stagionali, che lavorano tra i 78 e i 151 giorni l’anno, persero una decina di giornate di lavoro.
Quest’anno il disagio rischiava di ripetersi a causa del ritardo nella pubblicazione della delibera di Roma che avrebbe sbloccato i fondi destinati ai forestali. Si tratta di circa 60 milioni, ultima tranche dei 270 milioni necessari a pagare tutti e 23 mila i forestali.
L’iter per erogare le somme non è stato ancora ultimato e la Regione, dopo aver atteso fino all’ultimo, ha deciso di procedere con l’anticipazione delle risorse. Un impegno che era stato già preso dal governo, che comunque ha voluto attendere l’ultimo passaggio tecnico a Roma per avere la certezza della disponibilità.
Questo passaggio non è arrivato ma siccome dovrebbe essere solo questione di tempo la Regione si è assunta questo piccolo “rischio”. Nel frattempo gli operai potranno continuare a lavorare. “Quest’anno il rischio di perdere giornate è scongiurato – dice Alfio Mannino, a capo della Flai Cgil Sicilia – adesso auspichiamo che il governo e l’Ars aprano la discussione sulla riforma per razionalizzare il settore renderlo più efficiente e dare maggiori certezze ai lavoratori”. Così quest’anno i forestali costeranno 270 milioni, somma comunque calata di oltre cento milioni nell’ultimo decennio, anche per via della riduzione del comparto di circa seimila forestali.
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31 Ottobre 2016
http://gds.it/2016/10/31/forestali-la-regione-sblocca-i-fondi-giorni-di-lavoro-pagati-fino-a-fine-anno_583915/#.WBdp_hFVCH8.facebook





PENSIONI, LANDINI VS RENZI: “DOPO 40 ANNI DI CONTRIBUTI DEVO CHIEDERE UN PRESTITO ALLA BANCA? MA IO TI CORRO DIETRO!”

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/10/30/pensioni-landini-vs-renzi-dopo-40-anni-di-contributi-devo-chiedere-un-prestito-alla-banca-ma-io-ti-corro-dietro/571855/


di David Marceddu
Maurizio Landini attacca su tutti i fronti Matteo Renzi, che più volte chiama “il genio di Firenze”. Referendum, legge elettorale, riforma delle pensioni. “Il premier ha promesso che dopo il referendum farà un sacco di cose: dice che cambierà la legge elettorale, su cui aveva addirittura messo la fiducia tanto ci teneva; dice che cambierà l’Europa. Ma tutto dopo il referendum. Scusate, ma io di uno che ha detto Enrico stai sereno e il giorno dopo lo ha pugnalato alle spalle, non è che di natura mi fidi”, ha detto il segretario della Fiom, ospite di un’iniziativa a favore del No al referendum, a Bologna. Poi parla dell’Italicum: “Nel 1953 chiamavano Legge Truffa una legge elettorale che dava un premio di maggioranza a chi superava il 50%. Con l’Italicum basterebbe il 40%, al ballottaggio anche il 15-20%. Se quella era una Legge Truffa, questa che cazzo di legge è, come dobbiamo chiamarla”. Poi Landini, oltre ad attaccare una riforma costituzionale che ha cambiato 47 articoli, ma non ha toccato il pareggio di bilancio in Costituzione, attacca direttamente Renzi, sulla riforma delle pensioni e sul cosiddetto Ape, l’anticipo pensionistico: “Verso per 40 anni i contributi e poi se devo andare in pensione devo chiedere un prestito a una banca. A me l’istinto che mi viene è di corrergli dietro fino a quando non l’ho preso. Poi cosa posso fare non lo so”

30 Ottobre 2016
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SEMBRA DESTINATO A RIENTRARE IL RISCHIO DI SOSPENSIONE DEI LAVORATORI FORESTALI

La Sicilia



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Forestali. In attesa dei decreti, l'attività lavorativa continua







I SOLDI DELLA REGIONE. C'È UN NUOVO DEBITO FUORI BILANCIO. E UN SALVAGENTE PER GLI ENTI IN ROSSO


Il governo deve “sanare” altri 60 milioni: si tratta di pignoramenti, risarcimenti, spese legali e stanziamenti per Sicilia e-servizi e Maas.


di Accursio Sabella
PALERMO - Decreti ingiuntivi, pignoramenti a pioggia, risarcimenti, spese legali e qualche “aiutino” a enti regionali in difficoltà: c'è tutto questo negli oltre 60 milioni di euro che il governo Crocetta chiederà all'Ars di approvare come “debiti fuori bilancio”. Spese, cioè, per le quali non esiste un effettivo impegno di spesa. E che si aggiungono ai 132 milioni di euro ai quali un mese fa ha dato il via libera Sala d'Ercole tra furiose polemiche, assenza di numeri legali, dubbi sull'origine di quelle cifre.


Ci risiamo. Dopo quei 132, occorrerà “sanare” anche questi 60 milioni. Che però assumono una conformazione un po' diversa di primi. Mentre la somma regolarizzata un mese fa all'Ars è frutto quasi esclusivamente di pignoramenti o di poste di cui si è persa la memoria, perché vecchie di oltre dieci anni, in questo nuovo “buco” da colmare c'è un po' di tutto. Anche somme destinate a enti come il Mercato Agroalimentare al quale l'Ars dovrà “riconoscere” 4,4 milioni di euro o ad altre spa come Sicilia e-servizi che dovrà “regolarizzare” una somma superiore a 1,7 milioni di euro.

Come è possibile che l'Ars decida di “rabboccare” i bilanci degli enti in difficoltà? È semplicemente una procedura prevista dalle nuove norme contabili che introducono anche per i consigli regionali (così come accade negli enti locali), il riconoscimenti dei “debiti fuori bilancio”. Ma le tipologie di debito sanabili sono diverse. Tra queste, come detto, le spese legate a sentenze esecutive. Ma non solo. Tra le voci regolarizzabili “ex post” ecco anche quelle relative alla “copertura dei disavanzi di enti, società e organismi controllati o, comunque, dipendenti dalla Regione, purché il disavanzo derivi da fatti di gestione” e quelle riferibili alla”acquisizione di beni e servizi in assenza del preventivo impegno di spesa”. Insomma, i deputati dovranno riconoscere i “buchi” di alcune società, e accettarne il ripianamento, oltre a regolarizzare acquisti compiuti senza un impegno di spesa.

E in queste ultime tipologie rientrano parecchie voci, che corrispondono a oltre 21 milioni di debiti fuori bilancio da “sanare”. Oltre 4,4 milioni andrà ai Mercati Agro Alimentari siciliani: una somma enorme, che servirà a ripianare i debiti dell'azienda regionale. E il governo precisa l'importanza di questo salvagente: “Si tratta – si legge negli atti allegati alla delibera - dei disavanzi registrati dalla società negli anni scorsi per il ripianamento dei quali gli altri soci ne hanno già formalizzato il relativo intendimento, in assenza del quale sarebbe pregiudicata la continuità aziendale e la rinegoziazione del debito contratto dalla società con un pool di banche”. Insomma, o si riconosce questo enorme debito fuori bilancio a un'azienda regionale in deficit, o la stessa società avrà serie difficoltà a restare in piedi.

Ma non solo, ecco che tra i debiti da riconoscere spuntano anche 705 mila euro per il Consorzio di bonifica di Trapani, 810 mila euro per quattro prefetture siciliane come riconoscimento delle spese relative alle ultime elezioni regionali, 602 mila euro alla Resais per fatture riguardanti il costo del lavoro dei guardiani di siti minerari dal 2003 a oggi, oltre 4,3 milioni andrà alla Immobiliare Strasburgo in seguito a una recentissima messa in mora da parte dell'azienda nei confronti della Regione, quasi 1,9 milioni serviranno per regolarizzare le spese della convenzione con Enac (l'ente nazionale per l'aviazione civile), quasi 72 mila euro dovrà andare alla società in liquidazione Multiservizi spa e infine oltre 1,7 milioni di euro a Sicilia e-servizi come quota per l'attività del 2015.

A questi 20 milioni, come detto, si aggiungono i debiti fuori bilancio “classici”, cioè simili a quelli già regolarizzati dall'Ars un mese fa: somme, cioè, frutto di pignoramenti e decreti ingiuntivi. In questo caso si tratta di oltre 40 milioni di euro ai quali Sala d'Ercole dovrà mettere il proprio “bollo”. Gli uffici dove si trova la maggior parte di queste somme da sanare sono quelli delle Finanze (8,2 milioni) ed Energia (6,8 milioni di euro). Ma nel lungo elenco di spese da regolarizzare, ecco spuntare decine di voci relative a spese legali: la Regione, insomma, avanza ricorsi, li perde, e poi è costretta non solo a riconoscere il “risarcimento” al diretto interessato, ma anche una sfilza di parcelle e spese legali. Un “danno” da milioni di euro.

Soldi che in qualche caso vanno anche trovati. E così, se nella maggior parte dei casi si “attingerà” ai capitoli relativi ai Fondi appositamente creati per “assorbire” questi debiti, in uno dei ddl previsti dal governo, una quota delle somme pari a quasi 2,8 milioni, è ricavata attraverso la riduzione – in parte capitale – di alcuni capitoli di bilancio. Quali? Tra gli altri, quelli relativi alle spese per la sistemazione di opere marittime (quasi 162 mila euro), quelle per il trattamento di posizione e risultato dei dirigenti regionali (oltre 71 mila euro) e quelli relativi allo sviluppo dell'imprenditoria femminile o agli interventi in caso di calamità naturali.

31 Ottobre 2016
http://livesicilia.it/2016/10/31/regione-soldi-enti-debito-fuori-bilancio_796338/





FORESTALI. IN ATTESA DEI DECRETI, L'ATTIVITÀ LAVORATIVA CONTINUA



Da una interlocuzione telefonica con l'Ing. Di Trapani abbiamo avuto rassicurazioni che stanno firmando i decreti, mercoledì avremo la conferma definita e intanto si continua l'attività lavorativa.
La Bua-Russo-Scotti







CGIL: MAGRO BILANCIO A FINE LEGISLATURA. PAGLIARO: RIFORME SOLO ANNUNCIATE O RESTATE A METÀ DEL GUADO, COME QUELLA DELLA FORESTAZIONE


Il segretario Pagliaro apre l'assemblea generale a Palermo: "Il governo regionale annaspa. Siamo molto preoccupati, ora c'è rischio che i problemi del territorio entrino nel turbine della campagna elettorale, diventando mera propaganda"


Un esecutivo regionale che “annaspa e un parlamento che, in un contesto di politiche di governo inadeguate e inefficaci, è fin troppo appiattito”. E’ duro il giudizio della Cgil sull’azione politica in Sicilia , in un quadro di crisi economica e sociale che non allenta la morsa. Aprendo l’assemblea generale del sindacato alla presenza del leader nazionale Susanna Camusso, il segretario generale della Cgil Sicilia, Michele Pagliaro, non ha usato mezzi termini e si è detto “assai preoccupato” del fatto che “i problemi gravi della Sicilia entreranno adesso nel turbine della campagna elettorale, divenendo mere promesse, propaganda”. Pagliaro ha specificato che “per quanto riguarda la Cgil l’azione resterà ancorata alla sostanza dei fatti e tesa all’ottenimento di soluzioni”.

“Quella sostanza - ha aggiunto - che ci fa scontrare oggi a fine legislatura con riforme solo annunciate o restate a metà del guado, come quelle della forestazione, dei liberi consorzi o della formazione professionale per citarne alcune, con l’assenza di politiche per l’apparato produttivo, per l’occupazione, per contrastare la povertà e il disagio sociale che dilagano”. Sottolineate anche le “tante occasioni perdute o che tali rischiamo di diventare per l’irresolutezza di un governo che non sceglie e non propone, come nella vicenda dei porti risoltasi con una mera proroga dell’esistente mentre il paese va avanti, oppure con la questione immigrazione sulla quale il governo Crocetta – ha rilevato Pagliaro - poteva agire con politiche di accoglienza facendo anche da battistrada, ma non lo ha fatto”.

Lungo l’elenco delle “mancate soluzioni”, dai beni comuni come l’acqua alla questione rifiuti, dal risanamento dei conti alla sanità, alla vertenza dei precari degli enti locali “che il governo pensa di affrontare – ha sottolineato il segretario della Cgil -, cercando di nascondere la polvere sotto il tappeto. La soluzione Resais è infatti poco chiara, pasticciata e nelle migliori delle ipotesi servirà solo per chiedere ancora un anno di proroga”. Critico il segretario della Cgil regionale anche nei confronti del governo nazionale per “politiche dell’istruzione risoltesi con la deportazione dei docenti”, per “l’assenza di politiche per il Mezzogiorno”, per “gli interventi di destrutturazione del diritto del lavoro che hanno portato la Cgil alla battaglia per un Nuovo Statuto dei lavoratori e delle lavoratrici con il progetto sulla ‘Carta dei diritti universali’, ha concluso.

28 Ottobre 2016
http://www.rassegna.it/articoli/cgil-magro-bilancio-a-fine-legislatura






REGIONE, INCARICHI E CONSULENZE ESTERNE SISTEMA DI ILLEGALITÀ DIFFUSA


di SALVATORE PARLAGRECO   
Il ricorso alle consulenze esterne è uno degli strumenti che la politica utilizza per ricambiare la attenzioni che ottiene, allargare la clientela, ricompensare chi ha speso tanto, o regalare una nicchia a chi ne ha bisogno. La Regione siciliana è uno dei luoghi deputati al riconoscimento dei favori ricevuti, attraverso il prezioso strumento della consulenza esterna, che viene concessa anche al massimo livello.
Questa pratica non è stata mai osteggiata come tale, ma sono stati messi alla gogna, di volta in volta, personaggi chiamati a sostenere funzioni e compiti nella pubblica amministrazione. Siccome non si pone la questione, ma i singoli casi, c’è il sospetto, non sempre fuori luogo, che si tratti di attacchi ad personam.
La Regione siciliana può contare su una platea di dirigenti, di primo o secondo livello, molto nutrita, ma a causa di una lunga pausa nei reclutamenti di personale specializzato (e non) – per esempio avvocati, manager, commercialisti ecc – il bisogno di consulenze esterne e di incarichi esterni in posti apicali, è apparso giustificato. Evidentemente, non lo è mai stato. Ammesso che non ci fossero professionalità di cui si aveva bisogno, le figure professionali possono essere formate quando e come si vuole.
Vladimiro Zagrebelsky ritiene che le consulenze esterne costituiscano una pratica di illegalità diffusa. “Nel ricorso alle consulenze esterne, scrive Zagrebelsky in un editoriale pubblicato da La Stampa, c’è il sospetto strumento di favoritismi, ruberie, finanziamento degli sponsor politici”.
La regolaerità con cui si nominano consulenti esterni all’amministrazione pubblica, sospetta Zagrebeksky, “può significare che al suo interno non vi sono professionalità adeguate, il che sarebbe gravissimo e chiamerebbe in causa la catena gerarchica fino ai governi che hanno tollerato tale degrado. Oppure che – quando non sia necessaria una specifica eccezionale specializzazione – il consulente è un amico, un amico di chi può. In entrambi i casi, conclude Zagrebelsky, si mette in discussione la struttura essenziale della pubblica amministrazione e dello Stato”.
Per cambiare strada occorre che nei governi e nelle assemblee legislative, nei partiti e nei luoghi decisionali, si ponga al centro la questione, disincentivando la pratica delle consulenze, invece che sbattere il mostro di turno in prima pagina o al centro del dibatito parlamentare. Se ciò non è avvenuto, una ragione c’è: nessuna delle parti in causa vuole privarsi di uno strumento che considera assai utile.
Eppure, farebbe risparmiare un sacco di quattrini.

31 Ottobre 2016
http://www.siciliainformazioni.com/sparlagreco/452190/regione-incarichi-consulenze-esternesistema-illegalita-diffusa






ECCO TUTTA LA VERITA' SUI PRIVILEGI DELLA CASTA. VIDEO



 



IL MAB SICILIA A BISACQUINO PER AFFRONTARE E DISCUTERE IL FUTURO DEI FORESTALI SICILIANI



Ricevo e pubblico
dal Presidente Mab Sicilia
Salvatore Ferrara

Nella serata del 28 ottobre 2016 si è tenuta a Bisacquino nell’aula consigliare un incontro con i forestali, erano presenti rappresentanti di tanti distretti limitrofi e anche della provincia di Agrigento.
Come di consueto nelle ultime sedi di incontro ci si avvale della partecipazione attiva da parte dei sindaci locali, e dove il senso di responsabilità, rispetto e tutela dei propri cittadini  anche di sindaci del comprensorio.
Ampia partecipazione dei colleghi dell’antincendio Boschivo Siciliano, a dimostrazione dell’interesse che ognuno di noi prestiamo sull’evolversi delle vicende che affliggono il comparto Forestale.
Si ringrazia il Sindaco di Bisacquino Tommaso Di Giorgio per averci messo a disposizione l’aula consiliare e principalmente per aver presieduto la riunione, stessa cosa dicasi per il Sindaco di Campofiorito Giuseppe Oddo che come sempre si mette  a disposizione della collettività e sempre a sostegno dei lavoratori dimostrandolo con la sua presenza .
Relatori della serata il Presidente del MAB Sicilia Salvatore Ferrara e il Coordinatore Regionale Piero Margiotta.
La serata è stata oggetto di incontro confronto con i lavoratori, il sindaco Di Giorgio e Oddo sposando la causa dei forestali hanno voluto con le loro domande entrare nel merito delle problematiche che incombe sui forestali e nella fattispecie della riforma della legge Forestale proposta dall’assessore Antonello Cracolici, alle domande esposte dai sindaci e dalla platea il Presidente e Coordinatore del MAB hanno fatto luce sulle vicende passate e quelle che ci riserva il futuro se noi tutti lavoratori non mettiamo in campo la nostra presenza,  scendere in piazza ogni qual volta necessita per reclamare i nostri diritti negati da oltre 30 anni.
Avendo risposto e fatta luce di quanto concerne i dubbi e le incertezze del mondo forestale, si è arrivati a conclusione che, i sindaci si faranno portavoce di quanto noi esposto, con iniziative di interpellanze, incontri con i vertici di governo e coinvolgere tutti gli altri sindaci a farsi carico di lotte di sostegno a favore dei lavoratori forestali.
Un sentito ringraziamento a tutti i partecipanti
Bisacquino 28 ottobre 2016
 

Il Coordinatore Piero Margiotta
Il Presidente Salvatore Ferrara


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VIGILI DEL FUOCO PRECARI IN PIAZZA ANCHE A PALERMO PER CHIEDERE LA STABILIZZAZIONE (FOTO)


Hanno promosso una petizione, raccolta firme in tutta Italia

Petizione dei Vigili del Fuoco discontinui precari che aderiscono all’organizzazione sindacale CUB.
Come accaduto ieri, anche oggi, dalle 16 alle 20 saranno in tutte le principali piazze d’Italia per sostenere, attraverso una petizione popolare, un disegno di legge che in questo momento si trova in Parlamento e che prevede la loro definitiva stabilizzazione dopo circa vent’anni di precariato.

La CUB sostiene questa vertenza perché ritiene “vergognoso un atteggiamento dello Stato che mantiene questi lavoratori in una condizione di precarietà. Lavoratori che giornalmente rischiano la loro vita per i cittadini e che vedono mortificata la loro dignità con la corresponsione economica dei loro interventi “a prestazione”, senza la certezza di un futuro e la garanzia di un contatto di lavoro, nonostante la grave carenza di personale operativo nel Corpo stesso”.






29 Ottobre 2016
http://palermo.blogsicilia.it/vigili-del-fuoco-precari-in-piazza-anche-a-palermo-per-chiedere-la-stabilizzazione/362159/2/






30 ottobre 2016

IN PRESENZA DELL’ASSESSORA REGIONALE MARIA LO BELLO, IL CONSIGLIO DEI MINISTRI, HA APPROVATO IL DECRETO LEGISLATIVO RECANTE NORME DI ATTUAZIONE DELLO STATUTO DELLA REGIONE SICILIANA IN MATERIA FINANZIARIA



REGIONE SICILIANA, ATTUAZIONE DELLO STATUTO IN MATERIA FINANZIARIA

In presenza dell’Assessora regionale alle attività produttive Maria Lo Bello, appositamente invitata a partecipare all’esame della questione, il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Matteo Renzi e del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Enrico Costa, ha approvato il decreto legislativo concernente norme di attuazione dello Statuto della Regione siciliana recante modifiche al Decreto del Presidente della Repubblica 26 luglio 1955, n. 1074, recante norme di attuazione dello Statuto della Regione Siciliana in materia finanziaria.

Fonte della notizia: www.governo.it


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REGIONE. MANCANO I DECRETI, DA MARTEDÌ PER 16MILA FORESTALI RISCHIO SOSPENSIONE DELLE ATTIVITÀ


 
di Riccardo Vescovo
PALERMO. Dal primo novembre circa 16 mila forestali rischiano la sospensione dal servizio se la Regione non emetterà i decreti che garantiranno la prosecuzione delle attività. È l’allarme lanciato dalla Flai Cgil, guidata dal neo segretario Alfio Mannino che ha comunque ricevuto rassicurazioni dall’assessore all’Agricoltura, Antonello Cracolici, sul rispetto della scadenza.
Il sindacato spiega che entro l’anno gli operai devono svolgere un certo numero di giornate lavorative che variano da 78 a 151. Se queste giornate non vengono svolte tassativamente entro la fine del 2016 non possono più essere recuperate. Dunque i giorni non lavorati vengono persi e gli operai stagionali devono rinunciare a una parte degli introiti attesi. Ad essere coinvolti, spiega il sindacato, sono i forestali addetti alla manutenzione dei boschi, circa 16 mila.
“L’anno scorso questo è già accaduto – dice Mannino – quest’anno il pericolo sembrava scampato ma non si capisce perché la Regione, nonostante l’impegno preso ad anticipare le somme che si attendono da Roma, non abbia proceduto con la pubblicazione dei decreti”.
In attesa dei fondi da Roma, infatti, il governo si era impegnato ad anticipare le risorse per garantire la prosecuzione delle attività. Senza l’impegno della Ragioneria generale, però, i dipartimenti da cui dipendono i forestali hanno comunicato ai sindacati che dal primo novembre saranno costretti a sospendere l’attività. Mannino spiega comunque di avere ricevuto rassicurazioni: “L’assessore ci ha comunicato che la scadenza sarà rispettata e i lavoratori non perderanno giornate di lavoro”.
E anche dalla Ragioneria generale fanno sapere che l'iter è in via di definizione. La corsa contro il tempo è iniziata.
© Riproduzione riservata

29 Ottobre 2016
http://gds.it/2016/10/29/mancano-i-decreti-da-martedi-a-rischio-sedicimila-forestali_583205/



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29 ottobre 2016

L’ON.PAPALE RICEVE I RAPPRESENTANTI DEL MAB SICILIA PER AFFRONTARE INSIEME LA QUESTIONE FORESTALE




Ricevo e pubblico
dal Coordinatore Mab Catania
Santo Rapisarda


Cari colleghi, visto il celare che vige sulla FORESTALE, sarebbe bene attivarsi.
Noi del M.A.B. lo abbiamo già fatto, e voi cosa aspettate? L’incertezza le perplessità e nessuna bella prospettiva dovrebbe far riflettere, è bene che iniziate a svegliarvi e cercare di capire cosa ci riserva il futuro, stiamo per entrare in un tunnel dove allo stato attuale non si vede la luce.
E’ arrivata l’ora di chiedere quello che ci spetta, e solo se scendiamo in campo e solo uniti e compatti c’è la possiamo fare.
Da tutte queste perplessità tutti i Coordinatori MAB della Sicilia si stanno attivando nel fare pressione alla politica siciliana, alla Presidenza della Regione e agli Assessorati , chiedendo incontri e spesso anche facendosi invitare da quella categoria di politichi  e Funzionari dei vari Dipartimenti che hanno a cuore il comparto forestale siciliano per capire e dove ne sia necessario intervenire per tutelare questi lavoratori che da oltre 30 anni vengono tenuti  a guinzaglio, vittime di un sistema che li ha voluti eternamente precari.
Visto l’impegno espresso in questi ultimi anni di dura lotta, vista la continua insistenza nel voler risposte a tutti i costi finalmente qualcosa si inizia a muovere, forse sarà che siamo prossimi alle elezioni? forse sarà che se non si assumono certe responsabilità il popolo sarà ostile con loro? forse sarà che stanno capendo che le menti dei forestali iniziano ad aprirsi, e che l’evoluzione informatica e mediatica porta a riflettere prima di un voto dato a caso? Sara certamente l’anno della svolta!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Nella giornata del 28 ottobre 2016 l’onorevole Papale, avendo seguito le vicende che affliggono il comparto, su propria iniziativa invita presso il proprio studio di Belpasso una rappresentanza del MAB Sicilia della Provincia di Catania seguita e diretta dal Coordinatore Santo Rapisarda il cui viene accettato l’invito.
Hanno partecipato all’incontro lavoratori in rappresentanza dei paesi di Adrano, Belpasso e Nicolosi (CT), argomento del confronto è stato la cattiva gestione della forestale, il servizio Antincendio che non funziona perché mal organizzato, mezzi precari, tempi di avviamento al lavoro sempre in ritardo e non consoni alle reali necessità di prevenzione, tutto un insieme dove si potrebbe fare molto meglio solo se la gestione fosse organizzata in tempi utili, ritardi nei pagamenti, lavoratori che sono al lastrico, perché non si possono ricevere gli emolumenti dopo tre mesi, a lavoro si va con i mezzi propri e per arrivare sul posto di lavoro nei serbatoio dell’auto ci vuole il carburante e non l’acqua.
Ma l’argomento di maggiore rilievo è stato cosa ne sarà di noi nel prospettiva prossima?
Dopo che siamo stati a esporre tutte le problematiche che affliggono il settore forestale, l’onorevole Papale avendoci ascoltati molto attentamente e preso in considerazione quanto da noi esposto, ci ha fatto sapere che già lui ha un disegno di legge a sostegno dei forestali di cui dovrà presentare al governo regionale, ma avendo appreso che il MAB Sicilia ha anche presentato una Proposta di Riforma del settore forestale, ritiene opportuno confrontarsi con noi e discuterne insieme come meglio migliorare il settore.
Dall’incontro è emersa la buona volontà da parte dell’onorevole per mettere insieme idee e proposte, organizzando a breve un incontro con la Dirigenza del MAB per affrontare la questione con i diretti interessati.
Si ringrazia L’onorevole Papale per l’iniziativa presa a sostegno dei Forestali e per la disponibilità messa a disposizione.
 

Catania 28.10.2016
Il Coordinatore Pr.Catania
Santo Rapisarda









PENSIONE ANTICIPATA, COME FARE DOMANDA


La procedura per chiedere l'Ape, l'anticipo pensionistico introdotto dal governo Renzi, si articola in diverse fasi, tra le quali doppia domanda all'Inps, scelta dell'ammontare dell'assegno e della banca. Tale procedura, tuttavia, presuppone delle importanti valutazioni per certificare il diritto all'anticipo pensionistico e alla successiva pensione, come ricorda il portale 'laleggepertutti.it': non solo da parte dell'Inps, ma soprattutto da parte del lavoratore, che deve valutare l'ammontare del futuro trattamento, dell'Ape e delle penalizzazioni.
L'anticipo pensionistico si presenta in varie forme: Ape volontaria, Ape sociale, Ape d'impresa, Ape part time. L'iter di domanda più lungo è senza dubbio quello che riguarda l'Ape volontaria: possono richiederla tutti i lavoratori iscritti all'Assicurazione generale obbligatoria dell'Inps (Ago) e ai fondi sostitutivi ed esonerativi (ad esempio, ex Inpdap ed ex Ipost), nonché gli iscritti alle gestioni Inps dei lavoratori autonomi e alla Gestione Separata. Sono invece esclusi gli iscritti alle casse dei liberi professionisti.
L’Ape volontaria può essere richiesta se si possiedono: almeno 63 anni di età, almeno 20 anni di contributi, e una futura pensione pari ad almeno 702,65 euro (cioè superiore a 1,4 volte il trattamento minimo). L'assegno, inoltre, deve esser erogato per almeno 6 mesi e non può essere superiore al 90% della futura pensione (in precedenza era stato reso noto il limite del 95%), calcolata con i coefficienti validi per l'età pensionabile, ossia 66 anni e 7 mesi (questo sarà il requisito, uguale per tutti, della pensione di vecchiaia, a partire dal 2018).
Per ottenere l'Ape volontaria, bisogna prima domandare all'Inps la certificazione del diritto alla pensione e del suo futuro ammontare: è possibile farsi assistere da un patronato, oppure domandare direttamente la prestazione tramite il servizio online 'La mia pensione' all'interno del sito dell'istituto, trasformando il codice pin dell'Inps in identità unica digitale Spid di secondo livello. L'Inps, oltre al diritto e alla misura della pensione, certifica anche l'importo minimo e massimo dell’anticipo erogabile.
Una volta ottenuta la certificazione, è possibile domandare l'attivazione dell'anticipo finanziario a garanzia pensionistica, cioè domandare il prestito-ponte grazie al quale viene erogata l'Ape: il cittadino, in questa fase, può scegliere sia la banca che riconoscerà il prestito, che l’assicurazione, per il rischio di premorienza. La domanda di attivazione dell'Ape vale anche come domanda di pensione.
Entro 30 giorni dall'inoltro della domanda è liquidato l'assegno, che viene erogato con cadenza mensile. Una volta raggiunti i requisiti per la pensione, l'Inps applica automaticamente, per la restituzione delle rate del prestito (ventennale), una penalizzazione sulla pensione, che sarà mediamente pari al 4,6%- 4,7%; gli importi prelevati tramite decurtazione del trattamento devono poi essere girati dall'Inps alla banca. Gli importi della penalizzazione corrispondenti agli interessi del prestito, però, saranno detraibili dalle imposte al 50%.
La procedura per richiedere l'Ape è del tutto simile anche per i beneficiari della cosiddetta Ape d'impresa, o Ape aziendale, riconosciuta ai lavoratori in esubero a seguito di procedure di ristrutturazione dell’azienda. In questi casi, però, una quota del prestito è coperta dai contributi a carico del datore di lavoro, degli enti bilaterali o dei fondi di solidarietà: le penalizzazioni risulteranno, così, molto più basse.
L'Ape d’impresa può essere richiesta anche per integrare una riduzione dell’orario di lavoro, anziché u'’uscita anticipata: in questo caso si parla di Ape part time. Anche in questa ipotesi le penalizzazioni saranno più basse, perché l'assegno servirà ad integrare solo la metà dello stipendio e non la totale assenza di reddito. L'Ape sociale, o Ape agevolata, invece, non consiste in un prestito bancario ma in una vera e propria prestazione assistenziale, erogata dall'Inps per alcune categorie di lavoratori. L’Ape sociale, non consistendo in un finanziamento, non darà luogo ad alcuna decurtazione della pensione.
Possono chiedere l'Ape sociale, una volta raggiunti 63 anni di età: i disoccupati privi di ammortizzatori sociali da almeno 3 mesi, con almeno 30 anni di contributi, i lavoratori con invalidità pari o superiore al 74%, con almeno 30 anni di contributi, i lavoratori che hanno accudito per almeno 6 mesi un familiare disabile, portatore di handicap grave secondo la Legge 104, con almeno 30 anni di contributi, i lavoratori che hanno svolto per almeno 6 anni di vita lavorativa delle attività gravose, con almeno 36 anni di contributi.
Rientrano, in particolare, tra gli addetti alle attività gravose aventi diritto all'Ape agevolata: gli operai dell' edilizia, dell'industria estrattiva e del settore conciario, i macchinisti, il personale viaggiante, gli infermieri, i camionisti, gli assistenti di persone non autosufficienti, le maestre d'asilo, i facchini, gli operatori ecologici, gli addetti alle pulizie.Perché si possa accedere all'Ape sociale, è necessario che la futura pensione non superi 1.500 euro mensili .I beneficiari dell'Ape sociale potranno svolgere attività lavorativa, ma il limite massimo di reddito cumulabile sarà di 8.000 euro annui.

29 Ottobre 2016
http://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2016/10/29/pensione-anticipata-come-fare-domanda_S99t1fFzEb966aEkOL8a3K.html






PATRIMONIO BOSCHIVO SICILIANO



a cura di Santo Cortese
forestalisicilia.com


Il patrimonio boschivo siciliano è cosa di tutti, quindi impariamo a tutelare  e difendere i terreni boschivi di interesse paesaggistico e naturalistico, impariamo a rispettare tutti i terreni, i parchi e le aree attrezzate. Il bosco è un bene comune,  e va coltivato dagli addetti ai lavori forestali, ma sembra che ormai tutti i forestali siano stati abbandonati dalle politiche regionali in Sicilia.
Le risorse forestali sono il mantenimento dell’ossigeno, infatti, il bosco assorbe anidrite carbonica rilasciando ossigeno utile alla respirazione umana, il mantenimento delle frane, garantisce gli equilibri naturali, garantisce inoltre il turismo nei parchi e nelle aree attrezzate forestali, inoltre le radici delle piante assorbono e filtrano l’acqua piovana che viene purificata. Il terreno viene mantenuto fertile grazie alle foglie che cadono e si trasformano in humus.
Evitiamo di gettare rifiuti nei boschi.
Evitiamo di gettare mozziconi di sigarette nel demanio.
Evitiamo di accendere fuochi, è vietato e pericoloso.
Stimiamo il bosco e i forestali che vi lavorano.
I forestali amano il bello del bosco e tutte le sue manifestazioni.
Lavorare nei boschi è cosa necessaria e questo lavoro deve essere tutelato dalla Regione Siciliana.
Lavorare nei boschi a spegnere gli incendi è cosa utile e di dovere morale, civile, e lavorativo e per questo le squadre antincendio devono avere una meritevole lode e un meritevole elogio lavorativo.
Anche se, l’aria che si respira sui forestali, da parte dei politici e dell’opinione pubblica, è negativa, noi di forestalisicilia.com chiediamo alla Regione Siciliana il mantenimento e il rafforzamento del comparto forestale, per il mantenimento di tutti i boschi.
Il dovere di mantenere i boschi attivi e vivi si impone all’uomo e a chi ci governa, e, chi viene meno a questa legge della natura non ha una netta morale verso la tutela del demanio e del patrimonio boschivo.
Questa è la storia dei boschi, questa è la storia dei forestali, questa è la storia che mantiene e deve mantenere in vita le piante, così tutti dobbiamo difendere le foreste e i forestali.
Santo Cortese












Fonte della notizia: http://www.forestalisicilia.com/archivio-forestale/patrimonio-boschivo/






LA CISL INCAZZATA: E’ GOVERNO DI COMMISSARI E DI RIFORME LASCIATE INCOMPIUTE


La Cisl ci va giù pesante sul governo e sul Presidente della Regione. Non è una novità, questo è vero, ma il sindacato non lascia la presa, anzi. Stavolta ha posto l’attenzione sul numero davvero ragguardevole di commissari. E ritiene che siano tanti, forse in numero tale  – aggiungiamo – da costituire un primato. Che però non può essere sbandierato come un risultato positivo del governo, questo è poco ma sicuro.
La Cisl sostiene che l’esecutivo in carica passerà alla storia copme il governo dei commissari.
” E degli annunci di riforme lasciate incompiute”. Così in una nota la Cisl Sicilia, a proposito  dell’ennesimo rinvio a febbraio, deciso dall’Ars nella serata di ieri, delle elezioni di secondo grado per le assemblee dei Liberi consorzi e delle Città metropolitane. ”Palazzo d’Orleans ha superato se stesso. Meglio: ha superato il limite della decenza”, scrive la Cisl  denunciando la patologia di commissari imposti all’infinito: ”un vulnus al principio della governance democratica degli enti”, con le  parole di Mimmo Milazzo, segretario generale.
Il commissario, insiste la Cisl, per sua natura è figura d’emergenza.  ”Ma se l’emergenza nei fatti diventa regola, allora si pone un  problema sul piano della legittimità oltre che su quello del  governo”. E a fare le spese delle non-decisioni, sono ”i cittadini,  i disabili, i collegamenti intercomunali, gli edifici scolastici. E  assieme, gli oltre seimila dipendenti degli enti di area vasta e delle società partecipate e i 500 precari di questi enti: tutti a muffire  nel limbo di una politica sorda e cieca. Autosufficiente e  autoreferenziale”. ”Al Governo e alla sua maggioranza – rimarca la  Cisl – chiediamo un sussulto di responsabilità che recuperi dignità  alle istituzioni, evitando di precipitare ancora la Sicilia nel  ridicolo, figlio dell’inadeguatezza. E dell’approssimazione”.

27 Ottobre 2016
http://www.siciliainformazioni.com/redazione/449108/449108




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RECEPITA LA NORMA DELLO STATUTO. ACCORDO STATO-REGIONE ALLA SICILIA RESTERANNO DUE MILIARDI DI ENTRATE. ADESSO LA REGIONE POTRÀ PROGRAMMARE LA SPESA DEI FORESTALI, MA SOPRATTUTTO POTRÀ STABILIZZARE I CIRCA 15 MILA PRECARI CHE LAVORANO NEI COMUNI



RECEPITA LA NORMA DELLO STATUTO
Accordo Stato-Regione alla Sicilia resteranno due miliardi di entrate

Una svolta importante, attesa addirittura dal 1970, quella arrivata ieri con l'accordo raggiunto a Roma tra il governo nazionale e la Regione siciliana. All'Isola, infatti, resteranno gli introiti delle tasse maturate sul territorio. Viene così data attuazione effettiva all'articolo dello statuto regionale che prevedeva espressamente questa soluzione. «Una conquista storica per i siciliani», l'ha definita il presidente Crocetta. Grande merito per questa operazione va all'assessore Baccei, che con competenza e abilità ha saputo portare avanti la strategia vincente. Con queste entrate certe la Regione potrà stabilizzare i precari degli enti locali.

Stato-Regione, accordo raggiunto restano in Sicilia 2 miliardi di tasse
«Intesa che ha per noi - esulta Crocetta - un valore storico»

PALERMO. Il Consiglio dei ministri, presente il presidente della Regione, Rosario Crocetta, ha approvato ieri il decreto legislativo che riconosce alla Sicilia 1,4 miliardi di euro per il 2017 e circa 1,7 miliardi dal 2018 in poi. Ma, secondo calcoli piuttosto complicati, si arriverebbe addirittura a 2 miliardi di euro. «Un accordo che ha un valore storico - ha esultato il presidente Crocetta - poiché rivede un sistema vigente dal 1970, che ha determinato un mancato riconoscimento di entrate previste dalle norme statutarie, mai attuate dallo Stato». Un risultato raggiunto anche grazie alla competenza dell'assessore all'Economia, Alessandro Baccei, che con determinazione ha ripulito il bilancio di quasi 10 miliardi di residui attivi inesigibili, ma che negli anni hanno consentito di fare lievitare le spese correnti. «Abbiamo lavorato in questi anni ha aggiunto Crocetta - perché fossero riconosciuti diritti sanciti dalla Costituzione e si rende giustizia al popolo siciliano. Con il decreto legislativo che dovrà essere promulgato dal presidente della Repubblica, inizia una nuova fase per la Regione siciliana, laddove si riconosce una certezza delle entrate che potrà permettere di effettuare una programmazione pluriennale delle risorse, la realizzazione di bilanci basati su entrate certe e non virtuali, nella logica del pareggio di bilancio, che dovrà essere alla base della nuova finanziaria. Si spende quello che si ha e si chiude con la logica delle entrate gonfiate per giustificare sprechi e privilegi». Il Consiglio dei ministri, in pratica, ha recepito l'accordo raggiunto in sede di commissione Paritetica StatoRegione che prevede che alla Sicilia vengano "retrocessi" i tributi maturati sul territorio, pari al 100%. In precedenza, invece, alla Regione venivano assegnati i tributi riscossi. Un accordo che i tecnici del ministero dell'Economia avrebbe voluto rimettere in discussione, senza riuscirci. Adesso la Regione potrà garantire i trasferimenti agli enti locali, programmare la spesa dei forestali. Soprattutto, avendo risorse proprie, potrà stabilizzare i circa 15 mila precari che lavorano nei comuni. Il presidente Crocetta ha voluto ringraziare «tutti gli assessori, in particolare quello all'Economia e la vice presidente che hanno seguito con me tutta la vicenda in prima persona e tutti coloro che, con la loro azione virtuosa, ci hanno resi credibili di afronte allo Stato, Grazie a Renzi e tutto il Consiglio dei ministri». «In questo modo - ha rilevato il presidente della commissione bicamerale per le questioni regionali, Gianpiero D'Alia - si esce da una situazione di vaghezza che ha comportato anche numerosi contenziosi davanti alla Corte costituzionale e si pone fine ad un ritardo di oltre trent'anni nel sostituire le vecchie norme di attuazione che erano addirittura precedenti alla riforma tributaria. Con l'intervento del governo Renzi ha concluso - non si rimedia solo ad un ritardo clamoroso, ma si mette la Regione nella condizione di realizzare una politica finanziaria rinnovata e mirata allo sviluppo e sicuramente più responsabile». Per Dorè Misuraca (Ncd), «dopo decenni di tante parole il governo nazionale, anche grazie a Ned-Area popolare, ha riconosciuto la specificità della amministrazione regionale che potrà attuare e programmare una politica economica più sostenibilee responsabile». Per la capogruppo del Pd, Alice Anselmo, il «decreto del Cdm zittisce i gufi dell'opposizione». L'Anci ha chiesto che adesso i governi nazionale e regionale avviino un confronto con gli enti locali siciliani. Accordo bocciato in toto, invece, dal coordinatore di Sicilia Nazione, Gaetano Armao, secondo cui, «l'approvazione del Dgls rappresenta l'ultimo atto dello smantellamento dell'Autonomia siciliana. Chiederemo al prossimo governo regionale di disdettare quell'accordo».








I SINDACATI CHIEDONO UN INCONTRO URGENTE ALL'ASSESSORE CROCE PER AVERE CHIARIMENTI SUL PREVENTIVO DI SPESA PER L’UTILIZZO PER L’ANNO 2016 DEI LTI DELLA PROVINCIA DI PALERMO





27 Ottobre 2016
http://www.faicislsicilia.com/index.php?option=com_docman&task=doc_download&gid=738






ALIANTO, LA "PIANTA-KILLER" CHE SGRETOLA I MONUMENTI CATANESI: È EMERGENZA. OPERAI DELLA FORESTALE SONO INTERVENUTI PER ELIMINARLA



Una specie non endemica, originaria della Cina che, secondo la forestale, rappresenta per Catania una seria minaccia

Alianto, la "pianta-killer" che sgretola i monumenti catanesi: è emergenzaCresce a dismisura fagocitando tutto ciò che incontra e si moltiplica in modo incontrollato creando danni seri agli edifici. Non parliamo di un mostruoso animale, ma di una pianta-killer, sempre più presente nel territorio etneo. Il suo nome  è "alianto", meglio conosciuto come "albero del paradiso". Una specie non endemica, originaria della Cina che, secondo la forestale, rappresenta per Catania una vera e propria emergenza. Per gli esperti si tratta della specie invasiva con il più alto potenziale distruttivo per i beni archeologici.
Tanto che al cimitero di Catania, in occasione delle festività dei morti, è appena stata eseguita una bonifica da parte del comune. Purtoppo, come spiegano gli stessi responsabili dell'area tecnica - questi alberi torneranno a moltiplicarsi a breve. Con ambrosia e senecio, infatti, l'ailanto è considerata la pianta più infestante d'Italia e la sua invasività è dovuta all'enorme numero di semi prodotti: fino a 250 mila per albero all'anno.
"Ultimamente - spiega Lara Riguccio, dirigente del Servizio Verde pubblico - personale del comune e operai della forestale e della multiservizi sono intervenuti per eliminare l'ailanto, oltre che all'interno del cimitero, anche nel boschetto della plaia, nel giardino bellini e nel parco gioieni. E questo non soltanto per salvaguardare le biodiversità eliminando le piante infestanti per proteggere quelle piante cosiddette mediterranee, ma anche per per evitare danni alle costruzioni".
"Ci siamo impegnati al massimo perché consideriamo l'ailanto un'autentica minaccia, - sottolinea il comandante del distaccamento forestale di Catania, Andrea Munzone - le sue radici possono provocare gravi danni a palazzi, case, strade e, senza che all'esterno si veda nulla, con le radici che si insinuano nel terreno, anche a serbatoi, pozzi e canalizzazioni".
E' cresciuto anche su molti monumenti antichi ed è pericolosissimo perché li sgretola con il proprio apparato radicale. Il Cai ha rimosso questi alberelli dal prospetto della chiesa di San Nicolò l'Arena, ma altre piante di questa specie si trovano sul prospetto della Santissima Trinità, nel teatro antico, nelle terme della Rotonda, nel muro della biblioteca comunale.



28 Ottobre 2016
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28 ottobre 2016

ENNA. PASQUASIA, TANGENTE PER BONIFICARE MINIERA, COINVOLTI AGENTI DEL CORPO FORESTALE. VIDEO


Bloccata una tangente per la bonifica di Pasquasia: arresti in Sicilia e in Lombardia

Undici misure cautelari, coinvolti un dirigente e un ispettore del Corpo forestale. I carabinieri intercettano l'accordo su una mazzetta da 120 mila euro per aggiudicarsi l'appalto
 

di ALESSANDRA ZINITI
Una megatangente da 120.000 euro che avbrebbe dovuto essere pagata direttamente nelle mani del responsabile unico dell'appalto. Così una ditta di Bergamo si sarebbe aggiudicata i lavori di bonifica nell'ex miniera di Pasquasia, concedendo poi subappalti e assunzioni ad imprese locali e a persone indicate dalle cosche dell'ennese. Tutto però è stato bloccato praticamente in tempo reale dai carabinieri del comando provinciale di Enna, guidati dal colonnello Paolo Puntel, che a meno di due mesi dall'aggiudicazione dell'appalto, hanno intercettato gli accordi e i traffici criminali, sequestrato l'ex miniera dismessa nel 92 ma ancora piena di materiali da smaltire, e bloccato anche il pagamento degli otto milioni di euro che la Regione avrebbe dovuto versare alla ditta che avrebbe dovuto effettuare la bonifica.


Smaltimento di rifiuti tossici: arresti in Sicilia e in Lombardia

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2016/10/28/news/enna_appalto_truccato_per_la_bonifica_di_pasquasia_arresti_in_sicilia_e_in_lombardia-150764058/

Questo il quadro delineato dall'inchiesta della Dda di Caltanissetta che oggi è arrivata ad un primo step con l'esecuzione di undici misure cautelari emesse dai carabinieri del comando provinciale di Enna tra la Sicilia e la Lombardia. Agli arresti domiciliari è finito anche un dirigente regionale, Gaetano Bognanni, 54 anni, di Enna, dirigente del Corpo forestale addetto ai controlli sulla bonifica della miniera così come Vincenzo Ferrarello, ispettore della Forestale che avrebbero chiuso un occhio sui traffici che avvenivano all'interno della miniera.

Agli indagati di oggi però i pm della Dda guidata da Amedeo Bertone contestano anche il concorso in associazione mafiosa. Secondo quanto accertato dagli inquirenti, la ditta aggiudicataria dell'appalto da otto milioni di euro, la "1 Emme" di Bergamo, il cui titolare è il calabrese Pasquale Gattuso, 53 anni, avrebbe dovuto pagare una tangente da 120.000 euro al responsabile unico dell'appalto, il palermitano Diego Mammo Zagarella ( anche lui finito agli arresti domiciliati) pur di avere mano libera nella miniera. La cifra sarebbe stata corrisposta come compenso per una consulenza per uno studio topografico della miniera da parte della società Archeoambiente, ma gli investigatori sono arrivati prima.
In carcere sono finiti tre imprenditori titolari di aziende che hanno ottenuto i subappalti per lo smaltimento dei materiali, ma che invece trasportavano e vendevan altrove ferro e rame, Giacomo Aranzulla, 60 anni, di Mirabella Imbaccari, Antonino e Michele Berna Nasca di Nicosia. Ai domiciliari, oltre a Bognanni, Gattuso e Zagarella, anche Vincenzo Ferrarello, 54 anni di Enna, e Rosario Consiglio, 60 anni, di Piazza Armerina. Tutti ritenuti vicini alle cosche del Catanese e dell'Ennese imponevano anche assunzioni di maestranze.

Obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per Eugenio Vecchio, 48 anni, di Catania residente a Porto Empedocle (Ag), Salvatore Mammo Zagarella, 49 anni, di Favara (Ag) e Giuseppe Costanza, 38 anni, di  Palma Montechiaro (Ag), ispettore del Corpo forestale regionale. Contestati in particolare i reati di smaltimento di rifiuti tossici, peculato e varie ipotesi di falso, nonchè, per alcuni degli arrestati, il concorso esterno in associazione mafiosa, per avere agevolato Cosa nostra, con l'assunzione pilotata di lavoratori, ovvero favorendo l'impiego di ditte vicine alla stessa organizzazione criminale.

Come è nata l'inchiesta. Nel marzo 2014 tra Leonforte ed Assoro (Enna) venne fermato, dai carabinieri, un camion con 6 tonnellate rame proveniente dalla miniera di Pasquasia, dove erano già in corso le attività di bonifica, e vennero arrestate 5 persone per ricettazione. Una settimana dopo, il 26 marzo al molo di Catania venne controllato e sequestrato un carico di 115 pallet, in totale 106 tonnellate di cemento-amianto trattato con falsa vernice isolante, il carico era stato già su una nave in rada, pronta a salpare. La magistratura, contestualmente, pose la miniera sotto sequestro. Secondo gli inquirenti il rame trafugato da Pasquasia veniva trasportato in punti di raccolta del catanese e trasportate in Campania.

Bognanni e Ferrarello, i dipendenti del Corpo forestale indagati, sono accusati di avere omesso i controlli sulla bonifica e di avere ottenuto in cambio denaro per 80 mila euro.
Il dirigente Bognanni avrebbe avuto in regalo una vettura Mazda Duetto MX5. Ai fratelli Salvatore e Diego Mammo Zagarella é contestato di avere gestito la vicenda della mazzetta da 120 mila euro, percepita da Zagarella in veste di responsabile della gara d'appalto da 8 milioni di euro, che sarebbe stata mascherata con una consulenza di rilievi topografici affidata a Salvatore, titolare della Archeoambiente, che non venne mai effettuata. In cambio di soldi e regalie, invece il dipendente della Cassa edile di Enna, Rosario Consiglio, che avrebbe fornito le false attestazioni relative alle qualifiche per il primo soccorso. Ad Aranzulla e ai fratelli Berna Nasca è contestato il reato di concorso esterno in associazione mafiosa, per avere organizzato l'aspetto del traffico illecito di rifiuti, tutti gli altri devo rispondere di reati che vanno dalla corruzione e peculato, alla frode, al falso ideologico.  "In realtà la bonifica della miniera di Pasquasia, per la quale erano stati stanziati 8 milioni di euro, solamente per lo smaltimento del cemento amianto, non é mai iniziato. A Pasquasia, piuttosto, é stato fatto un sacco" ha detto il comandante Puntel.


28 Ottobre 2016
http://palermo.repubblica.it/cronaca/2016/10/28/news/enna_appalto_truccato_per_la_bonifica_di_pasquasia_arresti_in_sicilia_e_in_lombardia-150764058/