31 maggio 2016

IL SIFUS CHIEDE AL GOVERNO REGIONALE DI ASSUMERE URGENTEMENTE TUTTI FORESTALI X LA SALVAGUARDIA DEI NOSTRI BOSCHI E DEL NOSTRO TERRITORIO. PRIMA CHE IL FUOCO CREI DANNI AMBIENTALI ED ECONOMICI


Ricevo e pubblico
dal Segretraio Regionale del Sifus


Il Sifus chiede al Governo Regionale di assumere urgentemente tutti forestali per la salvaguardia dei nostri boschi e del nostro territorio. Prima che il fuoco crei danni ambientali ed economici. 
Giuseppe Fiore





L’INCENDIO DI PANTELLERIA: LE RESPONSABILITÀ DEL SINDACO DELL’ISOLA E DELLA REGIONE. SI SAREBBE POTUTA ATTIVARE LA SQUADRA ANTINCENDIO DELLA FORESTALE E MAGARI TUTTE LE ATTIVITÀ DI PREVENZIONE DEGLI INCENDI: VIALI PARA-FUOCO E ALTRO


L’incendio di Pantelleria: le responsabilità del sindaco dell’isola e della Regione


Da quattro giorni Montagna Grande, a Pantelleria, brucia. Comprensibile: in un’isola dove soffia sempre il vento spegnere un incendio non è facile. Soprattutto se nell’isola operano solo due guardie del Corpo forestale della Regione e se, per ‘risparmiare’, a Maggio, la stessa Regione non ha attivato il Servizio antincendio degli operai della Forestale. Chi avrebbe dovuto spegnere l’incendio? I danni per Pantelleria e la beffa per il Governo Renzi che da quattro giorni è impegnato a spegnere le fiamme con i costosissimi Canadair…
Su tanti giornali e su tanti Tg si parla dell’incendio che, da Sabato scorso, sta distruggendo Montagna Grande, a Pantelleria. Il sindaco-scienziato di quest’isola, Salvatore Gabriele, se la prende con chi si opporrebbe a un progetto di valorizzazione, non abbiamo capito se una Riserva marina, un Parco o cos’altro. Insomma, l’incendio sarebbe doloso.
Ma per quanto doloso possa essere l’incendio, la riflessione, in questa ore, dovrebbe essere un’altra e si sintetizza nella seguente domanda:
signor sindaco Gabriele, ci perdoni, ma il piano per fronteggiare gli incendi e il personale addetto dove sono?
Vigliamo raccontare la verità, signor sindaco-scienziato? E allora diciamola la verità: a Pantelleria operano solo due addetti del Corpo forestale. Avete letto bene: solo due militari del Corpo forestale della Regione siciliana!
A Pantelleria – e siamo già a Giugno – non è ancora in funzione il Servizio antincendio della Forestale. Sappiamo che il Governo di Rosario Crocetta (del quale il sindaco-scienziato Gabriele è un fedele sodale) deve risparmiare sugli operai della Forestale, dal momento che i soldi della Regione se i prende quasi tutti il Governo Renzi, come ha ammesso lo stesso assessore regionale all’Economia, Alessando Baccei (7 miliardi di Euro all’anno i soldi che il Governo Renzi scippa al Bilancio della Regione, come potete leggere qui).
Così chiediamo al sindaco-scienziato: come pensava di spegnere l’incendio di Montagna Grande (già sono andati in fumo 500 ettari di bosco) con due militari del Corpo forestale della Regione e senza la squadra antincendio della Forestale? Con la bacchetta magica?
Il sindaco di Pantelleria dovrebbe sapere che la sua isola viene chiamata anche “Figlia del vento”: perché il vento, a Pantelleria, è parte integrante del paesaggio. Gli ulivi di Pantelleria, per adattarsi all’ambiente in cui vivono, si mantengono bassi proprio per ripararsi dal vento.
Insomma, gli ulivi lo sanno che a Pantelleria soffia quasi sempre un vento impetuoso. E si adattano. Sono i governanti di Pantelleria, a quanto pare, che invece sottovalutano il vento.
Che significa questo? Che a Pantelleria un incendio diventa pericoloso proprio perché c’è il vento. E diventa pericolosissimo nell’area boscata di Montagna Grande che, sempre grazie al vento, se prende fuoco non si spegne più: e infatti le fiamme, da sabato ad oggi, ci sono ancora.
Questa, in lingua italiana, si chiama prevenzione.
Il sindaco Gabriele, che oggi spara a zero sui piromani, non avrebbe mai dovuto consentire alla Regione di distaccare solo due guardie del Corpo forestale; e non avrebbe mai dovuto accettare di amministrare l’isola a Maggio senza il Servizio antincendio della Forestale attivato.
Il sindaco-scienziato e il Governo Crocetta si assumano le proprie responsabilità di pessimi governanti.
Il sindaco Gabriele, invece di avallare le scelte al ‘risparmio’ del Governo Crocetta su Corpo forestale e Servizio antincendio, avrebbe dovuto contestarle. Un sindaco dovrebbe difendere i cittadini che l’hanno eletto.
In questa storia ci sono alcuni risvolti beffardi.
Il Governo regionale, per ‘risparmiare’ nel nome dei tagli del Governo Renzi, non ha attivato la sezione antincendio della Forestale di Pantelleria. Ma anche tali ‘risparmi’, a quanto pare, sono andati in fumo insieme con i boschi di Pantelleria.
Perché? Semplice: da Sabato, a Pantelleria, operano, durante il giorno, quattro Canadair, gli aerei antincendio messi a disposizione dal Governo nazionale. L’intervento dei Canadair costa un sacco di soldi. 
Quindi, in questa storia dell’incendio di Pantelleria, il Governo Renzi non ha affatto risparmiato, ma ci sta rimettendo un sacco di soldi.
Con molta probabilità, spendendo molto meno, si sarebbe potuto dislocare a Pantelleria almeno una decina di guardie del Corpo forestale. E si sarebbe potuta attivare la squadra antincendio della Forestale: e magari tutte le attività di prevenzione degli incendi: viali para-fuoco e altro.
Non sappiamo come sarebbe finita: ma sappiamo che i danni sarebbero stati molto più circoscritti. E sappiamo che il Governo nazionale non avrebbe dovuto spendere una fortuna per quattro Canadair che operano da quattro giorni a Pantelleria.
P.S.
Quanto alla ‘valorizzazione’ dell’Isola nel nome di grandi progetti ambientali, ricordiamo che il sindaco Gabriele fa parte dello schieramento politico – il PD – che ha riempito di trivelle il Mediterraneo. Certo, il sindaco Gabriele si è schierato contro trivelle, ma non ci risulta che abbia lasciato il PD di Crocetta e del senatore Giuseppe Lumia. 
Ci faccia capire, sindaco Gabriele: ‘sta grande ‘valorizzazione’ ecologica di Pantelleria – contro la quale si batterebbero i piromani – dovrebbe essere fatta in un’isola circondata dalle trivelle?

31 Maggio 2016
http://www.inuovivespri.it/2016/05/31/lincendio-di-pantelleria-le-responsabilita-del-sindaco-dellisola-e-della-regione/

Notizie correlate:









 

PANTELLERIA BRUCIA, IL M5S: “IL GOVERNATORE CROCETTA DOV’È?” LA PROPOSTA DI CANCELLERI: “RIPRISTINARE LE AREE INTERESSATE DALL’INCENDIO NEL MINOR TEMPO POSSIBILE. VENGANO IMPIEGATI DIRETTAMENTE I LAVORATORI FORESTALI SICILIANI, ANCHE DUEMILA UNITÀ SE È IL CASO”. L’ISOLA NON DEVE ESSERE LASCIATA DA SOLA


Pantelleria brucia, il M5S: “Il governatore Crocetta dov’è?”

brucia-pantelleria-la-montagna-grande-devastata-da-un-incendio

La proposta di Cancelleri: “Ripristinare le aree interessate dall’incendio nel minor tempo possibile. Vengano impiegati direttamente i lavoratori forestali siciliani, anche duemila unità se è il caso”.

Palmeri: “I Canadair non sono stati attivati immediatamente ma solo a distanza di parecchie ore”. La deputata Cinquestelle chiede i motivi attraverso un’interrogazione parlamentare rivolta al governo.

Pantelleria continua a bruciare ininterrottamente da tre giorni, un’isola in ginocchio e che rischia di vedere andare in fumo anche la stagione turistica ormai alle porte. “Ma il governatore Crocetta dov’è? Nessuna dichiarazione, nessun intervento straordinario previsto, e nemmeno una richiesta di stato di calamità, adesso avanzata direttamente dal sindaco”. Così il Movimento 5 Stelle Sicilia che, contestualmente, esprime solidarietà a tutti gli abitanti di Pantelleria e a tutti coloro che hanno quest’isola nel cuore.

“Accanto al rammarico per la distruzione di centinai di pini, querce secolari e la scomparsa di ettari di macchia mediterranea, – afferma la deputata Cinquestelle Valentina Palmeri – cresce la rabbia anche per la lentezza con cui sono partite le operazioni di spegnimento. E’ scandaloso che i Canadair non siano stati attivati immediatamente ma solo a distanza di parecchie ore, favorendo così il propagarsi delle fiamme”. La parlamentare, a tal proposto, ha presentato in queste ore un’interrogazione parlamentare indirizzata al governo; la portavoce chiede di sapere quali sono i motivi dei tardivi interventi.

In conclusione, la provocazione di Giancarlo Cancelleri: “vengano impiegati direttamente i lavoratori forestali siciliani, anche duemila unità se è il caso, un vero e proprio dispiegamento di forze per ripristinare le aree interessate dall’incendio nel minor tempo possibile”. “Siamo straziati per quello che sta accadendo, – concludono i Cinquestelle – l’Isola non deve essere lasciata da sola”.


31 Maggio 2016
sicilia5stelle







PIAZZA ARMERINA. PER 24 ORE BRUCIA L' AREA BELLIA-SANTA CATERINA-CIAPPINO. I CANADAIR NON ARRIVANO. IL BOSCO DIVENTA INFERNO DI FUOCO, IL ROGO È QUASI SICURAMENTE DOLOSO. IL CALORE HA FATTO ESPLODERE 20 ORDIGNI BELLICI




PANTELLERIA CONTINUA A BRUCIARE, CANADAIR IN AZIONE SUI FOCOLAI


INDAGINI
Pantelleria continua a bruciare, canadair in azione sui focolai

incendi pantelleria, Trapani, Cronaca

PANTELLERIA. Pantelleria continua a bruciare. La ripresa di alcuni focolai ha riportato i Canadair su Montagna Grande e sulla zona vulcanica di Kuddia Attalora.

Due i mezzi aerei in appoggio alle squadre antincendio che si muovono su un'area molto vasta ormai completamente devastata dopo quattro giorni di fuoco. Montagna Grande, dove è stato incenerita anche una struttura di ristoro, era il polmone verde del Parco che sta per essere istituito. La contrada di Kuddia Attalora è nella zona sud dell'isola, sopra la località di Rekale.

E mentre la procura di Marsala indaga sui roghi che stanno devastando l'isola da quattro giorni, anche Legambiente Sicilia ha lanciato oggi l'allarme. "La migliore e più forte risposta ai piromani di Pantelleria, agli assassini di bellezza, deve essere l'istituzione del Parco nazionale. Non si perda più tempo. Chi deve dare dei pareri lo faccia subito e si proceda alla sua nascita", afferma in una nota Gianfranco Zanna.

"Non vorrei che la tanta solidarietà e attenzione sull'isola di queste ore - aggiunge - non porti a nulla e domani si ricominci nel disinteresse, lasciando nuovamente soli coloro i quali combattono la dura e difficile battaglia per salvaguardare il nostro territorio e i nostri meravigliosi paesaggi. Inoltre, la Regione pensi di organizzare subito le squadre antincendio in Sicilia, l'estate sta iniziando e non si deve aspettare qualche altro disastro per poi magari piangere altre lacrime di coccodrillo".



Incendio nel weekend devasta Pantelleria: ecco le foto

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31 Maggio 2016
http://trapani.gds.it/2016/05/31/pantelleria-continua-a-bruciare-canadair-in-azione-sui-focolai_519923/














INCENDIO PANTELLERIA: "L'ESTATE STA INIZIANDO E NON SI DEVE ASPETTARE QUALCHE ALTRO DISASTRO PER POI MAGARI PIANGERE ALTRE LACRIME DI COCCODRILLO"


Incendi, Legambiente: “Istituire subito un parco nazionale a Pantelleria”

Incendio Pantelleria: "L'estate sta iniziando e non si deve aspettare qualche altro disastro per poi magari piangere altre lacrime di coccodrillo"




Di Monia Sangermano
“La migliore e più forte risposta ai piromani di PANTELLERIA, agli assassini di bellezza, deve essere l’istituzione del Parco nazionale. Non si perda più tempo. Chi deve dare dei pareri lo faccia subito e si proceda alla sua nascita“. Lo dice Gianfranco Zanna, presidente regionale di Legambiente Sicilia, a proposito dell’incendio che da sabato pomeriggio devasta l’isola. “Non vorrei che la tanta solidarietà e attenzione sull’isola di queste ore – aggiunge – non porti a nulla e domani si ricominci nel disinteresse, lasciando nuovamente soli coloro i quali combattono la dura e difficile battaglia per salvaguardare il nostro territorio e i nostri meravigliosi paesaggi“. Dall’associazione arriva anche un invito alla Regione. “Organizzi subito le squadre antincendio in Sicilia – conclude Zanna -, l’estate sta iniziando e non si deve aspettare qualche altro disastro per poi magari piangere altre lacrime di coccodrillo“.

31 Maggio 2016
 Meteoweb.eu - Notizie Meteo - Notizie di Scienze, Astronomia, Meteorologia







AGRIGENTO. ESITO INCONTRO ISPETTORATO RIPARTIMENTALE DELLE FORESTE: L'ING. CRAPANZANO COMUNICA CHE L'INIZIO DELLA CAMPAGNA ANTINCENDIO È PREVISTO PER IL 14 GIUGNO A MEZZANOTTE. IL BLOG: E NELLE ALTRE PROVINCE?


Dalla pagina facebook
della Flai Cgil Agrigento









IL FUNZIONARIO GUARINO INTERVIENE SULL'INCENDIO DI PANTELLERIA: GILETTI, VAI TU A SPEGNERE L'INCENDIO VISTO CHE TI SCAGLI SEMPRE CONTRO GLI OPERAI FORESTALI DELLA REGIONE SICILIANA. QUANTO STANNO COSTANDO I CANADAIR CHE SONO IMPEGNATI DA TRE GIORNI?


Dalla pagina facebook
del Funzionario del Corpo Forestale
Gaetano Guarino


Il Funzionario Gauarino interviene sull'incendio di Pantelleria



Giletti, vai tu a spegnere l'incendio a Pantelleria, visto che ti scagli sempre contro gli operai forestali della Regione Siciliana. Da questa enormità e gravità di evento si comprende l'importanza che hanno sul territorio, gli operai chiamati per una manciata di soldi, a presidio del territorio. Mi chiedo, quanto stanno costando i Canadair che da tre giorni, sono impegnati, su Pantelleria? Il Bosco interessato è un bosco naturale e artificiale, il danno è incommensurabile, dal punto di vista ambientale oltre che a quello economico. Oltre al delinquente che accende il fuoco, ci sono tante responsabilità. 1500 Ha di terreno percorsi dal fuoco, sono una immensità, si, immensità di dolore e profonda tristezza. Quanti decenni occorreranno, per rivedere la natura rigogliosa che oggi è stata distrutta? Giletti, poniti il problema, fatti nascere un piccolo dubbio, sulle nefandezze che hai snocciolato nella tua trasmissione e rispondi, sempre, che tu ne sia capace.









UILA UIL BUCCHERI (SR). SI COMUNICA CHE PRESSO IL CPI, MARTEDÌ 07 GIUGNO 2016 ALLE ORE 09.30, L’UPAFD DI SIRACUSA AVVIERÀ PER UN PERIODO PRESUMIBILE DI 30 GIORNI I LAVORATORI 101ISTI


Ricevo e pubblico
dal Responsabile Prov.le Uila di Siracusa
Gianni Garfì










LA PREVENZIONE PRIMARIA DEGLI INCENDI TERRITORIALI. IL RUOLO DEI SINDACI E DEI COMUNI


La prevenzione primaria degli incendi territoriali. Il ruolo dei sindaci e dei comuni


di Salvino Carramusa
Gli incendi riguardano il territorio (tutto) e non solo i boschi. Molteplici sono le attività, gli interessi economici, le negligenze, le patologie da cui traggono origine.  Lo dimostrano le osservazioni dirette e le statistiche. In Sicilia dal 1978 al 2007 sono stati percorsi dal fuoco 362.663 Ha (ettari). La superficie boscata  interessata (pubblica e privata) in questo trentennio ammonta a 164.280 Ha., mentre la superficie non boscata  a 198.382. Per il settennio successivo non ho dati completi, ma solo per il 2010. 19.995 Ha. la superficie totale percorsa dal fuoco: 12.741 non boscata e 7.254 Ha boscata.  Di quest’ultima - dato ulteriormente interessante - 5.226 Ha è  stata la superficie boscata non demaniale (privata) e 2.028 Ha. la superficie boscata demaniale (Regione, Comuni, altri Enti).  Peggio andò nel 2012. Molto meglio nel 2013. Un disastro nel 2014.
Analogamente, una analisi dei dati sugli incendi verificatesi in Italia, dimostrerebbe che gli inneschi ed i percorsi del fuoco riguardano in diverso grado tutte le tipologie agrarie e le destinazioni urbanistiche.
Siamo troppo abituati all’idea che la prevenzione primaria degli incendi  (la prevenzione primaria tende ad evitare la insorgenza del fenomeno o il suo manifestarsi in un determinato sito; quella secondaria, come lo spegnimento, lo riduce) debba essere messa in atto solo dalle Amministrazioni Forestali di competenza (parafuochi, controllo del territorio), condizionati come siamo dal falso sillogismo ideologico che il fuoco riguarda solo le foreste ed i forestali. (ragionamento analogo si potrebbe fare per la prevenzione secondaria, di cui in questo articolo non ci occuperemo). Certo,  la prevenzione primaria in capo alla politica per i finanziamenti ed alle Amministrazioni Forestali per la programmazione potrebbe migliorare: parafuochi completati entro il 30 Giugno,  miglioramento della organizzazione del lavoro e del rendimento, vigilanza itinerante o dinamica delle squadre antincendio, razionalizzazione dei costi non salariali ai fini di una maggiore efficienza ed efficacia, ect. ect.  
Ma se non si guarda al territorio nel suo insieme e non si attivano in modo adeguato tutte le responsabilità pubbliche e private, il contenimento e la riduzione ai minimi termini degli incendi sarà una meta impossibile e disperata.  E le colpe, come sempre, saranno individuate in una parte sola: gli operai forestali. Considerati  incapaci, improduttivi  o, peggio, complici. 
Ad ulteriore  ed inoppugnabile dimostrazione della verità di quanto si afferma, vi sono le leggi nazionali e regionali, le norme ed i regolamenti che  si sono succedute nel corso dei decenni  ed in particolare negli ultimi 40 anni, le cui disposizioni e sanzioni  sono orientate da una visione delle cause “globali ” degli incendi. Comprese le Ordinanze Sindacali ( dei Sindaci ) che da una parte di queste norme derivano. Manca purtroppo un testo unico che dia una maggiore coerenza all’insieme (L.N. 47/1975, art. 9;  L.R.S. 16/96, art.li 33, 34, 35,36, 37, 39, 40, 41, 42; L.N. 353/2000; L.R.S. 14/06, art.li 34, 35,36, 37,38, 39, 40; Decreto del Presidente della Regione Sicilia n° 297/2008; L.N. 225/1992; D.Lvo 267/2000).
Dunque se gli incendi non riguardano solo i boschi (pubblici e privati) ed i forestali, come sono convinti  e purtroppo incontrastati – tanti ciarlatani furiosi  - ne consegue che diversi sono gli Enti ed i soggetti che hanno obblighi  prevenzionali  attivi (devono disporre) e passivi (devono eseguire):  Amministrazioni Forestali,  Enti Gestori di Parchi e Riserve, Province, Anas,  Società di Gestione delle Autostrade, Ferrovie dello Stato,  Sindaci, proprietari e conduttori di terreni privati, ect.
La Legge Nazionale n° 353/2000 ed in particolare la definizione di incendio boschivo, rendono ancor  più indefettibile  l’adempimento degli obblighi  prevenzionali.  Infatti l’art. 2 così lo definisce: “Per incendio boschivo si intende un fuoco con suscettività ad espandersi su aree boscate, cespugliate o arborate, comprese eventuali strutture antropizzate poste allo interno delle predette aree, oppure su terreni coltivati o incolti e pascoli limitrofi a dette aree” (questa definizione è stata recepita dall’art. 34 della L.R.S. 14/06). In pratica quasi tutti i fenomeni incendiari sono  classificabili come incendio boschivo (è giusto ricordare che i distinguo e le interpretazioni non sono unanimi). I soggetti prima richiamati possono essere, quindi , oggettivamente responsabili di incendio boschivo  -  così come definito dalla 353 - se non dispongono  gli atti e ne verificano l’attuazione  sotto il profilo amministrativo e  se , sotto l’aspetto degli obblighi passivi , non provvedono all’ adempimento delle misure prevenzionali  (strisce tagliafuoco perimetrali  e/o a sezione, ripulitura, eliminazione di vegetazione secca, di sterpaglie, ect) nelle superfici agrarie di cui sono proprietari o conduttori.
Un anello debole di questa catena è sicuramente rappresentato dalla carente realizzazione delle disposizioni contenute nelle Ordinanze Sindacali e nel Decreto del Presidente della Regione prima citato. E’ interessante leggere alcuni periodi contenuti in alcune di esse  e nel Decreto medesimo, per capire sino in fondo la grande ricaduta positiva che potrebbero avere nei casi di reale esecuzione delle opere ivi indicate e prescritte:  “I proprietari ed i possessori a qualsiasi titolo, di aree libere all’interno e/o all’esterno del centro abitato, di terreni boschivi, agricoli e non, devono provvedere entro il ………. al diserbo  ed alla pulizia dell’area posseduta da qualsiasi materiale o rifiuto infiammabile e, comunque, alla rimozione di ogni elemento e condizione che rappresentino pericolo per l’igiene e la pubblica incolumità”.  “Nei terreni coltivati a seminativo è fatto obbligo di realizzare, nella medesima giornata lavorativa in cui viene effettuata la mietitura, una fascia avente ampiezza non inferiore a mt 10 in cui non siano presenti stoppie, cespugli o altro materiale infiammabile. Tale fascia dovrà essere realizzata lungo l’intero perimetro del fondo, mediante aratura. Durante la semina e per quanto possibile anche nelle fasi successive, negli appezzamenti di notevole estensione dovranno essere predisposte, a distanza da metri 200 con direzione ortogonale, delle fasce di rispetto completamente prive di vegetazione di larghezza pari a mt 10. In alcun modo sarà possibile mantenere terreni con stoppie, privi di parafuoco sopracitati”.  “Ai fini di evitare la propagazione dell’incendio  tutti i proprietari, possessori e conduttori di fondi devono eliminare le sterpaglie e la vegetazione secca intorno ai fabbricati, agli impianti nonché dai confini di proprietà, per una fascia di rispetto non inferiore a mt 10”.
Ma in quanti casi queste disposizioni sono attuate? Pochi, considerando la arcinota propagazione degli incendi in terreni incolti,  abbandonati, pascolivi, seminativi, ect. Gli inadempienti  vengono  ammoniti e sanzionati?  Mai sentito. Tuttavia, obiettivamente, c’è da considerare un altro aspetto di grande rilevanza: la sostenibilità economica della ripulitura totale o parziale (parafuochi perimetrali ed a sezione) dei terreni incolti, abbandonati e dei boschi privati, i cui proprietari, possessori o conduttori non abbiano né un reddito  né le risorse umane sufficienti per sostenere tali costi. Anche in relazione alla estensione ed alle caratteristiche morfologiche ed orografiche. 
Sotto questo profilo le norme citate (L.N. 353/2000, art. 3, comma 2, lett. l) ed art. 4, comma 3; L.R.S. 14/06, art. 35, comma 2, lett. l) ed art. 43, comma 1) sono lacunose ed incoerenti.
Bisognerebbe prevedere delle modifiche con norme regionali che fissino dei  parametri economici ed agrari in grado di stabilire la sostenibilità dei costi da parte di proprietari e conduttori. Nei casi di dimostrata impossibilità di intervento in proprio, le Pubbliche Amministrazioni  Regionali di settore (manutenzione ordinaria ed antincendio) ma anche le Pubbliche Amministrazioni  Comunali,  devono poter sostituire con il proprio personale  il proprietario o il possessore inadempiente con parziale diritto di rivalsa (50/70% della spesa sostenuta).
Nelle more… , però,  i Sindaci devono fare rispettare le loro Ordinanze,  specie nei siti maggiormente sensibili o  a  rischio più elevato.  Ci attende l’estate più calda dell’ultimo secolo e gli equilibri della gestione socio- economica dei territori possono sempre mutare.
La Legge 353/2000 prevedeva un altro importantissimo strumento per la prevenzione primaria degli incendi boschivi: il Catasto degli incendi boschivi in capo ai  Comuni (art 10).  Esso consente (o consentirebbe ..) di  individuare e cartografare le aree  al fine di poter applicare  sanzioni e divieti  “nelle zone boscate ed i pascoli i cui soprassuoli  siano stati percorsi dal fuoco”.  Quanti  Comuni Siciliani hanno predisposto ed utilizzato questo importantissimo strumento?  Bene che vada non si arriva a 50.
Anche l’art. 10 andrebbe riformato in sede regionale per rendere più efficaci divieti, prescrizioni e sanzioni. Ma soprattutto andrebbe previsto il Commissario ad acta nei casi di inadempienza dei Comuni.
Secondo il compianto G. D’Avanzo (giornalista del quotidiano La Repubblica), nelle Regioni Italiane dove è stato predisposto ed applicato il Catasto suddetto, le superfici percorse dal fuoco nel quinquennio da lui  allora esaminato , diminuirono drasticamente rispetto al quinquennio precedente quando non era stato ancora attivato questo  strumento. Nelle aree e nelle aree boscate individuate dal Catasto degli incendi boschivi  sono vietati infatti, per un congruo numero di anni, il pascolo, la caccia, le attività di rimboschimento con risorse finanziarie pubbliche ( salvo che per gravi e documentate situazioni di dissesto idrogeologico), il cambio di destinazione urbanistica  per i  Comuni provvisti di piano regolatore e di edificazione per i Comuni che non ne sono provvisti.
 
Note- Si consiglia la lettura delle Ordinanze Sindacali e Commissariali  che si trovano in rete. Personalmente ho  selezionato e consultato più attentamente quelle dei Comuni di Acicatena, Polizzi Generosa  e Monreale. Da  leggere è il Decreto del Presidente della Regione n° 297 del 2008.

Palermo lì 30 Maggio 2016 
Salvino Carramusa   
Lavoratore Forestale a Tempo Indeterminato







IL MAB SICILIA NELLA GIORNATA ODIERNA HA DEPOSITATO AL PRESIDENTE DELLA REGIONE SICILIA “ON. ROSARIO CROCETTA”, ALL’ASSESSORATO REGIONALE DEL TERRITORIO E DELL’AMBIENTE, AL DIRIGENTE GENERALE DEL COMANDO DEL CORPO FORESTALE, E AL PREFETTO DI PALERMO, RICHIESTA PER ANTICIPARE LA CAMPAGNA ANTINCENDIO 2016


Ricevo e pubblico
dal Coordinatore regionale Mab Sicilia
Piero Margiotta


Il Mab Sicilia nella giornata odierna ha depositato al Presidente della Regione Sicilia “On. Rosario Crocetta”, all’Assessorato Regionale del Territorio e dell’Ambiente, al Dirigente Generale del Comando del Corpo Forestale, e al Prefetto di Palermo, richiesta per anticipare la campagna antincendio 2016




Il MAB Sicilia ha fatto presente alle prefetture della Regione Sicilia e all’amministrazione della Regione Sicilia le continue Problematiche che portano al mal funzionamento del servizio antincendio boschivo forestale. Problematiche che stanno danneggiando l’ambiente naturalistico e mettendo in pericolo la popolazione. Se il Governo Siciliano continua su questa linea ci attiveremo di conseguenza.

30 Maggio 2016

Il Presidente MAB Sicilia
Salvatore Ferrara















INCENDIO A PANTELLERIA, CHIESTO LO STATO D’EMERGENZA “DANNI INCALCOLABILI”. IL MAB SICILIA A SOSTEGNO DEI PANTESCHI. PRESENTATO ALLE ISTITUZIONI DOCUMENTO DI ANTICIPAZIONE CAMPAGNA ANTINCENDIO 2016 PER TUTTA LA SICILIA


Ricevo e pubblico
dal Coordinatore Regionale MAB Sicilia
Piero Margiotta



Incendio a Pantelleria, chiesto lo stato d’emergenza “danni incalcolabili”. Il Mab Sicilia a sostegno dei Panteschi. Presentato alle Istituzioni documento di anticipazione campagna antincendio 2016 per tutta la Sicilia



Vista la gravità che imperversa l’isola di Pantelleria, e che da un momento all’altro con l’alzarsi delle temperature  potrebbe ripercuotersi su tutto il resto del territorio siciliano, il MAB Sicilia nella giornata odierna ha depositato al Sig. Presidente della Regione Sicilia “On. Rosario Crocetta”,  all’Assessorato Regionale del Territorio e dell’Ambiente, al Dirigente Generale del Comando del Corpo Forestale, e al Prefetto di Palermo,
evidenziando che:
Il Governo Regionale e Statale irresponsabilmente non mette a disposizione le necessarie risorse affinché le strutture preposte “Comando Corpo Forestale Regione Sicilia” possono organizzarsi e agire anzitempo utilizzando i propri mezzi e personale “operai antincendio boschivo”, per assicurare l’aumento della complessiva capacità operativa del comparto, in modo da ricoprire efficacemente l’intero periodo di rischi incendi, ricordando che in Sicilia in base alle condizioni climatiche il rischio ha durata di circa sei mesi, e si dovrebbe mettere in campo tutte le misure e risorse economiche necessarie atte a prevenire e fronteggiare e rimuovere proficuamente le varie ipotesi di rischio per la popolazione e l’ambiente naturale.
In virtù di quanto segnalato, e vista la gravità della situazione a Pantelleria, il MAB Sicilia si fa promotore a sostegno dei Panteschi, invitando il Sindaco Salvatore Gabriele di sollecitare la Prefettura per anticipare la Campagna Antincendio 2016, e nel contempo qualora lo ritiene necessario fare arrivare in luogo uomini e mezzi del Comando del Corpo Forestale per contrastare gli incendi e domarli.

30 Maggio 2016
Distinti saluti

Il Coordinatore Regionale MAB Sicilia
Piero Margiotta




 Lettera trasmessa al Sindaco Salvatore Gabriele





ART.56 LEGGE REGIONALE 16/96






L'IMPEGNO DEL GOVERNO REGIONALE: ENTRO 46 GIORNI LA RIFORMA DEL COMPARTO FORESTALE. IL BLOG: "MA CI SARÀ UN AUMENTO DELLE GIORNATE LAVORATIVE PER LA CATEGORIA PIÙ ANZIANA NON STABILIZZATA?"


L'impegno del Governo Regionale: entro 46 giorni la riforma del comparto forestale. Il Blog: "Ma ci sarà un aumento delle giornate lavorative per la categoria più anziana non stabilizzata?"






Se non è previsto nessun aumento delle giornate lavorative, i Sindacati dovrebbero disertare tutti gli incontri. Siamo pronti a incatenarci!




INCENDI, SICILIA: “DISORGANIZZAZIONE DEL SETTORE D’EMERGENZA” SAREBBE IMPORTANTE “INDIVIDUARE LE RISORSE SUBITO, AD INIZIO ANNO, IN MODO DA PERMETTERE AI DISTACCAMENTI FORESTALI DI PROGRAMMARE IL LAVORO


Incendi, Sicilia: “disorganizzazione del settore d’emergenza”



Quello che sta accadendo in queste ore a Pantelleria è il segno della disorganizzazione in cui versa il settore


Di Ilaria Quattrone
Quello che sta accadendo in queste ore a Pantelleria è il segno della disorganizzazione in cui versa il settore. Se a maggio, al primo caso di attacco al patrimonio naturale e boschivo, non c’è una risposta adeguata e le fiamme divampano da tre giorni, cosa dobbiamo aspettarci a stagione inoltrata?“. A dirlo all’AdnKronos è Gianfranco Zanna, presidente regionale di Legambiente Sicilia, commentando il rogo che da sabato sta devastando ampie aree boschive di Pantelleria, nel Trapanese. “E’ acclarato che non esiste l’autocombustione e che gli incendi hanno tutti natura dolosa – aggiunge -. Le ragioni che possono portare ad appiccare le fiamme possono essere molteplici, ma quello che bisogna capire è che non si può ogni anno gestire l’emergenza“.
Per il leader dell’associazione ambientalista occorre, allora, intervenire innanzitutto con la riforma del settore della forestazione. “L’anno scorso – spiega Zanna – alcuni operai forestali non sono riusciti a effettuare tutte le giornate lavorative perché sono stati avviati al lavoro troppo tardi a novembre“. Colpa dei fondi che mancano. Ecco perché secondo Zanna sarebbe importante “individuare le risorse subito, ad inizio anno, in modo da permettere ai distaccamenti forestali di programmare il lavoro. Sarebbe, anzi, opportuno prevedere uno stanziamento triennale in modo tale da prevedere una programmazione a lungo termine“. Invece, ogni anno “puntualmente si verificano gli stessi scempi, che sono una conferma ulteriore dell’inadeguatezza della Regione. E’ una condizione inaccettabile, anche perché ogni anno che passa le superfici boschive diminuiscono drasticamente” conclude il presidente regionale di Legambiente Sicilia.


30 Maggio 2016
 Meteoweb.eu - Notizie Meteo - Notizie di Scienze, Astronomia, Meteorologia

SOMMATINO, IL COMMISSARIO CITTADINO DI FORZA ITALIA INFUSO: “L’ASSESSORE MICCICHÈ SI ADOPERI PER FORESTALI E GARANZIA GIOVANI


Sommatino, il commissario cittadino di Forza Italia Infuso: “L’assessore Miccichè si adoperi per forestali e Garanzia Giovani

Gianluca Infuso

SOMMATINO – Nota stampa di Gianluca Infuso, commissario cittadino di Forza Italia che dapprima si congratula con un’azienda sommatinese per un evento digitale del 4 giugno e poi attacca l’assessore regionale Gianluca Miccichè per la questione “forestali” e poi per “Garanzia Giovani”. Di seguito il contenuto integrale della nota.
prossimo 4 giugno 2016 si svolgerà un evento sul digitale a cura di una azienda sommatinese. A questa azienda vanno i nostri complimenti e sono convinto che contribuiranno a dare un impulso positivo all’economia sommatinese.
Come partito polemizziamo insieme a diversi forestali invece, con la venuta dell’assessore regionale Gianluca Miccichè, lo stesso si era reso protagonista negativo nel mese di Febbraio c.a., infatti al nella sede del centro polivalente durante una riunione con i forestali locali, lo stesso proferiva e annunciava che, le graduatorie sarebbero uscite prima quest’anno, di fatto poi sono state bloccate, altresì che sarebbero subito stati saldati le mensilità lavorative relative al mesi di ottobre 2015, invece sono passati altri sette mesi e saldati in data 20 Maggio 2016. E che a breve i forestali sarebbero stati riavviati al lavoro, invece siamo a Giugno 2016 e ancora tutto tace, forse si aspetta che diano fuoco alle foreste?
E cosa dire dei 17000 mila ragazzi di “GARANZIA GIOVANI” che da mesi che aspettano il pagamento per le sei mensilità svolte e forse solo ora si sta provvedendo.
E gli annunciati finanziamenti delle strade provinciali? Naturalmente diremo la nostra dai palchi con testimonianze e carte alla mano. Questo assessore farebbe bene a non dire cosa sia giusto o sbagliato o qual è il “carro migliore” poiché detto da un rappresentante del governo regionale crocetta il peggiore degli ultimi anni, è quanto dire, meglio fare gli scongiuri…, per non unirci a tutti quelli che ormai quotidianamente protestano davanti i vostri uffici, vedi: ex sportellisti, forestali ecc…
Non ci interessa neanche una vostra eventuale replica, ma desideriamo che la popolazione non cada “vittima” e si faccia “gabbare” ancora una volta da questa politica fatta solo di passarelle e fatti zero.
Il commissario cittadino di Forza Italia, Gianluca Infuso

30 Maggio 2016
Il Fatto Nisseno








30 maggio 2016

"FORESTALE" UN PROGETTO VIRTUOSO DI CURA NEL TERRITORIO DEL TRAPANESE


"Forestale" un progetto virtuoso di cura del territorio

Scritto da Salvatore Bagarella
 Azienda Foreste
Un progetto che possiamo definire virtuoso sta completando il suo corso d'opera nel territorio del trapanese, precisamente sul versante sud della città di Marsala, in porzioni di territorio rurale attraversati dal fiume Sossio e da buona parte di suoi piccoli ruscelli.
Da molti anni questa porzione di territorio è stata interessata da esondazioni dovute alle acque meteoriche con conseguenti danni agli insediamenti antropici circostanti. 1 17
L'abbandono del territorio rurale dove risiede questo bacino idrografico è stata la causa primaria affinchè prendessero il sopravvento alcune specie vegetali che con la loro crescita hanno occluso gli alvei impedendo il naturale deflusso delle acque, sia nel corpo principale che in quelli secondari.
1 3Il progetto è stato presentato dal Dipartimento Regionale dello Sviluppo Rurale e Territoriale (ex Azienda Foreste Demaniali), ufficio periferico della provincia di Trapani diretto dal Dott. Giovanni Landini, la direzione dei lavori è stata affidata al geometra Giuseppe Pace. 1 8
Nella prima fase dei lavori, iniziata a fine aprile e che si chiuderà alla fine di maggio per poi continuare ad ottobre, sono stati impiegate circa 11 squadre di operai specializzati che con perizia ed enorme difficoltà, hanno ripulito con piccoli mezzi meccanici e a mano le aree che via via si presentavano nel percorso. Il "virtuosismo" di cui parlo, sta proprio nel fatto che oltre al valore intrinseco del progetto, si evidenzia l'aspetto non invasivo di tutta l'opera dal punto di vista ambientale e nel rispetto della flora e della fauna presenti.
1 5
Questo territorio possiede infatti molti aspetti importanti dal punto di vista naturalistico ed etnoantropologico, è una porzione di paesaggio che presenta costoni calcarenitici coperti da macchia mediterranea formata in prevalenza da leccio, corbezzolo e lentisco. Alcuni reperti archeologici testimoniano che la presenza umana nella zona interessata, risale all'età preistorica (paleolitico superiore). La fauna acquatica presente in alcuni ruscelli è molto interessante e ne testimonia il grado di salubrità
1 22
Sono presenti infatti specie che non potrebbero vivere in acque inquinate, molte di queste sono a grande rischio di estinzione. A fior d'acqua sono presenti esemplari di "Dytiscus marginalis" un coleottero acquaiolo (pur vivendo in acqua ha una respirazione terrestre) grande predatore di insetti (specialmente larve di zanzara), è presente in acque non inquinate. Una delle più rare specie presenti è il "Potamon fluviatile", il granchio di fiume, ne sono stati osservati alcuni esemplari e nel corso dei lavori si è tenuta in considerazione la sua presenza, con il fine di non arrecargli accidentali disturbi e salvaguardandone l'incolumità. La rana siciliana "Discoglossus pictus pictus" fa da contorno a questo habitat ed è una delle poche specie autoctone che ancora esiste grazie alla salubrità di queste zone acquatiche. In questo periodo è anche presente la carpa "Cyprinus carpio" che proprio alla fine della primavera e con l'inizio dell'estate, si sposta verso acque basse dove c'è la presenza di canneti, vengono a deporre le uova e a nutrirsi in quanto le acque sono qui più tiepide. Data la mole, si può considerare l'unico elemento di disturbo perchè ha l'abitudine di smuovere eccessivamentei i fondali.

http://www.cittadisalemi.net/index.php?option=com_content&view=article&id=51%3Aforestale-un-progetto-virtuoso-di-cura-del-territorio&catid=10%3Aambiente-e-natura&Itemid=114







INCENDI: FIGUCCIA (FI), REGIONE SI ATTIVI PER UTILIZZO FORESTALI. GRAVI INCENDI DI PANTELLERIA E POLIZZI GENEROSA


Ricevo e pubblico
dall'On. Figuccia


Incendi: Figuccia (Fi), regione si attivi per utilizzo forestali 
'Gravi incendi di Pantelleria e Polizzi Generosa' 



Palermo, 30 mag. (AdnKronos) - "Ancora una volta il governo di Rosario Crocetta non riesce ad attivarsi per la prevenzione e lo spegnimento degli incendi di vegetazione. Trovo gravissimo l'incendio a Pantelleria, con circa 600 ettari di vegetazione andati bruciati, i danneggiamenti degli impianti elettrici e telefonici, le abitazioni evacuate ed alcuni ricoverati in ospedale per il fumo. Senza dimenticare l'incendio di alcuni giorni fa a Polizzi Generosa nel cuore del parco delle Madonie. E nonostante questi incendi ancora oggi il Comando del Corpo forestale della Regione non ha attivato le procedure per l'utilizzo degli operai. Il governo regionale agisca immediatamente per avviare al lavoro le squadre antincendio". Lo afferma il vice capogruppo di Forza Italia all'Ars Vincenzo FIGUCCIA. (Man/AdnKronos) 







URGENTE INCONTRO PER AFFRONTARE I PROBLEMI DEL SETTORE FORESTALE. LETTERA UNITARIA DELLE SEGRETERIE NAZIONALI AI MINISTRI. IN DIVERSE REGIONI LA MANCANZA DI RISORSE STA CREANDO FIBRILLAZIONI


Dalla pagina facebook
della Flai Cgil Siracusa












SPESE PAZZE ALL'ARS: LA PROCURA CHIEDE IL PROCESSO PER 13 EX CAPIGRUPPO. ARCHIVIAZIONE PER ALTRI 45 FRA I QUALI DAVIDE FARAONE E BERNARDO MATTARELLA


Spese pazze all'Ars: la procura chiede il processo per 13 ex capigruppo


Archiviazione per altri 45 fra i quali Davide Faraone e Bernardo Mattarella

Spese pazze all'Ars: la procura chiede il processo per 13 ex capigruppo

La Procura di Palermo ha chiesto oggi il rinvio a giudizio per tredici ex capigruppo dell'Assemblea regionale siciliana, indagati per peculato nell'ambito dell'inchiesta sulle cosiddette 'spese pazze'. "L'assenza ádi un obbligo di rendicontazione non esime dall'obbligo di giustificazione delle spese", hanno detto i pm riferendosi in particolare a Marianna Caronia e a Francesco Musotto, che hanno contestazioni legate alla mancata giustificazione delle spese. Per gli altri imputati, i pm sostengono che le spese non avrebbero natura "istituzionale ma privatistica" e quindi tutte le condotte integrano il peculato.

La richiesta di rinvio a giudizio è stata chiesta al gup Riccardo Ricciardi per gli ex capigruppo Giulia Adamo, Nunzio Cappadona, Francesco Musotto, Rudy Maira, Nicola D'Agostino, Giambattista Bufardeci, Marianna Caronia, Paolo Ruggirello, Livio Marrocco, Innocenzo Leontini, Cateno De Luca e Cataldo Fiorenza. Ma anche per Salvo Pogliese, ora europdeutato Ppe. De Luca e Leontini hanno chiesto il rito abbreviato. L'inchiesta è coordinata dal Procuratore aggiunto Leonardo Agueci, e dai pm Sergio Demontis, Maurizio Agnello e Luca Battinieri.

Per altri 45 tra ex deputati e attuali parlamentari è stata chiesta l'archiviazione, tra cui spiccano i nomi del sottosegretario Davide Faraone, del Presidente Ars Giovanni Ardizzone, dell'ex deputato Bernardo Mattarella. Per altri 40 politici circa l'inchiesta continua perché la Procura ha ritenuto che le spese dei partiti fossero finalizzate a spese personali. La Procura di Palermo, lo scorso anno aveva chiuso le indagini sugli ex capogruppo dell'Assemblea regionale siciliana indagati per peculato nell'ambito dell'inchiesta sulle 'spese pazze'
dell'Ars, che l'anno scorso creò scalpore in tutta Italia.

Sono complessivamente 97 gli esponenti di Sala d'Ercole coinvolti. La Procura aveva notificato ad aprile di un anno fa l'avviso di conclusione indagini solo agli ex capigruppo. Secondo l'accusa, con i fondi destinati al funzionamento dei gruppi parlamentari sarebbero stati fatti acquisti di varia natura, persino una borsa Louis Vuitton, ma anche cravatte, profumi e soggiorni in alberghi di lusso.

30 Maggio 2016







SIRACUSA INCONTRO SINDACALE PRESSO IL DIPARTIMENTO SUL NUOVO CODICE DEGLI APPALTI. DISCUSSE LE PROBLEMATICHE DEI LAVORATORI FORESTALI. ECCO IL VERBALE


Dalla pagina facebook
della Flai Cgil Siracusa


REGIONE SICILIANA
ASSESSORATO REGIONALE DELL’AGRICOLTURA, DELLO SVILUPPO RURALE E DELLA PESCA MEDITERRANEA DIPARTIMENTO REGIONALE DELLO SVILUPPO RURALE E TERRITORIALE SERVIZIO 18 – UFFICIO SERVIZIO PER IL TERRITORIO DI SIRACUSA

VERBALE

L’anno 2016, il giorno 27 del Mese di Maggio, presso i locali dell’U.S.T. 18. di Siracusa siti in Via S.Giovanni alle Catacombe n.7, a seguito di convocazione del Dirigente Responsabile per Il Territorio di Siracusa Dr. Nunzio Caruso prot.n. 4408 del 26 Maggio 2016,sono presenti:

le OO.SS.
FAI- CISL Giuseppe Linzitto
FLAI- CGIL Domenico Bellinvia
UILA – UIL Gianni Garfì

Segretario Verbalizzante F.D. Elisabetta Carpinteri.

Il Dirigente fa un veloce riassunto dell’incontro svoltosi presso il Dipartimento sul nuovo Codice degli Appalti.
Riferisce che, di primo acchito, rileva difficoltà di applicazione più per l’ex Azienda che per l’I.R.F.
Se non si risolve il problema dell’art. 2 Legge 8 sull’utilizzo dei Lavoratori forestali, la prossima settimana dovrebbero chiudere i Cantieri.
Si apre una discussione in cui i Rappresentanti Sindacali lamentano la troppa lentezza degli iter burocratici che vanno ad incidere sull’avvio dei Lavoratori.
Propongono di utilizzare il tempo intercorrente fra presentazione dei progetti e finanziamento per evadere le procedure burocratiche inerenti l’avvio.
Il Dirigente fa presente che in base alla preassegnazione di € 1.500,000 per i viali parafuoco, potrebbero espletare un turno di 40 gg. N. 219 151sti e 186 101sti. Le parti concordano di attivare le procedure per giungere alla data presumibile di avvio dei Lavoratori al 10 Giugno 2016 con invio di richieste di N.O. al 30 Maggio.
Concordano, altresì, che limitatamente agli specializzati decespugliatoristi, da assumere nel contingente 101sti, qualora non venisse soddisfatto il numero si attingerà alla graduatoria 78sti.
Dovendo provvedere alla ripulitura del Sito archeologico “Castello Eurialo”, per il quale sono stati assegnati € 100,000, trattandosi di lavori urgenti ed indifferibili al fine di economizzare la spesa, si è del parere di poter avviare anche 20 78sti sul recapito di Siracusa.
Per i pagamenti di Aprile si prevede la trasmissione in banca per la prossima settimana.

Letto,confermato,sottoscritto

Sig. Linzitto Giuseppe FAI-CISL
Sig. Domenico Bellinvia FLAI – CGIL
Sig. Garfì Gianni UILA UIL
Il Dirigente Responsabile
Dr. Nunzio Caruso
Il Segretario Verbalizzante
FD Elisabetta Carpinteri
 







MAFIA DEI PASCOLI, USARE FORESTALI CONTRO LE COSCHE. LE NOSTRE DIVISE MESSE A DISPOSIZIONE DAL 2013. BEN VENGANO L'ESERCITO E I NUCLEI SPECIALI DEI CARABINIERI, MA IL CORPO DELLA GUARDIA FORESTALE POTREBBE DARE UN AIUTO IMPORTANTE. A ESSERNE CONVINTO È GAETANO GUARINO, SINDACALISTA CGIL DELL'AZIENDA FORESTE DEMANIALI


Mafia dei pascoli, usare forestali contro le cosche. «Le nostre divise messe a disposizione dal 2013»


Cronaca – Tre anni fa il corpo forestale e il commissario straordinario del parco dei Nebrodi avevano ideato un protocollo per combattere la criminalità organizzata. All'accordo, però, è mancato il voto dell'Ars. Adesso, dopo la decisione di Angelino Alfano di inviare le squadre speciali, la proposta torna attuale

Simone Olivelli
«Ben vengano l'esercito e i nuclei speciali dei carabinieri, ma il corpo della guardia forestale potrebbe dare un aiuto importante». A esserne convinto è Gaetano Guarino, sindacalista Cgil dell'Azienda foreste demaniali. E il riferimento va alle misure annunciate dal governo nazionale per ostacolare gli interessi della criminalità organizzata nella gestione dei terreni di proprietà dello Stato. Migliaia di ettari di boschi che sarebbero a disposizione di società riconducibili a esponenti delle cosche mafiose, che li utilizzerebbero soprattutto per attirare finanziamenti europei. La cosiddetta «mafia dei pascoli» finita al centro dell'attenzione dei media nazionali, dopo l'attentato al presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci. Rimasto illeso in un agguato il 17 maggio, sulla strada che da Cesarò porta a San Fratello. Un assalto da mafia vecchio stampo, concluso senza vittime soltanto grazie alla tempestività della scorta e della polizia che seguiva l'auto blindata.

All'indomani dell'episodio, accanto alla solidarietà giunta da ogni parte per Antoci, ma anche per il sindaco di Troina Fabio Venezia - il primo a denunciare gli affari di Cosa nostra nel demanio -, si è discusso di come potenziare il controllo del territorio dei Nebrodi. Fino alla decisione - annunciata dal ministro degli Interni Angelino Alfano, che ha parlato di «attacco allo Stato» - di inviare sul posto 12 squadre speciali, con il compito di scovare i mafiosi. «Rafforzare la presenza delle forze dell'ordine non può che segnare un passo in avanti nel ripristino della legalità - sottolinea Guarino -. Ma non bisogna dimenticare che già nel 2013 il corpo della guardia forestale aveva suggerito un protocollo d'intesa con il Parco, che non ha mai visto la luce». 

L'accordo richiamato dal sindacalista era stato ideato dal corpo forestale e dal predecessore di Antoci, il commissario straordinario Rosario Vilardo. Prevedeva il coordinamento del personale dell'ente Parco da parte della guardia forestale al fine di «una migliore razionalizzazione della spesa pubblica e di una maggiore e più capillare presenza del personale di vigilanza nel territorio». Per acquisire efficacia, però, avrebbe dovuto essere approvato dall'Ars: un passaggio, quello in aula, che non c'è mai stato, lasciando sulla carta l'auspicata sinergia. «Se mi chiede perché la politica non ha mai trattato l'argomento, le dico già che non saprei darle la risposta», anticipa Guarino.

La mancata discussione del protocollo - unita al silenzio con cui nel 2012 l'allora neogovernatore Rosario Crocetta rispose alla relazione nella quale gli uffici regionali sottolineavano l'esigenza per la Regione di rivedere il sistema delle concessioni, iniziando a indire gare a evidenza pubblica - riporta l'attenzione sul presunto ritardo con cui le istituzioni hanno affrontato il tema. Così come denunciato dal senatore di Sinistra italiana, Francesco Campanella, che ha parlato di «solidarietà di rito» ad Antoci, considerando che le criticità sui Nebrodi erano conosciute da tempo. 

Per il rappresentante della Cgil tra i forestali, tuttavia, bisogna guardare al futuro e a quello che si potrebbe fare a partire da domani. È qui che Guarino lancia una proposta che sembra avere tutti i crismi per riaccendere la polemica tra Crocetta e i forestali: aumentare questi ultimi per combattere la mafia. In una frase, due dei temi più caldi della diatriba che negli scorsi mesi è giunta anche sulle tv nazionali. Ovvero, il presunto soprannumero del personale e la presenza al proprio interno di personaggi con condanne per fatti di mafia. Rilievi che però, secondo Guarino, meritano diversi distinguo. 

«Innanzitutto bisogna fare chiarezza sui numeri. Dire indiscriminatamente che la Regione ha 24mila forestali, senza specificare che la maggior parte di essi fa il bracciante agricolo significa voler confondere le idee - attacca il sindacalista -. I dipendenti sono 1.300, di cui soltanto 700 in divisa». Sulla presenza di figure che la mafia, più di combatterla, l'hanno sostenuta, Guarino specifica che «parliamo sempre degli operai». Nulla a che vedere, quindi, con coloro che potrebbero servire a portare avanti la lotta a Cosa nostra.

30 Maggio 2016
http://meridionews.it/articolo/44019/mafia-pascoli-usare-forestali-contro-le-cosche-le-nostre-divise-messe-a-disposizione-dal-2013/






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