10 giugno 2014

LEGAMBIENTE: RANDELLO E' DI TUTTI E NON SI TOCCA, QUESTO LUOGO DEVE RESTARE LIBERO A TUTTI



Mobilitazione. Petizioni on line e su carta contro il progetto di uno chalet sulla spiaggia

«Randello è di tutti e non si tocca»

Legambiente: «Questo luogo deve restare libero a tutti e tutelato da qualsiasi tentativo di speculazione»


Foto lasicilia.it


Michele Barbagallo
Ieri pomeriggio intorno alle 17 si è svolto in spiaggia un raduno di alcuni attivisti del "Comitato Randello Libera" che si è spontaneamente costituito qualche giorno fa attivando profili social su facebook e lanciando una petizione on line su change. org.
Sono già oltre 800 le firme raccolte on line a cui si aggiunge oltre un migliaio su carta, per chiedere lo stop a qualsiasi attività sulla spiaggia della riserva naturale di Randello dove, da qualche giorno, sta operando un'azienda per costruire uno chalet destinato al Donnafugata Golf Resort e ai suoi clienti. Dopo l'allarme lanciato nei giorni scorsi dal comitato spontaneo, sono intervenuti con altrettanti comunicati sia Legambiente che il laboratorio politico Duepuntozero di Ragusa.
L'associazione ambientalista ha rilevato che il progetto ha già il parere favorevole della forestale e della Soprintendenza mentre si è in attesa del parere del Demanio marittimo e dell'eventuale concessione del Comune di Ragusa che nel frattempo sabato ha fatto svolgere un sopralluogo ai Vigili urbani ma senza riuscire a constatare se vi sono illeciti imputabili a qualcuno visto che sul posto non c'era nessuno impegnato nei lavori.
Sul posto per un sopralluogo sono arrivati anche i carabinieri di Santa Croce Camerina. Con la petizione on line indirizzata al sindaco Federico Piccitto, si chiede "un'immediata ordinanza di sgombero delle strutture installate e che Randello sia libera e tutelata da ogni tentativo di speculazione".
In una nota diffusa sui social, il comitato rileva che "una porzione del nostro territorio di grande pregio e valenza ma anche di libera fruibilità, sta andando ad ingrassare l'esclusivo interesse di una multinazionale, con la conseguenza di impoverire ancora il nostro territorio ed i suoi cittadini. Tutto sta avvenendo in silenzio, senza esposizione di cartelli autorizzativi, furtivamente e con la massima celerità".
Il comitato, che sottolinea l'assenso anche dell'Azienda foreste, ricorda che si tratta di "uno scrigno di biodiversità, frutto anche di investimenti economici dei cittadini siciliani. Il Comitato Randello Libera ritiene che "quanto sta avvenendo è uno scippo per la nostra comunità, che si sta perpetrando in assenza dei dovuti controlli di legittimità con la logica di favorire interessi forti e penalizzare l'offerta turistica del nostro territorio".
Su internet non tutti la pensano allo stesso modo. Anche sulla pagina del comitato vi sono commenti di segno opposto che rilevano invece la valenza dell'intervento perché migliora le condizioni di ricettività turistica. Intanto questa sera dovrebbe svolgersi alle 19 un'altra assemblea del comitato. L'appuntamento è presso la rotonda in via Roma a Ragusa.

09 Giugno 2014





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