31 ottobre 2012

AVVISO LAVORATORI MANUTENZIONE



 
 
AVVISO LAVORATORI MANUTENZIONE


Il Dirigente dell'Azienda di Palermo ha predisposto in giornata odierna (ieri) una nota cautelativa di sospensione dei lavoratori al compimento di 50, 101 e 139 giorni.
Nella giornata di domani (oggi), in concomitanza con il tavolo tecnico presso l'Assessorato al Bilancio, il nostro impegno è quello di far ritirare questa nota e permettere i lavoratori di continuare a lavorare fino al compimento, almeno. delle garanzie occupazionali.

Contestualemente sarà verificato l'iter dei pagamenti.

Invitiamo i lavoratori a tenersi pronti laddove saranno necessarie iniziative di lotta.


30 Ottobre 2012 

FORESATLI. 20 LUGLIO 2012 ROSARIO CROCETTA INTERVISTATO DA RADIO 24


Palermo 20 luglio 2012. Rosario Crocetta intervistato da Radio 24

 

 

 Forestali

D: Risanamento e rigore. Lei per esempio sarebbe disposto a dire ‘questi forestali sono troppi, mandiamoli a casa’, ‘basta stabilizzare i precari’, perché sa poi son posti di lavoro e voti, dire queste cose è scomodo…
R: “io i voti li ho presi sempre sulla base del rigore e della correttezza. Credo che il problema venga mal posto. Tra l’altro a onor del vero, mica è stato Lombardo a creare questa situazione. Un situazione di decenni e decenni incancrenita, si risolve con l’intelligenza. Per esempio noi abbiamo avuto in questi anni la formazione degli ATO, di una serie di enti che hanno gestito i beni culturali, l’acqua, i rifiuti. Bene, era così difficile dire man mano che noi avviamo queste attività che sono produttive, impiegare una parte del precariato in quei nuovi lavori?
D: quindi lei dice ‘lasciare a casa nessuno’
R:“No, io dico di lasciare a casa i fannulloni e impiegare in modo produttivo le risorse umane in modo ragionevole, in modo da non creare una rivolta di massa. Perché poi cosa facciamo? Una volta che li abbiamo cacciati da forestali, gli diamo il contributo sociale perché sono indigenti, avendo praticamente gli stessi costi?
D: così creiamo assistenzialismo a vita però?
R:“Il problema è come vanno impiegate queste persone. Se io gestisco la vigilanza dei monumenti, ad esempio, perché penso di assumere altra gente quando ci sono questi ottomila in più?  La scommessa è tutta li. Ma poi voglio dire, se in Sicilia ci sono stati consulenti che sono stati pagati 600 milioni di euro l’anno, mi domando quanti forestali avremmo potuto pagare con questa cifra?

Per leggere l'intervista integrale clicca quì


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Leggi anche l'intervista esclusiva di corriereinformazione.it a Rosario Crocetta

Sicilia: i candidati alla Presidenza della Regione - Intervista esclusiva a Rosario CrocettaFondi europei, migliore gestione dei precari e legalità su tutti gli aspetti della vita pubblica e privata. Questi, in sintesi sono gli argomenti fondanti del programma portato avanti da Rosario Crocetta. Continua......













30 ottobre 2012

CGIL: HA VINTO IL CAMBIAMENTO, ORA SI TORNI A LAVORO





ELEZIONI: CGIL, HA VINTO IL CAMBIAMENTO. ORA SI TORNI A PARLARE DI LAVORO

Palermo, 29 ott- “Ha vinto  il cambiamento. Ci auguriamo che si cominci subito  adesso a dare soluzione ai molti problemi della Sicilia e a restituire alla politica quella credibilita’ che l’elevato astensionismo conferma fortemente minata”: lo dice Ferruccio Donato, reggente della Cgil regionale,  a proposito dell’affermazione di Rosario Crocetta alle elezioni in Sicilia. Donato dice che “dal nuovo governo la Cgil si aspetta adesso atti immediati che diano il segno della discontinuita’, a cominciare dal taglio dei costi della politica. Da affrontare subito – aggiunge -ci sara’  il tema del risanamento finanziario , operazione da portare avanti col massimo del rigore, affinche’ si possa cominciare a parlare di politiche di sviluppo e del lavoro”. L’esponente della Cgil dice ancora : “Da Crocetta il sindacato si aspetta adesso che gli impegni presi col mondo del lavoro si traducano in azioni di governo concrete che segnino una inversione di rotta e diano prospettive al mondo del lavoro siciliano.La presenza nell’Assemblea regionale di una buona rappresentanza di provenienza sindacale nella varie province ci fa ben sperare che nella nostra regione si ritorni a parlare di politiche del lavoro e di prospettive per tutti”.

29 Ottobre 2012


Tanto per incominciare, proprio oggi i responsabili ci hanno comunicato che faremo in totale 117 giorni.  

Mettetevi subito al lavoro affinchè questo non avvenga, i Deputati che hanno vinto le elezioni sono stati votati anche da Voi, per quest'anno non possiamo pretendere la stabilizzazione, ma almeno le giornate del 2011 devono essere concesse. Il prossimo anno dobbiamo essere assunti con la legge della stabilizzazione approvata o quantomeno, che l'accordo del 14 maggio 2009 diventi esecutiva con un provvedimento dell'ARS, solo così possiamo avere un futuro più roseo.



New Entry. Mariella Maggio, Segretaria Regionale della Cgil Sicilia, eletta nel listino di Rosario Crocetta

Leggi le dichiarazioni:

1.  Primo argomento da affrontare è la riorganizzazione del servizio forestale
2. Difendo i forestali traditi dalla Politica 
3. I forestali per la sicurezza e la salvaguardia del territorio 
4. Messa in sicurezza del territorio
5. La Sicilia ha bisogno di investimenti



BUON LAVORO!





Auguri Presidente!!!






Adesso governate e risolvete i problemi della Sicilia e dei Forestali.




Cliccare per ingrandire 
13 Giugno 2012 Facebook. Messaggio di riscontro. 







CRISI ECONOMICA: SETTE SINDACI DAL PREFETTO



Sette sindaci oggi dal prefetto per evitare il disequilibrio



Il sindaco Antonio Tumminello di Castelbuono,foto lasicilia.it



L'appuntamento è alle 10 di questa mattina (ieri per chi legge) a Villa Whitaker in via Cavour. Sette sindaci della provincia con il «dente avvelenato» contro i tagli apportati dalla Regione ai comuni con popolazione superiore a 5 mila abitanti, si presenteranno al cospetto del prefetto Umberto Postiglione pronti a consegnare la fascia e a rivolgersi alla Corte di conti.
I sette primi cittadini sono quelli di comuni di Termini Imerese (Salvatore Burrafato), Gangi (Giuseppe Firrarello), Rosario Lapunzina (Cefalù), Antonio Tumminello (Castelbuono), Franco Vasta (Campofelice di Roccella), Andrea Mendola (Cerda) e Francesco Todaro (Alia).
Il nodo del contendere è quello che abbiamo già anticipato nei giorni scorsi e che ha messo in «ginocchio» alcuni comuni: l'assessorato regionale alla Famiglia e alle Politiche Sociali ha infatti pubblicato i decreti che prevedono la riduzione dei trasferimenti ai comuni, con popolazione superiore a 5mila abitanti e a quelli non montani, nella misura del 47 per cento per il 2012.
In questi comuni sono già stati sospesi diversi servizi essenziali a causa dell'improvvisa mancanza di fondi. L'obiettivo che si spera si possa raggiungere in occasione dell'incontro di domani con il prefetto Umberto Postiglione è quello di potere aprire un tavolo di trattativa con la Regione che serva a scongiurare il dissesto economico in questi sette comuni del Palermitano.
Emblematica la dichiarazione del sindaco di Termini Imerese, Salvatore Burrafato: «Se il prefetto e l'assessore regionale alle Autonomie Locali non ci daranno lunedì (oggi per chi legge, ndr) una soluzione, non avrò alternativa alla dichiarazione di disequilibrio finanziario. Sarà poi un commissario, se ce la farà, a gestire un Comune senza soldi».
Chi sta peggio è anche il Comune di Castelbuono, dove il sindaco Antonio Tumminello ha già tagliato diversi servizi, soprattutto in ambito sociale.
«Oggi al prefetto - dice Tumminello - presenterò tra l'altro la lettera accorata di 160 operai forestali di Castelbuono che non ricevono stipendio per le ore svolte di lavoro ormai dal maggio scorso. Così non si può andare avanti. Siamo ormai alle corde... ».
A. F.

29 Ottobre 2012

RIFLESSIONI SU UN PROBLEMA DI VASTE DIMENSIONI



  Riflessioni su un problema di vaste dimensioni



Nietta Bruno
Se Prometeo, il più intelligente dei Titani, potesse reincarnarsi di certo non ruberebbe il fuoco dall'officina di Efesto per donarlo agli uomini, sfidando le ire di Zeus e condannandosi al più atroce dei tormenti.
Considerato da tutti i popoli della terra un elemento divino, il fuoco è stato amato, rispettato, custodito e temuto, ma, a volte, ossessivamente desiderato. Con le prime piogge si é conclusa in Sicilia una delle più cruente stagioni dei roghi, nessun territorio è stato risparmiato e se nell'antichità il fuoco era simbolo di prosperità e di vita, oggi è divenuto simbolo di distruzione e di morte.
"Brucia la mia terra e con essa muore una parte di me! ", ha scritto una giovane su Facebook mentre migliaia di ettari di bosco nell'isola venivano consegnati alle fiamme. La crescita esponenziale degli incendi dolosi negli ultimi anni induce a una riflessione sui registi/attori della cosiddetta "scena del fuoco": piromani o incendiari? Vandali o individui mossi da sete di vendetta? Pluri-accusati lavoratori del settore o contadini incoscienti che conoscono bene la capacità del fuoco di rigenerare la terra, ma molto meno quella del vento di mutare la propria direzione in un secondo?
Nel caso siano state avviate, ci chiediamo a che punto siano le indagini sugli incendi di questa torrida estate. E, sul fronte della politica, infuocato da ben altri argomenti, quali siano le azioni intraprese per fronteggiare un fenomeno destinato a una reiterazione senza fine.
Negli Usa unità speciali dell'Fbi incaricate di svolgere indagini sul dilagare degli incendi dolosi, svolsero studi approfonditi nel campo dei crimini collegati al fuoco. Ne emerse un profilo dettagliato del piromane, ancora attuale, accompagnato da un elenco di motivazioni che inducono questi soggetti a perpetrare il reato. La lettura del resoconto dell'Fbi porta a tre considerazioni. La prima: se è vero che il piromane agisce entro due miglia dal proprio domicilio o luogo di lavoro e assiste sempre al divampare delle fiamme che ha provocato, spesso avvertendo i Vigili del fuoco e partecipando perfino alle azioni di spegnimento, per quale motivo alle squadre dei Vigili non si accompagnano sistematicamente le pattuglie della Polizia o dei Carabinieri?
La seconda: se é vero che il piromane manifesta già nella pubertà segnali inequivocabili del suo disturbo nel controllo degli impulsi (misantropia, frustrazione, depressione, ossessioni, furti di accendini e di scatole di fiammiferi, continui incendi di piccoli oggetti) come mai le famiglie e la scuola non hanno la percezione del pericolo e non intervengono preventivamente?
La terza: se è vero che il piromane non prova alcun rimorso, anzi reitera e prova grande soddisfazione per la eco che gli riservano i media, perché continuare a proiettare le immagini delle sue prodezze?
Diversa è la tipologia degli incendiari definiti "vandali", in questo caso si tratta di giovani, in media di 16 anni, che agiscono in gruppo, per noia o per gioco, contro scuole, parchi e aree verdi cittadine, abbandonano per paura la scena del fuoco e, solitamente, non reiterano il crimine. E, infine, la tipologia degli incendiari per motivi economici che utilizzano gli incendi come arma di ricatto contro i privati e contro le istituzioni e, nel caso dei nostri boschi, contro un ente regione che non ha mai ammesso la propria incapacità nella gestione del settore forestale.
La regione Sicilia, sebbene rischi il default, sebbene sia inadempiente con i suoi creditori e sia costretta ad affrontare equilibrismi pur di onorare stipendi e pensioni, continua a svicolare dinanzi a un problema di vastissime dimensioni. Agli irreparabili danni riportati al patrimonio naturalistico, infatti, vanno aggiunti gli incalcolabili costi dello spegnimento che nelle stagioni estive depauperano le casse regionali.
Stabilizzare i precari dell'Azienda forestale o affidare con appalto i lavori forestali a ditte private specializzate, formazione e prevenzione nelle scuole, rafforzamento delle azioni di controllo nelle aree demaniali, tante le proposte avanzate negli anni passati da esperti e associazioni ambientaliste e consegnate al vento dell'indifferenza e dell'opportunismo! Finchè qualcuno non deciderà di assumere consapevolezza della gravità del problema al fuoco non potrà essere restituita la sua sacralità! E pensare che il rosso del fuoco era simbolo di forza e di potere positivo e che la sua fiamma rischiarante era una metafora della lungimiranza e della conoscenza...

29 Ottobre 2012


29 ottobre 2012

SETTORI DA RIFORMARE: FORESTALI, RIFIUTI ECC.



Regionali Sicilia, chiuse le urne:
astensione record, oggi lo spoglio
Exit poll: M5S primo partito a Palermo

Alle 19 affluenza al 37,6%. Lo scrutinio partirà alle 8. L'aumento di partecipazione è relativo: l'altra volta erano due i giorni di suffragio




ROMA - A Palermo il primo partito è M5S. Almeno stando ai primi dati Exit poll. I risultati ufficiali arriveranno domani dopo lo spoglio ma, secondo PalermoReport.it e l'emittente Trm, riferito al solo capoluogo, il risultato che si sta profilando è clamoroso. Il candidato grillino alla Regione Cancellieri si attesterebbe oltre il 27%. Seguirebbero poi Musumeci, Crocetta, Miccichè e Maran.
Alle ore 19, alla seconda rilevazione sull' affluenza dei votanti, nelle 5.307 sezioni dislocate in 390 comuni si è recato alle urne il 37,66% degli aventi diritto, pari a 1.750.074 elettori. Alla stessa ora, nel 2008, quando, però, si votò anche di lunedì e in contemporanea per la Camera e il Senato, la percentuale fu del 34,57%. Il confronto deve perciò tenere conto di questo elemento.

Sarà eletto presidente della Regione il candidato che otterrà il maggior numero di preferenze insieme ai deputati regionali, che rimarranno 90 per i prossimi cinque anni nonostante manchi solo l'ok della Camera al ddl costituzionale che ne riduce il numero a 70; se arriverà il via libera il taglio partirà dal 2017.

Alle 12 l'affluenza alle urne è stata dell'11,31%, pari a 525.588 elettori. Alle regionali del 2008, alle 12, si erano recati ai seggi 464.449 elettori, pari al 10,16% degli aventi diritto, ma in quel caso si votava domenica e lunedì per la concomitanza tra elezioni regionali e politiche; nel 2006 i votanti furono 627.645, il 13,75%. Prima ancora, nel 2001, la percentuale era stata del 14,94%.
Il Comune con la percentuale di affluenza più alta è San Gregorio di Catania (Ct) con il 21,39%, quello con il dato più basso è Mirabella Imbaccari (Ct) con il 4,09%. Catania, con il 13,51%, è la provincia con l'affluenza più alta, chiude Agrigento con l'8,19%.

Certificati e duplicati. Sono stati finora 2.658 i cittadini palermitani che si sono recati presso gli uffici comunali per richiedere la duplicazione del certificato elettorale. Di questi, 1.600 sono andati negli uffici dell'anagrafe in piazza Giulio Cesare. Anche nel pomeriggio le file hanno avuto uno scorrimento celere con una media di attesa tra i 10 e 15 minuti. «Il personale comunale presta il proprio servizio gratuitamente - afferma una nota dell'amministrazione - Per i tagli sullo straordinario elettorale per sabato e domenica da parte della Regione Siciliana».

Le polemiche. La campagna elettorale si è chiusa tra polemiche, insulti e qualche querela. Sono dieci i candidati in corsa per la presidenza della Regione, 1.629 quelli inseriti nelle 19 liste collegate, tra cui 32 inquisiti con diversi guai giudiziari. Alta la percentuale prevista di astensionismo: i sondaggi la danno tra i 44 e i 48 punti. Proprio gli indecisi potrebbero fare da ago della bilancia, tant'è che big e candidati, prima della giornata di silenzio, hanno fatto appello agli elettori perchè si rechino alle urne, battendo il tasto sul "voto utile".

I candidati alla carica di governatore. Tre dei dieci candidati si sono accreditati come possibili vincitori: Rosario Crocetta (Pd, Udc, Api e Psi), Nello Musumeci (Pdl, Pid e Ld) e Gianfranco Miccichè (Fli, Pds-Mpa, Gs e Mps). La vera incognita è rappresentata dal M5S che candida Giancarlo Cancelleri, sostenuto da Beppe Grillo che per diciassette giorni è stato in giro per la Sicilia riempiendo le piazze di migliaia di persone. Oltre all'astensionismo, l'altra variabile è il cosiddetto voto disgiunto, la possibilità per l'elettore di votare per una lista e contemporaneamente per il candidato governatore di un altro schieramento. Per la sinistra, in campo c'è Giovanna Marano, sostenuta da Sel, Idv, Federazione della sinistra e Verdi, mentre Giacomo Di Leo è appoggiato dal partito comunista dei lavoratori. Gaspare Sturzo corre per la lista Italiani liberi e forti, Mariano Ferro per i 'Forconì, Cateno De Luca per la lista Rivoluzione Siciliana e Lucia Pinsone con Volontari per l'Italia.

La ricerca di nuovi equilibri. Chiunque vincerà le elezioni probabilmente non avrà la maggioranza in Assemblea, dunque il futuro governo dovrà trovare nuovi equilibri e dialogare con l'opposizione. Il voto fa calare il sipario su quattro anni di governo guidato da Raffaele Lombardo, trascorsi in una clima di perenne scontro politico, con partiti di maggioranza (Pdl e Pid) passati all'opposizione e partiti di minoranza (Pd) in appoggio all'esecutivo. La Regione chiuderà il 2012 con un debito di quasi 6 miliardi di euro, 100mila precari e interi settori polveriera da riformare: dalle società controllate ai rifiuti, dai forestali alla macchina burocratica. E con l'incognita di alcune inchieste giudiziarie aperte dalla Procura di Palermo che indaga sulla spesa dei gruppi parlamentari e sui fondi stanziati dalla Regione per i grandi eventi e per le iniziative inserite nel Circuito del Mito.

28 Ottobre 2012

APPROVAZIONE MOZIONE A SOSTEGNO DEI LAVORATORI FORESTALI




 Il Consiglio Comunale discuterà la mozione a favore dei lavoratori forestali


Chiaramonte (Rg). Tornano sui banchi i quindici Consiglieri comunali di Chiaramonte Gulfi dopo la pausa estiva. Il presidente del Consiglio comunale Paolo Battaglia ha convocato in seduta ordinaria il civico consesso per martedì 30 ottobre con la prima convocazione alle ore 19. Saranno ben dodici i punti all'ordine del giorno che verranno discussi e deliberati in aula. Tra i tanti punti si discuterà sull' approvazione regolamento relativo alla gestione della sosta a pagamento, approvazione Piano Protezione civile aggiornato, regolamento per l'applicazione dell'Imu, approvazione mozione a sostegno dei lavoratori forestali, approvazione mozione furti uva da tavola, mozione campagna nazionale "Salviamo il Paesaggio e difendiamo i territori", regolamento della Consulta Giovanile del comune dopo le modifiche ed integrazioni effettuate allo statuto, mozione per bloccare la costruzione della Stazione di Terra Muos a Niscemi, regolamento per il trattamento dei dati sensibili e giudiziari, regolamento per l'utilizzo dei sistemi di videosorveglianza, aggiornamento per il 2012 degli oneri di urbanizzazione e del costo di costruzione da applicarsi nel 2013 ed infine lavori di modifica al prospetto di un fabbricato sito nel comune montano.
Raffaele Ragusa

28 Ottobre 2012

PROBLEMI VERI COME IL LAVORO


Tanti show, molti veleni, ma poche proposte concrete per affrontare la crisi

Outing, insulti, inciuci, fuorionda e querele battono il default



Giovanni Ciancimino
Palermo. Oggi giornata di riflessione (si fa per dire). In altri tempi la vigilia era considerata giornata di «raccolta», mobilitazione porta a porta. Oggi chissà. Ieri si è conclusa una maratona frivola. Non sarebbe fuori luogo il richiamo alla famosa trasmissione televisiva «chi l'ha visto? ». La massa certamente no. Anche perché è stata una campagna elettorale, fiacca, deludente, priva di particolare attenzione sui reali problemi della Regione a rischio default: delle partecipate, veri carrozzoni mangia soldi, che ne sarà?; e dei 100 mila precari?; come si farà fronte alla voragine di 6 miliardi di debiti e ai buchi dei comuni che passeranno nel conto in rosso della Regione?; come e quando saranno pagati i crediti per 5 miliardi alle imprese? E ci sono problemi come il lavoro, le regole, i fondi europei, aiuto alle famiglie, i tagli alle spese della politica.
Ben 25 mila forestali e 7 mila operatori della formazione professionale hanno protestato riversandosi davanti ai palazzi della Regione, protetti dai blindati di polizia e carabinieri. Rivendicazioni avanzate anche dai 18 mila precari degli enti locali, gran parte dei quali tra due mesi sarà rispedita a casa. Destino simile ai 2.200 operai della Fiat e dell'indotto che a fine anno perderanno l'assegno di cassa integrazione. Poi l'incubo del licenziamento.
Sfiorato il problema della raccolta dei rifiuti: la chiusura degli Ato che hanno accumulato debiti per un miliardo di euro.
Quale risposta al tasso di disoccupazione del 20% (tra i giovani è vicino al 60%). E tanti altri problemi della vita quotidiana.
Di questi problemi in campagna elettorale si è parlato molto superficialmente. Semmai ci si è distinti per le gaffes, il cortile, le amenità che nascondono superficialità politica. Non sono stati attenzionati a sufficienza gli scettici.
Ripetiamo, amenità e cortile. L'esordio è stato di Rosario Crocetta (candidato del centrosinistra), omosessuale dichiarato: «Se diventerò presidente della Regione dirò addio al sesso e mi considererò sposato con la Sicilia. «Guidare la cosa pubblica è come entrare in un convento e non ho neanche più l'età per certe scorribande».
A fare outing ci ha pensato Gianfranco Miccichè (candidato Gs, PDS; Fli): «Da giovane ho fumato qualche canna» ammetteva ai conduttori de La Zanzara su Radio24, rivelando di avere provato anche le droghe pesanti e aggiungendo di essere favorevole alla legalizzazione della prostituzione.
A Giovanna Marano (Sel, Idv e Federazione della sinistra) sono arrivati insulti e veleni. Crocetta le ha dato della «scema» per avere affermato che non farà accordi post-voto con Pd e Udc, mentre Miccichè ha definito «animale» e poi «bugiardo» Angelino Alfano. Ma c'è stata una novità: la carta bollata. Non ricordiamo precedenti. Nello Musumeci (centrodestra) ha querelato Crocetta che lo averva accusato di inciucio con Miccichè per realizzare i termovalorizzatori in Sicilia che «fanno tanta gola alla mafia». Altra querela è stata annunciata dal leader del Pid Saverio Romano nei confronti di Miccichè che durante una conversazione fuorionda, registrata da una telecamera, ne faceva il nome sempre in tema di termovalorizzatori.
In compenso c'è stato il colore di Beppe Grillo che ha esordito con la traversata a nuoto dello Stretto.
Può bastare? Vedremo cosa succederà domani. Con l'auspicio che, al di là della poco convincete retorica dei candidati, senso civico spinga gli scettici a votare scegliendo il meno peggio.

27 Ottobre 2012 



27 ottobre 2012

PALERMO. FORESTALI NUOVI BLOCCHI A SORPRESA





Forestali nuovi blocchi a sorpresa 
ieri giornata di caos in via Notarbartolo



Cliccare per ingrandire



Le foto di palermo.repubblica.it

















FORESTALI CHIEDONO GIUSTAMENTE IL PIENO RISPETTO DELL'ACCORDO







Sicilia, forestali in stato di agitazione.
 Clicca sull'immagine per vedere il servizio


26 Ottobre 2012





CON L'ASSESSORE ARICO' NON SONO GIUNTE SOLUZIONI




 michele guccione

Palermo. Hanno trascorso la notte all'addiaccio, assediando l'assessorato regionale all'Economia di via Notarbartolo, a Palermo, alcune centinaia di forestali che chiedono il finanziamento di 50 giornate di lavoro da recuperare. La protesta proseguirà oggi e fino a quando non ci saranno risposte.
Ieri dall'incontro con l'assessore all'Ambiente, Alessandro Aricò, non sono giunte soluzioni. Contemporaneamente, l'assessore all'Economia, Gaetano Armao, aumentava di 10 milioni il fondo per i precari dei Comuni. Per tutta la giornata i forestali hanno assediato il dipartimento guidato da Armao, bloccando il traffico in zona, ma senza riuscire ad incontrarlo. La tensione è altissima, e più volte le forze dell'ordine in assetto antisommossa sono intervenute a tutela di giornalisti, utenti e dipendenti dell'assessorato.

26 Ottobre 2012



Notizie correlate:

PIETRAPERZIA (EN): CHIESTA LA PULIZIA NEI SITI ARCHEOLOGICI




Pietraperzia

Siti archeologici, chiesta pulizia straordinaria

È stata inviata all'Ispettorato Ripartimentale delle Foreste di Enna e al Distaccamento forestale di Pietraperzia, la richiesta di opere di pulizia straordinaria per prevenzione incendi, dal momento che da ieri sono rientrati in servizio tutti gli operai forestali. La nota, inoltrata dall'assessore ai beni culturali e ambientali Francesca Calì e dal sindaco Vincenzo Emma, reca la richiesta di un'opera di pulizia straordinaria necessaria al fine della prevenzione incendi, nelle aree archeologiche delle contrade Rocche e Tornambè - Krastòs, da poter realizzare con l'impiego delle squadre antincendio in servizio. L'anno scorso i forestali intervennero per pulire le zone archeologiche di Runzi, Tornabè e Rocche. In modo particolare nella contrada Rocche furono ripulite dalle erbacce 200 tombe greche del periodo paleolitico.


26 Ottobre 2012

26 ottobre 2012

I BEPPE GRILLO:FORESTALI ANCHE PER IL DISSESTO IDROGEOLOGICO





I forestali potrebbero essere impegnati anche per il dissesto idrogeologico



PRECISAZIONE!



Precisazione

A scanso di equivoci, questo blog non è MAI stato contro i lavoratori dell'azienda e non lo sarà MAI, ne tanto meno si permette di  far circolare informazioni tese a sfaldare l’unità della categoria: operaio contro operaio, antincendio contro braccianti o 151isti contro 78isti, ecc. "Questo è il blog dei lavoratori forestali e degli addetti allo spegnimento incendi", ed  ha rispetto verso tutti: Sindacati, Politici, Giornalisti ecc. A Voi tutti chiedo di accettare le critiche, a mio avviso costruttive! In questi anni non mi sono mai permesso di offendere o infangare nessuno. Tutto questo per essere precisi.
Saluti
Michele Mogavero

CGIL CISL E UIL: L'OBIETTIVO DA RAGGIUNGERE E' L'ACCORDO DEL 2009




 
Notizie Economia: Sicilia, Forestali in stato di agitazione









Scritto da Valentina Corrao   
forestaliForestali in stato di agitazione, sono 22mila e 7mila del servizio anticendio boschivo, attendono risposte certe dal governo regionale e chiedono il rispetto del contratto del 2009 che prevedeva 151 giornate lavorative, a fronte delle 101 previste.
I sindacati denunciano ancora un volta "un vergognoso balletto condotto dal governo regionale, unitamente ai silenzi della politica, sulla vertenza degli operai forestali siciliani, cui, nonostante le promesse e le dichiarazioni fatte da assessori e presidente, a tutt'oggi nessuna risposta e' stata data".
Cavilli burocratici e politici che per i sindacati, ostacolano il pagamento degli emolumenti e nessun segnale concreto giunge sul versante del lavoro.
Le sigle Fai, Flai e Uila ribadiscono che l'obiettivo da raggiungere è l'accordo del 14 maggio 2009, quindi attendono risposte concrete dal Governo.

26 Ottobre 2012





SICILIA LE ULTIME BATTUTE DI STURZO SUI PRECARI


Sicilia: le ultime battute di Sturzo su autonomia, precari e il voto di protesta



Sturzo: ultime battute su autonomia, precari e il voto di protestaSui contestati compensi dei deputati regionali in Sicilia, Gaspare Sturzo, il candidato politico di Italiani Liberi e Forti alle regionali, si è espresso chiaramente. “Nel programma che abbiamo presentato la prima azione è quella per il recupero delle risorse e la difesa
dell’autonomia statutaria siciliana. Il primo atto da realizzare nei primi cento giorni è quello della abrogazione della legge che equipara l’Assemblea Regionale Siciliana al Senato della Repubblica. Questo consentirà l’equiparazione immediata degli stipendi dal Presidente della Regione fino all’ultimo dipendente dell’ARS alle regioni virtuose. Anticipando con propria autonomia un provvedimento del Consiglio dei Ministri che sarebbe incostituzionale perché andrebbe a violare la autonomia siciliana” ha dichiarato Sturzo.

Nel frattempo i siciliani continuano a scendere in piazza, i precari degli enti locali, i forestali. Tutti dopo anni di precariato chiedono l’assunzione. La preoccupazione del posto di lavoro fa comodo perché rende le persone più disponibili a votare i candidati che fanno promesse. Questi si stanno preparando a raccogliere voti, facendo qualcosa. A giugno l’Assemblea Regionale ha approvato una legge per stabilizzare circa diciottomila cinquecento precari degli enti locali. Se però questa legge voto non sarà approvata anche dallo Stato molti precari resteranno a casa. Si distingue Sturzo dagli altri candidati, sul comportamento e sul pensiero dei quali si è potuto vedere qualcosa di significativo anche nella trasmissione di Report condotta da Milena Gabanelli, andata in onda domenica scorsa. Uno dei deputati regionali oggi candidato col Pdl, l’on. Salvino Caputo ha riferito che del problema dei precari ci si è sempre occupati, non è quindi una legge di sapore preelettorale, e che alcuni mesi fa ha dato parere favorevole anche per la stabilizzazione dei forestali. In piazza i forestali sono guidati dal segretario del loro sindacato, Maurizio Grosso oggi candidato nel listino della Giovanna Marano, anche per lei questa gente ha il diritto ad un processo di stabilizzazione. “Mai più un nuovo precario “ dice nel suo comizio Musumeci, anche lui ha a cuore precari e forestali. Questi ultimi giovedì scorso hanno perso poi la pazienza bloccando viale Regione Siciliana, a Palermo. Il risultato è stato che, a pochi giorni delle elezioni, sono stati sbloccati finalmente gli stipendi che aspettavano da mesi. Tutto come copione, dunque. Ma con quali soldi verranno pagati? Con quali soldi stabilizzare i precari? “Questo lo chiederemo anche al governo nazionale” è l’idea riferita da Musumeci, candidato de La Destra. “Vanno stabilizzati con progetti produttivi e li paghiamo utilizzando i fondi europei per il patto dei sindaci” secondo Rosario Crocetta, candidato del Pd. Miccichè ha risposto molto semplicemente: ”Non ho una lira!” Ma neanche la Sicilia e la nazione, e quindi dove trovarle? Sbattendo i pugni sui tavoli di Roma e dell’Europa sempre secondo Miccichè. “I candidati presidenti vadano richiamati ad una assunzione di responsabilità che sia all’altezza della drammaticità del momento” è la riflessione di Giovanni Fiandaca, docente di Diritto Penale a Palermo e ha lanciato una sua proposta. Quella di ridurre il numero dei deputati da 90 a 50, azzerare le spese dei gruppi e dimezzare gli stipendi dei deputati. Ma Crocetta è per allinearli almeno a quelli dei parlamentari europei e si dice non tanto disponibile ad azzerare i fondi ai gruppi dei partiti. Nello Musumeci fa presente che non dipenderebbe da lui. Gianfranco Miccichè candidato del Grande Sud, sostanzialmente manifesta le stesse idee degli altri, dice che i programmi di un Presidente della Regione prescindono dai costi della politica che sono di competenza dell’assemblea regionale. E che quindi, per quanto riguarda il ridurre il numero dei parlamentari non dipenderebbe da lui, come anche dimezzare lo stipendio dei parlamentari. Ma allora dov’è il nuovo? Il copione continua, tutto come prima. Nessuno ha pensato di proporre la soluzione di Gaspare Sturzo che abbiamo illustrato all’inizio, autonoma e competente. La gente siciliana ha tutta la comprensione per esserne stanca. In questo contesto si inserisce l’antipolitica del non voto, che sarebbe da temere sul serio. “Io credo che l’antipolitica sia quella che sta governando la Sicilia e l’Italia – è ancora Gaspare Sturzo che ci riferisce - è un modello di sfruttamento che domina i cittadini riducendoli a sudditi. È un modello che ha sovvertito la democrazia italiana in logiche di grandi affari, di comitati per cui si vota ma poi si cambiano sulla carta i governi. Il modello Lombardo in Sicilia è un esempio abbastanza evidente, cinque diverse coalizioni in quattro anni, tutte diverse da quelle che avevano supportato la sua candidatura. Ma anche il governo Monti è assolutamente identico. Una logica emergenziale che ha fatto sì che abbiamo assistito ad un sovvertimento del voto democraticamente dato senza passare dalla volontà dei cittadini. Oggi io credo che gli unici che possono vincere sono i cittadini, quei due milioni novecento siciliani che sono incerti su cosa e se votare.” Se i siciliani non hanno mai cambiato politica in questi ultimi anni è perché quella politica come arte di sfruttare il prossimo e di dominarlo ha creato e conservato le condizioni di sfruttamento dei cittadini. “Tenerci tutti costantemente in uno stato di assoggettamento, di necessità, gli articolisti, i precari, i forestali, gli industriali, tutti legati a delle forme assistenzialistiche di contribuzione, senza mai risolvere nulla, senza mai creare sviluppo sostanzialmente se guardiamo al mondo del lavoro precario è l’esempio perfetto di questo- ha continuato il candidato di ILeF. Per quanto riguarda i cattolici ha poi riferito “Significherà pur qualcosa se una crescente parte del voto cattolico è attirata dal messaggio senza speranza di Grillo”. Per lui, Pdl, Udc e Pd “hanno tradito i cattolici nei fatti”.


26 Ottobre 2012


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FLAI CGIL: ANCHE QUEST'ANNO SI DEVE RISPETTARE L'ACCORDO






Forestali – Flai-Cgil: anche per quest’anno si deve rispettare l’accordo del 2009.




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 26 Ottobre 2012





LA RGIONE NON VUOLE RISPETTARE L'ACCORDO DEL 2009




Forestali dell'ennese

Tornano a lavoro
ma restano agitati



Lavoratori forestali in stato di agitazione, anche se questa mattina torneranno al lavoro le squadre dell'Ispettorato ripartimentale delle foreste, che erano stati sospesi dieci giorni fa e che saranno avviati alle pulizie dei sentieri visto che le squadre antincendio hanno concluso il loro iter lavorativo. Ieri mattina erano circa 400 i lavoratori forestali che si sono presentati davanti gli uffici della Forestale per manifestare la loro rabbia ed anche la preoccupazione per un lavoro che tarda ad arrivare e ovviamente il rischio maggiore è quello che non possono concludere le giornate lavorative entro l'anno.
I tre segretari provinciali di categoria, Scornavacche per la Cgil, Bubbo per la Cisl e Savarino per l'Uil assieme a una delegazione sono stati ricevuti, ieri mattina dal prefetto Clara Minerva, presente anche l'ingegnere Nino Emanuele, responsabile provinciale dell'Ispettorato e i tre segretari hanno esposto la loro preoccupazione su una situazione che, allo stato attuale, sembra non avere una via d'uscita perché la Regione Siciliana non ha manifestato di volere rispettare l'accordo del maggio 2009 con le garanzia per tutti delle giornate lavorative.
I lavoratori forestali hanno fatto capire anche che sono decisi domenica a non andare a votare, consegnando i certificati elettorali in prefettura, perché sino a questo momento la loro situazione è ricca di incertezze future. Il famoso accordo sottoscritto con le segreterie regionali sinora non ha trovato concretezza.

25 Ottobre 2012

MANDIAMO A CASA LA VECCHIA POLITICA





Mandiamo a casa la vecchia politica



Grandi nubi si addensano su questo finale di campagna elettorale. Sono le nubi della confusione politica e istituzionale. Ci sono decine di Comuni in bolletta perché l’amministrazione regionale non ha erogato i fondi previsti dalle leggi. Tanti Sindaci si rifiutano di aprire i seggi elettorali per le elezioni regionali di domenica prossima. Con molta probabilità, verranno precettati dai Prefetti. Ma, così ci dicono, inizieranno lo sciopero della fame.
Per le strade di Palermo gli operai della Forestale bloccano qua e là il traffico. Caos e disperazione dei cittadini. Motivo:
non vengono pagati da agosto, nonostante promesse e provvedimenti, a quanto pare, più cartacei che sostanziali.

La Regione siciliana è praticamente fallita. Un bel ‘regalo’ per il futuro presidente della Regione. 
La politica siciliana tradizionale, intanto, è sempre più ‘politicante’. E sempre più incomprensibile. Non si capisce, ad esempio, com’è stato possibile che un personaggio come Rosario Crocetta, che a Gela ne ha combinate di tutti i colori, sia oggi il candidato ufficiale del Pd e dell’Udc alla guida della Sicilia. Su di lui abbiamo letto qualche timido comunicato di esponenti politici. E anche la notizia che un esponente dello Stato, che si è occupato di lui – indagando su di lui – negli anni in cui era Sindaco di Gela, adesso è candidato nel ‘listino’ dello stesso Crocetta. Una storia incredibile. Un segnale.
In questa grande confusione, nel pieno della campagna elettorale notiamo – non si può non notare – il ruolo attivo della mafia.
A Trapani, tanto per gradire, l’amministrazione provinciale uscente, ‘targata’ Udc, si ‘dimentica’ di costituirsi parte civile in un processo di mafia. Un altro segnale.
La stessa cosa si ripete negli uffici della Regione siciliana retta da Raffaele Lombardo: due alti funzionari, occupandosi di fatti amministrativi, si ‘dimenticano’ la costituzione di parte civile al Tar e al Cga in processi dove sono coinvolte aziende che una Prefettura ha definito riconducibili alla mafia. Ancora un segnale. 
Una ‘dimenticanza’ molto brutta, considerato che il presidente della Regione, Raffaele Lombardo – che è il capo dell’amministrazione regionale – è inquisito per mafia. Un presidente che è stato oggetto di accusa gravissime, sempre in ordine a fatti di mafia, formulate dall’ex assessore, Marco Venturi. Altro segnale.
Nelle liste – sempre con riferimento ai partiti politici tradizionali – impazzano i candidati inquisiti. Nulla di nuovo e di strano. Come abbiamo ripetuto più volte, da garantisti riteniamo che l’essere inquisiti non debba impedire a un qualunque cittadini di porre la propria candidatura in una competizione elettorale. A patto che le accuse non riguardino fatti di mafia. In questo caso dovrebbe essere lo stesso cittadino inquisito per mafia a farsi da parte per una questione di opportunità. Invece, in alcuni casi, sono in lista.
Fanno ancora riflettere, a proposito del rapporto mafia-politica, le dichiarazioni rilasciate qualche settimana fa dall’Avvocato generale dello Stato, Ignazio De Francisci, che ha detto a chiare lettere che gli inquisiti per corruzione, turbativa d’asta e mafia non dovrebbero partecipare alla competizione elettorale. E, invece, questi personaggi, come già accennato, li ritroviamo pronti per essere votati dagli elettori.
Nell’osservare questi strani – ma visibilirapporti tra politica e mafia notiamo altre anomalie. La prima – forse la più macroscopica – è la presenza tra i Partiti politici tradizionali del Pd siciliano in un ruolo che, negli anni della cosiddetta Prima Repubblica, è stato della Dc. Con una differenza: che nella Democrazia cristiana, rispetto a certi fenomeni degenerativi, non c’era uniformità di vedute e il dibattito era spesso vivace, se non infuocato. Mentre nel Pd di oggi, al di là di vacue dichiarazioni di intenti destinate ai giornali (e destinate a spegnersi negli stessi giornali, senza mai sortire reali effetti politici) l’accettazione di scelte politiche (e non soltanto politiche…) avviene, di fatto, all’unanimità (con la sola eccezione dell’area che si richiama a Ignazio Marino).
Così il Pd siciliano, che pure annovera nel proprio ‘Dna’ personaggi di grande spessore culturale e politico, sempre in prima fila nella lotta alla mafia, si ritrova al Governo con un presidente della Regione inquisito per mafia. Trovando poi del tutto ‘normale’ allearsi con l’Udc (l’Udc, lo ricordiamo ancora una volta, che a Trapani, amministrando la Provincia, si ‘dimentica’ di costituirsi parte civile in un processo di mafia…) nella corsa alla presidenza della Regione.
Che cosa abbia spinto il Pd ad occupare lo spazio politico che fu della Dc, con ‘annessi e connessi’, non è facile capirlo. Certo, quando ci si unisce con ex democristiani ‘scafati’ come hanno fatto gli ex comunisti quando si sono ‘mescolati’ con la Margherita per fondare, appunto, il Pd, non si migliora. Però, arrivare al punto – come ha fatto il Pd siciliano – di opporsi al ritorno alla gestione pubblica dell’acqua; di penalizzare i cittadini con scelte dissennate sulla gestione dei rifiuti (sempre per favorire i privati); di avallare tutte le scelte clientelari di Lombardo; e di pretendere e ottenere la gestione della formazione professionale con un proprio dirigente generale mentre, ufficialmente, il Partito è all’opposizione, beh, questo è francamente troppo.
La verità è che questo Pd siciliano ha tutti i difetti della Dc, ma non ne ha i pregi. Così, per la bramosia di potere, ha finito con il perdere del tutto una già scarna fisionomia di Partito di sinistra. Per finire, ormai senza possibilità di ritorno, tra le ‘braccia’ dell’Udc.
Di Raffaele Lombardo non c’è bisogno di parlare: parlano gli atti amministrativi: suoi, di alcuni suoi assessori e di alcuni dirigenti regionali a lui vicini (come gli ‘sbadati’ che hanno dimenticato i processi per mafia in corso).
Nella politica tradizionale, nonostante i suoi sforzi, c’è anche Gianfranco Miccichè. Il personaggio è simpatico. Oggi, dopo aver rotto con il Pdl di Berlusconi, sta cercando di ‘ridisegnare’ il proprio profilo politico.
Anche rispetto alla sua campagna elettorale non possiamo non notare alcune contraddizioni. Miccichè dice di voler cambiare la Sicilia, ma è alleato di Lombardo, che la Sicilia, in quattro anni di mal governo, l’ha praticamente distrutta. Dice di correre per vincere, ma molti esponenti politici vicini a Lombardo sono finiti in parte nelle liste dell’Udc, in parte nella lista di Crocetta, in parte della lista di Futuro e Libertà.
Confusione casuale? Non ci crediamo. Lombardo, per sua abitudine gioca su tre o quattro tavoli. Noi vorremmo credere a Gianfranco Miccichè, alla sua candidatura per vincere. Ma i fatti oggettivi raccontano un’altra storia.
Miccichè ha già governato la Sicilia con Lombardo, con il Pd, con l’Udc, con Futuro e Libertà, insomma, con quanto di peggio offre oggi la politica siciliana.
Certi candidati di Lombardo stanno facendo votare Crocetta. Noi vorremmo tanto sbagliarci. Ma come si fa a non pensare a un’alleanza tra Lombardo, Crocetta, l’Udc, il Pd e Futuro e Libertà per ostacolare la candidatura di Nello Musumeci?
E’ un fatto oggettivo. Anche perché, grazie alla stupida legge elettorale siciliana, verrà eletto un presidente della Regione senza maggioranza. Miccichè ha forse detto che, in caso di elezione di Crocetta, Grande Sud non farà parte del Governo regionale?
Riepilogando: Pd siciliano, Crocetta, Udc, Miccichè, Fli: tutti uniti per fare perdere Musumeci. Una cosa del genere, qualche anno fa, l’hanno fatta anche a Catania per fare perdere sempre Musumeci, che era candidato a Sindaco della città Etnea. Ci riusciranno anche stavolta?
Come i nostri lettori possono notare, questi Partiti che abbiamo nominato rappresentano il peggio della politica siciliana. Anche lo stesso Musumeci, gran persona per bene, alla fine è appoggiato da due Partiti – Pdl e Cantiere popolari-Pid – che hanno governato la Sicilia negli ultimi dieci anni. Affossandola. 
Rivediamo assieme personaggi e Partiti che hanno distrutto la Regione siciliana, portandola al dissesto finanziario, mortificando l’Autonomia tra precari, ruberie nell’agricoltura (ridotta allo stremo), gestione folle della pubblica amministrazione (mille e 800 dirigenti, un numero superiore a quello dell’intera amministrazione pubblica francese), mancato impiego dei fondi europei, Comuni al fallimento, gestione dell’acqua e dei rifiuti ai privati e via continuando con lo sfascio.
Quando Giovanna Marano, candidata della vera Sinistra alla presidenza della Regione, dice che Crocetta, pessimo Sindaco di Gela, rappresenta la continuazione del lombardismo dice una sacrosanta verità. Come si fa a votare ancora per il Pd, per il Pdl, per l’Udc? Basta! Non si può continuare ad affidare la Regione a chi l’ha massacrata.
Siamo in democrazia. E’ giusto che Lombardo, Cracolici, Lumia, Miccichè, l’Udc, Fli tentino di nuovo di prendere in giro i siciliani. Ma è altrettanto giusto non farsi più prendere in giro.
Oggi, i siciliani, hanno una grande opportunità: liberarsi, in un solo colpo, di Raffaele Lombardo, del Pd di Antonello Cracolici e di Giuseppe Lumia, dell’Udc, del Pdl, degli altri ex democristiani e, in generale, di tutto quello che gira intorno alla candidatura di Crocetta.
Se si vuole veramente iniziare una stagione politica senza mafia bisogna voltare pagina. Se in Sicilia si deve cambiare, con il rispetto per i candidati alla presidenza della Regione che non abbiamo citato, i siciliani hanno a disposizione due nomi: quello di Giovanna Marano e quello del grillino Giancarlo Cancelleri.
Il nostro sogno? Vedere questi due candidati al primo e al secondo posto, non importa in che ordine. Vincano e governino insieme. Per dare alla Sicilia una speranza di cambiamento. Con la mafia spedita finalmente all’opposizione.

25 Ottobre 2012




LOMBARDO - FORESTALI





Un momento del presidio degli operai forestali, foto lasicilia.it





I FORESTALI RIPRENDONO A LAVORARE SENZA CERTEZZE (2)



Catania

Forestali

Al lavoro i 283  «centounisti» dell'antincendio


Tornano al lavoro oggi i forestali 101nisti delle squadre antincendio, che nel Calatino sono 283, così suddivisi: 78 a Caltagirone, 42 a San Michele di Ganzaria, 16 a Mineo, 20 a Licodia Eubea, 16 a Grammichele, 15 a Ramacca, 13 a Raddusa, 74 a Vizzini e 9 a Militello in Val di Catania. Precise disposizioni in merito sono state impartite dai vertici dell'assessorato regionale ai responsabili dell'Ispettorato ripartimentale foreste di Catania.
Si tratta di una prima, buona notizia, che però è considerata parziale. Infatti, i 101nisti del settore antincendio, che erano fermi dallo scorso 1° ottobre, torneranno sì al lavoro, ma non si è ancora in grado di calcolare per quante giornate potranno farlo. Per questo Flai-Cgil, Fai-Cisl e Uila-Uil e, ovviamente, gli stessi operatori, seguono con attenzione l'evolversi della situazione, annunciando che potranno dichiararsi soddisfatti soltanto quando si avrà la certezza del raggiungimento per intero del numero di giornate (151) garantite dall'accordo. «Continueremo a vigilare e a mantenere lo stato di agitazione - spiega Angela Tasca della Fai - sino a quando non ci sarà la certezza del rispetto integrale dell'accordo».
Quasi 300 persone, e con loro i sindacati, pur salutando positivamente il ritorno al lavoro, attendono quindi il reperimento delle risorse necessarie per le 151 giornate. «Siamo stufi delle promesse. Quest'anno la situazione, per noi, anziché migliorare, ha fatto registrare un pericoloso passo indietro. Dopo cinque anni, non è giusto ritrovarsi così, con un pugno di mosche in mano, dopo avere accarezzato il sogno di un lavoro più stabile e di più lunga durata».
Mariano Messineo

25 Ottobre 2012

I FORESTALI RIPRENDONO A LAVORARE SENZA CERTEZZE




I forestali riprendono a lavorare
ma c'è incertezza sulle giornate



Sortino. Si avvia a conclusione la vertenza dei lavoratori forestali anche se ancora ci sono diversi dettagli da definire.
«Chiamata al lavoro ma senza alcuna certezza delle giornate da svolgere»: così commenta il segretario provinciale della Fai-Cisl Giuseppe Linzitto, dopo la nota che è stata diffusa nel primo pomeriggio, di ieri, dall'Ispettorato ripartimentale delle foreste provinciale.
«Nella nota - ha affermato Linzitto - viene comunicato l'avvio al lavoro per tutti gli operai forestali che dovranno svolgere 101 giornate lavorative nel settore dell'antincendio a partire dal 26 ottobre. Il provvedimento riguarda circa 400 lavoratori in provincia di Siracusa che, nei prossimi giorni, dovrebbero ricevere anche gli emolumenti di agosto e settembre».
Lo stato di agitazione della categoria, che il sindacato ha proclamato resta. Infatti, ad oggi, non vi è nessuna certezza sul numero di giornate lavorative da effettuare. Pertanto, il sindacato ha chiesto delle immediate certezze, così come si auspica che stessa solerzia venga mostrata dall'Azienda regionale delle foreste per il prolungamento delle giornate previste dall'accordo del 2009 per tutti gli operai forestali, che nella nostra provincia sono oltre 1100 e operano nei due distretti: Monte Lauro e Giarranauti.
P. M.

25 Ottobre 2012