30 settembre 2012

POLIZZI GENEROSA. DOMATE LE FIAMME MA E' ANCORA MASSIMA ALLERTA




DOMATE LE FIAMME MA E' ANCORA MASSIMA ALLERTA



DOMATE LE FIAMME MA E' ANCORA MASSIMA ALLERTA
Patrizio David e Angelo Pizzuto ringraziano vigili forestali e volontari per aver salvato le Madonie

In mattinata con l'intervento dei mezzi aerei il fuoco, che per l'intera notte ha divorato ettari di area protetta, è stato finalmente domato. Grazie allo straordinario impegno di vigili del fuoco, corpo forestale e volontari della protezione civile, sia il sentiero degli Abies nebrodensis che il prezioso vivaio di Piano Noci, nel territorio di Polizzi Generosa, sono stati miracolosamente sottratti alle fiamme, salvando così uno dei patrimoni ambientali più rari e preziosi d'Europa. Tirano un sospiro di sollievo il sindaco Patrizio David e il presidente del Parco delle Madonie Angelo Pizzuto ma rimane lo sconforto per la tragedia consumata in questi giorni. "Già da domani bisognerà fare i conti con i danni enormi che hanno subito le aziende agricole del territorio e i proprietari di abitazioni coinvolte dalla violenza delle fiamme - afferma il sindaco di Polizzi Generosa Patrizio David - voglio ringraziare tutti coloro che si sono spesi con coraggio per affrontare questo violentissimo incendio. Grazie al loro lavoro un pezzo importante della storia di Sicilia è salvo". Alle dichiarazioni del sindaco si associa il presidente del Parco Angelo Pizzuto "abbiamo trascorso giorni infernali, da San Mauro a Cefalù, da Pollina a Polizzi Generosa, il Parco delle Madonie ha subito danni senza precedenti. Tutte le autorità competenti a livello nazionale e regionale devono rendersi conto della tragedia che si è consumata in uno dei territori più belli d'Italia - afferma il presidente - il Parco sarà in prima linea per pretendere interventi urgenti ed adeguati per rimettere in piedi le Madonie. Mi associo ai ringraziamenti del sindaco di Polizzi - conclude Pizzuto - se da un lato bisogna scovare e buttare in galera i criminali che hanno devastato in questi giorni il nostro territorio, d'altro canto bisogna dare merito a centinaia di anonimi eroi che hanno rischiato la vita per vincere le fiamme". Il fronte degli incendi è adesso quasi completamente domato, non resta che un piccolo fronte nei dintorni di Tusa, ai confini dell'area protetta. Rimane però la massima allerta per l'eventuale ravvivarsi di qualche focolaio.

30 settembre 2012


MUSUMECI: TUTELEREMO I FORESTALI FINO ALL'ULTIMA UNITA'

Foto ilmoderatore.it 


REGIONALI. MUSUMECI A PALERMO
 
"Con Lombardo solo macerie
Mai più precari, solo concorsi"

Nello Musumeci al Politeama di Palermo condanna l'esperienza del governo Lombardo: "Gli ultimi anni di governo regionale sono stati devastanti. La maggioranza Lombardo - Bersani - Casini - Fini ha lasciato macerie".

PALERMO - Inizia dal teatro Politeama la “rivoluzione normale” di Nello Musumeci verso la presidenza della Regione Siciliana. Al suo cospetto, gli stati generali dei partiti che hanno deciso di appoggiare l’ex europarlamentare catanese, presentato, per l’occasione, da Angelino Alfano. “Siamo tutti uniti – dice il segretario nazionale del Pdl – per Nello Musumeci, perché da qui inizia il riscatto del centrodestra siciliano, da cui sono fuori quelli che hanno tradito gli uomini della loro vita, quelli che hanno tradito il popolo siciliano, quelli che hanno tradito i valori, sono fuori quelli che hanno formato il terzo polo”.

Salito sul palco il candidato de La destra, Pdl e Cantiere Popolare parla per oltre un’ora di programmi, senza mai soffermarsi sugli avversari nella corsa alla presidenza riservando le critiche, forti, al solo operato del al governo Lombardo. “Gli ultimi tre anni di maggioranza Lombardo –Bersani –Fini- Casini – dice Musumeci – sono stati devastanti. Si è dato spazio al più spregiudicato dei sistemi clientelari ed alla logica della lottizzazione del potere. Tutto ciò è senza precedenti”.

“Governare la Sicilia sarà una sfida impegnativa – continua il candidato del centrodestra – per cui sarà necessario anzitutto un cambio di mentalità. Da domani, vi assicuro, non ci deve essere mai più un precario, riaffermeremo il principio secondo cui nella pubblica amministrazione si entra solo tramite concorso e tuteliamo i precari esistenti, come i forestali, fino all’ultima unità. Agiamo in favore delle imprese partendo proprio dai pagamenti da parte degli enti pubblici. Non è possibile che le peggiori nemiche delle aziende siano le amministrazioni che devono sostenerli”. Musumeci pensa anche ad agricoltura, formazione e turismo, con una dedica particolare alle isole minori che “devono diventare patrimonio della nostra azione quotidiana di governo ed avranno un assessorato a loro esclusivamente dedicato”.

“Vorrei essere ricordato – conclude Musumeci – non come l’ultimo di una serie di presidenti di un’era disgraziata, ma come il primo presidente di una stagione felice”.



29 Settembre 2012



On. Musumeci prendiamo atto di queste affermazioni anche se siamo in campagna elettorale, non so, ma da Deputato Europeo poteva fare qualcosa? Ma lei lo sa che chi lo appoggia oggi non ha voluto sistemare il comparto dei lavoratori forestali? Tante volte ho criticato questo ed altri Governi e, lo continuerò a fare fino a quando non raggiungerò l'obiettivo prefissato della stabilizzazione. Eppure in questa legislatura abbiamo sempre fatto qualche giorno di lavoro in più rispetto ai governi precedenti,  ma non basta, e non abbiamo nessuna intenzione di mollare la presa. Questo blog è in attesa  di ricevere un Suo cortese e gentile riscontro, sarebbe veramente cosa gradita (come coloro che ancora non hanno risposto). Poi faccia come crede.

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L’impegno di Musumeci: “I forestali come risorsa”

 


GIANSIRACUSA: UN GRAVEW DANNO IL POSSIBILE TAGLIO DEI LAVORATORI FORESTALI


Siracusa

Ferla e il «taglio» dei precari
La proposta di Giansiracusa


Ferla. r. r.) «Un grave problema il possibile taglio di 20 precari o dei lavoratori FORESTALI». Lo afferma il sindaco, Michelangelo Giansiracusa, il giorno dopo l'ipotesi ventilata dal governo d'intervenire con la scure su queste categorie. Giansiracusa ammette che in passato il clientelismo ha portato a questi squilibri. «Bisognava pensarci prima perché adesso sarebbe una vera e propria emergenza sociale». I precari, FORESTALI o dell'ente, sono una risorsa e la ricaduta sul territorio sarebbe terribile: «È facile dire che sia uno spreco ma è difficile rimodulare la vita ai nuclei familiari, a persone non in grado di rimettersi in gioco. È stata una forma di assistenzialismo - continua - ma bisognava pensarci prima. La mia idea è una gradualità nell'intervento. Stabilizzazione o meno, tutto va condotto con la massima accortezza. Non dimentichiamo che il posto fisso non esiste più: quello statale è ormai un sogno. Però una prospettiva di sopravvivenza a persone dai 40 ai 65 anni la si deve dare». I precari del comune garantiscono dei servizi essenziali, raccolta ecologica, ufficio turistico, personale e vigili urbani.

29 Settembre 2012

NUOVO INCENDIO A POLIZZI. SI RISCHIA LA CATASTROFE AMBIENTALE




NUOVO INCENDIO A POLIZZI. SI RISCHIA LA CATASTROFE AMBIENTALE

 

NUOVO INCENDIO A POLIZZI. SI RISCHIA LA CATASTROFE AMBIENTALE 
Questa volta le fimme sono arrivate al cuore dell'area protetta. Il Parco naturale delle Madonie rischia di vedere andare in fumo posti unici al mondo come il Vallone Madonna degli Angeli e la Faggeta delle Madonie, la più a sud d'Europa. Minacciati dalle fiamme anche i preziosissimi Abies nebrodensis, endemismo del Parco delle Madonie che ne custodisce gli utlimi 30 esemplari al mondo. Disperato l'appello del Presidente Angelo Pizzuto (nella foto accanto). "Bisogna convogliare mediatamente tutti i mezzi terrestri nel luogo dell'incendio - afferma Pizzuto - purtroppo le fiamme sono partite nel tardo pomeriggio ed il calar della sera impedisce di intervenire con l'ausilio dei mezzi aerei. Si deve fare presto, ad ogni minuto che passa il fuoco può cancellare millenni di storia, portando via per sempre un patrimonio inestimabile. Se non si interviene in tempo questa volta si rischia davvero una catastrofe ambientale"



29 Settembre 2012

GLI INCENDI STANNO DEVASTANDO IL PATRIMONIO NATURALE E BOSCHIVO DELLA MADONIE





Alessandro Aricò
 
Abbiamo mobilitato tutti gli uomini e mezzi disponibili per arginare gli incendi che stanno in questo momento devastando il nostro immenso patrimonio naturale e boschivo delle Madonie e dei Nebrodi. Purtroppo le condizioni climatiche non ci aiutano, il forte vento che in molte zone supera la velocita' di 40 nodi non consente le operazioni degli elicotteri antincendio che in alcuni casi sono dovuti rientrare. Abbiamo ricevuto l'assistenza del Centro Operativo nazionale che ha deviato in Sicilia ben otto mezzi aerei come Canadair e Fireboss per contrastare in maniera piu' efficace l'avanzata delle fiamme. Certamente questo finale di stagione estiva e' molto pesante e registra un altissimo tasso di piromania che per il futuro deve essere contrastata con durezza. Il Corpo Forestale della Regione Siciliana, al quale va il mio ringraziamento, ha finora arrestato sette piromani colti in flagrante, una sorta di record negativo perche' mai finora si erano raggiunti questi livelli. La Regione Siciliana si costituira' parte civile in tutti i casi di piromania chiedendo pene asprissime per i colpevoli che prevedano il blocco dei beni e lunghi periodi di detenzione. Faccio appello a tutte le forze disponibili, dal Corpo Forestale, ai Vigili del Fuoco e Protezione Civile, per un grande sforzo che ci consenta di salvare non solo l'immenso patrimonio naturale siciliano ma anche le vite umane dei nostri operai antincendio e delle popolazioni dei Nebrodi e delle Madonie che in queste ore sono in situazione di gravissimo rischio a causa dell'incedere delle fiamme.
Facebook. 29 Settembre 2012



NICOLOSI. LAVORATORI ANTINCENDIO: NON ANDREMO A VOTARE PER PROTESTA


«Non andremo a votare per protesta» Nicolosi.

forestali senza stipendi e con un futuro incerto: «Restituiremo le schede elettorali»

La speranza è che si sia ancora in tempo per effettuare i lavori ed eliminare il disagio dei doppi turni a numerosi studenti






Si allarga a macchia d'olio la protesta degli operai forestali del servizio antincendio boschivo che a pochi giorni dalla scadenza ufficiale del servizio, il 15 ottobre prossimo, vedono crescere le incertezze sul loro futuro lavorativo. Lunghe battaglie e proteste sempre più veementi hanno consentito loro, già a settembre inoltrato, di ricevere una parte degli stipendi relativi ai mesi di giugno e luglio. Adesso che si avvicina il termine di scadenza del periodo in cui si svolge il servizio, oltre a manifestare tutte le loro difficoltà economiche legate al mancato pagamento delle mensilità ancora dovute, chiedono con forza che la politica si occupi della loro situazione di precariato storico. Ma, essendo vigilia elettorale, la protesta sfocia nella forma più radicale di sfiducia verso le istituzioni: consegnare al Prefetto le schede elettorali e le lettere di disdetta dalle organizzazioni sindacali di cui fanno parte.
«Politica e sindacati ci hanno abbandonato - afferma con forza Alfio Sambataro, uno dei 62 operai del cantiere di Nicolosi - nessuna risposta da Palermo sulla possibilità di continuare a lavorare almeno per il raggiungimento delle 151 giornate, nessuna notizia sul pagamento degli stipendi di agosto e settembre».
«Già da lunedì - continua - molti di noi, che hanno raggiunto le 101 giornate lavorative, rimarranno a casa, tutto ciò nell'indifferenza dei politici e dei sindacati che ci lasciano all'oscuro delle trattative che si svolgono sulla nostra pelle ma senza il nostro consenso».
Ieri al cantiere dei Monti Rossi di Nicolosi, dove gli operai hanno raccolto tutte le schede elettorali, da consegnare in Prefettura, si sono presentati anche tanti familiari e cittadini comuni per dimostrare, con un gesto di solidarietà concreta, che questa protesta coinvolge tutta la società civile piegata. «Nessuno di noi, nè i nostri familiari, andrà a votare quest'anno - annunciano compatti gli operai - e siamo pronti anche a gesti di protesta estremi se vedremo che non sarà possibile confermare almeno le giornate lavorative del 2011 e se non verranno sbloccati dalla Regione gli stipendi di agosto».
Ma è soprattutto il "dopo" che mette paura, ancora un anno di attesa, ancora un lavoro precario, nonostante all'interno del Parco dell'Etna tutte le aree boscate necessitino costantemente di vigilanza e di salvaguardia. In questo clima gli operai chiedono risposte ad interlocutori che sembrano sempre più lontani.
Marisa Mazzaglia

29 Settembre 2012



IL VICE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DI ENNA DI MATTIA: I PRIMI 90 GIORNI DI GOVERNO SARANNO DEDICATI AI FORESTALI


È stata una composizione delle liste molto travagliata in provincia di Enna dove non sono mancate le sorprese come nel caso del Pid-Cantiere Popolare che dopo aver lavorato in silenzio ha candidato Armando Donzì, Antonino Proto ed Elvira Farruggia


È stata una composizione delle liste molto travagliata in provincia di Enna dove non sono mancate le sorprese come nel caso del Pid-Cantiere Popolare che dopo aver lavorato in silenzio ha candidato Armando Donzì, Antonino Proto ed Elvira Farruggia.
Un colpo ad effetto quello del Pid provinciale orfano però di Luisa Lantieri migrata nella lista di Grande Sud e commentato così dal vice presidente del consiglio comunale di Enna, Salvo Di Mattia (nella foto di vivienna.it),
e probabile prossimo commissario provinciale da quel che filtra da ambienti vicini al leader Saverio Romano.
"Faccio un augurio all'amica Lantieri, di cui posso condividere la motivazione della sua scelta per quanto mi ha detto personalmente" ha esordito Di Mattia che si sofferma sul caso: "Oggi non la vedo vicina a quel progetto del partito popolare europeo, gli auguro però il giusto riconoscimento, ma - chiarisce senza rancori Di Mattia - non c'era dubbio che il Pid avrebbe presentato una lista propria".
Una terna che per Di Mattia poteva anche avere altri nomi: "Mi sarei augurato una bella lista con lei, Pino Abbate e Proto tutti nel Pid" ammette l'esponente politico, ma che conclusa la fase di programmazione della lista si butta anima e corpo alla campagna elettorale: "La nostra lista contribuirà con tutte le forze a far eleggere un proprio candidato all'Ars e a dare un contributo a Musumeci di cui saremo i primi sostenitori con le altre forze politiche", fermo restando, sostiene Di Mattia, "che i problemi della Sicilia non sono di facile soluzione. Noi abbiamo la ricetta e non la sveleremo subito" dice con toni perentori Di Mattia mettendo poi in evidenza il decreto ingiuntivo ricevuto dalla Regione - "dovuto dal governo Lombardo e da una certa sinistra".
"Sono sicuro che entro i 500 giorni dichiarati da Musumeci ad Enna, i primi novanta saranno dedicati ai precari, ai forestali e al mondo della scuola".
Da sempre molto attento ai precari, Di Mattia ha anche annunciato l'intenzione di voler organizzare ad Enna un incontro tra i candidati presidenti per trattare la tematica del precariato; un'idea concreta che vuole trasformare in realtà.
William Savoca

29 Settembre 2012


Se lo dite voi c'è veramente da crederci. Tutti in questi anni hanno avuto la bacchetta magica, specialmenmte quelli dell'opposizione, poi quando si ritrovono in maggioranza, la bacchetta non funziona più, sarà lo stesso con voi. Scommetto un caffè. Non dimentichiamo che avete Governato con l'ex Cuffaro e poi avete formato il PID dopo la scissione dell'UDC. E' un peccato che il candidato Presidente Musumeci ancora non risponde in questo blog, forse ci vuole snobbare? Se è vero che nei primi 500 giorni si occuperà dei forestali,  cosa aspetta a rispondere? Penso che avrà tutto da guadagnare, questo spazio è riservato a tutti, specialmente a coloro che realmente vogliono mantenere le promesse, ma se poi non vengono mantenute...... Sarà forse per questo il motivo per cui non vuole rispondere?
Volete organizzare un'incontro con tutti i candidati presidenti? Allora non pentitevi, fatelo al più presto.





29 settembre 2012

ARICO': DOBBIAMO TROVARE I FONDI PER PROLUNGARE L'ANTINCENDIO





 Cliccare per ingrandire


Facebook. 29 settembre 2012

28 SETTEMBRE 2012. ANTINCENDIO: RISULTATO DELLA MANIFESTAZIONE


Ecco il video del GRUPPO FACEBOOK ANTINCENDIO BOSCHIVO SAB SICILIA(PALERMO),  con il commento del Sindacalista Tonino Russo della Flai CGIL. Questo è il risultato ottenuto ieri a Palermo in occasione della manifestazione dei lavoratori dell'antincendio.

 


Questo video ci fa ben sperare.




Ringrazio Ignazio Caronia per il video inviatomi. 






RAGUSA. FORESTALI LUNEDì SIT-IN ALL'ISPETTORATO




Vertenza forestali entra nel vivo Lunedì sit in all’Ispettorato



Il presidio al Consiglio ibleo aperto indetto in seduta straordinaria giovedì sera, nella sala Leonardo Sciascia di Chiaramonte Gulfi, ha rappresentato l’ultima tappa delle iniziative programmate dai lavoratori forestali della provincia, prima di entrare nella fase culminante della vertenza. Lunedì mattina, infatti, parte il sit-in permanente, cioè H24, davanti alla sede dell’Ispettorato forestale di via Ducezio, a Ragusa. Nella riunione dei Comuni pedemontani i forestali hanno affrontato tutte le tematiche calde di questa vertenza. Il nodo cruciale è la mancata attuazione del protocollo che l’allora assessore regionale all’Agricoltura nel 2009 firmò a Palermo con l’Ispettorato forestale per garantire l’impiego dei lavoratori, oltre che nel servizio antincendio, anche nelle attività di controllo, tutela e salvaguardia dei siti archeologici della Sicilia. “Il nocciolo della vicenda è che a conclusione del nostro lavoro stagionale, nei primi giorni di ottobre – spiega il segretario provinciale del Sifus, il sindacato forestali per la stabilizzazione, Gianni Paino – noi rischiamo di non avere più un futuro. Siamo lavoratori stagionali ed hanno annunciato tagli anche per le stagionalità. Intanto, già ci stanno sottraendo qualcosa come 4 mila – 5 mila euro a causa della riduzione delle nostre giornate lavorative”. Il presidio all’Ispettorato forestale sarà permanente, e quindi i lavoratori, garantendo il regolare servizio antincendio, si alterneranno nel luogo del sit in, giorno e notte. Venerdì mattina è stata consegnata una lettera al prefetto di Ragusa, Giovanna Cagliostro, con la quale i lavoratori forestali chiedono un intervento di mediazione. In particolare i lavoratori sollecitano il rappresentante di Governo per ottenere in tempi brevi un confronto con l’assessore regionale all’Agricoltura Francesco Aiello.

29 Settembre 2012




INCENDI: TRENI FERMI SULLA PA-ME. FERMATI 3 PRESUNTI PIROMANI (2)






CONTINUA L’EMERGENZA INCENDI

Cercavano di appiccare roghi
Tre fermati dai carabinieri

Stop ai treni per 2 ore fra Tusa e Pollina
Sono stati sorpresi mentre tentavano di appiccare un incendio. E quando sono arrivati i carabinieri, avvertiti dagli uomini della Forestale, hanno tentato la fuga. Ma sono stati fermati e ora sono a disposizione del magistrato. S’indaga su tre persone, a quanto pare allevatori, di San Mauro Castelverde e Castel di Lucio ma l’operazione non è conclusa. Potrebbe coinvolgere altri presunti incendiari che in questi giorni hanno scatenato l’inferno tra Cefalù, le Madonie e i Nebrodi.
L’emergenza, partita mercoledì da Cefalù, non è ancora finita. Un vasto incendio sta assediando Tusa, è sceso verso il litorale e ha invaso i binari. Il traffico ferroviario è stato quindi interrotto per qualche sul tratto compreso fra Castel di Tusa e Finale di Pollina. I vigili del fuoco hanno poi liberato la strada ferrata e dopo un paio d'ore circa i treni hanno ripreso la circolazione. 

28 Settembre 2012




Esprimiamo vive congratulazioni alle forze dell'ordine (Carabinieri e Forestali).

INCENDI: TRENI FERMI SULLA PA-ME. FERMATI 3 PRESUNTI PIROMANI



Incendi, treni fermi
tra Messina e Palermo

Un vasto incendio che ha lambito i binari ha provocato l'interruzione del traffico ferroviario sulla Palermo-Messina. Il blocco interessa il tratto compreso tra Tusa e Pollina. In azione i vigili del fuoco.

Incendi, treni fermi
Messina-Palermo
Un vasto incendio che ha lambito i binari ha provocato l'interruzione del traffico ferroviario sulla Palermo-Messina. Il blocco interessa il tratto compreso tra Tusa e Pollina. In azione i vigili del fuoco.

Intanto, tre persone sono state fermate tra San Mauro Castelverde (Palermo) e Castel di Lucio (Messina) mentre tentavano di appiccare il fuoco in una zona già devastata dagli incendi. I tre sarebbero stati notati da uomini della Forestale e fermati dai carabinieri dopo un tentativo di fuga. Ora sono nella caserma dei carabinieri di Mistretta (Messina) a disposizione del magistrato.


29 Settembre 2012




Esprimiamo vive congratulazioni alle forze dell'ordine (Carabinieri e Forestali).








MEZZA SICILIA IN FIAMME, GLI INCENDI IMPEGNANO GLI OPERATORI ANTINCENDIO





Mezza Sicilia è in fiamme. Incendi a ripetizione impegnano ormai da alcuni giorni i Forestali, i Vigili del Fuoco e la Protezione civile. Il caldo e il vento di Scirocco, certo. Ma anche una disorganizzazione pressoché totale. 

Centinaia di ettari di boschi sono stati inceneriti dalle fiamme. Danni ingentissimi in provincia di Palermo, tra Cefalù e le Madonie. Danni anche a Messina e dintorni, provincia che passa dagli allagamenti ai danni prodotti dal fuoco. .
Da tre giorni la Sicilia è immersa in una morsa di caldo, con temperature superiori ai 30 gradi. Il caldo e la già citata disorganizzazione di un Governo regionale inesistente non possono che produrre danni.
Il fuoco continua a non dare tregua alla vegetazione che circonda Cefalù, minacciando, in certe aree, le abitazioni.  Lo Scirocco impazza e alimenta i focolai. Canadair e Vigili del fuoco nelle scorse ore sono riusciti a domare gli incendi. La calma, però, è durata solo qualche ora, perché poi il fuoco è tornato a distruggere altra vegetazione. Alcine abitazioni sono state evacuate per sicurezza. 
Fiamme anche a Isnello, nel cuore delle Madonie. E sono proprio le Madonie le zone più colpite dagli incendi, con danni incalcolabili per gli agricoltori di queste zone. Tantissimi gli animali morti. Una natura sfregiata. Pare che circa 2 mila ettari di bosco siano stati ridotti in cenere.
L’emergenza non ha risparmiato,come già accennato, il Messinese. Anche qui danni ai boschi, agli animali e ad alcuni centri abitati (a Montagnareale e a Tusa sono state evacuate varie abitazioni). Danni anche ad Ucria e in altri centri della provincia di Messina.
Sembra incredibile, ma nel 2012, pur avendo a disposizione uomini e mezzi, non si riesce a organizzare una corretta e razione attività di prevenzione. Perché?
Sbagliato prendersela con le alte temperature e con l’imponderabile. La verità è che, quest’anno, per prevenire i danni dagli incendi, è stato fatto poco o nulla. Ci sono state polemiche stupide sulle risorse finanziarie utilizzate per le attività forestali. La realtà era un’altra: la politica siciliana, che era ormai in campagna elettorale, ha preferito concentrare le poche risorse finanziarie nelle varie ‘tabelle H’ del bilancio regionale, non garantendo i soldi per le attività di prevenzione degli incendi. Una follia.    
Il Governo regionale dimissionario, invece di annunciare provvedimenti strutturali che dovrebbero essere lasciati al futuro esecutivo, dovrebbe occuparsi dell’ordinaria amministrazione. E cosa c’è di più ordinario che occuparsi dell’ambiente e della sicurezza dei cittadini? Chi gestisce, in Sicilia, l’attività antincendio nei boschi?
Non ha torto il parlamentare regionale del Pd, Pino Apprendi, quando afferma senza peli sulla lingua: “Il dirigente regionale della Forestale siciliana dovrebbe avere il buon gusto di dimettersi per manifesta incapacità. Le fiamme che da giorni devastano ogni cosa nella Madonie hanno bruciato anche ogni credibilità del vertice dei forestali”.
“A guidare i generosi e preparati uomini della Forestale nel loro difficile impegno per salvaguardare il nostro patrimonio boschivo – osserva ancora Apprendi – servono dirigenti adeguati al delicato incarico. E’ inaccettabile che per gravi carenze organizzative ettari ed ettari di bosco vadano in fumo e l’incolumità dei cittadini venga messa in pericolo”.

29 Settembre 2012



ANCORA IN FIAMME LA SICILIA





Ancora in fiamme la Sicilia, 1.500 ettari bruciati

Da due giorni bruciano i boschi della Sicilia. Molto colpita la zona delle Madonie, tra Cefalù e contrade Ferla e Saratto, dove l'altro ieri sera un incendio ha distrutto 1.500 ettari di bosco. L'incendio è stato domato nel pomeriggio, ma nella notte di ieri ha ripreso vigore.
Venerdi 28 Settembre 2012 - Dal territorio -
Non si arresta la scia di fuoco che da due giorni sta devastando un'ampia area boschiva vicina a Cefalù, in provincia di Palermo.
Ieri sera le fiamme sono tornate ad interessare le contrade Ferla e Saratto, poco distanti da contrada Carbonara distrutta il giorno prima da roghi pesantissimi di probabile origine dolosa. Come due giorni fa, anche in questo caso i soccorritori hanno evacuato alcune abitazioni minacciate dalle fiamme.
L'incendio di due giorni fa ha devastato 1.500 ettari di patrimonio boschivo locale, costringendo oltre cento persone a evacuare le proprie abitazioni, nella notte tra il 26 e il 27 settembre, perchè circondate dalle fiamme, mentre i vigili del fuoco e gli uomini della forestale tentavano di circoscrivere il rogo, il cui fronte aveva raggiunto i cinque chilometri con fiamme alte anche 15 metri.
La notte di fiamme è diventata oggetto di polemica in seguito ai grandissimi danni causati e alla situazione pericolosa che le squadre antincendio si sono trovate a fronteggiare.
La polemica è nata, da parte del sindaco di Cefalù, Rosario Lapunzina, perchè il Canadair che il 26 settembre stava operando sulla zona, alle ore 16 sarebbe rientrato a Roma e non avrebbe fatto ritorno, lasciando la situazione nelle mani delle squadre antincendio di terra. Il forte vento infatti impediva anche agli elicotteri inviati sul posto di operare in sicurezza. "Ci sono delle precise responsabilità - denuncia il sindaco riferendosi al mancato ritorno del Canadair - bastavano alcuni lanci e l'incendio sarebbe stato spento. Denuncerò questi irresponsabili che hanno ordinato al pilota del Canadair di rientrare a Roma per non pagare qualche ora di straordinario".
L'incendio è stato poi domato ieri pomeriggio grazie all'apporto dei Canadair e al lavoro delle squadre antincendio di terra, ma nella tarda serata un altro rogo, come detto prima, ha colpito la stessa zona, in contrada Ferla e Saratto dove due abitazioni sono state evacuate. A rendere particolarmente complicate le operazioni di spegnimento è ancora il forte vento di scirocco che soffia sulla zona.
Sempre nella notte è scoppiato un altro incendio a Isnello, nel cuore delle Madonie e fiamme anche a Mistretta, nel messinese.
Il Dipartimento della Protezione Civile rende noto infatti che la giornata di ieri è stata estremamente impegnativa a causa di numerosi incendi boschivi scoppiati nel Sud Italia. Sottolinea poi che la regione maggiormente colpita è la Sicilia, che ha inviato 12 richieste di intervento, mentre la Calabria ne ha inviate 5 e Campania e Puglia 2 a testa.
Il Dipartimento ha inoltre precisato, nella serata di ieri, che "visto l'alto numero di roghi, nonostante il dispiegamento di tutte le risorse disponibili e il forte impegno a cui sono stati chiamati oggi gli equipaggi dei Canadair e degli elicotteri, non è stato possibile garantire, per il momento, l'invio dei mezzi aerei su alcuni incendi. L'intenso lavoro svolto dai piloti dei mezzi aerei fin dalle prime luci dell'alba ha permesso di mettere sotto controllo o spegnere, alle ore 18.45, otto roghi. Nel corso della giornata sono stati impegnati 6 Canadair, 8 fire-boss e 2 S64: il lancio di acqua e liquido ritardante ed estinguente proseguirà finché le condizioni di luce consentiranno di effettuare le operazioni in sicurezza".

28 Settembre 2012



INCENDI: ANIMALI BRUCIATI VIVI E PERSONE VIVI PER MIRACOLO




Apocalisse incendi nella Sicilia Tirrenica: animali bruciati vivi, persone salve per miracolo!


Paesi circondati dalle fiamme, centinaia di persone in fuga, una trentina di aziende di allevamento evacuate e numerosi animali bruciati vivi. Il vicesindaco di San Mauro Castelverde (Palermo), Giovanni Nicolosi, riassume cosi’ la situazione del suo paese: ”E’ una vera Apocalisse”. Il sindaco di Tusa (Messina), Angelo Tudisca, ha mandato un messaggio alla popolazione per una mobilitazione di massa contro gli incendi: ”Abbiamo bisogno di aiuto, fuoco alle porte di Castel di Tusa. Sos”. Un vasto territorio, tra le Madonie e i Nebrodi, e’ devastato dopo tre giorni di inferno malgrado l’impiego di vigili del fuoco, uomini della Protezione civile e della Forestale, centinaia di volontari. Il sistema antincendio non e’ riuscito per carenze di mezzi, ritardi e vastita’ dei fronti ad assicurare sempre interventi tempestivi. I tagli al personale e alle risorse finanziarie ha ridotto le capacita’ operative soprattutto dei vigili del fuoco che con 16 squadre disponibile per le emergenze dell’intera provincia di Palermo hanno dovuto chiedere rinforzi da Trapani, Enna, Caltanissetta e perfino da Ragusa. A Cefalu’, dove sono stati distrutti 1500 ettari di boschi e vegetazione mediterranea, la lotta contro i roghi e’ durata tre giorni e si e’ conclusa oggi, dopo una ripresa violenta, con l’intervento dei Canadair e di due elicotteri. Nelle ultime ore i casi piu’ drammatici sono stati quelli di Tusa, dove il fuoco e’ arrivato fino al litorale sfiorando il cimitero, e di San Mauro Castelverde dove si combatte su sei fronti al confine tra le province di Palermo e di Messina. Tre boschi (Tardara, Colombo e Gallina) e altre aree di interesse naturalistico sono stati distrutti. A Tusa alcune famiglie hanno dovuto abbandonare le proprie case per precauzione. A San Mauro gran parte delle aziende di allevamento sono state evacuate dopo che alcuni animali erano stati bruciati vivi. ”L’economia del paese e’ ormai in ginocchio” dice il vice sindaco. Il fuoco sta sfregiando posti di incontaminata bellezza: solo a San Mauro sono stati bruciati 4 mila ettari, piu’ di mille a Tusa. Dal pomeriggio un altro fronte di fuoco ha preso la direzione di Pettineo e Castel di Lucio (Me), sui Nebrodi. Ha gia’ bruciato ettari di uliveto. Quando gli incendi saranno domati si dovranno avviare le operazioni di bonifica e gli interventi sul suolo. Con gli alberi bruciati si fanno piu’ concreti i rischi di frane e alluvioni.

28 settembre 2012







28 SETTEMBRE 2012.ANTINCENDIO: RISULTATO DELLA MANIFESTAZIONE



Ecco il video (apparso su facebook), con il commento del Sindacalista Tonino Russo della Flai CGIL. Questo è il risultato ottenuto ieri a Palermo in occasione della manifestazione dei lavoratori dell'antincendio.


Questo video ci fa ben sperare.
 
Non tutti possono visionare questo video perchè ci vuole l'autorizzazione. Non dipende da me. Ho richiesto il file per farlo vedere a tutti.
 
 

LAVORATORI ANTINCENDIO DI CALTAGIRONE: VOGLIAMO FARE LE 151 GIORNATE COME NEL 2011



«Vogliamo fare 151 giornate di lavoro» Caltagirone.

Continua la protesta dei 283 operai forestali impegnati nei cantieri del Calatino


la protesta dei lavoratori annaloro, foto lasicilia.it


Anche ieri sit-in davanti al municipio di Caltagirone degli operai addetti all'antincendio, che puntano l'indice contro la Regione siciliana, rea - secondo il loro forte atto d'accusa - di non avere mantenuto le promesse e di non avere allo stato confermato, per i cosiddetti 101nisti, le 151 giornate lavorative previste, creando di conseguenza uno stato di diffuso scoramento fra i lavoratori. Nel Calatino i 101nisti dell'antincendio sono 283, così suddivisi: 78 a Caltagirone, 42 a San Michele di Ganzaria, 16 a Mineo, 20 a Licodia Eubea, 16 a Grammichele, 15 a Ramacca, 13 a Raddusa, 74 a Vizzini e 9 a Militello in Val di Catania.
Fra gli addetti all'antincendio, a scendere sul piede di guerra, lamentando di essere stati fortemente penalizzati, sono proprio loro, che quest'anno si vedono costretti a fare appena 101 giornate, a fronte delle 151 effettuate lo scorso anno e contemplate dall'accordo siglato nel 2009 fra il governo regionale e i sindacati confederali.
A supportare e guidare la protesta, cominciata da qualche giorno con una serie di incontri con i rappresentanti delle istituzioni locali (che si sono fatti portavoce delle ragioni dei forestali con missive a Palermo e in Prefettura), sono i rappresentanti di Flai - Cgil, Fai - Cisl e Uila - Uil. Oggi, a Palermo, manifestazione regionale da cui gli operai sperano possa scaturire l'attesa "fumata bianca" o, comunque, buone nuove in un quadro che, attualmente, non promette nulla di buono e non autorizza certo all'ottimismo.
"Chiediamo di fare 151 giornate, come nel 2011 - è la voce all'unisono dei lavoratori - ma anche il celere pagamento delle spettanze maturate".
Mariano Messineo

OLTRE AI FORESTALI ANCHE GLI EX ARTICOLISTI SONO PRONTI A CONSEGNARE I CERTIFICATI ELETTORALI



Anche gli ex articolisti sul piede di guerra
«Daremo al prefetto i certificati elettorali»




Sale la tensione fra gli operai forestali che minacciano di non recarsi a votare per protestare ...
foto lasicilia.it


Si allarga il fronte dei lavoratori precari siciliani che si rifiutano di andare a votare in occasione delle elezioni regionali. Ai lavoratori forestali dell'Azienda foreste demaniali e del comparto antincendio, che hanno già minacciato di consegnare i certificati elettorali, si uniscono quelli degli enti locali, i cosìdetti ex articolisti, riuniti in un comitato intercomunale pronto a dare battaglia se dovesse essere riconosciuto il diritto al lavoro.
«Siano disposti a tutto - dice Giuseppe Parrinello, di Maletto, che però lavora al Comune di Randazzo - cominceremo con la raccolta dei certificati elettorali per consegnarli al prefetto. Poi siamo pronti a proclamare lo stato di agitazione e, visto che dobbiamo smettere di lavorare, inizieremo a scioperare mettendo in difficoltà le organizzazioni dei servizi comunali. Siamo in tanti - continua Parrinello - al comitato si sono già uniti i precari dei Comuni di Bronte, Maletto, Randazzo, Cesarò e Castiglione di Sicilia, ma altri sono pronti a farlo». E la situazione sta diventando incandescente, come dimostra un documento inviato dai precari ai media: «Considerata la drammatica situazione che la categoria sta vivendo - si legge - i lavoratori sono costretti a intraprendere iniziative drastiche e imponderabili. Quanto manifestano con la presente è certamente un atto estremo, ma è l'unico modo per portare alla luce un annoso e irrisolto problema di un deprecabile precariato cronico che perdura da oltre 20 anni. Nel tempo - si continua a leggere - tutte le forze politiche, a turno, hanno legiferato, promesso e puntualmente disatteso tutte le promesse di stabilizzazione fatte in campagna elettorale. Non ultima la legge regionale 24/2010 che l'Assemblea siciliana ha varato affinché tutte le Amministrazioni interessate potessero adoperarsi per la stabilizzazione, a tempo indeterminato, della platea dei precari degli enti locali. «E proprio l'applicazione dalla legge 24 del 2010 chiediamo - conclude Parrinello - ossia un piano di fuoriuscita con la stabilizzazione negli enti locali. Attenzione - ribadisce - non vogliamo lavorare per forza nello stesso Comune di provenienza, ma chiediamo di ottenere quel lavoro che l'osservanza di limiti di spesa imposti dal governo nazionale ci impedisce di avere».
I precari degli enti locali denunciano una disparità di trattamento con i colleghi impegnati negli uffici regionali, già da tempo stabilizzati e chiudono la loro lettera così: «In una Italia in cui si legifera per dare più dignità al cittadino, si consente di calpestare quella di migliaia di lavoratori che, dopo oltre vent'anni, tornano a casa e dovranno dire ai lori figli: «Sono disoccupato». Intanto, voci non confermate restituirebbero qualche speranza. I sindacati e le istituzioni regionali avrebbero incontrato, mercoledì mattina, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà. Cis arebbe l'intenzione di consentire ai Comuni una deroga al limite di spesa del personale.
Gaetano Guidotto

28 Settembre 2012



CASALVECCHIO: UN INCENDIO, MILLE INTERROGATIVI




racalmuto

Casalvecchio: un incendio, mille interrogativi

 

L´incendio all´area boschiva curata dai forestali che proprio oggi dovranno essere avviati al lavoro
 foto lasicilia.it


Racalmuto. A fuoco anche l'ultimo polmone verde esistente a Racalmuto. Quello spazio verde che ha dato e avrebbe dovuto dare un po' di ossigeno ai lavoratori forestali ancora esistenti a Racalmuto. Infatti, proprio domani il Centro per l'impiego di Canicattì con sezioni distaccate a Grotte e Racalmuto avrebbe dovuto procedere all'avviamento dei lavoratori con la qualifica di bracciante agricolo per 78 giornate lavorative proprio nel posto bruciato. Ecco perché si pensa che ci possa essere stata la mano di qualcuno che avrebbe voluto evitare o impedire questa occupazione. Ma rimane soltanto una supposizione. Non è nemmeno escluso il fatto che l'incendio possa essere stato appiccato dal vento di scirocco. Il fronte di fuoco si è esteso e ha minacciato numerose residenze e case di villeggiatura. Quello che ha destato maggiore scalpore tra i cittadini e i diretti interessati è stato il fatto che, nonostante le numerose chiamate giunte al 115, le squadre di soccorso hanno ritardato ad arrivare. Tanta è stata la delusione per questo mancato soccorso, da parte dei cittadini che hanno assistito esterrefatti, all'ennesimo episodio che ha danneggiato la loro forestale, che risultava essere una fonte di sostentamento per alcune famiglie, nonché quel poco di verde che era rimasto nella loro cittadina, ormai, messa in ginocchio dal punto di vista economico.
«Siamo sepolti dalle fiamme, e lasciati soli» è stato il commento di chi assisteva dal ponte di Casalvecchio, un'arteria che porta nelle zone periferiche del paese. Il fuoco avanzava attaccando le aree boschive che già negli anni precedenti aveva subito danneggiamenti. I danni sono in corso di quantificazione, ma risultano essere ingenti. Già nel 2010 la zona retrostante il cimitero cittadino e la contrada Castelluccio erano state interessate da un vasto incendio, solo che questa volta della forestale è rimasto ben poco, perché il fuoco ha distrutto gran parte della vegetazione.
Nicolò Giangreco


28 Settembre 2012

BONGIOVANNI (PDL): GRAVISSIMO LICENZIARE I LAVORATORI FORESTALI ANTINCENDIO



BONGIOVANNI: GRAVISSIMO LICENZIARE I LAVORATORI FORESTALI ANTINCENDIO



corpoforestaleSORTINO. Il PDL di Sortino giudica gravissimo il fatto che i lavoratori forestali antincendio siano stati licenziati, nonostante la stagione estiva, per decreto, termina il 15 ottobre di ogni anno.
Vogliamo ricordare che quest'anno sin dall'inizio ci sono state difficoltà per avviare a lavoro i lavoratori forestali in quanto nello strumento finanziario predisposto dal Governo Lombardo sostenuto dai partiti PD, UDC, MPA, FLI, API non erano stati previsti i fondi necessari, solo l'intervento nel mese di maggio occupando gli uffici della regione da parte di soli tre deputati su 90 di cui uno era l'On. Vinciullo, si riuscì facendo approvare alcune variazioni di bilancio all'avviamento provvisorio dei lavoratori.
E' giusto evidenziare che la provincia di Siracusa è l'unica ad avere avuto sempre pronti i progetti, ma la scarsa programmazione del Governo Lombardo ha portato al licenziamento dei lavoratori antincendio ed il mancato svolgimento delle giornate per quanto riguarda i lavoratori della manutenzione.
La situazione che si è venuta a creare procurerà non solo un grave danno economico per le famiglie di questi lavoratori, ma per l'intera economia del Paese.
Il PDL di Sortino invita i lavoratori forestali a valutare e giudicare bene in quanto la generalizzazione che va molto di moda in questo momento danneggia solo ed esclusivamente i più deboli.
Sosteniamo chi crede nella vostra stabilizzazione.
C.S. DEL COMPONENTE DEL COORDINAMENTO
REGIONALE DEL PDL IN SICILIA
NELLO BONGIOVANNI


 28 Settembre 2012



Peccato che  i Governi di centro destra non sono riusciti a risolvere la questione forestale, ne a Roma ne a Palermo.

28 settembre 2012

NIENTE LICENZIAMENTI PER I 101NISTI ANTINCENDIO






AD ENNA SARANNO PRESENTI ANCHE L'ASSESSORE AIELLO E I DIRIGENTI DELL'ASSESSORATO




Ricevo e pubblico

da Enrico Scozzarella
Segretario Regionale di categoria
Codires




Integrazione al precedente comunicato del 25 settembre 2012




Leggi il comunicato aggiornato




CLAMOROSA PROTESTA DELLA SQUADRA ANTINCENDIO DI ADRANO: MINACCIANO DI NON ANDARE A VOTARE





Clamorosa iniziativa dei forestali della squadra antincendio di Adrano, i lavoratori minacciano di non andare a votare  alle prossime regionali.



Clicca sull'immagine e dopo i titoli di apertura, spostare il cursore al minuto 04:05

INCENDIO SULLE MADONIE, MA ISNELLO RISCHIA GROSSO





NOTA SU INCENDIO CEFALU’

In merito all’incendio sviluppatosi nella mattinata di ieri, mercoledì 26 settembre, dal territorio di Isnello e che tutt’ora si sta sviluppando nel territorio del Parco delle Madonie fra Isnello e Cefalù , prendiamo atto delle dichiarazione del Sindaco di Cefalù, Rosario Lapunzina, che, nella intervista televisiva del TG Regione Sicilia, ha parlato di una mancata copertura da parte dei Canadair, che ha certamente favorito il propagarsi del fronte dell’incendio stesso e di una presenza dei forestali nella cui azione era evidente una mancanza di coordinamento.
Ribadiamo il nostro plauso a tutti i lavoratori e lavoratrici addetti delle squadre dell’antincendio (ASPI, ADDETTI GUIDA AUTOBOTTI E MEZZI SPECIALI, TORRETTISTI) di Isnello, Collesano, Cefalù, Castelbuono, Pollina, S. Mauro Castelverde, Gangi, Gratteri, Lascari e Campofelice di Roccella che da più di 24 ore, senza soluzione di continuità e nel susseguirsi dei turni, sono impegnati nell’incendio di Isnello e Cefalù ma anche a Pollina ed a S. Mauro Castelverde dove insistono altri 2 incendi di vaste proporzioni; incendi, ricordiamo, dolosi e , laddove saranno individuate i piromani la FLAI CGIL si costituirà parte civile, e favoriti oltre che dallo scirocco e dalle elevate temperature anche dall’abbandono di terreni su cui spesso i proprietari ricevono fondi dall’AGEA per la tenuta in coltivazione.
E lo spirito di sacrificio, il senso del dovere e l’abnegazione con cui questi lavoratori e lavoratrici stanno compiendo il proprio lavoro per salvaguardare l’incolumità e la salute dei Cittadini, prima di tutto, aumenta laddove, purtroppo si verificano le problematiche denunciate dal Sindaco di Cefalù; la loro professionalità, di fatto, surroga lacune la cui responsabilità è da ricercare altrove e non certo fra i lavoratori.
Informiamo i Sindaci ed i Cittadini madoniti che il Dirigente Regionale del Dipartimento Forestale, nonché Capo del Corpo Forestale Siciliano, ha già dato direttive in merito al licenziamento di tutti i lavoratori e le lavoratici con garanzie occupazionali di 101 gg, 85% degli addetti alle squadre antincendio, nel momento in cui gli stessi arriveranno allo svolgimento di dette giornate; e ciò significa di fatto che a partire dal 30 settembre, con condizioni climatiche che si annunciano similari a quelle di questi giorni, non ci saranno più le squadre antincendio a svolgere questa attività.
Anche per questi motivi e non solo per una mera questione occupazionale, anch’essa importante in riferimento alla piena applicazione dell’accordo del 2009, si terrà nella mattinata di domani, 28 settembre dalle ore 10,00 presso l’Assessorato Territorio ed Ambiente di Palermo in via Ugo La Malfa , una manifestazione regionale degli addetti dell’antincendio per la sospensione dei licenziamenti in essere e per la continuità del servizio.





Fino in questo momento Isnello brucia ancora, ci sono squadre antincendio delle Madonie, canadair, elicotteri, vigili del fuoco, protezione civile, volontari.  L'incendio minacce le abitazioni e non ci sono mezzi che tengono. Ieri su Collesano sono arrivati anche i vigli del fuoco di Ragusa, chiamati direttamente da Roma. 
Lancio un appello alle Istituzioni:

SIAMO IN SERIO PERICOLO, ABBIAMO BISOGNO DI AIUTO, METTEVI IN CONTATTO CON IL NOSTRO COMUNE. GRAZIE.



Alle 09:45 la situazione è sotto controllo, siamo più tranquilli. 
Alle ore 12:15 sembra tutto spento, ma occhio alle riprese.

Alla fine il bene prevale SEMPRE sul male.

CHIEDIAMO DI FARE 151 GIORNATE COME IL 2011 ALTRIMENTI SIAMO PRONTI A BRUCIARE LE SCHEDE ELETTORALI



Catania e Provincia

Forestali, continua il sit-in davanti al Municipio
«Siamo pronti a bruciare le schede elettorali»


«La situazione per tutti noi è sempre più difficile. Dopo cinque anni, ci ritroviamo esattamente come prima e a fine settimana, concludendo le 101 giornate, molti di noi andranno a casa. Noi, non accettiamo che tutto finisca così. Siamo pronti ad azioni eclatanti. Per esempio, a bruciare le schede elettorali e ad occupare le diverse sedi istituzionali. Non è giusto ritrovarsi così, con un pugno di mosche in mano».
Nelle parole di Salvatore Frazzetta, operaio forestale 101nista di Caltagirone, c'è il senso della protesta che agita i lavoratori del comparto, in particolare gli addetti all'antincendio. E, fra questi ultimi, proprio i cosiddetti "101nisti", che quest'anno si vedono costretti a fare appena 101 giornate, a fronte delle 151 effettuate lo scorso anno e previste dall'accordo siglato nel 2009 fra il governo regionale e i sindacati confederali. Anche ieri i forestali sono stati protagonisti di un sit-in davanti al Municipio, incontrando poi - al secondo piano del Palazzo dell'Aquila - il presidente del Consiglio comunale Luigi Giuliano. Così, dopo la vicinanza del sindaco Nicola Bonanno (che li aveva incontrati ieri l'altro in Municipio e che ha poi inviato una nota alla Regione e alla Prefettura, caldeggiando "una positiva soluzione della vertenza, nell'interesse dei boschi da tutelare e dei tanti lavoratori che, grazie alla forestazione, sostengono i propri nuclei familiari"), anche il presidente dell'assise cittadina ha espresso "solidarietà" agli operai scesi sul sentiero di guerra, auspicando "che torni il sereno su molte famiglie".
A supportare e guidare la protesta, che prosegue anche oggi con un altro sit-in davanti al municipio, sono i rappresentanti di Flai - Cgil, Fai - Cisl e Uila - Uil, con Angela Tasca della Fai che ribadisce «forte impegno per sciogliere questo nodo assai gravoso ed evitare che così tanti lavoratori vengano ingiustamente penalizzati», e Nuccio Valenti della Flai a sottolineare "l'importanza di un'azione che consenta di far sentire, alta, la voce dei lavoratori di un comparto nevralgico in questo comprensorio».
«Chiediamo di fare 151 giornate, come nel 2011 - afferma Concetta Donato -, ma anche il celere pagamento delle spettanze maturate. Attendiamo, infatti, ancora il pagamento di agosto, mentre settembre sta per concludersi». «Ho moglie e figli che mangiano grazie a quello che porto a casa io e un mutuo da pagare - dichiara Alfredo Di Gregorio. Per noi la forestale è tutto. Chiediamo il rispetto dei nostri diritti». «L'anno scorso - riferisce Nicola Tasca - ci hanno utilizzato per utili attività in alcuni siti archeologici della zona, da Mirabella Imbaccari, a Mineo, a Grammichele (Occhiolà). Che aspettano a fare altrettanto anche quest'anno permettendoci di continuare a lavorare? ». Luigi Monterosso si dice "pronto ad azioni ancora più eclatanti se il nostro grave problema non sarà risolto". Anche Nicola Sinopoli si definisce "stanco dell'incertezza che dura da anni" e reclama "il rispetto dell'accordo del 2009 per lo svolgimento di 151 giornate".
I 101nisti delle squadre antincendio sono, nel Calatino, 283, così suddivisi: 78 a Caltagirone, 42 a San Michele di Ganzaria, 16 a Mineo, 20 a Licodia Eubea, 16 a Grammichele, 15 a Ramacca, 13 a Raddusa, 74 a Vizzini e 9 a Militello in Val di Catania.

27 Settembre 2012



UN'ESTATE DI FUOCO, INCENDI E TERRITORIO





UN’ESTATE DI FUOCO
DALL’EMERGENZA AL GOVERNO DEL TERRITORIO 
(a cura di Salvino Carramusa)






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INCENDI: PAURA NEL PALERMITANO E NEL MESSINESE




Incendi Sicilia: paura nel palermitano, case evacuate. Fiamme anche nel messinese




Dalla scorsa notte un vasto incendio interessa un’area molto estesa del territorio intorno a Cefalù e nel Parco delle Madonie, in provincia di Palermo. Squadre dei vigili del fuoco e della Forestale sono in azione da ore, dove le fiamme hanno dovorato decine di ettari di bosco e di macchia mediterranea. Le fiamme assediano anche Gibilmanna. Un fronte di cinque chilometri di fiamme e fumo. Per precauzione decine di case sono stante sgomberate. Oltre un centinaio le persone evacuate. La situazione ha allarmato i residenti e anche il primo cittadino Rosario Lapunzina che ha chiesto al prefetto l’invio dell’esercito. A rendere difficile l’intervento da terra e quello di elicotteri e canadair, al lavoro dall’alba, anche il forte vento. Le fiamme interessano anche la provincia di Messina, ed in particolare le colline intorno a Gioiosa Marea, un comune di 7.251 abitanti, di cui un nostro assiduo lettore, Marco Scaffidi, ci invia le immagini.

27 Settembre 2012











Ore 19.00. In contrada Ferla l'incendio riprende la sua forza devastante








Alle ore 19.05 apprendiamo dai nostri inviati sul posto che in contrada Ferla, tra la contrada Saratto e San Francesco, l'incendio, che già sembrava quasi domato, ha ripreso forza e con violenza sta distruggendo alberi e macchia mediterranea. Probabilmente diversi focolai, non del tutto spenti, hanno ripreso vigore e con l'aiuto del vento stanno bruciando quel che era rimasto intatto.
Villette, case di villeggiatura e case rurali vengono abbandonate dalla gente che in preda al panico sta lasciando velocemente i luoghi ormai vittima del disastro. Nelle prossime ore documenteremo anche con fotografie la tragedia vissuta dalle popolazioni della contrada, già provate per l'incendio della scorsa notte.

Alle 19.30
arriva un mezzo di soccorso del servizio antincendio boschivo. Il fronte dell'incendio è molto esteso ed ormai è buio e poco  si potrà fare questa notte per spegnere queste fiamme.

Alle ore 20.00 arrivano altri soccorsi: oltre a carabinieri e polizia anche i vigili del fuoco, il Sindaco Saro Lapunzina, da solo alla guida di una panda bianca del Servizio Idrico Integrato del Comune. Poco distante, in motorino,  il fratello Gaetano, consigliere provinciale.
Le fiamme continuano a divampare con violenza sulla collina e da ogni casa le famiglie, in fretta, portano via le bombole del gas per evitare che il combustibile possa scoppiare ed alimentare ulteriormente il fuoco.

Ore 21.00 Si prospetta una seconda notte d'inferno. Insonne per gli uomini impegnati nell'opera di spegnimento e di controllo del territorio; una notte piena di paura per tante famiglie.

Non dimentichiamo che oltre l'incendio in C/da Ferla ha ripreso vigore anche l'incendio nel territorio di Isnello.
27 Settembre 2012

ENNA: CHIAMATA PER I 78ISTI



 

Da oggi (ieri) l'avvio attraverso Scica di Enna, Nicosia e Piazza Armerina; i lavoratori devono completare 78 giornate

Scatta la chiamata per 716 precari forestali




Arriva questa mattina (ieri per chi legge) presso gli Scica (ex ufficio di collocamento) di Enna, Nicosia e Piazza Armerina saranno evase le richieste dei lavoratori forestali (si tratta dei settantottisti) che saranno poi avviati al lavoro lunedì prossimo. In totale sono 716 i lavoratori che saranno chiamati al lavoro per completare le 78 giornate previste.
Sono 263 i lavoratori che vengono chiamati nello Scica di Enna, 312 per il distretto di Piazza Armerina e 141 per il distretto di Nicosia. La chiamata era molto attesa da parte dei forestali perché si rischiava che questa categoria di lavoratori non avrebbe potuto completare le giornate lavorative con grave riflesso sulla corresponsione degli emolumenti.
I rappresentanti sindacali Scornavacche per la Cgil, Bubbo per la Cisl e Savarino per la Uil hanno seguito da vicino hanno seguito questa vicenda da vicino perché c'era da risolvere un problema importante quale il completamento delle giornate da parte dei settantottisti. Oggi negli Scica che ci sarà la chiamata dei lavoratori e probabilmente lunedì questi lavoratori saranno avviati al lavoro, risolvendo un problema che si preannunziava molto difficile tenuto conto delle difficoltà finanziarie della Regione Siciliana. Il coordinatore del Pdl Edoardo Leanza aveva già comunicato che stavano per arrivare i fondi per i forestali
«L'assessore alle Risorse agricole e alimentari, Francesco Aiello, - ha dichiarato Edoardo Leanza - ha assicurato che 34 milioni e 500 mila euro sono già stati messi a disposizione di tutti i lavoratori forestali. Altri 15 milioni di euro arriveranno da qui a qualche giorno e stanno lavorando per ottenere fino a 70 milioni di euro; cifra indispensabile per garantire le attività che devono realizzarsi con l'impiego degli operai forestali, secondo la legge n. 16 del 2006 e gli accordi sindacali del 2009».
F. g.

27 Settembre 2012