31 luglio 2012

TRAPPOLA INFERNALE NELLA VALLE DEGLI IBLEI

 

 

TRAPPOLA INFERNALE NELLA VALLE DEGLI IBLEI



incendioBUSCEMI. Sono già passate parecchie ore ma l'inferno che ieri sera, intorno alle ore 20,00, ha lambito parte del territorio di Buscemi e parte di quello di Palazzolo è destinato a lasciare molta eco di sé. Attoniti, alcuni abitanti del nostro meridiano hanno visto, nelle ore notturne di ieri, cadere cenere dal cielo. Molti altri, di ritorno da Siracusa o semplicemente appostati nei luoghi più alti di Palazzolo, alla ricerca di frescura, hanno dovuto invece assistere, loro malgrado, ad uno spettacolo terribilmente devastante. Ancor più terribile per gli abitanti delle cittadine sfiorate dalle inarrestabili fiamme.
"Buscemi - dichiara il Sindaco Giuseppe Giansiracusa - "è stata assediata da parecchi incendi sicuramente di natura dolosa. Ancora una volta il fuoco mette a dura prova gli abitanti del piccolo borgo medievale e questa volta le fiamme hanno lambito alcune abitazioni poste proprio in via Fontana Grande".
Grandi danni e molto terrore per i cittadini, come confermato dal primo cittadino: "Un'abitazione abitata ubicata in via fontana grande è stata strappata alle fiamme dal personale antincendio giunto appena in tempo, mentre ad un'altra abitazione fortunatamente vuota si è incendiato il tetto". "Solo il meritevole ed instancabile lavoro del personale della Forestale - continua Giansiracusa -  dei vigili del fuoco e del corspo forestale ha scongiurato possibili perdite di vite umane". E non si parla di un caso isolato. Tanti piccoli focolai si sono attechiti in più punti del territorio. "Ci sono stati più di sette punti di innesco in diverse località che di fatto hanno circondato il centro urbano. In varie zone del paese fumo e fuliggine hanno reso l'area irrespirabile creando un'atmosfera apocalittica. Ho voluto essere vicino al personale antincendio in un momento molto critico non solo per noi cittadini ma anche per loro, costretti ad operare alla presenza di un forte vento che alimentava le fiamme in altezza e velocità. Mi ha impressionato il loro impegno instancabile che alla fine, in tarda notte, hanno domato le fiamme. Ringrazio a nome di tutto il paese anche coloro che pur avendo terminato il turno di servizio hanno volontariamente dato una mano ai colleghi senza nessuna esitazione; esempio per tutti di cittadino modello".
Un grosso spiegamento di forze è stato messo in campo dai vigili del fuoco e corpo forestale (più di trenta uomini e donne impegnati e sei mezzi antincendio). Le zone più colpite dall'incendio sono:monte S.Nicola-C.da Pizzo Corvo-c.da Barracche-c.da San Giovanni-fosso Lordieri-c.da S. Venera-c.da timpa scacata. Diverse zone interessate dagli incendi sono abitate da cittadini che sono stati costretti ad abbandonare precipitosamente le abitazioni di residenza estiva.
Un nuovo disastro che si aggiunge a quello della settimana scorsa che ha provocato ingenti danni ancora in corso di quantificazione; infatti altre infrastrutture elettriche e telefoniche sono state seriamente danneggiate dai roghi. Oltre alla vegetazione si è appreso che in alcune località i proprietari hanno subito danni alle coltivazioni e alcuni animali domestici rimasti uccisi dalle fiamme e dal fumo.  E non si è trattato di un caso isolato. Tanti piccoli focolai si sono attecchiti in più punti del territorio, tanto da far pensare ad una causa dolosa.
"Nella stessa nottata - spiega il sindaco - ho dato notizia dei fatti accaduti al Prefetto ed alle forze dell'ordine preannunciando delle azioni forti a tutela del nostro territorio e dello stesso centro abitato. Provvederò in questi giorni a sporgere formale denuncia contro ignoti per disastro ambientale e danno all'erario pubblico chiedendo con forza la consegna dei piromani nelle mani della giustizia. Una proposta che mi sento di lanciare è quella di creare un Pool investigativo antipiromani utilizzando anche i supporti scientifici che oggi la tecnologia mette a disposizione. Siamo veramente stanchi di subire ogni anno questo scempio ad opera di chi vuole distruggere un'intero territorio. Serve un'attenzione investigativa particolare per Buscemi, in quanto il fenomeno di criminalità ambientale ha raggiunto ormai dimensioni allarmanti e di estrema pericolosità sociale; basti pensare che nella provincia di Siracusa il tasso di incendi a Buscemi è largamente superiore alla media".
E il primo cittadino chiosa con un sacrosanto monito "Non si può aspettare che ci scappi il morto per avere un eclatanza sociale, bisogna intervenire subito con fermezza e determinazione attraverso le forze dell'ordine preposte a cui va la mia personale ed incondizionata fiducia".
Sebastiano Infantino

30 Luglio 2012 

LA FLAICA CUB CHIEDE LA STABILIZZAZIONE DI TUTTI I FORESTALI

(ricevo e pubblico)
da Francesco Di Clemente




Cliccare per ingrandire



Cerchiamo di non fare demagogia, in questo preciso istante con le imminenti dimissioni del Presidente Lombardo, e' impossibile essere stabilizzati. PURTROPPO. Quindi l'unica cosa fattibile, forse, potrebbe essere la conferma delle giornate del 2011. 
Non dimentichiamoci che ci sono operai forestali sospesi dal lavoro.

Continuando di questo passo ne seguiranno altri, ad oggi le giornate assegnate sono:

78isti= 25 gg.
101nisti= 60 gg.
151nisti= 90 gg.
Se poi vogliamo continuare a credere alle favole, siamo anche  liberi di farlo.

Nessuno si deve permettere di illudere i lavoratori forestali in campagna elettorale.
Dal Pdl al Pd, dall'Mpa all'Udc e a tutti quelli che vogliono sedersi all'Ars.

Tutti questi partiti hanno avuto la possibilità di mettere la parola fine al precariato forestale, ma non l'hanno fatto. Temo che in in questi mesi troveranno nuovamente la bacchetta magica, non per stabilizzarci, ma per prenderci nuovamente per i fondelli.
Sia il caso che ve ne stiate zitti.


Al Sindacato.
Se realmente siete con i forestali: NON FATE POLITICA  (penso purtroppo che sia impossibile), perchè anche i vostri amici hanno fallito.

 

CATANIA (PROVINCIA). UN COSTONE DEL MONTE CASTELLO INCENERITO DAL FUOCO





Un costone del Monte Castello incenerito dalle fiamme




Un costone del Monte Castello incenerito dalle fiamme. Sono le conseguenze del grave incendio di origine dolosa sviluppatosi nel pomeriggio di sabato in contrada Dirupo, le cui fiamme hanno divorato la poca macchia mediterranea presente, mettendo sotto assedio il castello arabo-normanno ristrutturato e aperto al pubblico da qualche anno. Per fortuna, nel caso dell'antico maniero i sistemi antincendio del castello, e gli uomini della forestale, hanno evitato che fiamme arrivassero vicino alle vecchie mura. Impegnate per circa 4 ore una squadra di forestali di Giarre, alle direttive dell'isp. Rosario Pagano.
Salvatore Zappulla

30 Luglio 2012

30 luglio 2012

LE POLEMICHE SUI LAVORATORI FORESTALI SONO FUORI LUOGO

Ieri in fiamme i boschi di Cefalù



Ieri sera un incendio ha colpito le aree boschive che si distendono attorno a Cefalù. Le fiamme erano visibili in lontananza. 
Il caldo di ieri non ha dato tregua. E quando le temperature salgono, si sa, il pericolo del fuoco è dietro l’angolo. Soprattutto se non è stata fatta – come quest’anno – un’accurata attività di prevenzione. Questo è avvenuto non certo e responsabilità degli operai della Forestale, ma per colpa di un’amministrazione regionale che, ormai da tempo, ‘naviga’ a vista anche rispetto ad argomenti seri.
Molte case e ville sono state evacuate. Il fuoco ha lambito le abitazioni e i danni sono stati ingenti. Le fiamme si sono avvicinate anche nei pressi dell’Ospedale San Raffaele-Giglio di Cefalù. Tante le contrade interessate dalle fiamme. Tra queste, le contrade Ferla, Cippone, Ferla, Allegracuore e Presti.
Paura tra la gente, se è vero che molti automobilisti sono rimasti bloccati a causa delle strade chiuse al traffico.
A rendere tutto più difficile ha pensato il vento di scirocco, che ieri non ha dato tregua.
Altri incendi, per fortuna di non grandi dimensioni, si sono verificati sulle Madonie.
Ieri, insomma, si è avuta la testimonianza palmare che le polemiche sui lavoratori della Forestale sono fuori luogo e che il Governo regionale dovrebbe mettere la Forestale nelle condizioni di prevenire gli incendi. Evitando chiacchiere inutili.  


30 Luglio 2012

E' SBAGLIATO ATTACCARE I FORESTALI

Sbagliato attaccare gli operai della Forestale 

Di Giuseppe messina

E’ davvero singolare che da Milano ci si scomodi per parlare di spending review in Sicilia. Ancora più originale è che si metta sotto accusa il settore forestale. Affaritaliani.it, giornale online di Milano, potrebbe occuparsi di indagare sugli sprechi nella sanità lombarda e non solo. Potrebbe approfondire, scavare sugli sprechi nel pubblico impiego milanese e lombardo. E invece che fa? Punta il dito sui forestali siciliani. Peraltro lo fa citando numeri fuorvianti. Emergono inesattezze dal gusto speculativo. Ed a che pro? Proviamo a chiarire alcune cose.
Intanto più volte siamo intervenuti a difesa dei lavoratori forestali, perché convinti che gli sprechi albergano altrove. Intanto, i forestali in Sicilia non sono 30 mila ma poco meno di 26 mila. Se non fosse intervenuto il Governo Monti con il blocco dei pensionamenti e l’allungamento dei requisiti, il numero sarebbe sceso di almeno altre 3 mila unità.
Per comprendere correttamente la dimensione del fenomeno, che spiega il perché di un tale “esercito” come è stato più volte definito, partiamo dal presente. Se il giornalista Antonio Galdo ha potuto scrivere l’articolo osservano dalla finestra la copiosa pioggia che imperversa nel Nord Italia, questo è già sintomatico di una storica differenza. Proprio così, una diversità tra Nord e Sud.
Mentre a Milano piove da qualche giorno, in Sicilia le colonnine superano oramai da quasi un mese, i 40 gradi. E’ forse il caso di ricordare che gli incendi sono più facilmente registrabili con tale clima che sotto la pioggia. Per cui, se si confrontano i due aspetti il conto torna.
L’articolo non fa emergere correttamente i contorni e le complessità del settore. I lavoratori del comparto forestali non si occupano solamente dello spegnimento degli incendi. La Sicilia è una regione dal territorio fragile. E non solo per via del rischio terremoti. L’assetto idrogeologico e la gestione della superficie boschiva e delle aree protette è strategica per la sicurezza dell’intera comunità. Quindi l’attività di manutenzione, prevenzione e spegnimento incendi costituisce l’ossatura del settore.
E’ azzardato parlare di finti forestali. I lavoratori forestali ci sono e rischiano anche la propria vita sul posto di lavoro per domare gli incendi. Il tutto per ottenere una retribuzione media di circa 1.500 euro per soli sei mesi. La storiella poi che vedrebbe i lavoratori forestali trattati come dei privilegiati per via dell’indennità di disoccupazione, fa ridere. E’ un diritto che spetta al forestale come a qualsiasi altro lavorate che ha maturato il requisito.
Altra cosa è il sistema – tutto siciliano – che vuole il forestale eternamente precario. Che poi il lavoratore forestale per sopravvivere arrotondi con qualche lavoretto in nero, beh, è tutto da verificare. Di certo non ce la sentiamo di biasimarli. E’ stato di necessita’. Che sia indispensabile dare continuità al lavoro prezioso dell’operaio forestale, questa testata giornalistica lo sostiene da sempre. Significa dare certezza lavorativa e rendere trasparente il settore.
Diversi disegni di legge giacciono al parlamento siciliano. Di recente, il deputato all’Assemblea regionale siciliana (Ars), Vincenzo Vinciullo del Pdl, ha avanzato l’idea della stabilizzazione del personale tutto. I vantaggi sarebbero diversi e porterebbero sicuramente ad una riduzione di almeno altri 5 mila lavoratori. Anche altri parlamentari siciliani sono pronti a stabilizzare il settore forestale. Sulla vicenda il presidente della commissione Attività produttive dell’Ars, Salvino Caputo,  è più volte intervenuto.
Il parlamentare del Pdl si è dichiarato pronto ad avviare l’iter per l’approvazione di un testo legislativo. Una norma che garantisca i lavoratori e che preveda il loro utilizzo per 12 mesi l’anno. Una legge che chiarisca finalmente chi e come deve gestire la programmazione e l’attuazione delle misure a sostegno del territorio siciliano. La salvaguardia passa per la prevenzione prima che per lo spegnimento degli incendi.
Il Governo Lombardo, per tutta la legislatura, ha mostrato preoccupanti carenze di programmazione e progettualità. Se di sprechi si deve parlare, bene, allora cerchiamoli nella gestione dei progetti necessari per l’utilizzo delle risorse comunitarie. Lasciamo in pace i lavoratori forestali che si sono ritrovati ad operare nel 2012 in condizioni difficilissime per via della incapacità del Governo regionale di avviare i progetti per tempo.
Senza una attività di prevenzione il rischio incendi di moltiplica. Per cui il 2012 passerà alla storia sia per i continui anticicloni che hanno mantenuto la temperatura sopra i 40 gradi, sia per il numero degli incendi. La Sicilia brucia? Sì. Ma non per colpa dei lavoratori forestali.

30 Luglio 2012 


I DEPUTATI DEL PDL HANNO PRESENTATO LA PROPOSTA DI LEGGE PER LA STABILIZZAZIONE

 

 Sortino

Forestali, proposta di legge per la stabilizzazione


Sortino. Per porre fine a tutte le polemiche che in questi ultimi giorni hanno interessato i lavoratori forestali, il deputato Vincenzo Vinciullo, assieme ad altri tre deputati, ha presentato la proposta di legge per «la stabilizzazione del personale impiegato a tempo determinato addetto ai lavori di sistemazione idraulico forestale e idraulico agrario assunto alle dipendenze dell'Amministrazione forestale regionale per le esigenze connesse all'esecuzione dei lavori condotti in amministrazione diretta».
Obiettivo del disegno di legge è quello di poter disporre di un contingente di lavoratori a tempo indeterminato in modo da rendere più efficiente l'azione dell'Amministrazione forestale, diluendo le fasi di intervento durante l'intero arco dell'anno, intervenendo nei periodi più opportuni. Il Pdl di Sortino ha espresso apprezzamento e soddisfazione sull'azione importante che sta svolgendo il parlamentare in questi giorni, in merito a due problematiche importanti che coinvolgono tanti forestali. Per stabilizzare i lavoratori si dovranno utilizzare i fondi che lo Stato elargisce per l'indennità di disoccupazione e i fondi degli enti locali che sono costretti ad utilizzare per la gestione e la pulizia dei siti archeologici, delle strade provinciali e del verde pubblico. Il Pdl è convinto che solo con la stabilizzazione si possa eliminare il lavoro nero, l'evasione fiscale ed ottenere una sostanziale riduzione della spesa pubblica.
Inoltre, è stato presentato sempre dal deputato regionale, un ordine del giorno per la proroga di un anno per quei precari che non sono stati stabilizzati dai vari enti pubblici in cui operano.
P. M.

29 Luglio 2012



PROPOSTA FUORI TEMPO MASSIMO!!!
Solo i bambini credono alle favole........
Bye Bye


POTENZIARE LE COMPETENZE AMBIENTALI

«Fumarole è necessaria un'unica forza di polizia»


S. Croce. a. c.) "La Province non rappresentano il male della Sicilia, ma la Regione sì". Fare Ambiente, in prima linea a difesa dell'ente locale, elenca alcune delle ragioni per cui deve essere tutelato. In particolare in riferimento alle rosa delle competenze relative alle questioni ambientali che potrebbero essere potenziate, per fronteggiare lotte sempre aperte, come, ad esempio, quella alle fumarole che, specie nel periodo estivo, attanagliano il territorio, così come le discariche abusive. L'associazione ambientalista che a livello provinciale è rappresentata dal coordinatore Salvatore Mandarà, a livello nazionale, invece, da Vincenzo Pepe, auspica, tra le altre cose, una rimodulazione delle forze operaie all'interno delle aree forestali e dei consorzi di bonifica, dove si registrano oggi eccedenze in modo da concentrare ogni energia per realizzere anche una ripresa economica. "Si potrebbe realizzare - aggiunge Mandarà - un'unica forza di polizia per garantire al meglio la sicurezza nelle nostre campagne e rendere il lavoro della Polizia Provinciale e delle Guardie forestali più efficace. Per quanto concerne la raccolta dei rifiuti solidi urbani, si dovrebbe creare un'unica discarica gestita dalla Provincia. Si verrebbe a conferire i rifiuti solo in questa struttura, risparmiando su spese esose, considerando che oggi la nostra spazzatura va a Motta S. Anastasia provocando un aggravio alla Tarsu. Non bisogna "toccare", dunque, la nostra Provincia, perché è la Regione Siciliana che ha scialacquato i nostri soldi con consulenze e nomine".

29 Luglio 2012

LA SICILIA E' COME LA GRECIA


 Intervista con Manlio Sgalambro

"Penso, dunque solo"


Manlio Sgalambro si racconta. Racconta la sua indifferenza alla politica e alla tv. Racconta la sua insularità. Il sentimento della solitudine.

Default. Sprechi. Spread. E poi forestali, bilancio, Armao, Lombardo. Come la Grecia. Non siamo la Grecia. La Sicilia è come la Grecia. La Sicilia non ci fa entrare in Europa. Spezzoni di discorsi che si sentono ormai dovunque, su cui è difficile non essere chiamati ad esprimere un’opinione. Difficile chiamarsene fuori: tutti ci sentiamo in qualche modo chiamati in causa. O forse no. Parlare con Manlio Sgalambro, filosofo e paroliere, ma anche scrittore e cantautore, è come uscire dalla corrente, sedersi sulla riva e vedere le cose come da lontano, ma forse più nitidamente.

Sgalambro, che cos’è la misantropia di cui parla nel suo ultimo libro (Della misantropia, Piccola Biblioteca Adelphi, 2012 p. 128)?
"Io ho cercato di mettere in luce il lato misologico della ragione. Non si può amare unilateralmente la ragione: se Platone avesse amato la realtà, non avrebbe cercato le Idee. La ragione detesta le cose, le tortura, le apre. Misantropia - come misologia - significa detestare la realtà, è un momento misologico della ragione, l’esecuzione del conoscere. Se la ragione lascia le cose tali e quali non fa filosofia, ma accademia. La filosofia non è accademia, insegnamento: è testimonianza. Io sono un testimone".

Nell’età di internet, dei voli low cost, dell’alta velocità, il sentimento dell’insularità esiste ancora? Nel mondo antico isola era spesso sinonimo di fortuna, ricchezza, condizioni di vita speciali: le Isole Fortunate, le Isole dei beati. Oggi che significa essere isolani?
"Per me ha significato il luogo in cui noi trovavamo il nostro stare e divenire, trovavamo il meglio di tutto di questo: solo nell’arte l’isola è vera".

Il luogo in cui si vive, si è vissuto da bambini ha un ruolo nella definizione dei nostri concetti di limite, di distanza, di misura, di potere o impotenza. Nel caso della Sicilia questo ruolo è molto enfatizzato da tutta una serie di retoriche: del clima, della cultura, dell’impegno. È possibile essere Siciliani senza retorica, senza che ogni nostro gesto abbia uno spessore “culturale” scontato?
"Io mi sento siciliano, con dei dubbi. Isolano, piuttosto. Isolanità significa abolire e non abolire l’isola. I polinesiani, che vivono fra miriadi di isolette, solcano costantemente il loro mare con le piroghe e cercano di annullare l’isolanità, di costruire una terraferma. L’isolano ama la solitudine più completa. Io sono adesso uno stanziale, sono stato nomade in gioventù: l’ isola è per me la mia stanza, il mio stare".

Non vi sente una costrizione?
"No. Perché l’ho slargata, questa stanza, con i miei viaggi. E quindi ora è un posto cui tornare, con beatitudine, per riflettere. L’isola è un momento della vita in cui restar soli, insularità è solitudine. La mia insularità è una della cause della mia solitudine".

Nel pensiero occidentale l’antidoto all’essere governato è governarsi, è l’autonomia. Ma oggi vediamo che le autonomie, nel senso di regionalismi, di statuti speciali – vedi ora la Catalogna, oltre che la Sicilia – sono in crisi. Che cos’è l’autonomia, se è qualcosa: una necessità, un lusso o un’utopia?
"Durante il fascismo, che io ho vissuto, io sostenevo il separatismo, vedevo lo statuto autonomo come merito perché ritenevo che noi dovessimo separarci dal fascismo e quindi dall’Italia. L’Italia resta, come è stato detto, un’espressione geografica: c’è Roma, c’è Napoli e c’è la Sicilia. La vedo come un qualcosa di disgregato: se la vedo così, la vedo migliore, vedo la speranza. Altrimenti è un astratto. La crisi delle autonomia è una crisi politica, non metafisica. Io vivo l’isola come se dovesse sparire: come l’isola ferdinandea, che sparì prima che si vi potesse piantare una bandiera, mentre i sindaci sulla costa litigavano per chi dovesse mettervi la sua, di bandiera. La Sicilia può sparire, può inabissarsi".

Dopo molti secoli il Mediterraneo torna ad essere teatro storico, con le rivolte del mondo arabo. La Sicilia stenta a ritagliarsi un ruolo: troppo a nord per fare la rivoluzione e troppo a Sud per uscire senza traumi dalla crisi. I Forconi non hanno la resistenza dei ribelli egiziani, che per mesi hanno manifestato a Piazza Taharir e la società civile non ha la forza per debellare i clientelismi e i protezionismi. È la svogliatezza la malattia della Sicilia?
"Se è una malattia è una malattia positiva, questa terra non deve fare rivoluzioni o altro. Deve riprendere a scrivere, riprendere la sua letteratura. Vedo qui i dolori della Sicilia, nel significato che essa ha dato scrivendo di se stessa. La mia generazione era una generazione che si esprimeva attraverso la scrittura, viveva la Sicilia mediatamente, non immediatamente attraverso azioni politiche, ma attraverso azioni culturali: questi sono i valori che ha la Sicilia".

Fra le retoriche di cui parlavo c’è anche quella della difesa, dell’orgoglio. Tanto più da quando c’è un “caso Sicilia” rispetto al quale è difficile non prendere posizione. Lo zoccolo duro dell’elettorato di Lombardo è catanese. In questi giorni il governatore è in tutti i telegiornali a difendere il suo operato. Catania si sente chiamata in causa nel “caso Sicilia”, dalle cento nomine del governatore? Lei si sente chiamato in causa?
"Guardo poco la televisione e no, non mi sento chiamato in causa. Io abito un luogo metafisico. Anche quando ho parlato di mafia, ne ho parlato in senso metafisico. Io devo fare i conti ormai con la mia vita, questi sono i conti che mi interessano, che indago. Che ci importa dei Lombardini? Non mi interessano. Lei se ne interesserebbe, se dovesse fare i conti con la sua vita?".

29 Luglio 2012

29 luglio 2012

A ROMA SI SONO ACCORTI CHE IN SICILIA CI SONO 30 MILA FORESTALI

Toh, a Roma si sono accorti che in Sicilia ci sono quasi 30 mila forestali…


L’articolo s’intitola: Finti forestali e incendi veri”. Lo pubblica il quotidiano on line Affaritaliani.it a firma di Antonio Galdo. Si dovrebbe trattare di una rubrica “Non sprecare”. Si parla delle “finte e inutili guardie forestali”.
Scrive Galdo: “Il fenomeno, purtroppo, è in aumento con numeri ormai fuori controllo e con una totale impotenza da parte di sindaci e assessori delle regioni del Sud. In Sicilia ad oggi si contano 28.542 persone pagate per la salvaguardia dei boschi della regione. Sì, avete capito bene: un esercito di guardiani per spegnere, o prevenire, incendi che invece si moltiplicano. Il costo di questa milizia dello spreco è pari, ogni anno, a quasi 700 milioni di euro. Con un doppio spreco, perché da un lato non si raggiungono gli obiettivi del servizio e dall’altro si è allargato un bacino di precari eternamente prorogati, sempre a carico di Pantalone. I forestali siciliani da vent’anni beneficiano di un trattamento particolare: sono in servizio, e pagati, per sei mesi, e altri sei invece li trascorrono ricevendo a domicilio un assegno mensile di disoccupazione. E magari facendo, allo stesso tempo, qualche lavoro in nero”.
E ancora: “Lo spreco finora ha funzionato così bene da diventare un vero sistema economico, a proposito di boschi da proteggere e di guardie forestali da assumere. A Godrano, un piccolo centro a mezz’ora di strada da Palermo, su 1.096 abitanti ben 190 risultano forestali. Nove uomini su dieci vivono con questo rubinetto di spreco del denaro pubblico. A Pioppo, una frazione di Monreale, su 2.366 abitanti, i forestali sono 383, quanti quelli in servizio nell’intera regione del Piemonte. A Sortino, in provincia di Siracusa, stessa musica: 9mila abitanti, 437 impiegati nei boschi, mentre nell’intera Lombardia, con una superficie boschiva pari a 264 colte quella di Sortino, i forestali in tutto sono 460″.
Detto questo, gli sprechi ci sono. Ma non nell’attività antincendio. Perché se c’è una cosa che ha funzionato negli ultimi sette-otto anni in Sicilia è proprio l’attività antincendio. O ci dobbiamo dimenticare degli incendi che andavano in scena, in Sicilia, negli anni ’80, negli anni ’90 e nei primi anni del 2000?
Certo, il costo di quest’attività è elevato. Però va detto che c’è stato, negli ultimi trent’anni, un patto tacito tra la classe politica siciliana e quella nazionale. Il Governo centrale non ha più erogato al Sud i fondi ordinari; in cambio le classi dirigenti del Sud Italia – o presunte tali – hanno utilizzato i fondi per gli interventi straordinari nel Mezzogiorno prima (vedi la legge nazionale n. 64 del 1986) e i fondi europei dopo al posto dei fondi ordinari dello Stato che non sono più arrivati. Utilizzando questi soldi anche per la forestazione.
Ora che i soldi sono finiti, Roma si accorge che nel Sud ci sono sprechi nella forestazione. Come mai i governanti nazionali non se ne sono accorti prima?
Ora, in Sicilia, come afferma Affaritaliani.it, ci sono quasi 30 mila persone che vivono di forestazione e di attività antincendio. Ma è così da trent’anni. Anzi, negli ultimi sette-otto anni, in Sicilia, gli incendi dei boschi si contano sulla punta delle dita. Piaccia o no, ma è così. E in ogni caso, che ne facciamo dei circa 30 mila forestali? Li buttiamo a mare? 


29 Luglio 2012

LA REGIONE DEVE TUTELARE I FORESTALI!!!

 

Bronte, Maniace e Randazzo

I presidenti dei Consigli
«La Regione tuteli i forestali»


«Non tagliate le giornate lavorative dei lavoratori forestali. Oltre a provocare un danno all'economia delle loro famiglie interessate, ne verrebbe penalizzata la cura e la tutela dell'ambiente».
A sostenerlo sono i presidenti dei Consigli comunali Salvatore Gullotta di Bronte, Giuseppe Spatafora di Maletto, Rodolfo Arcodia di Maniace e Carmelo Rubbino di Randazzo, che preoccupati dalla "spending review" regionale, che si sono riuniti, decidendo di scrivere ai presidenti della Regione e dell'Ars e agli assessori all'Agricoltura ed al Territorio, chiedendo loro di essere ricevuti a Palermo il 31 luglio per rappresentare il dramma che una decisione simile provocherebbe nelle famiglie e nel territorio. «Pur nella consapevolezza della carenza di risorse, - scrivono i presidenti nella missiva - vogliano evidenziare come le somme stanziate nel comparto salvaguardia e lo sviluppo delle aree montane ed agricole forestali, determineranno una riduzione di circa il 40% delle giornate lavorative».
«La situazione è gravissima - ha affermato il consigliere comunale di Bronte, Vincenzo Sanfilippo - C'è il rischio che i lavoratori effettuino appena un terzo delle giornate lavorative che hanno svolto lo scorso anno, compromettendo anche la realizzazione dei progetti. Ai lavoratori la nostra solidarietà».
L. S.

28 Luglio 2012



Anche le altre Amministrazioni Comunali si dovrebbero unire a quelli del Catanese per essere ricevuti, a condizione che nessuno di questi speculi sulla pelle dei lavoratori, il riferimento sono le prossime elezioni regionali.
SVEGLIAAAAAA............



LA CAUSA DEGLI SPRECHI SONO I FORESTALI?





21 luglio 2012

Nella Sicilia degli sprechi sull'orlo del fallimento siamo andati a vedere i numeri del Corpo Forestale. Un ente che con i suoi 20 mila precari costa alla regione siciliana 400 milioni di euro l'anno.


Guarda il video



Ci vogliono far credere che la causa della crisi siamo noi.
 In questo momento va di moda accusare il comparto forestale della Sicila.

Difendiamoci da questo "Killeraggio Giornalistico" e in qualche caso anche politico.
 
MA SE NON LO FAREMO NOI, NON LO FARA' NESSUNO!!!

STABILIZZAZIONE DEGLI OPERAI FORESTALI DEL NORD




Interpellanza dell'On. Giovanna Negro (Lega Nord)
foto tratta dal sito della Camera dei Deputati
 
Destinatari
Ministero destinatario:
  • MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI delegato in data 20/07/2012
Stato iter:
IN CORSO


Atto Camera

Interpellanza 2-01609
presentata da
GIOVANNA NEGRO
lunedì 23 luglio 2012, seduta n.670

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, per sapere - premesso che:

gli operai forestali a tempo determinato, cosiddetti OTD, sono utilizzanti nell'ambito delle funzioni del Corpo forestale dello Stato, ai sensi della legge n. 124 del 1985;

il decreto-legge n. 78 del 2010, convertito dalla legge 122 del 2010, ha disposto che le pubbliche amministrazioni, a decorrere dal 2011, possono assumere personale a tempo determinato nel limite del 50 per cento della spesa sostenuta per le stesse finalità nell'anno 2009;

nonostante i tentativi ditale previsione con una deroga per le assunzioni di cui al predetto decreto-legge n. 78 del 2010 (in ragione del fatto che la norma in questione appare in contrasto con l'articolo 2, comma 250, della legge finanziaria per il 2010 e con il successivo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di riparto delle risorse ivi disponibili, che assegnava al Corpo forestale dello Stato 3 milioni di euro per le assunzioni di personale a tempo determinato per gli anni 2010, 2011 e 2012), per l'anno 2011 sono stati resi disponibili solo 1.414.223,33 euro;

le ridotte risorse finanziarie disponibili nel 2011 e nel 2012 non hanno consentito di procedere alla riassunzione dei 181 operai a tempo determinato impiegati nel 2010, ma solo di 81 unità per un periodo massimo di sei mesi;

la riduzione degli operai a tempo determinato è stata più consistente negli uffici che dispongono, a seguito della procedura di stabilizzazione conclusasi nel mese di ottobre 2008, di un più elevato numero di operai a tempo indeterminato (OTI);

a titolo esemplificativo si evidenzia che, mentre a Cosenza dal 2011 lavorano 96 operai a tempo indeterminato, a Tarvisio (Udine), che ha un'estensione superiore di aree protette amministrate, ne lavorano solo 13. Analoga situazione si riscontra ad esempio anche a Peri (Verona);

appare evidente come il «taglio» in questione abbia comportato anche un dimezzamento del numero degli operai a tempo determinato soprattutto nelle regioni del Nord e, per quei pochi rimasti, anche dei mesi di lavoro;

come sopra indicato, il 2012 è, pertanto, l'ultimo anno dei finanziamenti per l'assunzione dei predetti operai a tempo determinato in capo al Corpo forestale dello Stato, seppure con risorse dimezzate da 3 milioni di euro a circa 1,4 milioni di euro in ragione dei tagli previsti dal decreto-legge n. 78 del 2010;

da segnalazioni ricevute dai diretti interessati, sembrerebbe che senza nuovi stanziamenti in favore della legge n. 124 del 1985, non sarà più possibile procedere alle assunzioni degli operai a tempo determinato -:

quali iniziative il Ministro interpellato intenda porre in essere per far fronte al problema della stabilizzazione definitiva degli operati a tempo determinato, e comunque alla necessità di garantire nuove risorse per assicurare il rinnovo dei contratti degli stessi operai a tempo determinato a decorrere dal 2013, ciò anche in ragione delle connesse conseguenze occupazionali che il tema comporta nonché delle importanti funzioni di salvaguardia del territorio che tali operai rivestono soprattutto nelle regioni del Nord.

(2-01609) «Negro, Fugatti».





CORPO FORESTALE DELLO STATO. SPOT CAMPAGNA ANTINCENDIO 2012


 

Spot campagna antintendio 2012

Corpo Forestale dello Stato




Forestale, spot contro gli incendi boschivi: «non bruciare il tuo futuro» 



E’ Terence Hill il protagonista del nuovo spot della Campagna antincendio boschivi del Corpo forestale dello Stato.

Il video  girato in alta definizione, della durata di 30”, mostra un agente del Corpo forestale dello Stato che monta a cavallo ed attraversa boschi maestosi e radure di incantevole bellezza. Nel montaggio serrato, in un crescendo drammatico, diverse voci fuori campo, in un’alternanza di toni vocali compongono alcuni frasi “Ogni anno a causa degli incendi vengono distrutti….ettari di bosco, ossigeno e muoiono…animali”. Giunto in una radura l’uomo si ferma e si guarda intorno e finalmente la camera inquadra il viso del cavaliere, rivelando agli spettatori la propria identità: l’attore Terence Hill, che rivolto al pubblico esclama “Non bruciare il tuo futuro, se avvisti un incendio boschivo, chiama subito il 1515 del Corpo forestale dello Stato”.
Lo spot, realizzato anche in versione radiofonica, sarà trasmesso dalle emittenti radiotelevisive RAI, nell’ambito degli spazi riservati alla comunicazione istituzionale e dai network privati che vorranno aderire alla campagna, ed ha l’obiettivo di informare ed educare i cittadini al rispetto della natura e del patrimonio boschivo, evitando di mandare in fumo così anche il nostro futuro.
La campagna è stata realizzata gratuitamente dalla LUX VIDE per il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali - Corpo forestale dello Stato, in accordo con il Dipartimento della Protezione Civile e il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.
Gli incendi boschivi rappresentano una grave piaga per il nostro Paese che torna puntualmente alla ribalta ogni estate. I roghi sono, infatti, la causa di tanti danni ambientali con effetto a lungo e medio termine sull’intero ecosistema forestale, tra cui il deterioramento del suolo, la scomparsa di biodiversità, il degrado ecologico, il dissesto idrogeologico.







 Guarda il video

 

 

ASSEMBLEA (ELETTORALE?) DELLA FLAI DI BRONTE




Venerdì 3 Agosto ore 18
ASSEMBLEA PUBBLICA DELLA ZONA
CGIL “ETNA NORD-OVEST”
Real Collegio Capizzi
corso Umberto, 279
BRONTE
L’impegno del nostro sindacato per:
- La difesa dei servizi pubblici ed il rispetto dell’equità sociale;
- Il rilancio dei settori produttivi, la difesa dell’occupazione e della previdenza (indennità di disoccupazione, cassa integrazione/mobilità) dei lavoratori e delle lavoratrici;
- La tutela dell’ambiente (parchi, boschi, etc.) ed il rispetto degli accordi con il sindacato unitario in tema di: stabilizzazione occupazionale, contrattazione e capitolo unico per gli OTI nel settore della forestazione.
Introduce: Gino Mavica (responsabile della zona)
Interviene: Alfio Mannino (segretario gen. prov. Flai-CGIL)
Conclude: Angelo Villari (segretario gen. prov. CGIL)
Sono presenti: i Segretari delle camere del lavoro comunali e le segreterie provinciali di categoria
E’ invitata: l’on. Concetta Raia (già segretaria generale FLAI-CGIL)
INVITIAMO TUTTI A PARTECIPARE !






MANCATA EROGAZIONE DELL'INDENNITA' DI DISOCCUPAZIONE

SEGRETERIE PROVINCIALI
PALERMO

Al Direttore INPS di Palermo
Dott. Domenico Busciglio

Oggetto: mancata erogazione delle prestazioni spettanti ( Ds Agricola )

Le scriventi OO.SS., in riferimento alle problematiche relative al Comparto Agricolo con particolare riferimento alle liquidazioni delle Prestazioni a sostegno del reddito, relativamente alla sede INPS di Partinico, le chiedono un incontro urgente al fine di potere affrontare in modo definitivo e trovare opportune soluzioni alle problematiche di cui all’oggetto.
Confidando in un Vs pronto e sollecito riscontro, porgiamo distinti saluti.
Palermo 27/07/2012
FAI-CISL (Gaetano Pensabene) FLAI-CGIL​ (Onofrio Ribaudo)​ UILA-UIL (Adolfo Scotti) ​

27 Luglio 2012

28 luglio 2012

FORESTALI FINTI E INCENDI VERI


Forestali finti e incendi veri


antonio galdo
Nuova puntata della rubrica di Affaritaliani.it in collaborazione con www.nonsprecare.it
Vuoi non sprecare? Scrivi e chiedi consiglio ad Antonio Galdo:
angaldo@gmail.com

Di Antonio Galdo
I boschi bruciano, specie al Sud, e il governo promette di correre ai ripari. Il ministro Corrado Clini parla in modo esplicito di un  "circuito dell’illegalità", dove tutto si tiene: dallo smaltimento illegale dei rifiuti, offerto dai clan della malavita organizzata a un decimo del prezzo di mercato, all’inquinamento ambientale; dai roghi tossici all’aumento della mortalità per tumori.  In attesa di un rapporto che arriverà presto sulla scrivania di Clini e di una decisa presa di posizione del governo, anche per scuotere le amministrazioni locali spesso colluse o indifferenti, alla catena degli sprechi  dei boschi manca un ultimo anello. Quello delle finte e inutili guardie forestali.
Il fenomeno, purtroppo, è in aumento con numeri ormai fuori controllo e con una totale impotenza da parte di sindaci e assessori delle regioni del Sud. In Sicilia ad oggi si contano 28.542 persone pagate per la salvaguardia dei boschi della regione. Sì, avete capito bene: un esercito di guardiani per spegnere, o prevenire, incendi che invece si moltiplicano. Il costo di questa milizia dello spreco è pari, ogni anno, a quasi 700 milioni di euro. Con un doppio spreco, perché da un lato non si raggiungono gli obiettivi del servizio e dall’altro si è allargato un bacino di precari eternamente prorogati, sempre a carico di Pantalone. I forestali siciliani da vent’anni beneficiano di un trattamento particolare: sono in servizio, e pagati, per sei mesi, e altri sei invece li trascorrono ricevendo a domicilio un assegno mensile di disoccupazione. E magari facendo, allo stesso tempo, qualche lavoro in nero.
Lo spreco finora ha funzionato così bene da diventare un vero sistema economico, a proposito di boschi da proteggere e di guardie forestali da assumere. A Godrano, un piccolo centro a mezz’ora di strada da Palermo, su 1.096 abitanti ben 190 risultano forestali. Nove uomini su dieci vivono con questo rubinetto di spreco del denaro pubblico. A Pioppo, una frazione di Monreale, su 2.366 abitanti, i forestali sono 383, quanti quelli in servizio nell’intera regione del Piemonte. A Sortino, in provincia di Siracusa, stessa musica: 9mila abitanti, 437 impiegati nei boschi, mentre nell’intera Lombardia, con una superficie boschiva pari a 264 colte quella di Sortino, i forestali in tutto sono 460.
La Sicilia non ha il monopolio di questo scempio, e anche in Calabria, dove le guardie forestali, pagate con lo stesso meccanismo dello stipendio e del sussidio, rappresentano  la più importante fonte di occupazione della regione, con quasi 20mila addetti. Chi può pensare di difendere questo Sud? E come si fa, di fronte a questi numeri, a pensare che qualcuno nelle regioni del Nord non parli di separazione? Forse il governo, a proposito di tagli e di trasparenza, può fare qualcosa e sottrarsi al gioco di Ponzio Pilato per il quale la colpa delle finte guardie forestali è di tutti e quindi di nessuno.

27 Luglio 2012

L'ENNESIMA PROPOSTA ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI

C.S. PROPOSTE DI LEGGE SULLA STABILIZZAZIONE DEI FORESTALI

PDLCOMUNICATO STAMPA. Il PDL esprime grande apprezzamento e soddisfazione sull'azione importante che sta svolgendo l'On. Vinciullo in questi giorni all'ARS, in merito a due problematiche importanti che coinvolgono tanti lavoratori siciliani, difatti è stato presentato il Decreto Legge che alleghiamo alla presente sulla stabilizzazione dei lavoratori forestali utilizzando i fondi dello Stato che elargisce per l'indennità di disoccupazione ed i fondi degli Enti Locali che sono costretti ad utilizzare per la gestione e la pulizia dei siti archeologici, delle strade provinciali e del verde pubblico.
Il PDL è convinto che solo con la stabilizzazione si possa eliminare il lavoro nero l'evasione fiscale ed ottenere una sostanziale riduzione della spesa pubblica, per tale motivo che sosteniamo l'azione che sta svolgendo l'On. Enzo Vinciullo in quanto siamo convinti che sia la ricetta giusta per diminuire, di molto, gli addetti ed evitare le clientele che durano da oltre 20 anni.
Infine è stato presentato sempre dall'On. Vinciullo, che sarà discusso lunedì 30 luglio un ordine del giorno per la proroga di un anno per tutto quel personale impiegato a tempo determinato vale a dire per tutti quei precari che non sono stati stabilizzati dai vari Enti pubblici in cui operano.
Sortino lì, 27/07/2012
COMPONENTE DEL COORDINAMENTO
REGIONALE DEL PDL
( Nello BONGIOVANNI)



Allegato (1) ORDINE DEL GIORNO E DECRETO LEGGE SUI FORESTALI
TITOLO II
Misure per favorire l'occupazione e lo sviluppo

Art  9.  
Proroga di personale impiegato a tempo determinato
1. All'articolo 7, comma 1, della legge regionale 26 dicembre 2010, n. 24 sostituire le parole '2011 e per l'anno 2012' con '2012 e l'anno 2013'.
2. All'articolo 7, comma 2, della legge regionale 26 dicembre 2010, n. 24 sostituire le parole '2011 e per l'anno 2012' con '2012 e l'anno 2013'.
3. All'articolo 7 della legge regionale 26 dicembre 2010, n. 24 è aggiunto il comma 3: 

'3. Per le finalità del presente articolo le proroghe di cui al comma 1 non sono computate ai fini dei limiti di cui all'articolo 76, comma 7, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazione dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 e successive modifiche ed integrazioni e il relativo costo non è computato per le finalità di cui all'articolo 1, comma 557, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 e successive modifiche ed integrazioni'

****************

Allegato (2) DISEGNO DI LEGGE DI INIZIATIVA PARLAMENTARE

"Stabilizzazione del personale impiegato a tempo determinato addetto ai lavori di sistemazione idraulico forestale e idraulico agrario assunto alle dipendenze dell'Amministrazione forestale regionale per le esigenze connesse all'esecuzione dei lavori condotti in amministrazione diretta".

Presentato dai Deputati:

VINCIULLO, POGLIESE, CAPUTO, FALCONE

RELAZIONE DEI DEPUTATI PROPONENTI

Onorevoli Colleghi,

I dati sull'andamento della superficie boscata in Sicilia, dal dopoguerra ad oggi, evidenziano un notevole incremento, passando da 101.678 ettari del 1947 agli attuali 365.224 ettari.
Parimenti è cresciuta la superficie del demanio forestale regionale, gestito dall'Amministrazione Forestale Regionale, secondo lo stesso andamento, in seguito ad espropri ed acquisizioni, sia di boschi che di terreni nudi sottoposti a rimboschimento.
La superficie del demanio è passata dai 4.550 ettari del 1947 ai 168.552 ettari attuali, cui si aggiungono 8.484 ettari di proprietà comunali o di altri Enti, per cui la Regione Siciliana, per il tramite dell'Amministrazione Forestale, è di fatto il principale soggetto gestore dei boschi siciliani.
I boschi in Sicilia sono molto diversificati in relazione alla loro origine, naturale o artificiale, alle differenti condizioni pedo-climatiche, ma anche alle molteplici funzioni cui essi assolvono, mediante la produzione di beni e servizi per la collettività, quali: la conservazione del suolo e delle risorse idriche, la salvaguardia della biodiversità, la mitigazione dei cambiamenti climatici, il contrasto alla desertificazione, la produzione di prodotti legnosi e non legnosi, la produzione di biomassa utilizzabile anche ai fini energetici. Inoltre, il bosco contribuisce a mitigare l'impronta ecologica degli insediamenti civili ed industriali ed a migliorare la qualità della vita.
Il patrimonio boschivo siciliano, possiede, pertanto, oltre che un grande valore commerciale anche un inestimabile valore in termini di servizi, di funzioni e di esistenza che si perderebbero con il suo deterioramento o la sua scomparsa.

In Sicilia, gli incendi boschivi rappresentano, ancora oggi, una calamità che investe significativamente e ciclicamente il patrimonio boschivo regionale, con migliaia di ettari percorsi ogni anno.
L'analisi degli incendi per regione, nel 2010, ha evidenziato la grave situazione registrata in Sicilia, il cui numero degli incendi è stato pari al 24% del totale nazionale, mentre la superficie percorsa dal fuoco totale e boscata sono state, rispettivamente, il 44% e il 37% di quelle complessive dell'intero Paese. Nello stesso anno in Sicilia si è registrata anche la maggiore superficie media per incendio, pari a 17,5 ettari.
Purtroppo, tale andamento non costituisce l'eccezione di un'annata particolarmente sfavorevole, quanto la regola di una tendenza che soprattutto per le particolari condizioni climatiche, tende a ripetersi se non a peggiorare di anno in anno.
In tale contesto, l'Amministrazione Forestale Regionale deve essere messa in condizione di intervenire preventivamente, al fine di rendere più efficaci le azioni di repressione passiva ed attiva degli incendi boschivi, attuando una selvicoltura preventiva che tenga conto delle caratteristiche del bosco, così da renderlo, nei limiti del possibile, meno vulnerabile al fuoco.
Purtroppo, nella realtà operativa dell'Isola, i ritardi con i quali annualmente vengono messe a disposizione le risorse necessarie per il concreto avvio dei lavori di prevenzione passiva e di contrasto degli incendi boschivi, contribuiscono a determinare un quadro di incertezze degli operatori del settore, a discapito della difesa del patrimonio boschivo.
Obiettivo del presente disegno di legge è quello di poter disporre di un contingente di lavoratori a tempo indeterminato in modo da rendere più efficiente l'azione dell'Amministrazione forestale, diluendo le fasi di intervento durante l'intero arco dell'anno, intervenendo nei periodi più opportuni.
Se tale personale, che nei periodi in cui non presta servizio percepisce un'indennità di disoccupazione da parte dell'INPS, avesse un contratto di lavoro a tempo indeterminato, diventerebbe la carta vincente per l'intero patrimonio boschivo regionale, dato che, grazie alla loro professionalità, acquisita in anni di attività nel settore, sarebbe utilizzato tutto l'anno per realizzare e disciplinare tutti gli interventi di manutenzione necessari e propedeutici alla tutela dei boschi e del territorio sottoposto a vigilanza e controllo.
La modifica del contratto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato, tra l'altro, non avrebbe alcun costo aggiuntivo per le casse regionali, visto che verrebbero utilizzati gli stessi fondi che l'INPS oggi adopera per i sussidi di disoccupazione senza, peraltro, averne un ritorno per la collettività, nel senso che i lavoratori percepiscono l'indennità senza alcuna utilità per la collettività.
Non va inoltre sottovalutata la possibilità certa che, di fronte ad una stabilizzazione, almeno il 20% degli aventi diritto sceglierà di non accettare la proposta del tempo indeterminato, con il risultato finale di escludere, quindi, tutti coloro i quali non hanno interesse alla trasformazione del contratto di lavoro individuale a tempo indeterminato.
A ciò si aggiunga anche la possibilità di valorizzare il patrimonio immobiliare demaniale, per la realizzazione di una rete turistico-ambientale che consentirebbe la realizzazione di percorsi storico-ambientali e culturali unici al mondo.

Infine, non va sottovalutata la possibilità che detti lavoratori possano essere utilizzati nei lavori di manutenzione delle strade provinciali, comunali, statali e/o gestite dal CAS, del verde pubblico nelle scuole e negli ospedali ed infine nella gestione e pulizia di tutte le aree archeologiche esistenti in Sicilia, che sono le più estese al mondo e che, oggi, versano in uno stato di assoluto abbandono.

DISEGNO DI LEGGE DI INIZIATIVA PARLAMENTARE

Art. 1

1. La Regione siciliana, nel rispetto del Dettato costituzionale e dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario, si prefigge di tutelare e salvaguardare il proprio patrimonio agro-boschivo, realizzando una politica di prevenzione e controllo del territorio al fine di difendere le aree boschive da incendi e dissesti idrogeologici.
2. Per il raggiungimento degli obiettivi di cui al comma 1 del presente articolo, la Regione siciliana utilizza, a tempo indeterminato, i soggetti in atto in organico presso l'Azienda forestale, assunti nei contingenti a garanzia occupazionale di 78, 101 e 151 giornate e rispondenti ai requisiti stabiliti dagli articoli 43 e 44 della Legge regionale 14 aprile 2006, n. 14, dovranno essere impiegati a tempo indeterminato.
3. Entro 180 giorni dall'entrata in vigore della presente legge, i dipendenti a vario titolo in organico presso l'Azienda foreste demaniali e l'Ispettorato ripartimentale foreste, rispondenti ai requisiti di cui al comma 2 del presente articolo, dovranno confermare, con apposita richiesta, la volontà di essere assunti a tempo indeterminato.
4. Per quanto non espressamente contenuto, restano in vigore le disposizioni previste dalla legge regionale 14 aprile 2006, n.14.

Art. 2

1. La presente Legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale della Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo, a chiunque spetti, di osservarla e di farla osservare come Legge della Regione.

VINCIULLO, POGLIESE, CAPUTO, FALCONE

 27 Luglio 2012



Bisognava aspettare la fine della legislatura per presentare l'ennesima proposta?
La categoria dei Forestali ha gli occhi bene aperti!!!






TAGLI AI PERMESSI SINDACALI ADESSO E' GUERRA DI CIFRE

La spending review siciliana

Tagli ai permessi sindacali
Adesso è guerra di cifre

Un articolo del disegno di legge sulla spending review prevede il taglio del 90% per le assenze dei dipendenti regionale motivate da attività sindacali. Ma tre sigle insorgono: "I dati diffusi da Armao sono fasulli". L'assessore replica: "Sono i numeri resi noti dalla Corte dei conti"

I 62 commi che compongono il ddl sulla cosiddetta “spending review” siciliana sono infarciti di misure certamente impopolari, dolorose, ma secondo l'assessore regionale Armao, assolutamente necessarie. Il problema è che, in certi casi, non sembrano chiari nemmeno i numeri sui quali operare i tagli. È il caso, ad esempio, di quello che nell'emendamento approntato da Armao era il “comma 18 bis”, riguardante i permessi sindacali. La norma prevede un'indicazione molto semplice: “Le aspettative ed i permessi sindacali fruiti dalle OO.SS. dei dipendenti cui trova applicazione il CCRL dei dipendenti regionali è ridotto del 90% della misura in atto vigente”.

Ma a quanto ammonta quel 90%? Già, sui permessi sindacali dei dipendenti della Regione è guerra di cifre tra l'assessore Armao e i sindacati. Armao, infatti, fa riferimento ai dati contenuti nel rendiconto generale per l'esercizio finanziario 2011 della Corte dei conti. Secondo la Corte, per i lavoratori della Regione siciliana, i permessi al 2011 ammontavano a 775 minuti e 50 secondi. Un numero che può dire poco se non lo si confronta con i dati riguardanti, sempre stando al rendiconto della Corte, i dipendenti statali: 76 minuti e 30 secondi. Insomma, i sindacalisti siciliani avrebbero a una quota di permessi sindacali superiore di dieci volte a quelle dei colleghi statali.

Una cifra smentita oggi dai sindacati Cobas Codir, Sadirs e Siad: “I dati diffusi sulle prerogative sindacali nella Regione Siciliana dall’assessore Gaetano Armao a supporto del comma 18bis, di sua stesura, nella “spending review” - scrivono - sono privi di ogni fondamento, in quanto riferiti ad alcuni anni or sono, ancor prima che intervenisse l’accordo, sottoscritto in data 14 marzo 2011, tra Aran Sicilia e organizzazioni sindacali in seguito alle direttive del presidente Raffaele Lombardo che ha dimezzato il contingente dei permessi sindacali da 35.000 giornate complessive (distribuite tra 8 organizzazioni sindacali rappresentative) a 18.375 giornate. Il numero, infatti, di minuti per permessi sindacali attribuito dalla Regione alle organizzazioni sindacali è di 360 minuti per dipendente e non di 775 minuti e 30 secondi (come erroneamente affermato dall’assessore all’Economia)”.

Insomma, secondo i sindacati il numero complessivo delle ore di permesso corrisponde alla metà di quanto indicato da Armao. E sempre secondo le sigle, anche il raffronto con i permessi dei dipendenti statali non è descritto in maniera corretta: “Oltre ai 76 minuti e 30 secondi previsti dal contratto nazionale quadro – scrivono Cobas Codir, Sadirs e Siad - vanno considerati altri ulteriori parametri. Innanzitutto, altri 18 minuti e 50 secondi, se si fa riferimento al comparto enti locali (che conta 600mila dipendenti), oppure altri ulteriori 27 minuti se si fa riferimento al comparto degli enti non economici (che conta 57mila dipendenti e che, quindi, è quello più vicino alle caratteristiche della Regione siciliana in termini numerici): si tratta di ulteriori minuti di permessi sindacali attributi per partecipazione a direttivi e riunioni di organismi statutari oltre che per le confederazioni sindacali. In definitiva, a livello nazionale, va considerato un parametro minimo di circa 100 minuti per dipendente (e non quindi di 76 minuti e 30 secondi come sostenuto dall’assessore Armao o dalla stessa Corte dei Conti). Ma alla Regione – prosegue la nota - il calcolo viene fatto su circa 16.000 dipendenti di ruolo non tenendo conto di tutto il bacino dei lavoratori realmente assistiti dai sindacati rappresentativi (circa 1.000 precari regionali, 26mila operai stagionali forestali, lavoratori pip, lsu, società partecipate etc.)”.

Semmai, secondo i sindacati il confronto andrebbe fatto con un altro settore di impiegati, quello del “comparto nazionale degli enti non economici, mentre alla Regione siciliana – spiegano i sindacati - che conta 16 mila dipendenti viene attribuita un’aspettativa ogni 650 dipendenti (21 aspettative totali), l’Aran nazionale prevede per quel comparto di 57mila dipendenti il numero di 192 aspettative, ovvero un’aspettativa ogni 296 dipendenti, con ulteriori 205 minuti, quindi, da aggiungere ai 100 minuti attribuiti a livello nazionale per permessi sindacali, per un totale di 305 minuti di libertà sindacali attribuiti per ciascun dipendente. Non, quindi, un rapporto di 1 a 10 (“il mille per cento…”) come sostenuto, strumentalmente, dall’assessore Gaetano Armao (utilizzando i dati dell’anno 2003, superati dall’entrata in vigore di accordi restrittivi tra Aran Sicilia e sindacati), ma, effettuando il confronto con una categoria nazionale più simile dal punto di vista dei numeri, di 360 minuti alla Regione contro i 305 minuti per dipendente attribuiti al comparto nazionale di riferimento (enti non economici)”.

Puntuale la replica dell'assessore Armao: “I dati su permessi e aspettative sindacali – ha detto - sono quelli della Corte dei conti, espressi nel giudizio di parifica e ribaditi due giorni fa alla Commissione bilancio della Camera e mai smentiti dal sindacato. Il sindacato – aggiunge - svolge una funzione insostituibile ed incessante nella difesa dei lavoratori e per il progresso della Sicilia e questo eè fuor di dubbio. Ma proprio per questo è chiamato a dare uno straordinario contributo alla revisione della spesa e al contenimento dei costi di un apparato che, sebbene svolga funzioni che in altre regioni sono assolte dallo Stato, ha tuttavia una dimensione non più compatibile – conclude Armao - con le riduzioni di spesa imposte dalle manovre nazionali e che occorre conseguire nei prossimi due anni (- 4 miliardi di euro)”.

“Se tale manovra dovesse passare così come voluta da Armao – hanno però ribadito i segretari generali dei sindacati autonomi Cobas Codir, Siad e Sadirs – utilizzando dati fuori dalla realtà, si consumerebbe un’antidemocratica cancellazione dei sindacati autonomi rappresentativi e forza di maggioranza assoluta, forse perché spine nel fianco di ogni politica asservita alla clientela ed agli sperperi di palazzo”. 
 
27 Luglio 2012

27 luglio 2012

LEONFORTE (EN). ARGOMENTI DISCUSSI GIORNO 24 LUGLIO

Pubblico quì sotto gli argomenti che sono stati trattati nell'incontro del 24 luglio 2012 dai colleghi di Leonforte.

Ringraziamo Francesco Di Clemente per l'impegno mostrato a favore della categoria e per le info che gli avevo richiesto.


Cliccare per ingrandire

MARIELLA MAGGIO: TRAVISATE LE MIE PAROLE SUI FORESTALI




MARIELLA MAGGIO A PROPOSITO DEI FORESTALI E DELL'INTERVISTA A'L'UNITA'


Purtroppo nell’intervista pubblicata il 26 luglio da L’Unita’ il mio pensiero sui forestali risulta travisato. Penso che Lombardo, ancora una volta, abbia usato in questi giorni i temi del deficit regionale e del piano di rientro chiesto da Roma per propaganda elettorale sulle spalle dei lavoratori, senza affrontare il nocciolo delle responsabilita’ che gli competono. Come quelle di fare progetti per la messa in sicurezza del territorio e per la tutela su cui dislocare i forestali, dei quali non si puo’ e non si deve parlare solo in termini di costo. Alla domanda su eventuali esuberi ho risposto che il primo argomento da affrontare e’ la riorganizzazione del servizio forestale sulla base delle esigenze del territorio. Allora si potra’ certamente vedere che i forestali non sono troppi. Non ho mai detto che a chi e’ di troppo non si rinnovano i contratti. 


26 Luglio 2012




MARIELLA MAGGIO: LA SICILIA HA BISOGNO DI INVESTIMENTI




Intervista a Mariella Maggio. La segretaria regionale:«Scelte scellerate,giusto l’intervento di Monti. Sì ai tagli agli sprechi ma vanno trovate risorse per l’apparato produttivo»

26/07/2012 . Unità   


 Cgil: «La Sicilia ha bisogno di investimenti»

Da una vita «denunciamo il rischio default in Sicilia, con bilanci basati su entrate fittizie e su residui attivi anch'essi fittizi. Ora che qualcun altro ha lanciato l'allarme, il governo ha prestato una forte attenzione. Siamo contenti, ma ...». Mariella Maggio, segretario regionale della Cgil Sicilia, ha molto da dire sul patto di spending review che si profila fra Monti e Raffaele Lombardo, «noi difendiamo i lavoratori ma siamo contro gli sprechi, sapendo bene che l'isola è in recessione profonda». È stata Confindustria, con Ivan Lo Bello, a lanciare l'allarme. «Prima ancora c'è stato il commissario governativo (figura prevista dallo Statuto siciliano, ndr), che ha impugnato il bilancio di previsione. Mi chiedo perché negli anni passati non lo abbia fatto, eppure, le assicuro, la situazione era la stessa: mutui e spesa corrente, stessi bilanci fasulli». Siete contenti dell'attenzione del governo nazionale, ma? «In Sicilia non si deve procedere con i tagli lineari, come è avvenuto sul piano nazionale. Il disavanzo di 6 miliardi lo dobbiamo a una spesa degenerata, che ha sottratto risorse agli investimenti, diminuiti del 5%. Abbiamo bisogno di spesa qualificata, il Pil della Sicilia è troppo basso, siamo avanti solo alla Calabria ma siamo una regione di 5 milioni di persone con il 27 % al di sotto della fascia di povertà». I dipendenti della Regione sono troppi. «Il punto è che il taglio lineare del 20% salva gli sprechi, lascia gli esuberi dove stanno e rischia di privarci di professionalità necessarie dove servono. Noi paghiamo un'azione politica scellerata, sono state attivate centinaia di consulenze inutili, si è giocato sulla fame di lavoro e sulle clientele. Chiediamo a Monti sostegno per una azione di risanamento, per riorganizzare la macchina amministrativa, ci sono servizi da potenziare e da decentrare». Avete migliaia di forestali «Lombardo si fa bello, lui non manda via nessuno. La verità è che pratica il gioco della vecchia politica. Ogni anno c'è il ricatto e si rinnovano i contratti. Ma non si fanno progetti di risanamento dei boschi e delle coste e questi lavoratori sono solo un costo. Si facciano i progetti, poi, a chi è di troppo, non si rinnoverà il contratto». 600 milioni di euro europei bloccati. «Non solo, anche sui fondi strutturali il governo regionale non ha fatto ciò che avrebbe dovuto, non c'è rendicontazione sui progetti presentati». Con tutti i funzionari della Regione Sicilia non si riescono a fare i progetti? «Le competenze ci sono ma non vengono utilizzate. Il governo regionale non ha avuto le carte in regola, senza considerare che sul piano etico c'è molto che lascia a desiderare. È mancata un'azione forte nei confronti dei governi nazionali e, a pagare, è l'apparato produttivo. Le grandi imprese nazionali Anas, Trenitalia, Rfi, hanno abbandonato la Sicilia e non c'è bisogno che ricordi la situazione di Termini Imerese. I petrolchimici sono in crisi ma gli accordi di programma non vanno avanti, le delibere del Cipe su opere cantierabili sono bloccate, eppure sarebbero un volano anti-ciclico» A Monti chiede investimenti? «Sì, chiediamo investimenti e politica nuova. La rimodulazione dei fondi strutturali a cui sta lavorando il ministro Barca va bene, ma non basta in una regione dove sono 350.000 neet, giovani che non studiano e non lavorano». Cosa si aspetta dalle elezioni in Sicilia? «Discontinuità politica, rottura netta fra mafia, politica, affari. Un progetto forte che abbia come effetto occupazione stabile. La Sicilia deve sottrarsi al ribellismo dei forconi e al ricatto clientelare sul lavoro». Il 1° marzo avete manifestato insieme a Confindustria. «Abbiamo espresso il disagio comune di imprenditori e lavoratori. Molte cose ci accomunano, su alcune abbiamo opinioni diverse».

26 Luglio 2012


FALCONE (PDL) L'ARS APPROVI ULTIMI PROVVEDIMENTI

 

Sicilia/Bilancio: Falcone (Pdl), Ars approvi ultimi provvedimenti



(ASCA) - Palermo, 26 lug - ''In questi ultimi giorni di legislatura il Parlamento siciliano abbia un sussulto di orgoglio e approvi le opportune misure, indispensabili per mettere in sicurezza i conti della Regione, cosi' come ci viene richiesto da Roma, nonche' tutti quei servizi indispensabili come il trasporto pubblico locale, i collegamenti con le Isole Minori, il servizio antincendio e le problematiche relative ai rifiuti''. Lo afferma il deputato regionale del Pdl, Marco Falcone (nella foto, tratta dal sito scordia.info).

''Sarebbe veramente dequalificante che qualcuno pensasse che il cosiddetto DDL 900 potesse diventare il carro su cui far ritrovare le materie piu' disparate che possono rappresentare piccoli interessi di bottega a discapito dei servizi essenziali richiesti dalla collettivita''', conclude l'esponente pidiellino.

26 Luglio 2012